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Guarda papà, un found footage: Project Almanac

project almanac posterRiassumiamo la faccenda, come già fatto all’uscita del trailer: dopo anni e anni di found footage dedicati quasi esclusivamente all’horror, nel 2012 esce Chronicle, un film di ragazzetti e superpoteri che finalmente spinge il FF in territori diversi dai soliti boschi, mostri, fantasmi e posti bui pieni di morte. Un po’ funziona e un po’ no, ma al botteghino è un successo e il rumore di soldi buttati via sveglia dal letargo Michael Bay che, ancora in pigiama, urla “ANCHE IO!”. Da lì parte una corsa contro il tempo, si pescano a caso i nomi del cast, si prende un regista senza esperienza sotto qualche ponte e in 9 mesi, proprio come un parto, il film è finito e pronto alla distribuzione. Ormai, però, s’è quasi fatto il 2014, e il treno è passato due anni prima. Chronicle era già l’ultimo fuoco d’artificio di una festa noiosissima durata fin troppo, e Michael Bay, che in 9 mesi ha avuto tempo di svegliarsi del tutto, non ci ha messo molto a capirlo. Cambia strategia, cambia markenting, ed eccoci qui con Project Almanac nel 2015, l’anno in cui nemmeno l’unica saga capace di dare senso al found footage, V/H/S, è riuscita a farlo.
Per capire il collegamento con Chronicle basta leggerne la trama: un gruppo di diciassettenni scopre un progetto militare sui viaggi nel tempo che il padre defunto del genio di turno aveva mollato per mancata tecnologia. I tre ci smanettano su, riescono a farlo funzionare e lo usano per andare al Lollapalooza a vedere i Vampire Weekend. Abbiamo quindi dei ragazzini senza barba che scoprono di avere in mano un potere straordinario e lo usano come gli stupidi ragazzetti malati di gnocca che sono. Una specie di Bill & Ted’s Excellent Adventure che si prende un po’ troppo sul serio. Abbiamo anche uno dei ragazzetti che sbrocca e inizia a fare cazzate. Chronicle è stato preso come blueprint di una storia che poteva benissimo essere trattata come una commedia molto leggera dal ritmo frenetico ma che, in mancanza di una direzione originale o comunque chiara, è diventato un gran casino che azzecca cose per poi affondarle con una gestione imbarazzante dei toni.

Meritarselo

Meritarselo

Quello che frustra, di Project Almanac, è che fino a una certa funziona abbastanza. Per almeno 50 minuti questi si sbattono per costruire la macchina del tempo, falliscono, ci riprovano, fanno cazzate. Loro sono insopportabili, il genio qui sopra è proprio figlio del privilegio e gli si vorrebbe tirare una libreria quantica sul naso, ma quando qualcosa inizia a muoversi c’è tutta un’atmosfera di stupore ed euforia che ricorda molto i vecchi film d’avventura per ragazzi, una roba pure un po’ alla Joe Dante anche se molto diluita e senza la stessa bellezza. Che sia un prodotto fatto da gente capace e che conosce la soglia d’attenzione del suo pubblico si vede, soprattutto nel ritmo invidiabile che riesce a tenere fino alla fine, anche in momenti in cui nulla si salva e tutti perdono. Va così veloce che anche le cose che dovrebbero annoiare alla fine non annoiano. Infastidiscono, fanno girare i coglioni, ma non annoiano. Da un lato credo che questo significhi missione compiuta, dall’altro non esiste che un film sui viaggi del tempo inizi a far cagare proprio quando iniziano i viaggi nel tempo.
Nello specifico, più il film cerca di addentrarsi nelle conseguenze del viaggio del tempo lasciando che i protagonisti facciano cazzate più la storia perde tutto il suo fascino, e nonostante ci siano almeno un paio di idee azzeccate e ben realizzate l’arco narrativo del genio con la faccia da schiaffi è gestito di un male che non si può vedere. Alla fine tutto è ridotto a lui che vuole lei ma oddio forse quel limone davanti ai cessi del bar ha fatto affondare quella barca laggiù e allora chissà meglio tornare indietro un’altra volta e già che ci siamo elaboriamo un po’ sto lutto che me ne ero proprio dimenticato. Per qualche motivo ci sono sceneggiatori e produttori che continuano a credere che questo tipo di storie costruite intorno al genitore morto e alla ragazzetta dei sogni possano funzionare in qualsiasi contesto, le stesse persone che poi del contesto se ne dimenticano e non si ricordano più cosa stavano dicendo.

Lei almeno ha questa faccia qui.

Lei almeno ha questa faccia qui.

In tutto questo il found footage s’inserisce col solito vabbè. Solo alla fine viene data un’adeguata giustificazione, una bella idea resa abbastanza inutile dalla pretestuosità di tutto il resto. Il problema non sta tanto nel “ho una videocamera e riprendo tutto” quanto nel montaggio a campo-controcampo delle conversazioni, una roba proprio incomprensibile se si è in grado di capire come funziona il cinema e che obbliga proprio a chiedersi perché. Fosse stato un ibrido, una roba normale in partenza e found footage non appena cominciano gli esperimenti forse avrebbe avuto più senso, e invece vediamo ‘sti qui che si riprendono anche quando fanno una rapina. Sarebbe bello non pensarci e godersi il film, ma non siamo mica su Nickelodeon, non stiamo mica a fare l’elfo luigino che va al cinemino.
È un film per ragazzetti che sicuramente è piaciuto ai ragazzetti. La colpa è nostra, che siam vecchi.

DVD-quote:

“Sicuramente meglio dei Vampire Weekend al Lollapalooza”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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22 Commenti

  1. Past

    Mockumentary + ragazzini = boicottaggio a prescindere.

  2. Lars Von Teese

    Chronicle secondo me funziona fino alla fine, non ce la vedo per niente questa “gestione imbarazzante dei toni” (ma dove? Ma poi perche` imbarazzante? Chi o cosa imbarazza?)

    non sara` un filmone, ma secondo me e` un signor esordio da parte di Josh Trank

  3. Samuel paidinfuller

    questo l’ho visto ed è una cacata imbarazzante in cui non si capisce un cazzo non perchè siano troppo complicati i paradossi temporali (tipo quell’altra cacata di primer) ma pechè è proprio scritto di merda.

    • annaMagnanima

      primer non ti è piaciuto perchè lo hai guardato senza schema alla mano.

    • Samuel paidinfuller

      il secondo film del regista (che disprezzo talmente tanto che manco spreco il tempo a cercarne il nome su google e che vorrei che gli fosse intitolato il premio “occhiali rotti” dei Sylvester), quello coi maiali per capirci, veramento l’ho visto con la pagina di wiki (inglese) sul film aperta sul laptop per provare a stargli dietro ma l’ho sfanculato lo stesso dopo un 25 minuti

    • Giorgio Clone

      Io Primer l’ho visto, con attenzione, e mi sono sentito uno stupido per non averci pensato io prima, a creare una macchina del tempo e tornare indietro dal giovane regista del film di Primer, e a chiedergli di non farlo.

    • annaMagnanima

      quello coi maiali sarebbe upstream color o qualcosa del genere? a me disse poco (ma all’epoca della mia visione ero in un momento di apatia). mi ricordo che era piaciuto a jean claude van gogh.

    • Botte & Costello

      intervengo soltanto per dire PRIMERMERDA

    • Bella

      Primer ok ma upstream color è dritto come una spada a livello di trama…

    • samuel paidinfuller

      si guarda più dritto di così manco righetto il baro

      http://taylorholmes.com/2013/08/10/upstream-color-life-cycle-explanation/

  4. Ho visto questo film e sono qui per sottoscrivere la DVD-quote

  5. samu

    deh, due colpi alla sorella glieli avrei anche dati eh?

    si il fratello meritava di subire la sequenza finale di dislocazioni di tom yum goong.

  6. Peccato, a leggere la recensione l’idea di fondo era carina e l’approccio non era sbagliato. Persino la sciagura del FF poteva avere un suo senso.
    Le occasioni sprecate fan più incazzare dei film semplicemente di merda.

  7. AndreaGnarluz

    da quel che ha scritto il Van Gogh, poteva essere il nuovo Explorers e invece si rivelata un altra pellicola sprecata

  8. Rece perfetta: l’impressione che ho avuto anche io, vedendolo, è precisamente di una specie di Ritorno al futuro a misura della generazione di ragazzetti/e fan di Hunger Games, The Maze Runner e Divergent. Operazione un po’ malriuscita dato che Project Almanac ha floppato abbastanza, al contrario di tutti questi. Però qualcosa di buono c’è – come ha scritto Vincent, una certa atmosfera QUASI alla Joe Dante dei bei tempi – quindi se riuscite a passare sopra a tutte le bimbominkiate, un po’ di divertimento lo regala.

    A questo proposito di recente ho visto pure un altro film recente – più per adulti – sui viaggi nel tempo, Time Lapse, che malgrado un’idea di base fighissima diventa presto noioso nell’abuso del trick. In Project Almanac almeno il ritmo e la messa in scena reggono abbastanza bene fino alla fine.

  9. jena123

    @JEAN-CLAUDE ,bravo si,è propio quello che mi domando sempre io,il found footage è un video ritrovato o comunque girato apposta dai protagonisti,e quello che mi fa incazzare è il fatto che tutto ma propio tutto viene ripreso,e si inventano mille cazzi per giustificare la cosa,in Project x stà cosa era allucinante,il tizio con la camera riprendeva i ragazzi che si procuravano la droga nonostante lo lasciassero in macchina,poi il protagonista era li li per fare sesso con una è guardacaso ci sta la porta socchiusa che si vede tutto dentro e via cosi fino all’ultimo secondo di film,in Chronicle idem. A volte semplicemente devi trovare la via di mezzo,in Cannibal Holocaust succedeva propio questo,film normale più filmati,al primo foun footage di sempre già avevano capito tutto.

  10. schiaffoni

    Recensione fin troppo generosa….occasione non sprecata ma proprio buttata nel cesso.

  11. cinepathia

    quella di “epstream colour dritto come una spada” mi sta facendo morire da dieci minuti.
    Sì, e maradona era un cestista da paiura.

  12. Jarni

    una cagata pazzesca

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