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Baskin: incubi, rane, nani malefici. Cosa volete di più?

– Cicciolina, parlami di questo film turco che si chiama Baskin.

– Cominciamo col dire che “Baskin” in turco vuol dire “The Raid”. Una scelta di titolo curiosa e dopotutto ingiustificata. Forse il neoregista Can Evrenol voleva attirare il pubblico con l’inganno, promettendo balaustre e botte da orbi, e invece…

– Quindi niente balaustre e nemmeno botte?

– No. Però ci sono sangue, torture e cannibalismo. E tante rane. Ti va bene lo stesso?

– Ma quindi a che “raid” si riferisce il titolo?

– Beh, grossomodo è fedele alla trama: cinque poliziotti entrano in un palazzo e vanno nei cazzi.

– Tutto qui?

– Tutto qui.

– Ma non è un po’ poco?

– No.

– E l’approfondimento dei personaggi?

– Non ci interessa.

– Cicciolina, ma mi prendi per il culo? Tu che sborri sempre di fronte alle menate psicologiche contorte perverse?

– Prima di tutto io non sborro, casomai squirto; e poi fidati, Baskin non è un film stupido; non gli serve l’approfondimento dei personaggi perché è già archetipico, psicanalitico e onirico di suo.

– Hai detto tre paroloni intellettuali. Ti senti meglio?

– Sì.

Prove a carico

Prove a carico

Insomma Baskin, opera prima di Can Evrenol tratta dal suo cortometraggio omonimo, è la rarefatta vicenda di un gruppo di poliziotti spacconi (ma dopotutto potevano anche essere fruttivendoli o impiegati del catasto) che si confronta con le proprie fobie, memorie, allucinazioni, girata come una ambigua mise en abime di sogni concatenati; una sorta di Amer con più trama, o di eXistenZ con meno trama, o di Inception con meno trottole. Prende le mosse da un nebuloso ricordo d’infanzia di uno dei protagonisti e si fa via via sempre più truculento – specie quando i cinque colleghi, dopo aver mangiato carne di dubbia provenienza e aver incontrato personaggi misteriosi (e un casino di rane, messaggere di sventura!), finiscono nelle viscere di un palazzo in cui si svolgono i rituali di un culto infernale capeggiato da un turco piccoletto e pericolosissimo, il “Padre”. Lo so, a dire “turco piccoletto e pericolosissimo” state pensando a lui qui sotto, ma non abbiate paura, questo è solo un film.

In questo sottomondo terrificante, dove la loro legge vale meno di una zampa di rana, i poveri poliziotti andranno incontro a contrappassi sessuali, sevizie e umiliazioni da parte di donne ibridate con bestie, tanto brave a ingropparsi a vicenda quanto a macellare malcapitati; è da notare che non lo fanno per sadismo come in un torture porn qualsiasi, ma per cibarsene: i procedimenti di preparazione della carne umana sono precisi e dettagliati, e la consunzione chiaramente dettata dalla fame. Viene addirittura da pensare che i fedeli del Padre abbiano avuto qualche buon motivo per lasciarsi alle spalle il mondo “normale”, che viene mostrato solo come fantasma del passato, e sprofondare nella loro tenebrosa comune ctonia.

Mi dia tre etti di fesa di pompiere e una manciata di trita di bibliotecario, grazie.

Mi dia tre etti di fesa di meccanico e una manciata di trita di bibliotecario, grazie.

Il film è girato interamente di notte con una tavolozza cromatica dai colori violenti e che gioca con forti contrasti fra luce e ombra,  angolazioni espressioniste, movimenti di macchina sinuosi e labirintici; pur esplorando vari “livelli” di sogno dentro il sogno, il mondo di Baskin è tutto racchiuso nell’oscurità, come se la luce del sole semplicemente non esistesse più. La sua forza suggestiva sta nelle immagini surreali e nell’immediata simpatia che sentiamo per i poliziotti: sono figure di carta velina che si comportano in modo imprevedibile e incongruo, ma non per questo sono fuori posto: dopotutto Baskin è un sogno, o forse l’allucinazione di un moribondo che ricorda la sua infanzia, o forse ancora la fantasia di un bambino spaventato che corre troppo avanti. Certo, fra alcune lungaggini inutili si insinua il legittimo sospetto che i nonsense onirici e i palesi richiami al dottor Freud buonanima servano a nascondere i difetti di una sceneggiatura inconcludente, ma d’altra parte non si può pretendere coerenza di ferro da un film dichiaratamente surreale. E’ sufficiente che valga quella che il collega Darth von Trier aveva battezzato “la teoria dell’acquariohttp://www.i400calci.com/2012/11/looper-e-la-teoria-dellacquario/, e per quanto mi riguarda questo acquario gode di buona salute, persino sul finale che non spoilero ma che insomma, ci sta.

Padre nostro

Padre nostro che sei negli inferi

Insomma bravo Can e complimenti per i vari premi che ti sei portato a casa. Menzione d’onore, però, per Mehmet Cerrahoglu, al suo primo film e già candidato a diventare un villain iconico: costui, oltre che essere alto tipo 1.40, soffre di una rarissima malattia per la quale non vi è ancora un nome e che lo rende già di per sé abbastanza spaventoso. Ma è soprattutto il contrasto con la sua voce baritonale e il portamento bizzarramente regale a renderlo magnetico, credibile, persino sensuale quando bacia appassionatamente l’orbita del poliziotto a cui ha appena cavato un occhio. Questo ragazzo ha un grande futuro davanti – forse anche Can Evrenol.

"Figliolo, un giorno tutto questo cinema horror sarà tuo" "Non distrarmi, Can, i fotografi mi vogliono"

“Figliolo, un giorno tutto questo cinema horror sarà tuo” “Non distrarmi, Can, i fotografi vogliono me”

 

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“Onirismo e barbarie”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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15 Commenti

  1. pasqualobianco

    And the “Oscarn” goes to….

    Il nonsense onirico verde rana.

    https://vimeo.com/131514777
    (Min 00.19)

  2. Ciak Norris

    in che lingua lo si può vedere?

  3. Kurtz Waldheim

    Non bazzico molto l’Horror, ancora meno il Torture, ma io di Cicciolina ma fido e percio’ questo cerchero’ proprio di vedermelo.

  4. Iko Uwapassa

    Visto un mesetto fa…abbastanza noioso, un trip senza senso, ma soprattutto è un horror e non fa paura manco mezzo secondo. Evitatelo come la peste.

    • pasqualobianco

      Ma gli Horror non sono per fare la paura.
      Ci sono i Terror e i Thriller per questo.
      Ma ancora meglissimo, c’é il glifosato.

  5. Marlon Brandon

    boh, a me invece come l’ha descritto Cicciolina mi invita parecchio, mi ha comprato esattamente qui:”Contrappassi sessuali”

  6. Boh, a me ha convinto a metà.

    Sarà che le storie che si perdono nell’onirico non riescono mai a soddisfarmi, però al di là del suo compiacimento ad arrotolarsi su se stesso ho trovato che la parte finale non renda quel senso di sprofondare all’inferno che dovrebbe dare.

    SPOILER

    SPOILER

    Cioè è tutto molto bello sia chiaro (atmosfera, luci, il cattivo con la faccia da creatura dell’Altrove), però le scene anche quelle di tortura non hanno mai avuto su di me quell’impatto che mi sarei aspettato. Per intenderci ero più in ansia nel ristorantino oppure nel bivacco degli vagabondi che non nel seminterrato del palazzo. La scena dell’occhio cavato stessa è pesante ma comunque in qualche modo stemperata. E ovviamente è tutto un problema di regia.

    Mi spiace (per me), ma io l’ho visto compiaciutissimo e questo me lo ha fatto un po’ calare.

    Lo aspetto al prossimo film

  7. samuel paidinfuller

    tutto vero quello scritto nella rece.

    ho apprezzato il contrasto tra la valenza onirica del racconto e la resa molto materiale e reale delle scene, complice l’asciuttezza degli effetti visivi (no speciali) e soprattutto il perfetto piccolo villain che la prima volta che lo vedi ti chiedi per 30 secondi “ma è truccato o veramente così?” e poi capisci che veramente così.

    in altre parole è come i veri incubi: quando ci sei dentro sembrano reali anche se ti chiedi comè è possibile che stia realmente accadendo.

    mi ha deluso unicamente il finale (SPOILER) alla nastro di moebius, che in generale mi fa tanto cliche e scappatoia e che ogni volta lo vedo usato in maniera meno efficace da quanto fatto 30/40 anni fa in incubi notturni

    (e chiudiamo il nastro di moebius con il tema del sogno…
    …và che popò di commento che t’ho fatto @cicciolina…
    …solo perchè è una tua rece <3 )

  8. Woody Alien^3

    Non so perché ma Mehmet Cerrahoglu mi ricorda un casino Baraka di Mortal Kombat, denti a parte ovviamente.

  9. John Matrix

    SPOILER
    Qualche anima pia mi spiegherebbe la storia della chiave? E’ qualcosa che mi sono perso per strada o rientra nel clima simbolico-surreale di tutto il resto del film?

  10. Enrico

    Ma siete proprio sicuri che non c’è lui.
    https://www.youtube.com/watch?v=6UMvhW5HI4I

  11. Chayton

    Film di merda come pochi, ma fatto bene. Mi contraddico? Certo che si’!! Che SCHIFO il nano con le verruche pelose! E che dire del Marylin Manson turco? Ho apprezzato i Titoli di coda (anche perchè ponevano termine alla pellicola) col death metal (turco!) di sotofondo. Arridatece Srpski Film!

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