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Qualcosa da fare quando la gente sta fuori in costume: Tales of Halloween

tales_of_halloween_poster_-_p_2015Saghe antologiche come V/H/S e ABCs of Death ci interessano per due motivi: la prima è solita prendere registi relativamente importanti e fargli girare dei corti abbastanza lunghi da permettergli di sfogare al meglio o al peggio le proprie capacità; la seconda invece prendere registi che vanno dal famoso al completamente sconosciuto passando dall’appena noto e gli regala lo spazio di una pizza per farsi conoscere, valere, conquistare i nostri cuori di nuovo o per la prima volta. Da una parte abbiamo quindi un’attenzione verso la qualità a discapito della quantità (6 episodi al massimo) e dall’altra un cercare di mettere insieme più gente possibile e dare spazio a tutti (26 episodi, 26 registi), puntando quindi su storie meno complesse e idee più fulminanti.
Voluto da Axelle Carolyn, regista non brillante e moglie del sempre troppo poco chiaccherato Neil Marshall, Tales of Halloween si pone in una via di mezzo: 11 registi per 10 episodi lunghi circa 10 minuti collegati da un tema in comune, la notte di Halloween e le sue leggende urbane, e anche la stessa cittadina, con i suoi poliziotti scemi e criminali da quattro soldi che fanno capolino in più di un episodio. Il risultato è proprio quello che ci si aspetta da una roba nata a metà di qualcos’altro: ne evita i difetti peggiori, non ne uguaglia i pregi più clamorosi e, in generale, si accontenta di essere un prodotto divertente e dedito all’omaggio dei grandi del genere quando poteva essere molto di più.
Tagliando subito le palle al toro, questi i registi interessati: Darren Lynn Bousman Axelle Carolyn, Adam Gierasch, Andrew Kasch, Neil Marshall, Lucky McKee, Mike Mendez, Dave Parker, Ryan Schifrin, John Skipp e Paul Solet.
Onestamente, ne conoscevo tipo tre. Marshall è l’ovvio fuoriclasse, uno che tra l’altro dopo The Descent non è più tornato al cinema con un horror (ma s’è visto in TV con Hannibal), ed è anche quello che senza sorprese vince il PREMIO BRAVO dell’antologia con una storia su una zucca assassina che praticamente è Killer Tomatoes diretto da Carpenter. La facilità con cui gestisce una premessa tanto ridicola basta per capire quanti film clamorosi avremmo potuto vedere in questi anni di assenza dal genere, ma se da un lato Bad Seed dimostra tutto questo, dall’altro racchiude il problema più grosso di Tales Of Halloween: il potenziale sprecato. Non di talento, ma di idee. Quella della zucca assassina funziona perché divertente e girata bene, ma finisce subito e sul più bello e credo che chiunque ne avrebbe guardato almeno altri 15 minuti, e la stessa cosa si può dire di almeno altri 2 episodi. Per lo stesso motivo, quelli che funzionano di più non sono strettamente i migliori ma sono quelli che riescono a svilluppare appieno la premessa senza essere troppo ambiziosi, e per fortuna sono anche la maggior parte. Bousman, nonostante le brutture che ha tirato fuori negli ultimi anni, qui fa un lavoro egregio e pieno di divertimento; Parker tira fuori il gore più soddisfacente; Gierasch fa quello serio ma efficace; McKee, Schifrin e la coppia Skipp/Kash portano a casa i compiti e divertono, che in questo caso è il punto di forza dell’intero film. Dura un’ora e mezza e fila dritto che è una meraviglia. I due più deludenti sono Carolyn e Solet, che tirano fuori due storie senza alcuna sostanza ma che sarebbero state sicuramente migliori con un po’ di spazio a disposizione. Il vero eroe, però, il vincitore del PREMIO MACCOSA è Mike Mendez (quello di Big Ass Spider! ma anche Lavalantula) con la sua versione matta e fuori di testa di Venerdì 13, l’unico episodio che potrebbe essere un corto a sé stante e funzionare allo stesso modo. Una roba che vi direi di guardare a prescindere insieme all’episodio di Marshall se proprio non avete voglio di vedere il film intero.
Alla fine Tales of Halloween è un film perfetto da guardare con gli amici, divertirsi, indovinare tutti i vari cameo di gente nota dell’horror e farsela passare senza dover per forza uscire a fare della vita sociale tra gente vestita di merda. In un contesto del genere anche gli episodi più deludenti potrebbero avere del senso.

E anche tu porai avere il suo sorriso!

E anche tu potrai avere il suo sorriso!

DVD-quote:

“Serata risolta”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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19 Commenti

  1. Dembo

    Dato che V/h/s e ABCs mi erano piaciuti assai vedo di recuperare al volo anche questo, per una serata all’insegna del tudifadi mi sembra ci stia benissimo!
    Io quando penso a Neil Marshall non posso che provare solo tristezza per un autore così cazzuto e così ingiustamente sottoutilizzato.
    Avevo letto di un suo progetto su un film riguardante Dracula o la storia di una nave con un carico particolare (potrei star delirando eh…)
    Qualcuno ne sa qualcosa?

    • Zen My Ass

      Stavo per scrivere qualcosa di simile a proposito di Marshall: leggendo la sua pagina sull’IMDB, viene fuori che negli ultimi 5 anni (da Centurion in poi) e’ stato tutt’altro che inattivo. Alcuni risaputi episodi di serie TV ultra note, un paio di pruduzioni e questa collaborazione che e’ la sua prima regia cinematografica in 5 anni. Strano che non riesca a trovare finanziamenti (non dico negli USA, ma almeno a casa sua in UK) o progetti interessanti.

  2. Bella

    Concordo sul risolviserata, anche se su 10 ne salverei giusto 1 e mezzo… “Friday the 31” (quello con stop motion) e mezzo “This Means War” (la guerra tra vicini). Del genere antologia horror, esclusi i capolavori che tutti conosciamo degli anni 80-90, i progetti recenti più interessanti e ben riusciti per me rimangono “peurs du noir” e “Abc of death 2” :)

  3. Past

    visto qualche giorno fa, per me è NO, troppi episodi, molti scialbi, diversi che finiscono in tronco,manco a metà volevo dire basta, se propio si vuole un horror ad episodi più fini ad halloween, meglio rispolverare i due creepshow (il terzo non esiste), trick or treat.

  4. andrea

    Come ne uscirebbe paragonato a Trick o Treat http://mr.comingsoon.it/imgdb/locandine/big/49436.jpg ?!

  5. Phon Connery

    Ho il cervello che non funziona più: credevo che fosse coinvolto anche John Landis, non so perché…

  6. vespertime

    Per me è un NI. Nel senso che comincia anche benino ma poi la butta veramente troppo in caciara. Capisco che voglia divertire ma forse vuole “troppo” divertire dimenticandosi che dovrebbe pure fare un minimo paura. Invece sceglie la strada del trash molto spesso, buttandola più sullo splatter che sulle sensazioni. I migliori episodi sono quelli che sbragano di meno. Non oltre il simpatico. Roba come Trick ‘r Treat del 2007 o il citato VHS (tranne l’ultimo che era orrendo) gli danno diverse piste, per gusto personale.

  7. AnnaMagnanima

    evvai! me lo guardo subitissimo! che belle le antologie

  8. Luc Bresson

    Carino ma il peso degli episodi cazzata supera di gran lunga la pacca dei più validi. Quelli di Marshall, Mendez, Parker e Bousman fanno le fiamme, Paul Solet sforna na ciofeca inguardabile (“The Weak and the Wicked”) e Lucky McKee si brucia tutto il credito che si era guadagnato ai miei occhi dirigendo una cosa che ti fa venir voglia di chiudere il portatile all’incontrario. E lo fa nonostante Polyanna McIntosh truccata da demonio. Bah. A ‘sto punto meglio “A Christmas Horror Story”

    • vespertime

      No dai.. quello di Bousman per me è uno dei peggiori in assoluto..

    • Luc Bresson

      Almeno la butta in caciara, la storia del vandalismo demoniaco fa un minimo simpatia (cmq niente da ricordare, d’accordo con te).

      Cioè se ripenso a “This means war” e “Ding Dong” – specie quest’ultimo – scavo una zucca a pugni

  9. Luc Bresson

    @Phon Connery: John Landis c’è, fa un cameo nell’episodio “The Ransom of Rusty Rex” :-)

    • Phon Connery

      Ah ecco perché! Grazie! :D Peccato però che non abbia diretto nessun episodio, sarebbe stato bello rivederlo dietro la macchina dopo tutto questo tempo

  10. pasqualobianco

    Però per Los Día de Los Muertos non ci dimentichiamo di mangiare succulenze.
    http://www.ufunk.net/en/food/creepy-burger-insectes/attachment/creepy-burger-inectes-3/

  11. Marlon Brandon

    Vabbe’ io mi sono persino visto pur avendo promesso di non farlo VHS viral. Questo se lo trovo lo guardo sicuro, inutile mentire a se stessi…

  12. Zen My Ass

    Visto tra ieri sera e oggi in pausa pranzo: non mi e’ dispiaciuto e concordo con la recensione. Un paio di picchi (Marshall e Mendez), molti episodi tra il buono e il medio (McKee, Gierasch, Schifrin, Kasch/Skipp, Bousmann, Parker) e due cazzate (Solet e Carolyn).
    Tra le cose che mi sono piaciute di piu’: l’episodio di Lucky Mckee, tutto giocato sulla bravura dell’attrice; quello del duo Kasch/Skipp mi ha divertito piu’ di tutti; Mendez folle, ma Marshall spicca su tutti per bravura registica (ha avuto piu’ soldi a disposizione e si vede).
    Ottimo da vedere sbronzi in compagnia e no.

  13. Ottimo, dai.
    Cioè ottimo come “prodottino di serie B da vedere con la tua ragazza che non vuole vedere horror troppo pesi creando un’atmosfera piacevole”. L’anno scorso mi ero visto l’altrettanto godibile (e altrettanto superfluo, chiaro) “Trick or treat”.

    Consiglio perfetto. Grazie.

  14. samuel paidinfuller

    oh che bello quando in un film ad episodi non ti ritrovi in quasi nessuno dei giudizi espressi.

    per me:
    – This Means War, Friday the 31st, Sweet Tooth e Bad Seed sono quelli più fiacchi e pigri in assoluto, con in un paio di casi la facile scappatoia di far ridere invece di fare paura
    – tutti gli altri stanno su un buon livello, e spendo una parola in più per Grim Grinning Ghost: a parte i cameo di Lin Shaye e Lisa Marie, è vero, ha una sceneggiatura tra l’esile e il banale che si gioca tutto su una sola scena, ma quella scena è una cazzo di signora scena
    – e poi su totalmente un altro livello ci sta Ding Dong. io come corto horror lo metto nel gotha, insieme a safe heaven tanto per capirci. inquieta, metta ansia, stranisce, con una bellissima ambiguità di fondo che lascia il dubbio che tutto possa anche essere solo un’allucinazione del marito e con una scena finale senza senso che lo rende perfetto

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