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Darth Von Trier

James Bond e la strana storia del product placement nei film d’azione.

In principio era Bond.

Involontariamente Ian Fleming inventò il piazzamento di prodotto con i suoi racconti della spia inglese. Involontariamente perché non aveva intenzione di creare una sibillina vetrina pubblicitaria per determinati marchi ma di comunicare apertamente uno stile di vita credibile, tangibile fino all’ultimo dettaglio, per il suo personaggio.

Quindi Bond indossa un Rolex Perpetual Oyster Chrono, accende le sue sigarette Morland fatte su ordinazione a Grosvenor Street a Londra con il suo accendino Ronson mentre si gusta un Martini indossando le sue camice Sea Island. Tutto nel mondo letterario di Bond ha un nome se non addirittura un recapito, per esigenze di realismo e per definire un “quintessential cool” che non esisteva prima e che Fleming -modellandolo sul suo stile di vita- aveva l’urgenza di delineare.

Da subito Bond diviene un trend setter: prima ancora di metterci la faccia di Connery il giovane adulto che leggeva i romanzi di Fleming sognava di vivere come Bond, se non in servizio sotto copertura permanente in qualche paese esotico perlomeno attraverso il suo costoso e ricercato stile di vita.

Bond Original - Goldfinger 1964 - 2

Nascita inconsapevole del product placement: Ronson e Rolex insieme appassionatamente in “Goldfinger”

Quando Bond arriva al cinema senza molti calcoli si decide di trasporlo fedelmente, del resto la quantità di dettagli illustrata da Fleming era tale -ritratto fisiognomico compreso- che era tutto già lì e la cosa più naturale era trasporlo punto per punto, come fosse una lista per la spesa.

Ecco quindi apparire “in persona” le Morland, il Ronson, il Vodka Martini, l’Aston Martin, il Rolex Submariner -non Oyster Chrono- e quant’altro definisse Bond nei racconti. Ed eccoli diventare icone quanto Bond\Connery stesso. Si racconta di adolescenti londinesi negli anni sessanta che risparmiavano somme di denaro enormi per potersi permettere una fornitura di sigarette presso la manifattura di Morland a Mayfair, non potendo ambire ad un’ Aston Martin almeno potevano fumare come un agente segreto fichissimo.

Il precedente è sancito e l’ambito pure: il film d’azione con la sua necessaria attitudine alla performance e stress costante è la vetrina ideale per i marchi improntati a prestazioni e durevolezza, lì dove gli oggetti sono necessari ai protagonisti e non ci sono limiti di cronologia ,come per il western, o di plausibilità di dotazione come per il poliziesco.

Nei decenni Bond ha avuto costanti e variabili in tutto, trasformando sé stesso molte volte e “tradendo” molte sue caratteristiche letterarie tra cui i suoi marchi imprescindibili, basti pensare che ha guidato anche una Saab 900 e da venti anni, vincolato da un contratto strettissimo con la maison svizzera che impone l’utilizzo agli attori anche fuori dal set, indossa esclusivamente orologi Omega. Quello che però non è cambiato ma anzi si è istituzionalizzato è l’identità di Bond come uomo-vetrina per un certo product placement del lusso “d’azione”.

Ora, potrebbe sorgere una domanda legittima: a che serve impegnarsi così tanto per promuovere prodotti così costosi in un film di largo consumo che vedranno perlopiù persone con stipendi -se non paghette settimanali- nella norma? Guardiamo limitatamente agli orologi per oggi, una cosa che mi piace abbastanza ma principalmente che è parecchio rappresentativa del marketing di cui parliamo.

A questa domanda rispondeva qualche anno fa su Forbes il CEO di Jaeger LeCoultre, una delle più antiche, lussuose e prestigiose aziende orologiaie del mondo. Stiamo parlando di orologi che costano tra i seimila e gli ottomila euro come base di partenza, che cosa può passare di un prodotto così d’alta fascia, per non parlare della squisitezza della manifattura, al pubblico di Avengers che lo vede al polso di Tony Stark? Nulla o quasi, l’importante è che sappia che il marchio esista e che lo percepisca come il top che un uomo d’azione può avere al polso. Se non te lo puoi permettere non importa, puoi sognarlo e magari ne parlerai al bar diffondendo il nome. Se puoi permetterlo magari te lo comprerai e la missione è completa al 100%.

2008_QoS_02

“Il Seamaster di Quantum of Solace. Concettualmente come l’orologio di Topolino che avevi da piccolo ma un pelo più costoso”

Come inavvertitamente accadde per il primo Bond cinematografico la correlazione tra prodotto mostrato e consumo dello stesso ha effetti imprevedibili sul marchio: se non direttamente l’acquisto è importante trasmettere l’idea che quel prodotto – quella intera fascia di prodotti, anzi- esiste ed è altresì importante per il marchio che tradizioni e marchi prettamente europei entrino nel pop di altre nazioni decisamente meno consapevoli a riguardo. Che tu te la possa permettere o meno al momento è importante che il marchio si stabilisca nella tua cultura popolare, come i cronografi Tag Heuer e Longines se segui gli sport a cronometro o la Mustang di Steve McQueen se sei un appassionato di sgommate col fumo.

Iron-Man

“Il cellulare non mi prende ma che mi frega, ho il PIL del Congo al polso”

Nel caso di Bond oggi la faccenda è ulteriormente diversa: essendo da sempre una vetrina di lusso il franchise di Bond ormai è una sorta di grosso negozio al cinema e punta molto più di altri film sulla reclamizzazione ad uso vendita, producendo molto spesso anche edizioni limitate dei prodotti del film brandizzate 007. Insito in questa ottica non deve stupire il fatto che i prodotti mostrati nei film di Bond siano un po’ più accessibili, sia in termini di rivenditori che di costo. Intendiamoci: un Omega Seamaster costa sempre tremila euro ma non è nulla confronto ad un Piaget da trentacinquemila che Samuel L. Jackson\Nick Fury sfoggia nei film Marvel.

Bond quindi non solo attraverso la sua storia letteraria e cinematografica ha creato per caso il product placement per come viene inteso oggi ,ma lo ha poi seguito e portato allo stato dell’arte in termini di commerciabilità diventando una vetrina efficace culturalmente ma soprattutto commercialmente per la vendita di prodotti di lusso, quadrando il cerchio tra stabilire l’icona e fartela comperare.

Ci sarebbe molto altro da dire oltre queste considerazioni quasi preliminari e probabilmente tornerò sull’argomento in futuro.

DVT.

 

 

 

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20 Commenti

  1. annaMagnanima

    un’altra bella vetrina è stato quel film brutto prevedibile e modaiolo con will smith dal titolo che scherzando scherzando è un pò “-meta”: FOCUS

  2. Darko Ramius

    Mitica la battuta autoironica in Casinò Royale quando Vesper chiede al nostro se indossa Rolex. Mitica, oddio… Simpatica va.

  3. Past

    il primo che ricordo erano gli oakley in titanio di cruise nel prologo di MI:2 o anche quelli di pitt tondi in fight club…fincher in particolare ci sta molto dentro con ste trovate…

  4. Samuel paidinfuller

    Punt e mes and chesterfield like there is no tomorrow

  5. Trapador

    L’apice si è avuto con i ragazzi della terza c

    • @Triplo
      Vero, anche se poi in generale Schwarzenegger ha scelto cronografi più importanti in dimensioni e fattura come IWC, Panerai, Tag Heuer… E che rispecchiano maggiormente i suoi gusti visto che sta per debuttare con una sua linea di orologi fatta in svizzera e presentata alla fiera mondiale di Basilea quest’anno e che per dimensioni e direzione è vicina ad orologi come i sopracitati. Ecco la notizia con intervista.
      http://www.ablogtowatch.com/arnold-schwarzenegger-watch-brand-debuts-2015/
      Nell’intervista dice anche molto spesso sceglieva lui quale orologio indossava il suo personaggio. Personalmente sono all’opposto di ciò che mi piace in un orologio ma ad Arnie gli si vuole bene lo stesso.

      Seiko appare poi anche al polso dello stesso Bond varie volte tra gli anni settanta e ottanta, con Moore come testimonial. Ma erano anni di minore glamour per il franchise (e in generale di grande frenesia verso tutto ciò che era made in Japan). Bond tornerà in pieno ambasciatore del lusso sportivo dalla gestione con Pierce Brosnan e il sodalizio con Omega.

      Appare poi in Apocalypse Now: il 6105 al polso di Sheen\Willard è iconico al punto che la variante con cinturino di gomma viene detta proprio “Willard”. Altre apparizioni calcistiche del marchio degne di nota che ricordo sono: in Aliens il cronografo al polso di tutti i marines e di Ripley, in Un Mercoledì da leoni al polso di Jack (sempre un 6105) e di recente un classico Seiko diver “Pepsi” al polso di Robert Redford in All is Lost.

      Mi fermo qua… Per quanto mi diverta l’argomento -“orologi nei film” così come pure “veicoli nei film”- poi non si finirebbe più.

    • John 4°DiMillius

      Ho capito, ma Il Seamaster di Quantum of Solace, n ha craig daniel che indica l’ora con le mani come topolino, vuoi mettere?!

    • Ah ma se vuoi c’è il Rolex Oyster di Topolino, che però è un quadrante aftermarket non ufficiale. Per pura gag collezionistica.
      http://tinyurl.com/mpz69dh

      Invece ufficiale dalla Rolex c’è lo Yachtmaster di Popeye, vero.
      http://tinyurl.com/m4j32az

    • John 4°DiMillius

      L’ultima è una dritta preziosa, visto che popeye è uno dei miei nick!
      …e poi,ma quanto è figo con quei colori?!

    • @DVT la tua risposta sui Seiko meriterebbe un post a sè! E gli orologi di Arnie anche :)

  6. Marco (valori.m60)

    Un “tradimento” che la EON attuò fin dall’èra Connery, proprio in virtù del product placement, fu quello relativo allo Champagne d’elezione: Dom Pérignon anziché il Taittinger dei romanzi (il quale ultimo, per inciso, si vede in mano a Liam Neeson in «Taken 3»).

    • annaMagnanimaBeveBene

      il quale ultimo, secondo me, se lo mette in tasca il dom perignon

    • Marco (valori.m60)

      Ti ringrazio molto per l’attenzione, Anna, e plaudo sinceramente al tuo essere un’intenditrice (quanto Ian Fleming, e quanto il mitico Michele del Glen Grant).
      Ma desidero altresì aggiungere una postilla salomonica, a maggior gloria dei film EON (oltre che dei romanzi), e non tanto a scanso di reprimende ufficiali come qualcuno ha dovuto subire proprio per il Rolex (da lui associato a ben altri che il comandante Bond): Taittinger o Dom Pérignon, l’essenziale è di non berlo “ad una temperatura superiore ai 4°C. Sarebbe peggio che ascoltare i Beatles senza tappi nelle orecchie”.

  7. Vin Diesel30€grazie

    Ricordo un Omega brandizzato per un episodio di Pierce Brosnan in cui la lancette delle ore aveva proprio il logo 007 nella parte terminale!!!!!1!!

  8. Nessuno

    il film più venduto di tutti i tempi che mi viene subito in mente è Forrest Gump, uno spottone senza pudore…

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