Crea sito

La vita senza Van Damme: i quattro sequel di Kickboxer

Succede che il piano di Van Damme funziona. Kickboxer ha successo, Lionheart ha successo, Double Impact ha successo, per cui quando gli propongono Kickboxer 2 lui ha già iniziato a ricevere offerte dalla quasi-Serie A (I nuovi eroi) e a fantasticare di diventare un attore vero. Nelle interviste dichiara di sognare l’epica marziale definitiva, un film storico che vorrebbe girare a fianco di Sean Connery (diventerà La prova con Roger Moore), e poi magari qualche dramma in costume o film romantico.
Insomma, sente già odore di Oscar, il cazzo che si abbassa a fare un altro filmettino che non porta da nessuna parte.
Ma i proprietari del marchio non stanno certo fermi con le mani in mano e, come già nel caso di Senza esclusione di colpi, proseguono imperterriti.
Vediamo un po’ come:

"Niente Van Damme? E allora mi preparo a passare alla concorrenza"

“Niente Van Damme? E allora mi preparo a passare alla concorrenza”

KICKBOXER 2: The Road Back

Fa riderissimo. Al primo gli si può volere tutto il bene del mondo, ma era una poverata salvata dalla grinta e l’atleticismo di Van Damme e da qualche schizzo di ispirazione; il secondo alza nettamente i valori produttivi, ingaggia un cast di livello con Cary-Hiroyuki Tagawa, Matthias Hues e nientemeno che Peter “Frankenstein Jr” Boyle, si affida alla regia dell’esperto Albert Pyun e addirittura a uno script di David S. Goyer ancora in piena gavetta. Insomma: in quanto a professionalità della confezione, non c’è partita. Il problema sta che con l’assenza di Van Damme i produttori si sono fatti accecare dall’ambizione e hanno deciso di rimpiazzarlo con un attore. Un attore e basta. Nello specifico: Sasha Mitchell, noto per un ruolo minore in Dallas e per quello di un proto-Joey Triviani in Una bionda per papà. Il povero Sasha è solido e professionalissimo, ben diverso dall’approccio istintivo e passionale di Van Damme, ma principalmente ha l’agilità di un attaccapanni che lo rende assolutamente ridicolo in mezzo ad atleti veri. La sua specialità è un calcio rotante semi-guardabile che a tratti, inquadrandolo storto dal basso, vogliono spacciarci per sottospecie di helicopter kick. La storia procede quindi come un tranquillo e tutto sommato piacevole tv-movie per famiglie, in cui si narra di un terzo fratello Sloan più interessato a insegnare l’etica della kickboxing ai bambini che a fare carriera sportiva, ma che viene costretto a tornare sul ring da promoters senza scrupoli che stanno portando in tour Tong Po in persona (scopriamo da un flashback che dopo i fatti del primo film aveva sparato a Van Damme per vendicare l’umiliazione). Si vede che Goyer stava consolidando i ferri del mestiere (forzatissimo coinvolgimento di Xian a parte), e Sasha Mitchell è più che adeguato finché sta fuori dal ring. Ma vederlo battere un gigante come Matthias Hues – e ovviamente nel finale anche Tong Po – fa parecchio male al cuore. Dall’altra parte il povero Michel Qissi viene finalmente accreditato come interprete di Tong Po, cosa che all’epoca mi mandò in grande confusione.

E allora buttate l'eleganza nel cesso e tirate l'acqua...

E allora buttate l’eleganza nel cesso e tirate l’acqua…

KICKBOXER 3: The Art of War

Qui è dove tutto va in malora. Non c’è Tong Po, non c’è un professionista come Pyun alla regia, il budget torna ad essere quello misero del primo film, e non si sa più cosa farsene della saga. La trovata diventa quella di trasformare Sloan III e il maestro Xian in una coppia di simpatici avventurieri giramondo, che nell’episodio di oggi si ritrovano ad affrontare gangster schiavisti brasiliani a Rio de Janeiro, con il coinvolgimento di un bad boy della kickboxing interpretato dal vero ex-campione Ian Jacklin (una specie di incrocio esagitato fra Patrick Swayze e Ian Brown degli Stone Roses). Gli sceneggiatori ormai sanno che l’abilità marziale di Sasha Mitchell arriva solo fino a un certo punto, per cui scrivono scene tipo lui e Xian che assaltano la villa di un cattivo armati direttamente di pistola. L’emblema del fail.

Decidetevi: o è "Kickboxer" o è "Trigger puller". Le cose non convivono.

Decidetevi: o è “Kickboxer” o è “Trigger puller”. Le cose non convivono.

KICKBOXER 4: The Aggressor

Torna Albert Pyun, ma stavolta è una delle rare occasioni in cui gli lasciano carta bianca. La prima cosa che fa è eliminare Xian e riportare indietro Tong Po. La seconda cosa che fa è decidere che il personaggio di Tong Po va approfondito e sviluppato, deve rimanere temibile uguale ma avere molto più di una sola battuta a film, ma per qualche motivo si ritrova a dover fare con un attore diverso (Kamel Krifa) al quale verrà applicato un trucco che sfiora il grottesco. Dopodiché si inventa una storia nerissima sullo scheletro ultranoto di Enter the Dragon, con Tong Po nel ruolo alla Han, morte, torture, violenze, minorenni ribelli, uno Sloan III pessimista e incazzato nero. Una roba incredibile. C’è questa scena all’inizio in cui Sloan viene provinato insieme alla suddetta minorenne, non la vuole menare, lei inizia a volteggiargli davanti finché lui non si spazientisce e le fa al volo la presa per addormentare come faresti con la cuginetta scassamaroni. Da quel momento in poi, siccome Tong Po decide comunque di ammetterla al torneo, ogni volta che la ragazzetta è coinvolta in una rissa – sempre puntualmente con marzialisti grossi il doppio di lei – sale una tensione senza senso. Alla fine la goffaggine di Sasha Mitchell è davvero l’unica nota stonata di un film con più personalità e perversione di quanto prodotti del genere meritino di avere.

Al reparto trucco: qualcuno che di sicuro non è Rick Baker

Al reparto trucco: qualcuno che di sicuro non è Rick Baker

KICKBOXER 5: The Redemption

E finalmente qualcuno tira fuori le palle di fare una mossa tanto sacrosanta quanto tardiva: dare un calcio in culo a Sasha Mitchell e rimpiazzarlo con Marchino Dacascos. Un quarto fratello Sloan sarebbe stato ridicolo, soprattutto in quanto hawaiiano, per cui gli Sloan vengono citati ma Dacascos interpreta un semplice amico di famiglia. La trama in compenso è senza vergogna: un tizio mette su una federazione di kickboxing in Sud Africa, dichiara che da quel momento in poi vale soltanto la sua per cui o tutti i lottatori del mondo ci si uniscono o il loro titolo di colpo non vale, e chi si rifiuta viene ammazzato. Dritto e semplice. Oh, persino i suoi scagnozzi gli dicono che se ammazza uno famoso solo perché rifiuta il suo contratto non è proprio la mossa più furba dell’Universo, ma lui urla “fottesega” e puntualmente fa incazzare il nostro Marchino (e la polizia). Quindi finalmente abbiamo un protagonista che sa menare, e in cambio però abbiamo un film diretto da uno che non c’aveva voglia. Evidentemente non si può avere tutto. Il fiasco fu tale che in certi paesi è uscito soltanto come “The Redemption”, raro caso in cui l’associazione a un franchise viene tolta a posteriori invece che aggiunta posticcia.

Marchino si allena in mezzo alle pecore (metafora che mi sfugge)

Marchino si allena in mezzo alle pecore (metafora che mi sfugge)

Volevo chiudere con l’aneddoto del grandissimo Albert Pyun che, all’annuncio del remake di Kickboxer, aveva contro-annunciato a sua volta un nuovo sequel separato con Sasha Mitchell, ma il progetto pare saltato (e trasformato in un sequel del suo classicone Nemesis che affianca Mitchell a Olivier Gruner e – vendetta totale – Steven Seagal).
E allora chiudo con l’aneddoto di un giornaletto italiano che presi nel ’92 che si vantava di fare un approfondito punto della situazione sui film di kickboxing e metteva in evidenza, tra i possibili eredi di Van Damme, tale “Emmanuel Kervyn“. Il nome mi rimbalzò nella testa per diverso tempo ma, a parte una comparsata insignificante in Kickboxer 2 nel ruolo del cadavere di Kurt Sloan (il personaggio di Van Damme), non lo sentii più nominare. Spulcio IMDb ora e che ti scopro? Che ha soltanto due credits in carriera: la comparsata da cadavere e – il maccosa del giorno – regia e sceneggiatura del mitico Rabid Grannies della Troma. Gran bella cantonata, amici del giornaletto.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

19 Commenti

  1. Cleaned

    Cristo. Non ce la potrei fare a rivederli oggi.

    P.S.
    Quel cagnaccio scelto per il remake mi ha ricordato più Sasha Mitchell che Van Damme (abilità calcistiche a parte…)

  2. supertramp

    4 sequel e Tong Po mai protagonista é assurdo, pensavo fosse la cosa più logica del mondo, visto che le idee non erano il massimo.
    Il signor Qissi ha almeno un film da protagonista? Me lo ricordo solo esultare forte in Lionheart e poi il nulla.
    Da quanto ho Ietto i sequel di Bloodsport vincono a mani basse, adesso so cosa recuperare.

    • Protagonista mai, ma ha un film da regista, Terminator Woman con Karen Sheperd e Jerry Trimble, che non è mica male. Si ritaglia pure lì il ruolo di cattivo e cita Tong Po minacciando l’eroe con una torcia infuocata.

    • The gang bang theory

      il 4° era una figata. L’ho visto per la prima volta su Tele Monte Carlo (sarà stato il ’99 – 2000 avrò avuto 13 anni) alle 18:00 di un infrasettimanale quando TMC aveva preso il vizio di replicare il film della seconda serata precedente ad ora di cena. Se non erro (potrei sbagliarmi, forse era il 2) c’era anche una scena di sesso con due strafighe che prima lesbicavano e poi ci davano sotto da bestia con Sacha (o era Tong po… boh… l’Età). Si vedeva tutto e ai tempi con la connessione a 56 k erano scene che lasciavano il tempo. Ora la censurerebbero anche alle 23 una volta la vedevi insieme a scaloppina e verdura

  3. Calvin Clausewitz

    I tipici film da seconda serata di Italia 1. Incredibile come siano riusciti a rovinare un modello in cui senza guardare la guida tv sapevi gia’ cosa potevi trovare ad una data ora su un dato canale.

  4. Past

    da segnalare che da noi davanti al titolo vendetta personale ci hanno attaccato un kickboxers che tanto tira sempre e poi almeno lì van damme c’era…

    https://www.amazon.it/Kickboxers-Vendetta-Personale-Kurt-McKinney/dp/B00V5HEIGY/ref=sr_1_13?s=dvd&ie=UTF8&qid=1473843973&sr=1-13&keywords=van+damme

    mai visti comunque ne i sequel di questo ne di bloddsport…perchè mi pare talmente palese che fosse lui la cosa più vincente di quei due film che mi pare sempre assurdo che non abbia mai fatto dei sequel, avrebbe potuto avere una carriera molto più lunga e decorosa secondo me.

  5. Ciak Norris

    eppure ho sempre creduto in un sequel dove Tong Po potesse diventare buono…

    • Ci stava tutto. Una bella storia di redenzione alla The Killer in cui lui si pente e inizia a combattere come un matto per donare segretamente i proventi a Mylee come risarcimento per averla “posseduta” a sangue.

  6. BohBeh

    oh, non scherziamo, Mark Dacascos? MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMANGOS

    https://www.youtube.com/watch?v=kXqY8EZ21-g

  7. Ciak Norris

    ah dimenticavo. ….
    Nanni passa più spesso da queste parti ci manchi!

  8. Ishiro Sfonda

    Nel pieno del fomento dopo la visione del primo Kickboxer scrissi un sequel-fumetto stile “Stickman” con protagonista Tong Po. Lo devo ripescare…

  9. tamerlano

    Ho visto che é appena uscito “Kickboxer vengeance” con Dave Bautista nei panni
    di Tong Po e JCVD in quelli del maestro, se ne sa qualcosa? Se ne avete giá parlato mi scuso in anticipo

  10. Ho visto solo il secondo e condivido l’amarezza per la sua scarsa qualità. Anche perché il combattimento finale è una roba obbrobriosa e che sfiora il ridicolo.
    Mai avuto cuore di guardare gli altri episodi.

  11. Enrico

    JCVD in una commedia romantica l’avrei visto bene da giovane, del resto già in Lionheart c’era una componente romantica, prendere in giro quel Sasha è inutile, anche il giovane in Karate kid faceva ridere come capacità marziali, forse solo Kim Rossi Stuart lo batte.
    Comunque sia peggio di Michel Qissi è andata solo a quel tale Emmanuel Kervyn, del resto mica tutti gli europei possono sfondare negli Usa come attori marziali.

  12. Da bambino ero “estasiato” nel guardare i vari seguiti in VHS e pensare: MACCOSA?? Sasha Mitchell era divertente ma poco credibile come atleta, e nel 4 episodio, il terzo Sloan era diventato un poliziotto ingiustamente incarcerato, ridevo per ore. Che tempi….vidi il 5° e li pensai: “Ok, è finita!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.