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The Woman In Black 2: l’angelo della morte che toglie i conflitti mondiali dal mondo

The Woman In Black 2 – Angel Of Death si apre nel 1941 mentre Londra viene distrutta dalle bombe; si chiude un mesetto dopo quando la seconda guerra mondiale è finita e Londra è di nuovo ricca e fiorente. Cosa sono quelle facce perplesse? Guardate il piccolo protagonista! Vi sembra cambiato dall’inizio del film? E’ cresciuto di, boh, un centimetro? No, è identico a prima. Quindi ho ragione io, anzi ha ragione quel genio della regia che è Tom Harper.

Sigla alternativa, dai, ché quella normale la conoscete tutti.

Dicevamo, il film si apre nel 1941 mentre Londra viene distrutta dalle bombe e un gruppetto di bambini deve essere messo in salvo insieme a due maestre. Dove? A Eel Marsh House, naturalmente, dove il fantasma di Jennet Humfrye ricomincia a fare bordello. In particolare se la prende con la giovane maestra Eve a causa del suo passato (una vicenda di cui lei peraltro non ha granché colpa e poi come cazzo fa il fantasma a sapere tutti ‘sti particolari, che cazzo è, la NSA?) e sfrutta contro di lei il Bambino Orribile(™) traumatizzato Edward, per il quale Eve sente un pizzico di istinto materno. Ah certo, brava Jennet, proprio tu che ti sbracci a dimostrare che ami i bambini, poi li ammazzi, li tormenti, li manipoli per farti i cazzi di una poveraccia qualunque. Questi sono gli scempi che accadono quando uno sceneggiatore (Jon Croker, ma va’ a scopare il mare, va’) deve per forza dare delle motivazioni a tutti i personaggi ma ha a disposizione solo il retro di uno scontrino del Lidl. E allora vai con le sequenze oniriche che si capisce benissimo dove vanno a parare ma bisogna ripeterle tre volte, vai a mostrare il bel pilota con le lacrime agli occhi perché bla bla bla non ce ne frega niente, vai ad arzigogolare un qualche straccio di trama e buttaci dentro pure un vecchio cieco e pazzo che nel bollito dà quel saporino speciale.

Hanno proprio messo tutto in questo film, Harper e Croker. Ma sapete cosa si sono dimenticati? La paura. Perché a differenza dello spaventosissimo originale, che aveva fatto sbarbellare me e Stanlio, qui non c’è uno spaventerello che sia uno; no, l’infermiera mostruosa non conta, anzi sembra uno scarto di magazzino da L’Altra Faccia Del Diavolo – e ho detto tutto.

Ceci n'est pas une spaventerelle

Ceci n’est pas une spaventerelle

Magari sono io troppo esigente. Ho già detto in passato, in apertura alla mia rece di The Babadook, che sono stufa di horrorazzi a base di orfanelli e lacrimucce, quindi magari è colpa mia. Però, in tutta onestà: sia in The Babadook sia in questo film c’è il trucchetto del protagonista che si nasconde sotto il lenzuolo e sente le mani del mostro avvolgergli il volto; ma in The Babadook fa una paura della madonna, qui zero. Nel primo The Woman In Black la sedia a dondolo faceva una paura della madonna, qui zero. Nel primo The Woman In Black faceva tutto una paura della madonna, QUI ZERO! Penso che si sia capito. Questo film è un continuo, spudorato, pigro riciclaggio di idee già viste e metabolizzate, senza alcuna scintilla di spirito o di originalità.

Ma stiamo scherzando?

Nemmeno questo est une spaventerelle

Gli attori, poveracci, ci mettono tutto l’impegno che possono, fanno le faccette contrite e spaventate, tentano di infondere calore in quelle motivazioni che Croker ha fatto leggere loro direttamente dal retro dello scontrino del Lidl; soprattutto si sforzano di non ridere quando le giravolte della sceneggiatura impongono loro di sfidare qualsiasi legge della logica, dello spazio e del tempo. Le maestranze tecniche fanno il loro sporco lavoro e alcuni movimenti di macchina sono ben calcolati ed eseguiti, dopotutto Tom Harper è un semi-esordiente e magari col tempo potrebbe anche fare di meglio. Detto questo, occorre ricordargli che “fotografia brumosa e misteriosa” non significa “spalmiamo una bella manata di nero su tutto così non si capisce niente e facciamo finta che lì in mezzo si svolga un importante snodo narrativo che serve a reggere i prossimi dieci minuti di baracca fino a quando mi viene in mente dove ho messo lo scontrino dell’Autogrill su cui ho scritto la seconda parte di sceneggiatura”.

Bambino Orribile + Bambolina Inquietante = zzzzzzzz

Bambino Orribile

Non so cosa pensi di questa operazione Susan Hill, autrice del romanzo originale. Visto che ha collaborato alla sceneggiatura (forse con mezzo scontrino dell’Oviesse) immagino che la Hammer l’abbia pagata benino, e di questi tempi pecunia non olet per nessuno. Se però, come temo, ci sarà The Woman In Black 3, credo che la sua autostima comincerà a scricchiolare peggio della famigerata sedia a dondolo di Eel Marsh House.

Concludiamo con due parole positive: EYE CANDY

Concludiamo con due parole positive: EYE CANDY

DVD-quote:

“Meno orfanelli, più spaventerelli”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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10 Commenti

  1. Lo sto recensendo per Nocturno. Salvo la cura dell’ambientazione e la possibilità di avere una boogeywoman seriale anzichè il solito ritornante col pisellino. Punto.

  2. Samuel paidinfuller

    Non capisco perché il bambino dorme col pupazziello di drugo lebowsky accanto al cuscino ma va bene così

  3. AM

    Che strano, avremo una saga horror il cui primo film è figo e gli altri sono merda. Una cosa mai successa.

  4. Mi consolo che abbia fatto davvero schifo a tutti e che non sono l’unica ad aver trovato la fotografia imbarazzante, al punto da impedire (ulteriormente) la comprensione del film.
    Che barba, che noia.

  5. John 4°DiMilius

    Cicciolina non capisco tutta questa avversione che nutri nei confronti dello scontrino del Lidl, che reputo molto più onesto del film.

  6. Sì ecco, una cosa che mi sta sul cazzo di molti horror moderni e la pretesa di far prendere sul serio allo spettatore la “morale” sottesa alle nefandezze dell’assassino/mostro/fantasma di turno. Tanto è vero che uno dei motivi per cui il primo film funzionava era che [SPOILER] in un primo tempo ti faceva provare una sorta di pietà verso la fantasma, ma alla fine lei si rivela essere una stronza senza pietà.

    Per curiosità, la “sigla normale” sarebbero stati i Velvet Underground?

  7. Past

    bhu…ma il primo era veramente così bello? ok alle belle atmosfere, ok qualche momento riuscito ma veramente nulla di che…un babadook gli piscia in testa senza mani…sto secondo credo che non lo vedrò propio invece, almeno non nei breve/medio periodo…

  8. Marlon Brandon

    @Past, il primo non aveva entusiasmato nemmeno me, infatti mi ero addormentato durante la visione. Ma poi a me nemmeno il Babadook mi ha entusiasmato….madonna cosa sono diventato…

  9. Sergio Beone

    @Cicciolina: …ma Eye Candy la serie che mi pareva patinata? Era un consiglio? O pensavi ai manzi?

  10. schiaffoni

    Già il primo era bruttarello assai,questo riesce ad essere molto peggio.

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