Crea sito

Un’ottima alternativa agli spaghetti cheap: The Babadook

Stanchi di sorbirvi spaghetti a buon mercato e drammoni horror spagnoli a base di lacrime più che di sangue? Delusi da luoghi comuni tipo “fiaba gotica”, “discesa nella follia”, “i bambini ci guardano” e da sceneggiature intrise di maccosa grossi così? Ecco finalmente un film che non fa sconti a nessuno e spinge al massimo sull’acceleratore in perfetta nonchalance: zero spaventerelli basati su balzi di colonna sonora, zero personaggi a cui è facile affezionarsi, ma una storia crudele, perversa, dolorosa. E una buona dose di spavento che ti corre sottopelle ed esplode quando meno te lo aspetti, perché ti accorgi che non ti stai solo confrontando con un film, ma anche coi tuoi istinti, le tue paure, i tuoi ricordi. Ovviamente serve una mano solidissima a dirigere un materiale così incandescente e complesso; servono palle ovaie d’acciaio – e Jennifer Kent, ex-attrice che si è fatta le ossa registiche con quell’altro personaggio simpatico e pacioso che è Lars Von Trier sul set di Dogville, le ha. Essendo una donna, ha dimestichezza con la psiche della protagonista e col suo corpo, e non inventa le sue motivazioni a caso dopo averle lette su alfemminile.com; essendo sicura del proprio progetto, ha convinto un discreto numero di persone su Kickstarter a finanziarlo e ha speso i fondi nel modo migliore: circondandosi di collaboratori superlativi. Dalla fotografia espressionista, al suono, all’illustratore Alex Juhasz che ha creato il terrificante libro per bambini “Mister Babadook” su cui si basa la storia, all’incredibile performance di Essie Davis, Kent ha ostinatamente tirato le redini di un film coerente e conciso, forte di una sceneggiatura a tenuta stagna (scritta da lei e basata sul suo primo cortometraggio Monster) e profondamente insolita.

Screen-Shot-2014-08-22-at-7.03.02-AM-620x400

La fiaba della buonanotte

Amelia vive in un incubo; ben prima che il Babadook arrivi a tormentare lei e il figlioletto Sam (Noah Wiseman, molto misurato e dal visetto inquietantissimo), Amelia è fuori posto e non ha altra scelta che tentare invano di farsi accettare da un mondo che non le appartiene. In questo mondo provinciale, borghese e algido in cui ci si veste solo di nero e grigio, con tocchi di rosa per le femmine e azzurro per i maschi, Amelia ha una doppia stigma sociale: fa un lavoro umile ed è vedova. Probabilmente si è dovuta adattare a diventare infermiera dopo la morte del marito, avvenuta in un incidente d’auto mentre viaggiavano verso l’ospedale dove di lì a poco Amelia avrebbe messo al mondo Sam. Le persone che le girano intorno non fanno molti sforzi per far sentire a proprio agio né madre né figlio, guardati con sospetto in quanto bizzarri, sfigati, sgradevoli.

Gruppo di famiglia in un inferno

Gruppo di famiglia in un inferno

E questo è il lato migliore. Perché se il rapporto di Amelia e Sam col mondo esterno è un disastro, il rapporto fra loro due è mostruoso, spaventoso, proprio come il Babadook. Amelia, che non ha ancora superato il trauma dell’incidente, non riesce ad amare Sam e lo considera (effettivamente non a torto) la ragione della morte del marito; Sam si rifugia in un mondo fatto di prestidigitazione, trabocchetti, macchinari complessi e, a sua volta, tenta invano di farsi accettare dalla madre. E più lui cerca di attirare l’attenzione con scherzi sempre più crudeli e comportamenti sempre più irresponsabili, meno lei ha voglia di sforzarsi e di capirlo; semplicemente, quel figlio le sta sulle palle sempre di più. Nella vita reale ci sono stuoli di donne che non accettano la propria maternità, spesso per ragioni comprensibilissime; ma è raro che si parli apertamente dei loro problemi ed è ancora più raro che compaiano al cinema, se non sotto forma di arpie bidimensionali. Invece Kent fa un’operazione molto più complessa e pericolosa: non edulcora mai la figura di Amelia, anzi ne disseppellisce gli aspetti più disturbanti per la mentalità/moralità comune, ma al contempo ne fa capire perfettamente le sacrosante ragioni e la frustrazione.

Eccheccazzo.

Eccheccazzo, provateci voi!

Finché la cappa di negatività che incombe su madre e figlio prende la forma e il corpo di un mostro per bambini, il Babadook appunto. E lì iniziano i cazzi seri, il mondo esterno sparisce gradualmente e l’azione si concentra nella casa, dipinta di colori plumbei (molti hanno paragonato The Babadook al polanskiano Repulsion per l’uso degli spazi domestici come teatro della psicopatologia: sì, ok, ma le similitudini finiscono qua). Amelia progressivamente scivola nella follia, è visibilmente distrutta dal terrore e dalla mancanza di sonno, la camera insiste sulla sua pelle trasparente, sciupata, spesso rigata di lacrime; la televisione diventa la sua unica alleata: fra cortometraggi animati di repertorio e spezzoni da I Tre Volti Della Paura di Bava, le sequenze televisive sono l’occasione per Kent di sfoggiare critica sociale e cinefilia insieme, senza per questo pesare sull’incedere del film. Seguono una vera e propria serie di catastrofi culminanti con la scena di esorcismo più terrificante degli ultimi anni e con un messaggio di grande coraggio e onestà: l’accettazione del Male, del nostro privatissimo Babadook, come parte integrante dell’anima, forza oscura da tenere a bada ma anche inaspettato alleato per far risaltare la propria forza repressa.

E non osare a dire di no

La metà oscura

Un gran passo avanti rispetto alle dicotomie bianco/nero a cui i personaggi femminili di molto cinema (non solo horror) sono spesso costretti, e una grande prova di forza per Kent, che debutta e sbaraglia molto cinema (non solo horror) a man bassa. Ma soprattutto un trionfo per Essie Davis, attrice superlativa ma finora tremendamente sottovalutata; bella, delicata e triste all’inizio, a poco a poco si tramuta in vittima sacrificale e poi in belva furente. Complice un lavoro straordinario fatto sulla propria voce, Davis sa rendere Amelia a turno penosa e spaventosa con una nonchalance che le varrebbe qualsiasi premio – ma forse ha alzato la sbarra troppo in alto per vedere riconosciuti i suoi meriti. Insomma, The Babadook è il film dell’anno e Jennifer Kent una delle più smaglianti registe in circolazione.

Entr'acte: mostri che si incontrano googlando "Babadook Immagini"

Entr’acte: mostri che si incontrano googlando “Babadook Immagini”

 

DVD-quote:

“Ovaie d’acciaio per il film dell’anno”
Cicciolina Wertmüller, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

77 Commenti

  1. annaMagnanima

    finalmente questa settimana lo vedrò. oltretutto, in lingua originale e non pirata ma ad un festival di cinema!!!
    intanto ho scoperto che il libro lo vendono!!!
    http://thebabadook.com/
    ovviamente, come promesso, ti dirò cosa ne penso :)

  2. Past

    finalmente l’ho visto…Zio benedica chi si sbatte per fare sub…per essere un opera prima è qualcosa di enorme, ma non mi ha convinto del tutto, comunque ad avercene.

  3. Arianna

    L’ho trovato geniale.
    La paura non è una questione di soluzioni di regia, ma consiste nel saper creare contesti efficaci e coerenti attorno a quelle soluzioni. Qui ci troviamo di fronte a livelli di credibilità altissima e a malesseri dolorosamente autentici, di conseguenza il risultato non può che essere di grande impatto emotivo. Mettici poi che, sul piano stilistico e visivo, il materiale è “fascinosamente inquietante” e otteniamo un piccolo capolavoro.

  4. annaMagnanima

    ecco. l’ho visto. ho avuto paura e ho versato una lacrima.
    la sorpresa per me è stato vedere che

    SPOILER INCREDIBILE SUL FINALE
    >
    >alla fine, al mostro viene lasciato uno spazio da occupare e viene accudito.
    >
    FINE SPOILER

    ecco questo mi è piaciuto tanto perchè è così che avviene per l’elaborazione di un lutto: il dolore resta lì, ma fa meno paura.

    la fotografia e le luci sono impeccabili. il libro poi è un capolavoro.
    se questo film ha un difetto è nello
    SPOILER INCREDIBILE SUL FINALE
    >
    “scontro finale” che è troppo veloce. da quando si palesa il babadook a quando viene sconfitto passa troppo poco tempo: non ho avuto tempo ad aver paura “abbastanza” che già era tutto finito. l’avrei allungato un pò.
    >
    FINE SPOILER
    attori bravissimi. essie davis migliore attrice ai prossimi sylvester. in alcuni momenti mi sono sentita affine al suo personaggio ed ho avuto paura di me stessa (quando i figli ti sfiniscono può succedere di tutto e i figli ti sfiniscono ed è un attimo che la normalità diventa pazzia).

    molto bello questo film.

  5. CicciolinaWertmuller

    Grande Anna! ti aspettavo al varco. Immaginavo che ti saresti un po’ immedesimata in Amelia – come qualsiasi madre, probabilmente :-)

  6. Per me è un capolavoro. Uno di quelli veri, che ti fanno capire cose che a te nemmeno sembrava di dover apprendere.
    A me ha fatto da subito una paura allucinante. Nonostante non ci siano spaventerelli o massacri, l’ho guardato per tutto il tempo con i pugni serratissimi, un’angoscia allucinante.
    Sicuramente il miglior film che ho visto quest’anno e uno dei migliori che abbia mai avuto il privilegio di vedere.
    Anche questa volta devo dirvi grazie.

  7. zioluc

    visto al TFF, bellissimo. Incredibile come un film sul metaforone (perché mr. Babadook lo è) risulti non solo bello teso da vedere, ma rimanga piacevolmente in testa usciti di sala. Applausoni

  8. Botte & Costello

    porcaputtana che bomba!
    davvero un horror/drama coi controcogliEHM…le controovaie.
    Grandissima rappresentazione cinematografica della perdita della ragione, di quel momento in cui sei ancora cosciente ma capisci di stare impazzendo. Almeno credo, non che io sia pazzo eh…
    P.S.: vi saluta il mio amico che vive nello scantinato. Ciao ciao (saluta con la manina, che simpatico)

  9. Magdalena

    Visto, apprezzato. Paura, però, no.
    Mai. Neanche reale angoscia; non ho figli, però.
    Se serve una predisposizione d’animo particolare non ce l’ho, diciamo che sicuramente la costruzione del rapporto madre-figlio è molto realistica e ben costruita, anche se ho l’impressione (purtroppo confermata dalle interviste della regista stessa) che tutto sia stato asservito al metaforone.
    Metaforone non particolarmente innovativo, per altro.

    Le movenze del Babadook, tutto quello che lo riguardano, rende vano ogni tentativo di creare tensione. Trovo che il cortometraggio fosse molto più riuscito di quanto non lo sia il film e il finale del lungometraggio mi sembra sottotono e contraddittorio, nelle intenzioni e nella resa.

    SPOILER
    Nel cortometraggio si capisce, dall’atteggiamento della madre, che è riuscita a dominare il mostro. Che se lo nutre è con la consapevolezza di averlo asservito e dominato; nelle intenzioni, qui, è molto diverso. Il dolore è lì, non posso liberarmene e non posso lasciarlo uscire, lo tengo chiuso e lo nutro appena, pur consapevole che può aggredirmi da un momento all’altro.
    Grazie, morale colta.

    Tuttavia c’è anche un film dietro che avrebbe meritato una conclusione con minor contrasto. Imho, la scelta di far vedere la madre che abbraccia il bambino dopo aver nutrito il mostro ti fa chiedere: qual è delle due?
    Cosa vuoi dirmi? Che va tutto bene finché non sbrocca di nuovo? Se chiudi con lei che abbraccia il bambino quel messaggio perde di efficacia.
    Nonostante tutto, comunque, mi è piaciuto come ho detto, ma avrei preferito qualcosa di più simile al cortometraggio.

    La cosa comunque che più ho odiato sono stati i commenti dell’internet: quando ci mettiamo a scomodare psicanalisi e inconscio, capisco che stiamo dalle parti delle dispute sulla posizione politica della Contea della Terra di Mezzo.

  10. Federico

    Horror bellissimo con la B maiuscola, chilometricamente il migliore visto nel 2014; assurdo il fatto di non farlo uscire nelle sale, almeno finora, a meno che sia in previsione il solito remake “boiata” americana..

  11. samuel paidinfuller

    ok visto. so chi votare ai prox syslvester

  12. Marlon Brandon

    Visto finalmente, e’ superiore come film che come Horror. Momenti di paura pochini pochini, si capisce che non vuole essere un film furbo. Pero’ appunto, un film horror che non spaventa un po’ mi lascia interdetto.

  13. Erica

    Ho appena finito di vederlo, nelle seguenti condizioni:
    – casa eccezionalmente deserta;
    – luce del giorno che lentamente si spegneva fuori dalla finestra, lasciandomi nel buio più completo;
    – cane che, senza colpa, zampettava per casa, graffiando le piastrelle con le unghiette.
    Mi sto cacando addosso.

  14. AndreaGnarluz

    noto una certa somiglianza tra il pargoletto schizoide di questo film ed il protagonista dell’ultimo di Salvatores:
    http://www.fwweekly.com/wp-content/uploads/2014/11/Babadook-1024×525.jpg

    http://www.fwweekly.com/wp-content/uploads/2014/11/Babadook-1024×525.jpg

  15. AndreaGnarluz
  16. CicciolinaWertmuller
  17. Garet

    Visto anch’io finalmente ma non ho capito una cosa: perchè i vermi? E’ un altro metaforone di qualcosa?

  18. Selene

    Magdalena, avrei anche finito di leggere il tuo commento se non avessi sodomizzato la consecutio con un buttplug da circolo BDSM dalla seconda riga. E poi hai pure il coraggio di criticare i metaforoni. Eccheccazz.

  19. Zavits

    Recuperato. Fantastico, che dire. Un film che spaventa, che crea tensione e coinvolgimento, con un’idea semplice ma ben sviluppata e soprattutto interpreti capaci. Un applauso a Essie Davis e al piccolo protagonista che, a differenza della maggior parte produzioni americane dove “i mostri” sono i bambini, ritratti come adulti in corpi prepuberali da scaraventare sotto un treno dopo la prima battuta, sa trasmettere quel mix di irritazione, tenerezza e inquietudine che suscitano nella realtà i cuccioli d’uomo.
    Un horror finalmente fatto film, cavolo m’era pure venuta voglia di vedere un episodio di Miss Fisher, ma Diva, che lo trasmette(va), non ha rinnovato con Sky!

  20. Samuel paidinfuller

    LO DISTRIBUISCONO ANCHE QUI!!!

    BA
    BA
    DOOK

  21. Poisonblack

    ma siamo sicuri che

    SPOILER SPOILER SPOILER
    SPOILER SPOILER SPOILER
    Il finale sia effettivamente quello?a me l’atmosfera delle ultime scene è parsa un pò troppo confortante, tutto si aggiusta e tutti son felici, col mostro domato . Il dettaglio che più di tutti mi fa pensare è la scena del gioco di prestigio :come fa un bambino di 6 anni a far apparire una colomba dal nulla?mi sembra un’esagerazione volta a fare capire che è tutta un’elaborazione mentale,tanto che subito dopo la mamma controlla i segni sul collo del bimbo e,abbracciandolo,il suo sorriso si spegne.per me l’ha ammazzato e la metafora è proprio l’ultima scena..

  22. Jack BeastMaster

    Recuperato al cinema!
    Secondo me la cosa figa è che babadook lo vediamo e sentiamo solo tramite la madre: per come la vedo io esso non esiste se non come psicosi.
    Ogni gesto compiuto dal mostro non ha riscontri reali a meno che non sia perpretrato tramite le mani della madre.
    @Poisonblack secondo me il bimbo non è morto, infatti nel finale si relaziona con la vicina e con gli assistenti sociali. Per il discorso che ho fatto prima tendo a credere che sia vero ciò che vedono i personaggi esterni.

  23. malintenzionato

    metaforone: la cantina è l’inconscio

  24. emanuele

    a me non e’ piaciuto il finale, attrice strabiliante, un mostro, ma avrei preferito che il mostro non si palesasse, che lasciasse pensare veramente che fosse un delirio e punto. Un capolavoro secondo me e’ “la casa muda” proprio per questo.

  25. Magdalena

    Selene, mi spiace ma non so di cosa tu stia parlando. Se lamenti un’assenza verbale, temo che siano problemi del tutto tuoi.
    Credo che me ne farò prestissimo una ragione.
    Ossequi.

  26. Werzan Herzpetek

    Risulta evidente anche ad uno studente di ingegneria come me che il film rappresenta l’elaborazione di un lutto.

    /* — SPOILER — */
    Il Babadook è il ricordo del marito e della sua morte. Lei dopo molti anni si trova costretta ad affrontarlo e a superarlo. Alla fine questo non sparisce del tutto, ma lei può finalmente tornare a vivere normalmente.

    Ora ditemi che ci ho azzeccato, perché quando non si parla di trasformate di Fourier ho sempre qualche problema…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.