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Quando i danesi diventano grandi: When Animals Dream

when-animals-dreamÈ inevitabile, a volte, finire in quel circolo vizioso di recensioni preventive e farsi un’idea sbagliata del film che ancora si deve vedere. Nel caso di When Animals Dream, film danese con lupa mannara e storia d’amore, il problema è partito nel momento del suo debutto a Cannes, l’anno scorso, dove anche grazie a del marketing ben mirato è finito per cadere nell’ombra di Lasciami Entrare, film svedese con vampira e storia d’amore, e della sua inopinabile eredità. Aggiungendo a questo il fatto che per i critici americani qualsiasi film europeo con un ritmo tendente al lento diventa un film da art-house, il pregiudizio è fatto: When Animals Dream diventa, per definizione, un film horror scandinavo (con enfasi) che anche convincendo non riesce a essere bello e raffinato quanto Lasciami Entrare e, quindi, a essere un film degno di recensione davvero positiva. Per gli stessi motivi, a volte, When Animals Dream è una copia fatta male, un tentativo fallito di emulare lo stile di Alfredson, una roba che ehi, comunque è meglio di Twilight, e poi è lento e introspettivo e ooooooooooooooooh così scandinavo. In tutto questo io prendo e parto alla visione aspettandomi, diciamo, una palla. Poi m’accorgo che dura 81 minuti e allora penso che m’è andata bene. Poi, insomma, scopro che Lasciami Entrare (che alla fine mi piace – eh) non c’entra proprio niente, e che il film è piccolo, imperfetto e bello sul serio.
Il paragone è tanto facile quanto sbagliato: se c’è un punto in comune, arriva molto sfocato sul finale, e non è nemmeno marcato con tanto insistenza. Il resto è molto diverso, e tratta temi che si rifanno fortemente alla Danimarca e al suo folklore: un certo tipo di patriarcato nei piccoli villaggi, l’abuso sulle donne, specie le ragazzine, nell’ambito lavorativo, la caccia alle streghe. Folklore e condizioni sociali vengono mischiati per raccontare una storia di lupi mannari dalle sfumature tali che si sarebbe potuta raccontare solo lì, in un piccolo villaggio sulle costa danese. I suoi pochi elementi vengono svelati piano piano, costruendo un contesto e una condizione che, nel tempo, aiutano a comprendere i comportamenti delle persone che stanno attorno al licantropo, utilizzando con intelligenza il punto di vista di una ragazzina che, all’inizio della pubertà, inizia a scoprire se stessa, sessualmente e geneticamente, e chi le sta intorno. Fosse ambientato in una cittadina americana ci sarebbero le feste in casa di amici quando i genitori sono via, i limoni sul tetto ubriachi e le scopate sul campo da baseball che finiscono con lui morto e lei sporca di sangue; ma qui siamo in un villaggio di pescatori in Danimarca, e allora c’è lei che a 16 anni inizia a lavorare e sfilettare pesce in un impianto dedicato dove incontra il ragazzo che le piace e inizia a essere maltrattata da un gruppo di colleghi, mentre sua madre è a casa in stato comatoso e suo padre (Lars Mikkelsen, perché in Danimarca sono in quattro) è sull’orlo di una crisi di nervi. Il ritmo e il tono vanno di pari passo con lo stile di vita del villaggio, monotono e grigio, contrapponendosi alla crescita della protagonista, brutale e improvvisa, che inevitabilmente scombussolerà ogni equilibrio della comunità.
Alla fine è una storia di femminismo e ribellione contro l’oppressione femminile più coerente ed efficace di quella di Byzantium, che ne voleva fare un manifesto a tal punto da contraddirsi da solo, un coming-of-age delicato che funziona nonostante alcuni evidenti problemi di scrittura, soprattutto sulle note finali che potevano essere più incisive, e un film di lupi mannari che utilizza quel poco che ha per mostrare una trasformazione graduale, che nei suoi brevi flash è più bella e impressionante di quella cazzata di Late Phases. Quei flash sono davvero brevi, ma Sonia Suhl li recita solo con la schiena, muovendosi in modi tra il sensuale e l’animalesco, e con l’aiuto di un pelo di computer grafica, che funzionano di più che l’esagerazione, l’arroganza e la stupidità in cui l’horror poco importante spesso sguazza per ricevere immeritati consensi.
Non è art-house, non è bello perché lento, introspettivo, scandinavo: è bello perché è un bel film. Pensate un po’.

When Animals Dream

Premio Schiena 2015

DVD-quote:

“Per fortuna, non la tua solita cazzatella”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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18 Commenti

  1. Dan Arkanoyd

    La mia pubertà è stata comunque un po’ più spaventosa…

  2. Samuel paidinfuller

    Il connubio cannes/mannari mi ha fatto venire in mente il film di jarmush con loki e tilda vampiri che non ho ancora visto. Lo consigliate?

    • Io lo consiglio, ma sono anche uno che con Jarmusch perde ogni criterio. Per me tra musica, atmosfera, attori e sceneggiatura è stato il film migliore dell’anno scorso.

    • Il Reverendo

      A me invece piace jarmush ma quel film l’ho trovato una minchiata colossale. noioso e scontatissimo.

      invece questo dei lupi mannari mi è venuta voglia di recuperarlo!

    • Samuel paidinfuller

      ok tks for your reply!

  3. Donnie Harlin

    Oh, ma stiamo scherzando? Due rece consecutive di film horror meritevoli?!? Ma che…davero davero??
    Uscita prevista in UK il primo giugno, ovviamente solo in DVD, mentre in Germania entrambi sono pubblicati anche in BD (purtroppo con sottotitoli in tedesco…sic…).
    Messo anche questo nella lista degli horror da vedere, @JCVG grazie per la segnalazione.

  4. Gigos

    Ah, il finto Putin di House of Cards! Io me lo confondevo con quello di Valhalla rising, che scopro essere il fratello (stessa faccia malvagia).
    Non solo in Danimarca sono in quattro, sono pure tutti parenti.

  5. x-meh

    @samuel
    per me puoi benissimo evitare quel film. Per me è stato uno di quei film in cui hai la voglia di uscire dal cinema ma resti pensando “…dai, ora qualcosa deve succedere per forza”. Poi è finito.

  6. BlackPorkismo

    @Jean Claude Van Gogh sei il recensore senza un’orecchio che tira calci rotanti?
    Gli scandinavi ho notato cher hanno sensibilità per l’infanzia e l’adolescenza nei loro film.

  7. Donnie Harlin

    @Samuel, a me Only Lovers Left Alive è piaciuto, però come dice x-meh è uno di quei film in cui “non succede niente”, a parte un evento verso la fine del film, che cambia decisamente il ritmo delle ultime scene (ma si viaggia sempre a velocità ridotta). Comunque, a differenza di film “artsy” tipo le peggiori opere di Refn (come quegli obbrobri di Walhalla Rising e Only God Forgives), non passi da una scena maccosa a un’altra (e una più pallosa della precedente).
    Consideralo uno spaccato di vita di due vecchi amanti vampiri e del mondo (decadente) intorno a loro. Bella fotografia, musiche su misura (oltre al film ho acquistato anche la colonna sonora), atmosfere languide e sognanti, un sacco di fetish per gli amanti della musica (in particolare delle chitarre e della vecchia strumentazione analogica) e dei “cari vecchi tempi andati”, rimandi ad altre opere e, soprattutto, bellissimi dialoghi (con un umorismo sottile che ho gradito molto) e degli attori davvero in parte (e tieni presente che io la Swinton in linea di massima non la reggo).
    Però tieni presente che in sostanza non è un horror e che di calciabile non ha una benemerita fava.

    • Samuel paidinfuller

      sul non calciabile me lo immaginavo, così come alcune questioni sul ritmo conoscendo Jarmusch. Ma è lento tanto quanto Dead Man (che per quanto mi piaccia Jim mi ha fatto addormentare al cinema in una proiezione estiva avvenuta ormai secoli fa)?

    • Donnie Harlin

      Mi spiace Samuel, ma in questo caso non posso proprio aiutarti, Dead Man non l’ho visto. La mia filmografia di Jarmusch si limita a Only Lovers Left Alive e Ghost Dog…Dead Man mi ha sempre incuriosito, ma quanto scrivi mi preoccupa assai…
      Io non ho trovato OLLA lento a livelli soporiferi. Magari non “succedono cose”, però c’è sempre qualcosa che tiene viva l’attenzione, che sia un dialogo, la ricchezza delle inquadrature, le musiche…lo definirei “languido”, ma decisamente non soporifero. Però de gustibus…
      Da quanto intuisco in quello che scrivi, mi sento di consigliartelo (secondo me almeno una visione la merita).

    • Samuel paidinfuller

      per dead man non lasciarti scoraggiare dal mio giudizio (non sono mica nanni)… calcola che l’ho visto solo una volta quando è uscito al cinema e ero un pischello.. rivendolo adesso capace che cambierei giudizio (o almeno terrei un paio di redbull a portata di mano durante la visione)

  8. Poisoned Ivy

    @Samuel: Dead Man rivedilo. E’ un film da adulti non da regazzini.

    @Jean-Claude: quindi è davvero un film di licantropi E bello? No perché ci ho il feticismo e lo guardo subito.

  9. Atmosfere nordiche + licantropi = mò me lo segno.
    Come pure quello degli scout.

  10. Barone Meshuggah

    Lo sto guardando ora e si’, e’ veramente un bel film! Personalmente ho trovato Only Lovers Left Alive un capolavoro, molto in stile Miriam Si Sveglia A Mezzanotte.

  11. schiaffoni

    Visto.Mi è piaciuto parecchio ….merita sicuramente di dargli un ‘occhiata.

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