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La sindrome di Josh Trank presenta Contracted: Phase II

phase IILa storia dietro Contracted: Phase II sembra più complicata di quella dietro la disastrosa produzione de I Fantastici 4, ma con alle spalle almeno una domanda obbligatoria: davvero qualcuno si ricorda di Contracted?
Quel film era abbastanza brutto per motivi che andavano dalle scarse capacità del regista alle scarse capacità del regista. Eric England, un giovane volenteroso classe 1988, è quel tipo di regista/sceneggiatore convinto di fare sempre la cosa giusta anche davanti a cose come la sceneggiatura di Madison County, una roba proprio brutta ma di cui lui parla come “quel piccolo progetto che mi stava tanto a cuore e su cui ho lavorato con tutto me stesso e quindi chi ne parla male è la morte del cinema indipendente”. Allo stesso modo, Contracted partiva da una premessa molto valida (una ragazza trasformata in una specie di zombi da una malattia venerea) ma perdeva tutto in esecuzione, ponendo delle basi ma dimenticandosene strada facendo. Lasciando perdere gli insulti, Eric England ha le idee ma non sa scrivere storie, non sa scrivere personaggi, non sa scrivere archi narrativi e, in generale, è talmente preso dalla sua visione da non rendersi conto di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato. Per lui il cinema è un’idea, e niente più. Forse sarebbe in grado di fare qualcosa di decente con la sceneggiatura d’altri, ma il suo ego non glielo permetterà mai.
Detto questo, nessuno si sorprenderà scoprendo che con Contracted II lui non c’entri assolutamente niente. La regia è di un altro (Josh Forbes) e la sceneggiatura è di un altro (Craig Walendziak), ma non solo. Già quando il primo iniziò a circolare in rete tra commenti positivi e negativi, i produttori (due altri giovincelli) lo allontanarono dal progetto, presentandosi al suo posto alla prima mondiale del film e dicendogli “hai già fatto abbastanza danni, ora ci pensiamo noi”. Arrivato il momento di fare un seguito, England decise di non volerlo girare ma presentò un soggetto ai produttori che venne scartato perché, secondo lui, non credevano avrebbe funzionato senza la sua regia. Secondo me, invece, hanno preso la palla al balzo e l’hanno licenziato con la scusa più facile del mondo.
Povero Eric England, direte voi, ma forse manco tanto. Esiste un post lunghissimo sul suo blog, più lungo di questa recensione, in cui le vicende vengono raccontate nei minimi dettagli, e se volete farvi un’idea di quanto inutilmente spocchioso sia quest’uomo vi consiglio di leggerlo, ma visto che il tempo è denaro e perderlo così non ne vale la pena, ecco come descrive il suo ipotetico sequel:

My sequel was essentially ALIENS to ALIEN. I wanted to take what worked in the first film, spin the narrative in a different way and treat the zombie/infection in a way that we’ve never seen before.

Avete capito ora? Bene.

Una delle prime bozze

Una delle prime bozze.

Cosa aspettarsi quindi dal sequel di un film brutto, prodotto, girato e scritto da gente insignificante, di cui ci importa poco e chi ci dimenticheremo domani? Un sequel brutto, senza dubbio, ma, e non l’avrei mai detto, dall’approccio intelligente. Contracted: Phase II parte dove il primo finisce, con lei morta e l’uomo infetto (Matt Mercer) ora protagonista, poi ne prende la sceneggiatura, la aggiusta, ci aggiunge del buon senso e della comicità (il protagonista è proprio scemo) e ci costruisce intorno una storia abbastanza coerente che non dice nulla ma non fa nemmeno girare i coglioni. Insomma, sono arrivato alla fine senza mai andare avanti veloce.
Uno dei diffetti peggiori del precendente era buttare lì un mistero (uomo X infetta la protagonista come se fosse un esperimento) per poi dimenticarsene nel giro di 20 minuti. Questo invece si butta sul didascalico e ci piazza un’intera trama parallela con investigatrice che almeno raggiunge un punto (lei è Marianna Palka, una fortissima dalla storia triste che qui, purtroppo, non brilla granché), risolvendo tra l’altro il problema del ritmo stagnante in cui England si era infilato perché aveva deciso di non raccontare niente. L’idea che mi sono fatto è che nella bozza di England ci fosse solo un contagio impossibile da contenere (cosa presente anche qui) e nessuno sviluppo del mistero e di qualsiasi altra cosa remotamente interessante, al che i produttori han detto “vabbè ma allora non capisci niente” e l’han lasciato andare. Poi, chiaramente, pure loro non sono delle cime e han fatto danni. L’uomo X è un cattivo scialbo, triste, privo di fascino. Tutti gli attori sono cani, anche quelli che da altre parti se la cavano. L’azione è girata da un demente e, considerato il potenziale, il gore è ai minimi termini, probabilmente limitato da qualche strana idea commerciale che già nel primo aveva eliminato le scene di nudo. Quando il film finisce ci si chiede “ma io l’ho guardato perché?”, e pure io, che un motivo ce l’avevo, me lo sono chiesto. Perché guardarlo, perché scriverne, perché pensarci quando è così insignificante? E niente, credo che alla fine la risposta sia che noi siam qui per questo, e che il sacrificio è la nostra forza.
Contracted: Phase II è un film inutile, girato senza alcuna idea particolare che racconta una storia destinata in partenza a essere poco interessante, ma è un passo avanti rispetto al disastro che era Contracted e l’ennesima prova che i ruoli, nel cinema, esistono per un motivo. La personalità, la libertà artistica, le tecniche innovative, le storie inusuali, sono tutte cose importanti, cose che esalto e che cerco, nel cinema, ma che non si fanno solo con l’intenzione o la presunzione; si fanno con una determinata testa, una testa che Eric England non ha, ed è importante saper riconoscere il momento in cui è necessario fermarsi e prendere una strada sicura, che magari non sarà la rivoluzione che si voleva, ma che almeno farà parte di quella bella cosa chiamata decenza.

Lui crede di aver scritto una bella canzone che sta piacendo a tutti i suoi amici lì intorno, a un funerale. Secondo me vuole essere una metafora di Eric England.

Lui crede di aver scritto una bella canzone che sta piacendo a tutti i suoi amici lì intorno, a un funerale. Secondo me vuole essere una metafora di Eric England.

DVD-quote:

“ERIC ENGLAND È COMUNQUE COLPA TUA”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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12 Commenti

  1. Dan Arkanoyd

    Però, vedi, ora mi dispiace che England (è uno pseudonimo ti prego) sia così incapace… ma non fidatevi, sono in un mix di sonno distruggente e overdose di caffeina…

    Detto questo, è un film di merda e se quì ha dato il massimo è meglio che cambi professione

  2. Landis Buzzanca

    piccolo refuso

    > e chi ci dimenticheremo domani

  3. Cicciolina Wertmuller

    Anche Jimmy Weber, il giovane regista di quello schittone fumante che e’ Eat, ha un blog ultranarcisista. Coincidenze? Non credo. Togliamo l’internette ai bambini!!!11!!!11!!!

  4. Rash

    Ahahah quel post è fantastico, vien voglia di investir qualche milione per produrre un film a England solo per il gusto di togliergli il montaggio e non invitarlo alla prima

  5. pasqualobianco

    Io lo so perché il Mc Zombie viene riprodotto continuativamente.
    Perché piace, perché costa poco, perché la carne è roba zomba.

  6. pasqualobianco

    Comunicazione di servizio del dopo cena:
    https://vimeo.com/139265123

  7. Past

    ormai trank sta sdoganando…ormai non dico più non fare lo stronzo ma non fare il trank…le reazioni però sono perlopiù ancora indecise, ma bisogna insistere…

  8. Martin Scorese

    Ma ‘sto England è veramente un buono a nulla, Anna Lore è discretamente gnocca, e poi ha due gambe da urlo, e lui le inquadra solo per due secondi due…

  9. Martin Scorese

    Che storia triste ha la Palka?

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