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Interstellar: wormholes for dummies

Ho viaggiato per tre ore nella quinta dimensione, ma per la prima volta ero lucido.
Ecco quanto ho visto, sigla.

Nel futuro non troppo lontano di Nolan ci sono cose buone e cose cattive: le buone sono che ci saranno ancora gli alcolici, i pick-up Dodge, i jeans e il baseball, mentre le cattive sono che ci saranno ancora i complottisti che rifuggono lo sbarco sulla Luna, che la pubblica istruzione sarà affidata a loro e che – bhè – c’è l’ Apocalisse in corso.
Anche nel nuovo film di Nolan ci sono delle cose buone e cattive, iniziamo dalle prime.

Interstellar è un film piacevole da attraversare, ha innanzitutto l’indiscutibile merito di tenerti tre ore con la sincera curiosità di vedere cosa succederà, di capire dove ti trovi e cosa sta succedendo. In tempi di blockbuster per adolescenti con l’A.D.D. non è poca cosa per un film che si affida molto alla capacità dello spettatore stare attento e alla sua volontà di voler seguire vicende basate su digressioni di fisica teorica a tema “alterazioni plausibili dello spaziotempo” e per un film che si prende molto sul serio. Insomma: il primo pregio che gli ascrivo è la sua integerrimità nel voler essere un film serioso ed un blockbuster di sci-fi per adulti.

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l’apocalisse è un gigantesco Kansas.

Altro merito indiscutibile è la qualità della confezione: Interstellar è un film bello da vedere e che perpetra quel sempre più raro miracolo del Cinema: ti porta in posti e situazioni in cui non sei mai stato, magari non ci volevi nemmeno andare ma ormai ci sei e ci vai. Ci si ritrova in mondi, situazioni fisiche e scansioni del tempo del tutto alieni ma tangibili e non meno aliena è la Terra, rappresentata così familiare ma allo stesso tempo tanto strana da mettere a disagio. Nolan immagina al cinema un futuro tutto suo, lo racconta in modo proprietario, dettagliato, sentito e questo si vede per tutto il film. Non fa sbavature con le varie timeline contemporanee che si sovrappongono per raccontare le storie di tanti personaggi, è ben dosato il ritmo, non gli si può dare troppo contro registicamente, è un compito svolto bene. In questo “portarti in mondi dove non sei mai stato” includo anche una grande costruzione scenografica e di design tecnologico, sia chiaro, ma non voglio dilungarmici perché sarebbe molto lungo, di cose da dire ce ne sono parecchie e vi lascio a godervele da zero in sala visto che sono una delle parti più notevoli del film.

Interstellar-Walking-Monolith-Robot

Mondi

Nolan qui ha un pregio che sempre meno autori si concedono o possono concedersi: osa, ambisce; Interstellar è uno dei film mainstream più ambiziosi degli ultimi anni, per me è sempre un atteggiamento meritorio quando non c’è ubris e di quella non ne ho vista. Un film ambizioso a partire ovviamente dal budget e dalla scelta tecnica, ambizioso nel voler raccontare in dettaglio l’infinito dell’universo, ma è soprattutto ambizioso nel voler essere allo stesso tempo un film di genere ma con la consapevolezza di chi ha visto e letto la fantascienza “d’autore” e la vuole incanalare in un prodotto che arrivi a tutti, intrattenendo sì ma senza calare troppo le braghe.
Nolan non ha nascosto a monte di aver guardato anche a cose come 2001 Odissea nello spazio o a Solaris, nel film non lo nasconde nemmeno un attimo -a volte anche un po’ troppo- ma forse il suo più grande “debito” col film di Kubrick, ancora più che di tematica ed estetica, sia “morale” ovvero quello di voler fare un film di genere che lo trascenda senza però tradirlo.
Interstellar osa perché si azzarda a chiedere al pubblico un compromesso: “Vi faccio divertire, forse anche riflettere, ma a patto che per tre ore il vostro cervello e il vostro culo siano miei”. Oggi è una presa di posizione rara, in un mondo in cui, per tenersi pavidamente al riparo da accuse di superbia e/o tenersi buoni i budget degli studios, quasi nessuno ha le palle di mettere sul tavolo certe condizioni nel cinema d’intrattenimento e nemmeno di mediarle verso il basso: si accetta il diktat di studios e de “il pubblico vuole” così come vengono.
Osa perché fonda sfacciatamente la sua distopia sul fatto che non causiamo noi l’apocalisse con tutte le nostre cattive abitudini ma noi ne siamo la causa intima, siamo un parassita che uccide la sua pianta qualsiasi strada prenda per poi morire in massa e in parte traferisi su di un’altra pianta, anche fosse ad anni luce da qui.
Interstellar ha il fegato per abbracciare nel 2014 il caro e vecchio Malthus e mandare a fare in culo qualsiasi positivista della Domenica: ci sbatte in faccia che siamo troppi e dobbiamo levarci dalle scatole in qualche modo, non ci vuole far sentire in colpa per educarci e senza mezzi termini dice che siamo endemicamente noi la colpa, insalvabili qualsiasi cosa facciamo e che in questo cesso di condizione sono solo le empatie proprie dell’essere umano ad elevarci e a non rendere il nostro istinto di sopravvivenza fine a sé stesso pari a quello di un afide. Non è proprio il modo più ruffiano per mettere giù la questione in un film per tutta la famiglia ecco.

Il film ha un animo apprezzabile, è pieno di riferimenti ed influenze ammirevoli che vanno dal coltissimo al super pop: dalla teoria dello spaziotempo spiegata con il foglietto bucato come in Event Horizon alle nuvole di polvere del Furore di Steinbeck, le videochiamate di 2001 Odissea nello spazio così come l’ammaraggio del modulo da ricognizione uguale a quello de Il pianeta delle scimmie del 1968, o la colonna sonora di Zimmer che cita palesemente Koyaanisqatsi e via con molte altre influenze, molti riferimenti che però non scadono nel fan service. Certo qualche strizzata d’occhio in meno a Kubrick non sarebbe stata male eh, anche per evitare l’ingombrante paragone che tutti non vedevano l’ora di fare dal primo giorno.

Interstellar

“Mi sa che ho sbagliato fermata”

Altro punto  favore è la recitazione: non mi sento di parlare per tutto il rest del cast, ma Matthew McConaughey vola alto e qui regge il film da solo, tanto mi basta. La componente empatica e umana, che la è la chiave della lezione morale principale del film, è tutta nelle mani del texano e nei suoi primi piani, è nelle scene in cui passa dal riso allo sconforto più abissale in una solo ripresa, roba che a confronto la sequenza del Joe Pesci di “sono buffo?!” in Goodfellas ci ritorna un po’ appannata.
Vedere in un film d’intrattenimento fantascientifico una prova così convinta è una cosa che premia dopo anni di film con pochi sforzi in merito.
È un bel malloppo di cose buone, direi.

Tutto ciò lo rende il capolavoro per cui stracciarsi le vesti come volevano tutti convincersi già solo dal primo trailer? No: già ai miracoli non ci credo molto, quando te li telefonano sono però abbastanza certo che non ci siano e se me li urlano i commenti di YouTube sotto un teaser con solo campi di pannocchie allora proprio non ci sto.

Interstellar, poi, lo voleva davvero essere un capolavoro? Secondo me no: voleva essere un film ambizioso sì, ma di film onestamente ambiziosi e ben riusciti senza essere dei capolavori ce ne sono molti e vanno bene così. Quindi Interstellar è ambizioso e ben riuscito? No, secondo me neanche questo: è riuscito solo in parte a catalizzare le ambizioni in risultati positivi tangibili.
E quindi? “Che film è ‘sto Interstellar?!” , vi chiederete.

E qui prego i nostri attrezzisti di far cascare l’asino.

donkey

Thump.

Che ci siano delle cose negative lo ho anteposto ad inizio pezzo e varie delle cose che ho ascritto alle “cose buone” sono inseribili nel mondo delle “buone intenzioni”, quelle di cui sono pieni gli hangover di capodanno e di cui sono lastricate le strade per l’inferno, avrete di sicuro presente.
È meglio non avere ambizioni e fare a mestiere oppure è meglio avere ambizioni e schiantarcisi a testa bassa contro il muro della fattibilità? Dipende dai casi, con Interstellar per me era il caso di tentare la seconda, come Nolan ha fatto, non gli è riuscito pienamente ma il tentativo valeva la pena.

Interstellar per quanto la butti sulla supercazzola della plausibilità scientifica vuole essere un film visionario, Nolan però non è un visionario ma un esteta rigoroso e controllato e quindi tutto quell’aspetto che palesemente il film vuole consegnarci ci arriva tirato col freno a mano, mai libero di esplodere davvero.
E non che questo controllo poi esima il film dai maccosa, ne è abbastanza pieno anzi, ma come in tanti film di Nolan te li fai passare come i trucchi di un prestigiatore, salvo poi ripensarci dopo e rimanere un po’ deluso perché dietro questo sontuoso gioco di fumo e specchi il film è molto semplice, con una trama lineare e pure un sacco di buchi.
Una semplicità sicuramente voluta, sono sicuro Nolan volesse che che fossero le storie umane in primo piano piuttosto che una trama complessa ma anche qui Nolan non è l’uomo migliore per raccontare i sentimenti essendo uno dei registi meno empatici che conosca.
Tolta la convinzione con cui McConaughey ci trascina e rende tridimensionale i sentimenti per tutto il film Interstellar non riesce ad essere umano e toccante come penso volesse essere, non tocca né le corde intellettuali di Kubrick né il sentimentalismo di Spielberg ma anche qui il tentativo valeva la pena e lo ho apprezzato.

INTERSTELLAR

il cast con una cassa frigo di birre

Avevo rivisto da poco tempo uno dei miei film preferiti da ragazzino, The Right Stuff del 1983, che è stato il film che Nolan ha mostrato alla sua troupe per fargli capire che tipo di tono voleva dare alla sua fantascienza hard e mi sono ritrovato a pensare come sia buffo che risulti fantastica una storia vera fatta di collaudi aeronautici e conferenze stampa piuttosto che un film che prova in tutti i modi a stupirci con la fantasia ma in fondo non è sufficientemente ispirato per farlo.

Interstellar quindi è tutt’altro che perfetto e ha i suoi difetti ma li ho presi sportivamente, preferendo guardare ai lati positivi. In fondo a non convincermi sono cose che non mi hanno convinto nella maggior parte dei film di Nolan e non posso dirmi realmente deluso o sorpreso.
Non sarà il film di fantascienza della sua generazione, e vi invito a diffidare da chi lo propugnerà come tale, ma ha comunque un suo perché anche se più che il film in sé forse ho più apprezzato l’ idea stessa di proporre un film così oggi. Un’idea che spero ispiri qualcuno a rifarla meglio.

DVD-Quote suggerita:
“Intelligente ma non si applica”

Darth Von Trier i400calci.com

IMDb | Trailer

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284 Commenti

  1. babaz

    piccola digressione… non vi sembra ridicolo che nel 2014, sul principale BLOG di cinema italiano, nei commenti copiosi non ci sia un TAG SPOILER che funzioni *realmente* ?!

    MA LOL

  2. Gatsu io Gatsu io

    Harvaludizo
    Ma in realtá è lo stesso cooper a suggerirsi il tutto mentre è nel tesseratto proprio perche capisce che la possibilitá di salvare l’umanitá sta nel suo partire per quella missione e giungere fino al tesseratto per poter suggerire alla figlia la soluzione dell’equazione, seguendo gli indizi lasciati nel film trovo plausibile che l’umanità evolutasi dalla colonia dell’unico pianeta vivibile sia arrivata ad un tale livello scientifico da poter influenzare il passato.

  3. Taccagno

    Nel frattempo me lo sono rivisto una seconda volta e mi è piaciuto ancora di più, tra l’altro il finale l’ho trovato meno patetico della prima volta, probabilmente perché finito l’effetto sorpresa si fa meglio mente locale.
    Poi i’idea che gli umani della colonia siano i veri creatori futuri del tesseratto non è malvagia, ma facendo ipotesi sul come poi sono avvenuti i fatti è possibile qualsiasi cosa. Anche che gli umani della stazioni spaziali successivamente si siano uniti a quelli della colonia.
    Ma alla fin fine non credo sia la cosa più importante del film.

  4. Dr. Stranamorte

    @fabiuzZ;
    @Gatsu io Gatsu io:

    Riguardo la possibile spiegazione del finale:

    SPOILER OVVIAMENTE
    La colonia umana insediata nel pianeta 3 si sarebbe potuta salvare a prescindere da Cooper. E qui non ci piove.
    Però qualcosa non torna comunque: Cooper NON avrebbe partecipato alla missione se non avesse trovato la base della NASA, vale a dire senza le coordinate. Ora se ricordo bene, le coordinate – insieme a tutti gli altri messaggi del “fantasma” – se le dà da solo dal tesseratto, quindi il paradosso resta, vi pare?
    Cioè gli umani del futuro Superintelligenti salvatisi grazie al Piano B, hanno creato un tesseratto in un buco nero in modo che se qualcuno ci casca dentro può viaggiare nel tempo, ma con una destinazione ben specifica: dietro una libreria di una ragazzina terrestre (se poi ci finisce un robot invece si ritrova, senza passare dal Via, dritto dritto a schiacciare cinque alti e a berne un paio con i bro della Quinta Dimensione, chiaro..).
    Detto questo è evidente che la simpatica sorpresina dei compari intelligentissimi è destinata esclusivamente a Cooper, il quale… è morto da più di centinaia di migliaia di anni, coltivando pannocchie!

    Se invece mi ricordo male e le coordinate sono invece l’unico messaggio per Cooper inviato dalle Superfaine di cui sopra, allora mi chiedo: come facevano a sapere che lui, dopo mille peripezie pericolosissime, sarebbe entrato a gamba tesa in un cazzo di buco nero, per di più conscio del fatto che se anche fosse sopravvissuto e fosse riuscito ad “osservarlo” e a risolvere a mente una mostruosa equazione.. a chi cazzo lo raccontava? prende Whatsapp nei buchi neri?
    Non era più semplice contattare il Prof. Brand e dirgli: “Ciao. L’equazione si risolve così. Saluti. P.s: segue scappellotto interstellare.”

  5. fabiuzZ

    @Dr. Stranamorte: No aspetta un attimo. SPOILER OVVIAMENTE

    Te dici:”La colonia umana insediata nel pianeta 3 si sarebbe potuta salvare a prescindere da Cooper. E qui non ci piove.”

    Come non ci piove?! E Cooper allora che ruolo avrebbe nel film?!
    E’ lui che ha portato la tipa su quel pianeta – grazie alla sua capacità di pilotare alla schumi nello spazio – con gli embrioni congelati che poi sarebbero diventati la nuova umanità ecc. Su quel pianeta, se non ricordo male, c’era l’altro astronauta arrivato in una missione precedente che la tipa amava e che desiderava rivedere, ma 1) era solo; 2) probabilmente era pure morto 3) comunque era solo e non avrebbe potuto creare l’umanità ovviamente; 4) quindi Cooper è stato fondamentale alla realizzazione del PIANO B.

    Cooper e la tipa sono un po’ Adamo ed Eva del nuovo pianeta. I nuovi uomini esistiti grazie a loro e con i “potenti mezzi del futuro” permetteranno a lui di salvarsi ma anche di salvare i suoi vecchi simili proprio grazie alla figlia che comprendeva al volo il padre e che riuscirà a rivedere per l’ultima volta. Così si potrà realizzare anche il PIANO A. Il tutto “in The Name of Love”… ovviamente ;)

  6. cinepathia

    @freddy: sì.

  7. cinepathia

    porcamiseria m’è sfuggioto un occhio su un commento che…
    No, eh… Nonnono,no,no; NO.
    Diobbono non ci provate neanche a mettervi a fare paragoni tra ‘sta cosa e quel cazzo di film della madonna di loreto che è gravity… ma non ci provate manco per il cazzo figliuli miei, che già cercare di farlo per darsi un tono o fare il tifo a prescindere è abbastanza di cattivo gusto. Ma sul serio: ma manco per il cazzo.

  8. Taccagno

    @cinephatia peccato che Gravity prende a calci in culo la fisica proprio in una delle scene più determinanti del film.

  9. annaMagnanima

    secondo me, vi state facendo dei pipponi esagerati sui buchi di sceneggiatura senza rendervi conto del fatto che sono buchi di sceneggiatura irrisolvibili.
    e anche secondari perchè allora mi dovete spiegare:
    1. perchè gli umani del pianeta buono sono superintelligenti. chi ce lo dice???
    2. gli embrioni che diventano l’umanità del futuro CHI LI PARTORISCE???
    3. perchè nessuno capisce che il paradosso dei gemelli è ingannevole???!!!!
    4. perchè per sandra bullock sarebbe assurdo aver usato l’estintore per tornare sulla sua astronave sfruttando il famoso principio di azione e reazione?5. perchè nessuno ha capito che il tesseratto è un “luogo” in cui sono presenti TUTTI I TEMPI DI TUTTI GLI SPAZI (intesi come luoghi) CONTEMPORANEAMENTE? e che quindi lui in mezzo a TUTTI si sceglie quelli che gli servono x mandare i messaggini alla figlia?

    LA RISPOSTA è DENTRO DI TE, MA è SBAGLIATA.

  10. fabiuzZ

    @annaMagnanima:

    1. perchè gli umani del pianeta buono sono superintelligenti. chi ce lo dice???

    Nessuno ovviamente. E’ una delle tante ipotesi. Ma dal momento che qualcuno ha messo a disposizione il tesseratto a Cooper (questo sì che nel film viene detto chiaro: qualcuno ha voluto mettere a disposizione a Cooper quelle stanze del tempo), una delle ipotesi è che siano stati degli umani dal futuro. Vedi punto 5.

    2. gli embrioni che diventano l’umanità del futuro CHI LI PARTORISCE???

    Perché non la tipa? i primi figli potrebbe partorirli lei.

    *salto 3. e 4.*

    5. perchè nessuno ha capito che il tesseratto è un “luogo” in cui sono presenti TUTTI I TEMPI DI TUTTI GLI SPAZI (intesi come luoghi) CONTEMPORANEAMENTE? e che quindi lui in mezzo a TUTTI si sceglie quelli che gli servono x mandare i messaggini alla figlia?

    Sì, ma lui vede SOLO la figlia in tutti gli attimi della sua vita. Quindi da qui capisce che CHI ha messo a disposizione questo tesseratto voleva che lui comunicasse con la figlia e che lei doveva fare qualcosa (“E’ lei la prescelta…” ) cioè risolvere l’equazione e salvare il vecchio mondo. Così questo qualcuno è molto probabile sia qualcuno che conosceva in qualche modo la storia di Cooper e la figlia: ovvero la tipa sul pianeta nuovo, ovvero l’umanità del futuro…

  11. Ace Sventura

    O anche qualsiasi civiltà extraterrestre che abbia creato il tesseratto (che è un nome orribile zio castoro.) che sappia usarlo meglio degli umani.

  12. Samuel paidinfuller

    @cinepathia
    ma vedi di non rompe il cazzo

  13. annaMagnanima

    @fabiuzZ:

    no, lui non vede solo la figlia: lui vede tutto sotto forma di linee accavallate e decide di mettere a fuoco solo quello.
    il tesseratto non è l’equivalente nolaniano della stanza che in 2001 mettono a disposizione all’umano per farlo sentire pià a suo agio in un luogo alieno: il tesseratto è la singolarità, ovvero, il singolo punto alla fine del buco nero in cui lo spazio è fermo in ogni tempo: il tempo è così dilatato che non scorre più alla fine del buco nero.

    comunque, a prescindere da tutto, mentre ero lì ho preso nota della frase che lui dice prima di fare la manovra “azzera-rotazione”:
    <>>
    e la volevo ricordare a tutti :P

  14. annaMagnanima

    qualcuno la unisca al commento di prima, please:

    “non è possibile. è necessario!!!”

  15. Dr. Stranamorte

    @anna e @fabiuzZ:

    SPOILER
    Premesso che sono d’accordo che abbia poco senso fare il pelo e contropelo al film sulle incongruenze, i buchi e le leggi della fisica violate visto che non è un documentario scientifico della BBC (lo stesso vale per Gravity, per quanto mi riguarda), però il finale è una parte importante e poi non ho nulla da fare per cui:

    La mia memoria è labile, magari mi sbaglio, ma Cooper NON era previsto nella spedizione della NASA. Se non ci fosse stata un’umanità del futuro superevoluta che interferiva nel passato, Cooper sarebbe rimasto a coltivare pannocchie. Ciò significa che la colonia del piano B si è salvata a prescindere dalle manovre di Top Gun Cooper.

    Inoltre, correggetemi se sbaglio, nel film non si capisce come tali uomini futuri interferiscano nel passato. A me pare di ricordare che le stesse coordinate – fondamentali per far sì che Cooper passi da coltivatore ad astronauta che salva il mondo – se le scriva lui stesso dal buco nero! Questo è il paradosso. Cooper nel buco nero non ci finisce se nessuno interferisce con il passato, perchè non partirebbe proprio per la missione!

    Infine, sulla questione del tesseratto, io continuo a pensare che non sia un portale per “tutti i luoghi”, perchè Cooper si ritrova immediatamente dietro la libreria, non è che la sceglie. E’ stato fortunato? Cavolo poteva capitare anche in un’altra galassia!

    Comunque, ripeto, il film è godibile per altri motivi, ti emoziona, ti prende a calci, ti fa temere il peggio e ti fa immedesimare fortemente nel protagonista tanto da desiderare, nonostante tutto, un lieto fine. E purtroppo Nolan ci accontenta.

  16. Lillo

    Scacciare Ciobin è stata una autentica cazzata.

  17. fabiuzZ

    @anna e @Dr. Stranamorte:

    – Sul Tesseratto: sono d’accordo con Dr. Stranamorte. E’ praticamente impossibile (quasi ridicolo) che Cooper scelga tra infiniti momenti di vita di miliardi e miliardi di persone proprio quello della figlia. Cooper capita proprio dietro la scrivania di lei e capisce che non era un caso. Quindi o qualcuno ce l’ha fatto capitare o il Tesseratto era solo la vita della figlia.

    – Sulla NASA e Cooper: io ricordo che una volta arrivato alla NASA, M. Caine gli dice “Cooper, stavamo aspettando proprio lei”. Cooper porta la tipa e gli embrioni lassù. Questo l’abbiamo visto tutti. Prima di lui non c’era possibilità di colonizzare il nuovo pianeta. Quindi Cooper rimane fondamentale alla realizzazione del piano B. Il paradosso è che lui salva sé stesso, perché dando le coordinate della NASA a sé stesso e alla fine tornando addirittura sul pianeta nuovo dalla tipa è come se contribuisse a creare quella nuova umanità che poi salverà Cooper.

    E qui mi perdo… forse il “paradosso del Gatto” citato più sopra ci può salvare in corner…

  18. @annaMagnanima non so come dirtelo senza sembrare offensivo ma se ti stai chiedendo perché dovrebbe essere irrealistico per la Bullock ritornare sull’astronave usando un estintore credo che hai molte più domande da doverti porre, a livello scientifico.
    Quella manovra va bene per un film tipo Armageddon, non per un film che “vorrebbe” essere realistico e veritiero.

  19. annaMagnanima

    su gravity, la cosa dell’estintore vale tanto quanto il primo rientro a bordo usando i getti leggerissimi della tuta: scusa, ti bevi quelli e quella dell’estintore no????la fisica che c’è dietro è ugualissima!!!oppure, dite che sono ignorante (nel senso che ignoro) e io non mi offenderò: è un punto di partenza. però poi, con l’arte della maieutica, fatemi pure capire dove sbaglio!

    sulla storia del paradosso che lui si dà le coordinate della base nasa da solo, sono d’accordo. ma si tratta pur sempre di usare la sospensione dell’incredulità (si chiama così?): è lo stesso che tornare con gli umani dell’astronave senza recuperare relativisticamente gli anni che non sono ancora passati (quello che io chiamo paradosso dei gemelli).

  20. Schiaffi

    Santa madonna che puttanata, al min 90 nn è successo ancora niente e ne mancavano altri 90…roba che a parità di tempistica e di noia, in shindler’s list a sto punto tra cappottini rossi e vecchi sparati in testa era già successo un finimondo di roba. Poi vabbè soltanto un uomo di merda come nolan poteva venirsene fuori con quell’hipsterata di robot cubico e soprattutto le riprese di volo con la telecamera puntata sul fianco di quello scarrafone di astronave così è sicuro di non farti vedere un cazzo. A sto punto avrebbe fatto prima a inquadrare il cesso chimico di quella monnezza i navicella così ameno vedevamo gli stronzi galleggiare. Poi vabbè oh a me l’unico quesito che mi ha turbato per tutta la visione facendomi perdere il sonno è stato domandarmi quante seghe si sarà fatto quel povero cristo lassù da solo per 20 anni

  21. L’estintore non dosa la potenza, ha una sola fonte di getto e non ha alcuna precisione per potersi direzionare su tre assi. Una manovra simile è un insulto all’intelligenza dello spettatore, specialmente quando nello stesso film viene ribadito quanto servano angoli precisissimi per manovre simili.

  22. annaMagnanima

    “L’estintore non dosa la potenza”
    le dimensioni fisiche della potenza sono FORZA PER VELOCITA’
    e per “conferire” ad una certa massa una qualunque accelerazione basta una FORZA. non importa quanto grande. basta che ci sia.

    “non ha alcuna precisione per potersi direzionare su tre assi”
    infatti mi pare che lei lo scarichi completamente l’estintore per “aggiustare” con più getti e più volte la sua traiettoria.

    “Una manovra simile è un insulto all’intelligenza dello spettatore, specialmente quando nello stesso film viene ribadito quanto servano angoli precisissimi per manovre simili”
    sono d’accordissimo con te. infatti qui siamo nel territorio della sospensione dell’incredulità, ossia, quanto ci crede lo spettatore alla botta di culo :)

    però le leggi della fisica le rispetta, no?

  23. La “botta di culo” di usare l’estintore per fare manovre precise nello spazio è quanto meno ci sia di credibile in un film del genere. Come fai a trovarla credibile? Perché dal tuo primo commento (punto numero 5 mi pare, di una precedente lista) vorrei ricordarti che fai rientrare questa scena nei limiti dell’accettabile sospensione dell’incredulità.
    Non si riesce a sospendere in un film come Gravity che vorrebbe mascherarsi da film “con i piedi per terra” e poi a metà film tira fuori il trucco dell’estintore per rifarsi a “regole” che sarebbero accettabili solo quando le premesse del film sono quelle già dall’inizio. Da “Armageddon” puoi anche vedere un estintore usato in quel modo e non batti ciglio, in “Gravity” no.

  24. Mike Cocaine

    Bella recensione! Il paragone con 2001 secondo me non s’ha da fare; cose tipo il monolite TARS in orbita attorno a saturno sono piú citazioni che fanservice e comunque come dice il darth von trier il film pesca a piene mani da un sacco di altre fonti. Film fantastico se preso cosí com’é,

    Non fosse per quella bozza del 2008. 150 pagine di script del nolan (jonathan, non il chris) che mostrano il film come avrebbe potuto (dovuto?) essere. I buchi nel plot di interstellar sono dove chris con un operazione chirurgica a base di martello pneumatico e bombe a mano ha tagliato e incollato parti dello script originale. In tanti casi resta la struttura originale ‘filtrata’ con gli spiegoni e le idee del christopher – emblematica ad esempio la caccia al drone nei primi 15 minuti. Sia il drone che i trattori impazziti cercavano nello script una sonda che cooper futuro ha programmato con la magica equazione spiegosa della gravitá e lanciato attraverso il buco nero: questo satellite viene trovato appunto da coop e murph all’inizio dello script e contiene la chiave per evacuare l’umanitá, scoperta da coop futuro su un pianeta in orbita attorno al buco nero (uno dei due – vabbé, storia lunga): il paradosso temporale funziona insomma meglio che il magico orologio parlante di nonno cooper. Sparisce invece la cameretta multidimensionale, cooper che gioca al teatrino delle ombre trasmettendo gigabytes di dati in codice morse, l’imbarazzante scena eureka con il topher grace infilato a caso e un sacco di altri maccosa che il nolan cerca di pezzare con gli spiegoni. Non si capisce perché debba fare sti salti mortali per poter infilare due pipponi sull’amore.

    Matt damon castaway impazzito é rimpiazzato nel film da una spedizione dei cinesi, partita pochi anni prima ma sul pianeta extraterrestre da centinaia d’anni a causa della dilatazione temporale (il pianeta congelato, no quello con lo tsunami orario degli hunger games, che nello script non compare). Sono sti cinesi che scoprono una magica macchina antigravitá – cooper copia il loro codice ma causa serie di imprevisti ci mette troppo tempo (letteralmente – 4000 anni terrestri) e ormai sulla terra sono tutti morti e sepolti. Cooper riesce a salvare l’equazione in un satellite e lo spedisce indietro nel tempo via un wormhole dove viene trovato da cooper passato e murphy all’inizio del film. Flashback tattico a murphy e figli che in due generazioni e mezzo riescono a decifrare l’equazione magica, creare il motore antigravitazionale e cambiare quindi il futuro salvando l’umanitá.

    Insomma, il nolan ha sostituito bei temi (il lavoro di squadra, il rapporto tra generazioni, la corsa allo spazio, i cinesi, gli estraterrestri – quelli veri, che compaiono nello script e non assomigliano ad et -, il tempo) con un pippone sull’amore liberatutti. Gran peccato. Fortuna che resta comunque un gran bel film – solo con l’amaro in bocca tra uno spiegone e l’altro

  25. annaMagnanima

    @Doppiaggi Italioti
    E INFATTI quando dico “sono d’accordo con te” intendo proprio che a me gravity non è piaciuto. nonostante da piccola volessi fare l’astronauta, continuo a preferire un “apollo 13” a gravity.
    perchè? per tante cose, tra cui quella dell’estintore che è UGUALE a quella dei piccoli getti della tuta.
    QUINDI, se i getti della tuta ti vanno bene solo perchè sono piccoli e sono incorporati nella tuta e l’estintore no solo perchè non è un componente standard della tuta spaziale, non capisco quale differenza ci vedi.
    se parliamo della legge fisica alla base delle due scene, anche il tubetto del dentifricio sarebbe utile, pure se non spruzza aria. forse ce ne vorrebbero 12000, ma questa è un’altra storia. pensando ad armageddon, forse ci vedrei la lattina di cocacola. ecco, forse quella si che fa meno scientifico, ma funziona uguale uguale.
    non mi puoi dire che non sai come dirmi senza offendermi che, parafrasando, non capisco un cazzo: mi sembra di averla capita bene tale legge fisica.

    @Mike Cocaine menomale che sei arrivato tu perchè io e Doppiaggi Italioti ci stavamo per scannare :)

  26. Taccagno

    @Schiaffi come troll dovresti fare un corso di aggiornamento, così si vede troppo che trolleggi allegramente senza ritegno. Ora vai a rivederti il trailer di Avengers 2 e fai il bravo.

  27. Schiaffi

    @taccagno
    Mh si certo esprimo un’opinione diversa dagli ingegneri aerospaziali qua sopra e divento un troll. Perchè non è vero che al min 90 non è successo ancora niente, come non è vero che le riprese di volo sono tutte con la stessa visuale pietosa e soprattutto non è possibile che non possa piacermi quello schifo di robot cubico. Poi vabbè arrivato l’ennesimo fenomeno del web, con supponenza mi invita a rifugiarmi in avengers mentre lui che si vede è uno intelligente gioca a fare lo scienziato dello spazio/tempo in un blog di cinema d’azione. Dopo il minuzioso studio scientifico dell’apparato escretore di godzilla ci mancava solo lo scienziato che mi viene a spiegare la macchina del tempo. Tò bravo hai vinto il naso da pagliaccio di patch adams

  28. cinepathia

    “7G? siete sicuri? io ricordo meno..” sicuro, al 100%. ci metto i gioielli sul fuoco.

  29. cinepathia

    samuel: suca. fino in fondo, e con guso. E usa i peli come floss che c’hai na fiatella che fa appassire i baobab.
    Così, che uno non è che debba per forza essere educato se si trova davanti a “mister rincoglionito”. caro, se ti tiri le pippe pensando a nolan non puoi prentendere che tutti quanti si voglia giocare a fare i fan di Onan ammirando i tuoi prediletti. Che poi mi pare più sensata la mia domanda che non il discorso sull’estintore o altri 20 aperti qui. Ma c’hai ragione, la mia domanda è decisamente più scomoda e fa finire nolan nel parco giochi dei registi “soluzioni accazzo” (cosa che a me fa fotter sega, ma a te evidentemente smonta un mito). Guarda comunque che se nolan se ne sta nel parchetto dei registi bravi bravi che però pensan di essere geniali quando invece son solo bottimi lavoratori nessuno ti impedisce di continuare a guardarlo e tirarti le pippe: c’ha una certa età, non è reato. continua pure.

  30. cinepathia

    schiaffi, esistono i trailer. lamentarsi dell’estetica del robot di interstellar è come lamentarsi del colore della pelle dei nai in avatar. Roba che te lo fanno vedere (nel trailer appunto) per 3 mesi, tu vai al cinema e dici: eh, quella roba lì è fastidiosa… Tre mesi di trailer, figa di legno se sei perspicace!

  31. cinepathia

    comunque va bene tutto, va bene esser fan di nolan. ma paragonare ‘sta cosa che non è intrattenimento, non è scienza, non è filosofia, non è… non è un cazzo, è pura estetica… paragonarlo a quella giostra di emozioni, a quell’ottovolante di gravity…. cristo santo va bene non capire un cazzo di cinema, ma qua sembra che qualcuno si sia saltato o gravity o interstellar. settimana prossima che facciamo, mettiamo sulla bilancia da una parte shindler’s list e dall’altra inglorious basterds?

  32. cinepathia

    taccagno
    : gravity prende a calci in culo la fisica in una delle scene più importanti del film, io invece piglio a calci in culo chi va al cinema e pretende dalla macchina dei sogni il rigore scientifico. Lo piglio calci in culo e pure un po’ in giro. Bobaz.

  33. Simone

    Visto ieri sera, inizio molto promettente, ma poi sbarella.
    Qua nessuno ha citato
    SPOILER
    come si possibile che, appenda uscito dal buco nero, Cooper venga subito salvato da un’astronave di passaggio.
    E mi ha infastidito parecchio anche la cosa degli “esseri” che si rivelano umani del futuro, una roba che sembrava molto promettente ma che viene buttata così senza spiegazioni
    FINE SPOILER

    Mi sono piaciuti i robot con il senso dell’umorismo regolabile, l’estetica del pianeta-oceano che è decisamente straniante (peccato che in generale non si siano sforzati più di tanto per immaginare gli altri due pianeti), Matt Damon che fa il cattivo. Carina la trovata degli insegnanti complottisti, peccato che ai fini della trama non serva ad un bel niente.

  34. babaz

    ieri seconda visione. Mi è piaciuto persino più della prima volta. e a ‘sto giro lucciconi e lacrime maschie senza freno.

    Quindi mi scuserete se dopo 180+ commenti fra l’arido e il tech-nazi e tutte le restanti sfumature di grigio-nolan, mi risparmio il resto.

    A me sto film ha dato, e sta dando anche troppo

  35. Doctor Woo

    A parte l’ennesima conferma che Darth è il meglio del meglio (recensione misuratissima, onesta, di testa e di cuore; ribadisco: la meglio recinzione letta insieme a quella di Balbi che però parla di altro):

    – è assurdo vedere quanti astrofisici e ingegneri spaziali ci siano in Italia. Qui sui 400 meno che in altri siti, eh, ma stando alla quantità di cristiani che provano ad andare in culo a Nolan per presunte incongruenze in campo della fisica,argomento di cui tutti ci dilettiamo quando andiamo a berne un paio dopo la lezione al DAMS (ciao, cinepathia) abbiamo menti da far lavorare in 15 succursali del CERN, 12 della NASA, 93 dell’ESA. In un paese dove la frase ricorrente è “in Italiano andavo benissimo ma in Matematica non capivo un cazzo”
    – I buchi narrativi esistono da quando l’Internet è nelle mani dei commentatori
    – chiunque sia avvezzo alla narrativa di genere al 3° minuto di film aveva nasato che il fantasma fosse Matteo. E con ciò? Non cambia nulla, non fate i fenomeni, era telefonatissimo e in maniera voluta
    – Robot bellerrimi
    – Spazio da masturbazione
    – Altro che Oceano e Courmayer, pianeti stupendi
    – Anna Hathaway è un pokemon; seriamente, è super deformed
    – Sì, Nolan ve starà sul cazzo ma c’ha ragione lui
    – Fat evil Matt Damon muore male
    – Ho goduto come un riccio
    – Chi contesta alcuni particolari verosimilmente dormiva alla proiezione
    – Ho già detto che Darth è un grande?

  36. giostrante

    Ma possibile che fra i centinaia di docenti di cinema e di fisica che scrivono su questo sito non ci siano grandi osservatori e nessuno si è accorto (SPOILER) che la buona Anne nella sua ultima scena ha appena tumulato il suo fidanzatino morto nella prima missione? Si vede chiaramente lei davanti a un cumulo di pietre e questo spiega anche il perchè sia tanto presa male, oltre al pensiero di dover ripopolare sola un intero pianeta senza nemmeno poter vedere Sky.
    Nessun altro si è accorto??

  37. Non ho recuperato tutti i commenti perché in effetti la saccenza dei laureati in fisica quantistica al Cepu dopo un po’ sfrangia i maroni, comunque su un punto ha ragione Darth, poche storie: pur essendo un film quasi tutto di dialoghi con – relativamente – poche scene spettacolari, hai sempre la curiosità di vedere cosa succederà dopo e quindi non ti annoi mai.

    Poi secondo me il successo di massa e le critiche fighette dipendono dal fatto che è un po’ il Codice da Vinci della fantascienza, piazza lì quelle tematiche di grande richiamo e le sviluppa col minimo di scienza spiegata al popolo a furia di ripetizioni e disegnini che ti sembra di essere intelligente e capire tutto anche se hai la terza elementare presa in un fienile dell’Arkansas, e quindi tu uomo della strada non puoi che difenderlo adorante contro i professorini di stamminchia.

    Da parte mia né con gli uni né con gli altri, è una buona pellicolona sci-fi un po’ ombrosa (vero anche che empatia per i personaggi non ne sviluppi molta) ma che ha un suo perché. Sicuramente me lo rivedrò più volentieri di 2001 Odissea nello spazio che d’accordo capolavoro immortale immensa riflessione sulla tecnologia e l’uomo e i grandi perché ecc… però dai siamo onesti è UN FILM CHE ASSASSINA LE BALLE, ecco l’ho detto e lo confermo (anche perché tutti gli altri di Kubrick li rivedo sempre volentieri e mi coinvolgono come la prima volta, 2001 abbiocco fisso alla mezz’ora).

  38. John Matri

    Bah, la seconda parte di Barry Lyndon è molto più stracciaballe di 2001.

  39. La mia fuori tempo massimo: Interstellar è un film con la spocchia di 2001 Odissea nello spazio, ma con un terzo della potenza visiva di Gravity e basato su un plot che io proprio a mandare giù fatico.
    Quindi bocciato pesantemente.
    Salvo la storyline di Matt Damon perchè mi è piaciuta molto, come tutta la riflessione sulla missione, i suoi rischi ed i suoi scopi. Il resto, per me, fa abbastanza cagare, con alcuni picchi di MACCOSA (cit.) davvero eccessivi.

  40. annaMagnanima

    comunque invito tutti a riflettere sul commento di Mike Cocaine (http://www.i400calci.com/2014/11/interstellar-wormholes-for-dummies/comment-page-2/#comment-337103) che sistema, secondo me, la questione buchi di sceneggiatura in maniera esemplare e definitiva.

    ribadisco, inoltre, che (a prescindere dalla fisica e dall’estintore di gravity) io ho pianto tutto il film perchè, da coltivatrice pilota quale sono anche nella vita reale che ho sempre immaginato, ci ho messo un attimo ad immedesimarmi con cooper.
    sarà che sono anch’io così figa…

  41. Samuel paidinfuller

    @cinepathia
    un’altra volta quel giorno del mese eh?

  42. woody harlemsond

    Un cazzotto in faccia a un medico.una penosa rissa tra due astronauti imbottiti.matt damon che (per la gioia del sottoscritto) esplode. Questi 3 singoli momenti “action” in 3 ore di fanta-tragedia-psicodrammatica ormai sono sufficienti per essere recensiti in qesta sede ?

  43. Samuel paidinfuller

    @woody
    L’acqua la bevi liscia o effervescente?

  44. @woody harlemsond: dimentichi Anne Hathaway. E’ un horror.

  45. woody harlemsond

    Ormai solo acqua proveniente da pianeti con onde di almeno 400 metri.

  46. Romoletto

    Bella rece.
    Film appassionante per via dell’esplorazione avventurosa dell’ignoto…
    Ma *** SPOILER *** a parte il riferimento visivo ad Escher… nessuno ha notato il trittico pannocchie-baseball-messaggiodelpadredachissàdove?!?!
    Praticamente “L’uomo dei sogni”.
    Fine *** SPOILER ***

  47. cinepathia

    @dottore uhuu scusa: quale argomento di fisica avrei tirato fuori? Quello del razzo? Quella non è fisica, quella è logica. di cui, ripeto per l’ennesima volta, manco mi frega qualche cosa: sottolineavo solo quanto fosse strano andare a cercare “maccosa” nelle strutture dello spazio tempo quando ce ne sono di decisamente più elementari, palesi e che appunto non necessitano di teoremi fisico/filosofici per essere evidenziati. Che poi: che cazzo è il dams? quella roba d’arte dei fumetti di pazienza? io manco l’ho fatta l’università…

    @darksky: scusa che signiffica che <> e che però <>?

    @samuel: sono un uomo, è sempre quel giorno.

  48. Visto (finalmente) questo we e come sempre complimenti a Darth per la rece, grossomodo sono d’accordo anche se personalmente enfatizzo gli aspetti positivi.
    ‪#‎Interstellar‬ è sia un kolossal che un film sperimentale, come forse erano stati prima di lui solo 2001 di Kubrick, Apocalypse Now di Coppola e (per certi versi) Titanic di Cameron. Con questi film, registi provenienti da grandi successi (anche) commerciali affermavano la loro volontá autoriale senza compromessi commerciali.
    Interstellar è soprattutto un grande film senza compromessi, in cui non si teme di parlare di fisica, relativitá e tempo, nonostante un badget da 150 Mil $ (senza contare quelli di promozione). Ma a Nolan non trema mai la mano, nemmeno per un secondo: dirige un film difficile, ma rifiuta banalizzazioni; offre un grande spettacolo, accettando che non sia per tutti.
    Nolan ha due palle grosse come “tesseract”.
    E di questi tempi non è affatto poco.

  49. Jax

    Visto solo ieri, dopo due settimane di programmazione a Cagliari. Trovare la sala ancora piena è comunque un bel segnale. Portare tanta gente al cinema per un film di fantascienza è un segnale ancora migliore. I commenti all’uscita non erano entusiastici, variavano dal “mi ha annoiato” al “troppo lungo” al “non mi è piaciuto” generico senza specifica.

    Io invece direi che lo difendo, per 170 minuti mi sono divertito molto, ho trovato alcune difetti come era naturale aspettarsi, ma anche tante cose buone e soprattutto un film girato DI CRISTO.

    Anne Hathaway insopportabile.

  50. Spatola

    Nolan tutta la vita. Non è un film perfetto, ma punta altissimo. Ha ambizione. Vuole portarci via. Vuole darci delle cose. E spiegarcele pure. E’ una colpa se qua e là ci sono dei dialoghi bruttini (all’inzio del film, ad esempio), piovono plot-holes a secchi (ma con lo spazio-tempo è sempre così e citatemi un film sul tema che non ne abbia almeno un paio) e se il finale è meno criptico del solito (ma anche lì, poi *** SPOILER *** sicuri proprio che si tratti di super-esseri umani del futuro remoto e non alieni-alieni proprio *** FINE SPOILER ***). Alla fine, chissenesbatte: più idee, più fantascienza così (fa sembrare Gravity quello che alla fine purtroppo è, sorry: un film fatto bene ma piccolo-piccolo) e il mondo sarà sempre un posto migliore dove vivere.

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