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Ridateci il 2002: la recensione di Jason Bourne

(mi va bene anche questo 2002)
Non voglio pretendere di ricordarmi esattamente dove eravamo rimasti col Bourne di Matt Damon. A dirla tutta, non mi ricordo un beneamato niente. Per fortuna c’è proprio lui, Matt Damon, personaggio famoso, uomo del popolo, amico di tutti, pronto a spiegarci il necessario:

jasonbournepsoterBene. Ne so meno di prima.
Come recita il poster qui a fianco, sappiamo il suo nome perché sappiamo solo quello.
A parte gli scherzi, la trama di Bourne non è mai stata la definizione di semplicità, quindi ci sta che dopo anni i ricordi siano un attimo svaniti (ma non diciamolo a nessuno che io me li sono visti tutti l’anno scorso). E calcoliamo anche che questo film ignora completamente gli eventi di Legacy, il più recente, lasciando un buco di 9 anni tra quello che successe e quello che dobbiamo ricordarci.

State attenti: in queste tre righe schifose che avete appena letto ci sono il 75% dei problemi di Jason Bourne.

La trilogia Identity/Supremacy/Ultimatum era un roba esaltante e solidissima, la risposta giusta a un James Bond che era diventato un po’ ridicolo (e infatti Casino Royale gli deve tutto), tratta dalla trilogia omonima di Robert Ludlum e adattata da Tony Gilroy, che poi avrebbe anche diretto Legacy. Tra le varie cose a loro favore, dei titoli accattivanti, un’uscita costante ogni due/tre anni e un arco narrativo perlopiù concluso. Tutti erano contenti. Il motivo per cui Legacy divenne la rampa di lancio per Jeremy Renner, che lanciandosi cadde poi in un burrone, fu il rifiuto di Matt Damon a tornare nei panni di un personaggio che non aveva più nulla da dire. Anche Paul Greengrass, il regista di Supremacy e Ultimatum, dichiarò che farne un altro non aveva alcun senso.
Fast Forward al 2014: Damon e Greengrass vedono l’avvento di Assange e Snowden come una nuova, sfruttabile era dello spionaggio e delle operazioni governative.
Nel 2016 Jason Bourne esce fuori tempo massimo, non ha un titolo accattivante e cerca di riprendere una storia morta e sepolta 9 anni prima senza Tony Gilroy ad adattare alcun libro (come fece in Legacy con uno dei sequel post-Ludlum) ma lasciando la penna a Greengrass con consulenza di Christopher Rouse, che decidono di scrivere una roba a cavallo tra Blackhat e gli inseguimenti di Fast & Furious. Segue disastro annunciato (anche se suona bene).

"I'm super pissed"

“I’m super pissed”

La cosa più semplice da dire è che Jason Bourne parte in quarta con una storia che più che continuare sarebbe dovuta ripartire. In cinque minuti ci si ritrova circondati da gente a caso che diventa matta perché Gli Hacker stanno leakando informazioni segretissime della CIA. Tra queste informazioni, il più grande segreto del passato di Bourne, quello che metterà il crisi il suo posto nel mondo e i motivi per cui ha guidato tutte quelle moto.
Il problema: a nessuno frega più un cazzo del passato di Bourne e non basta un semplice recap a inizio film per far tornare l’interesse.
Nel film, invece, a tutti interessa il passato di Jason Bourne, tranne che a Jason Bourne, che stava benissimo a farsi i cazzi suoi con i combattimenti clandestini finché quella maffissima di Julia Stiles non è andata fino in Grecia a cercarlo per dirgli “Interessati!“. E la sensazione, per tutte quelle due lunghissime ore, è che sia al cinema che nella vita reale Bourne lo avrebbero dovuto lasciar stare. Lo si vede proprio, che non ne ha voglia, che se ne sarebbe tornato volentiere tra i greci a tirare pugni, o chiuso in una stanzetta insieme ai pensieri sul senso della vita. Questo Bourne è un personaggio che si muove per inerzia, sbattuto a destra a manca da chi gli sta intorno, ma senza mai avere un’idea di testa sua, e guardarlo è come guardare l’amico che viene invitato alle feste per essere preso in giro.

“Magari torno a casa adesso”
“No! Ti stai interessando!”

"I'm super pissed"

“I’m super pissed”

Magari però al cinema a vedere Bourne la gente ci va perché comunque l’azione è sempre stata una figata. L’intensità degli inseguimenti, la caccia al topo, le fidanzate uccise. Gli intrecci erano un casino ma tutto era bello finché c’era da correre più veloce delle pallattole, quindi è abbastanza un peccato rendersi conto che Greengrass questa volta non è all’altezza del testo e delle aspettative.
Tutte le sequenze d’azione funzionano così: da una parte ci sono Alicia Vikander e Tommy Lee Jones alla CIA che fanno gli intensissimi in ruoli inutili e urlano cose a schermi del computer. “Zoomma!” “Registra!” “Spippola!” “Ragazzina sei forte!” “UTILIZZA IL PROGRAMMINO!”; i loro volti sono sempre illuminati da un blu intenso, e il massimo sforzo è lo strizzare forte gli occhi. Dall’altra parte, invece, c’è Bourne in una città a caso che cerca di sfuggire agli occhi di vetro della tecnologia, si nasconde in anfratti scuri e deve perlopiù seminare quel buzzurro di Vincent Cassel, che sarebbe stato un protagonista molto più interessante. Greengrass gli sta dietro a malapena, e il film culmina con un inseguimento a Las Vegas che vorrebbe essere una roba alla Fast & Furious ma che girata da lui sembra un servizio del telegiornale montato alle 3 del mattino da uno stagista ubriaco. Non sto esagerando, è come quella volta che qualcuno ebbe la brillante idea di far girare un inseguimento a Kenneth Branagh.

"I'm super pissed"

“I’m super pissed”

Come gli altri, Jason Bourne è un film vecchio stampo, solo che questa volta è un film vecchio stampo che cerca a tutti i costi di essere moderno. La trama moderna con Gli Hacker, l’azione moderna con gli inseguimenti pazzi in mezzo alla città. È un tentativo disperato di infilarsi in un mercato pieno di roba che ha alzato asticelle su asticelle utilizzando roba già vecchia o già fatta meglio da altri, e nessuno ne esce bene. Greengrass avrebbe dovuto farsi da parte e lasciare che qualcun altro prendesse in mano la situazione. Uno a caso: Justin Lin, che in fondo è la soluzione a tutti i problemi del cinema di adesso. (Fate questo giochino: immaginate che tutti i film siano girati da lui, poi piangete)
C’era un sottotesto che non ho colto? L’idea che Bourne sia solo una pedina in un piano più grosso di lui è la chiave di lettura e tutto, quindi, si muove di conseguenza? Sì, certo, ma l’altra chiave di lettura è che mi sono spaccato il cazzo quando non avrei dovuto.

DVD-quote:

“I’m super pissed”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

"I'm super young"

“I’m super young”

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49 Commenti

  1. Rece giusta e severa. A parte la trama risibile, gli inseguimenti fanno proprio incazzare perché si sbattono pure a montare scenografie molto complesse, chiamare millemila comparse, studiare esplosioni e auto che si scatafasciano qua e là, però poi è tutto girato in modo assolutamente incomprensibile, con inquadrature sbieche e sempre fuori dalla vera azione, e un montaggio frenetico da denuncia che praticamente l’unico modo per capirci qualcosa sarebbe andare frame (buio e sbieco) per frame (buio e sbieco). Che delusione.

  2. Pronto MacReady

    non mi è proprio piaciuto. e sì che a me piace jason bourne
    tristezza

  3. Vin Diesel30€grazie

    Ma nemmeno i combattimenti sono all’altezza? Ho un bel ricordo da questo punto di vista dei Bourne, in particolare Ultimatum: la lotta con il tizio Africano nell’appartamento e’ davvero esaltante.

    • Pronto MacReady

      il fatto che non mi ricordo già più niente può essere un indizio?
      scordati qualcosa di simile

    • David Kronenbourg

      Guarda, è meglio stendere un velo pietoso: al primo fight, in cui ti fa salire una discreta tensione/aspettativa e finisce con un pugno, e fin qui mi va bene, Bourne è grosso, preparato e sa picchiare, ma dall’inquadratura poteva benissimo essere mia zia che lo tirava da sesto san giovanni tanto era inquadrato/montato male.

    • Vin Diesel30€grazie

      Se e’ quello del trailer, si’ ho avuto un impressione simile.

    • Holly Wood

      L’inquadratura del trailer è di fronte, quella montata nel film è da dietro ed è molto peggio… :(

  4. Ugo

    concordo col caro JC.
    triste, molto triste.
    ma io continuo a vedere Greengrass come la causa di tutti i mali del franchise (ed un pochetto anche del cinema moderno d’azione in generale, lui ed il suo maledettissimo parkinson…)
    è inutile che continuiamo a mettere identity al livello degli altri quando sta EVIDENTEMENTE una spanna sopra.
    poi sì, gli altri due alla fine si guardano, ma a questo punto comincio a pensare che sia un caso. d’altra parte nemmeno green zone, sempre di pratoverde, riusciva a mantenere quel che prometteva…

    ma tornando a bourne, la trama è zero.
    i dialoghi sono zero.
    le scene d’azione le pallide ombre di quelle logiche, fredde, efficaci, dei precedenti (e per precedenti intendo quasi solo il primo).

    in più gli interpreti: tommy che ormai è bollito e fa letteralmente fatica a camminare sul set.
    alicia che non riesce a capire che cifra dare al suo personaggio e l’unica scena in cui è apprezzabile è l’ultimissima inquadratura di un film in cui per il resto sembra appena atterrata dopo essere saltata fuori dall’acquario del dentista.
    matt che davvero, davvero, non ne ha voglia. cos’è, gli era arrivata una bolletta dell’acqua più alta delle altre? lo capisco, ha raggiunto dei prezzi scandalosi, ma non mi sembra la soluzione…
    vincent è con facilità il migliore sullo schermo ma non riesce a salvare un film stanco, svogliato e girato da, quello sì, un assassino…

  5. Confermo che i combattimenti erano l’unico collante che teneva insieme i Bourne (trama non incomprensibile, ma largamente inutile, a parte il primo episodio).
    E spaccavano proprio, i combattimenti.
    Justin Lin sarebbe stato perfetto per QUESTO film: azione senza senso.
    Dopo Star Trek direi che è meglio tenerlo lontano da qualsiasi altra cosa che non sia cinema di azione senza senso.

    Magari

    • Giorgio Clone

      Comunque con Lin si sono lamentati in molti pare per il fatto che non ha diretto neanche un Bourne… tant’è che su imdb sotto la voce Justin Lin ora compare “Untitled Jeremy Renner/Bourne Sequel”?! sarà verò? è solo un sogno trascritto per errore?

    • È una notizia di circa due anni fa, quando avevano annunciato il nuovo film con Renner. Solo che mi pare una produzione talmente sfigata che non so se ne faranno mai qualcosa (e Lin nel frattempo sta riempiendo la rubrica di progetti).

  6. Past

    un greengrass sotto tono, segno che quando un regista dice di aver chiuso con franchise…deve aver chiuso con un franchise…se no esce fuori un film piatto dalla trama risibile, e che fa (quasi) rimpiangere legacy.

  7. AnnaMagnanima

    Un minuto di silenzio per le fidanzate morte di cui nessuno prima di te si era mai interessato.

    Ora posso chiedere se è mai stato fatto un film in cui fanno protagonista Vincent Cassel che fa il pezzo?

    • David Kronenbourg

      SPOILERS

      Oh, posso dire che per me il momento migliore del film è stato quando seccano la Stiles, ho una tale antipatia per quella rara faccia da cazzo che stavo per applaudire.

    • AnnaMagnanima

      Non muoverti. Vengo a salvarti. Sbadabam!

    • Chiaramente il “Momento sollievo” dell’anno.

    • Ugo

      a me invece la Stiles è sempre piaciuta, ed è anche decisamente una buona attrice.
      che poi in questo film avesse una parte senza senso è verissimo, e probabilmente è morta per sua stessa supplica: “vi prego, fatemi morire, così non corro il rischio di doverne fare un altro che proprio non ne posso più…”

  8. David Kronenbourg

    Per me non è stato girato da greengrass, ok che la sua parkinson cam è un po’ il suo marchio di fabbrica ma le scene d’azione in Supremacy e Ultimatum erano belle. Con tutto quello che c’era nell’inseguimento a vegas c’era da stare sulle poltrone col cazzo in mano a schizzare sullo schermo e invece qui era la fiera dell’incompetenza, come giustamente ha detto Jean-Claude, sembrava girato da un ubriaco. Il fight finale poi era di una bruttezza rara, ok che sia Damon e Casseruol hanno una certa, ma cristo fai come tutti e mettici una controfigura e sistema in postproduzione, invece di girare una cosa che ancora adesso esito a chiamare fight perchè non ho capito un cazzo di quello che si vedeva sullo schermo.

    • Ugo

      “erano belle” mi pare un’esagerazione.
      erano “non male”, ma a me è sempre rimasto il dubbio che fossero eccezionali a livello di coreografia e scrittura e diventassero “non male” dopo il trattamento pratoverde…
      infatti quelle di identity erano eccezionali.

    • Axel Folle

      Ma va le scene d azione di Ultimatum erano belle belle ma Greengrass lavora più di montaggio e visto che il protagonista è Damon e non Tony Jaa direi meglio così. A memoria le coreografie erano roba discreta (grazie a quale che bello stunt) ma con montaggio serratissimo e uso della steady Greengrass portava tutto su un altro livello (a chi tollera la camera a mano almeno)

  9. Cristoforo Nolano

    Comunque Matto Daemon ha stretto un patto con Satana per non invecchiare…

  10. Hellblazer Joestar

    L’interesse è talmente basso che l’unica cosa che mi viene da dire è:
    – che vuol dire “maffissima” (quella maffissima di Julia Stiles)?

  11. jax

    “INTERESSATI!” cazo!

  12. Calvin Clausewitz

    Non so se la migliore, ma recensione letta qui piu’ in linea (100%) con le mie impressioni sul film. Tutto ruota intorno al segreto supersegreto su chi sia veramente Bourne e a distanza di anni abbiamo capito che non ce ne frega un cazzo. JC sempre piu’ il mio recensore di riferimento (la rubrica sull’Home Video l’unica che non mi perdo mai). Obrigado.

    PS Le scene di menare insomma, c’e’ il combattimento finale che non e’ male ma non mi ricordo momenti salienti, mentre (per dire) ancora adesso mi ricordo il combattimento nell’appartamento del primo Bourne (fantastico) pur avendolo visto l’ultima volta almeno 5 anni fa.

  13. Simone

    Non capisco la criticità alta della recensione. A me è piaciuta molto l’azione sviluppata, un punto un pò più debole sono le poche frasi di dialogo di Bourne, ma è tollerabile dato che la memoria è partita..e la scena di combattimento dell’autobus un pò frenetica e montata male, ma per il resto il film è gradevole. Tommy Lee Jones nel ruolo è perfetto, e non può più essere quello dell’agente federale spietato alla fuggitivo. Se volevate una copia carta carbone del primo Bourne dovevate tornare a vedere quel film, che a me è stato quello che mi è piaciuto di meno

    • Ugo

      “a me è stato quello che mi è piaciuto di meno”

      e con questo finale direi che la tua opinione perde qualsiasi eventuale e residua autorevolezza…

    • Axel Folle

      Ma anche no, Ultimatum è una bombetta

    • Simone

      @ Ugo: In effetti il primo Bourne è stato il più brutto e l’ho visto davvero. Se siete usciti dalla sala che questo non vi è piaciuto cavoli vostri, io vado a vedere sul grande schermo solo i film che mi piacciono perché prima di pagare il biglietto so cosa vado a vedere. Se dite che questo Bourne vi ha fatto cagare, allora vuol dire che il cinema non vi piace più, almeno quello di Matt Damon

  14. davide

    Vi parla uno che ,da quanto e’ appassionato si e’ recato a Waterloo station a LOndra e a New york al 04/15/1971 dove era stato addestrato!
    quest ulitmo me ne stavo quasi andando
    non so se avete notato cose identiche come quando cerca al pc un indirizzo,stessi identico di quando in ultimatum va a madrid!
    moscio moscio….inseguimento con camion swat,cazzo di traverso come in ultimatum,alla fine pero’ si e’ tolto!
    unica cosa bella…non finisce…se lo migliorano bene

  15. tommaso

    Peccato, un vero peccato.
    Non l’ho visto, ma lo scazzo e la malavoglia di Damon tracimano fin dalla locandina.

  16. brenn

    Gente, a mio avviso, inutile stare a sottolineare che trama e sceneggiatura sono inesistenti, che gli attori sono scazzati e che sarebbe ora di darci un taglio co ‘sta cazzata che basta che da una parte ci sia un telefono, anche a gettone, ed è possibile connettersi da remoto a qualunque computer/frigorifero/vibratore del pianeta…
    Non è quello il problema del film. Il problema è che in questo film… non si capisce proprio un cazzo. E non della storia, eh… Intendo dire che non si capisce proprio una mazza di quello che si vede. Camera sempre a mano con l’operatore che nel frattempo salta sul tagadà, zoom avanti e dietro velocissimi, cambi di inquadratura continui. L’immagine MAI, dico MAI, a fuoco.
    Cioè, è diventato troppo poco autoriale far si che lo spettatore capisca qualcosa di quello che succede?
    Che poi, come scriveva qualcun altro prima di me, non è che il film sia stato fatto in economia. Per la scena ad Atene, come anche quella dell’inseguimento finale, sono state messe in campo migliaia di comparse e di automezzi. Poteva veramente uscire fuori qualcosa coi controcazzi. E invece no.
    L’unica cosa che esce fuori è solo un gran mal di testa…
    Boh… Vabbè. Speriamo che questo sia l’ultimo.

  17. Gabriel Puntello

    Non ho visto tutta la triologia, e manco il “Legacy”, ma ho trovato JB sì bello movimentato, ma in certi frangenti anche discretamente ridicolo:
    c’è la CIA che fa riconocimenti facciali di massa, e manco uno (JB per primo) che si mettesse dico una mezza mascherina, un berrettino o simili!
    Così come in Grecia, nonostante la mega manifestazione/rivolta popolare e tutta la folla in strada, gli unici che circolano sono JB in moto ed i cattaivi in auto, trovando pure le vie discretamente sgombre!
    Per non parlare poi – SPOILER SPOILER SPOILER – del “GENIALE” (sigh!) piano del boss della CIA (un bolso Tommy Lee Jones) che per togliere di mezzo un tizio nella maniera di “discreta” possibile, che ti fa? Ci organizza un convegno insieme (!) di risonanza mondiale (!!), a Las Vegas, patrocinato dalla stessa CIA (!!!) , assolda un killer e per non fa sembrare la cosa troppo spudorata, gli chiede che durante l’assassinio del tizio di cui sopra, gli becchi pure incidentalmente la propria mano (!!!!), con buona pace della figura di meNTa che farà la CIA a livello planetario (! x N periodico…)
    In quanto alla Vikander: bellina… ma finisce lì. Bravissima a far finta di digitare sulle tastiere dei PC che manco ai campionati mondiali di dattilografia (sì, perché vuoi mettere il tic-tic-tac- frenetico Vs. il click del mouse?)… il resto è non pervenuto.
    E concludo che in un film come questo, non entri in empatia con nessuno: sono tutti, ma proprio tutti… e sempre, ma proprio sempre, musoni, incazzati, non sorridono manco col solletico!

  18. Simone

    Innanzitutto, non sono il Simone che ha postato qua sopra ma, come lui, penso che siate stati troppo severi con quello che è a mio parere un buon film.
    Voglio dire, se andiamo a vedere un film di Bourne girato da Greengrass sappiamo già che a) non possiamo aspettarci roba esagerata ed inverosimile alla Fast and Furious, ma piuttosto un sacco di scene con gente che sta dietro a computer a dire “Zooma! Collegami a quel telefono” eccetera; e che b) nelle scene d’azione la regia si imbizzarrisce. Che poi è anche vero che la seconda cosa è relativa, perché se è vero che in alcune parti più concitate (sopratutto in Grecia) non si capisce quasi niente, è pur vero che l’inseguimento finale è girato molto meglio che non scene simili in Bourne: Supremacy. Tenendo conto dei due punti sopra io mi sono divertito, l’inseguimento a Las Vegas SPOILER con il camion degli swat che divide in due il traffico stile Mosè con il Mar Rosso SPOILER è figo e poi Cassel col suo nasone francese è un cattivo all’altezza

  19. Aldo Jones

    Questa serie è stata ammazzata da Greengrass già dal secondo capitolo. Quello con Jeremy Renner era meglio sia di Supremacy che di Ultimatum. L’unico veramente bello e inarrivabile, resta il primo di Doug Liman.

  20. the black Bard

    il primo legacy era un film discreto ma se fosse rimasto lì sarebbe sparito rapidamente. greengrass rià una linfa vitale e una scossa di adrenalina che neanche in cranck a un genere che all’inizio dei 2000 vegetava, la spy story. dopo il crollo del muro spy story decenti (profonde, che vogliano far pensare E diano anche spettacolo) latitano. qualcuno dirà spy games, poi ronin, ma altro è non pervenuto.
    bourne fa pensare, è serio, innovativo per il concetto e soprattutto, con greengrass alza l’asticella di tutto.
    il salto nella finestra dell’operatore, il combattimento in casa con il nero, o quello a monaco.
    o la stazione dei treni, che meraviglia.
    la camera a mano non piace? capita. ma linguisticamente è una bomba senza limite. è apnea senza sosta. combattimenti pensati per uccidere l’avversario.
    giustamente poi tutti a fare le meritate vacanze, e gillroy firma legacy, che nonostante un pessimo trailer che lo spacciava per un film di supereroi, risulta alla fine un ottimo film (sicuramente meglio di identity, che aveva sì la storia più forte, ma anche il meccanismo più loffo)
    quando nel 2014 greengrass e damon dicono “faremo bourne post snowden e assange, tutto è cambiato vedrete” gli animi si esaltano.
    bomba in arrivo?
    sfortunatamente no.
    bella l’idea degli scontri di atene, ma spiegare, collegare la global revolution con prism e wikileaks e un bourne costretto suo malgrado a tornare allo scoperto per questo motivo?
    e invece no.
    SPOILER
    SPOILER
    diventa la vendetta tra lui e chi ha ucciso suo padre.
    ma che davero?

    cosa buona, damon avrà 100 parole nel film
    cosa pessima le storie si sfilacciano, il realismo è assente non pervenuto e la storia? bho, ma chissenefrega. ma neanche a bourne pare fregare di quello che capita, vabbè.
    un vero peccato

    • Ugo

      leggo con orrore che ci sono vari che considerano identity il peggior bourne.
      sono sconvolto.
      identity è freddo, calcolato, millimetrico, e per questo assolutamente eccezionale.
      non c’è un movimento di troppo, un’esagerazione. è perfetto e lucido quando bourne prende la cartina dell’ambasciata per uscirne, quando guarda le uscite del bar, quando usa una penna per combattere, quando conta i passi per le distanze nella casa di campagna. è la versione action di zero dark thirty. forse solo nel buttarsi nella tromba delle scale concede qualcosa all’inverosimile.
      gli altri sì, hanno qualche idea interessante (bello il tuffo dal tetto nella finestra con telecamera al seguito…) ma non aggiungono niente nè alla storia nè all’azione, andando di filato verso il film di supereroi para-umani alla punisher/equalizer e muovendo l’inquadratura per dire “guarda com’è tutto superfigo concitato velocissimo!!”

  21. Cooking Nemo

    Mi sento in dovere di dichiarare, demarcando una certa ottusità calcista, che NON ho mai visto nessun film taggato (anni addietro avrei detto “targato”) “Bourne”: Matt Damon mi sta troppo sul c***o maffo.
    Quest’ultimo episodio non farà eccezione, non mi spiace.

  22. wim diesel sloggato

    insomma pare che io sia l’unico a cui jason bourne è piaciuto. sai che novità, tra le altre cose.

  23. Tom bishop

    Purtroppo l obiettivo era solo fare un po di soldoni sfruttando una saga che come detto chiaramente nel post non aveva nulla da dire. Tommy Lee Jones inguardabile ma non è colpa sua. È il ruolo che non gli permetteva di fare molto
    Peccato.

  24. Axel Folle

    Se escludiamo lo spin off von Renner che ancora non ho visto, questo JB è il film che ho trovato più debole di tutta la saga. Cio nonostante penso che la rece sia eccessivamente negativa, pur condividendone buona parte delle critiche. Spiace che il personaggio di Jason e anche quello interpretato da Cassel, complice forse anche la scarsità di battute, pur centrali sembrino poco presenti, per lasciare spazio ad un TLJ veramente imbolsito, la mora invece l ho trovata convincente. Trama un po legnosa ma la si segue anche solo per i conflitti umani che mette in gioco (che non sto dicendo siano ricchi di pathos, intendiamoci ), l azione pur meno spettacolare dei precedenti Bourne di Greengrass rimane gustosa, avrei preferito più corpo a corpo e sparatorie ma l inseguimento finale in macchina è un gran bello spettacolo e in generale gli ultimi 40 minuti sono estremamente ritmati. Un film godibile, assolutamente non necessario anche all interno della saga di Bourne che nell ultimatum aveva trovato un suo finale adeguato ma che offre 2 ore di onesto intrattenimento.

  25. Holly Wood

    In questo film, di Bourne (del Bourne della trilogia) manca tutto.
    Mancano l’umanità e la voglia di riagganciarsi ad una normalità che in questo film non vediamo. Possibile che dopo 9 anni sia ridotto ai combattimenti clandestini? Cliché supremo degli action movies di serie B e stravisto in decine di film, perfino in The O.C. e ho detto tutto… E’ una citazione a Guy Ritchie e al suo primo Sherlock Holmes o solo una scopiazzatura, la scena di Bourne che combatte al coperto e vede Nicky tra il pubblico urlante e si distrae?
    Lo avevamo lasciato in Ultimatum con un finale splendido, la chiusura del cerchio. Lui che dice all’asset la stessa frase di Clive Owen “Guarda che ti obbligano a dare…” e poi si butta dal decimo piano del palazzo di Manhattan nell’Hudson River e lo vediamo al buio galleggiare inerte e qui il cerchio si chiude, perché si riaggancia alla primissima inquadratura di Identity dove il corpo più morto che vivo di Bourne, galleggiava in mare di fronte a Marsiglia. Era un finale perfetto, anche perché poi ci fanno comunque sapere che è vivo perché Jason a un certo punto nuota e se ne va e quindi ci fanno dormire tranquilli. Jason Bourne ha vinto ancora.
    Per andare a riprendere una storia così, ci voleva una signora sceneggiatura e non una robetta fanservice, decente solo per un pubblico di bocca buona che si esalta nelle scene di inseguimento, per le scazzottate e le sparatorie, senza preoccuparsi del fatto che non esista una solida storia sotto.
    Come dicevo manca tutto. Non ci raccontano nemmeno cosa ha fatto in questi nove anni. Lo avevamo lasciato in una fase di espiazione, aveva cercato il fratellastro di Marie per dirgli che lei era morta ed era andato fino in Russia per raccontare la verità alla figlia del politico russo che aveva ucciso come primo incarico e del quale aveva dovuto uccidere anche la madre, maschrando il tutto da omicio-suicidio. Un uomo arrivato a quel punto, direi che ne ha le tasche piene di violenza, ma i “geni della lampada” ce lo fanno ritrovare a 45 anni che combatte a pugni per campare. Mah!
    Questo film è una minestra riscaldata, non c’è quasi scena che non abbiamo già visto negli altri Bourne o in altri film. Gli inseguimenti, la morte di Nicky che ci ricorda quella di Marie, il venir riacciuffato e buttato di nuovo nella mischia nonostante la sua poca voglia di farlo… potrei andare avanti con un elenco somigliante a quello della spesa purtroppo.
    Il fatto è che per dirla in breve, a Bourne hanno tolto quello che lo differenziava dagli altri protagonisti di film d’azione tutti uguali, gli hanno tolto l’umanità. In questo film non sembra nemmeno lo stesso protagonista di prima, non l’ho riconosciuto. Mi ha delusa molto.
    Peccato perché di possibilità ce ne sarebbero state molte.
    Concordo con l’analisi fatta sugli altri protagonisti, in particolare la Vikander davvero sprecata!
    Un ultimo appunto da donna: ma chi è che ha deciso per quel suo look da casalinga disperata che vuole sembrare una manager? Il mollettone per fermare i capelli? Seriously??????? Mamma mia…

  26. Cristoforo Nolano

    Sicuramente il più debole della serie, ma rimane un bel filmetto che per due ore si fa guardare sereno sereno. Poi oh, le scene di Atene da sole valgono il film…

    • Axel Folle

      l’inseguimento finale lo buttiamo invece? poi oh per qualcuno pare girata da uno stagista ubriaco..

  27. Luke80

    Commento in ritardo.
    Visto ieri sera in prima tv. Purtroppo mi ha deluso, quello che manca di piu e’ la tensione. Nei 3 precedenti si avvertiva il fiato sul collo per 2 ore, si correva,fuggiva, soffriva insieme Bourne. In quest’ ultimo niente, non riesco ad immedesimarmi.

    Anche l’inseguimento in auto lo trovato moscio, ricordo in ultimatum l’inseguimento in russia, quando lui si e’schiantato contro il pilastro del sottopassaggio a me si e’ incrinata una costola! Qui niente.

    Boh forse davvero fuori tempo massimo.
    Luca.

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