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Last Action Hero, o di quando Schwarzenegger rischiò di diventare davvero l’ultimo eroe d’azione

“Mi interessava di più Jurassic Park che Last Action Hero, e Last Action Hero era un’idea mia!” – Zak Penn

Big Gun

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È sempre curioso vedere cosa fa un attore o un regista appena raggiunge il picco della fama, ovvero qual è il progetto che sceglie quando può letteralmente scegliere qualsiasi cosa.
Le casistiche sono interessanti: c’è chi ne approfitta per fare il film della vita, non importa quanto oscuro e/o fuori ruolo rispetto a ciò per cui è diventato famoso (Mel Gibson); c’è chi si butta bene o male sulle stesse cose di sempre ma pretende il controllo totale (Steven Seagal); in Italia c’è la strana inclinazione a confrontarsi con Pinocchio (Nuti, Benigni), ma pure Robert Downey Jr ne è stato contagiato e ci sta provando da anni.
A Stallone questa cosa capitò nel 1985, in piena fase onnipotente/narcisistica, per cui invece che riprendere vecchie velleità stile Taverna Paradiso si buttò su Cobra.
E Arnold che volete che faccia?
Il suo sogno era fare l’attore famoso: ha scelto il progetto in assoluto più commerciale che ha trovato.
Scelta non per forza banale: da vero uomo d’affari, Arnold ha il gusto non tanto per infilarsi in mode pienamente consolidate, quanto quello di cercare di anticipare il mix vincente prima di tutti.
E il suo fiuto – lo aveva annusato dopo Atto di forza e introdotto per gradi in alcune scene chiave di Terminator 2 – gli diceva “basta violenza”.
Il copione… No, non il copione: l’idea alla base di “Extremely Violent”, degli speranzosi esordienti Zak Penn e Adam Leff, sembrava perfetto. Era la storia di un giovane fan dei film d’azione che entrava magicamente in uno di essi e finiva di conseguenza per far coppia con il suo eroe preferito, ottenendo di aiutarlo grazie alla sua profonda conoscenza dei cliché del genere. C’erano solo da limare un po’ di cosette (a partire dal titolo).
Qui è dove tutte le storielle assurde che sentite raccontare normalmente sui grandi studios diventano vere.

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Innanzitutto puntiamo il dito sul motore dell’operazione: Mark Canton, l’executive da barzelletta in persona, braccio destro di quell’altro soggetto mica indifferente che è Jon Peters, con cui aveva collaborato su diversi successi targati Warner Bros (Purple Rain, Batman, Arma letale) e con cui si era recentemente trasferito alla Sony/Columbia, dove aveva già floppato in modo memorabile con Il falò delle vanità ma aveva anche saputo controbilanciare con abbastanza successi da rimanere a galla.
È Canton che ha la visione per trasformare Last Action Hero, praticamente il live action di Rainier Wolfcastle dei Simpson, nel blockbuster più grosso del 1993.
Il suo primo colpaccio è appunto trovare sinergia di intenti in Schwarzenegger, la più grossa star del momento, uno che sembrava avere lo zeitgeist in mano da anni e che finora non aveva fallito un colpo.
Ma non basta: essendo il progetto di punta dell’estate della Sony, serviva ingaggiare i migliori in ogni campo. Su suggerimento di Arnold arriva John McTiernan in regia e, siccome non esiste che il film più grosso dell’anno sia firmato da due sconosciuti, Shane Black a riscrivere il copione.
E come dargli torto? Anche oggi, se mi fermassero per strada e mi chiedessero di elencare in ordine protagonista, regista e sceneggiatore del mio film ideale risponderei “Arnold Schwarzenegger, John McTiernan, Shane Black”.
Il problema è, magari, ad esempio, che la storia originale era stata appunto ideata come la parodia di un film con Schwarzenegger diretto da McTiernan e sceneggiato da Shane Black. Potete immaginare la fazza dei poveri Penn e Leff. È un po’ come affidare Hot Shots! a Tom Cruise e Tony Scott.
L’inghippo diventa ovvio: dove sta esattamente il confine tra la parodia di un blockbuster d’azione e un blockbuster d’azione a tutti gli effetti?
Nessuno sembra saperlo, e nessuno sembra preoccuparsene più di tanto.

Guardate che bella immagine che ho trovato per simboleggiare metaforicamente le due anime del film che non riescono a convivere! Eh?

Guardate che bella immagine che ho trovato per simboleggiare metaforicamente le due anime del film che non riescono a convivere! Eh?

Torniamo un attimo al copione di Penn & Leff.
Non era affatto male. Partiva come carrellata demenziale dei luoghi comuni degli action e infine diventava serio e ribaltava il concetto alla base stessa del genere (SPOILER della prima bozza dello script di Last Action Hero, ovvero di un film che non esiste e di un pdf di 125 pagine che quasi sicuramente non avevate intenzione di leggere): l’eroe imparava che erano le sue stesse continue azioni vendicative a generare nuovi criminali, e il ragazzino imparava a smettere di distaccarsi dalla vita immedesimandosi negli eroi d’azione. In poche parole: la negazione stessa di Hollywood. Un suicidio.
Shane Black, con la preziosa collaborazione dell’amico David Arnott, fa quello per cui viene pagato: cambia completamente la trama del film nel film, pompa le scene action all’altezza di un kolossal estivo, cambia il finale inserendo il ribaltamento con eroe e cattivo che sbarcano nel mondo “normale”, tiene la strada saggiamente aperta per eventuali sequel. Nel mentre, mantiene le gag migliori e le completa. Ad esempio: l’Amleto alternativo esisteva già nel copione originale, ma a Penn & Leff era incredibilmente sfuggita l’occasione di far dire al loro eroe “Essere, o non essere… Non essere”. Oppure: toglie i gemelli cattivi “Jules e Jim Lumière” ma mantiene la strizzata d’occhio al cinema d’autore regalando una comparsata alla Morte del Settimo sigillo di Bergman.
Ma a quel punto entra in gioco il secondo problema: il film viene annunciato con tempi insolitamente stretti per un progetto con quelle ambizioni, tutti corrono contro il tempo, e lo script non convince.
Non convince Arnold, e non convince John McTiernan, che inizia a riscriverselo da solo.
La soluzione per persuadere tutti di aver tappato ogni problema in modo indiscutibile diventa buttare milioni addosso al miglior sceneggiatore disponibile sulla piazza e fidarsi ciecamente: succede quindi che Black e Arnott vengono licenziati e che lo script subisce costosissime pezze da gente come Larry Ferguson, William Goldman (che cambia l’età del ragazzino da 17enne a 11enne e reinventa il cattivo principale) e Carrie Fisher (che ritocca le scene tra il ragazzino e sua madre) e tanti altri rimasti anonimi.
Trovate una approfondita ricostruzione della produzione su un ottimo speciale curato da Empire, e un suo altrettanto esauriente complemento in un apposito capitolo di Hit & Run, una cronaca della carriera di Jon Peters.
Alcuni fatti chiave:
– Mark Canton piazza la release del film il 18 giugno 1993, appena una settimana dopo l’uscita di un filmetto innocuo chiamato Jurassic Park;
– Mark Canton spende un numero senza senso di milioni per comprare uno spazio pubblicitario per il film sulla fiancata di un missile della NASA, che però subisce imprevisti tecnici e viene ritardato e poi cancellato;
– il montaggio si svolge apparentemente nelle sole ultime tre settimane;
– John McTiernan dichiara che si tratta in assoluto della peggiore esperienza su un set della sua vita (battendo roba come Rollerball).

La campagna marketing all'insegna della modestia

La campagna marketing all’insegna della modestia

Inutile negare che il risultato finale risenta di tutti questi problemi.
Last Action Hero è costantemente indeciso se mettere su un grande spettacolo da action kolossal o una parodia dello stesso, mancando spesso di coesione quando tenta il primo e ancora più spesso il contesto quando tenta il secondo.
Convivono scene pensate per ricalcare bonariamente i cliché di un Arma Letale qualsiasi con altre chiaramente progettate per farti genuinamente abbagliare dal costosissimo spettacolo ignorando ogni contesto parodico, insieme ad altre gag di cui non si capisce bene il bersaglio (che c’entra Salieri di Amadeus con gli action? e che c’entra Sharon Stone in Basic Instinct? o Tina Turner che fa il sindaco? o il gatto a cartoni animati?). Bonus: lo sforzo di puntare al PG-13, in risposta alle polemiche sulla violenza ancora rampanti dopo Atto di forza.
Come spettacolo è confusionario, come parodia è completamente fuori fuoco, e come film per bambini va dall’indeciso al contraddittorio (viene ammazzato un bambino dritto nella prima scena).
L’unica citazione davvero al suo posto è forse Frank McRae, il capitano di polizia urlatore di 48 ore, che curiosamente lo stesso anno aveva preso in giro se stesso in modo identico anche in Palle in canna, un film che esattamente come Last Action Hero nasce come parodia di Arma Letale ma nei fatti, con grande frustrazione, va spesso e volentieri off topic.

L'unico uomo al posto giusto: il Frank McRae di 48 ore

L’unico uomo al posto giusto: il Frank McRae di 48 ore

Eppure qualcosa di buono qua e là traspare.
Cito per primo John McTiernan: non essendo esattamente specializzato nell’umorismo meta-destrutturante post-moderno che il materiale richiedeva, interpreta il ruolo girando un action dei suoi ma osando maggiormente con coreografie e movimenti di camera che altrove gli avrebbero bocciato come esageratamente spinti, col risultato di elevare effettivamente lo spettacolo con virtuosismo e freschezza.
E poi la sceneggiatura: chiunque sia il responsabile dei singoli momenti migliori, qua e là spuntano dialoghi riusciti e scene ingegnose (la mia preferita: il villain che, sbarcato nel mondo reale, testa con estremo godimento la libertà con cui a nessuno fottesega se ammazzi un tizio a caso in un vicolo malfamato di New York) che dimostrano che al lavoro c’erano persone intelligenti e mancava solo il tempo di eliminare il superfluo e trovare l’amalgama giusto.
Da qualche parte insomma, seppellito da ambizioni fuori scala, fretta incontrollabile e una marea di equivoci, c’era effettivamente un gioiellino che avrebbe meritato maggior attenzione e amore.

Arnold being Arnold

Arnold being Arnold

La confusione regna sovrana anche nel merchandising: Arnold insiste per mettere in commercio pupazzetti del suo personaggio che non abbiano armi stroncandone l’appeal principale, il videogioco fa scappar da ridere e la colonna sonora mischia a casaccio classic rock (AC/DC, Def Leppard, Tesla), metal (Megadeth, Anthrax), grunge (due pezzi degli Alice In Chains), hip hop pesante (Cypress Hill), crossover di nicchia (i Fishbone!) e ballatone epico-orchestrali (i Queensryche e una versione live di Dream On degli Aerosmith).
Tutti quanti alla Sony fischiettano e fanno gli indiani fino all’ultimissimo momento, ma alla sua uscita il film diventa un flop di quelli memorabili, anche se più per il confronto con l’hype spropositato dell’invadentissima campagna marketing che per effettiva distanza costi/incassi. Di sicuro fu già una figuraccia epocale esordire al secondo posto dietro il secondo weekend di Jurassic Park.
Ma non sono pochi quelli che, assaggiando il film lontano da ogni baccano mediatico che ne decretò la gogna all’epoca, si lasciano conquistare dal suo strano fascino sgangherato, per cui tutt’ora Last Action Hero è uno di quei titoli homevideo che continuano ad andare tutto sommato bene e ad essere fra i primi puntualmente rilanciati ogni volta che c’è da testare le vendite di un nuovo formato. Su IMDb, che è la Giuria Popolare in persona con tutta l’autorità che ne deriva, campeggia una media dignitosa di 6.2.
E nessuno ha subito danni particolarmente gravi dal flop: Arnold si è ripreso al volo con True Lies, McTiernan con quel capolavoro del terzo Die Hard, Shane Black prima di prendersi una pausa ha sfornato Spy. Adam Leff è sparito ma Zak Penn nonostante tutto ha fatto una discreta carriera che include sia cazzatone come Elektra e il terzo X-Men che la storia del primo Avengers e l’imminente adattamento di Ready Player One, e persino a Mark Canton è stato permesso di continuare ad alternare successi e flop per un’altra manciata di anni e oggi è ancora in giro, in curriculum colpacci recenti come 300 e pure un’altra collaborazione con Schwarzenegger in Escape Plan.
Tutto sommato, va bene così.

Comunque un anno prima la stessa idea era venuta a Chuck Norris.

La droga fa male, bambini

La droga fa male, bambini

DVD-Quote:

“Un gioiello strozzato in culla”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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53 Commenti

  1. Djenco Unchained

    Gli articoli sulle storie produttive di Nanni sono per me uno dei fiori all’occhiello de I 400 Calci :)

  2. Ryan Gossip

    Avevo già ascoltato l’impeccabile podcast con i ragazzi di Ricciotto durante le feste e mi fa piacere trovare l’argomento anche qui.
    Non riesco a non voler bene a questo film. La prima volta che l’ho visto avrò avuto 13 anni a dir tanto, e mentirei se dicessi che colsi tutti i riferimenti. Col tempo ho poi capito quanti sbagli c’erano lì dentro, sempre in bilico nel voler soddisfare il moccioso o l’adulto, finendo per non accontentare completamente entrambi.
    EPPURE il ragazzino non lo odi perchè capisci che vive solo con la madre, ha la sfiga e un po’ di compassione la provi.
    EPPURE lo spettacolare villain di Charles Dance funziona.
    EPPURE le scene d’azione fomentano eccome.
    EPPURE ci sono battute memorabili.
    EPPURE SCHWARZY. PUNTO.
    Non so cosa poteva essere, ma ogni tanto il blu-ray va a finire nel lettore e l’esperienza ricomincia.
    Domandina: il libro su Peters, Hit & Run, si trova anche in italiano?

  3. Past

    mai sentito uno che sia uno parlar male di sto film, anche chi non bazzica il calcismo, per me è un classicone che ogni tanto si riguarda sempre con piacere, in tv lo danno spesso e volentieri, come ricordava il buon nanni nessuno si è fatto male, che volete di più.

  4. Videostronz

    Uno dei miei film prefe da ragazzino, per quanto pasticciato non gli si può volere male

  5. Peter Parkour (Spider-Man: Oh, I'm coming)

    Si sta come i sabati pomeriggio di giugno,
    su Italia 1,
    Last Action Hero.

    • Rocco Alano

      Mi iscrivo al club dei fan di questo film. Sgangerato finchè si vuole, ma mi divertì parecchio. Avevo anche la colonna sonora in cassetta (c’erano i Megadeth e gli Alice in Chains, all’epoca non potevo chiedere di più!)

  6. Gianbiscuì Chiwawa

    Film bellissimo, nonostante tutto. Il bambino è odioso, vorresti vederlo morto con la dinamite negli occhi. Ma ci sono scene con Arnold che spaccano il mondo. Questa per esempio: https://www.youtube.com/watch?v=PORptHmRAFo
    Io per roba così svengo. Se tutto il film avesse avuto questa direzione senza biglietti magici, cartoni animati e altre cose strane avremo forse avuto il miglior film action puro mai realizzato. Anche l’ultimo, oki. Ma il migliore. Rimane comunque un pezzo da 90 che si rivede ogni volta con esaltazione.
    Ma… Carrie Fisher unofficial ? perché nei credits non la vedo.

  7. Ciak Norris

    tra questa e quella de L’isola del dottor Moreau,
    qual è stata la produzione più travagliata?!?

  8. Donnie Harlin

    Grazie mille Nanni, è sempre un piacere leggere queste rece con approfondimenti dei retroscena della produzione, con tanto di infarcitura di aneddoti!
    E’ da un bel po’ che non vedo Last Action Hero (anzi, sarebbe anche ora che mi dedicassi a un bel revival su Arnie, partendo tipo da questo e da Total Recall, visto che ci siamo), ma ne ho un buon ricordo.
    Per quanto sia, in effetti, un bel pasticcio, ha dei momenti epocali (tipo il “test” che hai menzionato), una colonna sonora fracassona e un villain per me azzeccatissimo (mica mi ricordavo fosse Charles Dance!!!) e poi Schwarzie è sempre Schwarzie!

  9. Marco (valori.m60)

    Adoro «Last Action Hero»: lo cito continuamente (a partire proprio dall’esplosiva gag amletica), soprattutto sulla pagina Facebook di Nanni Cobretti.

    Ed amo pure «Loaded Weapon»; che in effetti mi sembra sfruttare meglio il richiamo a «Basic Instinct», non limitandosi ad una fuggevole guest appearance di Sharon Stone / Catherine Tramell, bensì parodiandone con Kathy Ireland – quasi altrettanto affascinante, per me – la scena che da sùbito si impose all’attenzione generale (“Gratuitous Beaver Shot”):
    https://www.youtube.com/watch?v=jmoTiLDWEV0

    • BohBeh

      Non lo conoscevo Loaded Weapon, me lo sono procurato all’istante, visto con mio padre stasera, ci siamo diveriti quasi come il primo Aereo più pazzo del mondo. Ma vogliamo parlare del cameo di Bruce Willis nei panni di John McClane? E i due CHiPS? E Scotty?

      Secondo me il 15% sui pomodori marci è stra-immeritatissimo.

  10. Axel Folle

    Ma il gatto era una citazione a Bonkers? Comunque film con evidenti problemi ma io ad ogni visione lo adoro sempre e sempre più.

  11. jax

    Io a questo film gli voglio bene. al netto dei difetti.

  12. AnnaMagnanima

    Adesso capisco chiaramente perché l ho sempre trovato un po’ sgangherato ma simpatico. Grazie Nanni. Mi hai tolto le parole di bocca :P

  13. BohBeh

    SLAAAATEEEEERRRRR

    https://www.youtube.com/watch?v=uW46ExbzJ3g

    Che poi l’esplosione che si vede all’inizio di questo filmato, era stata usata prima in L’ultimo boy scout:

    http://www.imfdb.org/images/thumb/d/de/LBStrivia.jpg/600px-LBStrivia.jpg

    Ma poi in LAH compare anche Robert Patrick nei panni del T-1000, c’avete mai fatto caso?

    • Robert Patrick racconta che Arnold gli telefonò e gli disse “Ti prego vieni a fare anche da me la stessa comparsata che hai fatto in Fusi di testa TI PREGO MI SERVE TI PAGO” (storia vera)

  14. Shu-shá

    Mi allineo con tutti voi, film generazionale per me, non gli si può voler male davvero.
    Leggendo ora la rece destrutturante capisco l’aria di sganghero che il film, nonostante l’amore che gli porto, per me ha sempre avuto.
    Pure da piccolo, comunque, mi domandavo cosa cazzo c’entrasse il gatto cartoon… all’epoca ero fissato con le parodie stile Mel Brooks e lo accreditai a citazione stupida dell’intreccio tra reale e cartoonesco di Chi ha incastrato Roger Rabbit…

  15. ryomare nagare

    Anno 1993: corro al King in Via Fogliano e mi diverto come un matto, esco dal cinema per andare a comprare il CD della colonna sonora da Discoteca Laziale.

    Tutti i difetti elencati sono inopinabili ma gli voglio troppo bene…

  16. Lucas Luke

    Visto in adolescenza e dimenticato a ritmo più lento di altri suoi pari, il che è un piccolo riconoscimento. Grosso riconoscimento invece per la colonna sonora che ancora adesso ricordo cazzuta. Cioè Ac/Dc ed Anthrax, mettici pure i Megadeth e una spruzzatina di Alice in Chains (siamo nel ’93..), mi hai stracomprato!

  17. Ruper Tevere

    Indimenticabile la prima visione, a casa di un amico mentre spulciavamo i VHS di panorama dei suoi. La magia funzionò alla perfezione e, per quanto sgangherato, riuscì a farmi emozionare per davvero. E poi oh, Leo la Scorreggia.

  18. Kylo Kal

    la turbofregna della figlia di Slater non la mettiamo tra le cose bone?

  19. Oliver Die Hardy

    Ora mi spiego come mai ho sempre vissuto questo film come un’occasione sprecata… perchè lo era veramente!

    Intuizioni a manetta e ribaltamenti clamorosi, sopratutto sul lato parodistico, in cui quasi ogni “one liner” veniva girato in senso letterale diventando una battuta surreale:
    “Le consiglio di evitare movimenti bruschi quei cani sono estremamente ben addestrati” (segue inquadratura dei dobermann che fanno il numero della piramide)
    Che però si inframmezzavano a scelte lasciate a metà o battute da commedia demenziale di serie Z (l’abbinamento delle pattuglie o il già citato gatto).

    Non rientra in questa seconda categoria, però, il ruolo affibbiato al grandioso F. Murray Abraham. La battuta “non ti fidare di lui, è quello che ucciso Mozart”, parodiava proprio il fatto che per un certo periodo FMA si era trovato suo malgrado e nonostante la sua vocazione comedica, scritturato SOLO per ruoli di villain nei contesti più vari.
    L’intuizione era di parodiare anche marketing e casting, purtroppo, appunto una delle tante belle idee affogate in una labile continuità.

    Fortunatamente, poi arrivò True Lies.

  20. Rocky Balbuzie

    Film unico come può essere un film che parte da un’idea non replicabile. Io lo trovai geniale, all’epoca, e non ero un ragazzino. E sgangherato, sì, ma se fosse stato fatto meglio avrebbe davvero ammazzato il filone action movie…

  21. Kurtz Waldheim

    Cercavate uno a cui non piacesse LAH ? Eccomi qui.
    Vedere il mio adorato Schwarzy frullato in questa parodia sgangherata sempre sopra le righe e per di piu’ a dividere lo schermo con un BAMBINO, no proprio non va … Comunque stimo cosi’ tanto molti dei clienti fissi di questo sito che mi riprometto di dargli una seconda chance dopo tanti anni, lo prometto.

    • Marco (valori.m60)

      Spero tuttavia, Kurtz, che ad Arnold Schwarzenegger (“Salute!”) tu riconosca almeno il coraggio divistico: secondo un vecchio detto di Hollywood, niente può rubarti la scena quanto bambini o animali.
      Ad ogni modo, per un supremo action-hero cinematografico ovvero un’icona dei macho-movies testosteronici, credo che sia sempre meglio dividere lo schermo con un bimbo undicenne che dividere il proprio CORPO schermico con un bimbo nascituro.
      (Mero pre-giudizio, lo ammetto, ovviamente senza mancare di riguardo al gentil sesso: in 23 anni non ce l’ho ancora fatta, a vedere “Junior”, e chissà quando mai ce la potrò fare. Viceversa mi piace usare il francese dei veri Lumière per ribadire, anche in questa sede, #JeSuisDannyMadigan).

  22. supertramp

    Questo film sono sicuro di averlo visto ma l’ho rimosso quasi totalmente. Sarà che ho sempre preferito Sylvester Stallone al simpatico Arnold “ammiro Hitler” Schwarzenegger, probabilmente perché da consumato uomo d’affari puntava sempre e solo sulle mode del momento per sfruttarle (giustamente) a dovere, invece Sly le mode le creava da zero, con la sua “presenza” in sceneggiatura e nella regia in praticamente ogni suo film, per me, ha sempre fatto la differenza. Comunque John McTiernan sarà sempre un mio idolo nonostante sia pazzo, schifi Mad Max Fury Road e abbia diretto Basic.

  23. giantbaba

    Da piccolo lo adoravo sto film. E un po’ mi fa nostalgia pensare a blockbuster cosi’, pieni di idee, anche se molto confuse. Trovo che il perfezionamento della formula di oggi, dove magari il risultato migliore e’ piu’ professionale ma non si prendono quasi mai dei rischi, stia diventando noioso.
    E non mi spieghero’ mai come ci siano voluti ventanni e GoT per fare capire a Hollywood le grandiose potenzialita’ da villain di Charles Dance.

  24. Enrico

    Il problema principale e avere affidato questo film al grande regista John McTiernan, che purtroppo per lui era fuori “parte”, ci voleva un regista alla Johnny Too, che alterna azione estrema a musical.

    • Axel Folle

      no guarda Johnnie To proprio non ce lo vedo. Che per me Mc Tiernan invece è una buona scelta, è uno che sa gestire scene d’azioni grosse grosse e pure toni leggeri, era lo script a dover essere levigato.

    • Enrico

      I toni leggeri di John Mc Tiern sono questi
      https://www.youtube.com/watch?v=XZ-EOg38t1o

      In die hard era riuscito ad avere un giusto equilibrio, tra azione e toni leggeri, perché aveva Bruce Willis che è uno specialista in questo.

    • Axel Folle

      sì e no, cioé Willis era effettivamente un commediante prestato all’action e certo il suo supporto è stato fondamentale ma c’è un equilibrio tra commedia e azione che sta proprio nei toni e quindi nella regia. Se fosse vero quello che dici si sentirebbe uno scarto di tono tra le scene d’azione e quelle della commedia. Ma pure il Predator che citi pur serissimo ha un tocco cartoonesco.

      To gira sì commedie (che poi in linea di massima non gliene frega nulla, lo fa solo per prodursi i noir) ma di quello che ho visto non l’ha mai mischiata al noir dove per toni leggeri al massimo butta secchiate di bromance ma sempre serissimo. Poi oh ha una filmografia sterminata e mi manca un sacco di roba sua, magari le sue commedie action mi mancano.

  25. Steven Senegal

    ricordo ai tempi di averlo schifato ampiamente – specie tutte le volte che scartava sul surreale nonsense – e mai più rivisto. Forse ero già il giovanotto cinico e disilluso con cui mi apostrofò cajelli.
    Maledetto scribacchino permaloso se davvero hai la possibilità di viaggiare nel tempo perchè non mi hai avvisato di fiorentina – juve di domenica che mi ha levato dalle mani na combinazione vincente clamorosa

  26. Latte

    Ma sto pezzo è meraviglioso, molto molto molto più bello e interessante del film stesso che non m’è mai piaciuto…ma d’altra parte mal tollero il metacinema fatto in un certo modo (il biglietto di houdinì, eddai !!) e non mi hanno mai fatto ridere le parodie alla Zucker Abrahms Zucker, quindi…
    Fatene più di pezzi così, rimestate nelle traversie produttive di quell’epoca mitica e irripetibile, se c’è del rocambolesco da raccontare, raccontatene…meglio un pezzo così in più e una recensione di un film demmerda odierno in meno…
    Ma quindi Schwarzy all’epoca era lui che spingeva molto mediaticamente sul fare i fillm non violenti ? Che delusione, ragazzi…
    Essì mi ricordo all’epoca che aveva fatto uscire Una promessa è una promessa che per promuoverlo era andato tipo al tg5 e la giornalista gli avevano chiesto secondo lui chi sono i veri eroi, e lui aveva risposto tipo le persone che dedicano la vita ad aiutare il prossimo, chi fa la sua parte giorno per giorno, e insomma tutta sta sfilza di banalità precotte melense, minchia che delusione…
    Era il periodo in cui lui, ma anche Sly cercavano di rivendersi in ruoli comici o parodistici…
    Sul discorso che nessuno c’ha rimesso dal flop, beh…Shane Black dopo ha fatto Spy, ma è stato un flop a sua volta, e avrebbe dovuto aspettare Iron Man 3 per tornare a fare un film di successo…

  27. MaX

    Il Falò delle Vanità è un film divertente e da riscoprire.

  28. Zen My Ass

    Curioso come tre film usciti in un arco di pochi anni condividano deliriranti storie produttive: questo, Street Fighter e Island of Doctor Moreau…

  29. albano vitali

    “quel tipo l’ho gelato!” mi basta questo per sentirmi bene interiormente.

  30. Arnold Beckenbauer

    Filmone

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