Crea sito

Jupiter – Il destino dell’universo: un film in cui Sean Bean non muore

12e0e8b6124daa1dca6e39ac4fedbde1

Ok, innanzitutto lasciatemi scrivere un post intero in cui chiamo Andy e Lana (ex-Larry) Wachowski “sorelli Wachowski”, è più forte di me, è la prima occasione vera che mi capita, poi prometto che provo a crescere.
Loro d’altro canto hanno mollato “Wachowski Bros.” e hanno preso a firmarsi “The Wachowskis”, che intimidisce persino più di prima perché ti pare di avere a che fare con tutta la loro famiglia di polacchi incazzati.
The Wachowskis: tipo The Sopranos, ma con il bullet time.
Siglettina:

Ora, io lo so cos’è successo: avete visto il trailer di questo Jupiter e non vi è piaciuto.
Avete detto: “Ma che è stammerda. Eh? Collo Tatum con le orecchie a punta? Ma siamo seri”.
L’avete deriso e odiato. E non avete tutti i torti, anzi. Collo Tatum con le orecchie a punta? Ma siamo seri. Già ce le ha a sventola, poverino. Già si ritrova una fazza che se fossi stato in lui mi sarei buttato fin da piccolo in palestra come un ossesso e poi avrei fatto lo spogliarellista per ripicca verso la vita, e lo vogliono persino platinare di biondo come un fauno delle campagne lombarde? Cos’è questa crudeltà? Cos’è questo pugno negli occhi? Perché spararsi su un piede già in partenza così, con un eroe dall’aspetto inguardabile?
Insomma, era un trailer divertentissimo da odiare, e ci mancava un solo dettaglio per renderlo lo zimbello perfetto: scoprire da quale libro demmerda era stato tratto.
E invece.
Amici paladini dell’originalità.
Voi, crociati del bene contro il male delle idee riciclate.
Voi, nemici giurati di sequel, prequel, reboot, remake e riadattamenti vari.
Voi, che nelle notti di luna piena vi arrampicate sui tetti e ululate “ma perché a Hollywood non producono più idee originali” (per poi tornare in camera e lamentarvi che invece i Fantastici 4 non sono stati copiati abbastanza precisamente).
Tenetevi stretti: Jupiter è un’idea che viene dritta dalla testaccia dei sorelli Wachowski.
È l’unico aspirante franchise dell’anno (ma si può includere anche l’anno scorso) a provenire da un’idea assolutamente inedita.
E Hollywood gli ha messo dietro ben 175 milioni di dollari, come un Godzilla qualunque.
Questo, di conseguenza, ci porta a una deduzione logica piuttosto grave: nessuno ha costretto i Wachowski a conciare Collo Tatum da cretino. L’hanno voluto LORO.
MA non è un vostro problema, perché invece me lo ricordo benissimo: a voi fancalcisti il trailer di Jupiter in realtà era piaciuto, e voi sapete che amo quando vi distinguete dal pubblico medio di tutti gli altri siti internet dell’Universo, che abbiate ragione o meno.

Se superate questo, superate tutto

Se superate questo, superate tutto

Quindi: i sorelli Wachowski per la prima volta dai tempi di Matrix si mettono seduti comodi e si inventano un mondo nuovo, che è un po’ il lavoro dei sogni di tutti noi e il motivo per cui li invidiamo e li sfottiamo perché li invidiamo.
È chiaro però che Hollywood non regala milionate a gratis, soprattutto se vieni da due fiaschi col botto come Speed Racer e Cloud Atlas: considerato questo, l’equivoco progettuale al cuore di Jupiter diventa spettacolare.
Il problema di Jupiter è che ha il budget che ha perché si vorrebbe tentare di incastrarlo nel solco dei young adult al femminile che vanno tanto di moda oggi, tranne che:
– manca di un concept davvero forte alla base, come ad esempio il gioco mortale di Hunger Games o la società divisa in caste caratteriali di Divergent o il labirinto di Maze Runner, e si limita invece a una generica caccia al predestinato scopo immortalità/dominio della galassia;
– si rifà a un immaginario vecchissimo, sia iconico che mitologico, addirittura ricalcando il vecchio sogno di Cenerentola invece che copiare l’unico aspetto valido dei colleghi di categoria, ovvero una protagonista un minimo moderna/emancipata;
– ha come protagonisti due ultratrentenni come Collo Tatum e Mila Kunis.
Un altro modo semplice per sintetizzarvi la questione è farvi pensare a una specie di Matrix al contrario, in cui Collo Tatum ha il ruolo di Trinity (ma non altrettanto macho), e Mila Kunis è un Neo che fa la donna delle pulizie invece che l’hacker bravissimo, e tutto il kung fu che conosce è una ginocchiata sui maroni di Eddie Redmayne (dagli effetti fatali) nell’unico istante del film in cui non si lascia semplicemente trascinare dagli eventi. Stessa idea degli umani come fonte di energia, stessi alieni che si infiltrano indisturbati sul nostro pianeta, quintali di filosofia in meno (che era la parte interessante).
Quello che vorrebbe essere insomma un tentativo di mischiare un minimo le carte per attirare sia le teenageresse che gli adulti possibilmente dai gusti vintage, si ritrova quindi ad essere un mezzo pastrocchio troppo platealmente sbilanciato su quest’ultimo target, ma senza la necessaria convinzione per diventare una vera opera personale o anche un semplice orgoglioso revival come l’incompreso John Carter.

Nothing, just hansgruberin'...

Nothing, just hansgruberin’…

Dispiace, ovviamente, perché i Wachowski quando vogliono ci sanno ancora fare.
A questo turno la loro idea visiva principale è donare a Collo dei pattini antigravitazionali, che lo trasformano in una specie di Silver Surfer sgambettante e sono più che sufficienti per donare alle scene d’azione un tocco interessante in più, ma in generale, per coreografia e fotografia, ogni sequenza adrenalinica è uno spasso: quando sono al top, i sorelli sono lassù con il meglio del meglio che il cinema spettacolare può offrire.
Complice un plot confuso e bisognoso di mille spiegoni e una Mila Kunis visibilmente fuori ruolo – nonostante le offrano per una volta di fare l’immigrata russa, come è nella realtà – il film non cattura mai davvero l’interesse, ma prende bene ogni volta che imbecca atmosfere alla Flash Gordon, tra gli echi di mille pianeti che compongono la galassia, una famiglia di cattivi vagamente minghiani (sia l’Imperatore Ming che Amedeo Minghi, a pensarci bene) e soprattutto i bellissimi alieni a forma di animali antropomorfi.
Peccato quindi per tutto quello che sfugge loro di mano, dalla macchiettistica famiglia russa (particolarmente ingrato il ruolo del cugino Vladie che vuole convincere Jupiter a donare i propri ovuli in cambio di una mega-tv), ai cattivi che si chiamano “Abrasax” (due lettere invertite da Abraxas), all’idea ridicola che le api riconoscano le persone dal sangue reale e non le pungano (posso testimoniare di prima mano che non è vero).
A sorpresa però Tatum riesce nel miracolo di dare dignità a un look mortificante, mentre Redmayne gioca a fare il giovane aspirante Kevin Spacey e risulta concentratissimo ma forzatello.
Insomma: finora i sorelli sono riusciti nell’ammirevole impresa di farsi dare una valanga di soldi per girare solo progetti che stavano loro a cuore, ma la mia opinione è che sarebbe ora che qualcuno li convincesse a prestare il loro ancora enorme talento al servizio di un progetto in cui il loro disordine venga messo al guinzaglio.
Nel frattempo, un riassunto mirato dei loro ultimi tre (ma anche cinque) film rimane meglio che sorbirseli interi.
Ah, poi ci sarebbe la beffa clamorosa di Sean Bean che rimane vivo fino alla fine, l’unico vero colpo di scena del film, ma questo ve l’avevo già spoilerato nel titolo.

Ti voglio bene

Ti voglio bene

DVD-quote:

“Uno young adult, senza la parte young”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

116 Commenti

  1. Taccagno

    Ma non potevate scrivere solo che il film è ‘namerda invece di farmi leggere tutta la recensione?

  2. @taccagno: hai provato a cercarti un recensore di fiducia su Twitter?

  3. Schiaffi

    Belli i vestiti di merda da raver presi dai fondi di magazzino del vecchio film di he-man

  4. @Nanni: Sul fatto che un film come Jupiter Ascending non sia affatto nuovo non posso che essere d’accordo con te. Quello che dici tu sulle etichette che hanno senso, ma fino a un certo punto è un discorso sicuramente saggio, da persona esperta però mi sembra che non veda (o non voglia vedere) un dato di fatto che sicuramente è importante.
    Certo, è ovvio che tutto dipende da come si fa un film, da cosa ci metti dentro e quali meccanismi escogiti per fare divertire/intrattenere/impaurire le persone che pagano il biglietto.
    Però è proprio qui che casca l’asino. Il tizio con cui hai cenato te lo ha pure spiegato.
    In un film di un brand è fin troppo facile portare persone al cinema perciò a un certo punto si tende a fare cagate per quello, perché tanto ha un importanza relativa come ne parlerà la gente che lo ha visto.
    Cioè la sfiducia davanti ha un’operazione di questo tipo io non solo la capisco, ma spesso la condivido.
    Variety si confonde e in ogni caso ho l’impressione che queste interviste generalmente non siano altro che materiale promozionale appena mascherato. Però è vero pure che fare un blockbuster che non sfrutti un brand consolidato sarà un pelo più difficile e questo mi dispiace nonostante tutte le belle soluzioni che sicuramente vedrò nei prossimi remake, sequel, reboot, prequel, etc. etc.

  5. John 4°DiMilius

    …Statisticamente puoi essere scoraggiato, ma alla fine dipende sempre da cosa adatti e come. Per farti un esempio a caso, parlando di approccio e premesse…

    Infatti, prendi Terminator, true lies o Avatar, potresti dire; niente di nuovo sotto il sole(per tantissimi motivi) e poi ti ritrovi ottimi film tra le mani.
    …anche se Avatar non l’ho trovato cosi interessante.
    Curioso,ma neanche poi tanto, che la copia pompata da playstation10 ambientata su pandora,sia piaciuta più dell’originale ambientata su Marte.

  6. @pillole: ma vedi che questo discorso e’ in realta’ ancora piu’ facile da ribaltare?
    Il tizio che era a cena con me confermava il vantaggio di vendere un marchio conosciuto come investimento piu’ sicuro di qualsiasi contenuto/forma e fondamentalmente indipendente da quest’ultimo, perché la gente verra’ attratta pregiudizialmente solo da quello.
    Al contrario, un marchio inedito ha bisogno di convincerti da zero di essere interessante, e allora piu’ ci investi piu’ ti devi sforzare di omologare il prodotto stesso al mercato per renderlo appetibile.
    E quindi finisci per ritrovarti da una parte roba “originale” come Avatar, Pacific Rim e Jupiter, che indubbiamente hanno dovuto sacrificare il “coraggio” di inventarsi un brand da zero affidandosi innanzitutto a gente dal curriculum importante (Cameron, Del Toro, i Wachowski) e poi appiattendo tutto il resto per renderlo piu’ classico/commerciale/riconoscibile.
    E dall’altra per assurdo hai un Robocop (ma anche Evil Dead, per dire) che, forte di un marchio che vendeva gia’ di per se’, ha avuto lo spazio per provare a lanciare un nuovo talento con una sua personalita’, riscrivere la fonte e cambiare un po’ le carte in tavola.
    Poi lo ammetto, ad oggi posso citare un sacco di esempi di blockbuster finto-originali extra timidi e ancora pochini nel caso di reboot che osano, ma io inizierei a stare all’occhio.

  7. Kowalski

    Probabilmente mi smentirete, ma secondo me i fratelli stanno percorrendo la stessa parabola di George Lucas, con la sola differenza della pendenza: i fratelli sono scesi ancora piú in fretta (anche se fra l’orgiazza di zaion e i balletti degli hewoks forse vincono quelli di zaion)… Mi spiego, e forse mi sbaglio perchè come mio solito partorisco delle teorie senza poi documentarmi. Lucas ha avutonun idea della madonna! Ma era un pischello a cui non si poteva mica dare in mano una produzione colossale come star wars senza assicurasi almeno di farlo portare per mano da super professionisti, e quindi lui ha dato la visione, il sogno, a tenere tutto in piedi ci hanno pensato gli addetti ai lavori, quei professionisti che spesso sanno cosa vuoi e come lo vuoi, ma te lo danno meglio, perchè hanno le palle quadre. E cosí per matrix penso, “minkia ragazzi bell’idea! Mo vi faccio aiutate io da degli scagnozzo fidati e famo er botto”. Poi quando il nome del regista si fa ingombrante, tanto da essere spacciato come sinonimo di garanzia, si permette al regista di ricoprire tutti i ruoli, di mettere il veto su cose che alla fine non sa… E li nasce jar jar, le sedute del senato intergalattico e speed racer… “Vai rigazzí mi fido, te do carta bianca”… Per di piú sia i fratelli che lucas hanno sempre avuto delle erezioni incontrollabili provoate dalle nuove tecnologie al servizio del cinema, e se non c’è li uno serio che gli dice: “aò vabbeh che i gusti del gelato so boni tutti e che la metà ancora non li hai provati, però mo nun te li magnà tutti assieme….” va a finire che pur di usare i nuovi giocattoli fanno i film vuoti… Ecco io penso questo? È vero?

  8. vespertime

    Boh. A me Cloud Atlas era piaciuto, Speed Racer pure, John Carter invece mi aveva fatto abbastanza cacare (infatti non capirò mai perché qui tutti a tesserne lodi). Questo sono molto curioso di vederlo, quindi ho letto i commenti in parte per non incappare in troppi spoiler, però si parla di “roba che non si allinea al pubblico di adesso” e sinceramente ancora una volta non capisco. Il pubblico di adesso (si cita hunger game? davvero?) guarda cose che mi fanno cagare. Ben venga il vecchio stile a questo punto. Benvenga quello che piace a me e non quello che piace ai giovani di oggi. Perché di quanto vada bene per il mercato attuale sinceramente me ne sbatto abbastanza. Tutto questo ovviamente non vuol dire che sia un buon film (verò poi) però mi sembrano motivazioni scarsine, quelle.

  9. alex9

    Ma ragazzi, premesso che considero il primo Matrix il mio film preferito dopo gli Intoccabili, siete davvero troppo cattivi con i due sequel. In particolare col secondo: ma avete presente che il discorso con l’Architetto cambia drasticamente tutto ciò che presumevamo di sapere sull’universo di Matrix? Dai a livello trama il 2 è davvero fatto bene, e qualche bella scena d’azione c’è (autostrada e scalinate sono invecchiate bene).
    Senza dimenticare che di fatto sono i registi di V per vendetta, altro film mica male: io penso che tra la fine degli anni 90 e i primi 2000 nessuno al mondo, tranne Tarantino, sapeva coniugare trame coi controcoglioni a scene d’azione mozzafiato (e rivoluzionarie all’epoca). Poi tutto è cambiato, perchè i sorelli non si sono saputi adattare al tempo che passava e in effetti hanno fatto poco e nulla di grandioso; nonostante consideri Cloud Atlas un buon film, siamo anni luce dal capolavoro. Questo qui sinceramente mi ispira pochissimo: è proprio l’idea di base che non mi attira affatto, senza contare che anche a livello visivo non so quanto siano efficaci per gli standard attuali (diciamo prendendo Bay e Snyder come summa dell’action moderno). Non so davvero se lo vedrò, ci devo riflettere.

    P.S.: La coppia di attori protagonisti è davvero meh, e questo influisce sul flop a mio avviso.

  10. @vespertime: qua purtroppo il problema del non allinearsi non e’ quello di essere semplicemente diverso, che come giustamente dici e’ al massimo un punto a favore, ma nel rimanere indeciso in mezzo alla strada. John Carter era super old school, ma convinto fino al midollo.

  11. @Nanni: allora, se tu mi dici stai all’occhio io per non sbagliare sto all’occhissimo.
    Dopodiché se guardo indietro non posso che constatare che nonostante sulla carta molti remake fossero davvero interessanti, Robocop e La casa su tutti, alla fine uno dice “meglio l’originale”. E lo dice così tante volte che davanti a qualsiasi remake dice “vabbè qua stanno spremendo le pietre come al solito”.
    Anche se poi al cinema ci entra lo stesso.

  12. Nessuno

    Cloud Atlas è un filmone, uno dei migliori della sua annata pur coi suoi innegabili difetti e per lo stesso motivo se ne avrò la possibilità andrò a vedere Jupiter, male che vada una visione al cinema dal punto di vista di una delizia per gli occhi credo ci sarà per quanto faccia da muro kunis e collo taurino mi indispongano. Ai sorelli forse servirebbe un cugino o cugina che realizzi il potenziale delle loro sceneggiature perchè un diamante grezzo per quanto se ne riconosca il valore intrinseco finchè non viene lavorato non raggiunge tutto il suo splendore, comunque meglio uno che ci prova senza riuscirci che prodotti come Avatar o Avengers dove un bimbo di cinque anni poteva metter giù una storia un attimo meno puerile.

  13. BellaZio

    Io sta roba non l’ho vista ancora ma continua a incuriosirmi parecchio nonostante tutto quello che se ne dice. Speed Racer non mi dispiacque, anche se l’ho rimosso completamente, Cloud Atlas non ho avuto la forza, però questo continua misteriosamente ad attirarmi tanto. Del resto oggi mi sono esaltato vedendo il trailer di Straight Outta Compton, ormai non so cosa mi stia succedendo…

  14. @pillole: ma paragonare i remake all’originale e’ un altro errore, ovvio che ogni remake e’ destinato ad essere come minimo deludente se confrontato a qualcosa a cui siete affezionati da 30 anni.
    Il punto e’ definire davvero i termini “nuovo” e “coraggio”.
    Vogliamo tifare per i Wachowski? Siamo tutti d’accordo che il film di gran lunga piu’ coraggioso degli ultimi anni e’ Cloud Atlas, da svariati punti di vista, e che Jupiter non ha nemmeno un’unghia della sua originalita’?
    Bene.
    Cloud Atlas e’ tratto da un libro.

  15. Samuel paidinfuller

    mia curiosità: ma, ipoteticamente, reboot e remake dall’academy vengono considerati sceneggiatura orginale o non originale?

  16. BellaZio

    @samuel
    remake di sicuro non originale (The Departed era candidata la sceneggiatura come non originale), reboot potrebbero anche considerarla originale ma non la considerano neanche visto che i franchise l’Academy non se li caga proprio…

  17. Zen My Ass

    Il discorso strano e’ come sia stato possibile concedere un budget enorme a due registi reduci da due fiaschi enormi (sia commerciali, sia artistici, perche’ in ogni caso le loro presunte innovazioni non hanno attecchito), soprattutto alla Warner, dopo che avevano messo alla porta Joel Silver (ossia il loro protettore e produttore)… questo non capisco. Almeno garantirsi un attimo e affiancarli a uno sceneggiatore di fiducia.

  18. F.lli Edgar Wright

    Sono felice dell’ “inconpreso John Carter”. Anch’io credo che quel film meritasse miglior fortuna…
    Jupiter devo ancora vederlo, ma a dispetto della recensione del capo (che ha sempre ragione) ho una sensazione positiva.

  19. Fra X

    “Cloud Atlas non ho avuto la forza, però questo continua misteriosamente ad attirarmi tanto.”

    Così anche per me.

  20. Rocky Escobar

    “Voi, che nelle notti di luna piena vi arrampicate sui tetti e ululate “ma perché a Hollywood non producono più idee originali” (per poi tornare in camera e lamentarvi che invece i Fantastici 4 non sono stati copiati abbastanza precisamente)”…l’hai detto Nanni!
    Per quanto riguarda sto Jupiter na mezza intenzione di vederlo ce lo avevo, ma leggendo pure sta rece mi si conferma un timore…il fatto che il film non sia ne bello ne brutto ma semplicemente dimenticabile (che è quasi peggio di brutto) qualche idea buona, qualche minchiata e Collo Tatum che fa riderissimo con quel look…
    Volendo dire pure la mia su Matrix dico che aldilà dello scontato “il primo film era buono, c’aveva le idee innovative ecc.ecc.”…a me piace pure il secondo, al netto dei palesi pupazzoni in CG c’ha combattimenti e scene tamarre che mi piacciono molto e un pò di supercazzole filosofiche nel finale che ti mettono curiosità fortissima per il finale…il terzo film invece niente, indifendibile sotto ogni punto di vista, una noia mortale che fallisce pure in ciò in cui era riuscito il secondo (intrattenere con le tamarrate).

  21. alex9

    @Nanni: concordo al 100% sul discorso originalità. Il punto è che non conta mai la storia ma il come la racconti. I classici di ogni tempo vertono sempre sui soliti 7-8 canovacci d’altronde…

  22. Toni Già

    Sono con chi difende Matrix 2 e 3.
    Nel 2 scena dell’autostrada storia del cinema d’azione e nel 3 attacco delle sentinelle a Zion pure.
    Poi è ovvio che la scena dei 100 Smith vs. Neo è pura playstation e il duello finale del 3 non è all’altezza ma sono comunque due film nel complesso soddisfacenti.
    Per tornare a Jupiter, lo spettacolo visivo vale comunque la pena magari anche in 3d, che non ho provato, ma più di quello non c’è niente.

  23. @alex9: ovvio che e’ cosi’. Pero’, al netto di questo, idealmente parlando, preferisco comunque una storia diversa dal solito indipendentemente da dove proviene piuttosto che uno che inventa da “zero” ma cercando di entrare nella scia dei trend del momento.

  24. Il_Presidente

    Basta vi prego con questa puttanata dell’ originalità. Ci sono solo film che funzionano e film che non funzionano. Nessuno è mai uscito dal cinema scambiandosi il cinque e urlando “Oh zio film di merda ma originale, nè?!”.
    L’originalità come valore assoluto, è molto rara…ormai il medium è stato sfruttato in tutte le salse. Ci sono piuttosto registi che -al momento giusto- riescono a mescolare insieme le influenze giuste.
    The Matrix? Quasi copia carbone di Dark City + wuxia + un po’ di cyberpunk alla Philip K. Dick.
    Star Wars? Tutti i topoi dell’epica classica + Kurosawa + addirittura inquadrature prese paro paro da film bellici in bianco e nero…insomma, ho reso l’idea.

  25. Dévid Sfinter

    @Nanni: Io prendevo spunto dall’articolo di Variety più che da Jupiter che nello specifico non ho visto… E onestamente Robocop può avere delle premesse coraggiose ma se il risultato finale è scadente tanto vale. Quindi prendendo i due film, fallimentari entrambi che partono da premesse opposte, IDEALMENTE sceglierò il film “nuovo”. Non so se mi spiego. Io non cerco l’innovazione a tutti i costi, ma storie nuove. A volte va a volte no. E non centra il discorso delle contaminazioni che sono e saranno sempre il sale del cinema. In generale mi vien da bocciare questa tendenza perché, ripeto, guardando la percentuale di rifacimenti riusciti non posso che pensarla così. Poi oh a memoria non pensavo di essere di colpo l’unico stronzo che è un po’ infastidito da sta deriva. Tutti bastian del bastian contrario. Originalità x2.

  26. @Il_Presidente: ma sì hai ragione.
    Vediamoci il remake di The Fog e sorprendiamoci insieme di quanta originalità ci sia nelle soluzioni di regia, di come le giovani leve interpretino al meglio ruoli canonici e brindiamo a operazioni che al di là di un giusto profitto provano a dire qualcosa in più rispetto all’opera di riferimento principale.

  27. Past

    Visto ieri pomeriggio questo e la sera kingsma in anteprima…risparmiate i soldi e aspettate questo che e’ una bombetta-capolavoro.

  28. @devid: il tuo discorso cade nel momento in cui la storia del nuovo Robocop suona molto piu’ nuova rispetto alla storia di Jupiter, e sicuramente meno ruffiana, e la cosa che lo frega ai vostri occhi in questo senso e’ solo ed esclusivamente il titolo. Volete il nuovo, ma lo riconoscete solo se ce lo scrivono sopra.

  29. Samuel paidinfuller

    @nanni
    il punto secondo me è se il criterio o il metro di paragone per giudicare l’originalità è sempre lo stesso.
    Mi spego: robocop (leggi evil dead o qualsiasi altro reboot/remake) per essere considerato originale è sufficiente che si “discosti” dall’originale (perdonate il gioco di parole) oppure deve discostarsi dall’intero panorama quantomeno del genere?
    Perchè nel primo caso confermiamo la tesi che, cmq la metti, è sempre più paraculo fare un reboot/remake piuttosto che qualcosa ex novo

  30. Gojira Sauro

    Vabbè pacifico che già solo col titolo quando fai remake/reboot/sticà hai comprato in automatico un tot di posti a sedere. Se questo lo chiamavano Matrix Ascending non floppava mica. Poi magari era un film mezzo bello come è ora, ma non floppava (e qualcuno l’avrebbe trovato comunque meglio di Reloaded e Revolutions)

  31. @samuel: il punto di partenza e’ che se da una parte fai un film che ricalca la classica storia alla Evil Dead ma gli cambi il titolo e dall’altra fai un remake ufficiale di Evil Dead ma ti ci inventi una trama diversa con personaggi diversi, la differenza sta a zero e non vedo perché io debba tifare per il primo film piuttosto che per l’altro soltanto per via, appunto, del titolo. E da li’ ad allargarsi.

  32. Samuel paidinfuller

    @nanni
    ma su quello ti seguo.
    quello che mi chiedo è se quando mi siedo a vedere il nuovo robocop o il nuovo evil dead nel mio capoccione (anche incosciamente) il solo fatto che siano cambiati trama e personaggi rispetto a verhoeven e raimi mi fa considerare il film come originale; mentre se mi siedo a vedere elysium o insidious il mio capoccione usa come riferimenti tutti film futuribili/horror usciti negli ultimi 5 anni per decretarne l’originalità o meno.

  33. @samuel: voto per un salutare mix delle due cose. Prendi Cloud Atlas: non ho letto il libro, ma fosse anche fedele lettera per lettera rimane senza dubbio una delle cose piu’ originali uscite di recente, e in controtendenza con qualsiasi filone attuale. L’unica cosa che cambia e’ l’eventuale assegnazione dei meriti (che pero’, da spettatore, non mi interessa). Zero dubbi virgola zero che i Wachowski sono stati mille volte piu’ coraggiosi ad adattare quello piuttosto che inventarsi ex-novo una storia come quella di Jupiter.

  34. alezzz

    Più che altro, letto il libro di cloud atlas ed è una roba di una noia e bruttezza mortale, mentre il film mi è piaciuto molto, pur raccontando praticamente quasi la stessa storia.
    La potenze del trucco degli attori e dei diversi tempi di flashback e/o flashforward hann dato diverse marce in più alla storia, e, assieme a john carter, onesto, old style ma molto carino (peccato per il no sangue della disney), mi trova concorde con la maggior parte sul dire che erano buoni film.

    Ecco questo qui dei sorelli (wow io li chiamo così dal cambio di sesso di Lana :D) è veramente veramente pessimo e insalvabile.
    Il trailer era francamente brutto e poco difendibile, ma il film riesce ad essere peggiore, con tutta una sequela di tempi morti, azioni e personaggi inutili, qualche maccosa e una “protagonista” sacchetto, con i manici al posto delle orecchie per portarla qui o li e farle fare cose a caso…tanto lei dirà sempre sì :).

    Per la questione originalità…ecco qui bisogna vedere perchè un discorso è un soggetto originale, il cui risultato finale è questo (una cagata), un altro discorso è sviluppare in maniera originale una storia, non per forza di prima pelo.
    E’ un concetto un po troppo largo secondo me e in cui ricadono parecchie variabili, però non si può neanche dire di non vedere grossa crisi di idee in quel di hollywood vista l’immensa ondata di remake/reboot cacciata fuori, con problemi di originalità non legati ad essere quel che sono ma a essere delle schifezze fatte, nella maggior parte dei casi, per il facile richiamo del titolo.

  35. Dévid Sfinter

    Arimò con sti Wachowski. Scusate se prendo spunto da questo post ma il mio discorso non c’entra con Jupiter. E’ chiaro che se fai un film che si chiama “Medioevo e Astronomia” e c’è un personaggio che tira mille pugni in un secondo, uno che ghiaccia e uno gay con le catene mi cadono le balle. Non è questo il discorso. Ma solo io ho visto Carrie, Conan, Amazing Spiderman etc.? Cosa hanno reinventato in Robocop e Evil dead??? E’ quello lo sforzo che ti basta per vedere diversità? Allora il problema è mio perchè davvero non ci vedo nulla di così diverso. E sono due film che mi sono guardato abbastanza volentieri. Ma che film sono alla fine? Inutili. Quasi sempre.

  36. > Allora il problema è mio

    Risolto

  37. Dévid Sfinter

    E’ mio, ‘ho detto prima io. ;)

  38. John Matri

    @alezz:sicuro?Io in john carter ricordo teste mozzate e sbudellamenti.Non era verhoeven, ma con la scusa di avere bestie ed alieni hanno fatto il blockbusterone disney più violento, almeno in tempi recenti.

  39. BellaZio

    Se si fanno le pulci a tutto è chiaro che nulla è originale. E’ normale che sia così, il 99 per cento dei film sono comunque il viaggio dell’eroe e le storie che si raccontano sono circa le stesse dalla notte dei tempi. Di questo passo tanto vale non leggere/guardare/ascoltare più nulla. Se poi per voi è originale Nolan, ad esempio, beh allora non so cosa dirvi se non che vi siete fatti fregare (rompiamo il cazzo a Matrix magari quando Inception è la stessa identica cosa coi sogni di messo? E premetto che considero Matrix 2 merda e Matrix 3 apoteosi della merda).
    C’è roba buona e roba meno buona a prescindere dall’originalità e questo vale pure per i remake. L’originalità delle storie ormai non può essere un criterio discriminante e, probabilmente, non lo è mai stato.
    @Alezzz
    Io non vedo crisi di idee, vedo avarizia nel proliferare di remake, reboot, prequel e sequel a Hollywood. Finché la gente va a vedere quelli ne produrranno sempre di più, finché credono che sia un investimento sicuro continueranno a produrli (certo, quando leggo che fanno Mall Cop 2 mi chiedo veramente chi sia il coglione astronomico che metta dei soldi nel 2 di una merda tale, però boh… Avrà il sui interesse). Di sicuro di buoni script originali sulla scrivania gliene capitano, non è che la gente ha perso l’inventiva tutto d’un tratto, quindi non credo che sia una crisi di idee, decidono di andare avanti così perché gli conviene.

  40. @bellazio, ma alla fine il punto e’ proprio questo.
    Molti dicono che preferiscono il “nuovo” al “riadattato” quando in realta’ non gliene frega un cazzo della fonte di una storia, parlano esclusivamente col senno di poi e gli interessa soltanto che il risultato finale sia bello e non brutto, ma nonostante questo per qualche motivo si ostinano ancora a cercare un ragionamento a ritroso pseudo-logico/etico che non ha il minimo aggancio, se non vagamente e puramente statistico. E ok, e’ normalissimo e pazienza.
    Ma se vogliamo ostinarci a parlare di “nuovo” vs “riadattato” nel senso di “almeno ha il coraggio di inventare” (lasciando perdere l’affermazione “almeno non so come va a finire” che, perdonatemi, e’ abbastanza demenziale), allora:
    1) bisogna guardare con che spirito viene affrontato un progetto, e non i risultati, che possono risentire di pura incapacita’ pratica indipendentemente dalle intenzioni/idee, e
    2) guardiamo che si inventi realmente qualcosa e/o che si abbia del vero coraggio. E non pretendo qualcosa di totalmente inedito/spiazzante, ma che almeno si vada un minimo – e coscientemente – contro la moda, contro il facile, contro il banale, contro lo scontato, contro il ruffiano. Almeno di uno zinzinino. Che e’ una cosa completamente scollegata dall’affidarsi a un testo pre-esistente o meno.
    E a quel punto Cloud Atlas che e’ tratto da un libro e’ miliardi di volte piu’ nuovo, coraggioso e interessante di, che ne so, Ouija che non lo e’. E sarei davvero curioso di vedervi sostenere il contrario.
    Se proprio devo valorizzare il nuovo – ma onestamente mi interessa molto poco – lo voglio vedere, non semplicemente leggere sull’etichetta.
    Altrimenti e’ soltanto un discorso di spartizione dei meriti, che va bene quando devi assegnare un Oscar ma non ha nulla a che vedere col prodotto in se’, o con la speranza di un futuro pieno di originalita’ – vera originalita’.
    Fine del pippone.

  41. Gojira Sauro

    @nanni
    Il discorso che fai è giustissimo, la differenza è che quando fai chessò il nuovo Robocop, il 90% delle spese l’hai già ricoperto prima di farlo uscire solo per i curiosi/nostalgici del vecchio, quindi magari riesci pure a lavorare su tutto il resto senza starci a pensare su troppo. Quando devi partire da zero (fosse anche uno o dieci, visto quanto rubbano qua e là i sorelli) comunque hai qualcosa di più da tirar fuori e secondo me ci sta che provi a rimanere gradevole alla massa che non è attirata in automatico alla mancanza di un nome che già solo a metterlo ti porti a casa l’incasso giusto

  42. @gojira: ed è straverissimo pure questo, ma se è il “nuovo” e “imprevedibile” e “originale” che vogliamo, allora non vedi anche tu che per assurdo nello stato attuale delle cose sarà tendenzialmente sempre più facile ottenerlo da un adattamento/reboot che può operare relativamente tranquillo all’ombra di un marchio conosciuto, piuttosto che un progetto “nuovo” che deve fare addirittura degli sforzi extra per risultare il più attraente/omologato possibile? Capisci l’assurdità del difendere l’omologato col nome nuovo rispetto al non omologato col nome conosciuto, e di farlo proprio nel nome dell'”originalità”, cioè della non-omologazione? Il succo del mio discorso è: vogliamo l’etichetta o la sostanza?

  43. L’altra speranza, un po’ più solida, è che qualche autore riesca a ottenere quel tipo di successo commerciale con cui poi risulta da solo una mezza garanzia al botteghino. Come un Nolan (che però è dovuto partire da Batman). O come un Blomkamp, che però si è già dovuto compromettere a girare un reboot di Corto Circuito mal camuffato.

  44. John 4°DiMilius

    ma se è il “nuovo” e “imprevedibile” e “originale” che vogliamo, allora non vedi anche tu che per assurdo nello stato attuale delle cose sarà tendenzialmente sempre più facile ottenerlo da un adattamento/reboot che può operare relativamente tranquillo all’ombra di un marchio conosciuto

    Però il più delle volte ci ritroviamo dei registi,all opera su questi reebot e remake,a cui segano le gambe proprio quando provano a fare qualcosa di valifo e interessante.
    Senti dire tizio ha abbandonato il progetto, tizia ha avuto divergenze creative, e ci ritroviamo con wolfmam antman thor due

  45. @john: e’ roba che capita con film grossi di qualsiasi tipo, originali o riadattati che siano. Si chiama “grossa produzione”. Di nuovo: non ha senso fare una distinzione semplicemente a partire dal fatto che il tizio che ha scritto la sceneggiatura e’ o non e’ la stessa persona che si e’ inventato la storia.

  46. Samuel paidinfuller

    @nanni
    immagino che parli di humandroid…lì però il tema della macchina che acquisisce coscienza (si scrive così?) è un topoi (si dice così?) che va parecchio oltre corto circuito. è uno dei capisaldi del genere che un autore come Blomakmp sicuramente trova stimolante affrontare.
    sarebbe come dire che qualsiasi commedia che si basa sullo scambio dei ruoli è un reboot mal camuffato di una poltrona per due.

  47. John 4°DiMilius

    @nanni
    Non è di film grossi che stiamo parlando?
    Voglio dire, è stato citato robocop.
    Chiami uno come Padella perché è un tipo che in gamba e può tirarti fuori qualcosa di figo e poi lo tarpi per non rischiare.

    Non voglio infognarmi solo su questo esempio, ma diversi fattori lo rendono esempio ideale.

  48. @john: stiamo parlando di film originale vs film riadattato. Se mi citi una situazione che capita tranquillamente in entrambi i casi, e’ piuttosto ininfluente…

  49. @samuel: ma si’, quello alla fine ovviamente aspetto di vederlo prima di sparare sentenze definitive. Pero’ mettici anche la fuga dalla catena di montaggio robotica militare e lo scienziato buffo indiano… Comunque lo aspetto.

  50. Dévid Sfinter

    @Nanni: “Molti dicono che preferiscono il “nuovo” al “riadattato” quando in realta’ non gliene frega un cazzo della fonte di una storia”. Se parli anche di me, no. Se hai voglia (e so che scoppi dalla voglia) rileggi quello che ho scritto, lo dico più volte. Se il riadattato è bello, è bello e mi va bene ma questa tendenza comprensibilissima visto “lo stato attuale delle cose”, se vuoi per paura di non rientrare nei budget, se vuoi per mancanza di idee a me, visti i risultati, fa un po’ tristezza. Ma semplicemente, quanti remake/reboot hai visto che, come dici tu, tranquilli all’ombra di un marchio conosciuto, avevano aspetti originali veri? Poi il problema sarà sempre che io non vedo originalità dove invece c’è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.