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Batman v Superman: Lo scontro redazionale

Abbiamo mandato due dei nostri più agguerriti redattori a vedere Batman v Superman sperando che finisse in rissa, e così è stato. Mettetevi comodi e leggete lo scontro più importante della storia delle riviste di cinema da combattimento.
Casanova v Quantum: voi da che parte state?

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Mi sono divertito! A me è piaciuto!, di Casanova Wong Kar-Wai

C’è un momento che mi è rimasto particolarmente in mente di Batman Vs. Superman: Dawn of Justice. Cioè, in realtà sono tanti i momenti che mi hanno emozionato (amici, che vi devo dire: sono uno dei pochi a cui è piaciuto. Chi l’avrebbe mai detto?), ma questa sequenza mi è tornata alla memoria a fine serata, durante una sigaretta che stavo fumando, malinconico e romantico, in terrazza a casa di amici al mare. Ero lì che guardavo le luci delle barche lontane, perse all’orizzonte e ho pensato: “Ma tu pensa Batman. Cioè, scusa. Tu pensa Bruce Wayne. Insieme a due vere e proprio divinità a combattere contro un Mostro uscito dagli inferi, un nemico mortale, apparentemente imbattibile… e Bruce se la cava. Cioè, con tutte le sue debolezze, considerando che è un uomo – semplicemente un uomo – ce la fa. Per gli altri è diverso, chiaro, ma se uno di quei pugni andasse a segno, se  una tonnellata di quelle macerie che gli altri tirano giù ogni volta che muovono un passo dovesse anche solo sfiorarlo, per lui sarebbe finita. E allora che fa? Si barcamena, un po’ come Diego Abatantuono in Sballato, Gasato, Completamente Fuso. Attira Doomsday dove vuole lui e poi ripiega, scarta e mette a segno qualche timido colpo. Poi, una volta finito tutto, lui è ancora lì in piedi, sul campo di battaglia, dove qualcuno c’ha anche rimesso la pelle. Un Mostro imbattibile, due divinità e un Uomo sul campo. E l’Uomo è ancora in piedi. Pazzesco, no? Quanto ti può cambiare una cosa del genere?”. Avete visto Everest? Quanto era noioso, Everest? Madonna mia. Un mio amico mi ha detto che il libro da cui è tratto, un saggio di Jon Kracauer, in realtà non è niente male. Mi ha detto che la parte più importante dello scritto è quando uno dei ricchi civili che si mette volontariamente a rischiare la vita, pagando un botto di soldi per fare un’impresa titanica come quella di salire su una delle vette più alte al mondo, spiega per quale motivo lo sta facendo. La risposta è forse una delle migliori risposte io abbia mai sentito in vita mia. “Bè, avrò sempre qualcosa di interessante da raccontare all’aperitivo”. Poi ho spento la sigaretta, son tornato dentro e ho raccontato ai miei amici di quella volta che sono andato a sciare a Punta Hellbronner, a 3462 metri sul livello del mare.

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Anche Batman scia a Punta Hellbronner.

Il mondo di BvS: Dawn of Justice è un mondo in cui ci sono degli Dei, ma soprattutto degli Uomini che hanno il coraggio, la voglia e l’ardire di mettersi a sfidarli. È un mondo diverso da quello dei nostri amici d’infanzia, gli Avengers, dove al fianco di noi esseri umani ci sono dei simpatici amici colorati che ci difendono e ci strappano una risata a denti stretti. Qui le cose si fanno sempre più cupe. Da una parte della baia c’è una città, Metropolis, che deve la propria sopravvivenza a Superman, un alieno che ha creato più danni collaterali che altro. “OK, ti abbiamo fatto anche una statuina per ringraziarti, però prometti di non incazzarti mai che se un giorno sbrocchi e ti sale il sangue alla testa, può essere che ci spazzi dalla faccia della terra in men che non si dica”.  Al di là dell’acqua c’è invece Gotham City, un posto in cui c’è Batman a tenere in piedi la baracca. Uno di cui tutti hanno paura: i criminali, che si trovano a dover affrontare uno che non vede l’ora di marcarli a fuoco, e i poliziotti che se lo trovano nascosto nell’ombra, manco fossimo in un horror dove giri l’angolo e Bubu7te. Un uomo pazzo da anni, consapevole della propria pazzia, il cui unico appiglio alla realtà – un maggiordomo con le fattezze di un Jeremy Irons con cui possiamo finalmente fare pace, dopo anni di faccette e cascami artistici vari – gli fa presente che “Un tempo sapevamo dove stava quel limite che abbiamo giurato di non superare”. E lui, Batman, Bruce Wayne, un Ben Affleck mai così in parte (pur nella sua ricercata fissità) risponde: “Un tempo, Alfred. Poi sono arrivati gli Dei. E le cose sono cambiate”. Mi fa un po’ ridere pensare al trailer del prossimo Civil War, in cui si vedono Cap e balotta messi di fronte a quel casino che hanno combinato quella volta in cui a Loki erano presi i cinque minuti e: “Ops! S’è rotto un uovo a Orietta Berti!”.

"Le sue uova sono al sicuro con me, Signor Wayne"

“Le sue uova sono al sicuro con me, Signor Wayne”

La strada percorsa dalla DC, rispetto a quella battuta dalla Marvel, in questo senso, è molto più matura e interessante. Anche perché ogni tanto ci si può pure concedere il lusso di scordare di essere di fronte alle creazioni di Bob Kane & Bill Finger e Jerry Siegel & Joe Shuster. Tranquilli, amici nerd pronti a ritirare fuori quel vecchio numero di Batman che custodite gelosamente nella bustina di plastica since 1995, c’è ovviamente pane per i nostri denti di appassionati collezionisti dalla penna rossa, ma è un punto di partenza. Il bellissimo incipit in cui assistiamo all’ennesima ricostruzione della genesi dell’Uomo Pipistrello (migliori titoli di testa dai tempi di Watchmen), quella figata atomica della Batmobile, l’amore tra quella palla micidiale di Lois Lane (Amy, ma cosa ti è accaduto?) e Clark Kent, sono le basi da cui partire per costruire una storia che parla di quello che ha voluto volare troppo vicino al sole e poi s’è bruciato le ali, dell’Angelo che s’è ribellato ed è caduto sulla Terra, dell’uomo che con una fionda si mise in testa di tirare giù un gigante, ecc…  Ma come? Ma allora non è un film dove poi c’è Batman che si mena con Superman? Sì, sì, c’è anche quello. Come anche un milleduecento rilanci ai prossimi progetti cinematografici della DC (e non sai le risate che si fanno quelli più furbi di tutti, quelli che hanno il patentino di nerd ufficiali perché guardano The Big Bang Theory, quando compare Aquaman! Ahahahaha, Aquaman! È un supereroe sfigato! Me l’ha detto a Sheldon! Bazinga!), ma sembra quasi che sia tutto un pretesto, una scusa per parlare d’altro. Per creare dei bellissimi tableaux vivants in cui dei messicani truccati per il dia de los muertos si inginocchiano al rallentì di fronte a Sup, Batman derapa a bordo della sua macchina mentre incrocia lo sguardo con il suo terribile avversario, Wonder Woman incrocia i suoi bracciali per parare un ultraraggio cosmico.

Tableaux vivant.

Tableau vivant.

Sì, dai, Zack Snyder lo conoscete. Sapete che parliamo del regista con la mano più pesante del mondo, forse il più grosso zarro che abbiamo in attività, quello che aveva fatto Sucker Punch solo perché gli hanno detto che poteva mettere in una sola inquadratura gli occhi di Emily Browning vestita da scolaretta e un samurai gigante armato di katana berserk. Qui, con tutti i suoi limiti (che immagino per coloro che lo apprezzano siano esattamente i suoi più grandi pregi), si comporta decisamente bene, alternando in modo fluido i suoi momenti swag ai momenti di raccordo (aka, le sequenze “normali”, dove poi viene fuori che non è capace). Insomma, mi sto sbilanciando e qui affermo che BvS: Dawn of Justice è il miglior film di Snyder. Certo, con una caterva di problemi e pesantezze (la colonna sonora criminale che mette insieme i difetti dei due autori Zimmer e Junkie XL, il digitale di Doomsday, la durata eccessiva, l’accumulo di finali), cose sbagliate quando non addirittura incomprensibili (vogliamo sederci e affrontare il tema: Batman nel deserto meets Mad Max e i mostri zanzare copiati da quelli di Io Sono Leggenda?), ma siamo di fronte in maniera piuttosto innegabile a un film potentissimo, capace di farvi cadere la mascella dallo stupore, pieno di momenti fuck yeah, con il miglior Bruce Wayne di sempre (sì, di sempre, raga), con un grande Lex Luthor (per noi sicuramente rovinato dal doppiaggio, ma si vede che Eisenberg è perfetto). Poi, oh, se avete deciso a priori che questo è un brutto film…

DVD-Quote:

“Batman v Superman: Il miglior film di Zack Snyder”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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Mi ha fatto veramente cagare, di Quantum Tarantino

Batman v Superman: Dawn of Justice si apre sul combattimento finale tra Superman e Zod che tanto aveva fatto discutere in Man of Steel, ma te lo mostra dal punto di vista di Batman e per un breve, intenso momento pensi che Zack Snyder, forse, in vita sua ha avuto un’idea: trasformare il dibattito che si era creato intorno al film precedente in parte integrante del suo seguito.
Al termine di Man of Steel, dopo aver visto Metropolis rasa praticamente al suolo nel corso della scaramuccia tra due kryptoniani senza il minimo senso civico o della misura, ci eravamo chiesti che razza di Superman fosse quello creato da Snyder e da Christopher Nolan (che, ricordiamo, nel 2013, fresco del successo della sua trilogia di Batman, era attivamente coinvolto nel reboot di Supes), se le sue azioni in quel film si potessero davvero dire degne di un supereroe. Tre anni dopo, se lo chiede anche la brava gente di Metropolis e, cosa ben più importante ai fini del nostro divertimento, almeno un onesto abitante di Gotham City.

È una trovata interessante, che prende atto di quello che è considerato il più grosso SBAGLIO di Man of Steel (a torto o a ragione non è importante: è quello di cui tutti si ricordano e di cui tutti parlano), lo contestualizza e porta a un livello ulteriore la discussione sulla natura e sul senso del supereroe e dei cinecomics, ma soprattutto se ne serve come pretesto perfetto per innescare l’epico scontro che stavamo aspettando di vedere al cinema da circa tutta la vita.
Poi il film inizia veramente, e tutte queste considerazioni se vanno giù allegramente per lo scarico del cesso.

Io volevo essere quello che lo salvava, questo film. Quello che contro tutto e tutti riusciva a divertirsi, a trovare ciò che di buono si nascondeva sotto una pioggia scrosciante di stroncature, ribaltava il risultato su Rotten Tomatoes e veniva portato in trionfo fino agli uffici della DC dove sarebbe stato nominato nuovo editor in chief a vita. Purtroppo, come disse Yoda a Morpheus nel quinto Star Trek, non ero io il prescelto.
O più probabilmente Batman v Superman è un disastro senza senso, senza idee, senza possibilità di redenzione e, secondo Variety, perfettamente in grado di incassare un miliardo di dollari entro le prossime 3-4 settimane.

La domanda che mi sono sentito fare più spesso da quando ho visto il film è quanti danni faccia Ben Affleck nel ruolo di Batman e con una certa soddisfazione (non ho mai avuto nulla contro di lui, ma mi sono convinto fosse perfetto per il ruolo dopo averlo visto, non ci crederete mai, in Gone Girl) tutte le volte rispondo che per il poco che fa, non fa affatto male. Quello che nessuno mi chiede è se effettivamente si tratti di un bel Batman, e lì casca l’asino perché, da lettore tra l’appassionato e il molesto, devo confessare che non è che mi faccia proprio impazzire questa cosa di Batman che marchia a fuoco i criminali e spara alla gente, eh.
(OK, non spara direttamente alla gente con una pistola, fa fuoco con apposite bat-mitragliatrici dal suo bat-jet, ma sospetto che i bat-proiettili facciano male esattamente come i proiettili normali.)
È un tradimento bello grosso rispetto al canone e, anche se non è la prima volta che si vede una roba del genere (ricordo bat-mitragliatrici sia sulla bat-mobile di Burton che sulla bat-moto di Nolan), l’impressione generale è che il Batman di Snyder, più di qualunque altra sua incarnazione, non abbia posizioni troppo precise sul fatto di non uccidere e se ne sbatta sostanzialmente il cazzo di lasciarsi alle spalle camionate morti e feriti nella sua crociata contro il crimine, il che fa di lui un gigantesco bat-ipocrita, visto che l’intera premessa del film è lui che guarda la distruzione causata da Superman e sbraita “è un irresponsabile, non gliene frega niente dei danni che fa!”.

Ma anche questo andrebbe benone se Snyder fosse riuscito a, uhm, spiegare queste scelte, non dico attraverso un percorso intrapreso dal personaggio, ma con qualcosa di più consistente di una battuta (“non scassarmi il cazzo, Alfred, alla fine sono un criminale anch’io”) e qualche allusione qua e là al fatto che facendo questo mestiere da 20 anni, col tempo Batman si sia un po’ indurito.
Il problema non è che Batman spari alla gente. Il problema è che niente in tutto il film sembra anche solo provare a contestualizzare questa caratterizzazione così estrema. Snyder apre facendo lo splendido, ci dice “non devo dirvi niente, tanto sapete già tutto”, che ha pure senso perché non c’è obiettivamente tempo per raccontare per l’ennesima volta le origini del personaggio, e poi lo porta in un luogo in cui non ha alcun senso o alcuna ragione per stare.

Il problema di Batman, in Batman v Superman, è che in 150 minuti di film Zack Snyder, a differenza di Burton, di Nolan e persino di Joel Schumacher, non è riuscito a dirci chi è Batman secondo lui.

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Su Superman non so neanche se vale la pena soffermarsi.
Nella foga di raccontarne una versione più oscura e più ambigua, di gettare un’ombra su quel gigantesco metaforone cristologico e far germogliare, in Batman come nello spettatore, il dubbio che non sia necessariamente la figura salvifica che tutti quanti credono (e quando dico “far germogliare il dubbio” intendo Lex che grida come un invasato varianti del concetto “Superman non è un dio ma un demone” circa ottocento volte nel corso del film), ne è venuto fuori un personaggio così simile a Batman che non ha alcuna possibilità di risaltare, in un film in cui c’è già anche Batman.
Di tutte le sue incarnazioni televisive e cinematografiche questa è in assoluto la meno interessante. Non è un sociopatico e non è un boyscout, non è umile ma nemmeno arrogante, non è un dio ma neanche un uomo, è un Big Jim senza carisma interpretato da, beh, un Big Jim senza carisma.
Il problema di Superman, in Batman v Superman, è che è il seguito di Man of Steel.

Diversi come la notte e il pomeriggio tardo.

Diversi come la notte e il pomeriggio tardi quando inizia a fare buio.

L’idea di Superman e Batman che se le danno è intrigante perché, tradizionalmente, i personaggi sono così profondamente uno l’opposto dell’altro che il pubblico muore dalla voglia di vederli confrontarsi: quello che rispetta le regole contro quello che le infrange, quello che indossa un costume per infondere speranza nella gente contro quello che lo indossa per terrorizzarla, quello le cui azioni sono state ispirate dall’amore dei genitori contro quello le cui azioni sono ispirate dall’odio verso chi glieli ha portati via, quello che è nato con un dono contro quello che si è ritagliato il suo ruolo in un pantheon di superumani con la fatica e il duro lavoro, quello buono contro quello incazzato.

A nessuno importa vedere chi vince alla lotta perché, andiamo, uno dei due spara laser dagli occhi, la gente vuole vedere confrontarsi le rispettive filosofie, i rispettivi modi di vedere il mondo, vuole vedere chi ha ragione, chi ne esce moralmente vicintore. E con 150 minuti a disposizione, tutto quello che riesce a fare Snyder è mettere in scena l’epica lotta tra un tizio accigliato vestito di nero e un tizio accigliato vestito di blu scuro, due mezzi stronzi che si affrontano in una battaglia di una violenza inaudita senza un vero motivo (dire “sono stati manipolati da Lex” non fa un buon servizio né a loro, né a chi ha scritto la sceneggiatura, né a Lex che rivela a sua volta di non avere un vero motivo per averli fatti scontrare a parte quello di essere uno stronzo completo), dove il buon proposito e il coraggio di riportare alla luce il dibattito attorno al finale di Man of Steel, quel “ho ascoltato le vostre critiche, ne ho fatto tesoro, questo è il mio rilancio”, si riduce a una serie di battute lette offscreen che risolvono ogni controversia sulle responsabilità oggettive dei supereroi (e dei loro registi) assicurandoci che tanto le zone in cui stanno combattendo, questa volta, sono disabitate.

Still a better love story than Twilight.

Still a better love story than Twilight.

In effetti, la tendenza a dire invece che mostrare è piuttosto ricorrente, anzi, diciamo pure che Batman v Superman è di un didascalico abbacinante (vedi alla voce “Lex Luthor spiega cose”) e, nonostante questo, parecchie cose continuano a non essere chiare neanche una volta urlate col megafono. Giocare a “trova gli errori” non è critica cinematografica, ma quando di fronte a un film talmente piatto il tuo cervello non ha niente di meglio da fare che iniziare a stilare la classifica dei MACCOSA (il mio preferito è quando la furia omicida di Batman si placa improvvisamente grazie alla magia del “le nostre mamme si chiamano tutte e due Martha”), due domande te le fai.

La sceneggiatura di Batman v Superman (opera dell’onnipresente David Goyer e dell’autore di Argo Chris Terrio) è un pasticcio pieno di buchi, contraddizioni e forzature, cioè è la sceneggiatura di un film di supereroi; ma il lavoro del regista, in un cinecomic, non è arrivare con uno script a prova di bomba e prendersi i complimenti (circa quello che è successo con Watchmen), è mettere in scena uno spettacolo abbastanza divertente da farti dire “ma che cazzo me ne frega se non ha senso”.

Una cosa senza senso a caso.

Un altro MACCOSA bello grosso.

L’idea che passa è che ci fossero un tot di scene che bisognava fare perché andavano messe nel trailer – Batman che mena Superman con la bat-armatura presa di peso da Miller; lo scenario distopico con Superman dittatore e Batman ribelle preso quasi di peso da Injustice; Batman che stende a mani nude un mucchio di sgherri presa di peso da Arkham City; Batman, Superman e Wonder Woman che combattono Doomsday presa di peso da Dragon Ball Z – e poi si sia cercato scientificamente il metodo in assoluto più pigro possibile per legarle tra loro. Vogliamo parlare di quando Bruce trova nel computer di Lex un file chiamato “superumani” con dentro tante cartelline quanti i futuri membri della Justice League, ognuna già decorata da quello che sarà il loghino del rispettivo supereroe? Questa è gente che si caga addosso al pensiero di mettere i mutandoni a Superman per paura di non sembrare abbastanza seri, ma che per mettere una spunta alla propria to do list è capace di uscirsene con un’idea che farebbe sorridere pure in un cartone animato.

Per quasi metà film (raccontare una storia, tratteggiare dei personaggi) Snyder è drammaticamente fuori dal suo elemento e per l’altra metà (i combattimenti) è così esagerato, pacchiano e fuori controllo da far rimpiangere la il garbo e la pacatezza di Michael Bay. L’unico momento in cui pare appena appena a suo agio è la sequenza di assoluta gratuità del training porn di Bruce in vista del combattimento decisivo con Supes: lì davvero vedi il tocco del regista di 300 che sa far brillare il sudore sui pettorali di un maschione in odore di fascismo. Tutto il resto è abbiocco.

Cos’è rimasto fuori?
Jesse Eisenberg nel ruolo di Lex Luthor è ok, credo, se vi piacciono i cattivi clowneschi logorroici geniali con l’Asperger. Il mercenario russo ha dei tatuaggi da mercenario russo davvero fichi. Lois Lane è una punizione inflitta agli spettatori. Gal Gadot che fa Wonder Woman non racconta niente di nuovo rispetto ai trailer e alle foto usciti durante la promozione del film, è veramente tutta lì: compare sette minuti, dice due battute, mena. Se sono curioso di vedere il film su Wonder Woman è perché è obiettivamente una cosa curiosa un film su Wonder Woman, di certo non perché mi abbia incuriosito questa fiacca e sovraccelebrata guest starring; chiunque vi racconti che la sua sola presenza salva il film o mette in crisi il patriarcato si droga pesantemente.

Bella Gisella!

Batman v. Superman dura due ore e mezza e racconta almeno 4 storie diverse (il seguito di Man of Steel, Il ritorno del Cavaliere oscuro di Frank Miller, La morte di Superman di Dan Jurgens, e contemporaneamente deve gettare una quantità di premesse per il film sulla JLA), lo fa male, senza idee, senza il senso della misura, si contraddice, si ingarbuglia si complica inutilmente la vita e poi cerca scappatoie maldestre.

Se questo è quello che riesce a fare la DC con i due più grandi, più iconici supereroi di sempre, non vedo l’ora di vederli alle prese con Cyborg.

DVD-Quote:

“Batman v Superman: Chi troppo vuole, nulla stringe”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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221 Commenti

  1. Lars Von Teese

    solo sui 400 calci comunque si possono vedere certe cose:

    Per un film costruito tutto sulla sceneggiatura come hateful 8 c’e` gente disposta tranquillamente a passare sopra a buchi e debolezze evidenti di scrittura, mentre per un film come Batman v Superman, chiaramente un film D’AZIONE che punta tutto sul casino visivo (scene di combattimento, effettoni, etc. etc.) vedi le stesse persone farsi le seghe a due mani su come la storia sia piena di buchi e bla bla bla…

    se ve piace cosi`

    • frabb

      la verità è che vorremmo tutti vedere tarantino che dirige un batmam a caso.

    • Marco

      Non penso che qualcuno potrebbe fare meglio di Nolan, anche per questo secondo me l’accoglienza di questo Batman non è stata quella che ci si aspettava

  2. Signor Oscuro

    Per amor del divertimento condivido la mia personale opinione sul philm in questione.

    Un arabo a caso spara ai genitori Benestanti e repubblicani del futuro Batman nel solito vicolo buio, il tutto in modalità ralenty spinto e con dettaglio artistico del bossolo che cade e delle perle che si sparpagliano in giro per sottolineare meglio la drammaticità della situazione.

    Per questo il fanciullo diverrà un vigilante che, pur sparando alla gente e marchiandola a fuoco sulle chiappe, riuscirà a conservare quel tanto di superiorità morale necessario a fare la lezioncina ad altri tizi per il loro uso eccessivo della forza.

    Mette quindi in atto una guerra personale a difesa della libertà di autodeterminazione dell’essere umano rispetto a divinità aliene e dei valori di una volta, quei bei tempi in cui per ammazzare o storpiare dovevi ricorrere a mezzi normali, e non a odiosi e antidemocratici raggi di energia dagli occhi.

    Tuttavia, dopo la doverosa scazzottata -per la quale fino a quel momento i poveri spettatori avevano sopportato oltre un’ora e mezza di totale rottura di coglioni, dialoghi insipidi, LOLWUT, caratterizzazioni sciape e approssimative e supercattivi nerd insicuri e balbettanti con manie di “vi spiego la verità sulla vita, l’universo e tutto quanto”- finalmente capisce che la sua mamma e quelle degli altri hanno lo stesso nome e quindi alla fine della giornata siamo tutti figli di una mamma. La mamma come grande livellatore della condizione esistenziale di umani e semidei alieni.

    Però quelli che son rimasti svegli fino alla fine, mi dicono checcè le migliori scende dazzione dai tempi di sempre, che per vedere scene di menare meglio di così toccherà aspettare come minimo l’arrivo dell’armageddon o il remake di “Jesus Christ Vs Mutant Zombies from Outer Space”.

    Io attendo fiducioso.
    L’Armageddon.

  3. Wim Lenders

    Recuperato ieri a 3€ grazie ai cinemadays.
    La cosa brutta è che mi ha talmente lasciato indifferente che non mi ritrovo con nessuna delle due recensioni e che non ho la minima voglia di andarmi a rileggere i millemila commenti precedenti.
    150 minuti di noia e sbadigli.

  4. Tango & Husserl

    Grande Casanova, ho apprezzato la tua recensione.

    Il film sicuramente non è del tutto risolto, le magagne ci sono, ma quando assesta bene i colpi, fa del gran bel cinema.

  5. AndreaGnarluz
  6. Michael Gnaglas

    Quando capii che questo era il seguito di Man of steel la mia attesa crollo’ per un momento. Non mi era proprio piaciuto, belle le scene di lotta si, ma non giustificano assolutamente il resto. Qui se possibile hanno fatto anche peggio. A parte lo stupro di due storie, anzi una e mezzo dato che il combattimento tra Sups e Bat e’ parte di una storia del pipistrello, che di per se non c’entravano niente una con l’altra e continuano a non entrarci una emerita alla fine di due ore e mezzo. Cioe’ la questione dio-uomo come e’ andata a finire?Che alla fine Lex e’ sempre il cattivo e Super e’ sempre super. Bella novita’. Ma poi anche i combattimenti. ma Superman sa solo tuffarsi pugni in avanti e lanciare raggi?Un minimo di varianza che so..ma cio’ che ho odiato, ancora piu’ della genialata “Marta!Marta?Marta!Perche Marta?” e’ come hanno trattato Doomsday. Cioe’ quello che per primo nella storia ha mazzolato come un tappeto Superman, (perche’ per tutto il fumetto il bello in calzamaglia prende una scarica di legnate che lo lascia gonfio sanguinante) senza trucchi magici o kriptonite, anzi prima si era gia’ lavorato tutta la JLA con una mano sola, non solo lo trasformi nella copia dell’Abominio di Hulk, non solo lo fai sembrare un luna park tra lucine e onde elettromagnetiche, ma poi adesso vogliamo dire che Dooms e’ Zod???E col sangue di Lex???Questa proprio non l’ho mandata giu’. Va bene rivisitazione ma un conto e’ rivisitare, un conto e’ dire scrivere e girare ca**ate. Era meglio che facevano come nel fumetto, che lo fanno uscire da sotto terra senza spiegare chi cosa e perche.

  7. ermenton kazzuriza

    #TeamQuantum tutta la vita, hai detto tutto bro!
    Aggiungo solo una cosa: Questo film è tanto una cagata, ma così tanto una cagata che quando cago sento “Marta!!”

  8. Zavits

    Recuperata la extended in originale. Che dire, il film risulta essere più coerente e fluido dal punto di vista della trama, a tal punto che non si capisce perchè mandare nei cinema una versione che faticava a comprendersi nella prima ora, nonostante un plot oggettivamente semplice. Il Lex Luthor di Eisenberg rimane uno strano miscuglio di genio, mitomane, afflitto da un miliardo di complessi ed insicurezze ma dalla cui interpretazione filtra una lucida pazzia (da “this is your doomsday” a “l’ho chiamatao Doomsday!” c’è una bella differenza).
    Francamente ad una seconda visione non capisco lo scandalo sul “Martha”: Batman/Bruce viene colto di sorpresa dal sentire pronunciare questo nome perchè non solo vive nel ricordo dei suoi genitori di cui visite spesso le lapidi ma è anche l’ultimo respiro del padre prima di morire che lui ricordi. Mah, in questo nei comics succede anche di peggio.
    Francamente mi sembra più riuscito anche dello stesso Avengers quanto meno nelle parti action, là non potevo soffrire che i personaggi di Hawkeye e Black Widow se la cavassero senza un graffio contro GUERRIERI SOLDATI ALIENI DA UN’ALTRA DIMENSIONE DOTATI DI FUCILI LASER (che abbattevano con: frecce, colpi di rivoltella, pugni e calci…).

    • Capitan Ovvio

      Anche io ho visto la versione estesa, e sinceramente parlare di cacata e clamorosi buchi della trama mi pare ingiusto e da prevenuti

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