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Stanlio Kubrick

Vi racconto un aneddoto su Vin D&Diesel

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Durante la lavorazione di Riddick, cioè Predator con Vin Diesel al posto di Predator, ho avuto la fortuna gigantesca di venire invitato sul set del film, a Montreal, per una visitina e quattro chiacchiere con i protagonisti. Si parla del 2012, mi ricordo che ci fecero fare un bel giretto tra i set e i green screen, conversare amabilmente con gli omini che stavano lavorando al cane Pixar di Riddick e agli altri cani meno Pixar del film, che Twohy è uno sballato pesante tipo uno Jodorowski della mutua, che Dave Bautista è la massa di muscoli più timida che abbia mai incontrato e che Katee Sackhoff, be’, Katee Sackhoff è la donna che tutti vorreste ma non avete il coraggio di ammettere perché se vi menasse vi farebbe un culo così.

Ricordo soprattutto che arrivammo in loco alle dieci del mattino e gli omini PR ci concessero Vin Diesel solo alle undici e mezza di sera, a riprese chiuse. Il Nostro era in tutona da ginnastica, due litri di cochina in mano e un sorriso stanco ma gigantesco.

Questo perché Vin Diesel è uno degli esseri umani più piacevoli che mi sia mai capitato di incontrare. Dove una persona normale ha nel suo DNA una singola copia del gene Berneunpaio, Vin Diesel ne ha tipo ottantaquattro, e la voglia di offrirgli un calice traboccante appena apre bocca è insostenibile.

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Tra le tante cose che vennero fuori nel corso della chiacchierata, arriviamo ora all’aneddoto da cui il titolo, ce n’è una che mi ha bruciato le sinapsi vita natural durante e infatti ricordo ancora alla perfezione. Si parlava di Riddick (la saga, non il film) e di come di fatto fosse, al di là dell’aspetto sci-fi e dell’azione frenetica e degli alieni, il progetto di una vita per Diesel, la possibilità di creare un mondo immaginario con una sua mitologia e un suo canone senza alcun limite di creatività. Quel cesso di The Chronicles of Riddick doveva, nella testa di Vin Diesel, contrastare la dimensione claustrofobica e opprimente di Pitch Black con un’epica dal respiro immenso. Puro world building, nella testa del suo autore (e purtroppo anche nei risultati) molto più importante dell’effettiva qualità del film.

«Come mai uno come te è appassionato di world building e mitologie?»

La risposta è semplice: Vin Diesel adora Dungeons & Dragons. «Quando ero giovane e non avevo ancora da lavorare, facevo il buttafuori di notte in una discoteca a New York. Poi staccavo, passavo a prendere i miei amici, ci trovavamo a casa di qualcuno e giocavamo a D&D. Io facevo il Dungeon Master, mi inventavo le avventure, lavoravo per pagarmi i manuali dei mostri». Il ragazzo però era grosso, fisicato, palestrato e ambizioso, quindi arrivò il cinema e l’addio alle campagne.

Tanti anni dopo, Vin Diesel non gioca quasi più a D&D, parole sue, perché non ha tempo e soprattutto non ha un party di amici appassionati nel caso in cui il tempo riuscisse a ritagliarselo. Per consolarsi, inventa videogiochi e, appunto, sfoga le sue manie sulla saga di Riddick, che una volta sfrondata di tutti gli orpelli, di fatto, non è altro che un fantasy iper-tradizionale nello spazio, lo stesso presupposto che poi stava dietro a Star Wars anche se pochi lo vogliono ammettere. Intanto, Dungeons & Dragons è arrivato alla quinta edizione, ma credo che Vin Diesel si sia fermato alla terza.

Oggi Vin Diesel è uscito con questo:

Nell’impossibilità di trovare un party e del tempo libero, in assenza del suo bardo di fiducia Paul Walker, Vin Diesel ha deciso che si è rotto il cazzo di fare soldi con La Famiglia e di non avere tempo per spendere quei soldi in manuali della quinta edizione, e ha organizzato un baraccone urban fantasy a base di spade infuocate, cacciatori di streghe e un’altra delle mie passioni violente (intendendo con questo che è lei quella violenta, non la mia passione, che è anch’essa sì violenta, ma almeno non mi dà un pugno sul naso se le rispondo male), Rose Leslie. C’è anche Michael Caine, ma io ormai non credo più all’esistenza di Michael Caine, sono convinto sia un animatronic creato da Christopher Nolan dopo lo scherzetto con Tesla.

Più di tutto, però, c’è tutto l’amore per la terza edizione di D&D che Vin Diesel è riuscito a spremere. Il che significa un bel passo indietro di parecchi anni in ambito “fantasy al cinema”, dal momento che, irrinunciabile patina laccata a parte, qui stiamo parlando del più classico dei buoni vs. cattivi, angeli & demoni, niente stronzate in toni di grigio dove non capisci chi sia il vero cattivo perché anche i buoni sono cattivi e forse i cattivi non sono del tutto cattivi ma magari una volta che guardi le loro motivazioni scopri che sono financo buoni e insomma alla fine viene fuori un film che ci si capisce e non ci si capisce.

No, qui siamo all’ABC del fantasy, al genere di power fantasy che un ventenne squattrinato e senza prospettive nella vita si potrebbe inventare insieme agli amici in una soffitta umida. Mostri, one-liner, belle principesse semisvestite e una spada infuocata: Vin Diesel è una persona semplice, e io sono felicissimo di essere semplice con lui. Anche se poi The Last Witch Hunter, com’è assai probabile, dovesse venir fuori una boiata.

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19 Commenti

  1. Poisoned Ivy

    TU

    hai conosciuto Vin.

    Ora devo decidere se sposarti o ammazzarti per non essere stata al tuo posto.

  2. Past

    ma quando incontrate una di queste leggende riuscite ad essere sinceri…? ovviamente cercando non essere bruschi e quindi addolcendo la pillola…della serie caro vin: ma ti sei accordo che sto riddick è un remake più brutto di pitch black…? che l’idea del padre di jones è na cagata allucinante…?

    giusto così per capire…probabilmente io non ci riuscirei…

  3. Ricordo che qualche anno fa era uscita un’intervista condotta da un nerdone che, a una tavola rotonda circondato da giornalisti mainstream alla ricerca di dichiarazioni standard, aveva gettato l’amo D&D e s’era messo a nerdare in maniera pesantissima sulle diverse edizioni e via dicendo con Diesel per un tot di minuti, prima che li riportassero sui binari. Non sono però riuscito a ritrovarla.

  4. @Past: ogni volta che mi è capitato di incontrare questa gente era per lavoro, quindi la sincerità era bandita, altrimenti avrebbero bandito me. Una volta a Jack Black ho detto che mi piaceva molto di più la musica che faceva rispetto ai suoi film, ma mi sa che è l’unica volta che mi è capitato nella volta.

    @giopep: a me non è andata tanto diversamente, quantomeno i giornalisti mainstream e le discussioni sulle diverse edizioni c’erano!

  5. Uwe Pòl

    @Giopep: mica di qualche anno fa, era la videointervista di google per il tour de I Guardiani della galassia, a un certo punto interviene Chris Pratt e mette in riga tutti.

    • Abbi pazienza, la mia memoria è tale che anche tre giorni fa mi sembrano tre anni fa. :D

    • Mmmm… no, l’ho trovata sul tubo e non era quella di google, era più un’intervista “normale” coi giornalisti, fra l’altro penso fosse scritta. Ed era precedente a Guardians, ne sono quasi assolutamente convinto a metà.

      Ma insomma, a giudicare dai risultati che offre Google, mi pare abbastanza evidente che io ricordo quella perché quella avevo letto, ma c’è stato un periodo in cui è saltato il tappo e qualunque intervista a Vin Diesel a un certo punto deragliava in zona nerd.

  6. Dr. Stranamorte

    No aspe Vin diesel che fa il Dungeon master è troppo. Haha

  7. C’ho messo un po’ a capire la tag “daltanious”, sarà che é tardi, sarà che sono appena uscito dal cinematografo… ma stima infinita per l’amico Vin.

  8. John 4°DiMillius

    Cazzo ma sono l’unico a cui è piaciuto il secondo Riddick?

    Spoiler: Si

  9. John 4°DiMillius

    Adesso so come ci si senta da Robert Neville.

    • John 4°DiMillius

      Allora vieni qui, insieme a me, fratello di Sventura, e guardiamo insieme il mondo che brucia.

  10. kaiser

    Il secondo riddick non è male.. apre lo sguardo su un mondo. Ricalca fedelmente la coatteria del personaggio. Il terzo ha una bella estetica e la prima parte survival è meglio della seconda da remake.

  11. Past

    perlomeno è un sequel coraggioso…pensate che l’universal voleva che riddick tornasse sul pianeta del primo armato fino ai denti…ricorda niente no…

  12. AndreaGnarluz

    Mi sa che mi carico sulle spalle uno zaino con i vari manuali D&D della 3.5, vado alla premieré del suo ultimo squartastreghecunviulenza e glieli faccio firmare: scommetto che potrebbe balenargli l’ideuzza di tornare a giocarci!

  13. M.N.Shamannat

    e nfatti se vede che faceva il DM… se scelto lo spadone a due mani +5 sul TPC, +5 sui danni e +1d6 di danni da fuoco…. m’hai detto cotica… grande Vincenzone. tiro iniziativa ed è nel vuoto.

  14. Luca

    Riddick mi ricorda sempre un mio conoscente, quando stavamo per iniziare una campagna di Guerre Stellari WEG. In quel GdR era possibile creare uno stereotipo di personaggio oppure qualsiasi cosa il giocatore volesse.
    Il tale, 150 x 150 x 150 e 150 kg di peso (tipo Ciurga al maschile), pensò a questo tipo di personaggio “penso che una volta tanto farò un personaggio di basso profilo….Stavo pensando ad una razza guerriera, conosciuta in tutto l’universo”, ed io “tipo i Mandaloriani?”, e lui “peggio!! I Mandaloriani li temono quelli della mia razza!! Ed io, nella mia razza, sono il più cazzuto ed il più temuto”, ed io “ah….beh….si…..ma non essere così autolimitativo…dai fatti un personaggio di alto profilo….”

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