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Jean-Claude Van Gogh

Se vi stavate chiedendo la nostra su They Look Like People

Regolarmente ci sono periodi in cui i film di genere prendono improvvisamente vita non appena tutti possono scaricarli e parlarne sui vari social, Letterboxd in primis. C’è sempre quella manciata di film che creano un passaparola tale da spingere anche i meno appassionati a dargli una possibilità, e poi ci sono quelli che, comunque, se li cagano solo i fissati, quelli che scaricano tutto o vedono appena è disponibile su Netflix. Tipo noi, insomma. The Invitation era uno di questi. Baskin un altro, ad esempio.
Ci sono poi film che girano per i vari festival di genere perché fatti per un determinato tipo di pubblico ma che, alla fine, non sono proprio quanto di genere vorremmo. Il caso del momento, per quanto mi riguarda (perché come minimo è un problema che mi sono posto solo io), è They Look Like People, un thriller psicologico ai minimi termini spacciato vagamente per horror di matti che sta piacendo a tanta gente. Anzi, direi che più o meno chiunque l’abbia visto ne ha parlato bene, e a ragione: è un film dall’atmosfera azzeccatissima che fa quasi tutto con i suoni e tre attori, prodotto con una crew al minimo (Perry Blackshear gira, scrive, produce, monta immagini e suoni) ma che sembra fatto da gente navigata. Uno di quei film di paranoia dura che potrebbe sfociare in qualsiasi cosa: massacro, monster movie, alieni tuttifatti, cospirazione governativa. Chi lo sa, la paranoia serve a questo, a creare mistero. In questo caso non vi dico in cosa finisce, ma diciamo che non finisce come forse ci si aspetterebbe da un film dal terrore psicologico recensito su queste pagine. Alla fine della fiera, la storia è una bromance tutta sconclusionata mascherata da horror psicologico, un racconto di amicizia che va dove i racconti di amicizia dovrebbero andare e, giustamente, non dove i film horror invece vanno. Ci sono sì quei due, tre momenti che a tensione fanno la loro sporchissima figura, ma le soluzioni scelte sono poi lontane da qualsiasi genere.
Insomma, They Look Like People è un bel film indipendente, dura poco e fa quel che deve fare, e questo post serve come risposta alla domanda “Parlerete di They Look Like People?”. Ecco fatto.

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She looks like alieno tuttofatto.

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9 Commenti

  1. pasqualobianco

    Ne parlerete sicuramente con “occhi bianchi rotanti”.

    https://www.youtube.com/watch?v=G-XZhKqQAHU
    (min 04:53)

  2. Zen My Ass

    Boh, che dire? Sara’ che sono sbronzo duro, ma mi e’ salita la scimmia di vederlo.

  3. Tudifadi!

  4. Alex
  5. cutter

    boh, a me sto baskin ha davvero lasciato il vuoto pneumatico, al di là del direttore della fotografia tifoso del genoa. ma questo mi intriga maggiormente, e non ne sapevo nulla. sempre sul pezzo

  6. samuel paidnfuller

    e invece della seconda stagione di daredevil ne parlerete?

  7. Boh. Per carità tre attori, tre ambienti e una strada: e comunque il film non ti molla. Già questo vuol dire qualcosa.

    Però non si scatena mai. Dipsiace perché al netto dei limiti di budget sarebbe stato bello vedere qualcosa oltre alla bella tensione. Tipo nell’inquadratura iniziale.

    Pensavo fosse un mostro/alieno/vampiro e invece era paranoia dura.

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