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Una recensione seria: Lo chiamavano Jeeg Robot

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Questo sarà un pezzo molto serio, perché serissimo è l’argomento trattato. La prima cosa che ho pensato uscendo dalla visione di Lo chiamavano Jeeg Robot è stata “Sta succedendo qualcosa nel cinema italiano”. In pochi giorni avevo visto Suburra e questo, qualche mese prima mi ero perso l’altra grande sorpresa italiana, vale a dire Non essere cattivo di Claudio Caligari – che non ho ancora visto, per la verità, ma di cui tutti mi hanno tessuto le lodi all’unanimità.

Ora, da questi tre film salta fuori un pattern inusuale nel nostro cinema degli ultimi trent’anni: c’è gente che vuole fare dei film. Non delle robe ambientate principalmente in una cucina, girate tipo “punta la camera e grida azione” e col sonoro registrato col microfono dello Studio Stereo 4 dalla stanza accanto. No. Dei “veri” film. Con una regia pensata, una sceneggiatura limata il giusto, attori bravi ma soprattutto diretti bene. O, per meglio dire, semplicemente “diretti”, che è una cosa che normalmente in Italia non si fa. Normalmente si prende Elio Germano e gli si fa fare Elio Germano, Giuseppe Battiston e gli si fa fare Giuseppe Battiston. E il sonoro, non fatemi neanche iniziare a parlare del sonoro: una delle cose più importanti del cinema, quasi più delle dimensioni dello schermo, spesso da noi è totalmente ignorata. Ma le cose stanno cambiando.

Lo chiamavano Jeeg Robot ne è la dimostrazione. Ah, e spacca davvero.

SIGLA DOVEROSA.

(Ma quel cazzo di moog? Geni.)

Passo indietro. Gabriele Mainetti è un attore che ha diretto solamente tre corti prima di Jeeg. Uno di questi corti era Basette, omaggione a Lupin III che già era un bel segnale, in cui per altro Mainetti faceva una cosa saggissima come chiamare Marco Giallini a fare Jigen. Perché Giallini È NATO per fare Jigen. Ma sto divagando. Basette è di nove anni fa; nel frattempo Mainetti ha diretto un altro corto, Tiger Boy (e siamo sempre lì), e ora finalmente ha avuto la sua occasione. E non l’ha gettata al vento.

Il film si apre con una ripresa aerea di Roma – e già qui io avevo il cuore che mi scoppiava. Quanto amore per la regia, questa sconosciuta. Quanta voglia di non iniziare il film con il totale di una stanza da letto, ma con un inseguimento a piedi per le strade della CAPITALE in cui montaggio e sonoro sono finalmente a livello delle produzioni internazionali. Cinema di menare puro e semplice: c’è un ladro, Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria, aka Batman) che scappa dagli sbirri e finisce in un barile di scorie radioattive come Toxic Avenger, e gli vengono i superpoteri. E lo so che è l’origine più lame mai vista, ma a Mainetti non gliene frega un cazzo, a lui interessa quello che verrà dopo. Non il “come” dei superpoteri, ma il “cosa” ne farà Enzo.

L'eroe.

L’eroe.

Ed è qui che diventa ancora più evidente come il film sia qualcosa di mai visto prima in Italia, perché prende una piega di una scorrettezza totale. Enzo mica diventa subito un eroe, ma usa ovviamente i poteri per rubare meglio e cavarsela dalle situazioni più brutte. Finché non incontra una pazza scriteriata (Ilena Pastorelli, che viene dal Grande fratello ma che è perfetta nel ruolo, e diretta benissimo) fissata con Jeeg Robot, che si convince che Enzo sia in realtà un eroe e convincerà di questo anche lui. Qui succede la cosa meno calcistica del film, ovvero nasce una improbabile storia d’amore che diventa un po’ il focus di buona parte del secondo atto. A un certo punto c’è un calo di ritmo evidente, ma il loro rapporto è giocato così bene ed è talmente bizzarro da non essere mai catalogabile come love story standard da film di supereroi. C’è davvero della follia in entrambi i personaggi, molto più che latente. Sono due disperati ai margini, e questa cosa mi ha conquistato. E poi c’è lui.

Il VERO eroe.

Il VERO eroe.

Luca Marinelli, rivelazione numero uno del film, un Joker de borgata (grazie, Jackie Lang) esagitato, ossessionato dalla fama, che ama riprendersi col telefonino mentre massacra la gente. Marinelli, geniale punto di incontro tra i fumetti americani e l’universo malavitoso alla Romanzo criminale, è protagonista di alcune delle scene migliori del film e si lascia andare a sprazzi di violenza omicida esilarante, nonché a un overacting misuratissimo (se è possibile una cosa del genere), che dimostra quanto sia bravo e in palla col tono stabilito da Mainetti. Che da parte sua riprende tutto dritto per dritto, non nasconde neanche una goccia di sangue e riempe il film di sparatorie, volgarità assortite, sesso anale gay, travoni carismatici su cui vorresti immediatamente un prequel/spin-off e persino una sottotrama su degli attentati dinamitardi a Roma, con un retrogusto distopico che levati.

Lo chiamavano Jeeg Robot è anche una risposta italiana, molto tardiva, a (quel capolavoro di) Unbreakable, nel senso che parla di supereroi senza costume, in maniera “realistica” e con un certo gusto dell’understatement. Ma, essendo un film italiano, a differenza di Unbreakable è pieno di melodramma, sentimento, cuore, perché noi siamo un popolo mediterraneo caldo pizza mandolino calcio mafia. È una via tutta nostra al genere, ed è una spanna al di sopra di quell’esperimento malriuscito che era Il ragazzo invisibile. Nel senso che, mentre Salvatores ha approcciato un film di genere con la spocchia dell’autore che “guardate che introspezione i miei personaggi” e soprattutto la mancanza di un background che lo avvicinasse minimamente alla materia trattata, Mainetti ha sangue geek nelle vene, è chiaramente cresciuto con gli anime giapponesi e i supereroi. Si avvicina al genere con la voglia di dire la sua, di raccontare, certo, vite di personaggi complessi nei quartieri difficili di una grande città (Tor Bella Monaca), ma anche di spaccare tutto e farci divertire a bomba.

I feel you, bro.

I feel you, bro.

A questo punto starete pensando: “Dov’è la fregatura? Niente niente che manca il finalone?”. E io vi rispondo con grande gioia: nessuna fregatura. Il finalone c’è, eccome. Un duello spettacolare in piena regola che sfocia in un’inquadratura finale da standing ovation. Sono uscito dal cinema fomentato come una bestia. Quante volte lo si è potuto dire di un film italiano dagli anni ’80 a questa parte? Troppo poche.

Credo che il complimento maggiore che si possa fare a Lo chiamavano Jeeg Robot sia “è un film”.

DVD-quote:

“Un film VERO!”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb

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228 Commenti

  1. esiste un trailer di questo film?

  2. jax

    Ma porca miseria voglio almeno un trailer di questo film

  3. solero

    il trailer non l’avevo trovato ma solo qualche scena..tipo Santamaria che schiaccia un termosifone

  4. Leggendo i vostri commenti ho notato che mi ero scordato di mettere il link a IMDb e trailer. Ho cercato ma… niente. Non c’è nessun trailer per ora.

  5. John FrancaRame

    Confermo. Il film è un mezzo miracolo. Tor Bella Monaca sembra un assurdità, invece è una rivelazione perchè il romano come lingua è perfetto per calarti nella storia mafia/supereroi. La storia d’amore è bella. Ci stanno i pugni, ma non sono il punto di forza. C’è un calo sugli effetti speciali nella scena finale. Ma il fomento prodotto dalla genesi di questo strano eroe è sincero. O forse siamo talmente stanchi di film tutti uguali che abbiamo avuto un abbaglio collettivo e ci siamo innamorati di un film ambizioso ma squilibrato?
    Comunque, andatelo a vedere perchè è fondamentale che faccia soldi questa isola felice del cinema italiano. Perchè Mainetti ci ha creduto quando gli dicevano che era assurdo un film del genere e si è dovuto aprire una casa di produzione per farlo. Perchè il film è scritto bene e gli attori sono bravi. C’é ironia bilanciata con dramma e azione, ci sono almeno due o tre scene iconiche. E c’è una cosa straordinaria per me: una bellissima tensione sessuale tra un sociopatico e una matta che depura la storia d’amore (almeno inizialmente) dal melodramma, squazzando nella perversione e poi aprendosi ad una commozione non banale.

  6. Oliver Die Hardy

    Mi sembra tutto troppo bello per essere vero.
    E magari lo è, ma percepisco una contraddizione tra una recensione che mi crea l’immagine di un film “di genere” che finalmente si stacca da anni di “non film” italiano e, ad esempio, questa frase:

    “da parte sua riprende tutto dritto per dritto, non nasconde neanche una goccia di sangue e riempe il film di sparatorie, volgarità assortite, sesso anale gay, travoni carismatici”

    che invece è l’apoteosi dell’italianità. Di questa brutta abitudine che abbiamo dai tempi degli esordi di Salvadores e “del nuovo cinema italiano” di volerci mettere per forza “la scena”. Quella roba fuori contesto nel “genere”, che all’inizio era “la partita di pallone” e poi sono diventati il barista dialettale, il maresciallo dei Carabbbbinieri, lo spaccino di cuore o il travone.

    Quando Sergio Leone ha “rifatto il western”, lo ha rifatto COME western. Non ci ha messo altre cose, ha solo perfezionato e limato una ricetta resa pesante ed indigesta dal cercare di far star dentro American Way, Mito della Frontiera, propaganda anticomunista e star system.
    Non aveva aggiunto, semmai aveva tolto.
    Invece qui ho l’impressione che, senza neanche aver “limato lo stile”, si sia già cominciato ad aggiungere.

    Ripeto: questa è l’impressione da quello che leggo nella recensione, il film non l’ho visto e prego davvero tanto di essere smentito. Ce ne sarebbe di bisogno.

    • Rocco Alano

      Veramente Sergio Leone aveva aggiunto il cinismo e la disillusione… il che è tipicamente italiano.

    • Come sopra. Lo spaghetti western è il western con i protagonisti “romani”, a parte C’era una volta il West che è il western classico rivisto da Leone.

      Al di là di questo, no, quello che ho scritto non implica che queste cose siano inserite “all’italiana”. C’è una freschezza che non si vede in nessun altro film italiano e queste cose non sono trattate come la macchietta da film di Neri Parenti. Il travone in questione, Marcellone (tiè, che rima), è un personaggio iconico anche se appare pochissimo. E direi che non c’è nulla di male nel calare un genere nel paese in cui è ambientato il film. Nel nostro caso, lo sposalizio tra neo-noir alla Romanzo criminale, sporcato di ironia e supereroi. Non bisogna rinnegare la nostra identità nazionale, solo usarla bene invece di produrre l’ennesimo cinepanettone.

    • Ogni volta che scriviamo di un film italiano leggo commenti diversi descrivere come “tipico italiano” cose diverse a volte persino opposte. Non c’e’ niente di male, non esiste un Italia sola. La cosa importante qui e’ che viene raccontata una storia italianissima, ma che non si vergogna ad appoggiarsi alla tipica struttura del film supereroistico (che qualcuno chiama ancora “basso”) e a rispettarne gli aspetti e i topoi fondamentali. E’ davvero un film di supereroi all’italiana che trova una voce sua, in contrapposizione sia con le imitazioni degli americani (che fanno inevitabilmente la figura della poverata) che con ruffianate vergognose autosmorzate sotto ambizioni intellettuali/autoriali, che erano i due atteggiamenti piu’ diffusi ultimamente dalle nostre parti nei confronti dei film di genere. Poi si puo’ ovviamente parlare di quanto il tentativo sia eventualmente perfettibile o meno.

    • umbem

      aggiungerei che parte di ciò che, Oliver, indichi come apoteosi dell’italianità, è anche parte di (almeno per me) capolavori americani come summer of sam

    • polipo

      “tipicamente italiano” è la sindrome stanis larochelle

    • Rocco Alano

      Ovvio… e ricorda che i toscani hanno rovinato questo paese!

    • Axel Folle

      ” Non bisogna rinnegare la nostra identità nazionale, solo usarla bene invece di produrre l’ennesimo cinepanettone.”

      ti faccio un apllauso virtuale enorme. verità totale.

    • Fra X

      “che invece è l’apoteosi dell’italianità. Di questa brutta abitudine che abbiamo dai tempi degli esordi di Salvadores e “del nuovo cinema italiano” di volerci mettere per forza “la scena”. Quella roba fuori contesto nel “genere”, che all’inizio era “la partita di pallone” e poi sono diventati il barista dialettale, il maresciallo dei Carabbbbinieri, lo spaccino di cuore o il travone.

      Uhm, uhm, già! Non sono d’ accordo sulla partita di pallone. Ma ti riferisci a ME, “Mediterraneo” o tutte e due? Nel primo caso ci sta eccome! XD Nel secondo non so. Ho abbondato il film alla miniorgia con la pastorella! XD

    • Fra X

      “Veramente Sergio Leone aveva aggiunto il cinismo e la disillusione… il che è tipicamente italiano.”

      Non era quello che intendeva. E comunque non “tipicamente italiano” dato che s’ era già visto in “Mezzogiorno di fuoco” e “Veracruz” per dire.

  7. Ne avevo sentito parlare bene, ma temevo che fosse tipo Il ragazzo invisibile e quindi lo lasciai in un cantuccio delle mie visioni possibili.
    Ora invece diventa prioritario vederlo!

  8. Imperatrice Pucciosa

    Ovviamente sarà distribuito in 3 sale in tutta italia

    • John 4°DiMilius

      …e vorrà dire che me lo andrò a vedere in tutte quelle tre sale.
      .
      .
      .p.s.
      Comunque sia per quanto possa far schifo, tor bella monaca, è una scenografia a cielo perfetta, per certe atmosfere.

  9. Wow!

  10. Qualcuno sa quando esce / se esce /ecc?
    Perchè google no lo sa

  11. Sr. Spielbergo

    Data di uscita?

  12. woody alien

    Mi fa piacere che tutti ne parlano molto bene e le recensioni gasano
    spero in un trailer

  13. AnnaMagnanima

    quando dobbiamo essere al cinema?
    io ci vado. sta recensione mi ha fomentato troppo assai. e poi, ho visto BASETTE e questo non me lo voglio perdere.

  14. Raffaele

    Esce a Marzo distribuito da Lucky Red.

  15. Uhm. Boh.
    Mio personalissimo e assolutamente pretestuoso e pregiudizievole punto di vista…

    Ieri sera ho rivisto giusto qualche minuto del primo Trinità. Dialoghi mandati a memoria, risate e sorrisi che scattano anche dopo trenta e passa anni. Sia per me che per la mia ragazza. Questo non per fare nostalgismo da quattro soldi ma per dire che il cinema di genere di italiano degli anni d’oro sapeva anche divertire. Non per forza solo attraverso il comico, ma anche attraverso i film “seri”: Sergio Leone era ANCHE molto divertente, il Dario Argento che fu divertiva spaventando, Mario Bava non si prendeva sul serio neanche quando si buttava sul surrealismo spinto, Di Leo era pulp molto pulp pure troppo, Fulci anche nei suoi film più folli non perdeva mai di vista il lato sanguigno del genere, ecc. Gli attori da Giuliano Gemma a Luc Merenda, passando per Gianni Garko, erano fighi, simpatici, accattivanti, spesso o ogni tanto sorridevano. Anche il più truce e para-fascista dei poliziotteschi alla fine puntava soprattutto sulle sparatorie, le scazzotate e gli inseguimenti.

    Ecco invece, a me, solo a leggere di un film come quello in oggetto mi salta addosso una cappa di tristezza ancora prima di vederlo. Perché mi sembrano film in cui si respira la stessa aria che mi trasmettono i talk show politici, le trasmissioni sulla crisi, sulla disoccupazione, sul “sono stati i Zingari”. Mi pare tutto un perenne socioligizzare, un prendersi sul serio, un non riuscirsi a staccare dalla cronaca più greve e pesante. Insomma son film che mi trasmettono l’idea di un immaginario cupo e limitatissimo.

    Poi può darsi sicuramente che sia un bel film, che quando lo vedrò mi piacerà pure… ma se solo ogni tanto riuscissero a trattare anche qualche soggetto che non sembri la versione seria di un’inchiesta di Jerry Polemica.

    • Forse ti sei fatto l’idea di un film che usa la scusa dei supereroi per fare denuncia, ma in realta’ il bello consiste proprio nel fatto che e’ viceversa.

    • umbem

      Ok, basta che (magari, anzi probabilmente, non è il tuo caso), non si gridi al capolavoro quando vediamo this is england.

      Alla pizza e al mandolino aggiungiamo anche che siamo quelli che se fanno un grattacielo da noi (sono di torino, l’argomento qui è caldo), scatta il delirio perchè “che schifo, è fatto di merda, non c’entra un cazzo col contesto”, ma quando andiamo a berlino o a londra siamo lì a far la foto da stronzi al sony center o nella city o dietro london bridge (grazie a dio non sono storti, altrimenti le faremmo pure come i giapponesi a pisa che pigliamo per il culo), che tecnicamente non c’entrerebbero un cazzo se non fosse che sono molti.

      per carità, adoro sergio leone e c’era una volta in america è (quanto sono originale..) il mio film preferito di sempre semprissimo.
      Ma esiste anche anche l’alternativa di lavorare a un genere per localizzarlo in altri luoghi rispetto alla sua sala parto. Il fatto che spesso da noi sia stato fatto male (come l’esempio di George sul ragazzo invisibile), non vuole dire che sia sbagliata l’idea.
      se qui funziona, ben venga.

    • Non sono riuscito a spiegarmi. Non ne faccio una questione di messaggio sociale sì / messaggio sociale no, e men che meno una questione di italianità più o meno esibita. Ne faccio una questione di toni e atmosfere, che sono e “devono” essere sempre cupi, grevi e realistici. Che ok va benissimo, ma mi da un senso di claustrofobia quando noto che che non ci sono alternative.

    • AnnaMagnanima

      …nolanite all’italiana?

    • Eh. Stiamo parlando senza che hai visto il film. Vedi il film e poi ne riparliamo. Perché no, non c’è nessuna cupezza irritante o forzata. C’è un po’ di cupezza quando ci deve essere, si ride un sacco quando si deve, e alla fine è un film di supereroi in cui tutti questi elementi si mescolano non per raccontare altro, non per “usare lo strumento del genere per dire cose ben più profonde”, ma proprio per fare un film di genere, un film di supereroi, che si ambienta in Italia, a Roma, fatto da italiani e dunque con la sensibilità italiana. Che c’è, ed è una buona cosa, e 30 anni di grande cinema di genere lo dimostrano.

    • Aggiungo, secondo me non c’è un’equazione tra “cupezza” e “prendersi sul serio”. Jeeg si prende sul serio, nel senso che Mainetti è consapevole della sua abilità tecnica e narrativa e la mette a frutto, anziché fare dell’auto-ironia per coprire mancanze. Manca l’auto-ironia ma c’è invece grande umorismo, si ride molto. La cupezza, il dark, è un’altra roba

  16. umbem

    Pensavo di essere l’unico ad aver considerato unbreakable un bel film, nonchè uno dei pochi ad averlo visto. La cosa mi faceva sentire uno sfigato.
    Leggo con piacere che non è così. La cosa mi fa sentire uno snob del cazzo, che è anche peggio.
    Ma il tutto è curato dalla speranza che mi regala questa rece sul cinema italiano – confermata dal fatto che tra gli esempi di buon cinema non abbia messo gomorra.

    Temo solo che il titolo, a differenza di suburra e non essere cattivo, rischi di taner lontana una buona fetta di pubblico per gli stessi motivi che hai sintetizzato benissimo con “perché noi siamo un popolo mediterraneo caldo pizza mandolino calcio mafia” a cui aggiungo “quindi amendola, ma purtroppo anche margherita buy e libero de rienzo”.
    Fortunamente, essendo già italiano, ci eviteremo traslazioni alla “scusa ma ti chiamo eroe”.

  17. Matteo Turotti

    Si potrà guardare da qualche parte?

  18. John Who?

    Molto contento, lo attendo con impazienza. Magari al prossimo giro riusciranno anche a dargli un titolo che lo renda vendibile in patria ed esportabile all’estero; così, giusto per evitare che risultati di botteghino inferiori alle attese ci facciano ripiombare nel medioevo cinematografico.

  19. Rocco Alano

    Ma vogliamo parlare di che Lupin della Madonna è Mastrandrea?!

  20. Neutron

    eh sì la fregatura è che non c’è mezzo trailer e/o data di uscita.
    maledetti.

  21. Zen My Ass

    Sono 6 anni che non vedo cinema italiano (e lo dico come dato di fatto, nessuna vanteria), ma se devo sceglierne uno per rimettermi al passo, questo mi sembra l’occasione giusta.

  22. Poisoned Ivy

    Woah.
    Quindi tutto il film c’ha quella pacca lì di Basette?
    Anche solo la metà tipo.

    Mi basta.

  23. Axel Folle

    OT

    Non Essere Cattivo l ho visto lunedì e al netto di tante belle cose non mi ha convinto del tutto per questioni legate alla sceneggiatura.

    PRECISAZIONE

    Non credo sia dovuto solo alle audio del mio pessimo cinema ma Suburra ha delle pecche grosse a livello di audio

    • AnnaMagnanima

      ha la musica un pò a cazzo ma alla fine si aggiusta. lo dicevamo in tanti.

    • Axel Folle

      non solo. mi spiace precisarlo perché Suburra è un signor film ma le scene con la pioggia o quando numero 8 parla nel parcheggio a motori accesi veramente non si capisce una sega e non penso sia solo colpa del mio multisala merdoso perche anche ad una visione domestica, pur essendo piu chiaro, il problema rimane

  24. Il problema è se un film del genere da noi trova un pubblico. Il ragazzo invisibile era una poverata ma c’era dietro il nome di peso di Salvatores, varie iniziative di marketing (es. il fumetto) e ha floppato comunque durissimo.

    Qua invece parliamo di un regista esordiente con ok il nome (abbastanza) di richiamo di Santamaria e una solida casa di distribuzione, ma quando si parla di esordienti da noi sale forte la diffidenza.

    Ad andar di culo insomma il film andrà bene all’estero e il regista stesso andrà a fare altri film all’estero. Se è bravo glielo auguro.

    • Paradosso triste possibile?
      Gente che ha preso la mezza fregatura con Salvatores snobberà questo per la legge di scottarsi con l’acqua calda eccetera.

      :(

  25. Donnie Harlin

    Grande rece e aspettative a millemila, non so se arriverò vivo fino a febbraio/marzo, potrei morire per l’ansia!
    Andrò senz’altro a vederlo al cinema e se sarà bello come spero scatterà il passaparola spudorato verso amici e conoscenti.
    Spero che meriti, che abbia successo e che cambi qualcosa per il cinema italiano…una rinascita del film di genere in Italia sarebbe un mezzo miracolo, ma forse dopo Suburra e questo, sperando che entrambi incassino bene, potrebbe intravvedersi un barlume di speranza, anche se ci credo poco…

    @umbem, Unbreakable spacca, filmone anche per me.

    @Rocco Alano, un lungometraggio su Lupin basato su “Basette” è uno dei miei sogni proibiti.

  26. kaiser Sozzo

    Visto al festival di roma. L’approccio al sentimentalismo e l’azione sono talmente ben calibrati che non ci spuo credere. Hanno fatto il meglio con quello che avevano a disposizione. Non osp pensare a cosa potrebbero fare con un budget piu grande. Mi sono commosso. Quest’anno è trittico regà: suburra, nn essere attivo e jeeg. Impensabile. Stiamo veramente rinascendo.

    • Axel Folle

      ma non saprei. in Italia il problema non è tanto la gente che faccia buon cinema a mancare, siamo totalmente scoperti da un’industria cinematografica. Insomma in Italia, per quel che riguarda i generi, manca una figura che veramente capisca il cinema, che lo gestisca e che possa direzionarlo verso un mercato, per dire manca un Luc Besson che poi a me i film legati al suo nome fan pure quasi tutti cagare ma è uno che ama il genere e riesce a venderlo.

  27. Roby-One Kenobi

    Il film io l’ho visto e ti fomenta a bestia.

    Amo le vostre rece!
    Grazie

  28. dirty harryhausen

    Visto (anche io) in anteprima a Lucca Comics preceduto da Basette e Tiger Boy: confermo parola per parola tranne che a me Unbreakable fece venire l’orchite.

    Sono uscito soddisfattissimo dalla sala, ma avverto a chi si sta facendo aspettative altissime che a mio parere non è un film in assoluto fantastico: la sua eccezionalità sta proprio nel suo essere una mosca bianca nella produzione nostrana e quindi sa di aria fresca. Il che non è comunque poco: onore a Mainetti, alla sua abilità tecnica e alla sua perseveranza nel costruire il progetto.

    bello anche l’uso della musica!

  29. Charles Sbronzo

    Ne ho letto in giro, ma dalle descrizioni non saprei. Mi state dicendo che non è una roba tipo Dobermann?

    • Zaku

      Scusa mi spieghi come ti è venuto in mente questo paragone..? Sono sinceramente curioso.

    • Fra X

      Oh, mamma che mi ricordi! XD Rammento quando vedevo il trailer da piccolo e mi dicevo: “Ma che cavolo di film è!?!” (non in senso positivo). XD

  30. samuel paidinfuller

    che belle cose che ho letto!!

    @LaRedazione
    si può pensare a qualcosa tipo un “up” della rece in vista dell’uscita nelle sale per evitare che i più ricoglioniti di noi se ne siano dimenticati da qui a febbraio?

    @George
    quel capolavoro di unbreakable anche senza la parentesi.

  31. Ruggero Deodorantato

    A questo punto comincio a darmi del coglione da solo per:

    1) Aver sempre snobbato “Basette” fino a questo pomeriggio
    2) Essermi perso “Non essere cattivo”
    3) Aver bollato preventivamente questo come “Ragazzo Invisibile – parte 2”

    Vedrò di rimediare degnamente guardandolo al cinema

  32. pasqualobianco

    Le cose che girano bene, per dire che girano bene:
    https://www.youtube.com/watch?v=–O9eyKIubY

  33. Bella

    GIGBA, cuore d’acciaio.

  34. Magari

    Off topic di svariate lunghezze: mi è capitato di sbirciare altri siti di cinema italiani, che vantavano acredine e spietatezza.

    ho trovato solo:
    – prosa accademica, pomposa e sgradevole (la buona vecchia antilingua contro cui ci metteva in guardia già San Calvino)
    – concetti tritissimi (‘la visione autoriale’ buona vs ‘blockbuster’ cattivo) e zero buon gusto
    – spocchia gigantesca, ovviamente immotivata e sinceramente un po’ ridicola.

    Questo solo per dire, e un internet award ha più peso del mio parere, lo so, che sono felicissimo di leggervi e di sentire la vostra voce critica contro certi parrucconi.
    Continuate così.

    Magari

  35. max

    questo film è un CAPOLAVORO! che non ha nulla da invidiare ai film marvel sui super eroi

    andate a vederlo che merita assolutamente…io lo vedrò sicuro al cinema una seconda volta e poi una terza e una quarta sisi

    • Andateacagare

      Ho aspettato che facessero questo film in televisione dal primo trailer che ho visto molti anni fa, pensando ERRONEAMENTE che fosse un film fighissimo…., Lo hanno fatto questa settimana a Marzo 2018 e devo dire a parer mio…..questo “Lo chiamavano Jeeg Robot” è una vera MERDA !! Cazzo, stiamo scherzando ??? Dobbiamo elogiare un film di questo tipo solo perché è stato fatto in italia ? Solo un drogato, delinquente e pure ignorante può trovare questa cagata un buon film e potrei sviluppare una tesi lunga quanto un libro per spiegarlo. Ha un senso solo il titolo, perché sicuramente dopo aver visto questo film, oggi io non nominerei nemmeno l’emittente televisiva dove è stato trasmesso. Non credo che voi siete gente minimamente intelligente, definire CAPOLAVORO questa merda OH,MIO,DIO!!! MI SONO SENTITO MALE A LEGGERE QUESTO COMMENTO !!

  36. alucab

    Riattivo questo thread per segnalare che sara’ al cine dal 25 febbraio

    Il trailer secondo me spacca

    https://www.youtube.com/watch?v=y8nHHmSiKzM

    E’ piaciuto pure a mia moglie!

  37. Axel Folle

    https://www.youtube.com/watch?v=wLhwZoMnGhY

    Intervista a Mainetti, consiglio una visioncina

  38. Ruggero Deodorantato

    Stasera si va, e mi porto dietro un amico che odia a prescindere tutto ciò che è cinema italiano: speriamo bene.

    • Ruggero Deodorantato

      E il risultato è… (rullo di tamburi)… positivo! Il film è piaciuto abbastanza al mio amico che “il cinema italiano è tutto monnezza” ed è piaciuto parecchio a me. Certo, i suoi difettini qua e là ci sono: sono uscito dal cinema con qualche “Sì, ma..” ma cazzo, la cosa più importante di tutte è questa: CI POSSIAMO LAVORARE! Questo può seriamente essere il punto di partenza, in culo ai ragazzi invisibili. Andatelo a vedere in sala e portatevi dietro un amico scettico.
      PS: Mi accodo alla richiesta di uno spin off su Marcellone, che in 20 secondi si mangia il film

    • Ruper Tevere

      Vero grande Marcellone

  39. Guillermo Deltoide

    Visto, mo me faccio chiamà Hiroshi Shiba

  40. Sergio Leone di Lernia

    Il piacere di vedere la sala del cinema piena. Spero che questo film cambi davvero le cose.

  41. Gojira Sauro

    Quanto cazzo è bello sto film?
    Non sarà un capolavoro, magari incasserà pure poco, ma sticazzi.
    Ne voglio altri 10 100 1000 a sto livello.

  42. Ruggero Deodorantato

    Appropò: si sa quanto è costato e quanto in teoria dovrebbe incassare per pareggiare?

    • solero

      il primo week ha fatto quasi 900.000 euro, ma non ho idea di quanto debba incassare per essere anche un buon successo dal punto di vista economico (con tutte le conseguenze del caso).
      io ho convinto qualche amico ad andare a vederlo e oggi andrò a rivederlo portando altra gente

    • Ruggero Deodorantato

      Anche io sto convincendo un po di persone. Purtroppo vedo un pregiudizio enorme verso il film. Il pubblico potenziale c’è eccome ma ancora non si fida.

    • Emir Kostner

      Il budget stimato è di poco inferiore ai 2 milioni di euro, e con il primo weekend siamo già a metà, più o meno. Mi auguro che nel prossimo non cali o che anzi, grazie al passaparola, addirittura cresca per almeno superare i 2 milioni. Considerando che la prossima settimana non ci sono grandi uscite, sono abbastanza fiducioso

    • Ruggero Deodorantato

      Non me l’aspettavo un budget così ridotto, è molto interessante questa cosa che dici! Comunque un’altra buona notizia è che nonostante abbia 150 sale in meno, ha fatto comunque più soldi del Ragazzo Invisibile al primo week end. Ora è tutto in mano al passaparola: sono ottimista

    • GGJJ

      Guarda io ho trovato la sala piena, ed è martedì. OK, sono a Roma e qui magari il film ha particolare appeal, ma è un segnale cmq positivo.

      Film cmq varie spanne superiore al ragazzo invisibile

  43. X-Meh

    Sono andato, ho supportato, ma alla fin fine ne sono uscito un po’ deluso, anche se tantissime cose su cui sperare.

  44. GGJJ

    Appena visto, esco ora dalla sala. Giudizio positivissimo, credibile Santamaria, grande Martinelli come Joker che non sfigura dinanzi agli illustri predecessori,pregevole la regia ed eccellente Ilaria Pastorelli, veramente una sorpresona! Magari saprà fare solo questo tipo di personaggi, non lo so. Però quest’interpretazione gli è venuta proprio bene.

    Altra sorpresa positiva, nonostante avessi letto la presente recensione, è QUANTO questo sia un film di supereroi. Cioè quanto la storia, aldilà della romanità (“drin drin” “chi è?” “sto cazzo!”. Vi giuro che la scena è fantastica) di ambientazione e personaggi sia classicamente supereroistica, ovviamente lato DC.

    Spero continui ad incassare bene perché voglio 2 sequel, come i Batman di Nolan

  45. Wim Lenders

    Riproponete questa recensione in prima pagina, abbiamo il dovere morale di non far cadere una roba così bella nel dimenticatoio.

  46. Ruper Tevere

    Bomba. Mi sono emozionato per la storia d’amore, Santamaria gigantesco (anche fisicamente), finale (ultimi due minuti dico) da manuale, napoletani paurosi. Personaggi italiani, meno piatti (o almeno meno per me) degli yankee e più profondi senza che si perda tempo con l’introspezione, dritti all’osso morale della questione (perché mai dovrei essere un eroe?), nessuno spiegone, nessun metaforone, solo un fottuto bel film. Di quelli che gli vuoi bene.

    • jax

      SPOILER la voce di Adriano Giannini alla radio nel finale, Santamaria che sembra di nuovo Batman sul colosseo…tanta roba…datemi altri dieci film così.

    • M.N.Shamannat

      Attori bravissimi tutti, al late nite show Marinelli a dichiarato:”Jared Leto? Me spiccia casa… anche a canta’ “.
      Di questo film mi piacerebbe vedere un sequel in formato serie televisiva.
      Bravo Mainetti DAJE!

  47. jax

    Visto ieri. UN MIRACOLO. Date altri soldi a quest’uomo. Sceneggiatura praticamente perfetta nella sua classicità.
    Grandi personaggi, un cattivo che fa impallidire molti film Marvel, una colonna sonora (sia nelle canzoni che nei pezzi da colonna sonora) di livello.

    Date tutto a Mainetti, date soldi a quest’uomo per girare altri film così!

  48. LUCA LUKE

    Lo Zingaro nel suo “travestimento” da villain non si sipira a Joker, ma a Antonio Conte, uguale!!

    • Ruggero Deodorantato

      Il make up dello Zingaro è infatti uno dei miei “Sì, ma..” del film. Insieme ad altre piccole cose. Diaciamo che dopo quella scena stupenda di lui che esce dal fiume inquadrato di spalle, mi aspettavo un look molto più inquietante.

    • LUCA LUKE

      Ancora più inquietante di Conte? Sei perverso ;) Io invece spero sia stato fatto apposta così il trucco.
      A voler rompere le palle, uno dei miei “Si, ma..” è la parte allo stadio
      SPOILERINI
      a parte che scavalca in curva sud ma poi sbuca in tribuna Montemario (sì lo so, sono un rompicoglioni) ma è una sequanza di maccosa continui: si menano fuori per mezzora e le guardie arrivano dopo un’eternità, tra l’altro in un luogo dove c’è sempre folla mentre lì è deserto. Poi continuano a picchiarsi in curva e gli altri X.000 spettatori presenti non battono ciglio, il che mi sembra un pò troppo estremo pure se avesse voluto inserire la scena nell’equazione da Domenica-in stadio=violenza.
      FINE SPOILERINI
      Però, ripeto, si tratta di fare la pulci a un film che al netto di tutto ho trovato estremamente positivo

    • Ruper Tevere

      SPOILER

      A voler essere sinceri, il più grosso MACCOSA è secondo la scena di trasformazione in eroe, quella con la mamma e la figlia, dove sbirri e mamma danno subito la bimba per spacciata…
      Ma io a sto film gli voglio bene, non fatemi fare sto gioco

    • Ruper Tevere

      SPOILER

      A voler essere sinceri, il più grosso MACCOSA è secondo me la scena di trasformazione in eroe, quella con la mamma e la figlia, dove sbirri e mamma danno subito la bimba per spacciata…
      Ma io a sto film gli voglio bene, non fatemi fare sto gioco

    • Ruggero Deodorantato

      Beh le imprecisioni ci sono eccome, non è un film perfetto. L’importante è che riesca a funzionare anche con le sue piccole imprecisioni, e mi sa che qui più o meno concordiamo tutti ;)

  49. AndreaGnarluz

    visto che hanno tolto i diritti sull’uso della sigla di Jeeg postata dal Rohmer, la ripiazzo qui….per cui SIGLA!
    https://www.youtube.com/watch?v=MDWD5Q0lc9I

  50. Shu-Shá

    Possiamo parlare un attimo della distribuzione e programmazione di questo film?

    Non so da voi, ma da me i due UCI più vicini lo danno OGNI GIORNO solo alle dieci e mezza di sera (AKA l’orario più in culo del mondo, visto che davanti c’è sempre mezz’ora di pubblicità).
    Il The Space invece ha orari normali e con tre spettacoli al giorno, ma da quanto ho capito da domani non è già più in programmazione.

    Anche da voi c’è questo “ostracismo light”?

    • Gojira Sauro

      Da me UCI settimana scorsa lo faceva a svariati orari, decenti e meno decenti ma per tutti i gusti. Zona Ancona.

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