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To be TRVE: la recensione di Whiplash

(il pezzo di Jackie Lang)

C’era una cosa che tutti quanti aspettavamo da tempo: un film sulla batteria jazz un film che desse a J.K. Simmons il posto che merita nella storia del cinema.
Whiplash lo idolatra, lo mette su un piedistallo, gli fa una statua d’oro, gli affida le frasi più importanti, le parti basilari, gli lascia decidere i tempi delle scene e dettare l’andamento della storia. Poi lo massacra e poi di nuovo, alla fine, lo innalza.
Magnifico villain, attore granitico, personificazione della lotta.

Ok, il ruolo è tuo

Ok, il ruolo è tuo

Nonostante non ci sia nemmeno un calcio in tutto Whiplash (ma qualche pizza sì) lo stesso è uno dei migliori film di combattimento dell’anno. Non c’è un training montage ma prove estenuanti, non c’è un combattimento finale ma un concertone con una battaglia interna alla band che è pazzesca, c’è in buona sostanza la struttura del cinema d’azione migliore trasferita in un ambito con il quale non c’entra una mazza ma che in realtà c’entra. A questo aggiungete il nocciolo duro di Rocky, il principio base di tutto il cinema di combattimento: una volontà di ferro può piegare la carne e far fare ad un corpo quello che normalmente non sarebbe in grado di fare.

Ora, io lo so che c’è diffidenza verso un film in cui l’argomento del massacro è il jazz. Non mi aspetto entusiasmo per Buddy Rich, nè starò qui a dirvi che tutti i vostri rockettari del cazzo, con capelli lunghi, atteggiamento da eroinomane, scheletri sulle magliette, miliardi a palate, chitarre a freccia portate ad altezza pacco e amenità varie, quelli che sbandierano un immaginario cimiteriale e si vantano di stili di vita perduti, fanno in realtà una vita da damerini in confronto a questo signore qui

Chao Pozo - Ucciso in una rissa in un bar

Chano Pozo – Ucciso in una rissa in un bar (Premio Jimmy Bobo 1947)

o questo qui

Lee Morgan - Fatto fuori dalla sua ragazza

Lee Morgan – Fatto fuori dalla sua ragazza

o questo qui

Charlie Parker - Droga e stili di vita malsani

Charlie Parker – Droga e stili di vita malsani

o questa qui

Billie Holiday - Fegato e cuore spappolati dalla droga

Billie Holiday – Fegato e cuore spappolati dalla droga

o questo qui

Bobby Timmons - Fegato distrutto dalla cirrosi

Bobby Timmons – Fegato distrutto dalla cirrosi

E ci sono elenchi interi su questa linea. Morti accoltellati, drogati fino a massacrarsi gli organi interni, spaccati in due e affogati o sfracellatisi in macchina. Quelli che hanno superato i 50 anni sono eccezioni.

Insomma non ve lo sto a dire io perchè tanto ci pensa Whiplash a raccontarvelo, cioè a dimostrarvi che al netto della droga (che girava a fiumi mortali nel jazz del periodo d’oro, come non ci fosse un domani proprio), è nel massacro del proprio corpo che sta la vera follia, che chiunque arrivi ai massimi livelli, in qualsiasi campo, lascia qualcosa per strada necessariamente. E ci pensa tramite J.K. Simmons.
Le scene del film si dividono infatti in quelle con J.K. Simmons e quelle senza.
Quelle con J.K. Simmons sono la trama, mandando avanti la storia, fanno succedere eventi, raccontano qualcosa e contengono tutte le parti più determinanti, quelle senza le quali non si capirebbe niente.
Quelle senza J.K. Simmons sono le scene di contorno, in cui accadono e si dicono pure cose importanti ma non fondamentali. Se le levi magari il film è meno bello ma la storia si capisce lo stesso. Non è solo il fatto che il villain definisce una storia, quanto che il vero protagonista di Whiplash non è il ragazzo che sogna un grande domani, ma la forza di volontà con la quale lo insegue, l’animo necessaria ad andare oltre. Quella forza d’animo è J.K. Simmons.

Più sangue che in I mercenari 3

Più sangue che in I mercenari 3

Bollani e altri veri jazzisti moderni ci hanno tenuto a spiegare per filo e per segno che non è vero che gli insegnanti sono così e che nelle scuole di jazz non si insegna l’esercizio fisico o il dolore ma si fomenta la creatività. Grande scoperta. Ora attendo che qualcuno mi spieghi che non è vero che i pugili si allenano prendendo a cazzotti i quarti di bue congelati. Pretendere plausibilità da un film sui massimi sistemi, sulle scelte di vita, la dedizione ai propri obiettivi, la serietà nel perseguirli e la follia che serve per raggiungerli sarebbe come farsi fare un ritratto da Picasso e lamentarsi che non è venuto somigliante, come obiettare che le ginocchiate di Tony Jaa non funzionerebbero in una rissa reale.
Quello di J.K. Simmons non è un personaggio plausibile perchè non è un essere umano, è il contrasto tra disperazione e salvezza, tra disprezzo per una vita di mediocrità e terrore di non essere migliore. È ciò che sta tra un corpo come tutti gli altri, con i suoi limiti e uno spirito indomito che deve superarlo, è un contrasto violento che ti tira i piatti addosso, riduce in lacrime, se ne fotte di te, ti incula quando può e nel momento decisivo ti sta addosso per complicare le cose.

Ma ora lascio la parola al boss che ha due o tre cose da dirvi su come si raggiungono gli obiettivi nella vita.

"Il tuo modo di suonare non mi convince"

“Il tuo modo di suonare non mi convince!”

(il pezzo di Nanni Cobretti)

TEMA: la mia scena preferita di Whiplash

La mia scena preferita di Whiplash, signora maestra, è quella in cui il protagonista Andrew porta la sua morosina al bar e la molla.
Loro si sono conosciuti all’inizio del film, lui ci ha provato timidamente, lei l’ha trovato abbastanza carino, si sono frequentati, ecc… Vediamo il loro rapporto crescere in parallelo alle sue vicissitudini musicali, un po’ come Rocky e Adriana sullo sfondo dell’incontro con Apollo.
Ma insomma, a un certo punto sono al bar, e lui è un po’ agitato perché le deve spiegare delle cose.
Le spiega che è presissimo dalla batteria e che deve allenarsi.
E che si deve allenare così tanto che avrà poco tempo libero per vederla.
E che sarà talmente preso dalla batteria che nei momenti in cui si vedranno lui sarà comunque quasi sicuramente distratto a pensare alla batteria.
Lei non è scema: gli dà del coglione spocchioso e se ne va.
Ha perfettamente ragione.
Andy, che è quella faccia da cazzo di Miles Teller che vedremo interpretare Reed Richards nei nuovi Fantastici 4, incassa: ci rimane ovviamente di merda, sperava che il discorso gli uscisse meglio e che lei la prendesse meglio, ma non retrocede.
Forse sto un po’ imbrogliando signora maestra, perché in realtà la mia parte preferita non è nella scena stessa, ma nel fatto che a quel punto tutti noi spettatori ci aspettiamo che nel resto del film lui impari la lezione, si penta del suo plateale errore, ritorni umano e si precipiti da lei in ginocchio felice di essersi ravveduto in tempo per far trionfare l’amore, perché Hollywood ci ha insegnato così, E INVECE LEI SPARISCE DAL FILM E NON LA SI RIVEDE NÈ NOMINA PIÙ MENTRE LUI SI ALLENA DURO ESATTAMENTE COME HA DETTO E ALLA FINE (SPOILER) TRIONFA E VINCE.

"hahahahaha sei un coglione"

“hahahahaha sei un coglione” “oppure no”

Whiplash è la vendetta che noi spettatori di cinema aspettavamo da quando ci hanno rotto i coglioni con gli studenti di poesia che saltano sul banco per salutare il professore fricchettone Robin Williams, e di tutti i suoi figli (e antenati) spirituali.
È l’anti-favola di Hollywood.
Whiplash non è un film sul diventare persone migliori: è un film sul raggiungere un obiettivo.
E quando vuoi raggiungere un obiettivo, l’unico modo per essere assolutamente certi di farcela – o comunque di non avere il minimo rimpianto – è mollare tutto il resto e dedicare il 100% di se stessi a quello. Non è l’unico modo giusto e non è l’unico modo che funziona, per carità. Ma è l’unico modo sicuro.
Altro che seguire il cuore. Altro che essere “predestinati dal talento naturale che prima o poi si manifesterà come per magia, basta continuare a sognare”.
Sticazzi sognare: SUDARE, SPUTARE SANGUE, e accontentarsi solo della perfezione.
Quasi sicuramente Andy crescerà diventando uno stronzo da competizione, intrattabile e solitario, e probabilmente farà la fine dei personaggi citati qui sopra da Jackie, ma non è questo che interessa a lui in quel momento della sua vita e non è questo che interessa al film (che comunque tra le righe ti lascia libero di dedurlo, se proprio insisti).
Andy è Van Damme che prende a calci la palma.
Andy è l’Uomo Tigre che prova il colpo del ponte sotto la cascata.
Andy è Rocky che, se non avesse conosciuto Adriana, probabilmente si sarebbe fatto un culo ancora maggiore e avrebbe steso Apollo già al primo match.
Whiplash pesta, esagera, e non è nemmeno sempre raffinatissimo nel farlo, ma tiene un ritmo asciugatissimo e travolgente: togliete Eye of the Tiger, mettete Caravan di Juan Tizol, e non cambia assolutamente nulla.
E il fatto che affronti tutto ciò non con una storia di sport (troppo facile) ma con un film sull’arte, sulla musica, dove dovrebbero regnare soggettività e creatività, e addirittura sul jazz, il genere che più di ogni altro viene comunemente associato alla libertà di espressione e all’anarchia totale, rende il suo trionfo ancora più acrobatico e doppiamente più efficace (ma infondo per nulla estraneo a chi sa perfettamente che è solo grazie alla completa padronanza tecnica che si ha vera libertà creativa).
Va quindi dato merito al 31enne Damien Chazelle, già sceneggiatore di quel Grand Piano che ora verrebbe da guardare con tutt’altra ottica, perché pur partendo da un’esperienza autobiografica ha avuto la freddezza di asciugarla e trasformarla in una storia universale che ti frega lasciandoti credere di essere standard, ma in realtà ha la sfrontatezza di ribaltare le convenzioni classiche delle storie di formazione, di ingannarti portandoti a pensare che J.K. Simmons sia il “cattivo”, per concentrarsi invece unicamente sulla nuda e cruda e potente semplicità del compimento dell’obiettivo primario del protagonista, e il resto è off topic, ragionamenti tutti vostri.
E perché quando J.K. Simmons muta la sua espressione incredula in un sorriso di approvazione… Beh, giuro che non sentivo brividi tali dai tempi in cui il maestro Miyagi dava il suo silenzioso, orgoglioso consenso a Daniel che, con una gamba mezza rotta, tentava il tutto per tutto azzardando la mossa della gru.
Fine del tema, signora maestra.

Gli occhi della tigre

Gli occhi della tigre

DVD-quote suggerite:

“Il film di combattimento dell’anno”
Jackie Lang, i400Calci.com

“Oppure potete continuare a giocare alla lotteria sognando di essere Cenerentola”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS: un mash-up fra Whiplash e un tizio che avrebbe avuto davvero bisogno di un insegnante come J.K. Simmons

* per il termine “TRVE” ringrazio Giorgio Santucci

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132 Commenti

  1. @dante989: ma la si puo’ tranquillamente vedere in entrambi i modi. Puoi vederla che (SPOILERSSS) finisce bene, perché Andrew voleva diventare un batterista coi controcazzi e dimostra di avere la stoffa per diventarlo e il professore da parte sua ha la prova che il suo metodo da’ risultati, o puoi vederla che finisce male, perché Andrew diventa stronzo e asociale e il professore ha gia’ dato ampio modo di dimostrare di essere un pericoloso psicopatico. E il bello del film e’ appunto che non punta il dito in nessuna delle due direzioni, se non superficialmente sulla prima (la piu’ sovversiva, considerando il modo in cui aveva narrato la storia fino a quel momento), e lascia che sia la sensibilita’ di ognuno a decidere.

  2. Dante989

    Senz’altro, personalmente trovo che punti nella seconda direzione se si scende a considerare i dettagli (per dire, Andrew a mio parere parte già come stronzo e asociale, e lo dimostra sia dicendo quel che dice in famiglia a tavola, sia proprio [SPOILER] nel lasciare quella poveretta facendola sentire volontariamente come una buona a nulla che non è nemmeno in grado di diventare “qualcuno”, al contrario di lui [/SPOILER]), ma tutto ciò rimane una mia interpretazione – e per fortuna: se Chazelle si fosse prodigato in “schemini” e “spieghini” per esprimere il suo punto di vista, a scapito della grande asciuttezza e compattezza (non c’è nulla di inutile, nel film, e ciò che lo diventa, come ben dici, viene lasciato indietro, ed è proprio il comportamento di Andrew), si sarebbe davvero uniformato allo standard hollywodiano.

  3. Appena finito e sono ancora tutto agitato e sudato.

    Prima di tutto un grazie immenso a Jackie e Nanni, perché senza questa rece non credo avrei visto un film su uno che suona i tamburi. E davvero mi sarei perso uno dei migliori film di combattimento dell’anno, perché sta roba non è per signorine innamorate di Giovanni Allevi o hipster coi risvolti ai pantaloni, ma è un Undisputed di violenza inaudita, psicologica ma anche fisica, quando il ragazzetto sclera dietro la batteria il dolore lo senti più forte che a vedere un calcio rotante.

    Inoltre per le ragioni già dette nei commenti sopra è anche un film molto coraggioso e ambiguo senza nulla di consolatorio o edificante, attraverso la musica c’è una gran costruzione della tensione – a meno di non essere un esperto, non riesci a capire quando il ragazzetto suona giusto o fa errori e quindi quando e se il maestro scatterà a bastonarlo – e le interpretazioni dei due sono pazzesche.

    Sui titoli di coda io non sono neanche stato a riflettere granché sulla morale, il messaggio e simili – mi piace però appunto che lascia aperte varie interpretazioni – perché è prima di tutto un film di coinvolgimento fisico, di fight tremendi, che se ne strabatte il cazzo dei sentimenti umani (Warrior a confronto vi sembrerà La casa nella prateria) ma è tutto teso sugli scontri, la volontà, l’ossessione, la sofferenza, il pestare più forte dell’avversario e di se stessi.

    Insomma ragazzi questo è Undisputed fatto da dio, fa un po’ strano che di questi tempi per vedere un film di menare serio devi vedertene uno sul jazz, ma questo è. Non vincerà l’Oscar perché è troppo duro per i culi molli dell’Academy ma per noi è un film di quelli giusti, fidatevi.

    ps. tra l’altro anche per me la scelta di concentrarsi su un batterista è geniale, nell’immaginario spesso è la figura più cazzona della band – es. mi ricordo in The Commitments che a sostituirlo prendevano un teppista a caso – mentre qua ribalta tutto.

  4. Un trionfo di dolore e gloria, é il film che senza dubbio mi ha colpito di piú tra i candidati a Miglior Film di quest’anno!

  5. Erri De Lucas

    Bel film autoflagellante e Simmons suberbo. Certo, quando prima dell’esibizione finale se ne esce con “Enjoy”, è impossibile prenderlo sul serio.

  6. Werner Washington

    Filmone, punto e basta. Rocky che incontra Gil Evans – Quincy Jones che scopa con Ripley – il perfetto incontro tra il miglior arrangiamento orchestrale di jazz moderno e il sudore, lo studio e appunto “l’azione” per metterlo in atto come strumentista.
    Visto 2 volte, ed essendo sia musicista che sportivo, è diventato per me attualmente la miglior miscela motivazionale (non pippe classiche USA con applauso strappalacrime del cazzo sui finali di film) per l’allenamento a casa (aihme’, putroppo per le uscite in strada ho provato anche a mettere i dialoghi in cuffia, ma non è la stessa cosa…). Magari è un pò eccessivo in alcune scene, ma le mazzate sulle mani dal maestro le ho prese anche io e il sangue, dolore alle dita e tutto il resto l’ho provato di persona, e qui è reso fino all’eccesso, come nei migliori film calcisti. Io non so davvero più come altro complimentarmi con Damien Chazelle. Sperando non faccia cazzate in futuro, anche se a quanto pare il prossimo progetto rimarrà comunque legato al mondo musicale. Simmons miglior allenatore di sempre.

    Werner Washington

  7. Ugo

    sto cercando di dissezionarlo e c’è una cosa che trovo veramente meravigliosa, soprattutto da un punto di vista “calcistico”, ed è la costruzione degli scontri.
    ogni volta che inquadrano Simmons sai già che sta per spargere sangue ed è come vedere un incidente al rallentatore: è inevitabile, è feroce, è sconvolgente nei suoi effetti.
    una tatticità del massacro votata al fine ultimo che francamente faccio fatica a ricordare in altre pellicole…

  8. Pronto MacReady

    Visto. Simmons mio nuovo insegnate/allenatore preferito, assieme a Eastwood in Gunny e Washington ne Il sapore della vittoria.
    Mi ha ricordato un’insegnante di musica che avevo alle elementari: stesso metodo di insegnamento, ti urlava a due centimetri dalla faccia (non vi dico la saliva che partiva) e non è che fossero frasi poetiche! ed era una suora! quindi x me Flatcher è ancora “normale”.
    Bellissimo il finale (quindi SPOILER) quando 1. JK annuncia un pezzo inedito x Andrew; 2. quando Andrew sente dire dal padre di tornare a casa e come sente la parola “casa” ritorna sul palco dopo aver abbandonato/distrutto il mondo familiare come lo conosceva prima per andare incontro a dio solo sa cosa e a quel fottuto “fuck you” labiale, con un crescendo di brivido e ansia tipo karate kid -come scrive il boss- che anche io erano anni che non li provavo; 3. BAM! chiusura senza i soliti applausi.

    Grazie ancora x la rece, altrimenti credo che mi sarebbe sfuggito!

  9. BellaZio

    Film magnifico. Si mangia tutti gli altri candidati compresi Birdman e Eastwood.
    Ti entra dentro, ti prende e ti trascina da capo a coda, Simmons è immenso e pure il ragazzo è veramente bravino e, porca puttana, anche con tutto l’editing e quello che volete, suona lui quel cazzo di kit. Non mi pare poco.
    SPOILER
    Simmons non è un Villain secondo me, prima di tutto, è un diversamente protagonista positivo, la scena finale gli dà solo che ragione. In Tutto. Anche se quello là si è impiccato.
    Andy non crescerà diventando uno stronzo da competizione perché lo è già, non credo nemmeno che finirà tossico, più probabilmente diventerà Bollani che suona al Blue Note. La scena al bar (spettacolare ma il discorso è un po’ più stronzo di come lo metti giù tu perché in sostanza suona come “non posso stare con te perché sono meglio di te e farò grandi cose e tu non combinerai un cazzo) ne conferma solamente l’essere uno stronzo da competizione e comunque se ne pentirà eccome ma la dolce ragazza giustamente s’è già sistemata a quel punto.

  10. Lars Von Teese

    Io al liceo avevo un prof di educazione fisica vecchio stampo che ci faceva fare le flessioni e i percorsi ad ostacoli modello full metal jacket e se poco poco qualcuno si azzardava a scherzare o rompergli i coglioni, lui lo prendeva A CALCI

    inutile dire che e` l’unico professore di cui TUTTI avevamo stima profonda, pace all’animaccia sua

  11. BellaZio

    Talento sì Talento no mi pare l’altro dilemma che vien fuori.
    Anche io c’ho pensato e mi dicevo durante il film: ok sti due stronzi stanno parlando ma né l’uno né l’altro, anche se si sono allenati, si allenano o si alleneranno 24 h al giorno diventeranno mai Charlie Parker. Andy se gli va di culo diventerà Simmons da grande. Non mi ha pesato, l’ho dato per scontato, mi son concentrato su 3 cose e il film mi è piaciuto per quelle: le interpretazioni, il ritmo e la storia.
    Sempre tornando al problema talento ce l’hai o non ce l’hai io aggiungerei sempre anche il fattore culo: film sul tema un film riuscito per me è Inside Llewyn Davis, e siamo dalle parti di Whiplash per certi versi, il tizio ha talento, è una merda spocchiosa che si crede Bob Dylan, dedica la sua vita alla musica ma c’ha una sfiga clamorosa (bisogna anche dire che se la merita tutta come se la merita l’Andrew in questo), unica differenza si “allena” meno e gli piace di più la figa al Davis. Consiglio a chi ha problemi con la plausibilità di questo di guardarsi quello dei Coen. A me son piaciuti molto entrambi (più Whiplash proprio per il ritmo di cui parlavo sopra che in Davis a tratti cala) ma è chiaro che siano storie simili viste da due punti di vista opposti.

  12. annaMagnanima

    finale al cardiopalma.
    mammamia che ansia.
    bellissimo film.
    però mi è mancato l’applausone finale. la standing ovation la folla in delirio.
    dell’abbraccio della fidanzata o il gesto di approvazione del papà non me ne frega niente. ma un cazzo di applauso…

  13. Oboewithashotgun

    Come al solito commento quando ormai non frega più niente a nessuno, ma tant’è.
    L’ho visto contagiato dall’entusiasmo della rece, la sera stessa e mi è piaciuto molto. Ma la rece è migliore e non lo dico per lecchinaggio, ma perchè leggendola mi ero fatto delle aspettative altissime. Il film ha un ritmo altissimo e ti fa venire l’ansia e trasmette bene il senso di oppressione e disagio che causa un professore psicopatico (Simmons immenso, è il classico attore che vedevo in sacco di film pensando “aah c’è lui, coso, quello che ha fatto quel film là, come si chiama, bravo eh”). Però al di là della bravura, il suo personaggio non mi ha convinto. Io capisco essere duri e puri e fare quello che terrorizza i suoi allievi per ottenere il massimo. Posso anche capire il discorso del “se non faccio così non troverò mai il nuovo Charlie Parker” (che è una stronzata pazzesca, secondo me, o almeno non è l’unica via per ottenere quel risultato, ma nell’ottica del film ci sta), ma non è coerente con se stesso. Che cazzo c’entra non far suonare il ragazzo solo perchè non ha portato le bacchette o perchè non riesce ad arrivare esattamente entro 10 minuti? Sono cose che incidono sull’impegno o sulla dedizione o perfino sul talento? Oppure è solo un modo per dimostrare quanto è stronzo e che lui può tutto perchè comanda? Secondo me Andrew ce la fa alla fine NONOSTANTE il maestro, che oltretutto nel corso del film non insegna letteralmente una fava a nessuno.”it’s not my fucking tempo” bellissima battuta, esaltante, però non c’entra niente con l’insegnare. Andrew fa tutto da solo e anche quando Simmons gli fa l’ultima bastardata al festival (che ci sta eh, nel carattere del personaggio e nella situazione), non è l’ennesimo modo per testare il carattere del ragazzo, ma semplicemente la vendetta di un frustrato e incapace a trasmettere la sua tanto decantata passione per la musica. La vittoria è tutta di Andrew che è stato abbastanza forte (e fortunato a non farsi intimorire) da resistere nonostante l’idiozia del professore e non ci vedo una condivisione di ideali tra lui e Simmons. Infatti alla fine dell’assolo, quando Simmons sorride beatamente avrei voluto vedere lui alzarsi e ficcargli un baccatta nell’occhio. In quest’ottica capisco il personaggio di Simmons, se invece l’intento era quello di dirci che lui ci aveva visto lungo e che ha fatto tutto sapendo che il ragazzo ce l’avrebbe fatta, ridimensiona un po’ il mio giudizio.

  14. Lars Von Teese

    Visto stasera. Ai detrattori: secondo me vi fate troppe seghe. Il film una cosa voleva dire, e la dice benissimo, non so perche` bisogna fargli tutte queste cazzo di pulci. Che dovevano fare, metterci un professore normale? Certe polemiche sinceramente non le capisco.

    Ci hanno messo tutti gli ingredienti del film da combattimento: sangue, lacrime, sudore e vagoni di merda da ingoiare. Praticamente e` la parte di Full Metal Jacket con Hartman, espansa fino a farne un film, e vi lamentate?

    Per me 10 e lode, il film si regge interamente sui due protagonisti, due giganti. Teller mi ha convinto cosi` tanto che probabilmente mi guardero` il suo F4 sperando che cacci fuori due bacchette da un momento all’altro. Sfigato, disperato, potentissimo. Una specie di Shia Leboeuf senza checchismo isterico.

    Hanno scelto il ruolo del batterista perche` e` particolarmente fisico ed al cinema si riesce a rendere bene, fra smorfie di dolore, sforzi fisici bestiali, batterie sventrate, mani insanguinate etc., avessero preso un trombonista si sarebbe visto tutto il tempo questo povero cristo con le guance a palla e delle stalattiti di bava dal trombone, non certo un bello spettacolo.

    I dialoghi sono realistici

    Belle anche regia e fotografia, asciutte, senza fronzoli, efficacissime.

    Finale a mio avviso perfetto. Filmone.

  15. Pronto MacReady

    Figo. Simmons s’è preso l’Oscar
    (più altri due per montaggio e sonoro :)

  16. sti cazzi di film, l’ho visto e JK s’è beccato pure l’oscar

  17. Mist

    Recensione meravigliosa di un film meraviglioso. Bravo e grazie.

  18. blueberry

    @Hellblazer
    forse mi sono spiegato male perché quel che volevo dire io è semplice:
    -posso attaccare a tirare calci al pallone da ora e per i prossimi ventanni facendomi venire i calli ai polpacci, non sarò mai maradona.
    -posso iniziare a disegnare da ora e per i prossimi ventanni scorticandomi i polpastrelli, non sarò mai pazienza/moebius/picasso
    -posso iniziare a suonare il pianoforte da ora e per i prossimi ventanni slogandomi le falangi, non sarò mai glenn gould.

    questo volevo “insinuare”. il talento o ce l’hai o ce l’hai. puoi addestrarti quanto vuoi ma il risultato non cambia. non è che tutti divengono qualcuno come insegna caparezza.

    @annaMagnanima
    quelli “veri” (gli artisti) mettono la creazione davanti a tutto. pure alla fi..a. ma non devi confonderti. è colpa della creazione “gigante” che l’impegna svariati decenni. altrimenti… pizza e birra tutte le sere.

  19. @blueberry: ma che significa? Non e’ un motivo per mollare e, se si tratta del tuo passatempo preferito della vita, rimane il modo piu’ sicuro per diventare il meglio che il tuo talento ti possa permettere. Di sicuro non ti sbagli, insomma. Con 20 anni di pianoforte o diventi come minimo professore di pianoforte e/o un session man richiesto o stai sbagliando qualcosa di grosso (o non c’e’ richiesta, o sei davvero troppo stronzo). Ma vabbe’, non stiamo qua a fare sociologia.

  20. blueberry

    @nanni
    a giudicare dal tono dei primi commenti sembrava che il messaggio fosse:
    <>

    io dico che non credo funzioni così.
    io amo il pianoforte e potrei studiarlo anni ma non diverrò mai glenn gould

    poi se ho capito male io e il messaggio era
    <>
    allora chiedo scusa

  21. blueberry

    aè, ho fatto un bel casino!

    dicevo, messaggio n° 1: “se t’impegni 20 ore al giorno nel fare una cosa diventerai un mito al pari dei tizi delle foto sopra nella rece”

    messaggio n° 2: “… e diverrai un onesto mestierante”

  22. @blueberry: perché non ti accontenti di un semplice “diventi di sicuro meglio che a non fare un cazzo”?

  23. blueberry

    @nanni
    perché è più corretto dire “… mi diverto con il mio hobby”.

    voglio dire i gradi sono, o dovrebbero essere, sempre secondo me:

    1: Gesù/Maradona/Picasso/Etcetera
    2: Onesto mestierante
    3: Mestierante
    4: Ci provo
    5: Hobby
    6: C’ho la passione
    7: S’impegna ma può fare di più
    8: Bevo
    9: Mi drogo con le leggere
    10: Dormo

  24. @blueberry: si sta virando pesantemente sulle filosofie di vita e, per quanto io abbia un’opinione mia che dibatterei volentieri davanti a una birretta, e’ un po’ off topic (ma mi fa ridere la differenza tra mestierante onesto e standard).

  25. blueberry

    @nanni
    perdona l’OT allora.
    aggiungo solo per completezza che credo dipenda da cosa s’intende per “Talento”. cioè se è una cosa innata oppure costruita con anni di allenamento.
    io credo sia innata. e allora se non ce l’hai puoi coltivarla quanto vuoi ma… non farai molto.
    e siccome è innata, sempre secondo me, penso a quanti “talenti” non conosciamo perché vivono in zone del pianeta diverse dalle nostre e quindi non possono manco sapere qual è la loro vocazione più grande.

    ah il mestierante onesto e quello standard, senza fare “nomi” per non urtare le sensibilità: il primo copia i geni mantenendo comunque una certa distanza. il secondo copia il primo e basta.

    ok basta

  26. schiaffoni

    Capolavoro senza se e senza ma!!

  27. Marlon Brandon

    Un grazie ancora ai 400calci, questo film lo avrei snobbato bruttamente e invece e’ una bomba atomica. Sono rimasto tutto il tempo in tensione, fra un po’ mi venivano le palpitazioni. Questa e’la magia del cinema. Tutto il resto, sono seghe mentali.

  28. Darko Ramius

    Non vedevo un finale così “giusto” daaa… non so nemmeno più quanto!

    Bello il film, Simmons superbo.

    Bellissima la Rece.

  29. Djenco Unchained

    Whiplash non è decisamente un film che passa inosservato. Da una parte ho apprezzato l’intento di mettere in scena i valori della dedizione e della determinazione nel tendere al proprio perfezionamento, in un’epoca in cui questa attitudine sembra quasi anacronistica fra i gggiòvani, più gggióvani, l’esercito del surf. Trovo però che tutta la metafora con la quale si è cercato di comunicare questo messaggio sia completamente fuori fuoco: da una parte per via di quella pericolosa e nefasta concezione dell’arte come prestazione (sull’orribile assolo finale volevo uccidere il vez) e dall’altra per l’enfasi ossessiva con la quale avviene l’evoluzione del protagonista. Ognuno ha la sua visione della vita, però non sono affatto d’accordo con l’idea che a venire ricordati siano i migliori esecutori della propria disciplina, penso siano quelli che sono riusciti a dominare la propria disciplina per mediarla e trasferire qualcosa, attraverso di essa, agli altri, cosa questa su cui il film toppa in pieno.

  30. ermenton

    minkia se è cazzuto, grazie 400calci, mi unisco al team #snobbatosenzalarecedei400calci.

    scena preferita:

    spoiler

    ciak 1: camion che lo cappotta.
    ciak 2: esce dall’auto sanguinante
    ciak 3: suona al concerto

    “determinazione”non basta per descrivere una cosa del genere, dovrebbero invetrane un’ altra.

  31. Bud Spacey

    Appena visto. Bel film, con un gran ritmo (ahah).
    Io non capisco nulla di regia, ma può essere che qui il regista abbia semplicemente voluto raccontare una storia interessante, anziché insegnare allo spettatore a campare? Voglio dire: non è il ragazzo l’ESEMPIO, non è l’insegnante. Questa è semplicemente una storia bella da vedere, tipo Commando. Non c’è bisogno di dire: “Eh, ma il regista vuole farci capire che in realtà John Matrix è il cattivo e Bennet il buono perché il primo uccide molta più gente” Oppure: “Che senso ha far saltare Valverde, non era meglio se provava in silenzio di nascosto a trovare e liberare la figlia?” O anche: “Commando è un film brutto perché John Matrix si comporta in maniera inverosimile, e’ una caricatura, sempre sopra le righe, totalmente disumano”.

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