Crea sito

Il Faust ai tempi dello smartphone: i-Lived

i-Lived è un film su uno YouTuber che vende l’anima al Diavolo.
Sigla!

Ah ah, che babbi, avete visto il trailer del film di Favij*! Ora non solo avete l’aiz, ma gli avete pure dato dei soldi!

Una lezione crudele ma istruttiva perché è così che lavora il Diavolo: ti fa fare cose orribili e poi ti dà pure del babbo.
Beh, alcuni dicono che certa gente un po’ se le cerca, e non hanno tutti i torti. Prendete quelli che se lo andranno a vedere al cinema, il film di Favij. O prendete Josh, il protagonista di i-Lived.

i-lived_posterJosh è un fallito come tanti: ha quasi trent’anni, un’appartamento che non può permettersi e una laurea a Stanford, non ha un lavoro e passa le giornate a cercare di convincere il padre che avere un canale YouTube sia un lavoro, ma la sua vita cambia quando si imbatte in una misteriosa app di auto-aiuto chiamata “i-Lived”. i-Lived millanta di essere in grado di aiutare chi la usa a raggiungere qualsiasi obiettivo, e in effetti funziona fin troppo bene: dopo essersi iscritto e aver portato a termine una serie di innocue task, Josh trova una ragazza, un lavoro, diventa progressivamente più sicuro di sé, stiloso e di successo, ma, come era facile prevedere, ogni cosa ha un prezzo e tanto più diventano ambiziosi i suoi obiettivi, tanto più strane e moralmente ambigue diventano le “prove” da superare…
Fin dove si spingerà Josh? C’è un limite a ciò che l’app può realizzare? E chi c’è veramente dietro? Iscrivetevi al nostro canale, fate like su Facebook e seguiteci su Google+ se volete scoprirlo!

Un tipico canale YouTube su un’interfaccia che non è quella di YouTube

Quando il capo mi ha assegnato questo film avevo appena bucato la consegna per un’altra roba, quindi ho immediatamente pensato che fosse la classica recensione punitiva per rimettermi in riga, quando poi ha aggiunto “è più il tuo genere” ne ho avuto la certezza. Il genere era “film poracci”, ovviamente, ma è anche vero che la pellicola tira in ballo due cose con cui ho una certa familiarità: una è YouTube, l’altra è l’immortale tropo narrativo, ricorrente in molti thriller e horror psicologici (= paraculi) recensiti su queste pagine, della persona per bene che si trova costretta a fare cose brutte.

Non so voi, ma io rileggo abbastanza ossessivamente i miei vecchi pezzi alla ricerca di errori di battitura che puntualmente non trovo, e giusto qualche giorno fa mi era ricapitata tra la mani la recensione di 13 Sins: remake americano (= paraculo) di un thriller thailandese molto più interessante, raccontava per l’appunto la storia di un ragazzo per bene “costretto” a compiere azioni sempre più deplorevoli in cambio di somme sempre più alte di denaro.
Cambiano alcuni ingredienti, ma il succo di i-Lived è più o meno lo stesso. Eppure, non esattamente lo stesso. Migliore.

Money money money

Money money money

i-Lived non brilla per originalità né per raffinatezza, infila qualche scelta un po’ infelice ed è in generale di un’ingenuità pazzesca, stilisticamente e narrativamente parlando, ma ha il coraggio, rispetto a un 13 Sins, di raccontare fino in fondo la storia che si prefigge di raccontare, senza scorciatoie e senza nascondersi dietro un dito. Nella fattispecie, l’ossessione tutta americana per un protagonista che non si sporchi mai le mani, che riesca con delle acrobazie di sceneggiatura incredibili a commettere cattive azioni restando comunque puro, la pretesa ipocrita e priva di senso di giocare su un’ambiguità che poi non si ha il coraggio di mettere in scena, vengono grazie al cielo accantonate in favore di un po’ di sano divertimento “politicamente scorretto”.
A ben guardare, se 13 Sins si interrogava su cosa è disposto a fare un uomo disperato se costretto, i-Lived vuole mostrarci fin dove può spingersi un uomo tutto sommato normale al quale viene data una scusa per comportarsi male. Josh è un ragazzo simpatico ma tutt’altro che perfetto (mentre il protagonista di 13 Sins ci veniva presentato come poco meno che un santo, ricordo che il film si apriva con lui che veniva licenziato dalla compagnia di assicurazioni dove lavorava perché era troppo onesto) che commette tante piccole scorrettezze ben prima che arrivi un’app mefistofelica a fargli da wingman: non paga l’affitto da mesi, si fa mantenere della ragazza di turno, non va a trovare la mamma malata, rubacchia con una certa disinvoltura — è pigro, indolente, egoista, più che un santo da corrompere, è un medio peccatore in procinto di fare il salto di qualità, e questo rende molto più facile per uno spettatore minimamente onesto con sé stesso immedesimarsi.

Il film non è veramente tutto così, ma mi fanno troppo ridere l’interfaccia del finto YouTube e il naso del protagonista

Parallelamente a un filone di horror derivativi della tradizione degli anni 80 in cui i progressi fatti dalla tecnologia negli ultimi trent’anni sembrano non riuscire a trovare spazio (vedi alla voce “piange il telefono“), ne esiste un altro opposto e complementare che, ben cosciente di questi progressi, ha trovato la sua ragion d’essere nel postulato “tecnologia = IL MALE”. i-Lived appartiene a questo filone, ma non gli serbo per questo rancore, anzi, mi sembra superfluo soffermarmi come hanno fatto molte altre recensioni sull’inefficacia o inaccuratezza di questa metafora quando in 14mila sale c’è un capitolo di Terminator che ti dice senza mezzi termini che l’iCloud è Skynet.
Onestamente, non credo fosse una priorità per il regista tirare un pippone sui pericoli di iscriversi a un servizio senza leggere tutti i “terms and conditions”: scherzare sulla possibilità che quelle condizioni che tutti accettiamo ciecamente ogni volta che installiamo un programma possano nascondere un patto col diavolo è una suggestione divertente, e stop. Se devo rimproverare qualcosa a Franck Khalfoun (che alcuni di voi ricorderanno per il sorprendente remake di Maniac del 2012 — ma qui siamo su tutt’altri, ben più modesti lidi) è che ha una mano pesante come un macigno ed è ancorato a un’iconografia da terza elementare: c’è la metamorfosi del protagonista che quando passa al lato oscuro si mette gli occhiali da sole, l’amico etnico (con tanto di inspiegabile catchphrase «Dude… I’m Filipino» che ripete più volte senza motivo), la fidanzatina bionda, l’uomo d’affari che sembra uscito dal 1987, i momenti bubu7te e la vera natura dell’app che si svela leggendone il nome al contrario…

Non è uno spoiler

i-Lived è un film con un’idea simpatica ma una scarsa esecuzione, fatto con pochi soldi e ancora meno ambizioni, che imbrocca una cosa ogni tre che ne sbaglia. Ma è onesto, non vuole strafare, ha più coraggio per la media del genere e sa quando non è il caso di prendersi troppo sul serio — forse avrebbe funzionato meglio come horror-comedy, anche se non so se questo sia un complimento o la cosa peggiore che puoi dire di un horror. Gli do due stelline per la buona volontà.

i-lived_2-stars

DVD-quote:

“Un debole ma simpatico esponente del filone tecnologia = IL MALE
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Uno dei peggiori trailer che abbia mai visto

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

16 Commenti

  1. Luc Bresson

    Venduto, me lo sparo insieme ad Unfriended.

    ps: “Horror-commedy” e “teconlogia”. Così ti risparmi di rileggere il pezzo alla ricerca di refusi. Sono una persona orribile, lo so

  2. Non ho ancora visto il film però io dico no all’hating vs. Favij. Per informarmi sui videogame io guardo rece/gameplay di gente più vecchia però è innegabile che questo ragazzo sia bravissimo in quello che fa, al contrario di molti altri che sembra di veder giocare il cardinal Ruini. Poi il cash se lo merita tutto perché, come ha risposto PewDiePie – io sono ggiovane e conosco gli youtubers1!!!11! – a chi gli rompeva il cazzo che fattura fantastiliardi, “se credete che gli altri siano più divertenti andate a refreshare i loro video perché è così che noi guadagniamo”.

    Sto Game Therapy purtroppo sembra un fan film di infimo livello produttivo (strano per un film italiano eh) ma almeno il concept non è male, un po’ derivativo (lo spunto è simile a quello di Ready Player One) ma sicuramente molto più interessante del bamboccio invisibile di quello sborone di Salvatores. Che non gli è bastata la mazzata, ha pure annunciato il 2.

    • Jacques Costello

      Uff, stavo per fare il battutone: “Quindi è una biopic di PewDiePie?”, ma il tuo commento è troppo ragionevole e mi ha smontato.

      Scherzi a parte, sono d’accordo, degli Youtubers si dice molta più merda di quanto meritino. Per ogni cretino inutile che strilla, c’è un altro Youtuber che il video lo prepara, lo edita e lo commenta in maniera ragionata. Nel mondo del giornalismo videoludico, in particolare, la gente “svincolata” dalle necessità promozionali è una salvezza.

    • Bread Beat

      qual è un youtuber degno da vedere?
      Di quei pochi che ho visto ho retto 3 minuti scarsi perché saranno pure bravi a fare il montaggio ma le argomentazioni e le modalità di chiacchiera le ho trovate estremamente noiose

    • Cristoforo Nolano

      Sul film recensito non mi pronuncio ma il trailer iniziale è LAMMERDA!
      Ma cos’è la gente si è rincoglionita? Ormai fra offerte varie e piattaforme disponibili hai a disposizione un gazilione di giochi a prezzo bassissimo (sempre che non si voglia fare un giro su kickass per pitoccheria). Perché si dovrebbe perdere tempo a guardare gente (brufolosa o meno) che gioca quando si potrebbe impiegare giocando?
      Cos’è, la sfiga dello spettatore a lato del cabinet coin op sta riprendendo piede in stile 2.0?

    • Jacques Costello

      @Bread Beat: mah, io non gioco più con la stessa intensità di due-tre anni fa, ma seguivo costantemente i canali di TotalBiscuit per le recensioni e di Extra Credits, che fanno una buona critica generale e raccomandazioni di giochi “strani ma interessanti”. Poi vediamo, il meta-canale Polaris racchiude diversi recensori, più o meno decenti, magari c’è qualcosa che può interessarti.
      TB ha anche dedicato svariati video all’aspetto commerciale e alla monetizzazione di Youtube: sono più interessanti di quel che sembra. Alcuni fenomeni sono veramente curiosi, come il fallimento dei tentativi di produrre contenuto a “Qualità TV”, che viene rifiutato dal pubblico perchè annulla l’illusione dell’ “amico che mi parla nella stessa stanza”. Su cinema e serie non posso aiutarti, ho sempre preferito la parola scritta ai video.

      @Cristoforo Nolano: ci sono svariati motivi per cui guardare un Let’s Play. A volte sono cose che ti interessano per la storia, ma non hai l’hardware fisico per giocarle da te (The Last of Us, per dire) o le meccaniche sono odiose a fronte di un comparto artistico interessante (qualsiasi cosa fatta da Ice Pick Lodge), altre volte il Let’s Play aggiunge contenuto (c’era uno che faceva panoramiche storiche mentre giocava ad Assassin’s Creed).

      Poi si, queste sono più eccezioni che regole, i successi dei vari PewDiePie e cloni assortiti portano anche me a grattarmi la testa confuso, non li toccherei neanche con un palo di tre metri, ma il punto è che Youtube è un fenomeno più complesso e articolato di “Minchione che piagnucola in cam gridando di non toccargli Britney Spears”.

      PS: Scusa il deragliamento, Quantum, mi sembrava comunque un discorso abbastanza rilevante rispetto al film.

    • BohBeh

      “Minchione che piagnucola in cam gridando di non toccargli Britney Spears”

      E vogliamo parlare di quell’altro minchione che frigna perchè Final Fantasy 13 è uscito multipiatta, mentre sorseggia latte da un calice di vino?

  3. paolo falcone

    O hai dodici anni oppure sei un coprofago

  4. Steven Senegal

    quindi alla fine è venuto fuori che khalfoun era soltanto il manichino di Aja e maniac gli è uscito a culo

    Discorso youtuber: li metto tutti nello stesso calderone, non riescono a mantenermi alta la soglia dell’attenzione per più di 30 sec. Poi vabbe lì c’è dentro di tutto, ci sarà pure qualcuno che si merita i soldi o la morte tra dipre e co.
    Personalmente YT lo uso per scovare nuove pop teen star, se vole contribuire segnalatemele sul mio canale!1! 11! nel rispetto della legislazione penale vigente e del comune senso del pudore

  5. Samuel paidinfuller

    gli youtuber sono una delle cose che mi fanno sentire vecchio..

    tipo voi lo sapevate che esistono gli “youtube dancer”? ma soprattutto sapevate che sta per uscire un film che parla solo di quello? cioè tipo Fame, Flashdance o Honey però con youtube a posto di accademie, provini e club

  6. ermenton

    Ho provato a cliccare sul tipo biondo ma non parte il video, sistemate per favore!

    se mi hai creduto sei un fan di favj :-P

  7. BohBeh

    comunque per dovere di cronaca, il videogioco che si intravede all’inizio del trailer, quando il padre si lamenta che il figlio passa le giornate online, è Dante’s Inferno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *