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Una recensione seria: Lo chiamavano Jeeg Robot

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Questo sarà un pezzo molto serio, perché serissimo è l’argomento trattato. La prima cosa che ho pensato uscendo dalla visione di Lo chiamavano Jeeg Robot è stata “Sta succedendo qualcosa nel cinema italiano”. In pochi giorni avevo visto Suburra e questo, qualche mese prima mi ero perso l’altra grande sorpresa italiana, vale a dire Non essere cattivo di Claudio Caligari – che non ho ancora visto, per la verità, ma di cui tutti mi hanno tessuto le lodi all’unanimità.

Ora, da questi tre film salta fuori un pattern inusuale nel nostro cinema degli ultimi trent’anni: c’è gente che vuole fare dei film. Non delle robe ambientate principalmente in una cucina, girate tipo “punta la camera e grida azione” e col sonoro registrato col microfono dello Studio Stereo 4 dalla stanza accanto. No. Dei “veri” film. Con una regia pensata, una sceneggiatura limata il giusto, attori bravi ma soprattutto diretti bene. O, per meglio dire, semplicemente “diretti”, che è una cosa che normalmente in Italia non si fa. Normalmente si prende Elio Germano e gli si fa fare Elio Germano, Giuseppe Battiston e gli si fa fare Giuseppe Battiston. E il sonoro, non fatemi neanche iniziare a parlare del sonoro: una delle cose più importanti del cinema, quasi più delle dimensioni dello schermo, spesso da noi è totalmente ignorata. Ma le cose stanno cambiando.

Lo chiamavano Jeeg Robot ne è la dimostrazione. Ah, e spacca davvero.

SIGLA DOVEROSA.

(Ma quel cazzo di moog? Geni.)

Passo indietro. Gabriele Mainetti è un attore che ha diretto solamente tre corti prima di Jeeg. Uno di questi corti era Basette, omaggione a Lupin III che già era un bel segnale, in cui per altro Mainetti faceva una cosa saggissima come chiamare Marco Giallini a fare Jigen. Perché Giallini È NATO per fare Jigen. Ma sto divagando. Basette è di nove anni fa; nel frattempo Mainetti ha diretto un altro corto, Tiger Boy (e siamo sempre lì), e ora finalmente ha avuto la sua occasione. E non l’ha gettata al vento.

Il film si apre con una ripresa aerea di Roma – e già qui io avevo il cuore che mi scoppiava. Quanto amore per la regia, questa sconosciuta. Quanta voglia di non iniziare il film con il totale di una stanza da letto, ma con un inseguimento a piedi per le strade della CAPITALE in cui montaggio e sonoro sono finalmente a livello delle produzioni internazionali. Cinema di menare puro e semplice: c’è un ladro, Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria, aka Batman) che scappa dagli sbirri e finisce in un barile di scorie radioattive come Toxic Avenger, e gli vengono i superpoteri. E lo so che è l’origine più lame mai vista, ma a Mainetti non gliene frega un cazzo, a lui interessa quello che verrà dopo. Non il “come” dei superpoteri, ma il “cosa” ne farà Enzo.

L'eroe.

L’eroe.

Ed è qui che diventa ancora più evidente come il film sia qualcosa di mai visto prima in Italia, perché prende una piega di una scorrettezza totale. Enzo mica diventa subito un eroe, ma usa ovviamente i poteri per rubare meglio e cavarsela dalle situazioni più brutte. Finché non incontra una pazza scriteriata (Ilena Pastorelli, che viene dal Grande fratello ma che è perfetta nel ruolo, e diretta benissimo) fissata con Jeeg Robot, che si convince che Enzo sia in realtà un eroe e convincerà di questo anche lui. Qui succede la cosa meno calcistica del film, ovvero nasce una improbabile storia d’amore che diventa un po’ il focus di buona parte del secondo atto. A un certo punto c’è un calo di ritmo evidente, ma il loro rapporto è giocato così bene ed è talmente bizzarro da non essere mai catalogabile come love story standard da film di supereroi. C’è davvero della follia in entrambi i personaggi, molto più che latente. Sono due disperati ai margini, e questa cosa mi ha conquistato. E poi c’è lui.

Il VERO eroe.

Il VERO eroe.

Luca Marinelli, rivelazione numero uno del film, un Joker de borgata (grazie, Jackie Lang) esagitato, ossessionato dalla fama, che ama riprendersi col telefonino mentre massacra la gente. Marinelli, geniale punto di incontro tra i fumetti americani e l’universo malavitoso alla Romanzo criminale, è protagonista di alcune delle scene migliori del film e si lascia andare a sprazzi di violenza omicida esilarante, nonché a un overacting misuratissimo (se è possibile una cosa del genere), che dimostra quanto sia bravo e in palla col tono stabilito da Mainetti. Che da parte sua riprende tutto dritto per dritto, non nasconde neanche una goccia di sangue e riempe il film di sparatorie, volgarità assortite, sesso anale gay, travoni carismatici su cui vorresti immediatamente un prequel/spin-off e persino una sottotrama su degli attentati dinamitardi a Roma, con un retrogusto distopico che levati.

Lo chiamavano Jeeg Robot è anche una risposta italiana, molto tardiva, a (quel capolavoro di) Unbreakable, nel senso che parla di supereroi senza costume, in maniera “realistica” e con un certo gusto dell’understatement. Ma, essendo un film italiano, a differenza di Unbreakable è pieno di melodramma, sentimento, cuore, perché noi siamo un popolo mediterraneo caldo pizza mandolino calcio mafia. È una via tutta nostra al genere, ed è una spanna al di sopra di quell’esperimento malriuscito che era Il ragazzo invisibile. Nel senso che, mentre Salvatores ha approcciato un film di genere con la spocchia dell’autore che “guardate che introspezione i miei personaggi” e soprattutto la mancanza di un background che lo avvicinasse minimamente alla materia trattata, Mainetti ha sangue geek nelle vene, è chiaramente cresciuto con gli anime giapponesi e i supereroi. Si avvicina al genere con la voglia di dire la sua, di raccontare, certo, vite di personaggi complessi nei quartieri difficili di una grande città (Tor Bella Monaca), ma anche di spaccare tutto e farci divertire a bomba.

I feel you, bro.

I feel you, bro.

A questo punto starete pensando: “Dov’è la fregatura? Niente niente che manca il finalone?”. E io vi rispondo con grande gioia: nessuna fregatura. Il finalone c’è, eccome. Un duello spettacolare in piena regola che sfocia in un’inquadratura finale da standing ovation. Sono uscito dal cinema fomentato come una bestia. Quante volte lo si è potuto dire di un film italiano dagli anni ’80 a questa parte? Troppo poche.

Credo che il complimento maggiore che si possa fare a Lo chiamavano Jeeg Robot sia “è un film”.

DVD-quote:

“Un film VERO!”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb

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208 Commenti

  1. Axel Folle

    Premesso che il film io ancora non l ho visto (se tutto va bene vado stasera) e visto che si parlava degli incassi tutto sommato soddisfacenti che il film sta facendo, ho una domanda da fare a chi lo ha gia visto, secondo voi il film è esportabile al di fuori dell italia?

    • Emir Kostner

      Assolutamente sì, credo sia il film italiano più esportabile all’estero da dieci anni a questa parte. Leggevo che già in Francia è stato accolto benissimo (non ricordo se solo dalla critica o anche dal pubblico), ma se lo distribuiranno in maniera efficace (e dal titolo inglese scelto, come ricordava prima il buon George, pare siano anche furbi nel farlo) potrebbe incassare degnamente anche in terra anglofona. Certo, con un doppiaggio si viene a perdere l’elemento della parlata romana, ma alla fine è un po’ lo stesso discorso che succede da noi con i loro film, e poi Santamaria e Marinelli per una volta sono due attori italiani che recitano anche fisicamente (e quindi universalmente).

    • Dale Cooper

      Visto ieri sera e sì, è esportabilissimo in Europa, anche se temo non verrà molto apprezzato dal pubblico americano.

    • jax

      Qualcuno sa dirmi un calendario delle uscite estere? ho un amico in Belgio che vorrebbe vederlo a tutti i costi ma non riesce a trovarlo. Danke!

    • In Francia dovrebbe essere uscito il 30 febbraio, ma IMDb non riporta altre date di uscita per ora.

    • Ruper Tevere

      La vecchia battutona del 30 febbraio, incredibile…

  2. Axel Folle

    Ovviamente non ho potuto vedere il film stasera perché quei merda dell UCI hanno tolto la programmazione delle 8 lasciandosi quella delle 22.40. Andrò sabato.

  3. Taekwondo Vianello

    Sinceramente molto deluso dal finalone. Il film mi ha divertito molto ma tutta la parte attorno allp stadio l’ho trovata intrisa di poraccismo, la cgi brutta, le reazioni nulle delle comparse sugli spalti, una serie di maccosa sul ponte…lì il film doveva impennarsi definitivamente e invece per me si è afflosciato.

    • solero

      Proprio per questo bisogna andare a vederlo e supportarlo il più possibile, perché alla prossima occasione (che sia Mainetti o un altro con le idee buone) non “finiscano i soldi troppo presto”.
      Quindi, ciò che dici è vero, ma è anche inutile e un poco ingiusto lamentarsene.

    • Dale Cooper

      A me lo scontro finale è piaciuto nell’ambientazione (l’olimpico, per altro ci sono stato giusto settimana scorsa per RBS ed ero gasato abbestia) però concordo, lo scontro a botte a parte due/tre inquadrature rende molto poco, sembra una scazzottata qualunque. Purtroppo credo sia mancato il grano per far tutto al meglio…

  4. Ruggero Deodorantato

    La distribuzione fa veramente vomitare al pene: anche qua o te lo vedi alle 22:45, Sabato compreso, o te ne puoi andare. Ho paura che non gli basterà la sola Italia per incassare bene, spero quindi nella Francia.
    Che poi il budget di sto film è quasi ridicolo, e il combattimento finale purtroppo ne risente

  5. Dale Cooper

    Visto ieri sera, di culo, a quella cafonata del cinema space di Vimercate.
    E’ B E L L I S S I M O, io sono nato nell’86 e non ricordo di aver mai visto al cinema un film italiano che mi gasasse in questo modo.
    Mi spiace a morte per l’indifferenza che gli stanno riservando i media e, sopratutto, la distribuzione. All’Arcadia è rimasto in programmazione UNA sola settimana e solo a Bellinzago, l’UCI lo ha relegato negli spettacoli delle 22.40 (che vuol dire cominciare a vedere il film alle 11.15/20, grazialcazzo) ed i cinema di provincia lo snobbano.
    Mentre in cartellone rimangono quelle ignobili puttanate della commedia di Genovese e altre idiozie che traggono i loro magri profitti succhiando contributi pubblici al capezzolo dello stato. Assurdo.

  6. Ruggero Deodorantato

    Nonostante una distribuzione che definire oscena è un complimento, il film sta tenendo bene con gli incassi: è arrivato a 1,2 milioni, ne è costati 1,7. In italia dovrebbe recuperare le spese, spero nel resto d’Europa per i profitti. Magari un giorno potremo avere anche noi una specie di Suicide Squad nostrana.. sarebbe una cosa stupenda

    • Thomas Turbato

      1,7 battage pubblicitario incluso? perchè ci pensavo giusto l’altra sera, ok la qualità ok i pareri positivi della critica e di chi lo vede, ma se il film non GUADAGNA forte son c***i, perchè è difficile che altri produttori si avventurino a spender tanto per un prodotto comunque coraggioso se poi rifarsi delle spese è utopia.

    • Ruggero Deodorantato

      Credo sia promozione esclusa. Per ora è arrivato a quasi 2,2 milioni con gli incassi e la media per sala rimane ottima. Alla fine devono tener conto della distribuzione che l’ha penalizzato molto: non sta andando per niente male ;)

  7. George Glootey

    Visto a Roma oggi, sala piccola ma non così piccola, tutta piena, perfino la prima fila in bocca allo schermo. Wow! Grande film!!! Grande grande grande film!!!

  8. Axel Folle

    Dopo varie peripezie sono riuscito a vederlo e ringrazio iddio di averlo visto in sala perché è stato uno spettacolo veramente sentito. Se lo avessi recuperato solo ad una visione domestica me ne sarei pentito come un cane. Sarebbero tanto le lodi da tessere a quest’ opera, incominciando dai personaggi dalla loro recitazione per passare alla costruzione di e allo spessore che hanno, roba notevole. Ora so che il paragone ad alcuni parrà stronzo o altri diranno che non è vero ma voi ditemi quanti (o solo quale) film Marvel riesce a dare una costruzione così sentita dei suoi personaggi….giusto lo Spiderman di Raimi mi viene in mente. bello anche come la storia non si risparmi in sangue, sesso e scene scorrette, un aspetto che in questi anni è venuto a mancare cosi tanto che quando lo si trova lo si apprezza. Certo come dice giustamente il recensore verso la metà la storia subisce in calo del ritmo evidente (ma neanche nulla di eccessivamente grave) ma anche i rallentamenti sono importanti per definire aspetti importanti del racconto non tanto da un punto di vista dello scorrimento della trama quanto più per la gia citata costruzione dei personaggi. Ora magari rischio di passare per uno di quelli sfegatati che chiudono gli occhi davanti ai difetti ma io sta CG non l ho trovata cosi poveraccia, o meglio, è evidente che i mezzi siano quelli che sono ma è usata con tale criterio da renderla meno invadente possibile nelle scene in cui è presente e onestamente (io che odio la CG con tutto il cuore) trovo sia meglio quando la CG sia pacco ma usata col giusto occhio da non pasticciare troppo la scena come in questo caso che non quelli che te la sbattono in faccia per farti vedere quanto è ben fatta ma rimane la solita conputerata senz anima. Poi boh ci si sorbisce film di Takashi Miike o Sion Sono con la CG più pacchiana del mondo e di rado leggo di gente che se ne lamenta ( per motivi che preferisco non analizzare per non far scoppiare una discussione OT), onestamente qua l ho trovata assai meglio…ripeto non in termini puramente tecnici di definizione ma proprio per come è inserita nel contesto filmico.

  9. Axel Folle

    RECUPERATELO CAZZO

  10. Cicciput

    Appena uscito dalla visione di questo FILMONE. Nolan prendi e porta a casa. Un barlume di speranza che risveglia quella vocina nel cervello che dice “evvedi che gli italiani in fatto di cinema aprono il culo a tutti se vogliono”.
    Tutto bellissimo, non c’è una cosa fuori posto, e io che le borgate in questione le conosco bene essendo della zona, mi sono quasi commosso nel vedere finalmente sullo schermo una Roma convoncente, credibile, non da cartolina ma appesantita dai millenni e da una povertà ormai non più latente che in città si respira e che questo film trasmette in tutto e per tutto. Per chiudere voglio veramente sottolineare la prova dell’attrice che interpreta Alessia, non so se è lei che è bravissima o il ruolo che è perfetto, ma l’ho trovata strepitosa in un personaggio dolcissimo con cui è impossibile non empatizzare.
    Veramente un grande film.

  11. Shu-Shá

    Ok, finalmente visto, trascinandoci il fratellino calcista e costandomi varie amicizie (ho dovuto insultare/menare alcuni best friend da sempre che smerdavano il film in quanto “poverata italiana”).

    Comunque, per me è un grosso sì.

    Ci sono i #maccosa, ma sinceramente molto più piccoli e meno numerosi di quanto mi aspettassi.
    Marinelli MOSTRUOSO come mi avevano promesso, praticamente è in overacting costante, ma per fortuna sua e nostra e del film il personaggio lo consente e anzi ne guadagna.
    La tipa GF probabilmente sarà adatta solo per questo ruolo, ma lo fa alla grande.

    SPOILER
    La migliore scena è Marinelli che massacra i napoletanozzi, girata da maestri, la nonnina che parte per prima col ferro da stiro è fantastica, se c’è di mezzo CGI non me ne sono accorto.
    Confermo l’impressione di tutti che la scena più debole sia l’intero showdown all’Olimpico, pare proprio una roba “l’ho girata per ultima e i soli erano finiti”. Per il salto nel Tevere alla fine avrei preferito una ripresa migliore.
    Confermo anche il leggere calo di ritmo poco dopo metà.
    Ah, sapete dove si vede che in questo film c’è del mestiere? La scena “Pronto? Pronto? Ma chi è?” “STOCAZZO”. A leggerla pare la minchiata suprema, ma quanto cazzo è bella quando la vedi lì? Grandi.

    Trivia: ma nessuno-nessuno di voi ha colto la citazione del primo Die Hard quando Santamaria rinfaccia a Marinelli di essere stato al Grande Fratello?
    Per me era telefonatissima fin da quando glielo dicono per la prima volta, sono arrivato al finale con la CERTEZZA che ci sarebbe stata. Bravi, bravi, bravi.

  12. Shu-Shá

    Commento a parte per la storia d’amore.

    E’ incredibilmente tenera e coinvolgente, e questa per esempio è una di quelle cose che si diceva sopra sappiamo fare mille volte meglio noi degli ammeregani
    Ricordate UNA storia d’amore significativa tra tutti i Marvel? La “migliore” è quella tra Peggy Carter e Cap, che si riassume in “ci piacevamo ma lui è morto per fare l’eroe, NNOOOOOOOOOOOO!”

    • Peter Parkour

      La migliore, perché la più realistica, è quella (sottintesa) tra Cap e Vedova in Winter Soldier. Realistica, perché sviluppata esattamente con il linguaggio del mondo reale: è pura tensione erotica tra due persone, non esiste nessuna cazzata platonica. Lei stuzzica perché le piace farlo, a lui tira l’ormone e deve fare una fatica incredibile per fare in modo che la stima professionale non venga prevaricata da un incidente di percorso. Trovatemi un altro film di genere dove lo scambio di sensazioni uomo – donna, anche se latente, è ricostruito con la stessa personalità e salacia. E’ estremamente verosimile e per questo straordinariamente intensa in termini di resa. Parimenti, quella tra Enzo e Alessia è una storia tra due spostati, anche qui molto poco platonica (la scena del camerino) e per questo incredibilmente potente nella sua efficacia.

    • Shu-Shá

      In quel film però è superiore la tensione sessuale tra Cap e Bucky :D .

  13. Dr. Stranamorte

    Mamma mia che film! Dove c’è da essere divertente è divertentissimo, dove deve essere violento è violentissimo.. e poi è anche scorrettissimo ma anche superdrammatico.
    Marinelli io l ho conosciuto in Non essere cattivo (altro gran bel film, ma inferiore a questo) e già mi aveva convinto. Qui recita da Dio! Lo Zingaro è la summa di questo film. Riesce ad essere divertente, violento, citazionista, sopra le righe, carismatico e folle tutto insieme tanto quanto il film. Sue sono le scene migliori come quella alla festa in cui canta; quella subito dopo “l’incontro” con Marcellone (a proposito appoggio lo spinoff!); e quella a casa dei napoletani in cui fa il Joker.
    Oh a me è piaciuta anche il rapporto fra la ragazza ed Enzo. Per nulla la classica storia d’amore, anzi molto più di questo: Entrambi trovano nell altro ciò che è sempre mancato nelle loro vite, in maniera coerente con ciò che abbiamo capito dei due durante il film.
    Non so se il paragone sia azzardato ma il mix di violenza, emozioni forti e drammaticità dei personaggi mi ha ricordato un certo cinema sudcoreano.
    Per quanto riguarda il finale, le idee e le capacità c’erano tutte, ovvio che non regge il paragone con gli standard americani semplicemente a causa del budget. Continuo comunque a preferire questo ad un qualsiasi Avengers del piffero

    • Shu-Shá

      SPOILER

      Ci vedo la citazione del Joker di Nicholson, nella scena in cui fa a pezzi i camorristi, anche quando balla con la boss (Kim Basinger) prima di stritolarla.

      Io non so immaginare quando cazzo si è divertito ‘sto cristiano a fare quella parte, è proprio vero che esistono lavori da superprivilegiati.

  14. Ruggero Deodorantato

    E vogliamo liberare della possibile citazione al Batman di Adam West “certi giorni non sai proprio come liberarti di una bomba”?

  15. Bud Spacey
  16. extreme noise terron

    incuriosito dal trailer l’ho visto ieri aspettandomi una commedia piena di battute alla er monnezza e cose di ferro piegate, della serie “ma si facciamoci due risate” e invece ho ammirato un film stupendo, rude ma delicato e con un protagonista che dice 1000 cose usando poche parole. Personaggi surreali, location bellissima, cupa e degradata e una storia fantastica. ecco l’italia che dovremmo avere e supportare sempre

  17. Ruper Tevere

    “SPOILER”

    e i mega ritratti stencil che gli fanno nel corso del film quanto sono fighi?

  18. Ruggero Deodorantato

    Ho letto che Mainetti sta iniziando a discutere del sequel coi produttori e gli incassi sono considerati soddisfacenti

  19. Ruper Tevere

    Abbiamo un sistema di potere in Italia (vero o solo percepito che sia, non importa) che nemmeno la Spectre, il sequel può essere veramente ambizioso…

    • Shu-Shá

      Comincia a stilare la lista titoli plausibili:

      “E continuavano a chiamarlo Jeeg Robot” (con crossover su Don Matteo a Gubbio per avere il cammeo di Terence Hill)

      “Ceccotti contro la Ka$ta”

      “Ceccotti sfida la Mafia”

      “Roma violenta 2: Enzo Ceccotti rising”

      “Lo chiamavano Jeeg Robot: borgata war”

      “Ceccotti VS Il ragazzo invisibile: dawn of justice”

    • Ruper Tevere

      Scherzi a parte, mica facile trovare un titolo ad un possibile sequel

  20. Ruggero Deodorantato

    La vera prova del nove sarà il sequel, se mai otterrà il via libera. Sono un po spaventato e parecchio curioso

  21. Axel Folle

    Un sequel spaventa molto anche me ma Mainetti pare aver preso la cosa col giusto spirito.

  22. John_Cartapest

    Esportato in america potrebbe funzionare tanto quanto ha funzionato super con ellen paige.

  23. Cristoforo Nolano

    È stato rimesso in programmazione nei The Space, finalmente domani riuscirò a vederlo. Se penso che Unbreakable è uno dei miei film di supereroi preferiti, la fotta è alta.

  24. Ruggero Deodorantato

    Comunque su facebook si parla di un cameo di Enzo Ceccotti nella nuova stagione di Gomorra O.o qualcuno ne sa qualcosa?

  25. Cristoforo Nolano

    Perché in Italia un altro cinema è possibile! (cit.)

    Per me filmone, mi ha convinto dall’inizio alla fine. Marinelli GIGANTESCO, ma anche Santamaria mi è piaciuto parecchio.

    E il fatto che un mercoledì alle 19 ci siano state una trentina di persone in sala mi fa sperare in un futuro migliore.

  26. Latte

    Visto quasi 2 settimane fa, commento in ritardo…e non posso che unirmi a tutte le lodi…film meraviglioso che si merita tutto il successo del mondo. E’ divertentissimo, ma anche cazzuto, ma anche drammatico…fonde il dramma coatto a la Caligari con il noir più trucido e il film di supereroi senza mai sembrare un collage di cose attaccate o una roba derivativa, anzi, creando un immaginario e una mitologia tutta sua nello spazio della sua ora e mezza abbondante…ma soprattutto c’è empatia, si tifa per loro, e a tratti ci si emoziona di brutto…non mi fomentavo così per un film italiano da…boh, e chi se lo ricorda…grande Santamaria, bravissima lei, IMMENSO lo zingaro Marinelli, nell’immaginario collettivo del cinema italiano SUBITO…per me tra i migliori film di supereroi in assoluto, e per cortesia non paragoniamolo alla marvel che è pure offensivo…

  27. Dama Arwen

    Questo film mi ha a dir poco esaltata! Avete già commentato tutto il possibili, non ho cose “nuove” da aggiungere.
    Però ci tengo a precisare che confido anche io in una possibilità di rinnovo del cinema italiano. È vero che per certi versi è un film un po’ di nicchia ma… diciamocelo: Checco Merdone, cinepanettone e le solite storie tipiche del cinema italiano HANNO ROTTO IL CAZZO!
    Sono molto triste per la poca distribuzione, ma spero che col potere della rete, il film possa riconquistare il prestigio che merita.
    Ho amato soprattutto il perosnaggio dello Zingaro, una sorta di Joker più o meno impazzito che è protagonista tanto quanto lo scontroso Santamaria.
    Confido anche io in un sequel… non tanto perché sia la prassi, ma come segnale che il cinema italiano possa rinnovarsi.

    • GGJJ

      Beh dai, la distribuzione lasciava a desiderare però poteva andare anche peggio, nel senso che alla fine modo per vederlo c’è stato ed infatti ha incassato bene.

      Per il resto hai ragione su tutto. :)

  28. Axel Folle

    Lo scrissi gia altre volte è un concetto che tengo a ribadire, per me non è coi bei film che si può parlare di rinascita del cinema italiano. In Italia manca una vera e propria industria cinematografica, manca una figura intelligente che gestisca il mercato. Voglio dire, non penso che in Italia manchi la gente che sappia fare cinema, mi vengono in mente diversi film degli ultimi 10 anni fatti in Italia meritevoli di attenzioni. il punto è che si investe poco sui nomi nuovi (che magari sono pure gia vecchi di età) e sui generi che non siano la commedia. È allora continuano ad investire sulle commediole marce nonostante pure queste non siano più sinonimo di incasso seEsi esclude Zalone, tanti altri nomi storici stanno floppando o puntano su “comici” del momento che però a ben vedere stanno dando risultati pessimi anche loro se si pensa ai the pills o i soliti idioti ma anche a qualche comico di Zelig o Colorado approdato al cinema in questi anni. Insomma finche inItalia mancherà una figura capace di capire il mercato rimarremo sempre al palo, alla fine i film chi ha la forza di produrli? Medusa e RaiCinema e finche in Italia non comparirà una figura come un Jason Blum o per fare un paragone più vicino a noi un Luc Besson le cose difficilmente cambieranno. Che poi lo sappiamo, i nomi citati fanno tanta spazzatura e ogni tanto roba che vale ma capiscono i generi e capiscono una cosa che i produttori italiani non valutano a dovere: rendere un film esportabile per altri mercati. Guardano più in grande.

    • Ruggero Deodorantato

      Concordo al 100%, ci serve un produttore.

    • Shu-Shá

      Amen, con un “però”.

      PERO’, vedere certi film quasi autoprodotti riuscire a sbarcarla (vedremo come andrà in Europa) potrebbe far smuovere il culo a chi le possibilità le ha.
      Se LCJR riporta a casa, ipotizzo, il 120% dell’investimento, magari qualcuno potrebbe cominciare a capire che se produce un film del genere per 10 milioni, invece che per 1, porta a casa 12 milioni invece che 200.000 euro.
      Per questo si parla di “speranza”, almeno dal mio punto di vista.

    • Axel Folle

      Ma guarda penso sia una visione più utipica ancor prima che ottimistica. Voglio dire, i produttori una cosa la sanno: il genere che in Italia porta incassi da quando il cinema esiste in Italia è sempre lo stesso da sempre, la commedia. Non da ora, da SEMPRE. DA Totò passando per Sordi, Franco e Ciccio, Banfi, Abatantuono per finire a De Sica e in ultimo Zalone. Incassi grossi a spese irrisorie perché si fondano sugli attori i loro successi non su tutto il comparto tecnico che è quello veramente costoso. È a questi chi glielo fa fare di rischiare cifre più grosse su film dal risultato così incerto. Poi certo ora ad un Sollima gli danno due lire in più dopo due serie di successo sia dentro che fuori dall Italia ma basta che Subura abbia incassato sotto le aspettative per frenare tutto, perché appunto è cinema con dei costi.
      E che l equazione investo di più = guadagno di più guadagno di più è una cosa per nulla sicura e lo sanno bene.

  29. Nk

    Ma.. solo io nella scena del duello all’Olimpico ci ho visto la citazione (“modernizzata”, ça va sans dire) del duello Lee-Norris al Colosseo de “L’urlo di Chen”?
    Il duello a mani nude, le inquadrature dei duellanti tra le colonne/piloni.. alcune inquadrature mi sembravano proprio le stesse. E poi, cosa c’è di più “Colosseo moderno” dell’Olimpico?

    Just my two cents.. :)

  30. AnnaMagnanima

    questo film è BELLISSIMO! finalmente sono riuscita a vederlo AL CINEMA ed è stato davvero incredibile. non capisco quelli che volevano uno scontro finale più lungo. secondo me è perfetto così. sonoro e colonna sonora bellissimi. e la sigla finale…incredibile cover! emozionante come mai è riuscito a fare un film italiano.

  31. GGJJ
  32. ciccio spiccio

    Dopo Suburra e Jeeg, se azzeccano anche questo il cinema italiano esiste
    https://www.youtube.com/watch?v=gBye1KgIblk

    • Shu-Shá

      Minchia, e questo da dove sbuca?
      Pare fico nonostante Accorsi. Anzi, azzardo una recensione a partire dal trailer LoL, Accorsi pare sia stato reso finalmente “libero” (ma forse è solo la naturale inflessione bolognese che lo fa sentire più vero).

      Comunque: ci fa solo a me, o pare proprio che il tizio alla regia sappia riprendere le corse di auto?

      Urge post sul trailer, redazione.

  33. Shu-Shá

    A questo indirizzo, non capire un cazzo di un film, complice il femminismo: http://www.softrevolutionzine.org/2016/lo-chiamavano-jeeg-robot-stupro/

    La recensione linkata, tra l’altro, dimostra perfettamente i danni fatti dall’obbligo della “visione autoriale” di cui tante volte su questo blog parlando di cinema italiano.

    • marco

      Io trovo che quanto scrive la tipa nella recensione sia tutto vero, però lo valuto positivamente! :P

    • John Blacksad

      Manco vado a leggerlo, guarda. Questa gente deve sparire male

    • John Blacksad

      softrevolutionzine…ma si impicchino

    • AnnaMagnanima

      povere ragazze.

    • ray harryhausen

      brr.

    • Ruper Tevere

      Terzo paragrafo

      “Io sono di quell* ”

      La fine è vicina

    • Axel Folle

      gli schiaffi gli tiro se la vedo in giro sta bbbuttana. che poi per me scrive anche cose giuste, sono i giudizi distorti ad essere patetici.

    • Zen My Ass

      Non capisco l’astio e le minacce di violenza: mi pare una recensione abbastanza ben argomentata, una visione femminista della storia, ma tutt’altro che campata per aria. Incazzarsi, o peggio, indignarsi per una cosa del genere, non mi pare troppo un buon segno segno…

    • Ruper Tever*

      bah caro zen, a me pare capziosa, poi leggere quell* tutt* e nessun* mi fa partite personalmente la brocca

    • Zen My Ass

      Non capziosa, questo e’ per lo meno la mia opinione, ma femminista: non e’ una recensione perfetta, soffre un po’ di una certa condiscendenza che le scrittrici femministe hanno, ma offre un punto di vista sul film che non mi pare del tutto banale. Condivisibile o meno, non capisco le minacce e la derisione…

    • Poisoned Ivy

      Mi sento di spezzare una lancia nei confronti di una rivista web che frequento molto.
      Appoggio quello che dice Zen my Ass, la recensione che avete linkato dice semplicemente due cose:
      1) il film non le è piaciuto, cosa del tutto accettabile, anche a me non paice tanta roba al cinema;
      2) non le è piaciuto perché ha visto una scena che, evidentemente, le ha ricordato qualcosa di orribile successo a lei.

      Da qui si è a mio avviso giustamente risentita, perché come spesso accade in molti film, lo stupro non viene chiaramente definito come tale. Occhio, voi come Alex, che dite “tiro gli schiaffi a sta bbuttana”, perché se ci fosse qui Furiosa vi prenderebbe per i capelli e vi spaccherebbe la faccia con una chiave del 13. Perché è quello che tutti, mi apre, abbiamo adorato nel famoso film in cui una furgonata di gnocche (cit.) viene liberata da un padrone che le stupra e mette incinta contro la loro volontà.

      In nessuna parte della recensione si dice che il film è brutto, solo che il film tocca in argomento con leggerezza e senza dargli il peso che, evidentemente, per l’autrice (non per me per te per tutti) dovrebbe avere.

      Quindi prima di dare della bbuttana alla gente pensateci, in sostanza.

    • Ruper Tevere

      Al di là di dare o meno della bbbuttana (che penso sia una battutaccia buttata lì), io invece continuo a trovarlo capzioso. Voglio dire, che senso ha analizzare un film (si potrebbe estendere il discorso, ma parliamo di cinema) sotto la lente dei propri drammi personali? Che per qualcuno può essere lo stupro, chiaramente, ma ce ne sono molti altri.
      Le proprie esperienze soggettive, e questa è un’ovvietà, modificano il giudizio che diamo delle cose. Spiace che la ragazza abbia pianto, spiace che sia rimasta scioccata dalla visione. Spiace meno che metta gli asterischi sui pronomi di genere, la trovo una cosa da matti. In ogni caso, è proprio l’analisi femminista a trovarmi profondamente contrario: allora perché non leggere nel film una critica pauperista, una comunista, un’altra capitalista, una antiabortista, una cristiana, una razzista, una anti razzista…insomma, decido a priore quale è la lente da applicare alla mia lettura critica e poi vedo se il film fa un giusto lavoro nel servire la mia ideologia. Che è proprio il contrario di ciò che un buon film cerca di fare. Detto altrimenti, ci sono film che apprezzo o amo pur essendo profondamente contrario al messaggio che passano, anche perché il messaggio passa come possibile lettura del reale e non come pippotto didascalico del regista. E anche perché non passano mai un messaggio solo. Un esempio: Fight Club.
      Dietro una recensione così c’è, a mio modo di vedere, lo stesso ragionamento per cui certa gente interpreta ogni cosa lunga e dritta come un fallo, laddove, dico io, forse è il pisello che ha la forma di una colonna, non viceversa.

    • Ruper Tevere

      Errata corrige: “allora perché non leggere DEL film una recensione critica pauperista…” ecc.

    • Poisoned Ivy

      @Rupert
      Si no, l’ho cpaito anche io che era una battuta, e rileggendomi forse ci ho spinto un po’ troppo e sembra che ce l’abbia con Alex in persona: non era mia intenzione, ci mancherebbe.

      Però è chiaro che se linki una recensione di un sito potentemente femminista, quella darà una lettura femminista del film. La lente è femminista perché quello fa il sito, ed ha una chiara dichiarazione d’intenti, quindi quello che non capisco è perché roda tanto a tanta gente quell’interpretazione: la tizia non è una che scrive di cinema, il sito non è uno che fa recensioni di film, è un sito femminista dove si scrivono cose femministe. A mio avviso non c’entra proprio con la nostra discussione qui in quanto non da giudizi di merito cinematografico al film, quindi forse è il primo commento, quello di Shu Shà, ad essere in primis poco a tema.
      Chi scrive in quel sito non è tenuto a capirci qualcosa id cinema perché il sito non parla di cinema, e a ben guardare, non fa nememno una recensione, ma prende una scena del film come spunto epr una riflessione. Condivisibile o o meno, nemmeno a me è piaciuto quel pezzo, e anzi, lo trovo come dici tu troppo viziato da esperienze personali. Ma non mi interessa perché.. non è una recensione, a mio avviso.

    • Shu-Shá

      Ma, sinceramente la vostra disquisizione è andata oltre quello che volevo intendere io, ossia il semplice stigmatizzare come non si riesca a dire “è un cazzo di FILM”.

      Il vecchio problema che non puoi darmi del nazista se faccio un film su Hitler.
      O, se vogliamo stare sul pezzo, la criticabilità teorica di OGNI film, visto che ognuno potrebbe rivivere in un film qualcosa di personale.

    • Peter Parkour

      “La sua sofferenza serve solo in funzione della crescita del personaggio di Enzo.”

      E sta minchia.

    • Peter Parkour

      -“In Jeeg Robot c’è una scena di stupro”
      Vero.

      -“È realistica”
      Vero.

      -“Non è presentata chiaramente come una scena di stupro”
      Falso.

      -“Penso che molti spettatori non la definirebbero così”
      Falso.

      -“È presentata, invece, come un momento chiave per la redenzione di Enzo, che a quel punto si rende conto che “non sa amare”
      Vero, e proprio in quanto è una scena di stupro.

      “Insegue Alessia e le chiede scusa. Non per averla stuprata”
      Falso.

      -“(Alessia) tiene il broncio per circa dieci secondi poi lo perdona e torna a fidarsi ciecamente di lui”
      cito George Rohmer: “il loro rapporto è giocato così bene ed è talmente bizzarro da non essere mai catalogabile come love story standard da film di supereroi. C’è davvero della follia in entrambi i personaggi, molto più che latente. Sono due disperati ai margini”.

      La Messa è finita, andate a picie.

    • Peter Parkour

      @Poisoned

      Trovi che la scena e in generale l’argomento violenze sessuali, anche alla luce di quanto racconta Alessia lungo tutto l’arco del film, sia trattato con leggerezza?

    • Poisoned Ivy

      @Peter
      Io sinceramente no, ma non è questo il fulcro del discorso.
      Trovavo solo fuori luogo criticare un articolo non di critica cinematografica perché non da un giudizio critico su un film, ma ne da una disanima di parte e di una precisa impostazione.

      Fosse stato un artico DI CINEMA di stampo femminista mi poteva star bene. ma mi pareva, come detto, più una riflessione personale.

    • Axel Folle

      No raghi poche storie queste visioni sono aberranti. Indifendibili e stop. È una visione dimmerda di una che di cinema non dovrebbe parlare. A me del perbenismo fottesega io amo il cinema è odio chiacchiere del genere. Poi che non La piglierei veramente a schiaffi è un’ altro discorso, mi sin lasciato prendere dalla rabbia del momento è ho detto una cazzata ma questa roba è indifendibile è va detto cazzo.

    • Shu-Shá

      Ecco Alex, proprio questo volevo dire.
      Può essere benissimo la tua visione, ma per me è dimmerda te lo dico.

      La cosa che proprio non ho sopportato è la lagna sul concetto di personaggio “fridged” che richiamava sopra Peter.
      Mmh, sì, esatto, lei crepa per far diventare lui un eroe, perché altrimenti a lui fotteva sega. E’ tipo il concetto alla base del film, tipo.

    • Peter Parkour (Spider-Man: Oh, I'm coming)

      @Shu

      “Oh mio Dio, in un film in cui la trama è ‘rapinatore (e stupratore) si redime e diventa un supereroe’ il protagonista compie rapine e stupri!!!11!!”

      ..Eh, tipo.

    • Peter Parkour (Spider-Man: Oh, I'm coming)

      Raga sgombriamo il campo da equivoci: la trasformazione di Enzo è così potente perché lui non è una simpatica canaglia. E’ un UOMO DI MERDA. Completamente speculare allo Zingaro e molto più simile a lui di quanto si possa credere. Il modo in cui, una volta scappato dal cantiere, mente ad Alessia sul padre morto vale la mancanza di empatia del suo avversario. E la famigerata ‘scena del camerino’ serve a sottolineare una volta di più che non si tratta del classico personaggio furbetto ma innocuo, ma di un vero arrivista, egoista, cinico. In alcuni momenti ci ho rivisto il Jackie Estacado di Garth Ennis, in altri l’Eric O’Grady di Robert Kirkman. La svolta è così potente perché è un vero ribaltamento dei valori fondanti del personaggio. Non averlo capito a fondo significa non avere capito il film e non goderne appieno.

  34. Ruggero Deodorantato

    Molto presto sarà ri-distribuito in sala. Hanno perso una grande occasione a non rimandarlo per i Cinema Days ma fa lo stesso. E ora le voci di un sequel si fanno sempre più insistenti: non so se mi spiego, un sequel! In Italia! E non è Manuale D’amore 2, è un film di supereroi

    • Shu-Shá

      Dal 21 torna in sala, ho già precettato la moglie, così gli lasciamo altri 15 euracci.

      E – da voci su FB – è stato venduto in ammmerega (non si sa a chi).

  35. Riccardo

    Condivido alcuni dei commenti postati: finale tirato un pò per le lunghe e senza mordente, a tratti ridicolo. Regia che non si decide se scopiazzare i film holliwoodiani (con un centesimo degli effetti speciali però) o tentare scelte più originali e narrative. La sceneggiatura ha delle pause terrificanti, soprattutto in tutte le scene di lui e lei insieme direi ripetitive e di una noia mortale (quante volte lei gli dice che deve aiutare gli altri? E quante volte lui dice che non ha amici? Cioè lo abbiamo capito già dalla prima volta, non c’era bisogno di ripeterlo 3-4 volte).
    Non riesco a capire tutte queste recensioni osannanti e questi plausi: forse perchè è un film italiano? Il cinema è cinema. E questo film secondo me non rientra a farne parte appieno.
    Ottimi Santamaria e Marinelli. La Pastorelli all’inizio molto poco credibile.
    Eppoi ma il cattivo di turno (Marinelli) di fatto poi così cattivo non pare visto che per tutto il film uccide solo altri cattivi…In breve anche l’antitesi eroe-nemico dell’eroe non regge per niente e sembra messo apposto lì per continuare a parlare di qualcosa cui si poteva anche fare a meno.
    Brutto film.

    • Shu-Shá

      Cioè, non è un vero cattivo perché “se ammazzano tra de loro”? Come si diceva della guerre di camorre fino a quando non sono cominciati ad andarci di mezzo i passanti inncenti?

      A me personalmente spaventa più un cattivo che a tre dei suoi amici:
      – uno gli spacca la testa con l’iPhone
      – uno gli spara dopo un minuto che ci stava scopando
      – uno lo fa sbranare dai cani
      piuttosto che uno che ammazza gente di chi non gli fotte un cazzo.

    • Riccardo

      Sul cattivo volevo solo dire che non sono riuscito ad entrare in empatia/antipatia col personaggio, tutto qui. Non mi è sembrato mai essere una vera minaccia, e non dico sulla carta, ma visivamente sulla scena. Anche quando prende in ostaggio lei e nastra lui, ecco non mi ha dato la sensazione che potesse succedere qualcosa di pericoloso ai due. Il che per un film di questo tipo vuol dire perdere di mordente e far cadere a pezzi tutto quello che viene dopo.
      E lo dico con dispiacere perchè dal film avevo un sacco di aspettative…ahimè deluse, anche se ha dimostrato che un cinema diverso è possibile anche in Italia. Ma ci vuole ancora un pò…

    • Axel Folle

      “La sceneggiatura ha delle pause terrificanti, soprattutto in tutte le scene di lui e lei insieme direi ripetitive e di una noia mortale ” poverino te

    • Riccardo

      Ma voi state fuori macchè l’avete fatto voi il film? Rilassati ‘a Folle!

  36. Enrico

    Purtroppo il cinema italiano come tutto il resto è in mano ha una cricca di ottaugenari, quelli che vanno da fazio a farsi il salotto per i borghessotti, ragazzi come questi di questo film sono visti come una minaccia, perché mostrano agli italiani che c’è molto, oltre i film d’autore di registi finiti da 30 anni e pessime fiction televisive, non a caso questo film per me è stato anche un po’ boicottato di proposito.

  37. Shu-Shá

    Ieri sera ci ho portato la moglie, che di norma non vede cinema di genere (e l’ultimo film visto inseme era stato Perfetti Sconosciuti).

    Beh, quando siamo usciti, il primo commento è stato “Ma porca puttana, il David dovevano darlo a questo, non a Perfetti sconosciuti!”.

    AMORE MIO <3

  38. Questo film è il super-eroe che noi, amanti del Cinema, aspettavamo da tanto tempo. E’ il vero manifesto di questa incredibile rinascita. Non è un semplice cinecomic, ma un mix di generi incredibile gestito in una maniera PERFETTA. Bravo Mainetti, che tra le altre cose ci ha messo un sacco di suo, anche a livello economico. Bravi tutti gli attori, soprattutto Ilenia Pastorelli che ha avuto il coraggio di mettersi in gioco ed ha cacciato una prestazione incredibile.

  39. Vale

    Mi sento come fantozzi davanti alla corazzata…ma per me è stata una cagata pazzesca!

  40. samuel paidnfuller

    veramente un gran bel film, che fonde anime differenti riuscendo a delineare perfettamente i tratti di ciascuna.

    siamo oltre al semplice “calcismo” (no disrespect of course).

    la scena della giostra è quasi felliniana.

    chapeau monsieur Mainetti

    • samuel paidnfuller

      peccato per la posa amara di santamaria nel fotogramma finale che fa tanto tuffo a bomba dal trampolino del kursal a ostia.

  41. Poisoned Ivy

    In corsa trai film italiani per la candidatura all’Oscar.
    Lo sta facendo bene.

  42. Zen My Ass

    Ne ha parlato addirittura (e in termini abbastanza lusinghieri) Ain’t it Cool. Mi pare che sia la prima recensione del film in lingua inglese… ma potrei sbagliarmi.

    http://www.aintitcool.com/node/76236

    P.S. Ogni tanto mi capita di pubblicare link a siti in lingua inglese: lo faccio solo per amor di informazione. Se ritenete che il mio gesto sia inopportuno o quant’altro, cassatemi pure senza pieta’.

  43. Gianbiscuì Chiwawa

    Io non condivido tutto questo entusiasmo. Mainetti è bravo, ha talento ma questa fissa per i cartoni animati di quando era bambino ha segato via le palle. Spero se ne liberi. Certo, se farà il sequel significa che nn c’è speranza. Io spero che non lo faccia, spero in un nuovo inizio. Lo zingaro è ganzo, si mangia tutto il film lui da solo. Ma quello che impoverisce il film è un po’ la fotografia da zozzoni del quartierino e un po’ la falsità di certi interni ricavati nei teatri di posa (vedi stanza di Gig). Poi c’è proprio Gig che c’ha la faccia a culo ma capisco servisse un attore famoso per dare boost alla produzione.
    La prima visione mi era piaciuto, la seconda mi ha fatto cacare tanto, ma proprio tanto che l’ho lasciato a metà. Mainetti se ci sei accetta un consiglio: basta cartoni animati. Hai talento, non lo sprecare. Non vorrei ritrovarti tra qualche anno a fare lo sceneggiato su Padre Pio di Rai 1.

  44. Cicciput

    Rivisto in dvd mi ha convinto addirittura più della prima visione, che era sicuramente contaminata dalla sorpresa totale (ero andato con aspettative molto basse). Sì, qualche scivolone c’è, ma il film si fa volere bene per i tanti momenti in cui si ride, per i personaggi e secondo me anche perché riesce (in parte) nell’impresa in cui si è cimentato e ha fallito Nolan: fare un fil di supereroi “realistico”.
    Perché se Nolan imposta una trilogia su Batman spiegandoci pure la genesi e l’utilità delle cornine sul cappuccio e poi la manda allegramente in vacca (SPOILER) facendogli salvare una città spostando una bomba atomica – e le radiazioni? E lui come cazzo si salva? – , Mainetti almeno ci prova, i personaggi sono sempre credibili e girando per Tor Bella Monaca ne trovi a branchi che si atteggiano e parlano in quel modo e con background non lontani da quelli descritti dal film. Poi certo, il genere richiede qualche peripezia logica, ma qui le accetti con disinvoltura, non pesano perché non sono il fulcro della storia e sono ampiamente compensate dagli aspetti positivi. Il film è divertente, ha un buon ritmo, le scene di violenza sono belle e quelle comiche hanno i tempi giusti, la storia funziona tanto da non doverci far fare troppe domande, gli attori sono tutti azzeccati, anche i comprimari. Non sarà un capolavoro, ma ci si diverte tanto.

  45. Chayton

    Se non avessero finito i sordi sul più bello, se rischiava er capolavoro. Ciònonostante, la grevità dello stupro nel camerino se la potevano risparmiare: non perchè fosse fuori luogo, e magari anche un valore aggiunto alla complessità della pellicola, allo sviluppo del personaggio, etc., ma perchè rende impossibile empatizzare col protagonista (almeno per il sottoscritto), e l’immedesimazione con il supereroe (Stan Lee docet) è alla base della narrazione di genere.
    A tale proposito la recensione sul sito ultrafeminista non la trovo fuori luogo, e persino garbata: non se ne parla de dajje du pizze in faccia alla recensrice (o comecazzo se scrive), sarebbe roba da Ceccotti pre-redenzione o addirittura da Zingaro, che a conti fatti si merita uno spin off, un prequel e una webserie regolare.

  46. Ugo

    visto con ritardo.

    molto, molto bello.
    mi trovo in generale accordo con l’esimio Rohmer.

    due punti non mi sembra funzionino perfettamente, e gli avrei dato più risalto.
    il primo è l’evidente mancanza di piotte.
    bastavano quei cinquemila euro in più, quelli che ti regala la fiat col finanziamento se gli compri ‘na panda, per aggiustare quei tre-effetti-speciali-tre che avrebbero reso tutto perfettamente liscio. ed invece ti trovi quei buchi che pare ‘na torta non lievitata bene.

    il secondo è paradossalmente il suo punto di forza, ovvero Marinelli.
    bravissimo, geniale, perfetto.
    ma porca troia, occhei l’omaggio al joker di Ledger, ma non esageriamo. così ci sono scene che mi sembra veramente volergli fare il verso e mi cala un po’ la catena. ispirati, prendi spunto, ma sei veramente col piede sul confine con la copia a basso costo.
    ed a volte tocchi la riga.
    occhio cazzo.

  47. Shu-shá

    Comunque volevo solo dire che quando uscì il film Marinelli dichiarò in una intervista, scherzando “Jared Leto? Me spiccia casa.”

    E tutti giù a ridere buahhahaah che simpaticone il Marinelli che scherza cole starre vere de Orrivuddd.

    Ecco, ora che abbiamo visto Suicide Squad abbiamo capito che forse era serio.

  48. Giula

    Finalmente il cinema italiano sta cambiando direzione.. Ma diciamo che siamo ancora all inizio di un lungo cammino.
    Personalmente il film non mi è piaciuto, l ho trovato un po’ un grande frullato tra diverse pellicole, anche se ho apprezzato il fatto che l eroe non avesse una vera e propria maschera.
    Il linguaggio è un romano in alcuni punti talmente stretto da far fatica a capire i dialoghi.. Va bene che è girato a Roma, ma cavolo dovrebbe essere perfettamente capibile anche per uno che vive in Trentino, altrimenti la soluzione è doppiarlo!
    La scena del mezzo-stupro in camerino poteva tranquillamente essere evitata, non ha fatto altro che allontanare lo spettatore dal protagonista.
    In certe scene la violenza è proprio gratuita, e in altre non c è un minimo di dinamicità.
    Assenza quasi completa di accompagnamento musicale, che, a mio parere, fa perdere almeno dieci punti al film.

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