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Menare che fatica! Never Back Down: No Surrender

Basta teenagers, solo gente seria

Basta teenagers, solo gente seria

C’è stato un periodo in cui andavo matto per i sequel in DTV dei film pseudo-famosi.
Ne parlavo nella mia vecchia recensione dell’incredibile sequel di Donnie Darko (la cui caratteristica più incredibile è l’essere stato distribuito in sala in Italia).
Come funzionava, in breve? Ve lo ripeto perché tanto lo so che vi scoccia cliccare qui sopra anche se vi perdete un bel pezzo vintage di cui vado ancora discretamente fiero.
È facilissimo: prendi un film di successo medio, niente di esagerato, una roba che sai che è piaciuta abbastanza ma su cui hai paura di investire troppi soldi, possibilmente qualcosa la cui formula è facile da replicare (eccezione: il sequel di Donnie Darko), ne individui gli elementi chiave e vai sul sicuro facendone qualcosa che sta a metà fra il sequel e il remake (lezione imparata alla grandissima da Star Wars VII).
Never Back Down aveva iniziato il suo franchise con un film discretamente ambizioso che sperava di poter diventare una specie di Karate Kid moderno e portare le MMA fra un pubblico mainstream di teenager. A noi della vecchia scuola prendeva ovviamente malissimo, ma poi l’ho visto e l’ho trovato più sostenibile del previsto, con il bonus della presenza di Amber Heard.
Il secondo capitolo era uno di quei DTV che, come la saga Undisputed, provava ad aggiustare la formula invece che fotocopiarla: il target continuava a includere i teenager, ma si preferiva predicare ai convertiti utilizzando un numero di veri campioni di MMA e soprattutto appoggiandosi a un veterano delle cinebotte come Michael Jai White, che finché c’era ne approfittava per esordire alla regia.
Never Back Down: No Surrender grazie al cielo mantiene Michael Jai White (anche in regia e stavolta pure in sceneggiatura) e rinuncia ai teenager.
Al che sovviene una cosa esilarante: l’unico vero filo conduttore fra i tre film della serie, oltre al genericissimo “gente che si mena per sport”, è che a un certo punto succede una svolta controversa dettata dal fatto che una rissa di strada viene filmata e messa su Youtube.
Nient’altro.
La saga di Ragazzi perduti? Vampiri trendy, almeno un fratello Ranocchio e twist finale sull’identità del capo succhiasangue.
La saga di Sex Crimes? Intrigo di sesso e denaro, omicidi, scena lesbo e doppio colpo di scena finale.
Never Back Down? Gente che si mena per sport e, uhm, filmati virali sull’internet.
E allora mi viene da pensare che forse conveniva avere un titolo un po’ più esplicito sulla faccenda, tipo che so, “Viral Impact”, o “YouFighter”, o “Never Upload”.

49 anni

49 anni

Che ti combina quindi Michael Jai White in sceneggiatura e regia?
Ovviamente incentra il film su di lui, e lo trasforma in una specie di Rocky personale. “Case Walker”, ex-campione UFC che nel secondo film allenava una banda di regazzini in preparazione a un torneo e ne usciva piuttosto provato, oggi combatte in circuiti minori e non riesce a tenere a freno i suoi valori etico-morali neanche quando gli farebbe comodo per fare due spiccioli in più.
Però è anche amico di Josh Barnett – che anche se non lo conosci si capisce subito da come recita che è un vero campione di MMA. Il Josh decide di tirarselo dietro in Thailandia, per farsi allenare da lui in vista del suo match contro Caesar Braga, interpretato dal gigante Nathan Jones che per l’occasione viene costretto a sfoggiare uno dei peggiori accenti messicani di tutti i tempi (io sono impegnatissimo, se per caso lo incontrate per strada fateglielo notare voi).
Qui scatta una delle regole d’oro dei film di arti marziali: se la durata supera i 95 minuti, si tratta di un film ambizioso o inutilmente confuso. Puntualmente, purtroppo, con i suoi 101 minuti Never Back Down 3 è del secondo tipo.

Mi raccomando diteglielo voi che il suo accento messicano fa schifo, io purtroppo non posso

Mi raccomando diteglielo voi che il suo accento messicano fa schifo, io purtroppo non posso

Uno dei problemi, ad esempio, sono gli standard di Michael Jai White: si vede che ci tiene ammorte ad avere un personaggio sfaccettato per sentirsi stimolato anche sul lato attoriale e non solo su quello atletico, ma la fissa di approfondirlo su più fronti (sportivo, filosofico, etico-morale, sentimentale) finisce per fargli prendere una serie di tangenti inutili con la conseguenza – nel senso dell’unica che ci interessa – che il film fa una faticaccia incredibile a trovare scuse per inscenare scazzottate.
La cosa è particolarmente assurda se si pensa che il canovaccio su cui si appoggia è di una linearità elementare, ma soprattutto che oltre metà film è ambientato in una palestra.
È lampante che Michael si sforzi di non abbandonarsi ai cliché più beceri e automatici, ma è altrettanto lampante che con la crew di poverinos che si trova a mano nessuno lo aiuti, per cui la situazione gli sfugge di mano prestissimo.
E un’altra lamentela: porcocazzo, se tu mi mostri un cattivo che annuncia in conferenza stampa una sua mega-idea su una nuova lega di MMA senza regole (“solo quelle del buon senso” spiega vagamente/timidamente), poi NON ESISTE che non approfondisci e che soprattutto non la metti nemmeno in scena. È come fare entrare in scena un personaggio molto grosso e non farlo menare con nessuno. LE BASI, santa pazienza.

Michael e quel suo amico che si capisce subito che dev'essere un atleta famoso

Michael e quel suo amico che si capisce subito che dev’essere un atleta famoso

Detto questo: dal punto di vista atletico niente da dire. Michael Jai White ha 49 anni ed è ancora più grosso di tutti e con un’agilità che neanche la controfigura di Capitan America con l’aiuto del CGI, e vederlo ostinarsi a controbattere le tecniche moderne di MMA con puro e duro kung fu old school è commovente. La scena in cui decanta l’inutilità del sacco da boxer vale da sola la visione.
Nathan Jones è forse uno dei pochi al mondo a sembrare un avversario credibile, e come al solito ci mette un’intensità che buca lo schermo (la gag di lui che spacca tutto ogni volta che gli chiedono della moglie è esilarante).
Bello inoltre rivedere Esai Morales nel ruolo del cattivo, l’avevo perso di vista dopo Rapa Nui.
C’è anche Jeeja Yanin in un piccolo ruolo ingrato e completamente inutile, ma che non è niente in confronto alla comparsata surreale di Tony Jaa in evidente overdose da zuccheri che non mena nessuno e ulula come un invasato appena vede Michael Jai White perché la gag sarebbe che lo scambia per Cuba Gooding Jr.
Insomma, nonostante tutto ve lo consiglio, io faccio il mio mestiere di divertirmi a osservare tutto, ma alla fine dei conti quando le botte arrivano sono una goduria e la qualità media di questi film tende ad essere ben peggiore.
E finché ci siamo, sul fronte DTV-Sequels vi consiglio di lasciar perdere Un poliziotto alle elementari 2 con il povero Dolph Lundgren e piuttosto di mettervi seduti comodi e aspettare questo:

DVD-Quote:

“Don’t back down, per l’amor del cielo!!!”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Che imbarazzo...

L’imbarazzo

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28 Commenti

  1. Ryan Gossip

    49 anni?! Dove devo firmare per arrivarci così?!
    Comunque me lo guarderò a prescindere. Sperando di trovare il classico canovaccio cattivo-batte-allievo / maestro-lo-vendica-sul-ring.
    Parlando di Hard Target 2, mi fa molto ridere che abbiano preso Robert Knepper sfruttando la sua somiglianza con Lance Henriksen, comunque lo attendo tantissimo. Anche se la mancanza di Woo si farà sentire.

    • Maxnataeleale

      Si ma Rhona Mitra quanto è bona.. bello vederla di nuovo in un ruolo scalciaculi alla Doomsday!

    • Shú-Shá

      Ehoh, parliamo della base umana su cui hanno creato Lara Croft, mica cazzatelle eh.

    • BohBeh

      hahaha vero, io la Mitra me la ricordavo soprattutto perchè è stata una delle primissime Lara Croft in carne ed ossa!

    • Il pisciatoio

      Miiii non sapevo di questa storia di Tom Rider. Me la ricordavo invece per Strike back ossia il telefilm maschio più bello mai fatto (per intenderci 13 hours di Bay è la versione lunga e girata male di un episodio a caso di Strike back). E poi per la porno poliziotta in Nip and Tuck. Il mio sogno però è che lei faccia il prossimo capitolo di I spit on your grave di cui ho già pronta la sceneggiatura: “I spit on your grave 4: il negro della palude”, durata 90 minuti. Di cui 85 di rape.

    • Shú-Shá

      Era proprio la modella che hanno preso per fare Lara, infatti ricordo che quando uscì quella mmmerda del film e scelsero Angelona per il ruolo, ci fu la rivolta sull’internezz dei soliti mongonerd – oh, che però alla fine ci avevano ragione loro :( …. che film che poteva essere Tomb Raider, con un fica tettuta che salta e spara con i doppi uzi pistols… e che schifezza che invece venne fuori.

    • Il pisciatoio

      Sì Tom Rider è uno schifo incredibile. Immagino che in occasione della sostituzione la stima di Rhona verso Angelina abbia raggiunto vette inestimabili. Non solo: anni fa proprio Angelina si è tagliata entrambe le tette per non rischiare malattie (ottimo affare Brad Pitt, btw). E si è tolta anche una parte della fica (altro ottimo affare Brad, bravo) per lo stesso motivo. Quindi della fica puppona sparatutto che doveva esserci in Tom rider non è rimasto veramente un cazzo. Chi della produzione poteva immaginare che scegliendo Angelina avrebbero creato una Lara Croft che dopo qualche anno si sarebbe tagliata le tette ? Cioè. La puppona per eccellenza. Che rimane senza tette. Per sua volontà. Senza che ci sia reale necessità ma solo per precauzione. Così.

      Sarebbe Bello se Nanni facesse una rubrica sulle VERE donne dell’action tipo Rhona. Ha una filmografia impressionante la ragazza (manca solo un bel rape and revenge con i castori robot).

    • Hill 937

      C’è andata vicino con Kevin Bacon ne L’uomo invisibile.

  2. Il pisciatoio AKA Ciobin

    @Nanni Ben tornato. Si sente la differenza, quando ci sei.
    Il film l’ho visto proprio ieri sera e per tutto il tempo mi sono chiesto: “Ma la scena di Nanni quando arriva ?”. A parte questo mi sono stupito della qualità: è girato molto bene, immagini ottime e l’autocompiacimento di White nel mostrarsi regazzino mi ha conquistato. Avrei solo voluto vedere più botte. E meno Tony Jaa ridotto a un chiwawa in calore. Mi è mancato invece il camper di MjW che nei precedenti episodi era il vero secondo protagonista, con quell’aria da fabbrichetta di meth alla Bracking Bad. MjW Si riscatta però con la scena delle trazioni alla sbarra con copertone di camion legato in vita grazie alla quale fa fare la figura del tonno nostromo al suo amico biondo e al contempo fa inumidire la mutandina alla tipa, che da quel momento decide di provare l’esperienza “Mike Tyson a letto”.
    Invece Hard Target 2 me lo ero perso. Ma è il seguito del film di Woo ? Team Rhona Mitra best anal fuck ever.
    ( Ah, mentre non c’eri io ho fondato con altri calcisti tuoi devoti il Partito Calcista Insurrezionalista P.C.I. Se ne è parlato qua: http://www.i400calci.com/2016/06/the-neon-demon/comment-page-1/ Fai sapere se ci sei il 17 che si spacca tutto. )

  3. Ishiro Sfonda

    Nell’ultima foto Michael Jay racconta di quando l’ha bbuttato!

  4. C’è una cosa che proprio non riesco a mandar giù di voi cinefili. Ed è, appunto, quando sapendo che c’è un sequel di merda che sicuramente farà schifo, ve lo guardate comunque. C’è qualcosa di più sadico?
    Il sequel di Donnie Darko l’ho visto, purtroppo. Amici ignoranti mi hanno costretto a guardarlo ma ti giuro che l’ho completamente rimosso, non ricordo nemmeno una scena. E ringrazio dio per questo. O il thc.

    • Non si impara un cazzo di cinema a guardare solo i film fatti bene. Come fai a sapere che sono fatti bene? Rispetto a cosa? Vale anche un po’ per qualsiasi cosa che ti interessa davvero nella vita.

    • Il pisciatoio

      @Nanni “Come fai a sapere che sono fatti bene?” Beh, chiedilo a Kubrick. I film fatti male servono solo se sai che lo sono, fatti male. E lo sai per via di quelli fatti bene. Quindi devi aver visto un po’ di film di entrambe le categorie per poterli distinguere. Io penso che la soglia sia 200 film (esclusi i porno). È un po’ come la scrittura: come fai a sapere se un libro è scritto bene ? Un bel dilemma, come sceglier tra un libro di Paolo Brosio su Medjugore e uno di Dostoevskij. Per non parlare della differenza tra Rhona Mitra e Jeegia in quanto donne: per te è difficile stabilire quale sia fatta bene in quanto non esiste un metro di paragone universale (e poi hanno entrambe la patata, what else?); per me (e per altri) Rhona “best anal fuck ever” Mitra è (ri)fatta mille volte meglio di quell’altra. Ma comunque hai ragione: non si impara un cazzo dai film fatti bene; a patto ovviamente che la mission sia di farci i film, con il cazzo ;)

    • solero

      e qui parte la musichetta di snoop dog

    • Shú-Shá

      Forse il problema è tutto nel THC. Passa a droghe per gente >15 e tutto migliorerà.
      O no, ma l’importante è che lo saprai. Proprio come coi film, se guardi anche quelli brutti.

    • Ruper Tevere

      Non so amico, io il pezzo di Nanni l’ho riletto (e in effetti è un pezzone Nanni) e mi sembra piuttosto chiaro (e cito): ” E che il risultato sia orribile, deprimente e vergognoso è talmente scontato che – onestamente – chissenefrega? È totalmente secondario davanti al fascino di assistere a un film il cui obiettivo principale è essere strano e criptico, ma che è fatto da gente che non ha la minima idea di come si faccia un film strano e tantomeno criptico, e che in ogni caso non può nemmeno esagerare in stranezze e cripticismi perché deve vendersi a un pubblico generico dotato di scarsa concentrazione che deve sentirsi sì intrigato ma non inadeguato”

      A tal proposito bisognerebbe aprire un sito su “L’uomo che venne dalla terra” (ricordo: 8.0 su IMDB)

  5. Garet

    Quando ho verificato che era veramente Tony jaa quel flippato che ulula e scambia mjw per rampage Jackson (grande il suo cameo) o per Cuba gooding Jr mi son messo a ridere forte perché non ci volevo credere

    Mi ha fatto molto ridere anche la “gag” steroidi/assicurazione.

    Peccato che si menino poco per cercare di fare un po’ più “serio” di quello che dovrebbe essere; sarebbe infatti stato interessante vedere più incontri di questa lega senza regole, poteva uscire una roba stile incontri dell’uomo tigre peccato.

    Tutto sommato un buon film che si lascia vedere anche se il combattimento finale è un po’ meh nonostante venga giustificato dal carattere del personaggio di mjw

  6. Vin Diesel30€grazie

    “fare entrare in scena un personaggio molto grosso e non farlo menare con nessuno”
    Vedasi il finale di Die Hard 5.

    Viva i sequel scrausi da cestone mediaworld!

    • Shú-Shá

      Personaggio grosso che non mena -> subito due voti in meno

      REGOLA

      Comunque io mi ero perso il secondo, a questo punto ecco la scusa per ripescarlo. DTV FOREVVA!

    • Vin Diesel30€Grazie

      Il secondo è bellino, a memoria un ampio minutaggio per i combattimenti!

  7. Norton Antichrist

    ma un R.I.P. per Anton Yelchin, che di film calcisti ne ha fatti diversi (compreso probabilmente l’ultimo Green Room?)?

  8. Landis Buzzanca

    …ma Braga nel film non dovrebbe parlare una specie di gutturale portoghese?

    io me l’ero immaginato tipo un orso marsicano delle montagne del nord del Brasile, una roba così…

  9. Kaiser Zozzo

    I veri DtV degni di nota, e che probabilmente superano i capostipiti, sono gli ultimi 2 universal soldier. Pochi combattimenti ma sublimi e nell’ultimo ottimo nell’insieme. Ma sono uscito solo in DTV vero?

    • Axel Folle

      Estimatore di Day Of Reckoning? Bravo, quel film è un gioiellino e qua è stato ingiustamente sfanculato.

    • kaiser zozzo

      Ho adorato Day Of Reckoning, alla prima visione lascia spiazzati. una genialata sostanzialmente. il precedente capitolo invece mi ha meravigliato sotto l’aspetto dei combattimenti. tutto molto tattico e scambi di colpi a mano con pochi calci come piace a me. un raro caso dove gli ultimi due capitoli di una saga fanno guardare ai precedenti bollandoli come semplici ingenuità.

    • Axel Folle

      condivido

  10. Vero che la qualità media dei DTV è ben peggiore però è vero pure che le botte annegano in un mare di discorsi trame e sottotrame che mi è sembrato straripassero rispetto agli standard che sono disposto a tollerare in un film del genere.

    I tailandesi vengono usati malissimo e probabilmente sono stati imposti dalla produzione locale per poterlo vendere pure lì, perché non so che altro significato possa avere Tony Jaa e trattarlo come un povero coglione o avere Jeeja e ridurla a spalla di un personaggio secondario.

    Le scene romantiche sono troppe, i tira e molla per far firmare a MJW il contratto sono estenuanti, tutti i personaggi che non siano interpretati da MJW sono fatti di carta velina senza nemmeno essere macchiette (occasione sprecatissima è l’allenatore di Barnett). Sono superflui quando va bene fastidiosi quando va male.

    Però dico, ‘sti film si guardano per le botte. E se c’è qualcosa in più è anche meglio. Ecco a me le botte non sono manco parse così eccezionali. MJW è un grande, Jones un fenomeno e gli altri due dei buoni antipasti per la conclusione ma a parte il calcio finale dell’ultimo incontro non c’è niente che mi sia piaciuto di brutto. Alla fine la cosa migliore è la trovata di MJW di far vedere prima e in bianco e nero i colpi che avrebbe dato al tizio arrogante in palestra. Una specie di riedizione di quello che si vedeva in Sherlock Holmes però a uso strettamente film-di-menare. Oltretutto evidenzia anche l’importanza di allenarsi con il vuoto che nell’ottica vecchia scuola di Walker ha anche senso.
    Figa anche la gag dove MJW becca l’amico suo con due puttane. Mi ha divertito un sacco.

    Comunque è il terzo film ambientato in Thailandia che vedo dove dentro c’è Nathan Jones. Ma lui effettivamente ci vive, è sotto contratto lì o semplicemente lo pagano in natura? Boh.

  11. Chayton

    Il secondo NBD era un piccolo capolavoro del genere, film perfetto per Michael J. White. ‘Sto terzo capitolo non è granchè: mi ha indotto a chiedermi, tra l’altro, se l’applicazione del karate tradizionale negli incontri di mma possa rivelarsi utile (semprechè si sia dei fenomeni come MJW), o non sia piuttosto la madre di tutte le stronzate, qualificandosi in questo caso come pubblicità ingannevole e pericolosa. La posizione oltranzista nei confronti del doping (che peraltro condivido) da parte di un atleta che vorrei poter credere non ne faccia uso mi da da pensare: proporre modelli fisici irraggiungibili scoraggiandone l’emulazione non è una perculata maxima? In ogni caso, io sono il fan NUMERO UNO di Michael J. White e sono profondamente offeso del fatto che non l’abbiano scelto per interpretare Luke Cage nel telefilm della Netflix!!

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