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Nel Jurassic World, tutti quanti sono un po’ dinosauri

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C’è una scena del film in cui Kingpin dice a Starlord una roba tipo: “Questa cosa si fa e si fa adesso, scegli tu se con te o senza di te”.
Davanti a certi sequel/remake/reboot, la situazione a Hollywood il più delle volte è proprio questa: che il film si faccia è fuori discussione, si tratta solo di vedere con chi.
Nel caso specifico di Jurassic World, Steven Spielberg è rimasto a bordo nel ruolo di produttore con il potere dell’ultima parola su tutto, mentre la regia non gli andava e l’ha proposta a tale Colin Trevorrow, un uomo che in curriculum ha la commedia indie Safety Not Guaranteed (una roba che non c’entra platealmente un cazzo con un kolossal d’avventura su un parco di dinosauri) ma, soprattutto, la raccomandazione di Brad Bird.

Metafora sulla sorte degli squali

Metafora sulla sorte degli squali

L’anima di un film di questo genere la si vede nelle pause tra una scena d’azione e l’altra, e Trevorrow – che ha ritoccato di persona lo script originale – le usa in tre modi:

  1. trasformare il parco del film in una metafora del film stesso, spiegando che è stato progettato in laboratorio un dinosauro nuovo con precisi intenti di marketing, con focus group che ne hanno deciso il nome e le caratteristiche estetiche in base a sondaggi di mercato, esplicitando quindi quei tipi di ragionamento che si fanno normalmente a Hollywood quando si progetta appunto un sequel/reboot;
  2. spiegare per filo e per segno la faccenda dei velociraptor ammaestrati, ragionando sul concetto, affannandosi a spiegare che non sono di colpo diventati l’orango Clyde che danza a comando ma sono ancora generalmente pericolosi e inaffidabili, che la gente a casa si era preoccupata;
  3. tirarsela in generale con la battaglia etica tra chi vede gli zoo come entità commerciali da portare avanti nel nome del profitto e chi invece, al grido di “ecosistema equilibrato”, considera i dinosauri creati in laboratorio come animali da studiare e soprattutto trattare come tali.

Tralasciamo il terzo genericissimo punto.
Il problema principale è che se ti chiami Paul Verhoeven hai progettato i meta-commenti e la satira alla società come parte integrante del tuo messaggio e hai costruito la sceneggiatura attorno ad essi (tirandoci fuori Robocop e Starship Troopers, mica robe da Festival di Venezia); se invece ti chiami Colin Trevorrorow ti sei semplicemente ritrovato determinati elementi imposti dall’alto, e hai ragionato sul tuo script a ritroso da essi con l’unico scopo di vergognartici un po’ di meno.
Se ti chiami Colin Trevorrow, la struttura classica/commerciale la lasci tutta: a seconda dello spazio a disposizione la critichi con frecciatine, la stemperi con autoironia o fai l’indiano, ma la tua preoccupazione principale rimane quella di mantenerla intatta.
A casa mia, questa cosa si chiama soltanto “essere un gran paraculo”.
Colin racconta che tutti gli sponsor che hanno pagato per un product placement erano stati avvertiti del contesto negativo in cui sarebbero stati citati, ma che ognuno di loro ha risposto con un OK gigante, e questo, oltre al fatto che la Universal aveva precedentemente dato un OK ancora più gigante alla prospettiva che il nostro si vantasse di tutto ciò nelle interviste, vi dà una misura ulteriore di quanta “ribellione” c’è in questo “tema scomodo”.

"Ooh child, things are gonna get easieeer..."

“Ooh child, things are gonna get easieeer…”

Poi c’è la questione abbastanza macroscopica dei due personaggi principali che paiono usciti dritti dai romanzi d’avventura degli anni ’50, che è dove le cose si fanno un po’ più dinosauriche del previsto.
Da una parte abbiamo Claire (Brice Dallas Howard): teoricamente amministratore delegato del Jurassic World, nella pratica si lascia mettere i piedi in testa da un numero allarmante di sottoposti che non la rispettano, si mostra costantemente fragile e insicura tranne quando snocciola nozioni di marketing, e ha il generico compito di intrattenere gli spettatori con il buffo spettacolo dei suoi sbalzi emotivi.
Dall’altra abbiamo Owen (Chris Pratt), avventuriero muscoloso che ragiona coi velociraptor, si destreggia agile nella giungla, guida la moto, puzza di uomo, e ovviamente una volta è uscito con Claire ma non ha funzionato perché lui è un sexy zoticone che se ne frega delle apparenze (per questo ruolo era stato considerato anche Josh Brolin, la differenza non si vede) ma lei segretamente gli muore ancora dietro. Insomma, quei tipi di personaggi retrò che pensavo fossero scomparsi dopo che erano stati sfottuti da All’inseguimento della pietra verde nel 1984.
E si possono anche sopportare se ci si slaccia un minimo i pantaloni e si prende il film per il suo voler essere fondamentalmente una semplice avventura per bambini in cui qualcuno deve pur sacrificarsi nel ruolo del cattivo che bisticcia con il buono, viene costantemente umiliato e impara la lezione. Un po’ più difficile da mandare giù nel 2015 è probabilmente il fatto che dopo uno slancio eroico Claire venga premiata con un bacio in bocca tipo zuccherino al cagnolino che ha finalmente pisciato dove gli è stato insegnato, o i suggerimenti subdoli che sia una donna incompleta perché non ha figliato, a cui lei reagisce guardando tutte le famiglie felici che la circondano e iniziando silenziosamente a pentirsi. Chissà le riunioni del focus group che hanno prodotto questi ragionamenti.

I costumi scelti dal focus group

I costumi scelti dal focus group

Comunque: chi non ha la minima idea di cosa sia un’opera narrativa e si bulla con i video di “Everything wrong” pensando che evidenziare i buchi di logica sia l’unica forma di critica necessaria, si prepari a divertirsi con una generosa mitragliata di cazzate sparse.
Jurassic World aspira a intrattenere i ragazzini e come tale – come del resto tutti i suoi predecessori – ogni tanto se ne fotte della logica nella speranza che il grado di intrattenimento sia abbastanza elevato da rimediare.
L’elenco per pignoli sarebbe infinito, ma – aldilà di un amministratore delegato a cui nessuno dà retta – personalmente ho trovato davvero fastidioso solo il comportamento dell’Indominus Rex, il nuovo dinosauro mutante, la cui sempre conveniente imprevedibilità finisce per negargli quella caratterizzazione solida che rendeva memorabili il T-Rex e i velociraptor dell’originale già sulla carta prima ancora che sullo schermo. Se sorprendi una volta con una nozione nuova, sorprendi; se sorprendi con nozioni nuove ogni santa volta che l’Indominus appare, lo fai diventare solamente un burattino della sceneggiatura sbattuto ogni volta dove fa più comodo, e lo rendi meno interessante. E non è un problema di logica, ma di pigrizia e/o insicurezza.

Questa scena nel film è lievemente diversa, peccato

Questa scena nel film è lievemente diversa, peccato

Eppure, nonostante tutti questi problemi, Jurassic World riesce a non fare completamente schifo, anzi.
Voglio dire: lo sappiamo tutti che la parte importante sono i dinosauri, e di quelli ce n’è in abbondanza, e spaccano tutti il culo senza se e senza ma.
Io onestamente non ho mai capito che razza di dubbi ci fossero sugli effetti speciali del trailer, ma il film spazza via qualsiasi tentennamento: i 20 anni di differenza si sentono eccome, ci sono mostri enormi che fanno qualsiasi cosa alla luce del sole, compiono movimenti complessi, sono espressivi, sono pesanti quando c’è da essere pesanti (quelli grossi) e leggeri quando c’è da essere leggeri (i velociraptor), li si fanno interagire con svariati oggetti per dare sempre l’idea della loro consistenza, li si mette spavaldamente al centro di primi piani lunghi e insistiti e si mischiano pupazzi e CGI ogni volta che si può.
Bisogna fondamentalmente stare attenti a non confondere il reparto tecnico con quello artistico: Spielberg è uno dei più grandi di tutti i tempi, sa come sfruttare al meglio quello che ha a mano, sa come nasconderne i limiti in scene buie o dietro un finestrino bagnato dalla pioggia, sa manipolare le emozioni come nessun altro e sa come tirare fuori una sequenza iconica in qualsiasi situazione; Trevorrow poverino ha un range quasi illimitato di possibilità tecniche ma è al suo primo film costato più di una Toyota usata, certe cose non gli verranno bene come a Spielberg manco in punto di morte, ed è già molto che sia capace comunque di tirare fuori scene efficacissime come quella con l’Indominus alle prese con la girosfera. Nel complesso è ovvio che Spielberg stravince ancora, ma qua ce la si cava tutt’altro che male.
Entrambi i film in ogni caso sfruttano anche il tema musicale di John Williams (qui citato da Michael Giacchino) che già da solo renderebbe magico e sognante anche un video di me appena sveglio che faccio colazione ripreso con un telefonino del 2009.
Un punto stima in più a Trevorrow, comunque, che già nella seconda inquadratura del film sfotte al volo le suggestioni di pesantezza inquadrando un’enorme zampata nella neve che poi si rivela essere un misero corvo.

A volte gli occhi della nostalgia ingannano...

A volte gli occhi della nostalgia possono ingannare…

Il Colin, malgrado il resto, un paio di cose le azzecca.
Ad esempio si sforza di tornare all’epoca in cui i ragazzini li si poteva anche spaventare, e anche se i modelli rimangono lontani perché sul set c’era un addetto Universal a schiaffeggiargli la mano se si lasciava trasportare troppo, quando può tiene la tensione bella alta e azzarda persino un paio di schizzi di sangue che gli Avengers se li sognano.
Ma soprattutto sfrutta bene l’interazione positiva tra dinosauri e umani.
Non c’è dubbio che le scene in cui Jurassic World si avvicina di più a creare una certa magia siano quelle in cui viene mostrato il parco in pieno funzionamento: il safari, la girosfera, il recinto per abbracciare i cuccioli, i maledettissimi triceratopi con la sella… Roba che ti fa venire voglia di saltare dentro lo schermo e giocare con quei tenerissimi mostricciattoli, abbracciare un apatosauro, pizzicare le guanciotte a un anchilosauro, tirare la coda a uno stegosauro, dare le molliche di pane agli pteranodonti.
In conclusione: la gente che lo frequenta mi sta sul cazzo, ma io al Jurassic World ci voglio andare eccome e quando si farà il prossimo viaggio sarò a bordo.

Dove si compra il biglietto d'ingresso?

Dove si compra il biglietto d’ingresso?

DVD-quote suggerita:

“Dinosauri! Dinosauri ovunque!”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: $500 milioni di incasso in un solo weekend, e fortuna che la gente trovava che la campagna marketing fosse fatta male…

Nel sequel, i velociraptor faranno direttamente da spalla comica

Nel sequel, i velociraptor faranno direttamente da spalla comica

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202 Commenti

  1. Simone

    Avendolo visto per la seconda volta ieri sera mi sono ricreduto su molte delle critiche che avevo, visto che ha retto benissimo anche alla seconda visione.
    Rimane qualche perplessità: il film è più un omaggio alla saga (anche The Lost World è brevemente citato), più che un film a sé stante, e questo lo differenzia dal nuovo Mad Max. Per il resto penso che i difetti principali (a parte la regia che chiaramente non è quella di Spielberg) siano le battutine insipide stile Marvel che mal si adattano con il tono dei precedenti film, l’eccessiva umanizzazione dei dinosauri che fa cadere le braccia e la mancanza di personaggi di vero spessore. Però le scene d’azione ci sono e sono molto ben fatte, il sangue e una certa crudeltà pure, i dinosauri anche (anche se gli erbivori sono male utilizzati). Lo scontro finale (SPOILER tolto i raptor che saltella sul T-rex e lo sguardo romantico tra i due e il fatto che somigli parecchio a Godzilla contro i due muto SPOILER) lascia senza fiato: i bestioni che si azzannano con sotto una musica tribale caricano tantissimo. Bello il ritorno di Wu. Spero che per i sequel non si scada negli ibridi genetici e si rimanga sul terreno dei dinosauri veri.

    • Lorenzo

      La cosa più grave, ben peggiore del fatto che il film è praticamente inguardabile, è che nonostante tutto nel 2015 ancora non s’è capito che gli effetti digitali vanno saputi usare in maniera intelligente. Come insegna Miller. Come non insegna Spielberg, che ormai ha messo il cervello in naftalina. È triste, ma è così: il T-Rex fatto di ciccia in carne ossa e automazioni robotiche datato 1993 è ancora meglio di qualsiasi dinosaurino fatto al computer.

  2. michy

    Sono d’accordo con la recensione: film assai divertente che tuttavia non rimarrà certo nella storia del cinema d’intrattenimento. Bisogna anche dire però che vengono incensati film degli anni 80(lo dico da adolescente di quel periodo) che hanno gli stessi difetti di questo film e che tuttavia sono stati elevati a classici, grazie ai prosciutti sugli occhi della nostalgia: mi riferisco a titoli come i Goonies, Navigator o Gremlins. Detto questo, le persone che criticano gli effetti speciali di Jurassic World dovrebbero essere internate oppure sottoposto ad una seria visita oculistica. Ovviamente sto esagerando( ma non troppo) , anche se l’atteggiamento di costoro è qualcosa di più irritante e odioso del non sapere distinguere tra buona e cattiva CGI: è l’atteggiamento di chi individua una opinione trendy e modaiola e la segue ottusamente, non badando troppo all’effettiva qualità del lavoro che sta giudicando. In questo caso l’opinione “cool” da abbracciare a tutti i costi è la seguente: siccome Jurassic Park è stato rivoluzionario per l’uso di CGI e animatronics e gli effetti speciali di quel film sono migliori di quelli di molti film di oggi(sempre secondo l’opinione di costoro), allora la CGI del seguel 2015 deve fare per forza schifo, con l’aggravante che non hanno usato neanche gli animatronics!!!!(oddio, dove sono gli animatronics??!!!!) Costoro avevano deciso che la CGI di JW avrebbe schifo ancora prima di vedere il primo trailer. E anche se gli avessero mostrato dei veri dinosauri clonati, avrebbero continuato a dire che erano pacchianamente realizzati con la cgi.E’ un meccanismo mentale non diverso da quello che , dopo la morte di Steve Jobs, ha spinto molti individui a inserire le mele nel profilo Facebook, oppure di quelli che si vedono assediati dai Rom, in ogni luogo.

    • BohBeh

      ahem, gli animatronic ci sono eccome in JW.

    • michy

      si, uno se non sbaglio. ma non è un problema per me, perché gli effetti mi sono sembrati eccellenti e non mi importa nulla di che tecniche vengano utilizzate.

    • Ce n’e’ almeno (almeno) una mezza dozzina, per la cronaca.

    • michy

      a parte il brontosauro che muore, quali sono gli altri?

    • I raptor con la museruola, i primi piani degli pteranodonti, il testone dell’Indominus dentro il garage

    • Toni Già

      E i piccoli triceratopi usati come pony

    • michy

      Il testone dell’Indominus nel garage è cgi, fatta piuttosto bene, per questo inganna. I raptors con la museruola potebbero essere dei pupazzi, ma la deformazione strana delle labbra quando digrignano i denti(impossibile per un animatronic) mi fa pensare che siano cgi o animatronic ritoccati pesantemente col digitale. Gli pterodonti sono sempre cgi, secondo me. I piccoli triceratopi usati come pony sono cg, non scherziamo dai:). Comunque per un film che avrebbe cgi pessima(secondo alcuni) vedo che inganna molte persone:)

    • Michy, esistono le foto del backstage. Ed esiste anche la tecnica mista (pupazzo di base vero, dettagli in CGI).

  3. solero

    @orson willis: è dall’altra parte della strada mi pare

    • Orson Willis

      Anche io ho provato a collocarlo dall’altro lato, ma i cavi della recinzione che spezza uscendo sono proprio lì dove spinge l’auto, e tra l’altro, quando dal fondo del precipizio viene inquadrata, la sua dinamica (lo slittamento causato da T-Rex) suggerisce che non ci sia l’alto parapetto che si vede a livello strada.
      Massì, già quando uscì al cinema ricordo ci fu la gara a trovare errori e incongruenze, alcune leggere e questa onestamente grossa.. come un T-rex.

  4. Schiaffi

    Cmq a distanza di giorni nn ho ancora capito quale utilità ha avuto ai fini della storia far vedere all’inizio la fidanzatina del regazzino innamorata persa che nn c’è + per tutto il film quindi boh. Poi pure sta cosa che mentre lui è in giro nel parco tutte lo guardano e lui fa il tenebroso ma tutto finisce lì. Ste 2 cose erano indispensabili? Proprio nn se ne poteva fare a meno? Boh sò giorni che nn dormo pensando a sta cosa, forse la qualità cam mi ha privato di un’importantissima parte di plot?

    • BohBeh

      eh poi si mette a guardare la ragazzina afroamericana mentre fa la coda alle girosfere ma vabbeh

    • Enrico

      In realtà i due ragazzi in questo film sono personaggi totalmente inutile, messi forse per fare un riferimento culturale ai due ragazzi del primo film, infatti non hanno nessuna caratterizzazione, c’è una scene che li descrive bene, quando il ragazzo più grande fa il piacione con delle ragazze e il piccoletto lo prende in giro, dicendogli una cosa del genere sul fatto che guardarle e basta non serve a niente, smerdandolo alla grande davanti alle ragazze, il tutto finisce li, il ragazzo più grande invece di dare 400 calci al piccoletto o buttarlo nel fiume, gli dice una cosa del tipo grazie tante e poi si taglia la scena, praticamente i ragazzi poi si rivedono solo per la scena dell’attacco del dinosauro mutante e basta, questo film proprio a livello di sceneggiatura è scritto male, infatti anche sui personaggi fa il verso al primo film, c’è la coppia non coppia, nel primo film i due scienziati, qui la manager e il guardia caccia/addestratore velociraptor, poi due adolescenti; il problema che questo film rispetto al primo ha troppi personaggi e troppe cose da far vedere e salta di palo in frasca, cosi regala scene e personaggi per poi sparire, anche la scena dell’assistente del manager, viene presentata all’inizio e gli viene data un minimo di caratterizzazione, poi sparisce e la vediamo in bocca al dinosauro acquatico nell’unica scena veramente violenta del film, che quasi sembra fuori posto, solo perché quella scena serve a ricordarci che esiste anche il dinosauro acquatico, visto per pochi secondo all’inizio, che poi riappare solo alla fine per chiudere il film in modo telefonatissimo.
      Questo film è un disastro su tutta non solo sugli effetti speciali, ma anche sui personaggi compreso il dinosauro mutante che sembra anti-proiettili, anzi no anti-bazooka anti carro, una pagliacciata.

  5. Per me è stata una dura lotta tra divertimento e irritazione ma alla fine direi che ha vinto l’irritazione. Stocazzo che i film degli anni ’80 erano scritti in modo così sciatto, grezzo in molti casi sì ma almeno con intenti solidi e onesti. Qua lo script è una fuffa di tabella excel con osservazioni da focus group mischiate a caso con personaggi, battute e svolte narrative reazionarie e ultrastandard, una robaccia così mediocre che a confronto i film degli Avengers sembrano Cechov. Addirittura i personaggi e le svolte di trama di Pacific Rim hanno una forte personalità rispetto a quelli di sto film.

    Poi ok molte scene sono divertenti – specie la sequenza alla Hitchcock degli pterodattili che culmina nell’assistente sbadacchiata, davvero impressione per un pg-13 – ma non è possibile una scrittura così squallida, con dinosauri talmente umanizzati a vanvera che a certo punto pensavo di veder spuntare pure Il mio amico Denver parlante.

    Poi se lo giustificate “eh vabbeh ma è un film per bambini, non sono importanti trama e personaggi” allora spiegatemi anche perché ormai tutti i film di animazione, quelli sì diretti più esclusivamente ai bambini, ormai hanno tutti trame adulte, profonde e spesso sorprendenti. Tipo Frozen che non ho visto ma sono sicuro che la protagonista non è una figuretta banale come la donna in carriera coi sensi di colpa qua. O come il personaggio di Vincent D’Onofrio che oltre a cambiare dietista potrebbe/dovrebbe aspirare a ruoli migliori.

    • Cecchi Gore

      Perché citi Frozen se non l’hai visto? Davvero non c’era un altro esempio?

    • Ho citato Frozen perché ne parlano sempre tutti come cartone dove la protagonista è scafata con due palle così. Poi magari non è vero, ma non ho abbastanza interesse per vederlo.

    • John Blacksad

      Ti hanno detto una stronzata, Dark.
      Fai bene a non avere interesse :)

  6. BohBeh

    il film è appena uscito e già pensano all’edizione home video, esce il 7 ottobre… ma guardate cosa hanno intenzione di vendere http://www.badtaste.it/2015/06/17/il-t-rex-e-lindominus-rex-nel-cofanetto-in-edizione-limitata-di-jurassic-world/132028/

  7. Io ho fatto il forse drammatico errore di leggere la recensione prima di vederlo al cinema, e l’effetto è stato quello di ritrovarmi alcune delle idee del Nanni che frullavano nel cervellino durante la visione, forse condizionandomi e raffreddando un po’ il coinvolgimento – o forse è Colin Trevorrow, che raffredda. ma è ancora alla fase “devo ricorrere a Google per scriverlo e lo sbaglio comunque”.

    L’idea che mi è rimasta appiccicata addosso come la carta moschicida è quella dei due protagonisti anni ’50. Non so se spontaneamente sarebbe arrivata o meno (probabilmente sì), ma comunque sia, si è schiaffata lì. Nella rece vengon fuori i limit e l’antiquatezza del modello; a me invece l’effetto retrò è finito per fare l’effetto opposto, e trovarlo una delle parti più positive del film (lato umano. I dinosauri non hanno bisogno di essere difesi. Mai).

    Certo, non citerò mai il personaggio della Howard come un modello di indipendenza femminile piuttosto che per il durone stile coda di triceratopo (quelli di plastega che si compravano al parco di Rivolta d’Adda, avete presente noh?) mentre se ne sta lì in posa erotica tutta intorcinata sotto un rettile oversize, che ci sono i mostri che combattono e io in piedi in sala che urlo “Nuda! Nuda!” roba che tutto il mio profemminismo invocato a gola schiarita con Mad Max mi si polverizza in un istante.
    Un personaggio che il massimo della rivendicazione di indipendenza che ha è slacciarsi la camicetta.
    E anche quando c’è il bacio non c’è mezzo centimetro di lingua che nemmeno una suorina va’.
    Ecco, ma tutto questo secondo me, nonostante siano passate mille pietre verdi in mezzo, mi dona una certa levità al film, sarà che mi ricorda questo e io e che ho un debole per il pulp. Magari è solo una maniera per aggirare il PG-13, ma trovo che ci siano modi meno aggraziati.
    Ho parlato solo della Howard per motivi ovvi, a Pratt dò il premio Maccio Capatonda ad honorem grazie al fatto che appena la vede, maschio comune medio, le propone di entrare nel suo BANGALO (senza “w” udibile).

    Tra l’altro, chiamatemi familista, ma la butto sulla morale, e anche se la massima aspirazione affibbiata alla poveretta alla fine è farsi ‘na famiglia e stirare il gilet di Starlord, ci sono frecciatine alla tranquillità del focolare domestico in altri punti del film che sono un po’ più efficaci delle paraculate su marketing e green philosophy. Tipo la mamma che scodella sull’aereo due figli minorenni soli pronti per il parco dei dinosauri, ricordandogli con il sorriso come all’inaugurazione del parco dei dinosauri siano morti tutti mangiati, dai dinosauri, e loro magari pure non tornano… per poi rimproverare alla sorella a cui li ha affidati di non curarli abbastanza e spendere la lagrima di rito mentre entra in riunione a qualche gozzillione di chilometri di distanza dai dinosauri. Temendo che abbiano appetito, ma giusto un momento. Nessuno è come la mamma.

    Dal paragone le Pin-up anni-che-furono ne escono fuori come dei modelli di purezza… in ogni caso il clima di “ingenuità” generale giova e giova, anche quando si spinge nel turbinio del più puro fanservice tirannosaurico e ti sbatte in faccia i Dinobro’ del finale che ammiccano e si fanno il “bella raga” a vicenda.
    Lontano milioni di anni dal talento di Spielberg che riusciva a coniugare il senso di meravviglia con il naturalismo dell’animale estinto reinventato per lo schermo (roba che ho fatto anni da quando ero piccolo fino a un’età di cui vergognarmene l’imitazione anatomicamente corretta del Tirannosauro in caccia pensando al film), ma c’è nonostante tutto anche sufficiente umiltà da ammettere, tra citazioni e sentimento, che il primo aveva fatto già tutto e meglio.

    Trovo onesta anche l’ammissione di tutta la fatica, e forse dell’impossibilità, di suscitare quel senso di stupore delle origini, materializzato con mezzi che vanno dal simpatico – il Tirannosauro mezzo visto mezzo no perché ci son troppi mòna in piedi davanti al vetro che non si spostano – al rozzo – l’adolescente protagonista per il pubblico ggiovane, uno dei più grandi preado amorfi decorticati della storia del cinema, postromantico disilluso de noantri, ‘na roba che nemmeno Shinji Hikari quando si lamentava in Evangelion di pilotare un robot gigante e convivere promiscuamente con tre fighe in stadi di età e feticismo variabile.

    E alla fine, trovo rispettati pure alcuni elementi di una grammatica base interna, tipo che il bodycount deve essere alto (non come quella ciofeca di JPIII, che anche da regazzino mi doleva il pancreas per la brevità del necrologio) e che non tutti quelli che muoiono se lo meritano (soprattutto questa), sufficientemente amorale da aggirare lo stucchevole.

    Ok, sembra che stia parlando di un capolavoro, anche no, i limiti ci sono, e si vedono tutti, ma apprezzo lo sforzo, e lo metto a livello di quei film Marvel di cui non mi innamoro, ma ci scappa un limoncino, mi faccio lasciare il numero anche se poi non chiamo.

    E la cosa più importante. PTERODATTILI.

  8. Ez

    Ma in tutto questo Stanlio cosa cazzo ne pensa?

  9. Marfi

    Secondo me Stanlio ha attraversato lo schermo come La rosa purpurea del Cairo e ora corre felice per verdi praterie abitate da triceratopi.

  10. Hikiko Mori
  11. BohBeh

    siamo già vicinissimi al miliardo (982m) in 10 giorni, cose da pazzi.

  12. Woody Alien^3

    Io non capisco perché tutto questo vostro odio verso i video di Cinema Sins, non sono mica cose fatte da critici per essere presi sul serio, sono cose fatte da due cazzari per strappare qualche risata e ironizzare su chi prende troppo sul serio la verosimiglianza a tutti i costi dei film. L’unico lato loro che non condivido è che i video sono diventati troppo lunghi, meglio i primi tempi quando duravano 5 minuti massimo.

  13. Cristoforo Nolano

    Dopo il primo si piazza questo. Le uniche cose che mi hanno fatto un po’ incazzare sono il fratellone tormentato (F A N C U L O) e la scena di corsa coi tacchi (oh, sarà pure voluta e messa per divertire, però mi ha fatto proprio girare le palle la mancanza di rispetto verso il Rex). Per il resto, quel manzo di Chris usa coi raptor lo stesso clicker che uso con il mio cane, fosse solo per questo JW ha vinto. Ora proverò a mettergli una telecamera a infrarossi e a sguinzagliarlo contro i gatti del vicinato.

  14. Giuseppe A. D'Angelo

    Io l’ho trovato ridicolo e noioso, ed e’ stato capace persino di andare al di sotto le mie aspettative che gia’ erano molto basse. Ma a parte quello una sola cosa mi fa incazzare di questa recensione e di quelli che commentano: “film per famiglie e di intrattenimento”. FAMIGLIE E INTRATTENIMENTO?!? Il primo Jurassic Park era il TERRORE allo stato puro, quello dei bambini urlanti e piangenti con le zanne del T-Rex a 2 mm che ancora mi perseguitano la notte. Quello del terribile istinto predatore dei raptor che ti viene fatto vivere gia’ nei primi 5 minuti del film solo con la spiegazione di una scena di caccia. Quella del braccio mozzato che cade nel buio. Un film talmente spaventoso per un bambino che Spielberg che era un genio lo capisce ancora prima di girarlo e nella sequenza piu’ tremenda, quella della comparsa del T-Rex, stempera un attimo i toni con la scena della tazza del cesso: cosi’ lo spettatore si fa una bella risata catartica per poi essere rigettato immediatamente nell’incubo con il poveretto che viene SBRANATO, e non ingollato in un sol boccone in maniera innocente come la guardia grassona del Jurassic World. Perche’ i dinosauri SBRANANO, non mangiano. Cacciano per istinto, non per cattiveria, che presuppone
    una capacita’ intellettiva, la stessa che porterebbe i raptor ammaestrati a scambiarsi sguardi di intesa con il proprio addestratore. E i bambini, di fronte a un incubo uscito dai libri di storia con le figurine che li faceva invece sognare, di fronte a zanne e artigli se la fanno sotto e urlano, e se riescono a scappare e’ solo perche’ hanno un adulto responsabile che gli fa muovere il culo. Non corrono come se li stesse inseguendo il bulletto della scuola voltandosi con l’aria di dire “chissa’ se ce l’ho ancora dietro” per poi fermarsi alla cascata e decidere se saltare o meno… massi’, tanto il mostro ti aspetta. Il terrore e’ il motivo per cui Jurassic Park l’ho visto al cinema per ben 3 volte quando e’ uscito, e lo riguardo adesso a 33 anni rivivendo le stesse emozioni di dodicenne. Oltre al fatto che e’ di Spielberg, il cui nome in tedesco significa “QUESTO SI’ CHE E’ FOTTUTO INTRATTENIMENTO!!”

  15. Un po’ in ritardo (uno degli inconvenienti di vivere su un’isola, in una città con un unico cinema considerato di seconda categoria), ieri me lo sono visto e, sarà che mi aspettavo una cagata coassiale, sarà che non avevo letto ne questa recensione ne altri pareri, me lo son goduto e mi è addirittura piaciuto. Sono uscito dal cinema con la sensazione di non aver buttato via 7 euro (come invece m’è accaduto troppo spesso negli ultimi anni) e dico di più, me lo rivedrei anche.
    Schizzi di sangue, morti malamente, un massacro a suon di pterodattili (anche se non sono riuscito a capire cosa fossero quegli uccellacci con la bocca dentata, ptero non erano di certo), il pescione gigante; il mio bambino interiore s’è sentito soddisfatto appieno.
    I raptors, per quanto “addestrati” (ma chi cacchio è che ha affermato una cosa del genere? Io ho visto un gruppo di raptor tenuti in feroce cattività, immobilizzati ogni tre per due con tanto di sguardo alla ‘di te mi ricorderò e morirai male’, talmente pericolosi che l’elemento ‘alfa’ (AHAHAHAHAHAHHAHA) non può nemmeno scendere in mezzo a loro, e che non appena sono liberi di muoversi senza rischiare una scarica elettrica si rivoltano contro i loro guardiani.
    Minchia, se qualcuno di questi fan ha un cane, speriamo almeno che lo tenga al guinzaglio corto, che abbiamo idee molto diverse su cosa è un animale reso docile e cosa non lo è.), hanno un alone di pericolosità ben trasmesso su pellicola, che si rifà dritto dritto al primo glorioso capitolo; ci sarebbe voluto più spazio al T-Rex, ma il combattimento finale, al netto della caduta di stile degli sguardi ammiccanti fra animali, è ben costruito, si capisce ed è una gioia per gli occhi (finalmente, direi, uno scontro fra dinosauri come dio comanda). Peccato abbiano accantonato l’unica cosa bella del terzo (l’incazzatissimo Spinosauro).
    In un film del genere, e ci metto anche il primo JP, bisogna tenere ben alta la sospensione d’incredulità: se si iniziano ad analizzare la cazzate, come solo un adulto può fare, oltre a non godersi il film, non la si finisce più.
    Quindi fanculo se la tizia ha i tacchi, fanculo a qualche voragine di sceneggiatura (che pensandoci così a mente fredda, vi giuro che non me ne viene in mente manco mezza, per quanto sia conscio che ci siano, visto che me ne sono reso conto ieri): un bel film d’azione con quella magia dell’Amblin che s’è parecchio persa negli ultimi anni.
    In definitiva, il migliore dopo il primo che, ai giorni nostri è grasso che cola.

  16. BIoS

    L’ho guardato stasera ed in tutta franchezza non so bene neanch’io come valutarlo. In sostanza mi ha lasciato addosso solamente una sensazione scomoda, fastidiosa, indefinibile. Perplessità, forse. Indifferenza, più probabilmente. Il film è bello, nel suo complesso. E’ grosso, è caciarone, è spettacolare quanto basta (sebbene gli effetti speciali lascino VERAMENTE a desiderare, e per una roba del genere non è affatto un bene). In ogni caso diverte e scorre via che è un piacere. Il rammarico a questo punto è imputabile al fatto che il film però finisce col soffrire davvero tanto di due difetti imperdonabili.

    Il primo è la totale assenza di cuore ed anima. Jurassic World non ci prova nemmeno ad essere un film a sè stante. Di fatto praticamente ogni singola inquadratura, ogni singola scena di questo film, non sono altro che puro e sciattissimo fanservice volto a ricalcare qualcosa che si era già visto negli episodi precedenti. Si arriva al punto che praticamente TUTTO quello che viene mostrato sullo schermo è nientemeno che un richiamo a scene epocali del primo, del secondo, o del terzo film. Ma specialmente del primo.
    L’apoteosi sono i 30 secondi della scena coi Gallimimus, che non solo appare ESATTAMENTE fotocopiata dalla corrispettiva nel primo film, no, imdb sostiene anche che sia stata girata precisamente nella stessa location e dalla stessa angolazione. Non è che somiglia soltanto. E’ proprio stata fatta apposta per sembrare uguale. E la maggioranza delle situazioni offerte dal film continuano il trend. Ripropongono cose già viste, trite e ritrite, come se ci fosse stata a tutti i costi la necessità di voler andare sul sicuro per forza.

    Il secondo difetto, forse ancora più grosso, risiede nel fatto che il film, in due ore abbondanti, non sorprende MAI. Nemmeno da lontano. Nemmeno per idea. E’ telefonatissimo. Sempre. In tutto. Nel momento in cui introducono il personaggio di Owen e fanno vedere per la prima volta i velociraptors, cioè credo circa a 20 minuti dalla scena iniziale, si intuisce già perfettamente come andrà a finire. Giuro che prima di andare al cinema non avevo letto nessuna recensione, nessuno spoiler, nessun cazzo di commento, e nonostante questo TUTTI i presunti colpi di scena del film sono riuscito ad anticiparli di almeno 10 minuti prima che succedessero. Giuro. E’ un film di una banalità sconcertante. In ogni momento si riesce a prevede benissimo quello che sta per arrivare. Al punto che dopo la prima ora di film comincia quasi a prevalere la noia.

    Un’ulteriore occasione sprecata poi, a mio avviso, è nella scelta del dinosauro cattivo. Non ho apprezzato particolarmente l’idea dell’ibrido geneticamente modificato, non tanto per i problemi che vengono evidenziati nella recensione, ma più che altro per il fatto che non ritengo ci fosse bisogno di niente di simile, ed avendo optato per quella soluzione se la sono comunque giocata davvero male. Hanno creato un dinosauro mutante, perchè volevano che fosse più grosso, più feroce e più cattivo. Eppure il suddetto dinosauro mutante sembra un Allosauro qualsiasi. Non ha una sua identità. Non lascia mai a bocca aperta come uno si aspetterebbe. Per come la vedo io sarebbe stato meglio che si studiassero qualcosa di veramente wow, un mostro che sul serio non assomiglia a niente che si fosse mai visto prima, che so, magari con sei zampe, o con le ali, qualcosa di assurdo. Sarebbe stato più interessante. E sicuramente anche più efficace, visto che sostanzialmente il suo solo scopo è quello di far cagare sotto i protagonisti del film per tutto il film…

    In conclusione boh, non lo so. E’ un film passabile ma non mi ha certo impressionato in positivo. Piattezza e prevedibilità. A badilate. Tremo all’idea che possa diventare veramente uno dei maggiori incassi della storia, perchè a sto punto qua c’è il rischio che la classica formuletta del PG-13 col copia/incolla diventi davvero la prassi, nella Hollywood del prossimo futuro.

  17. ermenton

    boh, a me è sembrata tutta una roba meta. oltre alle cose meta già citatate, c’ho visto anche una allegoria sul primo jurassic park Vs quest’ultimo, tipo:

    – i fratellini che entrano nel centro visitatori\ museo del primo film e bruciano la bandiera , quella con su scritto “jurassic park” del primo film, per farsi luce, per la serie: “fanculo il primo film”.

    – le mille scene che cercano di riproporre la scena, e il relativo cagozzo, dell’auto del primo film, “perchè più è meglio” che sembra essere il leitmotiv di tutto il film, ribadito non so quante volte con la frase “più denti”, “effetto wow” ecc.

    Nel mezzo mille citazioni al primo film (lei che corre con la luce per sviare i t-rex ,per dirne una, oppure il fatto di contare prima di buttarsi dalla cascata, ricordate la scena della scossa nel primo no?)

    Ma la cosa più meta di tutte è proprio alla fine, per la serie “noi abbiamo veramente cercato di spaccare culi, più grosso, più grande, più di più del più, un fottuto film sotto doping tutto per voi, ma alla fine non ce la possiamo fare , alla fine lo sapete anche voi che non ce la possiamo fare ad essere meglio del primo jurassic park” ed infatti chi arriva direttamente dal primo film a salvare la situazione? Trex 1 indomitus 0, la natura vince sempre. mandateceli voi i vostri figli a vedere sta merda, per quanto mi riguarda schermone e VHS del 92 tutta la vita.

    Scene o cose da mal di pancia:

    – il fratello malato di figa che ci son zombie più vivaci ed entusiasti di lui. che uno magari anche ci prova a cercare di farselo piacere il film e cercare di ritrovare la magia del primo, però poi inquadrano lui è ti vien da pensare al suicidio.

    – La colonna sonora che viene buttata un po’ a caso all’inizio, col bambino che mi sale sulle scale mobili, parte la musica e tu sei lì che vedi le scale mobili, effettivamente scale mobili meravigliose, però…boh, eh, mah.

    Nel complesso non mi è piaciuto manco penniente, vuoto, insulso. l’unica scena che mi ha risvegliato dal torpore è stata quella finale, la battaglia finale col trex.

    Gli effetti speciali non mi sono sembrati sempre molto azzeccati, in certe scene più evidenti che in altre.

    Da vedere per capire quanto sia fatto bene il primo film, che la logica del “Più è meglio” è un morbo culturale da sconfiggere prima che si radicalizzi più di quello che è già.

  18. Wuwazz

    No, scusa Nanni, questo film mi è sembrata una gigantesca offesa all’umana intelligenza!

  19. Cooking Nemo

    Resta solo una cosa da dire: ***### MOSASAURO ###***

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