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Disco Inferno, la recensione di quel capolavoro che fu Notte Bianca

Oggi vi parliamo di Notte Bianca, un film del 2011, e lo facciamo perché esce in sala il suo remake americano, Sleepless Night, con un afroamericano (Jamie Foxx) al posto di un maghrebino (Tomer Sisley). La storia però è la stessa, quella di un poliziotto che ruba un grosso carico di droga alla malavita, viene scoperto e gli rapiscono il figlio per avere indietro la droga. Siccome i cafè parigini sono tutti pieni lo scambio deve avvenire in una discoteca di proprietà del piccolo boss. Lui andrà lì con il carico ma molte cose si metteranno in mezzo in un’unica lunghissima notte in cui si incrociano diversi obiettivi e diverse esigenze. Ci sono gli affari interni che hanno diversi sospetti, ci sono i cambi di fronte dei malavitosi, ci sono le donne, gli avventori, gli sgherri, i traditori, le spie, gli infiltrati ma soprattutto ci sono una valanga di clienti.

Premio miglior locandina di menare con miglior consiglio all’Academy del 2011

Il film appartiene al genere figli-palla-al-piede, piacevolmente mescolato al genere dei disperati tentativi di rimanere vivi. Non quindi un uomo che ne farà fuori mille per riprendersi il figlio, ma uno che cercherà di non farsi ammazzare mentre inventa di tutto per riprendersi il figlio. È insomma una versione più secca e determinata di Taken che incrocia la tensione verso l’incolumità personale di Carlito’s Way, tutto in una notte sola. La droga da riconsegnare finisce persa subito, senza perdere tempo proprio, e da lì in poi la situazione precipita a livelli rari di accanimento del destino. Lui sta solo cercando il figlio, tutti gli altri vogliono solo trovare lui. Dai sotterranei all’attico, dall’esterno, ai bagni, non c’è ambiente di quella location che non sia sfruttato per nascondere e nascondersi, sbucare e sparare o per una goduriosa rissa in cucina, tra stoviglie, coltelli e ripiani di metallo (già Miglior scazzottata in un film d’azione francese non prodotto da Luc Besson nel 2011).

Aria nuova in cucina

I francesi hanno imparato così bene dagli americani a fare gli americani che alle volte sono anche meglio degli americani stessi. Notte Bianca sembra il cinema di Michael Mann al netto di quella forma molto particolare di spiritualismo zen urbano che lui stesso ha fondato, ma è anche un poliziesco alla francese privo di quell’esistenzialismo che è la sua cifra distintiva. È quindi un B movie nel senso più essenziale, duro e puro del termine, asciugato da tutto ciò che non si può desumere dall’azione, che non espone nessun sentimento ma è interessato solo a quel che la tensione può dire e far fare in una situazione simile.
È un film di sacche che contengono droga, soldi o farina ma che non si aprono, di balaustre da cui cadere e della convinzione incredibile e disperata in un obiettivo.

Quando mostri il distintivo ma non ci credi nemmeno te

Film simili funzionano unicamente quando la sensazione di aver messo nella merda il protagonista è tangibile quanto l’ambiente in cui è costretto a scappare. Spalle al muro non ha più scelte se non le più estreme che di colpo diventano giustificabili. Questo piccolo passaggio è quello in cui troppo spesso il cinema americano perde se stesso, in quel confine tra l’iperbolico e il giustificabile. Se il cinema asiatico se ne frega così altamente da andare volentieri all in non appena può, cercando metodicamente il modo migliore per esagerare con magnificenza (uno stile che solo recentemente Hollywood ha imparato a copiare), i film statunitensi risentono ancora troppo di spinte diverse, del problema di alzare l’asticella del rischio a tutti i costi, sfiduciati del fatto che anche una posta in gioco semplice possa creare tensione se manipolata bene.

Liam Neeson

Per questo probabilmente quando i francesi fanno gli americani migliori, questi non esitano a rubargli trame e idee essi stessi.
Non sta però nello spunto la parte migliore di Notte Bianca, ma in come trasformi un posto (la discoteca) in un mondo all’interno del quale non manca niente di quel che serve. Ci sta un’infermeria di fortuna (il kit pronto soccorso delle cucine), c’è un luogo in cui non essere trovati (la pista da ballo), c’è un labirinto (i bagni), un luogo in cui cambiarsi d’abito (il guardaroba), uno al riparo da tutto in cui trattare (gli uffici del proprietario) e un garage pieno di mezzi di trasporto.
Senza quella paradossale idea di universo a sé di John Wick, senza le arti marziali e senza esagerare così tanto nella ricerca dei neon in ogni inquadratura, Notte Bianca non è molto diverso dal film con Keanu Reeves per come usi la notte, per come cioè sembri fare ogni volta rifornimento di buio e neon per le poche scene molto illuminate.

La passionale linea romantica

È così denso Notte Bianca che ha anche una paradossale e assurda linea femminile, con una donna a caso pescata dal protagonista per confondersi nella folla e pomiciare in un angolo in modo da non essere trovato, lei non sa nulla e non ha capito niente ma le sta bene essere avvinghiata e tastata sbrigativamente fino ad affezionarsi senza un perché o senza che siano scambiate parole tra i due.
Insomma è difficile a dirsi ma l’impressione è che Sleepless Night, il remake americano, necessiti di un impegno sopra ogni media per essere a livello di questo modo di fare cinema, dei pregi di questo film.

Non ci ho capito niente ma mi sono ingrifata

DVD-quote:

“Non entrerete più in una discoteca con gli stessi occhi, non nasconderete più la droga nei bagni con la stessa tranquillità”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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9 Commenti

  1. AnnaMagnanima

    La dvd quote fa morire! Recupereremo di sicuro .complimenti. recensione come al solito magnifica.

  2. David Kronenbourg

    Lo vidi qualche tempo fa’, buono ma secondo me niente di più.

  3. Axel Folle

    Mi manca è devo dire che non ne avevo manco mai sentito parlare, comunque solo dopo aver letto la presentazione mi sono messo in moto per recuperarlo. Il trailer del remake americano mi aveva fatto decisamente una bella impressione, ok che se la giocano facile su di me, visivamente così laccato e oscuro con Jamie Foxx in disco è impossibile non riportarmi alla mente quel CAPOLAVORO DELLA MADONNA che è il film di “Miami Vice”.

  4. Gabriel Puntello

    Mah, ho visto il trailer di “Sleepless – il Giustiziere”, il remake americano con Jamie Foxx (e già il titolo mi “piangere” non poco) e devo dire che il tutto mi pare una…
    BOIATA PAZZESCA!

  5. Alimentare Watson

    Forse il remake sarà una cafonata, ma la Pontiac GTO del ’69 ha già vinto a mani basse.

  6. Gianbiscuì Chiwawa

    Bombissima. Raga, che botto sto film. Grazie infinite per averlo pescato dal cestone che stavo in secca di action puro abbestia. Non vedo l’ora di vedere la versione america oriented. Meno male hanno tenuto identico regista senza cercare i soliti mestieranti senza originalità. Grande Hype.

  7. Momo d'Arabia

    Wikipedia mi informa che esiste pure il remake indiano
    http://www.imdb.com/title/tt4937812/

  8. Zen My Ass

    Mi sono visto il remake americano ieri sera (mi manca ancora l’originale, ma e’ assolutamente necessario recuperlo ora!) e mi e’ piaciuto molto: veloce, violento, ignorante con un ottimo Jamie Foxx che come badass funziona sempre… E’ veramente un aggiornamento del piu’ classico action anni ’80: se al posto di Foxx avessimo avuto un Willis, Stallone o Norris sarebbe cambiato poco. Combattimenti in stile John Wick, fotografia moderna, ma puro action anni’80 nell’anima. La trama e’ buona, molti momenti maccosa e decisioni assolutamente assurde prese dai personaggi, ma si guarda volentieri e piu’ di una volta.

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