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Qualcosa è cambiato: Smetto quando voglio – Masterclass

Quando è stata l’ultima volta che il sequel di un film italiano era così atteso? Ammettiamolo, realizzare franchise non è mai stato il nostro forte, neanche nell’epoca d’oro del genere italiano. La Trilogia del Dollaro in realtà non è composta da veri sequel, è più tematica. La saga di Mark il poliziotto manco la contiamo, perché più che “una trilogia” sono tre episodi verticali da serie TV stile Signora in giallo. L’idea stessa di realizzare il sequel di un film italiano che non fosse la commedia con bisioalbanese in cui guarda che divertente, è la stessa situazione del primo ma ribaltata, dal sud al nord, dai maschi alle femmine!, fino a poco tempo fa volava ben al di sopra delle nostre teste. Poi sono arrivati Suburra, Veloce come il vento, Lo chiamavano Jeeg Robot e il primo Smetto quando voglio. Il paradigma stava cambiando, per la prima volta da eoni ci trovavamo di fronte a prodotti di intrattenimento, liberi da logiche di forzato impegno autoriale. Prodotti commerciali che avrebbero potuto tranquillamente generare sequel. Ma fino a poco tempo fa non eravamo certi che anche i produttori avessero fatto questo salto logico. Poi l’annuncio che Mainetti avrebbe fatto un Jeeg Robot 2, e quello sulla progettata trilogia di Smetto quando voglio. Un azzardo? Certo. Ma cazzo se non era arrivata l’ora di prenderseli, questi rischi.

Sigla!

Ed eccoci qui ora a parlare di Smetto quando voglio – Masterclass. C’è una ragione per cui non abbiamo recensito il primo: era più una commedia che un film d’azione. “Action comedy” è un termine molto vasto che include tantissima roba diversa, che va dalle commedie con una punta di azione (Hot Fuzz) agli action in cui si ride molto (Beverly Hills Cop). Il primo film della saga di Sydney Sibilia pendeva decisamente più dalla prima parte. C’erano sicuramente degli elementi di timido ritorno al genere, c’era una sopita voglia di crederci, ma l’azione finiva invariabilmente relegata in secondo piano rispetto alle risate e alle caratterizzazioni di questi “sfigati” da cinema italiano che, alla fin fine, erano davvero troppo sfigati per condurre in maniera credibile un action movie. Il loro “non crederci” come personaggi si rifletteva, coerentemente, se vogliamo, nella scrittura e nella messa in scena, e tutto sfociava in un anticlimax finale un po’ deludente. Sibilia ce l’aveva fatta annusare per poi nasconderla.

Poi sono arrivati Suburra, Veloce come il vento, Lo chiamavano Jeeg Robot. Tutto è cambiato. La voglia di crederci ha messo in moto una piccola rivoluzione che sta accumulando momento.

Sopra: crederci.

C’è una frase sui manifesti pubblicitari di Smetto quando voglio – Masterclass: “Fa più ridere del primo!”. Noi non siamo qui per discutere se sia vero o meno. Forse il primo faceva più ridere, forse no. Il punto è che non ce ne frega un cazzo e sapete perché? Perché alla fine Smetto quando voglio – Masterclass non ha bisogno di far ridere più del primo, non è quello il suo selling point. SQV2 è un film migliore, più completo e riuscito, decisamente più calcistico, perché è una action comedy che riporta l’action nella comedy. E stavolta, signori miei, ha un finale degno di questo nome tutto incentrato su una rapina al treno! È una commedia che si fa action e finisce da action, invece di un action con elementi da commedia che finisce da commedia. Si ride CON i personaggi e le situazioni e non DEI personaggi e le situazioni, per intenderci.

È soprattutto il grande ritorno a un cinema di intrattenimento puro e semplice, senza ulteriori livelli di lettura né pretese, ma fatto come Cristo comanda. Questo lo si capisce nel modo in cui è trattata la satira sociale che era un po’ la spina dorsale del primo. Dove SQV sentiva comunque il bisogno di mascherare da critica sociale la sua commedia, perché i temi, signora mia, I TEMI!, qui invece gli elementi di attualità sono usati senza vergogna come scuse per arrivare alla comicità e, soprattutto, all’azione. E allora la Banda dei Ricercatori si costruisce una base operativa in un tunnel della metro C, bloccata da un ritrovamento archeologico, mica perché è importante sollevare il tema dei disservizi di Roma Capitale ma perché FA FIGO. Addirittura, tanto per rendere la cosa esplicita agli spettatori abbastanza attenti, a un certo punto Edoardo Leo usa proprio il termine “fuga di cervelli” completamente decontestualizzato da ogni riferimento alla crisi, solo ed esclusivamente per introdurre due delle aggiunte alla squadra del nuovo capitolo. Sono all’estero? Allora sono dei cervelli in fuga. I motivi della fuga non vengono esplicitati se non in maniera esagerata e giusto per far ridere o aprire la strada a sequenze che reintroducono lo swag nel cinema italiano.

Sopra: swag.

Prendiamo il suddetto reclutamento iniziale: è uno dei momenti del film che più abbracciano il cinema di genere ed è costruito con cognizione di causa e una scrittura/messa in scena molto più affilata rispetto allo scorso capitolo. Edoardo Leo e Greta Scarano (dio la benedica) girano il mondo per reclutare nuovi membri della banda. Questi sono: un medico che ha messo a frutto la sua impareggiabile conoscenza dell’anatomia umana come lottatore clandestino da qualche parte nel sudest asiatico (aka Calcilandia). Un tizio che vende armi ai signori della guerra africani. E infine l’avvocato di Pietro Zinni, che difende le Femen in Vaticano. Tutto questo è raccontato come lo si fa nei film americani, con grande ritmo e gusto nel saltare da una location all’altra facendo fruttare pienamente il loro potenziale cinematografico.

Da qui in avanti il film non si ferma mai, non rallenta, è una continua corsa in cui ogni svolta di trama, persino gli spiegoni, è raccontata con l’azione. Dialoghi recitati camminando attraverso corridoi, a bordo di furgoni o di sidecar originali del terzo Reich rubati. Il terzo atto è un vero e proprio heist movie che si conclude con una scena, la rapina al treno di cui sopra, che mostra un po’ i limiti del budget e un po’ della messa in scena (ci sta; Sibilia è al suo secondo film!). Ma qualunque possibile critica è zittita dall’audacia e dai cojones con cui Sibilia e Matteo Rovere (qui produttore) hanno affrontato la prospettiva di chiudere un film italiano, in questo momento storico, con un inseguimento tra auto e treno. È questa l’arroganza che vogliamo vedere nei film italiani, d’ora in poi. In mezzo ci sono inseguimenti, sparatorie, persino un incubo lisergico fatto in rotoscope come A Scanner Darkly di Linklater. E più di un momento in cui viene spontaneo saltare in piedi e applaudire.

Sopra: crederci fortissimo.

Non è un segreto che la saga si concluderà con un terzo capitolo, Smetto quando voglio – Ad honorem, pubblicizzato al termine di questo. Sembra di vedere il teaser che Zemeckis aveva piazzato alla fine di Ritorno al futuro – Parte II, e le somiglianze con quel film non si esauriscono qui. C’è la stessa idea di riutilizzare scene del primo capitolo, magari viste da angolature diverse, integrandole con elementi nuovi per ribaltarne il senso. Di far vedere cosa accadeva contemporaneamente al film precedente con un vero e proprio atto di retcon (quella pratica, usata molto nei fumetti americani, con cui nuovi personaggi vengono introdotti come parte integrante di una mitologia molto più vecchia di loro). In questo senso, l’ispettrice di polizia di Greta Scarano (dio la benedica) è presentata come una che già stava indagando sulla Banda dei Ricercatori durante gli eventi del film precedente.

Tocca menzionare, infine, gli attori. Sibilia ha messo su un cast perfetto e lo sa dirigere ormai a occhi chiusi. Stefano Fresi, Valerio Aprea e Paolo Calabresi spiccano su tutti per come riescono a sembrare davvero dei pesci fuor d’acqua che si ritrovano a fare le cose più bizzarre possibili (e proprio Calabresi è protagonista di uno dei momenti da applausi a scena aperta). Libero De Rienzo è un po’ il portatore dello swag ma passa stranamente in secondo piano. Edoardo Leo fa da ancoraggio alla più classica commedia italiana (quella di oggi, si intende) con le sue movenze e il modo che ha di recitare e gesticolare, più commedia dell’arte che action movie. Ma non stona perché il suo ruolo è quello del collante di tutta la faccenda. Pietro Sermonti sta proprio in tutto un altro campionato e Luigi Lo Cascio entra in scena e si fa perdonare all’istante vent’anni di palle al cazzo. Avanti così.

DVD-quote:

“Un film che riporta lo swag nel cinema italiano”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | >Trailer

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70 Commenti

  1. Luca

    I cazzotti a Lo Cascio sono, filosoficamente, quelli che avrei voluto tirargli io

  2. Charles Sbronzo

    Sì ma non è che mi hai convinto tanto. Una chance gliela darò magari in tv

  3. Axel Folle

    E io che lo stavo per balzare, oggi vado. Comunque è vero il primo partiva a ruota e nel finale si sgonfiava molto ma rimaneva un film bello piacevole.

  4. supertramp

    Commedie di menare dove il menare, con il tempo, sarà sempre meglio.
    Cazzo quanto lo spero. Attualmente Sibilla non è al livello di Sollima, forse non lo sarà mai, ma non credo che sia fondamentale per l’idea di cinema che porta avanti. SQV mi aveva fatto molto ridere, era qualcosa davvero di diverso dal solito, comunque tra i film più importanti degli ultimi anni non posso non piazzarci A.C.A.B.

  5. mei

    a me il primo ha fatto discretamente cacare ad essere sincero…

  6. Poisoned Ivy

    Io invece il primo l’ho amato, per quel modo che aveva di ridere non solo dei protagonisti, ma dei protagonisti che facevano i commendianti italiani, e in questo modo rideva, a mio avviso, di tutto il genere in cui lo avevano inquadrato vendendolo come una bisiata con ambient post-universitario. La sottile satira feroce mi aveva conquistato. Se mi dici George che poi qui c’è anche roba che mi piace ancor di più quasi piango (di nuovo, viva anche il Superbowl).

    • AnnaMagnanima

      Quoto tutto

    • Braùl

      “protagonisti che facevano i commendianti italiani”: la trovata più penosa che potessero inventarsi. Cioè, buttarsi sull’impianto intellettuale-citazionistico senza riuscirci minimamente. Attori giovani e pure già conosciuti che non propongono una propria recitazione….. ammazza che fallimento..

    • Poisoned Ivy

      Ehm.. No. Non ho detto questo, la frase è decontestualizzata. Ti sfugge il punto. È un gioco ad incastro, per come l’ho percepito io.
      Poi se vogliamo aprire una discussione sugli attori italiani che propongono una propria recitazione, vecchi o giovani che siano, la intitoliamo “da un’idea di Stefano Accorsi”, però.

    • Braùl

      Seriamente, cosa intendevi?

    • Poisoned Ivy

      Intendevo dire (con parole pessime, ammetto), che a mio avviso il primo film si muoveva su due piani, rideva dei protagonisti in quanto tali per come sono stati scritti ma rideva anche dei protagonisti in quanto messi in scena apposta per rappresentare il cliché della commedia italiana come tutti la conoscono: un gioco meta in cui si mettono in scena volontariamente delle macchiette per riderne.

      Non sono certa di saperlo spiegare bene in effetti…

      In ogni caso, NON voleva dire che il film si butta sull’impianto citazionistico: non si cita, si prende e si mette alla berlina al massimo.

  7. Bradlice Cooper

    Bravi tutti, ma Lo Cascio non me lo dovete toccare.

  8. Maxnataeleale

    Scusa ma posso saltare il primo e guardare solo questo?

    • avdf

      No, il primo merita. Non sarà action ma scorre, fa ridere e sorridere. Non solo vedibile ma anche rivedibile.

  9. Capitan Impallo

    Il primo sarebbe stato pure caruccio se non avesse avuto quella orripilante fotografia con quel FILTROGIALLODELCAZZO a cadere che me lo rendeva inguardabile…oltre, ovviamente, che fosse tutto fatto per piacere ai soliti universitari chic hipsterini. Se mi dite che questo è decisamente più Nostro ci penserò, ma a vedere i trailer c’è sempre quel GIALLO spalmato ovunque…

    • Braùl

      è giallo anche questo (almeno all’inizio, poi gli occhi te li sforma e allora non senti più niente)

    • Djenco Unchained

      Oooh grazie, pensavo di essere il solo ad avere enormi problemi con quella color correction da video cheap di band alternativa italiana anni novanta. Per il resto, il primo mi è piaciucchiato abbastanza e questo me lo sparerò sicuramente.

  10. udokier

    Però la color correction, se non c’hai i soldi per pagarla, puoi pure non farla, eh?

  11. A me il primo era piaciuto molto, mi aveva fatto molto ridere, azzeccava praticamente tutto (tranne il finale un po’ moscio). Sono felice di sapere che l’hanno fatto giusto di nuovo, avranno i miei soldi.

  12. Io vivo in Germania, per la fava di Odino! Dovrò aspettare l’uscita in home video. :(

  13. Shu-shá

    Lo sapevo! Ho visto il trailer un paio di volte e mi dicevo “Oh ma se non è un trappolone, ‘sti qua hanno fatto una action commedy!”

    Felicissimo della Vostra conferma, vado di certo.

  14. Salve, siamo un canale di YouTube nato da poco che si diverte a prendere spezzoni di film celebri e a doppiarli in base ai sottotitoli predefiniti di YouTube! Dateci un’occhiata al link qui sotto, e complimenti per il blog! :))

    https://www.youtube.com/watch?v=pSZ92ERky_I

  15. Axel Folle

    Eppure la fotografia pesantemente lisergica usata nel primo a me aveva convinto. ok, il parallelismo tra colori fluo allucinati in un film che parla di droga è scontato ma ho trovato funzionasse.

  16. Shu-shá

    Ah, volevo anche dire che ‘sta settimana ho visto Zootropolis con mio figlio, e dovreste farne una rece: è un film calciabile cacchio!

    Praticamente ha la struttura di un thriller/noir metropolitano, con varia azione e soprattutto due protagonisti bubby cops :) !

    Al minuto due una tenera coniglietta viene pure artigliata da una volpe a tutta zampa in da la fazza – senza sangue ok.
    Ma con i segni delle unghie.

    • Axel Folle

      Lo dissi pure io. Un buddy movie in piena regola. Basterebbe riprendere la rubrica dei film calciabili per bambini.

    • SalvoS

      e io che dico andrebbero inserite anche le serie, e tra queste vorrei proprio leggere quella di the OA (che non è calcista al 100% ma un po’ driller/horroh sì)

    • Shu-shá

      Delle serie a volte se ne è parlato, ma appuntamenti saltuari, nulla di fisso.
      Sarebbe bello, anche perché ormai il genere “fatto bene” è quello delle serie.

  17. Cristoforo Nolano

    Vabbé dai, vale come per Jeeg Robot, se quattro soldi non li butti in QUESTO cinema italiano poi di che cazzo di lamenti della commedia con Bisio?

    Già preso il biglietto per domani sera!

  18. Braùl

    :O Un film che mi ha fatto ridere UNA sola volta.
    Due ore di film per una sola breve risata?
    Due ore per non aver nemmeno sorriso???

    Un film con un protagonista attoruncolo che imita Nino Manfredi? E dovrebbe far simpatia (quanto meno non antipatia) ma non fa né carne e né pesce.
    L’action.. lento!! L’avesse girato Gianni di Gregorio sarebbe risultato più originale :D

    Ma poi dov’è la trovata? Che un gruppo di gente con studi universitari mettono l’intelligenza nell’illegale? Ma avessero almeno scritto dei dialoghi/battute da far ridere… Gli “altri personaggi” sono quasi al livello dei nani in Lo Hobbit: “ma perché, ci stanno pure??”
    Giampaolo Morelli che non sa come caratterizzare il suo personaggio e prende a imitare (pure lui!) il Giobbe Covatta che fa il napoletano cialtrone (ma Covatta lo faceva tanto cialtrone quanto generoso però). Il pubblico in sala identico agli africani a cui voleva vendere le armi :D
    Sto film è una tale ciofeca che effettivamente per le commedie si conferma la regola del botteghino: più incassano, più fanno schifo.

  19. Ugo

    il primo m’è piaciuto assai.

    Dieci alla Solarino che spara una delle più belle frasi dell’ultimo decennio cinematografico:
    “Se ti dovessero chiedere il riscatto, tu non lo pagare. Non lo pagare, perché la prima cosa che faccio appena mi rilasciano è venirti a spaccare quella faccia di merda che ti ritrovi. Coglione!”

  20. Il primo non mi era piaciuto come era piaciuto a tutti quelli con cui avevo parlato. Mi era sembrata una grandissima presa per i fondelli dove il vero punto debole per me non era il finale moscio, ma l’idea un po’ troppo ipocrita che se vendi droga che non c’è nel regolamento ministeriale allora la tua moralità è salva e sei buffo e divertente, se invece c’è allora sei un criminale incallito.
    Mi sembrava un punto di vista sbagliato, onestamente miserabile per un film che voleva essere un occhio lisergico sul sistema con protagonisti delle persone che da quel sistema se la erano presa dritta in culo pur sgobbando come disperati.
    Magari questa mia nausea era dovuta pure al fatto che un’altra storia di un prof. frustrato che a un certo punto si mette a spacciare droga era la cosa più bella che avessi mai visto in tv dopo Ken il guerrieriero e raccontava la produzione e lo spaccio di droga in maniera un po’ differente.

    E quindi questo secondo capitolo ero deciso a lasciarlo a una visione casalinga nonostante il battage che aveva fatto la produzione per far sapere a tutti che a sto giro c’era qualcosa in più del primo. Mi dicevo vabbè sarà pubblicità. Mi dicevo che non me ne fotteva poi molto di vedermi al cinema il sequel della copia di Breaking Bad con l’accento romano e tante faccine buffe. E annegare ancora una volta nel moralismo non è che fosse proprio nella mia lista dei desideri per il 2017.

    E invece con una recensione così non me la sento proprio di non vederlo al cinema. Anche perché questo mercoledì c’è l’iniziativa per cui si va al cinema con 2 euro.
    E poi di base ci sono un sacco di attori che altrove mi sono piaciuti e vederli impegnati in qualcosa di nuovo, diverso e soprattutto fatto bene mi piacerebbe un sacco.

    Speriamo bene.

    P.S. che Dio benedica Greta Scarano

    • Axel Folle

      ” l’idea un po’ troppo ipocrita che se vendi droga che non c’è nel regolamento ministeriale allora la tua moralità è salva ” penso che Tu sia l’unico ad aver visto questo punto di vista.

    • avdf

      ma è una commedia eh, mica un film educativo.. ti aspettavi “requiem for a dream” forse? :D

    • Axel Folle

      No ma ci può stare che anche una commedia abbia dentro una “visione sociale” magari anche critica che appunto inserita nella commedia la si ridicolizza. Ma è proprio il punto di vista di pillole che mi pare distorto, cioè per me non è che sono divertenti e fanno qualcosa ai margini della legalità quindi li giustifico, anzi se vogliamo fa vedere proprio come il denaro li renda stronzi: uno tradisce la donna, l’altro va a puttane e diventa tossico, i due latinisti si buttano subito a fare la bella vita e gli altri pure o hanno difetti o magari la storia li accantona un poco.

    • Shu-shá

      Ha ragione Axel, pillole… io non ce l’ho visto per nulla questa paraculata di cui parli.

      Anzi, il fatto che la banda trovi il modo di praticare un’attività moralmente deprecabile come la produzione e spaccio di droghe restando nei limiti della legalità grazie a un cavillo, è una cosa molto italiana e che AUMENTA il livello di stronzaggine “sociale” dei protagonisti, anziché metterli al riparo da critiche come dici tu.

  21. Dr. Stranamorte

    Io il primo l ho visto al cinema e, nonostante qualche difetto, mi era piaciuto tanto proprio perchè osava parecchio in un panorama come quello italiano. Per me le migliori scene sono la preparazione alla rapina in farmacia e la rapina stessa, un mix solidissimo fra comicità e action.
    Qualche giorno fa l’ho rivisto perchè avevo letto di questa cosa che nel sequel avrebbero riutilizzato scene del primo ma da punti di vista differenti. Ammetto che ad una seconda visione, e soprattutto dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, si notano un po’ di più i difetti e il finale non all’altezza.

    Però oh da amante del cinema di genere, non si può non andarlo a vedere al cinema. Cazzo una rapina su un treno!

  22. R.

    Io ho invece trovato la prima parte un po’ debole (la (ri)presentazione dei personaggi, la retcon lunghetta) per poi crescere con una bella seconda parte e un grande climax finale. Avercene.

  23. Ruggero Deodorantato

    Visto ieri sera. Questo non è meglio solo del primo film, ma è anche meglio di Jeeg Robot: il genere torna a farla da padrone assoluto! Poi ok, c’è ancora qualcosina che non funziona benissimo, ma davvero se non andiamo a vedere film come questo ce li meritiamo queelli con Bisio

  24. Cicciput

    A me il primo era piaciuto parecchio, anche se forse soffriva un po’ il fatto di non prendere una direzione precisa tra commedia “”””neorealista”””” (mi sa che ci voleva qualche virgoletta in più) e surrealismo puro (personalmente avrei spinto su questo tasto). Altre note dolenti erano il soggetto al limite del plagio di Breaking Bad – la sceneggiatura però si difendeva alla grande -, la fotografia fastidiosissima e Edoardo Leo. Però scorreva benissimo, strappava risate di gusto, e navigava bene nel suo essere senza troppe pretese e fare bene il suo mestiere di commedia senza troppi patemi. Questo spero di vederlo in sala a breve, la recensione in sé e il fatto stesso di leggerne qui mi gasano alquanto.

  25. F.lli Edgar Wright

    Il primo film lo avevo visto senza troppa attenzione.
    Personalmente avrei voluto un filtro che mi evitasse di non vedere mai la faccia di Edoardo Leo che per me era il più grosso difetto del primo film. Voglio vedere il secondo, ma temo che la scelta del protagonista sia talmente sbagliata che non riuscirò ad apprezzarlo.

  26. Past

    momento, momento, momento…quindi pure il prossimo film di maccio capatonda è calcabile perchè di ammazza della gente…?

    e n’do sta il pezzo sui trailer del superbowl? e i sylvester?

    ma è ancora i 400calci o cinefrocioblog o badpigiaminotaste?

    • Sto leggendo i commenti ad un post dopo boh, dei mesi, e stavo riflettendo di come nessuno avesse ancora dato di matto.
      Grazie! :D

      (ai sylvester però ci ho pensato anche io recentemente)

  27. Bradlice Cooper

    Valeria Solarino è una Cagna Maledetta™ sempre e comunque.

  28. skalda

    Io non capisco certi discorsi. Un film mediocre resta mediocre anche se è italiano. Non migliora per questo.

    • Poisoned Ivy

      Però la recensione parla di un film quasi buono, in un panorama in cui i film buoni/quasi buoni/guardabili si limita ad esempi che si contano su una mano.
      Opinabile? Sicuramente.
      Ma il senso è diverso da come l’hai capito tu (se ti ho capito bene io).

      In ogni caso ho visto più compassione nei commenti epr certi film visti ai tempi da Miike che onestamente no meriterebbero nemmeno i mega che occupano in internet che per uno qualsiasi dei pochi film italiani recensiti qui: non è che siamo noi che abbiamo un problema col cinema italiano, e non i redattori?

    • Axel Folle

      Applausi per Poisoned, sottoscrivo tutto il secondo paragrafo che boh Miike sono anni che fa palate di robaccia brutta eppure in giro si legge il solito “eeeeh ma è un film di Miike pure nei marchettoni si vede il suo piglio” che può essere vero ma a conti fatti è robetta anche brutta.

      Che poi quando scatta il discorso di film “buono ma nel panorama italiano” per me spesso si rischia di sminuire un’opera rispetto a quello che è il livello in generale, cioè in ambito delle commedie io ho guardato qualcosa di europeo e americano e cazzo il primo SQV rimane una delle cose più divertenti viste negli ultimi anni. Idem Veloce Come Il Vento, per me più avvincente di un Initial D o altri film di macchine generici. Questo per dire, ok, SQV è “solo” un buon film ma com’è lo stato della commedia nel resto mondo? SQV è superiore alla media perché è un film italiano o è superiore alla media delle commedie? Questo lo chiedo perché pr me troppo spesso il “nostro” provincialismo diventa una trappola quando si fanno questo genere di discussioni.

    • Latte

      Ah se lo dite a me vi dico che per come la vedo pure Audition e Ichi son robetta sopravvalutata. Il valore aggiunto dell’opera di Miike è avere portato il trollaggio cinematografico a nuovi livelli, lì si che è un vero genio.

    • Il film non è “quasi buono” né “mediocre” a mio avviso. E’ proprio buono! Il punto è che non è certamente al livello di Jeeg o Suburra o Veloce come il vento, ma non per questo è mediocre. Bisogna relativizzare i discorsi: in quanto film commerciale senza pretese è fatto da dio. E abbiamo anche bisogno dei film commerciali e senza pretese per far rinascere questa cazzo di industria.

    • supertramp

      @Axel & Latte: (se ho capito bene io) Poisoned Ivy intende Miike autore di recensioni su ‘sto sito, non Miike regista.

    • Poisoned Ivy

      Ahahahahaha ODDIO non mi ero accorta di questo.
      SI, intendevo Miike il recensore, MA non è che il discorso no si possa trasferire al Miike regista, in effetti.

      @George: ecco si, concordo. Cioè anche la caciara all’italiana si può far bene, è il caso di dimostrarlo.

    • Shu-shá

      “E abbiamo anche bisogno dei film commerciali e senza pretese per far rinascere questa cazzo di industria.”

      Assolutamente, George. Non ricordo con chi si dicesse (ma era nei commenti a una bessonata), ma l’Italia avrebbe un disperato bisogno di un Besson de noialtri, qualcuno che butta fuori (produce) almeno un paio di action commerciali all’anno, magari cazzari quanto ti pare, magari poverinos quanto ti pare, ma che LO FACCIA. Ché non è questo il momento di stare a far questioni di lana caprina, porco i’mmondo che c’ho sotto i piedi!

    • Axel Folle

      “Non ricordo con chi si dicesse (ma era nei commenti a una bessonata), ma l’Italia avrebbe un disperato bisogno di un Besson de noialtri”

      Con ogni probabilità lo scrissi io, perché è un esempio che faccio spessissimo e lo ribadisco, ci vorrebbe uno come Besson e la sua Europacorp, uno che veda sì il cinema in modo aziendale ma col cuore di chi ama i generi e l’astuzia di chi vede lungo e anticipa o crea le mode. Poi i risultati spesso sono discutibili ma in Italia c’è bisogno di questo.

      Mi scuso per lo strafalcione su Miike, ho letto male.

    • Latte

      Ma che davero ? Sembrava proprio che parlava di Miike il regista. OOPS !

  29. Cristoforo Nolano

    Sicuramente meglio del primo, in sala si è riso parecchio (soprattutto nel finale, dalla scelta dei mezzi all’assalto al treno), peccato solo per la fine troppo aperta.
    Comunque l’idea del ricercatore che manda in ospedale quindici professori in un confronto dialettico per poi andarsene in thailandia a fare incontri clandestini è geniale.

  30. Latte

    Il primo è meglio, ma è divertente anche questo, e in 2-3 scene mi ha fatto ridere di gusto…poi è vero che
    SPOILER

    nella seconda metà calca la mano sull’action, e la preview del terzo capitolo lascia presagire un finale ambizioso all’insegna dell’azione, stamo a vvede che non svacchino tutto. A memoria era dai tempi di Ritorno al futuro 2 che non vedevo un film al cinama che finiva col trailer-anticipazione di quello dopo.

  31. Dr. Stranamorte

    Fico dai. Si percepisce l’ambizione che c’è sotto di voler passare da una commedia pura con elementi di azione ad una vera action-comedy! Non è il classico sequel che va a monetizzare il successo del primo, ma proprio un salto di qualità sia dal punto di vista registico che di sceneggiatura.

    Forse la prima parte aveva bisogno di maggior ritmo, probabilmente in fase di montaggio si sarebbe dovuto tagliuzzare un po’ di più. Ma con il passare dei minuti il film inizia a scivolare via di gusto e soprattutto fa ridere con l’AZIONE e non solo con le battute.

    Certo non è perfetto, però è più che soddisfacente, e soprattutto insiste nel battere un sentiero che tutti noi, credo, vorremmo fosse percorso da un certo cinema italiano. Sydney Sibilia è un cazzo di pioniere.

  32. Maiti Gion

    Visto ieri con tutta la famigliola…
    Francamente non capisco le critiche, Sibilia ha girato una commedia action come in Italia non se ne vedevano da un sacco… Praticamente un ocean’s eleven incrociato con le parti migliori della commedia italiana… Dove “lo chiamavano jeeg robot” spiega agli americani che anche noi sappiamo girare film di supereroi e “il racconto dei racconti” che anche col Fantasy ce la possiamo cavare, questo spiega che si può girare un bell’action senza miliardi di dollari..
    Poi ok un po’ ingenuo siamo d’accordo, con fucili ultrasonici e taser ecologici… Ma in fondo ci siamo bevuti anche una supercar che saltava da un grattacielo…
    Alcune gag veramente da applausi.. Per me da dieci, non con lode per il finale un po’così… Però è la prima volta che quest’anno un film piace a tutta la famigliola senza riserve :)

    • captroger

      Concordo completamente. Era ora che i cinema italiano si svecchiasse. attendo con ansia il terzo.

  33. stefano

    ma che carini, adesso bloccate anche gli account quando i commenti alle vostre penose recensioni non vi piacciono ?
    sqv2 è un film di merda, a cui leccate il culo perchè “èitagliano!!11!!undici!” . punto.
    Storia identica al primo, con un paio di personaggi inutili aggiunti per far sembrare il film “nuovo”.
    IL primo era carino, veloce e divertente. Questo è la risciacquatura di piatti del primo … il fatto che vi piaccia riconferma che non capite un cazzo di film. il mondo dei caldarrostai vi aspetta a braccia spalancate.

    ps: ho 2345 email … quel “tu non puoi passare” solo perchè vi ho irritato nei miei commenti è ridicolo nel 2017.

    • Cristoforo Nolano

      Ehm, guarda che quel “Tu non puoi passare” è indipendente dalla mail… mi capitava quando provavo a postare da rete aziendale, nessun problema con la stessa mail da casa (settimana scorsa il problema non si è più presentato). E, fra parentesi, è più ridicolo avere 2345 mail per rompere il cazzo nel 2017, a meno di non essere dei bimbiminkia (dalla reazione mi sa che ricadi nella categoria).

  34. Rocco Alano

    Visto sabato e promosso a pieni voti. Gran ritmo, scritto da dio e funziona benissimo anche a livello comico. Unico appunto che vi faccio: quando si parla di una “nuova onda” del nuovo cinema italiano di puro genere ed intrattenimento , si tende a dimenticare autori che, con esiti altalenanti magari, hanno portato avanti il discorso negli ultimi vent’anni (penso all’Infascelli di “Almost Blue” e “Il Siero della Vanità” o ai Manetti di “Piano 17” e “L’Arrivo di Wang”).

  35. Visto domenica.
    Riso un botto, mi son goduto tutto tranne Greta Scarano che mi è parsa a livelli “occhi del cuore 2” per intensità e mestiere (poi oh, indubbiamente bellafiga).
    Io non sto tanto qui a menarmela con discorsi sul cinema italiano, riconosco di essere prevenuto. Il primo l’ho visto al cinema all’aperto per caso, convinto di vedere la versione zelig di Breaking Bad, e poi me lo sono rivisto più che volentieri qualche mese fa. Questo me lo sono sparato al volo.
    Jeeg robot per dire me lo sono visto carico di aspettativa e mi ha deluso fortissimo e pure Suburra, al netto della qualità oggettiva, mi è parsa la roba di Sollima con meno cose da dire.

  36. Enrico

    Ho visto il primo in tv e mi ha annoiato a morte, tanto che ho smesso di guardarlo, il classico film italiano che parla di quattro sfigati e con la denuncia sociale che è importante, ma nei film italiani finisce per mangiarsi tutto il film e ricadere sempre nei soliti stereotipi, come in questo caso.
    Se in questo secondo capitalo hanno risolto il problema forse ha una chance, di certo il cinema italiano più giù di come è andato negli ultimi 30 anni non può più andare a questo punto può solo risalire.

  37. discordo.vado di quinta bemolle.l’ho trovato molto più debole e meno riuscito del primo capitolo.personaggi prevedibili e depotenziati e nuovi innesti quasi inutili ai fini della narrazione e del divertimento.è come un orgasmo che non arriva mai.speri sempre che accada qualcosa ,pensi stia per decollare ,invece poi si spiaggia come un balennottero sfigato.però apprezzo il coraggio di provare a fare una trilogia mischiando i generi,spero il prossimo riprenda quota.

  38. Axel Folle

    Visto con gran ritardo. La recensione è correttissima condivido punto per punto e aggiungo che non viene citata una colonna sonora tirata seppur patinata che calza a pennello e carica a dovere le scene. Meno bello del primo forse sì, ha gli stessi problemi di scrittura che però nel primo passavano in secondo piano per via della satira sociale e perché il plot di base era più quadrato ma a livello di scrittura questo è un filo più complesso. Comunque mi sono divertito e ci sono alcuni momenti veramente esileranti, spiace un casino che le due new entry (il picchiatore e il venditore di armi) siano praticamente assenti dopo la loro entrata e in generale tutto il gruppo è usato con meno efficacia, ed è un peccato che Morelli sia sacrificato in un ruolo abbastanza pallido perché le skills per emergere come comico le ha. Alla fine quando si vede qualche spezzone del prossimo capitolo mi sono seriamente emozionato. Rimane un capitolo di passaggio questo secondo che si limita a fare da apripista al terzo, però è decisamente gustoso e se è piaciuto il primo dovrebbe piacere anche questo.

  39. Rumpelfriskies

    O-mi-dio… Ommioddio!
    In ritardissimo che di più non si può ma chissene! Sono rimasto incantato.
    Non esagero dicendo che mi ha emozionato così forte che mi stavano quasi per scendere le lacrime.
    Non ricordo l’ultima volta di un film Italiano così magnificamente, stupendamente, incredibilmente ITALIANO e senza cani! …quasi.
    Davvero, dopo Mainetti spero profondamente che nella realtà stia cambiando qualcosa nel “modo di fare cinema” (TV compresa) in questo Paese.

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