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A furia di provarci ci siam riusciti: Ouija – L’origine del male

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Disclaimer obbligatorio: del primo film m’è bastata la recensione di Miike. Sembra talmente brutto che non mi interessa affatto vederlo, e vien comodo anche sapere che questo prequel in realtà non c’entra effettivamente nulla. La produzione è sempre Blumhouse, c’è la stessa bizzarra ossessione con la tavola ouija che questi si portano dietro ormai da sempre e bon. La vera, importante differenza è che a questo giro i mestieranti sono stati sostuiti da degli autori affermati che l’horror, quando vogliono, lo sanno fare: Mike Flanagan alla regia e il compare Jeff Howard a co-sceneggiare.
Il mio rapporto con Flanagan, in realtà, non è proprio piacevole: Before I Wake è il suo unico film che ho recensito su queste pagine e non è stata una buona esperienza. Sono un fan di Oculus, ma anche Absentia e Hush non mi hanno fatto impazzire. In lui però ho sempre visto quel leitmotif che mi ha ogni volta fatto sperare in film migliori: la capacità di gestire l’horror più mainstream in maniera del tutto personale, dando alla gente ciò che vuole ma in un modo subdolo e un po’ diverso spostando l’attenzione dallo spavento improvviso alla paura prolungata, le presenze alle spalle, gli scheletri nel muro. Laddove la soluzione sarebbe facile lui prende e inizia a distorcere persone e luoghi in modo che facciano paura se guardati troppo a lungo. In questo senso, Ouija: L’origine del male è il culmine del percorso iniziato con Absentia, e finalmente anche un bel film.

Il cinema da dietro.

Il cinema da dietro.

Ambientata negli anni ’60 delle pettinature favolose e gli abiti deliziosi, la storia di Ouija2 è di una pochezza tale che raccontarla non ne vale la pena: in una casa un po’ infestata una bambina viene posseduta, madre e sorella maggiore cercano una soluzione e a una certa arriva un prete. Le cose interessanti stanno da un’altra parte.
Se siete pratici del cinema di Flanagan vi sarete resi conto di una cosa: l’uomo è ossessionato da bocche e occhi. Anche dalle ragazze coi capelli rossi tipo Annalise Basso, ma soprattutto bocche e occhi. Già in Absentia il suo modo di dire “quello è un fantasma cattivo” era sostituire gli occhi con dei gran buchi neri. In Oculus c’erano i più semplici occhi bianchi della morte e quella scena bellissima con la lampadina masticata. Anche in maniera più verosimile, in Hush il volto del cattivo è presentato con una maschera che lo fa sembrare uno dei suoi fantasmi. Flanagan sa che è quando si distorce il familiare che il terrore inizia, e non c’è nulla di più terrorizzante di un volto umano distorto giusto quel poco da rimanere in bilico tra la normalità e l’abominevole.
In Ouija2 questo concetto è finalmente sfogato in molte sue possibilità sul volto innocente, ma un po’ matto, della brava Lulu Wilson. La sua bocca viene deformata più volte durante il film, spalancata in un urlo sordo che un po’ ricorda il quadro e un po’ i tuoi incubi peggiori. C’è sempre il rischio di cadere un po’ nel ridicolo, e non mi è difficile immaginare ragazzini al cinema divertiti dalla cosa, ma qui funziona alla grande grazie anche a un montaggio nevrotico sempre da manuale (d’altronde lui era un montatore).

Vi proibisco di fare battute.

Vi proibisco di fare battute.

E come i suoi volti anche il film è in bilico tra due estremi: il cinema d’autore (che deve soddisfare l’autore) e il cinema maistream (che deve soddisfare il pubblico). Questi sono film che costano un cazzo e ne guadagnano dieci, a volte anche di più. Un cazzo corrisponde a soluzioni facili ma efficaci; dieci cazzi corrispondono a migliaia di ragazzini a cui piacciono le soluzioni facili. Matematica e furbizia fanno sì che i cazzi che hanno adesso siano di più dei cazzi che avevano prima.
Per quanto Flanagan riesca a scrivere anche una soluzione finale meritevole, è purtroppo costretto ad arrivarci con delle soluzioni narrative che chiamarle standard è dire poco: la casa si rivela una soluzione talmente solita che anche le battute sono costrette a evolversi di conseguenza (SPOILER: “abbiamo usato la tavola sopra un cimitero”) e l’arrivo del prete come interprete (ops) del gran spiegone è quanto di più pigro ci si possa aspettare. Bisogna quindi fare pace con queste scelte e godere prima dell’ottima ricostruzione anni ’60 in tono, immagini e piccolezze (il film è presentato come fosse proiettato in pellicola, con cigarette burns e audio sfrigolante – una mezza cazzata innocua) e poi del ritmo favoloso che Flanagan incalza non appena la merda colpisce il ventilatore.
Prossimo passo: vaffanculo la Blumhouse, anche se considerata la matematica dei cazzi non credo succederà mai.

DVD-quote:

“A questo potete darci due lire”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

HALLELUUUUUJAAAAAAAAAAAA

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17 Commenti

  1. Enrico

    L’uso del turpiloquio in una recensione serve a rendere più moderno chi scrive o più interessante ciò che è stato scritto?

    • Attila Finch

      ma no, meschinetto, serve a capire l’intelligenza del lettore. Avesse scritto paradiribiriparadiribombidamdambum gli avrebbero dato il nobel

    • Videostronz

      Serve a sgamare i bigotti rompicoglioni

  2. Past

    meno cagata del primo che era veramente atroce, ma na cagata di consistenza diversa rimane.

  3. Gianbiscuì Chiwawa

    Oculus mi piacque incredibilmente. Ero esaltatissimo. Lo considero tutt’ora tra i film più belli e originali di cui ho memoria. Dunque questo Ouija2 lo vedrò con entusiasmo e spavalderia anche perché, nonostante la stima per Oculus, non ho mai visto altro di Flanagan.
    E la battuta sulla bambina con la bocca enorme è che… il fantasma doveva avere davvero una gran ceppa!

  4. Brainiac

    Mah, è giá il terzo film di questo Flanagan di cui leggo faville (non ora, sia chiaro) per poi non trovarci davvero nulla dentro. Al cine a vedere Oculus mi stavo addirittura addormentando, una discreta noia per un onesto horroretto come ce ne sono a pacchi. L’effetto occhio/ sbiancato-bocca/ ritorta è ormai frusto da un tot, non fa paura mai. Gli daró una chance, perchè i suoi film hanno sempre una discreta confezione, ma francamente, lí restiamo, nell’ambito di una discreta confezione.

  5. Vanilla Skywalker

    Se la rece si fosse chiamata “Ouja e la matematica dei cazzi” sarebbe stata la rece dell’anno.
    Comunque, il film ancora non l’ho visto ma penso di recuperare a breve, pensavo fosse una cazzata come il primo, però le parole del buon Jean-Claude mi hanno un po’ risollevato il morale.

  6. Alfredo Bigcock

    Proprio un teorema del cazzo.
    Ma i 10 cazzi dei ragazzini che vanno a vederlo sono il numero esatto di cazzi che entrano nella bocca della tizia, giusto?

  7. A me non è piaciuto. Oculus era stato una bombetta ma poi Flanagan è peggiorato di film in film; in particolare qui fa una mestierata noisetta dove, dopo un inizio quasi decente, sbraca nell’accumulo di effettacci in cgi che tolgono ogni sospensione dell’incredulità, tensione e interesse per la trama. Poi almeno fossero cose davvero originali e disturbanti, ma è tutta una paccottiglia da j-horror anni 90/2000. Mi preoccupa che il prossimo film che dirigerà è Il gioco di Gerald da uno dei mio romanzi preferiti di King, se lo rende tutto così mi deprimo già da ora.

  8. AnnaMagnanima

    dunque evviva perchè tornato flanagan?
    non lo so. per me un pò si grazie ad oculus e un pò np grazie a quello del ragazzino che sognava le farfalle che non mi piacque proprio. però oculus mi piacque proprio tanto tanto! quindi lo guardo. pensa che lo stavo per scartare per colpa del primo..

  9. pasqualobianco

    Mia monetina.
    .
    L’ ultima volta che ho giocato con la tavola Ouija mi son sentito rispondere questo:
    .
    – In questo momento lo spirito da lei richiesto è assente. Ma se transita le facciamo sapere!!
    .
    (Legno per professionisti;)

  10. Schiaffi

    Effetti in cgi pacchiana, spaventelli fallimentari, noia generale, cast uscito dal cottolengo e fotografia degna del peggio dtv su la7 in 5a serata. Praticamente un filmaccio insalvabile sotto ogni punto di vista però qua è piaciuto.
    Mah, o mi state trollando spudoratamente o i conti qua stavolta proprio non tornano

    • pasqualobianco

      Mister Sciaffi vince il Premio Orzo Bimbo per la frase……,
      “cast uscito dal cottolengo”.
      Sarà a lui direttamente consegnato da John Merrick;))

  11. Yoloswag

    E oltretutto la rossa è anche minorenne!

  12. SPOILER ANCHE SE STA SCRITTO NEL TITOLO DEL FILM?

    È un bel segno di quanto il primo film abbia fatto cagare il fatto che anche chi l’ha visto (quindi non tu, Jean-Claude) pensa che non ci siano collegamenti, mentre in realtà ‘sto prequel, stile Guerre Stellari, racconta la nascita dei cattivi del film originale, creando un loop in cui i due film si spoilerano a vicenda. :D

    Comunque io sto con la rece, a me è piaciuto, anche se sembrano due film diversi che litigano fra loro (la prima parte favola nera a metà fra Conjuring e un Somnia che funziona meglio, la parte finale bordello accazzodecane). Alcuni espedienti visivi (tipo il modo in cui spesso le cose importanti accadono in secondo piano) e certe scene (tipo la possessione allo specchio) proprio riusciti. In generale, boh, secondo me Oculus è l’unico film di Flanagan riuscito in tutto e per tutto, ma negli altri ci trovo sempre qualcosa di buono e che me li fa apprezzare, anche se non funzionano fino in fondo.

  13. Gianbiscuì Chiwawa

    Rigà, l’ho visto. E m’è piaciuto. Non solo per me è tutto bello bellissimo anni 50 ma mi era anche voglia di farmi la madre – questo per dire come stiamo messi qua. Adoro i film di spaventarelli, non posso farci nulla. E qua ce ne sono a pacchi, ma tirati proprio così tipo bomba molotov. Adoro farmi tirare addosso le molotov in questo modo e non a caso adoro James Wan. E allora mi sono lanciato come completista di Flanagan ritenendolo uno che merita: Absentia mi ha fatto subito schifo ma Hush e Somnia sono due mezze bombe un po’ come questo. In particolare Somnia è di una cazzuteria visiva tale che ci ho messo 80 minuti per riconoscere Thomas Jane. E dunque caro Mike Flanagan benvenuto nel mio team, ti tengo d’occhio e spero tu possa sfornarne altri 3 così anche nel 2017. Che anno, il 2016. Che anno.

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