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Suburra: no pun intended

suburra

Parlando di Suburra e di un regista come Stefano Sollima, si può fare a meno di ritirare fuori per l’ennesima volta l’annoso – e pure un po’ noioso – discorso sulla scomparsa del cinema di genere in Italia? No, è praticamente impossibile. Perché? Perché Stefano è figlio di Sergio Sollima, tristemente venuto a mancare quest’anno all’età di 94 anni, un Uomo di Cinema che tra la fine dei Sessanta e la prima metà dei Settanta ha detto la sua con una manciata di western e noir di quelli che levati. Faccia a Faccia, Corri Uomo Corri, Città Violenta, Il Diavolo nel Cervello, Revolver. Successivamente passò alla televisione con Sandokan, il famoso sceneggiato televisivo con Kabir Bedi, Philippe Leroy e Adolfo Celi che ha cambiato la vita dei nostri genitori e in parte anche la televisione italiana. Un regista estremamente capace dal punto di vista tecnico e che, come pochi altri attivi in quel periodo, riusciva ad inserire nei suoi film d’intrattenimento anche un approccio politico.

Il Cinema. Tipo. Te lo ricordi, signò?

Il Cinema. Tipo. Te lo ricordi, signò?

Sergio Sollima è stato uno dei protagonisti di “quel cinema che non esiste più”, quello di cui abbiamo letto, di cui altri personaggi si sono riempiti la bocca. Quel cinema di genere che ad un certo punto abbiamo smesso di fare – ed evidentemente di guardare – e che poi è finito in televisione in forma sbiadita, perdendo di mordente, di tecnica, di personaggi, di tutto. Avevamo Mark Il Poliziotto, ci ritroviamo Don Matteo. La colpa di chi è? Sicuramente anche un po’ tua che non ti batti per un mondo migliore, ma è una cosa molto complessa e articolata che ha a che fare con problemi di ordine economico e produttivo, con i mutamenti dei gusti del pubblico, con l’avvento di un concetto di Autorialità tutta italiana (che ha fatto più danni della grandine), con la politica… Il risultato però è uno e uno solo. In Italia il cinema di genere non esiste più. Non esiste più da così tanto tempo che sembra quasi impossibile che qui un tempo fosse tutta campagna e che il grande schermo non fosse riservato solo a film intensissimi, in cui Sabrina Ferilli e Margherita Buy lottano nel 2015 contro i pregiudizi dei cattivoni. Ma quali cattivoni? Ah, sì, scusa, gli stessi che fomentiamo da anni con televisione e film di merda prodotti esattamente con gli stessi soldi e gli stessi attori.

W.I.P.

Cinema di genere: W.I.P. Women in Pinkwashing

In questo disastro culturale, in questa palude fatta di commedie con Raul Bova che ormai non si vede più neanche Enrico Brignano, abbiamo due speranze. Da una parte Matteo Garrone, uno che ha deciso di approcciare il genere, film dopo film, in maniera sempre più astratta e personale, partendo da un giallo girato tra le nebbie del cremonese fino ad arrivare a quel gioiello che è Il Racconto dei Racconti. Ma voi vi ricordate le reazioni sdegnate dei vostri amici che sono andati a vedere Il Racconto dei Racconti e poi non c’hanno trovato dentro Ambra Angiolini che ha un amico gay con la libreria della sua casa al centro piena di libri di poeti sudamericani che poi si fanno una storia? Uno che in Italia si permette di fare un film in costume, con Toby Jones e con gli effetti speciali non fatti con un VIC-20, che cita Game of Thrones nelle interviste, che ci piazza draghi, nani, streghe e sangue… rischia di essere internato, regaz.

Pacati editoriali.

Pacati editoriali.

Dall’altra abbiamo Stefano Sollima. Uno che ha preso Romanzo Criminale, l’ha portato in televisione e gli ha dato quella marcia in più che il film di Placido non aveva. Uno che in due stagioni ha dimostrato a tutti di aver capito i meccanismi della serialità, di riuscire a lavorare con attori sconosciuti, di fare tanto con poco, di avere il gusto per la costruzione della sequenza perfetta, di avere dalla sua fantasia ed inventiva. Ma soprattutto Sollima Jr. ha subito fatto capire a tutti una cosa essenziale: la roba italiana può essere di nuovo figa. Quelli che all’epoca si sono guardati Romanzo Criminale ci sono andati sotto. E non parlavano d’altro. Ma non solo perché “Wow! I pantaloni a zampa e le macchine di mio nonno!”, ma perché era un prodotto credibile e che se paragonato a corrispettivi esteri non sfigurava. Poi è arrivato A.C.A.B., film sottovalutatissimo e letto molto male dal pubblico che arrivava a farti pensare all’assedio di Distretto 13 di Carpenter ma con una storia di celerini e fascistelli. E noi ancora ad aspettare il film con il tronista trasformato in attore da Ozpetek.

Roba figa.

Roba figa.

Poi c’è stato Gomorra e allora tutto quello che abbiamo detto fino a qui s’è fatto più chiaro. Da Milano fino a Napoli, tutti che parlavano citando Genny, Donna Imma, Ciro o Don Pietro. Gomorra era la roba cool del momento. Se ne parlava bene nei salottini della sinistra che si sballa per Gramellini, ma allo stesso tempo faceva citare The Wire ai regaz. Ha convinto quelli che se vedono una pistola in un film sono pronti a dire: “Americanata!”, come quelli che per partito preso non guardano nulla d’italiano. Ha colto di sorpresa tutti e ha fatto capire a chi mette i soldi in cose del genere che il pubblico c’è. (Non hanno capito invece che se la prima stagione va bene, non è che posso aspettare tre anni per vedere la seconda… ma quello è un altro discorso). Sollima, da solo, è riuscito in cinque o sei anni a fare quello che nessun altro è stato in grado di fare: resuscitare il cinema di genere. Grazie al suo lavoro, ora in televisione vediamo cose come 1992 o Non Uccidere. Grazie a lui, se andate in sala a vedere i suo film Suburra, potrete vedere il logo di Netflix prima dei titoli di testa. Sapete perché? Gliel’ho chiesto direttamente quando ho avuto la fortuna di incontrarlo. “Grandissimo, ma ‘sta cosa di Netflix… adesso farete la serie di Suburra: che figata!”. Risposta: “Mah, sai, non è che abbiamo fatto chissà che. Però è chiaro che se devono produrre qualcosa, questi mettono i soldi in cose di gangster. O se no fanno quello col Papa”.  Che cazzo gli devi dire?

Roba ancora più figa.

Roba ancora più figa.

Suburra è una bomba di film. Ambientato nel novembre del 2011, racconta i giorni subito precedenti alle dimissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio. Lo fa partendo dall’entrata in crisi del potere religioso – la crisi di coscienza di Papa Ratzinger –  e mettendo in scena poi una storia di malavita che ha a che fare con la classe politica dirigente di quel periodo e il suo codazzo di servetti e comprimari, la nuova malavita romana fatta di zingari e teste calde senza l’Onore della vecchia guardia, la Vecchia Guardia della Banda della Magliana che ancora dice la sua. Una storia complessa che, come già Romanzo Criminale, viene trasformata in un’ottima sceneggiatura – firmata da Rulli & Petraglia (Yep!) insieme a De Cataldo e Bonini – capace di partire dal particolare come il piccolo caso di nera fino a farci abbracciare un quadro generale, quella che qui viene chiamata l’apocalisse. Un Armageddon che unisci i puntini da 1 a 100, tracciando una linea tra la politica, il potere nella sua accezione più ampia, la Storia, il sangue e il crimine. Una rilettura credibile e senza sconto del nostro passato più recente che non ha paura di essere schiettamente politica e al tempo stesso d’intrattenimento.

Badaboom, cha cha!

Badaboom, cha cha!

Suburra prima di tutto è un film di gangster di più di due ore che vola via. Con personaggi memorabili, belle sequenze action e una confezione estetica più che soddisfacente. È un film figo, che ha dalla sua un budget evidentemente più alto di quello di A.C.A.B. e che sa come usarlo. C’è una sparatoria in un supermercato con decine di comparse, esplosioni, inseguimenti che fanno venire le vertigini, coltellate, risse… Tutto quello che ci dev’essere in un film di gangster, insomma. Sollima si conferma capace di gestire attori nuovi o sconosciuti in maniera egregia (vedi il lavoro fatto con Adamo Dionisi, Alessandro Borghi, Greta Scarano) e al tempo stesso di far splendere di luce nuova talenti già affermati come Favino o Germano. Il miracolo però lo si fa proprio con il Samurai di Amendola: una parte difficilissima e potenzialmente soggetta a milioni di semplificazioni o luoghi comuni che invece è proprio uno dei punti di forza del film. Amendola arriva sotto la pioggia, si toglie un impermeabile che arriva diretto da I Cavalieri dalle Lunghe Ombre di Walter Hill, e si scrolla di dosso in una sequenza tutti i Cesaroni di questo mondo.

Coolness.

Coolness.

Forse l’unico appunto che gli si può fare è che la struttura è fin troppo simile a quella di Gomorra, inteso come puntata di una serie televisiva, con continui cambi e stacchi da un personaggio o da una storia all’altra, cosa che castra un po’ le ambizioni del film e non consente al regista di arrivare alla costruzione di una sequenza finale degna di questo nome. Cioè, ci sono due o tre scene in cui per la felicità ti viene da sciabolare una bottiglia di Champagne in sala, ma manca la Sequenza Madre.  Questo e una colonna sonora a tratti veramente invadente. Ma, porco cazzo, registi come Stefano Sollima oggi in Italia non ce n’è. Diciamogli grazie e andiamo a vedere il suo film.

I400Calci presenta: Il santino di Sollima da tenere sempre con Voi nel portafoglio!

I400Calci presenta: Il santino di Sollima da tenere sempre con Voi nel portafoglio!

DVD-quote:

Vorresti fare come me, ma sai non ce la fai
Volevi dei problemi e ora problemi avrai
Stefano Sollima

“Film dell’anno. Senza se e senza ma.”
Casanova Wong Kar-Wai, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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164 Commenti

  1. Dan Arkanoyd

    Sollima, Caligari… li stanno facendo fuori tutti…

  2. jax

    A me ha lasciato sinceramente l’amaro in bocca, proprio a causa dei difetti che hai segnalato tu nel finale del pezzo. Se limati potevano renderlo molto superiore ad A.C.A.B.
    Troppi personaggi accennati ma mai uno descritto veramente bene (e alcuni troppo, troppo caricati tipo Greta Scarano), la storia che secondo me sta sempre per decollare ma non arriva mai (forse perchè sembra un pilot lungo di una serie tv, o perchè manca una vera scena madre o perchè ci sono troppe sequenze solo con colonna sonora e che sembrano lentissime).

    Comunque meno male che Sollima c’è e che mi ha abituato così bene da potergli trovare dei difetti in un film del genere

  3. Sidney Pollock

    Ho visto il film mercoledì, e non posso che condividere e sottoscrivere ogni singola parola della (fantastica, complimenti davvero) recensione (dvd quote compresa).
    E oltre a tutto quello che è stato detto aggiungerei che c’è anche una cascata di figa.
    Dai, dai, dai che ci siamo. Alla fine rende un po’ orgogliosi tutti che un film del genere sia italiano, tipo quando la nazionale (in cui tu non stai giocando) vince i mondiali.
    Unico dubbio è che il film è stato prodotto in contemporanea (più o meno) con la seconda serie di Gomorra. Non vorrei che l’eccellente qualità di Suburra sia a discapito di questa.

  4. Il film è stato deludente, più che altro per la ricostruzione dei rapporti tra Stato e Mafia.

    Comunque, Casanova, dovrebbero farti Santo Seiya già solo per la splendida introduzione.

  5. Cristoforo Nolano

    Finalmente se ne parla sul miglior sito del mondo di calci in faccia: Sollima in un colpo solo ha riabilitato Amendola e Fassari (in cinque minuti) e ci ha regalato una faccia da schiaffi psicopatica come Borghi. Due ore che volano belle alte. Poi oh, orgia con Favino wins!

  6. Per me la colonna sonora è una delle cose migliori, come un po’ in tutti i prodotti di Sollima.
    Io concordo abbastanza con la recensione, soprattutto sulla regia delle scene d’azione (sublime) e sulla costruzione dei personaggi (perfetta), però a questo punto tutte queste cose da Sollima non è che te le aspetti, sai proprio che ci saranno ed è difficile recepirle come pregi.
    Invece la mancanza del salto in avanti rispetto a gomorra e romanzo criminale (ACAB lo ricordo poco, ammetto) si vede chiara e questo smorza un po’ l’entusiasmo.
    È tipo tuo figlio che a scuola prende sempre 7. Dopo un po’, anche sbagliando se vuoi, si smette di dirgli bravo e si passa a chiedere che prenda 8.
    SUBURRA è una serie di due ore e mezza con tutti i pregi delle serie di Sollima, ma ci ho visto poca voglia di osare e provare a costruire qualcosa di più. Una bella confezione per una storia tutto sommato dimenticabile e se vogliamo già ampiamente raccontata nei modi e nei personaggi all’interno dei lavori precedenti.
    Non vorrei Sollima diventasse prigioniero di sto schema, a dirla tutta.

  7. Helzapopping (ciobin)

    Al campionato degli attori cani Sollima vince primo secondo e terzo premio con un solo film. Sul podio, con il trofeo del primo classificato svetta Favino, uno che ha la faccia di un bulldog e la voce di una suora. Seconda classificata la bottana bionda. Terzo Amendola che ha imparato il mestiere dai Vanzina e ne porta i segni ancora addosso. Applausi all’addomesticatore di cani a sua volta addomesticato dai suoi padroni.

    • Cristoforo Nolano

      Il tuo dare dell’incompetente ad Amendola in questo film mi porta a pensare che:
      opzione 1) non hai visto Suburra.
      opzione 2) sei un troll.
      opzione 3) non capisci veramente una mazza.

      Pick your choice.

    • Helzapopping (ciobin)

      Ma vai a farti fottere deficiente. Il film l’ho visto perché qualcuno ha fatto il dvd rip e lo ha messo in rete, questo per dire quanto sono sfigati a Cattleya. Al cinema non ci vado di certo a vedere questi videoclip per finocchi. No, non sono un troll, e sì Amendola è un cane di attore da riporto, uno che sguazza tra Vanzina e le peggio mostruosità degli sceneggiati Mediaset. Mangiati la sua merda visto che ti piace. Coglione.

    • Cristoforo Nolano

      Il fatto che Amendola abitualmente nella merda non significa che in QUESTO film sia un cane.
      Vabbé scusa, seppelliamo l’ascia… visto che vai tanto al cinema, di Io e lei che mi dici? Ti è piaciuto più o meno di We are your friends?

    • Helzapopping, la prossima risposta che dai così e te ne vai fuori dal cazzo, chiaro?

    • Devil Dark Slayer

      Che modi da poveraccio.

    • Cicciolo

      il dvd rip già adesso MACCOSA

    • Helzapooping (Ciobin)

      Senti Casanova. Sisborra è un film di merda. Sisborra è stato concepito per essere recitato da un branco di animali. Ora, se a te piace così, pace. Ma non venirmi a dire che cosa devo pensare. Io sono un uomo libero e felice di esserlo. E se ti sei sentito un ribelle perché hai esultato nel vedere le scene del Papa dove non succedeva niente ma si dicevano sottovoce cose incredibili che potevano scandalizzare solo un chierichetto allora sei anche tu un guappo di cartone.
      @Cicciolo Confermo. Chiedi in ai bene informati e ti confermeranno anche loro. Qualcuno ha fatto un po’ troppo l’arrogante. Succede.

    • ermenton

      Io la butto lì, una denuncietta per diffamazione e piglieresti pure qualche soldino. Che gente.

    • Gigi Proiettile

      Helzapopper, ho conosciuto annaffiatoi più intelligenti. Nessuno ti ha detto cosa pensare, solo di cambiare toni. E’ da sfigati incazzarsi così per un film. Fatti una sega e calmati, dai.

      Eh raga, è un uomo libero e felice di esserlo.

    • Il dvdrip c’è già, perchè il film è già su Netflix. Per il resto: ciobin sei sempre il solito imbecille, complimenti.

    • Dan Arkanoyd

      Nomination ai prossimi Macchianera per miglior community SUBITO!

    • Devil Dark Slayer

      Mi ripeto: che modi da poveraccio.

    • Axel Folle

      e argomentazioni da poveraccio

  8. Bella

    Ma quanto andiamo orgogliosi in Italia negli ultimi 20 anni dei film sulla mafia, sugli anni di piombo, su fatti di cronaca nera ( e da poco anche di film fantasy pretenziosi e senza trama) che non gliene frega niente a nessuno se non a noi? Così orgogliosi e bigotti che a ‘Chappie’ hanno dovuto cambiare il nome perchè non fosse frainteso, a SUBURRA invece tanto di font in bold e alla presentazione del film pure uno del clan spada ha fatto foto col cast, mancavano solo i petali di rosa. Ci siamo di recente evoluti dal fotoromanzo all’italiana ma siamo ancora molto lontani da qualcosa di memorabile che se accadrà non sarà sicuramente grazie a figli di registi storici.

    • Bella

      TL;DR: mi ha fatto cagare

    • Cristoforo Nolano

      Bella zia, va che sei ancora in tempo a recuperarti Io e lei, così poi fai i pensieri zozzi sulle lesbicate della Ferilli. A giudicare dalle facce in sala dopo certe scene (pappa cane e post torta vecchia, per non spoilerare), Sollima qualcosa di memorabile l’ha appena fatto.

    • vespertime

      Il film è su Netflix (non solo da noi, credo) e Gomorra, la serie, è stata acquistata in un sacco di paesi. Quindi, ecco, che sono cose che interessano e gasano solo noi direi proprio di no.

    • Qua a Londra andavano pazzi per Romanzo Criminale prima ancora che facessero la serie, roba che hanno persino ristampato Ultra’ di Tognazzi pur di avere qualcosa da vendere vagamente sull’onda. Non mi sorprenderebbe un cazzo che tutto il filone di Sollima sia nato (anche) per quello.

    • samuel paidinfuller

      ho visto un’intervista l’altro giorno in cui il Solli spingeva sul fatto che è proprio il “genere” a permettere l’esportazione di cose come romanzo, gomorra e suburra, senza neanche arrivare a far un discorso sulla qualità.

      che poi visto che noi ci siamo fomentati per anni con i marines e i gangsta non vedo perchè gli americani non debbano fomentarsi coi piccioti e i frate

    • Axel Folle

      hai preso uno dei pochissimi esempi nostrani in cui NON puoi accostre l frse “frega solo a noi” dato che è stato gia venduto in mezzo globo, complimenti per la mira.

  9. Il mondo è nostro regà, pjamoselo!

  10. Rocco Alano

    Gomorra di Sollima è un capolavoro (e non è vero che gli mancano scene madri, anzi… ne potrei citare 4-5). Lo era anche il lungometraggio di Garrone! Nonostante Saviano mi ballonzoli sullo scroto, lo abbraccerei fortissimo solo per quello che ha ispirato il suo libro.

    • Le Scene Madri di una serie sono diverse da quelle di un film, no? Quello che intendevo è una sequenza in cui tutte le forze in campo convergono verso una sequenza risolutrice. Nelle serie, per la loro struttura, ce ne sono tante. Nei film ce ne deve essere una. Qui, quella che dovrebbe essere quella Madre, è inferiore ad altre precedenti.

  11. Lino Banshee

    Dopo mesi di lettura silenziosa, mi delurko per esprimere il mio apprezzamento per questo filme e per la recensione.

    Io l’ho visto senza in pratica aver visto nulla di Sollima (a parte A.C.A.B.) e forse questo mi ha impedito di vedere i piccoli difetti che alcuni di voi segnalano.

    Si tratta di un bellissimo film di gangster. Va via senza pensieri, intrattiene, ti tiene incollato alla sedia e alla fine ti spinge pure a fatte du domande. Anche se non sarà perfetto, avercene.

    Bellissima prova di tutti gli attori, sia quelli poco noti che quelli strafamosi. Concordo nel sottolineare l’ottimo lavoro di Amendola. Sono riusciti a tirare fuori un personaggio iconico e carismatico, ma allo stesso tempo reale e non una caricatura.

    Speriamo che abbia al botteghino il successo che merita (si sa niente del box office) e che spinga i nostri produttori a continuare su questo filone (magari non fossilizzandosi su “gangster&mafia”, ma provando ad esplorare le altre mille possibilità del cinema di genere).

    Sono un uomo speranzoso ora.

  12. Ryan Gossip

    L’ho trovato bello e solo a pochi passi dall’essere bellissimo; la prima parte per me è “dilatata”, avrei accorciato per dare un po’ più di ritmo, e pure il montaggio a volte mi ha dato l’idea di andare un po’ a zonzo tra le varie vicende.
    Ma questi sono secondo me gli unici grossi difetti: qui abbiamo un regista che sa fare il suo mestiere, sa inquadrare, sa fare i movimenti di macchina, mette in scena gli ambienti e li illumina, ma soprattutto dirige gli attori. Non sembrano proprio gli stessi esseri umani che stavano nei Cesaroni o nei film di Muccino. Certo sono bravi loro ma bisogna pure saperli indirizzare.
    Netflix ne farà una serie: mi sembra che questi autori se la cavino meglio in effetti con la serialità che in un film da 2 ore, mi aspetto quindi grandi cose.
    Concludo con #teamcaniaffamati

    • Ma anche questa cosa della serie, onestamente, non è che mi ecciti più di tanto.
      Sarei preso benissimo se Netflix chiamasse Sollima per commissionargli una serie non sovrapponibile alle due che ha già girato.

    • AnnaMagnanima

      sono d’accordo con l’ultimo commento di manq

  13. Helzapopping (ciobin)

    @Cristoforo nolano Vedi che lo ammetti anche tu che Amendola è contiguo alla merda ? Comunque vai tra, ascia seppellita, anche se quello che l’ha disseppellita per primo sei tu.
    Io e lei bel film intimista con due attrici di grande bravura che non hanno bisogno di stare nude per mezz’ora a fare pompini perché si parli di loro per più di 5 minuti.
    Ah, e se credi che Sollima faccia film per duri sei un duro da biberon.

    • Cristoforo Nolano

      “Io e lei bel film intimista con due attrici di grande bravura”

      Io sono la gomma, tu la colla (cit.)

    • Dirty Harryhausen

      guarda, purtroppo mi è toccato vedere Io & lei e posso affermare che o non l’hai visto tu o le spari proprio a caso.

  14. Effetto botte

    Disaccordo totale, tranne per la sequenza del supermercato e per la colonna sonora terribile. E’ un film che ha perso il senso del racconto cinematografico (come molti altri in questo periodo, più spesso esteri) a favore di un plot e di un montaggio molto più conforme alla serie tv. Suburra non cresce mai, non riesce mai a diventare film, i personaggi e le storie sono intrecciati in modo da tenere sempre viva l’attenzione di un pesce rosso, come succede in quei mini-film da 40/50 minuti che sono le puntate di una fiction. Infine, troppi elementi hanno l’odore della vasellina da spalmare sui cuori degli spettatori italiani: lo sciogliemento finale del personaggio di Germano, la telefonata di Amendola dalla casa di sua madre, la camminata di Favino tra i Grillini inferociti. E Alessandro Borghi sfoggia una serie di espressioni da Premio Bravissimo che hanno il merito di strappare risate nei momenti di massima tensione. Insomma, a me è un film che ha dato profondo fastidio e insoddisfazione

  15. Howard il papero mestierante d'amore

    La colpa di chi è? Sicuramente anche un po’ tua che non ti batti per un mondo migliore -Elio spotted

    Senno lo aspetto gagliardamente, qui dove abito io un film cosi lo passano nei cinema di “Art et Essai” e questo mi fa sbustare di risa

  16. CREPASCOLO

    Alle prime luci dell’alba, gli unici momenti in cui accedo alla tv, ho incrociato il signor Sollima che parlava del suo film, della performance di Ammo Amendola corda tesa tra la strada e la stanza dei bottoni e della sforbiciate che ha inflitto alla parte vaticana xchè la digressione portava lontano da dove era necessario arrivare. Penso che mi piacerebbe vedere il film. Spero che qualcuno giri un film su racketeers nostrani che vanno alle prime dei film sui racketeers nostrani e si fanno fotografare con le loro controparti di celluloide. Sarà un film d’autore nel senso di un autore che fa un film di genere ed il genere è quello che succede in genere fuori dai cinema, magari nel foyer.
    Non è stato il film d’autore a stecchire poliziotteschi, spaghetti western e compagnia di giro, ma la deriva “autoriale ” dei comici anni ottanta – Verdone, Troisi e co – che si sono rivelati blockbusters senza tutto quel codazzo di polemiche delle pellicole birichine ripiene di botti e cazzotti e pulotti maneschi e politici che pesticciano nelle stanze dei bottoni e comandano di fatto la strada. Sollima è un apripista . Sarà superato da registi nativi digitali che produrrano miniserie Netfix con ritmo 21secolo senza donmattei e pulotti irreprensibili con stanze dei bottoni ripiene di ceffi che discutono di migrantes e banda larga e riconfigurazione di Camere – riuscite a vederlo Favino demonico che parla allo spettatore e gli spiega cosa farà ora che qualcuno gli ha scippato un ministero ? – e sarà venduto nel mondo meglio delle sessions con Pavarotti e friends. Sperem.

    • Darko Ramius

      Ah ma quindi il filone vaticanense (vaticanese? vaticanico? boh) è stato tagliato? Perchè una delle cose che ho pensato subito dopo la visione era proprio riferita a quella parte di film che avevo trovato “monca”. Il fatto è che poteva tranquillamente tagliarla via del tutto, oppure inserirla per bene e dargli un senso nella storia. Così com’è è risulta veramente inutile.

    • CREPASCOLO

      Vaticanense va bene. Sollima dice -chiedo scusa, ma la sintesi non è proprio una freccia del mio arco – che tutti i fili pendenti in una storia corale devono convergere, grazie ad un “imbuto ” creato nella riduzione del materiale narrativo – cioè la scenegggiatura – ad un punto in cui tutto ha senso. E’ la differenza tra la fiction e la vita. Come diceva Hitch, il cinema è la vita senza le parti noiose. Sollima – che evidentemente sta più dalle parti di Hitch e meno da quelle di Godard – dice che il cinema è la vita meno le parti noiose meno le parti che potrebbero far perdere il filo del discorso allo spettatore.

    • AnnaMagnanima

      crepascolo, che bei commenti.

  17. flix

    Scusate, ma Un gatto nel cervello non era di Fulci? Altra cosa: non concordo sul giudizio positivo riguardo 1992, che è merda purissima.
    A parte questo concordo abbastanza con la recensione: film non perfetto ma con diverse scene potentissime che da sole valgono la visione.

    • Ah si, mi son perso via: pure per me 1992 orrenda.

    • Sì, era Il Diavolo nel cervello ma mi sono confuso cor gatto…
      Cambiato. Grazie per la segnalazione.

      Non esprimo giudizi su 1992.
      Dico che se è arrivato in televisione una serie del genere
      così come Non Uccidere (che è dieci volte peggio 1992)
      è perché c’è stato Romanzo Criminale e Gomorra

    • david

      ma non uccidere è dieci volte DIECI peggio di 1992 solo perchè non c’ha il logo di sky? No perchè 1992 fa schifo nonostante quel logo lì, e al massimo non uccidere può far schifo uguale, ma non peggio

    • Gigi Proiettile

      1992 va visto solo per Tea Falco (sarcasm)

    • David: oh, per me è peggio. ma non è quello il punto e mi sembra che o non vogliate capire, o la cosa non vi interessi. il tema è che il successo e l’hype creati da prodotti come RC e Gomorra abbiamo dato il via a produzioni differenti e insolito per la televisione italiana come appunto 1992 e Non Uccidere. Che, attenzione, possono piacere o meno ma esistono solo perché in tv è arrivato Sollima.

  18. LannoScorsoAValVerde

    Poco da aggiungere: un bel film al quale a malincuore bisogna assegnare l’odiata medaglia di “quasi capolavoro”. Ad avercene,comunque.

    Ps. un plauso per aver ricordato la carriera del padre di Sollima; Faccia a Faccia è a mio parere uno dei capolavori dello spaghetti western.

  19. Axel Folle

    Totalmente d’accordo sia nei pregi che nei limiti di Suburra (onestamente non mi viene da parlare di veri e propri difetti perché cadute grossolane non ce ne sono) e andate a vedere questa bella bombetta perché crime così se ne fanno pochi e non solo in Italia. Se lo considerate spam cancellate il messaggio comunque io consiglio di leggere la recensione di Roberto Recchioni sia Rrobe che dice le stesse identiche cose ma anche meglio e con allegato un disegno pochissimo del Samourai Amendola

  20. Duncan Blade

    Non ho letto l’articolo per pregiudizio, ma è questo un film calcistico?

  21. Il Reverendo

    non partecipo alla festa, a me il film ha fatto cagare praticamente da ogni punto di vista. si salvano giusto un paio di cose e si salva l’aver cercato di fare il film di gangster in italia, sforzo encomiabile, però se gli si da la dignità di giudicarlo con la severità con cui si giudicherebbe un film americano non si salva nulla.

    concordo con tutta la prima parte della rece sul cinema italiano. non concordo su acab che io trovo al contrario sopravvalutato e piuttosto inutile.
    gomorra, quello di garrone, è un capolavoro.

    faccio spoiler eh

    la scena iniziale è brutta, favino entra nella stanza con le due troie e lo sai già che una delle due crepa. e va bene così, ma quel cazzo di montaggio alternato di 12 minuti per una cosa dove hai già capito cosa succede allora mi spiace ma mi dà noia e basta. altra pessima scelta di regia, la musica nei momenti clue. alla fine una regia davvero ma davvero tanto televisiva.

    metaforoni pesantissimi, come quella cazzo di pioggia che lava i peccati che bla bla bla, favino piscia dal balcone, il pelato fotte sulla console della discoteca, le lucine sul vetro umido mentre parla di las vegas..

    personaggi tutti sopra le righe assolutamente non credibili. non grotteschi, non realistici, un po’ di entrambi col risultato di non riuscire a disegnarli in nessuno dei due modi. un film corale dove tutti dovrebbero essere protagonisti invece non lo è nessuno. non ti affezioni a nessuno e quando crepano o quando hanno i loro momenti di rivalsa non te ne sbatte niente e ti trovi a guardare l’orologio.

    buchi di sceneggiatura che ok, non è quello il punto ma ci sono, e se prometheus fa tanto cagare per colpa di quelli non vedo perchè qua dovrei chiudere gli occhi e far finta che vada tutto bene.

    recitazione buona per alcuni, pessima per altri. la tossica (proprio uno dei personaggi peggiori del film sotto tutti gli aspetti) ogni frase che pronuncia mi aspettavo chiudesse dicendo ”o famo? o famo strano?”
    favino mi spiace ma non mi ha convinto.
    amendola è perfetto come fisicità ed espressioni ma non riesce a rendere il personaggio sottilmente inquietante come dovrebbe essere.

    numero 8 bel personaggio che con un po’ più di palle poteva diventare un protagonista invece c’è in 10 minuti in tutto e per la maggior parte del tempo non fa un cazzo di niente tranne lo sguardo da pazzo stile trevor di gtaV (che gli viene pure bene). va a chiedere il pizzo a braccetto con la tizia, vabbè va..
    disarmato.. poi ti aspetti che faccia una strage, scateni l’inferno, invece crepa come un coglione perchè mentre mezza roma gli da la caccia lui sta a prendere la tintarella a ostia beach..

    è vero che il film è più grosso di acab, ma condivide lo stesso problema di fondo. cerca di raccontare TUTTO (la politica, il senso della vita, come funziona l’italia) e in questo sforzo immane perde il senso dei suoi personaggi, tutto senza le palle di fare davvero un film di genere.

    e il finale stile the departed è orrendo, proprio perchè mentre nel film di scorsese i protagonisti, buoni o cattivi che fossero, ti pigliavano e ti incazzavi per le loro sorti, qua non te ne sbatte quasi niente.

    boh mi spiace, sollima bravo per lo sforzo, se fa un altro film lo vado pure a vedere ma non ci siamo proprio.

    • John 4°DiMilius

      VAFFANCULO! la parola SPOILER DICE NIENTE?!
      Per te il film può essere stato una merda, questo non significa che che me lo devi bruciare.
      E te lo dico io, che il più delle volte non ho problemi a leggerli.

    • John Blacksad

      Ha scritto “faccio spoiler eh”

    • Il Reverendo

      Si infatti l’ho scritto, se poi tu vuoi leggere una riga ogni tre sono anche cazzi tuoi se ti rovini il finale dei film

  22. peperario

    suburra è una merda. veramente.

  23. Demo

    Mi dispiace ma a questo giro non sono d’accordo.

    • ok, ma perché?
      se no…

    • Demo

      Ciao casanova, personalmente il film non l ho trovato all altezza delle mie aspettative e su questo sbaglio io.
      Ma non sono per niente d’accordo sulla recensione, perche ho avuto come l impressione che tu volessi spingere il film per un tuo gusto personale, forse troppo preso dal fatto che sia un film italiano di Sollima ecc…
      Poi sulla recitazione di Amendola ce molto rammarico, perche la parte di samurai sembra apposta fatta per lui, ma non ne esce bene un po per colpa sua un po per il film (sarebbe troppo lungo argomentare) e mi sembra veramente strano che tu non la pensi cosi, forse per i motivi di cui sopra.
      Personalmente ci sono anche altre cose negative sul film, ma vorrei fermarmi sulla recensione.

    • Emir Kostner

      Oh ma che problemi avete con sto film? Sto leggendo un po’ di commenti e non ne ho mai letti di così inutili e scadenti in questo blog.
      Demo, non serve a niente che dici di non essere d’accordo, se poi te ne esci con “sarebbe troppo lungo argomentare” – guarda, tu prenditi una ventina di minuti e argomenta quello che riesci, gli altri si prenderanno dieci minuti per leggere le tue considerazioni, e poi si imbastisce un confronto, magari pure proficuo – o “Personalmente ci sono anche altre cose negative sul film, ma vorrei fermarmi sulla recensione” – ci sono altre cose negative? E allora devi dirle per dio! Nei commenti si parla del film, mica della recensione (che comunque resta un gioiellino, grande Casanova!).
      Non me (ce) ne frega niente di cosa pensate, ma del perché lo pensate. Ho già letto diversi commenti che dicevano “suburra è merda”, “non sono d’accordo con la recensione” e stop. Buona lì. Ecco, ve lo dico con franchezza, siete un po’ poco obiettivi, e pure un po’ ridicoli. Continuate a fare i provinciali, a schifare Suburra e a sbavare su Io vi troverò o qualsiasi film di gangster che viene da oltreoceano. E, come diceva il buon Cristoforo Nolano, tenetevi pure il cinema italiano di Io e Lei.

    • Axel Folle

      “Ciao casanova, personalmente il film non l ho trovato all altezza delle mie aspettative e su questo sbaglio io.
      Ma non sono per niente d’accordo sulla recensione, perche ho avuto come l impressione che tu volessi spingere il film per un tuo gusto personale” sta frase è magnifica. comunque ti faccio notare che nella rece ci sono delle argomentazioni eh, tanto per dire, non solo un AMMEEPPIACIUTO.

  24. Darren Aaroneckart

    Una cosa che mi viene da contestare a Sollima è solo che “americanizza” i personaggi dei gangters, rendendoli un sacco cool e facendoti alla fin fine empatizzare con qualcuno di loro. Di solito il meno merda, visto che personaggi buoni nei suoi film non esistono. Volendo essere pignoli si potrebbe dire che crea dei personaggi (passatemi il termine) tarantiniani dove in realtà dovrebbero essere dei comuni criminali. Poi penso che stiamo parlando di cinema, non di inchieste, e per quanto le basi siano radicate nella realtà e nella cronaca, cazzo ne escono dei filmoni della stramadonna che intrattengono e pure fanno riflettere su alcuni aspetti della vita sociale italiana. Il tutto creando sequenze da nodo allo stomaco per la tensione.
    Suburra film pazzesco. Pur essendoci Favino e Amendola nessuno cade nell’effetto Di Caprio, e recitano tutti come dei cazzo di premi oscar. Manca la scena madre si, ma forse meglio così, in un contesto come questo forse sarebbe stata fuori luogo.

    • Rocco Alano

      Forse se ne rende conto anche lui perchè, in Gomorra….

      SPOILER

      …. quando rischi di provare simpatia per Ciro, Sollima gli fa ammazzare una ragazzina innocente.

    • Il Reverendo

      ma tu per esempio in suburra con chi hai empatizzato?
      per parlare di un altro noir recente, in true detective 2 erano proprio merde eppure ho empatizzato non poco con ognuno di loro per motivi diversi. ma qui?

    • Rocco Alano

      @ Reverendo, non vedo dove sia il problema in questo! Non posso parlere di Suburra, che non ho ancora visto, ma, se guardiamo “Gomorra” e “True Detective II”, preferisco di gran lunga il primo per quanto riguarda i personaggi. Sollima mette in scena una serie di merde su due gambe senza il benchè minimo compromesso (solo con qualche forzatura, tipo la “trasformazione” di Genny). E’ impossibile simpatizzare per uno di loro, ma, in fondo, perchè dovresti simpatizzare per un camorrista di merda?! Pizzolatto, invece, è fin troppo paraculo nel mostrarci un poliziotto corrotto, che si è infilato in quella spirale per vendicare la moglie stuprata, una poliziotta rigida perchè vittima di abusi da bambina e uno sbirro macho – gay represso che è un clichè vivente. Pure il personaggio del boss interpretato da Vaughn, alla fine, cercano di fartelo piacere in ogni modo. Poi, bellissimo anche TD 2, per carità!

    • Il Reverendo

      @Rocco
      non so dirti, non ho visto la serie di gomorra, solo il film di garrone. mi riferivo proprio a suburra nello specifico in cui, senza stare a farti spoiler o rivelazioni, ad un certo punto avviene un fatto di vendetta legato ad un altro fatto, però se a me non frega nulla di nulla nè del vendicato nè del vendicatore mi sa che c’è un problema di base proprio nella costruzione dei personaggi..

    • Axel Folle

      al di la del fatto che bisogna fare attenzione a non confondere l’empatia con la simpatia e che entrambe in un film prescindono dalla natura positiva o negativa del personaggio e delle sue azioni. Capisco anche cosa dice Rev, nonostante per me il film sia largamente promosso (anche visto col metro di paragone di film esteri), empatizzare coi personaggi non è facile, soprattutto se sono così tanti e lo spazio che gli si puo dare è limitato(per questo trovo scorretto il confronto con TD2 che essendo una serie e avendo diverse tempistiche puo permettersi una costruzione dei personaggi ampissima, tant’è che se ci fate caso quando si parla di serie tv si parla piu deipersonaggi che la abitano che non delle azioni) ma appunto qui non bisognerebbe tanto richiedere empatia coi personaggi essendo un film corale, quanto piu con l’azione intesa come svolgimento della trama e qui, personalmente, senza essere un’eccellenza, il film centra il bersaglio.

  25. vespertime

    L’unico appunto negativo che posso fare è che il film è troppo derivativo di una certa serialità MA è una serialità che inventato LUI e che francamente mi piace un sacco. Un episodio lungo di gomorra girato meglio? Ad avercene. A me il film è proprio piaciuto, sia per estetica e colonna sonora (ricercata, finalmente) che per la storia. Ha quei personaggi mi ci sono affezzionat, tanto.da tifarne alcuni nonostante non ci sia uno che si possa definire “una brava persona” ma in questo cupo marasma.le.motivazione e la caratterizzazione mi ha portato di qua e di la stupendomi.anche per alcune scene di chiusura inaspettate. Questa è l’italia.

    P.s. un altro problema del film è che si inserisce in tutta una serie di altri film , peggiori, che trattano sempre gli stessi argomenti. Come se per fare un film di spessore devi per forza parlare di Mafia. Mi piacerebbe vedere anche altri.

    • Rocco Alano

      Non è che devi parlare per forza di mafia, però, di fatto, è lì che incancrenisce il paese…. almeno tiriamoci fuori roba figa come questa,

  26. Joe Manzillo

    Per una volta riesco a scrivere un commento in tempo e non dopo una settimana dalla recensione. Sono d’accordo in pieno con la recensione. È un grande film. Per me totalmente inatteso perché prima di questo film non amavo per niente Sollima. Ne avevo discusso anche su queste pagine con un utente. Devo fare ammenda. Sollima è uno davvero bravo, ma proprio da non crederci. E questo diamante cinematografico è là che risplende e porta la sua firma. Secondo me la vetta attoriale è la tossica, attrice da premio Oscar o quanto meno da Coppa Volpi dalla quale mi aspetto una carriera alla Anna Magnani. Il momento cinematografico dell’anno l’inseguimento con sparatoria nel supermercato, autentica metafora del consumismo oligarchico contemporaneo che schiavizza i giovani. Ma poi: musiche bellissime, fotografia con i colori di Magritte e una sceneggiatura che levati. Bravissimo anche Elio Germano che fa il gay con una naturalezza che verrebbe da crederlo tale anche nella vita reale (e c’è chi giura di averlo visto fisso in Via San giovanni per immedesimarsi). Altro premio Oscar ai dialoghi. Capolavoro totale. A questo punto spero di non dover aspettare toppo per vedere la serie tv. Intanto mi finisco Gomorra che avevo lasciato impunemente a metà. Sub-urra. Gom-orra. Il prossimo chiuderà la trilogia della …? Pup-arra.

    • david

      ma è una presa per il culo?

    • Joe Manzillo

      @David No no, sono serio. Ho scherzato un po’ nel finale con i titoli che Sollima si sceglie tutti in urra, arra e mi sono lanciato con Puparra ma a parte questo aspetto scherzoso credo che Sollima ci abbia veramente regalato una nuova generazione di attori. E sono dei giovani che hanno molta strada davanti. Giovani con un talento mostruoso. Perché Sollima non si rifugia in vecchi schemi precotti ma parla del presente, del mondo in cui viviamo ed è così che deve essere il cinema. Farti entrare in salotto la realtà, farti capire in che società vivi. Ce li ritroveremo in molte serie e in molti film, i giovani talenti di Suburra, ne ho la certezza. Il numero 8, per dirne un altro, è una belva. Il mio sogno è che si faccia uno spin off solo su di lui e la sua vita, da bambino che a scuola picchia la maestra fino ai primi rave party e uccisioni sulla scogliera. Mi-ti-co.

  27. Slum King

    Secondo me la scena madre è meno madre di quello che dovrebbe essere per il semplice fatto che a Sollima gli hanno cagato il cazzo per l’epicità di Romanzo Criminale con conseguente idolatramento dei cattivi e ora ogni volta che deve far esplodere il tutto preferisce anzi l’anti-climax. Il prossimo passo della sua evoluzione sarà sbattersene delle critiche.

  28. Per me sto giro le critiche stanno davvero a zero. Finalmente un film di genere italiano che racconta l’Italia contemporanea FATTO MEGLIO dei recenti film americani di genere – vedi Black Mehss – dove la sceneggiatura è eccellente, gli attori recitano di dio, la tensione è perfetta e non c’è un singolo particolare fuori posto. Io poi una certa evoluzione da Romanzo Criminale passando per Acab e Gomorra l’ho vista, in termini di personalizzazione dello stile e anti-mitizzazione dei cattivi (giusta, consapevole e soprattutto coraggiosa, dato che è molto più semplice in termini narrativi ritrarre il gangster come un eroe), e tutto in senso positivo.

    Si critica la struttura alla pilot da serie tv ma quello è un altro punto a favore di Sollima, che è arrivato dov’è adesso perché è uno che pensa anche produttivamente in modo vincente, e ben venga se da sto film verrà tratta una serie. Poi ha rotto il cazzo sta lagna “eh ma le serie non sono cinema”, voi vivete fuori dal mondo amici, House of Cards è il miglior cinema drammatico degli ultimi decenni e Breaking Bad il miglior cinema thriller, fottesega su quale schermo si vede.

    Se criticate Suburra vi meritate di essere legati a una sedia a vedere per 4 volte di fila il film di Sorrentino (manco ricordo il titolo, quello lì col giornalista anziano Roma e la noia), vi meritate.

    • Steven Senegal

      Sì vabbe però secondo me gli si fa pure un po’ di torto a perorare la sua causa con “vi meritate prodotto X che non c’entra un cazzo e ha un altro mercato”. Ok, è l’unico che fa robe così, mabasta questo a perdonargli le cose meno riuscite o finiamo al volemmose bbene?

    • Mah è sul meno riuscito che non siamo d’accordo. Ad esempio, a parità di qualità di realizzazione, il meccanismo di andare dalla storia particolare al quadro generale, dai piccoli personaggi ai grandi eventi, mi sembra sempre più perfezionato, anche rispetto a Gomorra.

      Rispetto alla quasi totalità del cinema italiano non si perde in psicologismi d’accatto con dialoghi interminabili, qua la psicologia dei personaggi è tutta definita attraverso l’azione, e una volta avviata la macchina azione-reazione non si ferma più. Non c’è un solo personaggio che mi sia sembrato forzato, ma nel contempo certe svolte non sono nemmeno così prevedibili.

      Insomma io non ho visto una sola scena superflua, es. SPOILER anche la cornice delle dimissioni del papa è una bella idea proprio per mostrare/arrivare alla scena dove si vede che non influisce per nulla sui traffici della chiesa con la mala, lo stesso la caduta del governo per l’epilogo della vicenda di Favino.

      In sintesi se Romanzo Criminale per me è 8, Gomorra è 9 e Suburra è 9+

    • Steven Senegal

      insomma, la roba del pontefice lì non è che sia na cornice eh. Mi pare che ci sia preciso intento di piegare la cronaca (e il momento delle sue dimissioni) all’esigenza narrativa di sta apocalisse di potere, di religione e nelle strade. Soltanto che il meccanismo narrativo non è che sia così inesorabile come in altre sue opere(es a caso, il ritorno in italia del boss avversario dei savastano e la morte dello scugnizzo): alla fine la crisi politica non cambia di una virgola il watercoso di ostia, sulle strade non capita nessuna guerra pesa fra clan, son due comprimari a fare la parte del leone, del papa chissenefotte.
      Ecco, una roba che vorrei forte: sollima che fa un polizziotesco senza di mezzo la cronaca recente o meno, velata o no. Che lasci da parte i cataldi, G8 e scuola Diaz, clan e ste cose e faccia un film nudo e puro

    • vespertime

      questo è quello che anche io ho avuto (un po) da ridire. Sui temi. Però sono anche d’accordo con Dark. Il citazionismo alla società attuale, politica, religiosa, ecc ecc E’ un punto di forza. E’ il suo voler parlare di qualcosa di attuale, magari di denuncia ma non rinunciando a fare cinema di genere. E’ un qualcosa in più che per me super ok. Non sarebbe ok se li usasse sacrificando tutto il resto, mostrando spocchia da “autore di satira sociale”, ma Sollima non lo fà, rimane coi piedi per terre, perfeziona la confezione e fa un film dritto, di gente che si prende e si spara in faccia. Perché sta cosa che appena uno mette una musica giusta e due inquadrature pulite e viene additato come uno stronzo proprio no perché sono stronzi quelli che pensano che “se non è sgrezzo fa schifo”. Ho letto tutte le lamentele e boh, sinceramente ancora non capisco quale sia il problema.

      La storia dell’apocalisse è metaforicamente perfetta, con tutte le metafore che ritroviamo all’interno del film che ne fanno da motore. In una storia dove la “fine del mondo” è una governo che cade, un papa che per la “prima” volta nella storia MOLLA e delle strade dove ormai comanda chi non deve comandare. Pensavo che facesse finire tutto in modo più nero, senza speranza, ma invece, nonostante tutti, due poveracci riescono persino a uscirne o, perlomeno, ad avere una piccola vendetta che magari, viste le reazioni precedenti, probabilmente durerà pochissimo.

    • Il punto è che un film italiano di genere (poliziesco ma pure horror) “duro e puro”, anche fatto da dio, oggi non se lo inculerebbe quasi nessuno perché quel pubblico lì (per il cinema italiano) non c’è più da decenni. E’ rimasto solo quello delle commedie che infatti incassano bene anche quando sono delle ciofeche.

      Quindi produttivamente è inevitabile che Sollima/Sky e Netflix cerchino di attrarre anche gli amanti del cinema drammatico, d’autore, d’impegno civile ecc… a cui magari il genere puro lo schifano, sempre però rispettando il genere (in particolare non annoiando). Poi se con un film crime non parli della realtà attuale di cosa parli?

      I film di genere italiani “duri e puri” magari li vedremo fra 10 o 20 anni, e se non ci fosse Sollima adesso pure fra 30 o 50…

    • Non sono molto d’accordo con voi.
      Dare al tutto il taglio verosimile del “vi presento il Paese in cui viviamo” potrebbe essere come dite voi una richiesta del mercato, per cui senza questa cosa non è possibile fare i numeri che servono per giustificare un progetto così, oppure potrebbe essere la comfort zone da cui Sollima non riesce / non vuole uscire. Io non lo so dove sta la verità.
      Però tutto sommato non avendo sbagliato mai un colpo fino ad ora (in termini di critica, poi non so i numeri di ACAB) forse ci si poteva aspettare qualcosa di più coraggioso.

      SPOILER A PIOGGIA

      Il politico è a tutti gli effetti un pistolotto che ha l’unico vizietto delle troie minorenni e che finisce nel casino perchè, ovviamente, una di queste muore male. Direi che è piuttosto smorzato come colpo, se vuoi parlare delle connessioni stato-mafia.
      Il ruolo dello IOR nella vicenda è buttato via, c’è perchè fa bello mettercelo, ma si riduce ad un’immagine superficialissima dipinta in tre battute che, insomma, non vuol dire moltissimo. Anche qui si poteva fare meglio, direi.
      Cosa resta? Banda della magliana e criminalità rumena. T’avessi detto che critica sociale.
      Come dicevo sopra, non discuto il film in se perchè è bello, però l’impressione del freno a mano tirato mi resta. E le scelte polite in un film del genere non le capisco, visto che nessuno impone di parlare del PAESE REALE quando si fa un poliziesco.
      E quindi, a rischio di essere ripetitivo, mi pare manchi proprio il tentativo a voler fare di più rispetto alle serie. E non vorrei la cosa diventi un limite per Sollima…

    • Steven Senegal

      quoto tutto Manq e dico che alla fine che tutta la seconda parte di gomorra-la serie (a mio avviso la migliore, quella dove appunto c’è l’incedere degli eventi aka lo scontro inevitabile dopo la soporifera parte centrale dedicata a donna imma) non è altro che fiction. Di genere o come la si vuole definire ma senza preciso radicamento nella cronaca-costume attuale. Per intenderci, l’immortale vs genny vs coso lì l’altro boss che sembra Scialpi potresti benissimo prenderli e trasferirli in qualsiasi altra realtà/società d’europa e funzionerebbe uguale. Perchè? Tempi della narrazione, intreccio, coinvolgimento che suburra si sogna. Quindi per me sì, il prodotto non deve necessariamente accompagnarsi ad eventi reali recenti e se qualcuno s’è inculato la parte finale di gomorra, si inculerebbe tranquillamente un prodotto simile al cine. Dai oh, loro ci hanno pure giocato un sacco su sta cosa che anticipavano tutta Mafia Capitale e certe cose buttate lì a caso sanno anche un po’ di ruffianata
      Poi oh non so se l’ho detto ma il film è bello e ci sta tutto, ridimensioniamolo un po’ però

    • Steven Senegal

      dai sta cosa dell'”apocalisse” è un metaforone da premio sylvester albero della vita: la pioggia che lava i peccati, un governo che cade (ma poi per l’altra fazione è un’apocalisse uguale?) i liquami che risalgono dalle fogne (aka gli imbrogli del potere che vengono a galla, dio mio)
      Poi sarà che ormai la cronaca l’ha superato in 4° sto film ma a me certe robe mi son sembrate stereotipo trito e ri-trito: politico + droghe + troie minorenni, speculazione edilizia, pr con villa per feste e troiai, boss col cane del dimonio etc…

    • Ok ma la cosa eccellente (per noi calcisti almeno) è che l’impegno sociale e il ritratto dell’Italia contemporanea appunto li tiene sullo sfondo, con brevi accenni (del resto per approfondire bastano le cronache di tutti i giorni), mentre si concentra sui personaggi e la storia che li lega senza nulla di superfluo. Qua c’è anche la consapevolezza che sta facendo un film e non una serie, infatti in Gomorra avendo più tempo vari aspetti più documentaristici li approfondisce, qui avrebbero solo spezzato il ritmo quindi giustamente no.

    • Che poi dai, pure alla fine quando…

      SPOILER LIKE THERE WILL BE NO TOMORROW

      … qualcuno chiama Samurai e quello dice al telefono che: “Massì, pure che cade il governo chissene, faremo accordi con quelli dell’altra parte” mi ha fatto cadere i coglioni. Ma un film così lo puoi chiudere con un qualunquismo del genere?

      Oh, più ci penso e più mi ci incazzo su sto Suburra.

    • vespertime

      ma è l’italia che è qualunquista. Per me ci sta TUTTO. Come dici tu tiene tutto sullo sfondo e porta avanti quello che ci piace a noi. Cambia un po’ la confezione per prendersi più pubblico? Ok, quindi? Facendolo ci toglie qualcosa a noi? No. Il cinema cambia e chi si aspetta un polizziottesco come si facevano negli anni 70 si metta l’animo in pace che il cinema, fortunatamente, è pure andato avanti. E non lo dico perché penso che sia il miglior film del mondo ma semplicemente perché, come ho già detto, le critiche continuano a sembrarmi poco costruttive. O, come si usa dire, fare “la punta al cazzo” su qualcosa di cui dovremmo essere contenti e invece no, andare a prendere il pelo nell’uovo e farne un argomento principale di discussione. Pure la questione “televisiva” alle volte non la capisco. Si è fatto tanto parlare in questi anni che la televisione, con la serialità, si è molto avvicinata al linguaggio televisivo con un taglio maturo e una tipologia produttiva più impegnata e ora tutti a parlare al contrario. La televisione si è avvicinata al buon cinema e il cinema si è avvicinata alla buona televisione. Cosa c’è di sbagliato in questo?

    • vespertime

      *ovviamente intendevo che la televisione si è avvicinata al linguaggio cinema*

    • Steven Senegal

      ebè mi sembra ovvio che sto facendo la punta al cazzo, ho detto che sono suo supertifoso e che è bello. Ma è quel fare la punta che passa da “film dell’anno” a “bel film con qualche sbavatura”. Sbavatura che tra l’altro molti tra commentatori e critica hanno notato (chi una cosa o un’altra). Ma come ti dicevo in altra sede, mi rendo conto che è un mio problema

  29. Steven Senegal

    Confezione ottima tra fotografia-location-musiche (anche se a volte sparate a manetta a caso), storia così così con qualche vistoso calo di ritmo e e nulla di eclatante. Ellamadonna poi tutto sto tono solenne e grave “l’apocalisse” “3 giorni all’apocalisse” e poi che è? Un governo che cade e un papa attaccato con lo scotch carta alla sceneggiatura, capirai
    Sempre sia lodato san sollima e i suoi dvd di romanzo criminale che tengo sul comodino ma tolto il fatto che è l’unico a fare quello che fa in Italia (ancora, che il Signore lo preservi in salute sempre fino alla veneranda età del babbo) stando al solo film, tra le sue opere, a me pare la sua cosa meno riuscita. Boh sarà che a un certo punto ti viene pure da pensare “to’, un politico che va a troie minorenni, to’ gli zingari che fanno brutto, tò
    SPOILER
    un altro re de roma ammazzato sotto la pioggia sotto casa della mamma”
    FINE SPOILER
    alla fine non è che ti piglia poi così di sorpresa questa suburra. Che poi lui era bravo, giassepevamo

    • Cristoforo Nolano

      SPOILER ALERT!

      Personalmente ho trovato invece molto carina l’autocitazione della morte sotto la pioggia… il nuovo capo della vecchia guardia muore allo stesso modo del primo capo, un attacco inaspettato in un clima di supposta invincibilità.

    • #TeamSenegal

    • Il Reverendo

      si ma cioè per vedere sto film dovevo aver visto pure i telefilm legati ad altre robe? potevano dirlo se era tutto un minchia di universo condiviso stile marvel del cazzo, che mi risparmiavo i 7,50 del biglietto del cinema

      (capitolo a parte sul fatto che 7,50 sia un prezzo allucinante per un biglietto del cinema)

    • Cristoforo Nolano

      Allora Reverendo, non prendiamoci per il culo. Se non hai visto Romanzo criminale (esticazzi recuperalo!) vedi una morte di un vecchio della Magliana sotto la pioggia dopo aver fatto visita alla madre. Se hai visto la serie becchi anche la citazione della morte del Libanese. Non è che nel primo caso il film va a puttane e ti perdi un dettaglio fondamentale per la trama, è semplicemente una chicca.

    • Axel Folle

      “si ma cioè per vedere sto film dovevo aver visto pure i telefilm legati ad altre robe?” no questa è una minchiata. come dire che per vedere tarantino devi vedere i millemila film che cita. insomma, no.

    • Il Reverendo

      ho chiesto proprio per capire se si trattasse di citazioni o proprio di passaggi legati alla trama

  30. hunter

    Certo che ormai in Italia vi bastano du’ pistolettate in un film per gridare al miracolo e bentornato al “glorioso cinema di genere”…
    “Milano odia” di Lenzi lo piglia a tutt’oggi a scorregge in faccia a ‘sta ciofeca di Suburra..

  31. Ron Jeremy Irons

    Per me è un film B-E-L-L-I-S-S-I-M-O! Una grandissima sopresa!
    Finalmente un noir italiano con i controcaxxi!

    Direi che è diverse spanne sopra ad A.C.A.B, senza dubbio.

  32. malintenzionato

    Qualcuno della redazione ha visto alla festa del cinema di Roma “Lo chiamavano Jeeg Robot”?

  33. AnnaMagnanima

    dunque, devo proprio ringraziarti, @casanova, e ti spiego anche perchè.
    appartenendo fino a stamattina alla (spero) ristretta cerchia di “quelli che per partito preso non guardano nulla d’italiano”, ed essendo io tra le più permalose delle creature umane, il tuo post mi aveva molto molto offesa quando nomina la “mia categoria” MA visto che sono bella, ricca, intelligente ed ho anche molto tempo da perdere, sono andata al cinema a me più vicino al primo spettacolo che ho trovato ed ho visto suburra proprio per poter negare con consapevolezza tutto il tuo elogio.
    e invece poi ho cambiato idea. questo film è proprio un gran bel film. concordo su quasi tutto ciò che scrivi. a tratti ha la colonna sonora un pò invadente anche se verso la fine si aggiusta e non credo che si senta poi tanto la mancanza della scena in cui devono confluire tutte le dinamiche, anzi, a me la sequenza finale della tossica è sembrata una sorta di cerchio che si chiude. tutto perfetto. stasera mi recupero anche il racconto dei racconti. e da oggi mi guardo qualche film italiano in più. ma solo se lo consigliate voi.
    grazie di esisistere, 400calci.

    ora vado a leggere 2 commenti e tutti i post che mi sono persa…niente meno, vado un week end a Paris e trovo tutta sta carne sul fuoco…

  34. pasqualobianco

    Una volta si diceva che un calabrone pesa troppo per volare,
    ma lui non sapendolo vola lo stesso.
    (Da parte mia il suburra lo quotolo)

  35. Steven Senegal

    ehm scusate, lungi dal voler fare polemica, ma la quote “film dell’anno…”, scherziamo?

  36. Helzapipping (ciobin)

    Casanova, guarda questa cosa di avere messo tra parentesi (ciobin) per darmi del coglione è anche simpatica. Te la passo. Ma cancellarmi i commenti e inseguire tutti quelli che dicono male del film con una risposta personale, solo per recuperare consensi alla causa, fa un po’ di te un portaborse.
    Cosa ti hanno offerto in cambio di questa genuflessione ? Se sei un uomo, non mi cancelli (anche) questo commento e mi rispondi. Non avere paura delle mie parole. Sono solo parole. Io sono qua, davanti al tuo commento. Ad un centimetro dal tuo commento. E non mi muovo. Questo, si chiama controllo. Una cosa che tu non capirai mai.

    • Guarda, i commenti io non posso cancellarli, manco dalla mia alta posizione di portaborse. I commenti te li toglie chi gestisce il sito se esageri. Non è la prima volta, come sai bene. Probabilmente non sarà manco l’ultima. Se te li tolgono vuol dire che esageri, come anche io ti ho detto in tono chiaro e deciso fin dalla tua prima uscita in tackle da dietro oggi. Rispondo solo a chi dimostra di pensarla in maniera diversa con le proprie motivazioni. Oppure chiedo lumi se le motivazioni non ci sono.
      Non ho insultato e non è che scrivo per portare acqua al mio mulino.
      Semplicemente discuto sul sito per cui scrivo di una cosa di cui ho scritto io.
      Fermo lì adesso, eh?
      Non ho paura delle tue parole e non ho bisogno di lezioni di controllo da chi cambia nome ogni due recensioni per poter fare il birbante. O da chi parla da uomo d’onore di “controllo” e knowledge su un sito di cinema.
      Faccela.

    • LannoScorsoAValVerde

      Ma siamo arrivati a urlare “kitipaka?!1?” anche su questo sito?
      Ma che tristezza.

    • david

      ma la tristezza di essere il troll del sito? non te ne rendi conto? Lo zimbello della situazione… che poveraccio!

    • AnnaMagnanima

      ma quale controllo?
      se ti fossi saputo controllare lo avresti dovuto fare dieci commenti fa.

    • pasqualobianco

      Il villaggio globale non per tutti è ancora chiaro, purtroppo.
      https://vimeo.com/142719327

  37. Mamma mia che amarezza. Sabato la mia fidanzata che lo vuole vedere a bestia si è presa l’influenza e non siamo potuti andare e il dispiacere è tanto per non avere visto il film e tanto per non poter partecipare al dibattito che è interessantissimo e sanguigno come ogni volta che si parla di roba italiana.
    Amen

  38. Darren Aaroneckart

    Magari “empatizzare” é un parolone, peró il personaggio di Samurai mi é piaciuto un sacco. Niente di originale o mai visto, ma reso bene, un personaggio che come il Mastino di GoT ha una sua, seppur perversa, morale, e si infila a cazzo duro nelle situazioni per risolverle e tutti zitti.
    In TD2 l’unico con cui un po’ ho empatizzato é il boss Frank, gli altri son proprio stereotipi con delle facce, niente piú e niente meno. Anche lui eh, ma almeno era simpatico mentre glo altri c’avevan sempre sto dramma addosso che minchia…

  39. Darren Aaroneckart

    Merda volevo rispondere al reverendo ma il commento é finito qua sotto..

  40. Lopp

    Bellissima recensione!
    Non sono solo d’accordo sul fatto che la colonna sonora sia invadente. Anzi io l’ho trovata coinvolgente . Del resto anche iN ACAB le musiche scelte sono azzeccate.
    Lunga vita a Sollima

  41. Dr. Stranamorte

    Ancora lo devo vedere e sono contento che sia uscita una recensione positiva.
    Volevo ringraziarti, Casa, per il link di Elfo Scuro. Mi hai fatto tornare indietro nel tempo.

  42. Nico la Scheggia

    Bello e prezioso

    Comunque adesso inserire Outro degli M83 nella colonna sonora di un film sta diventando un vizio

  43. overdoze

    Il film non l’ho visto ma ho una domanda, soprattutto per chi ha scritto la (bella) recensione.
    Perchè il (poco) genere che si fa in italia non riesce quasi mai a distaccarsi dalla realtà? Perchè in un film di genere devo sentir parlare o tirar fuori Berlusconi, la politica e tutte ste rotture di coglioni puramente e solamente italiane? Si riuscirà mai a far genere, quello vero, senza doverci tirar dentro per forza qualche scandalo o scandaletto di ieri o di oggi? Perchè questo piccolo particolare mi fa ricordare che un film è girato in quest’inutile paesucolo anche fosse l’ira di Dio, per me è un grosso punto a sfavore.

    • Ruggero Deodorantato

      Temo che sia l’obolo da pagare per dover vedere qualcosa del genere.. se non li travestono da film di denuncia hanno paura di non vendere

  44. zibibbo

    bella rece, d’accordissimo sul grazie a questi signori per aver dato nuovo sfogo al cinema italiano (magari tra qualche anno ci lamenteremo che non si fa altro) e….non bannate il troll per favore che sono una specie in via d’estinzione
    #SAVETHETROLL

  45. Schiaffi

    Mentre leggevo i commenti ho creduto di aver aperto per sbaglio fattoquotidiano, poi ho controllato e invece stavo nel sito giusto. Madonna che amarezza oh, é peggio che trovarti i rom che ti hanno cagato in casa mentre eri via.
    Cmq film bomba promosso a pieni voti, uniche pecche una struttura un pó troppo da serial e la meretrice inutile che chiude il tutto assolutamente fuori luogo

  46. Ruggero Deodorantato

    Visto venerdì sera e aspettavo con molta ansia questa rece. Salvo sconvolgimenti dell’ultimo minuto, Suburra è il mio secondo film dell’anno dopo Fury Road. Sta al secondo posto per alcune soluzioni di sceneggiatura/montaggio che proprio non mi sono andate giù:

    OCCHIO AGLI SPOILER

    1) Come cazzo fa Sebastiano a stendere di botte Anacleti e ad ammazzarlo indisturbato? Tra l’altro è stato appena rotto in due e gettato fuori casa dallo stesso, come ha fatto a rientrare? Possibile che a parte i due scagnozzi non ci fosse nessun altro a fare la guardia?
    2) Come cazzo fa Viola a rintracciare la casa di Mamma Samurai?
    Sono due scene visivamente molto belle ma hanno poca giustificazione, secondo me.
    3) forse più legato al montaggio: una scenetta giusto di 30 secondi con Favino di nuovo a casa col figlio, prima di andare alla cena tra parlamentari, potevano anche inserirla
    4) Il discorso di Favino quando se ne fotte di un possibile processo in quanto parlamentare: mi è sembrato un po buttato lì, giusto per far incazzare il pubblico e/o far contenti i manettari

    Per il resto è un filmone della stramadonna, a mio parere, e Sollima è già un punto di riferimento per i prossimi anni. Ho letto critiche assurde, tipo che è brutto perchè in certe cose ricorda Fincher ed in altre Scorsese! Caspita, sarà un pregio e non un difetto no? Avercene! Come dice giustamente overdoze è ancora molto legato a fatti reali: spero che Sollima andando avanti riesca a fare del genere puro al 100% e a scrollarsi definitivamente di dosso questi rimasugli di cinema verità che ormai hanno rotto e di sicuro non sono quello che spinge lo spettatore a pagare il biglietto. Questo si ricollega al fatto che c’è ancora tantissima strada da fare per vendere prodotti del genere nel nostro paese: i distributori ce l’hanno venduto come il film “su Mafia Capitale e sulla politica corrotta” e, restando nel mio orticello, ho almeno 4 amici che lo hanno snobbato e sono andati a vedere Johnny Depp.. se ce lo avessero venduto per quello che è (un film coi controcoglioni sui gangster) secondo me staccavano più biglietti. Altra martellata che si sono tirati i distributori è stata il farlo uscire su Netflix subito, così adesso chi vuole guardarselo in streaming se lo trova anche in qualità dvd.. tutti segni che i nostri produttori ci credono ancora molto poco nel genere, anche se a farlo è Sollima. Spero che nonostante queste difficoltà il film riesca ad incassare bene perchè adesso che abbiamo un apripista come Sollima, c’è la possibilità di iniziare di nuovo a lavorarci sul genere.
    PS: il remake di Suspiria non potevano provare ad affidarlo a lui anzichè a Guadagnino? Cosa c’entra Guadagnino con l’horror?

    • SPOILERON

      Su primi due punti, secondo me si giustifica dal fatto che sia il boss rumeno sia Samurai si sentono intoccabili e quindi prendono poche o nulle precauzioni (vedi quando Samurai va a far la prima visita da solo al pelato di Ostia e la ragazza rimarca con stupore la cosa). Quindi ci sta pure che lì a Roma tutti sanno dove abita sua madre.

    • mica vero quello che dici.
      Io l’ho visto con persone che invece si aspettavano qualcosa di più sul versante verità Più riferimento al reale ed è stato detto anche più documentaristico.
      Quindi non affermerei che la gente vuole solo il romanzo inventato.

  47. Però molti di voi mi devono spiegare una cosa, se un film poliziesco/gangster/crime italiano non parla dell’attualità del proprio paese di cosa ceppazza dovrebbe parlare? Di Al Capone? Delle favelas brasiliane? Della yakuza?

    Pure quelli degli anni 70/80 parlavano di rapine, sequestri, strategia del terrore, mafia e malavita dell’Italia anni 70/80, mica di quella anni 20… cioè boh su sto filone di critiche non capisco davvero il punto, stiamo parlando di un genere fin dalla nascita ancorato alla realtà qui, non di horror o fantasy.

  48. Bobby Han Solo

    Ho visto il film. La colonna sonora mi è sembrata adeguata alle varie situazioni (Outro ci sta benissimo e mi gasa sempre a palla). Come noir è perfetto. Ha anche un vago sapore western (retaggio forse di Sergio?). Ottima fotografie sempre nitida anche di notte. Insomma un buon film

  49. Axel Folle

    Ma infatti io una cosa volevo dire, adesso, penso che qua nessuno o quasi abbia parlato di capolavoro e infatti Suburra capolavoro non è, e dico io tra capolavoro e film pacco ci passano infinite sfumature e veramente qua tanti vogliono infilare il film in quest’ultima categoria? No perché se così fosse c’è poco da discutere capite una ceppa

  50. piaciuta tanto la fotografia e sono daccordo che a tratti la musica era invasiva. Però a conti fatti mi è sembrato di vedere una puntata di romanzo criminale aggiornata.
    “Roma m’appartiene” “Vieni a casa mia a fa quello che te pare” “Stecca para pe tutti” ecc…
    Carino tutto sommato ma mi aspettavo forse un passo ulteriore in avanti

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