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Alleluia: tutte le salme finiscono in Gloria

Gloria lavora all’obitorio di una città indefinita in Belgio. E’ una madre single che non si ama. Ha bisogno di affetto, di autostima, di orgasmi, di una vita migliore. E’ una donna comune, una di noi. Ma soprattutto, Gloria è una bestia. Michel (Laurent Lucas) è un gigolo disturbato con un debole per l’esoterismo, che tira fuori a sapienti colpi di uccello la bellezza di Gloria, la sua femminilità (Lola Dueñas ha un gran bel culo), ma anche la sua animalesca possessività e un’impressionante, insospettabile forza fisica che risulta sempre credibile. Dopo che lui, da bravo maschio Alpha, l’ha sedotta e abbandonata, lei lo ritrova: insieme partono alla ricerca di vedove alle quali spillare denaro; ma ogni tentativo finisce nel sangue.

La storia di Alleluia non è particolarmente nuova, è ispirata ai fatti veri di Martha Beck e Raymond Fernandez, ovvero i “Lonely Hearts Killers”, è già stata portata sullo schermo varie volte fra cui è doveroso citare Profundo Carmesì di Arturo Ripstein, messicano, grondante cattolicesimo e sadismo. Ma Fabrice du Welz, il belga che ci ha già regalato gli allucina(n)ti Calvaire (ancora con Laurent Lucas) e Vinyan, dà alla vicenda un trattamento opposto: con l’aiuto del co-sceneggiatore Vincent Tavier la asciuga, la corrode, la espone come un brutto scheletro deforme sotto una teca. Poi rompe la teca. E ti costringe a guardare lo scheletro da vicino, ad annusarlo finché la sua acredine nauseante non è entrata anche nelle tue ossa.

Tu sei così

Ecco gli effetti della carenza di uccello

Anziché filmare il suo materiale come un dramma opulento e grandguignolesco, come un percorso lineare a capofitto che inesorabilmente porta alla rovina, du Welz sceglie di non raccontare la storia dalla A alla Z, ma di saltare blocchi narrativi a piacimento e lasciare allo spettatore lo snervante compito di riempire le ellissi. I quattro atti in cui il film si divide sono sparpagliati temporalmente, non si capisce quanto tempo passi fra l’uno e l’altro, il che è un ulteriore fonte di angoscia se ti tiene conto di certi elementi di contorno nella vita di Gloria. Le svolte arrivano tutte inaspettate, il regista è volutamente ostico, non fa nulla per avvertirti che qualcosa sta per cambiare. Anche gli assassinii sono girati in modo realistico e anti-spettacolare; il contrasto fra la furia ribollente nel corpo di Gloria e il gelo della regia rende la visione ancora più sgradevole e sconvolgente.

Con la grazia di una violoncellista

Con la grazia di una violoncellista

Un’ulteriore sorpresa è costituita dallo sviluppo dei personaggi, entrambi traumatizzati, entrambi patologicamente infantili ma in modi diversi: Gloria parte come personaggio vulnerabile e fragile, per poi tirare fuori i fatali artigli repressi; Michel invece ha il magico dono di far cadere le donne ai suoi piedi e di farle godere immensamente – ma sotto la scorza di tombeur de femmes giace un uomo debole e immaturo, incapace di reagire alla piega sanguinosa presa dagli eventi. non a caso il suo mito è Humphrey Bogart, di cui imita le pose: se sullo schermo Bogey era il cinico seduttore dal cuore di ghiaccio, nella vita reale era un coglione; indeciso, poco energico, sposava sempre donne fortissime di cui poi si ritrovava succube e di cui non sapeva come liberarsi. Analogamente, Michel capisce troppo tardi che l’amore di Gloria è una formula esplosiva; abbozza e ridacchia di fronte ai corpi che lei devasta, come il padrone di una gatta che porta a casa un topo morto ogni mattina; in parte sottomesso e terrorizzato, in parte incosciente e complice, per tutto il film Michel sembra non capire la portata della situazione in cui lui e Gloria si sono cacciati. E quando lei gli intima di uccidere la donna di cui Michel si sta innamorando, lui esegue (e du Welz ne fa un pezzo di cinema eccellente).

Sì, sei stato tu

Sì, sei stato tu

Alleluia è costruito come un lungo incubo perturbante, sconnesso eppure coerente, alterna sequenze realistiche ad esplosioni surreali, accumula soluzioni estetiche inaspettate: Appena ci si è abituati alla fotografia sgranata e alla camera a mano, quell’altro matto di Manuel Dacosse (il direttore della fotografia di Amer) inonda lo schermo di una luce che fa male. Appena ci si è abituati ai salti temporali, balzano fuori alcune sequenze totalmente slegate dalla narrazione, probabilmente scaturite dalla mente di Gloria: vedansi il finto matrimonio, la Parkinson Cam in acido della danza attorno al falò, i filtri rossi sul volto dell’orgasmica Gloria, l’allucinazione a base di volti grotteschi, sporchi di rossetto e sperma. La trovata migliore è forse la scena meravigliosamente delirante e al tempo stesso composta, in cui lei fa un dolcissimo numero da musicarello davanti al corpo di una vittima steso sul tavolo della cucina, dopodiché comincia a segarne via una caviglia. Tutti gli elementi antinarrativi però, miracolosamente, non inficiano lo scorrere della trama; e per reggere un gioco tanto pericoloso e non farlo svaccare bisogna davvero essere un regista coi controcoglioni.

That's amore

That’s amore

Insomma, ad ogni minuto du Welz sembra chiederti sadicamente “Cosa ti aspetti da questo personaggio/situazione/svolta? Come lo/a tratteresti, se fossimo in un film normale? Facciamo così, prima ti illudo che tu abbia ragione, poi sterzo all’improvviso e mando tutte le tue convinzioni a palle in aria”. E fa così, incessantemente, fino al finale che non ti aspetti, che non vuoi; il finale che un ipotetico remake coi soldi non avrebbe mai il coraggio di girare. Per me Alleluia è un film straordinario; però non venite a lamentarvi con me se vi lascia di cattivo umore.

PS: qui sotto come al solito c’è il trailer del film. Purtroppo è un trailer spoilerosissimo, vi consiglierei di non guardarlo e di passare direttamente al film intero.

 

DVD-quote suggerita:

“Un lungo incubo perturbante”
Cicciolina Wertmüller, i400Calci.com

>> Trailer | IMDb

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26 Commenti

  1. Ciak Norris

    La domanda è sempre la stessa:
    in Italia quando come e dove. ..

  2. Ace Sventura

    C’è anche Luca Laurenti

  3. Maurizio Margaglio

    Mancava un tocco femminile. E quale miglior tocco se non citare Du Welz e il suo cinema straordinario? Brava.

  4. Trapador

    Ace Sventura mi hai bruciato sul tempo !

  5. ROCKET

    Quindi addossa tutta la colpa a lei e lui era il povero maschio trascinato dalla cattiva donna. Solita merda maschilista, mi stupisco che tu come donna possa recensirlo bene.

    • Ma no, Rocket! Nulla di tutto cio’! Ne’ Michel ne’ du Welz parlano di “colpa”, anzi e’ un concetto proprio assente dal film. E non vi ho letto nessun messaggio maschilista, mi dispiace che sia passato questo messaggio dalla rece ma siamo davvero da tutt’altra parte. Dopotutto ho sottolineato come Michel sia un complice, non soltanto un succube. Il fatto che Gloria sia una belva sanguinaria francamente non me l’ha resa invisa, le sue motivazioni si capiscono sempre benissimo e fino a un certo punto sono anche condivisibili.

    • John Blacksad

      Taaaac! puntuale come un orologio svizzero arriva il commento da zerbino.
      Se le carte processuali stabilirono che lei era la “guida” della coppia,
      non vedo perchè si dovrebbe cambiare la storia nel film solo per accontentare le tue paturnie.

    • Ace Sventura

      Cicciolina, ci manca un “Un abbraccio” finale e sei come Gianni Morandi, il domatore di troll e maleducati su Facebook.

    • John Blacksad, le carte processuali si possono riferire a Back e Fernandez (i veri Lonely Heart Killers), non a Gloria e Michel. Se vedi Alleluia capisci bene che Michel si diverte un mondo a spararsi le pose da assassino, e’ fiero di stare con Gloria e lo e’ per ragioni precise che non svelo nella rece. Insomma, e’ un film molto complesso, GUARDATELO e poi tornate qui a discutere.

  6. John Blacksad

    Cicciolina, come sai seguo sempre le tue recensioni
    ma a questo giro mi hai deluso:
    non Ripstein (chi se lo incula quello) ma Leonard Kastle era doveroso citare…
    http://www.imdb.com/title/tt0064437 ;)

  7. Samuel paidinfuller

    ok è risaputo che per cicciolina ho un debole e poi ultimanente recensisce solo bombette però sarei ipocrita a non chiederlo :
    ma la rece di Fury Road?

  8. Poggy

    Lo metto in lista: sempre fidarsi dei belgi (e dei danesi) per venire colpiti da BADILATE DI DISAGIO

  9. vespertime

    Convinto dalla recensione me lo sono sparato al volo (e poi Calvaire mi era piaciuto un tot). Nessun maschilismo, come dice qualcuno sopra. Il film è molto equilibrato in questo. Certo, quella che da di matto in modo più violento è proprio lei ma lui la asseconda abbastanza rimanendo con lei, almeno da principio, proprio per questo suo lato non proprio normale. Un po’ succube magari lo era ma uno stinco di santo direi proprio di no. Insomma verso la fine in quella scena la che non dico per spoilerare lui avrebbe potuto decidere diversamente e invece no. Insomma, per stare con un matto ci vuole un altro che sia matto almeno un po’. Mi è piaciuto, se non si era capito. Il film riesce a farti sentire addosso quella sensazione di sporcizia, a partire dalla grana della pellicola, dal tono, i colori e quello che succede. L’ho appena finito ed è forte in me la voglia di farmi una doccia.

  10. annaMagnanima

    nonostante io abbia pianto vere lacrime durante la visione di FURY ROAD e sia dopo due ore ancora felicemente stordita dalla ESPLOSIVISSIMA visione, ho ancora voglia di cinema grazie a questa recensione e perciò ora mi cerco questo film e me lo vedo subito senza guardare il trailer perchè di te mi fido.
    evviva il cinema. evviva Méliès.

  11. Mr. Delfino

    In Italia l’hanno dato al Far East Film Festival di Udine ;)

  12. schiaffoni

    Rece che mi ha messo addosso una gran curiosità di vederlo…..vado subito alla ricerca.

  13. annaMagnanima

    ecco. poi alla fine l’ho visto ma non avevo ancora detto che mi è piaciuto.
    molto asciutto ma molto bello. forse proprio perchè asciugato da tutta quella finzione – non ho trovato la parola giusta – che ultimamente sembra e deve sembrare il cinema. ci si immedesima facilmente nella gelosia anche se non si è pazzi come gloria. e questa è magia del cinema ancora una volta.

  14. Ben steel

    Bel film e bella rece. Non aggiungo niente che se no sarebbero spoiler.

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