Horror Movies Matter: Get Out

Oh, vi avverto, amici. Spoilererò tutto il film. Un film che in Italia uscirà a metà maggio. E prima di arrivare agli spoiler, vi tiro pure un pippone micidiale in cui vi spiego la rava e la fava. Se vi va bene, prego, siamo qui apposta since 2009. Se non vi va bene, ce ne faremo una ragione: di blog di cinema fighi è pieno il mondo.

Da un mese esatto, un mese e un giorno, mi sono trasferito a vivere a Boston. Non voglio passare per un Beppe Severgnini o un Guida Bagatta qualunque però, amici, quante differenze! Certo, come vi hanno raccontato i due qui sopra e i loro vari amici con i luccichini agli occhi: “Qui è tutto più grande, eh?”. E i palazzi grossi e le macchine grosse e i panini grossi. Pazzeschissimo. Tutto vero, eh? Ma ci sono altre differenze che mi hanno colpito. Parlo di differenze sociali e politiche, roba forte ed endemica. Non vi voglio raccontare che da quando è arrivato Trump qui è tutto in caduta libera, eh? Parlo di roba immediata, che senti sulla tua pelle dopo un mese che sei qui, roba di cui ti puoi tranquillamente accorgere se alzi un minimo le antenne.

Mentre noi in Italia abbiamo ancora dei razzisti vecchio stampo, quelli che insultano apertamente i neri o chiunque non sembri nato e cresciuto a Trezzano, qui la cosa è molto più complessa. Tenete presente che io sono a Boston – città nota per essere di base piuttosto scontrosa e razzista – ma sto fondamentalmente a Cambridge che invece è il punto più liberal e aperto praticamente di tutta la East Coast. Vi faccio un esempio. Qualsiasi locale che non sia l’equivalente dell’Irish sotto casa vostra, quello dove andate a sbronzarvi solo col vostro migliore amico, che non considerate un vero e proprio locale ma una sorta di continuazione della vostra cameretta,  qualsiasi posto abbia una seppur minima pretesa di “giustezza” ha in vetrina dei cartelli a favore degli immigrati. “We welcome you” oppure “You are in a safe place”. Sono cose che, lo dico senza ironia, a me personalmente scaldano il cuore. Come ho detto non vorrei parlare di Trump, perché non è quello il mio mestiere e perché “sò ‘na sega sui sughi” ma la risposta della gente qui è diretta e chiara. E suona come “Quello è matto, noi andiamo avanti per la nostra strada”. Ed è: “C’è un problema evidente, ecco la mia risposta”.

Un po’ di tempo fa, prima che arrivassi io, tutti avevano fuori dal proprio locale un altro cartello: Black Lives Matter. Nasce da un movimento fondato nel 2013 che si batta contro la violenza e il razzismo nei confronti della comunità afroamericana. Se avete anche solo seguito distrattamente le cronache dagli Stati Uniti, vi sarete accorti che negli ultimi anni la Polizia sembra essere stata risucchiata in un vortice spazio temporale che l’ha fatta rispuntare in Alabama nel 1958. La tensione è altissima: ce ne si rende conto semplicemente guardando gli Oscar, seguendo le polemiche che gli hanno preceduti l’anno scorso e le scelte di comodo che sono state fatte quest’anno. Guardi una serie come The People v. O.J. Simpson: American Crime Story – che ti racconta di Rodney King, dei riot di Los Angeles, di Johnnie Cochran – e ti rendi conto che quella bolla di perbenismo pronta ad esplodere è ancora lì che si tende. E la cosa che fa paura è che è appunto endemico. Questo equilibrio precario, questa convivenza che appare per lo più ormai scontata, pacifica, la cosa più naturale del mondo ma che se aguzzi la vista ti rendi conto che ha dei lati fragilissimi, fa drammaticamente parte degli Stati Uniti. Per cui Black Lives Matter.

Mi sono visto lo speciale di Michael Che su Netflix. Si intitola proprio Black Lives Matter e ad un certo punto dice in maniera perfetta una cosa che da europeo, bianco, che non aveva mai vissuto negli Stati Uniti avevo confusamente pensato (e tenuto giustamente per me) la prima volta che ho letto il cartello qui Black Lives Matter: “Be’… tutto qui?”. Ve lo faccio spiegare da lui che è meglio.

Vi faccio un piccolo riassuntino tradotto delle parti salienti: “Le vite dei neri contano. È un po’ una frase discutibile, no? Non è che contano più della tua. Semplicemente “contano“. Questo è il punto da cuoi vogliamo far partire la discussione: “contano“.  Ci accontentiamo del minimo. Vi rendete conto che c’è gente, la comunità gay per esempio, che lotta per avere gli stessi diritti? Vuol dire che là fuori c’è qualcuno che dice: “Penso che tutti debbano avere gli stessi diritti!“. E qualcuno che gli risponde: “No, figliolo, non sono d’accordo. Non penso proprio“. I neri lottavano per i diritti “civili“. Neanche gli stessi diritti, ma quelli civili. Non ti dicono che le vite dei neri NON contano, non ti dicono quello. Dicono che TUTTE le vite contano. Really, semantica? È come se tua moglie ti dicesse: “Ma tu mi ami?” e tu rispondessi: “Cara, ma io ami tutti! Che vuol dire mi ami? Che discorso è? Amo TUTTE le creature del Signore!“. Capite, amici? E questo non è uno spettacolo uscito a novembre 2016, eh? Non negli anni Sessanta. È la media di ogni comico o entertainer nero che si rispetti o che abbia qualcosa da dire.

Key & Peele

Un’ultima cosa prima di occuparci del film. Anni fa, quando stavo in fissa vera col rap, ricordo di aver letto un articolo in cui si spiegava il perché della moda dei vestiti oversize. Sfortunatamente non ricordo dove lessi questo saggio o articolo ma mi rimase impresso perché è una roba che non avevo minimamente considerato e che mi impressionò molto. Non ho mai trovato riscontri di questa teoria e mi sembra più un’idea che qualcosa di realmente concreto. Però… Però è una bella idea. Pronti? I regaz del rap nero hanno cominciato a vestirsi coi pantaloni bracaloni, con le magliette tutte larghe e le felpe giganti per nascondere la loro superiorità fisica a noi povere chiaviche bianche. Il ragionamento è questo: siccome i bianchi li hanno vessati in ogni modo, non vogliano dar loro un altro pretesto per farli incazzare. In soldoni, non ci vogliono umiliare. Poi è successo che la cosa è diventata globale e quando ho letto questo articolo io giravo col cavallo dei pantaloni all’incirca all’altezza delle caviglie, delle felpe che mi vanno bene ancora oggi a distanza di 20 anni e un berretto di lana calato sugli occhi. Io. Nato a Rivolta d’Adda, provincia di Cremona. Non Dontel from Compton, eh?

I Wu Tang per esempio ci tenevano a non farti sfigurare

Ok, ci siamo. Possiamo spoilerare il film. Si intitola Get Out e la prima cosa interessante è che è diretto da Jordan Peele che forse qualcuno di voi conosce come comico. Insieme al suo amico Keegan-Michael Key ha creato e interpretato la famosissima serie Key & Peele di Comedy Central che è andata in onda per ben cinque stagioni. Prima ancora, sempre insieme a Key, ha lavorato per MADtv, la versione televisiva della vecchia rivista comica MAD, quella con Don Martin o Spy Vs. Spy. Insomma, uno sceneggiatore e un attore televisivo molto famoso con l’intenzione di passare al grande schermo. L’anno scorso – sempre insieme al suo sodale – ha scritto e interpretato Keanu, puttanatina a metà strada tra la comedy e l’action con il surplus di un gattino tenerissimo ma il vero colpaccio lo porta a casa con il suo esordio dietro la macchina da presa, questo Get Out.

Presa bene.

La storia, sempre scritta da lui è questa: Chris (Daniel Kaluuya), un fotografo, è fidanzato da qualche mese con Rose (Allison Williams aka la più figa del cast di Girls). Si amano, sono giovani e belli. Lei forse vuole portare la loro relazione al passo successivo visto che l’ha invitato a passare un weekend in campagna dai suoi. Insomma, è arrivato il momento di conoscere mammà (la sempre pazzeschissima Catherine Keener), papà (il caro e vecchio Bradley Whitford) e pure il fratello (l’inquietantemente bello Caleb Landry Jones). E Chris un po’ si intesisce. Non solo perché conoscere i genitori della propria fidanzata è uno stress ma perché lei è bianca come il latte, mentre lui è nero come il carbon. Le chiede: “L’hai detto ai tuoi che esci con un ragazzo nero?”. “Perché avrei dovuto dirglielo?”, risponde lei, “i miei sono dei tranquilloni. Mio padre continua a dire a tutti che se solo avesse potuto avrebbe votato Obama pure per un terzo mandato!”. E allora, via, andiamo. Cosa potrà mai succedere di male? Al limite ci sarà un po’ di scontro generazionale. Dei vecchi ricconi con la villa in campagna e con i camerieri neri che fanno finta di essere dei giustoni liberal quando invece rappresentano la solita vecchia guardia involontariamente razzista. Insomma, bisognerà mandare giù un po’ di merda ma ci siamo abituati. Be, ecco… Non proprio.

it’s all laughs and giggles until poi muori

E qui comincia il vero SPOILERONE, cari. Per cui se siete arrivati fino a qui e non volete bruciarvi la sorpresa, saltate questo paragrafo. Chris arriva e dopo l’imbarazzo iniziale quasi da commedia degli equivoci, si trova alle prese con degli scoppiati che sembrano quasi usciti dal Villaggio dei Dannati. Le cose si fanno via via sempre più bizzarre fino a quando la madre psichiatra di lei, lo ipnotizza facendogli perdere il controllo del suo corpo. La sua mente rimane vigile e consapevole ma non può fare nulla se non precipitare in una sorta di abisso mentale senza fine. Perché? Grazie per la domanda. Perché la famiglia bianca e benestante fa parte di un gruppo ristretto di persone che 1) mandano la Williams in avanscoperta a trovare dei neri fighissimi con cui si fidanza 2) per poi portarli a casa sua con la scusa del “ti presento i miei”3) Una volta a casa li fa ipnotizzare dalla Keener 4) in modo da farli operare da Whitford che gli estrae il cervello. Tengono solo il corpo in modo da creare un ibrido migliorativo: una sorta di superuomo nero fuori e bianco dentro. La sorpresa è proprio questa: guardando il trailer del film uno si fa l’idea che questi cazzo di razzisti bianchi sequestrino il nero per toglierlo di mezzo. Invece no! I bianchi sono invidiosi della loro perfezione per cui li utilizzano come involucri, come contenitori dei loro cervelli. FINE SPOILER

“Abbiamo i biglietti per il prossimo spettacolo di Ascanio Celestini”

Get Out è un film horror apertamente politico con qualche evidente tinta comedy. Una versione moderna e folle di Indovina Chi Viene a Cena? che ha dalla sua la capacità di creare con sapienza un clima di paranoia veramente ansiogeno, quasi allucinatorio, come l’ottima rappresentazione dell’Altro Mondo creato dall’ipnosi. La vena comica surreale di Peele contribuisce a rendere più evidente lo scarto che c’è tra i momenti più horror e quelli più “divertenti” e ci si concede anche qualche liberatorio momento splatter. Sembra di guardare un film horror mescolato a un episodio de Il Prigioniero diretto da Lynch con un tocco dell’ultimo Shyamalan (anche qui, non a caso, produzione Blumhouse).  Tutto bellissimo. Ma. Il “ma” è legato al feroce metaforone politico. Get Out è un film che graffia realmente qui negli Stati Unti. Non a caso è uno dei più grandi successi dell’anno con un incasso al momento di più di 100 milioni di dollari a fronte di un budget inferiore ai 5, sta raccogliendo recensioni entusiastiche e il pubblico in sala ieri faceva il tifo con urla e applausi a scena aperta. Da noi tutto quel lato rischia di passare un po’ in secondi piano. Vediamo cosa ne penserà alla sua uscita Bagatta.

Il film si apre sulle note di Redbone, il singolo omaggio a Bootsy Collins di Childish Gambino, l’alias musicale di Donald Glover, e ne cast spunta anche Lakeith Stanfield, aka Darius di Atlanta, la serie ideata proprio da Glover.

DVD-quote:

“Indovina Chi Muore a Cena? ”
Casanova Wong Kar-Wai, i400Calci.com

>> IMDb Trailer

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135 Commenti

  1. The Bat(Mat)

    Sono felicissimo di questa recensione: sarà un mese circa che leggo belle cose di Get Out e, insieme a The Void, è praticamente l’unico horror che mi interessa
    (Ok, c’è anche quella cazzata delle sirene baltiche).
    Mi sono fermato allo spoilerone e gli aricoli che ho letto non approfondivano la trama, quindi un po’ mi immagino cosa aspettarmi, un po’ no.

    Sono anche molto felice di sapere che arriva anche da noi, però maggio è una bella palla… Probabile che lo recupero nel fine settimana e commento.

    Grazie Casanova

  2. Pezzo strepitoso, complimenti pienissimi!

  3. Ryan Gossip

    Ottima idea cominciare il discorso con il preambolone: il film non l’ho visto ma, incuriosito dagli enormi incassi, ho indagato un po’ e ho scoperto questo enorme sottotesto politico (neanche troppo sotto). La mia idea in effetti è che il successo sia dovuto più alla questione “liberal” che alla qualità: magari qualche anno fa avrebbe fatto un botto meno clamoroso.
    Ma provando a scindere la questione razziale dal film, il film non annoia? Mi basta questo. Anzi, no… dai Casanova torna tra noi! Il sole, il mare, la pasta fresca…

  4. Dante Statham

    A questo punto consiglio a tutti i calcisti, l’ascolto dell’ultimo singolo dei Body Count di Ice T che si intitola “No Lives Matter”.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      Ieri, per la prima volta, ho visto una bandiera fuori da una biblioteca con la scritta All Lives Matter.

  5. Redferne

    Ho visto un servizio su questo film sul tg qualche settimana fa e gia’ mi aveva incuriosito parecchio.
    Mi sembra il tipico tema horror americano del povero cristo che finisce in un posticino all’apparenza tranquillo e poi si ritrova a fronteggiare DA SOLO una famiglia/congrega di mattoidi uniti dalla stessa follia omicidia. La classica situazione senza scampo. Magari un po’ abusata, ma per creare angoscia e suspence funziona sempre alla grande.

  6. jax

    Grande Casanò! ma che ci fai a Boston! mi raccomando vai a tifare Celtics!

    Il film mi intriga mucho.

    p.s. Guido Bagatta è il peggio veramente…

  7. Maxnataeleale

    Mado’ che pippozzo! Mi sa che recupero anche quel documentario di cui parli.. Grande Casanova

  8. Bud Spacey

    E quindi siamo passati dai bianchi che reputano i negri inferiori, ai bianchi che reputano i negri superiori. Di follia in follia

  9. Axel Folle

    Tipo io il motivo per cui le teste ippoppe usavano vestiti larghi pensavo fosse una cosa del tipo che dato che come classe sociale erano poveriammerda da piccoli per risparmiare prendessero roba più larga che dura più nel tempo e da li la cosa si fosse tramandata. Era così una intuizione mia del cazzo. Non di meno pure sta cosa del non far sfigurare mi pare una mezza cazzata però oh mica sono uno storico di abbigliamento.

    Il film lo zompero volentieri, ha dentro quel genere di temi che mi stanno sul cazzo ma vabbe meglio non discuterne che si fa notte.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      Guarda, mi sono dimenticato forse di dire una cosa importantissima sulla teoria dei vestiti atti a coprire la superiorità fisica dei neri: veniva presentata anche come involontaria. Cioè non era quella la prima motivazione ma era, come dire, un sottotesto chiaro ma leggibile da sociologi, esperti di moda, ecc. Non so se sia interessante o meno, vera o meno: quello che volevo dire raccontandola è che una cosa del genere, l’ideazione di una teoria così strampalata, essendo anche solo immaginata è come se fosse vera. Capito?

    • Axel Folle

      ok non avevo afferrato, thanks

    • yo mama

      Io so, direi con abbastanza certezza, che il vestire largo dipendesse dall’elevata percentuale della popolazione dei maschi neri dei ghetti che stavano in prigione. Lì per risparmiare davano ai carcerati, a prescindere dalla loro taglia, divise XXL a tutti.
      I tipi poi tornavano alla vita normale e continuavano ad indossare cose XL perchè ormai era dentro di loro… non ricordo dove lo lessi,ma mi pare più plausibile.

      per il resto WU-TANG FOREVAH!!!!
      e forza Minnie che spero arrivi ai playoff (difficilissimo lo so)

    • Non mi viene in mente niente

      Ah! Quindi Snoop Dogg veste largo per non far sfigurare Swarzy.
      Sì sì, mò me lo segno.

    • renegade of funk

      Quando uscivano di carcere agli ex detenuti venivano fatti scegliere i vestiti da un mucchio, così tornavano in società con mezzo mazzo di fuori. La street credibility poi ha stabilito il look, cancellando i vestiti attillati anni 70 tipo g flash & the furious 5

    • Devil Dark Slayer

      Se posso aggiungermi, è la somma di questi motivi. Galera, plus dura nel tempo, plus spesso i ragazzini utilizzavano la roba dei fratelli maggiori (che gli andava grande).

      Questa della “superiorità” è la prima volta che la sento, e mi pare na cazzata :D

  10. Bud Spacey

    Dopo quel pippotto mi sembra giusto raccogliere qualche spunto di riflessione. Casanova tu dici “I regaz del rap nero hanno cominciato a vestirsi coi pantaloni bracaloni, con le magliette tutte larghe e le felpe giganti per nascondere la loro superiorità fisica” e poi “quando ho letto questo articolo io giravo col cavallo dei pantaloni all’incirca all’altezza delle caviglie, delle felpe che mi vanno bene ancora oggi a distanza di 20 anni e un berretto di lana calato sugli occhi”. Ora, partendo dal presupposto che tu sei effettivamente una povera chiavica, non ti sei contraddetto da solo? Oppure tu ti vestivi così perché non volevi far sentire i tuoi amici delle mezze seghe? :)
    A proposito della polemica 2016 sugli Oscar “troppo bianchi”, a me sembra che negli States i negri ci marcino col vittimismo, cioè adesso non si può più premiare un attore/regista/film bianco perché altrimenti ti danno del razzista…
    Casanova, ma i caucasici che hai conosciuto lì, ti sono sembrati razzisti? E se si perché?
    Hai constatato al 100% che la violenza dei poliziotti sui negri sia ingiustificata? Cioè non è che quelli siano veramente criminali a prescindere dall’etnia e gli afroamericani facciano buon viso a cattivo gioco usando il razzismo come scudo? Insomma sti cazzo di poliziotti picchiano negri a caso perché si, o magari quelli sono delinquenti? Ci tengo a capire l’opinione di chi vive là, perché da fuori si ha una percezione magari sbagliata.
    Infine, cosa c’entra tutto il pippotto col film? Da come l’hai descritta tu la trama sembra una minchiata, il razzismo sembra un pretesto. Oppure negli Usa c’è l’idea che i caucasici siano inferiori agli afroamericani?

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Bud Spacey:
      1) povera chiavica, non hai capito. Io mi vestivo come un cretino perché seguivo una moda. Io, questa moda, pensavo fosse solo legata alla musica. Invece aveva (forse “ha”) una genesi differente, cioè quella che spiego nel pezzo. La contraddizione non c’è. C’è solo la riprova che noi, a distanza, non capiamo gran parte delle cose che hanno a che fare con il rapporto tra bianchi e neri in U.S.
      2) Per quanto riguarda il vittimismo dei nei in America, nel campo dell’entertainment, è innegabile che ci siano film o registi che vanno in quella direzione.
      3) Per quanto riguarda tutto il resto io ovviamente non ho esperienze dirette. Non vado a documentare gli arresti delle forze dell’ordine nei confronti della comunità afroamericana. Quello che le cronache hanno raccontato, quello che abbiamo VISTO nei tg va in una sola direzione. E mi sembra che questo non sia proprio discutibile. Ci sono delinquenti bianchi, ci sono delinquenti neri. La polizia, nei confronti dei neri, delinquenti o meno, ha un atteggiamento diverso.
      4) Il pippone è funzionale a farti capire l’impatto di un film del genere – il cui sottotesto politico non è sotto ma è urlato a partire dal titolo e dal trailer – viene percepito negli Stati Uniti a differenza che in Italia.
      5) Il film è molto divertente

    • Ruper Tevere

      Casanova, con tutta la stima del mondo, il problema sta qui: “Quello che le cronache hanno raccontato, quello che abbiamo VISTO nei tg va in una sola direzione”
      Esattamente qui.

      Traslando: che idea si farebbe un ragazzino circa la qualità del cinema di menare se si fosse limitato a quello che le cronache (critiche) italiane gli raccontavano sui giornali e alla tv?

      Il razzismo fa schifo ma il Black Lives Matter, statistiche alla mano, sa di ennesimo disgregante sociale buttato ad cazzum.

    • BohBeh

      A proposito degli Oscar troppo bianchi, quest’anno il miglior film parlava di un nero gay musulmano, lol.

    • BohBeh

      Scusate, ho sbagliato. Il film parlava di un nero gay, il miglior attore non protagonista era nero e musulmano. Ho fatto un pastrocchio.

    • Bud Spacey

      Thank you Casanova.
      Riguardo l’abbigliamento io intendevo proprio quello, la contraddizione è che tu ti vestivi così perché lo facevano gli altri e non per sembrare meno grosso/grasso, magari anche negli States la genesi è quella: semplicemente seguire la moda. L’abbigliamento afro magari comprende anche berretto o scarpe particolari che non c’entrano con la statura…

      Ma tu che idea ti sei fatto del cittadino medio americano: è razzista, chi più chi meno, o il problema è solo la polizia?

    • Lars Von Teese

      Ma sta a Boston da un mese, per di più in una zona di fighetti, cosa stratacazzo vuoi che ne sappia di negri o di qualsiasi altra cosa? Mi sembra come quei ragazzini che tornano dalla gita alle medie e ti raccontano che si sono scopati una tipa in albergo e poi si sono svegliati con la scritta sullo specchio “benvenuto nel mondo dell’aids”

    • Bud Spacey

      Eh ma “è roba immediata, che senti sulla tua pelle dopo un mese che sei qui, roba di cui ti puoi tranquillamente accorgere se alzi un minimo le antenne.”

    • Lars Von Teese

      mamma mia quanto urla decenni di calci nel culo mancati

    • renegade of funk

      Io non sono stato e Mai andrò negli usa ma un mio compare vive da anni a san Francisco (così può vivere della musica che piace a lui ok?); x permettersi l’affitto sta a Oakland (un sobborgo) nella zona a prevalenza (98%) nera-ispanica, e mi racconta di una realtà di famiglie spaccate con crack a go go, alcolismo violenza cibo di merda ma soprattutto ZERO possibilità di farcela; solo la scuola pubblica che è come un marchio. Bella società del cazzo, che te ne fai del presidente nero se la maggior parte dei neri vivono in quel modo? Poche armi girano poi… ovvio che uno sbirro che entra in un ghetto si comporta come fosse in iraq, prima spara poi dice fermati

    • cdd

      Vista anteprima al thespace. Correte a vederlo appena potete: ne vale la pena e ogni euro speso.

  11. supertramp

    Per il paragrafo dello SPOILER.

    Casanova senti un po’, ma tu pensi che sia stata una genialata? Una provocazione enorme per milioni di persone nel mondo, oppure la si può vedere anche solo come “voi ci odiate perché siete gelosi di noi” rendendo tutto più banale.
    Nel film usano il razzismo contro il razzismo, ma alla fine è un film che vuole incassare milioni su milioni facendoti ragionare o incassare milioni su milioni con una provocazione?

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Supertramp: questo è il nodo centrale della questione. ed è il motivo per cui ho scritto il pippone. quello che a me interessa capire è quanto effettivamente il film tocchi un nervo scoperto qui in America. Noi in Italia abbiamo una situazione molto diversa e siamo anche ben più smaliziati. qui sai di fare una cosa per cui tutti ne parlano in punta di piedi e non sanno bene che pesci pigliare. se guardi i voti degli utenti sia su Rotten che su IMDb sono assurdi, altissimi. Il film è carino, da 7 a voler essere buoni, ma qui ha innegabilmente un altro valore. e a voler pensare male lo si può vedere come una mossa furba che cavalca un’onda… per quanto mi riguarda posso pensare che le intenzioni del regista (e della sua balotta) siano, come dire, pure, cioè volevano fare un film del genere, politico, di denuncia, anche surreale e comico se vuoi, ma con quel tipo di pacca lì. Molto probabilmente Blum è salito sul carrozzone dei vincitori a priori. Ma è Blum e ha ragione lui.

  12. Ruper Tevere

    Che colpo basso parlare di politica però. E farlo anche con l’assoluta sicumera che “bisogna essere pazzi” anche solo a pensare di votare Trump. Come se ci fossero le forze del bene da una parte e le ottuse forze del male dall’altra. E poi proprio tu Casanova! Per favore tenetela lontano da qui la politica. Come fai a dire (meglio, riportare) “la comunità gay lotta per gli stessi diritti perché qualcuno gli dice di no” e non metterti a ridere?

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Rupert: Scusa, ma abbi pazienza, se un film horror, che a noi interessa, parla apertamente di politica, con fare volutamente polemico e battagliero, di cosa stracazzo dovremmo parlare noi? Io, con le mie idee magari non proprio affini alle tue, tento di dare una lettura. Non dobbiamo essere d’accordo ma questa – quella politica – è la chiave di lettura del film, c’è poco da fare.
      Poi, la citazione che fai, hai capito che è tratta da uno spettacolo di standup di un comico nero che ha intitolato il suo show Michael Che Matters?

    • Ruper Tevere

      Lo so lo so, e tra l’altro visti gli spoiler e che di te mi fido ciecamente (= voglio vedere il film) non ho nemmeno potuto leggere la parte che riguardava il film.
      Le citazioni dello show potrei averle fraintese, soprassediamo.

      Però spiace vedere una certa retorica sfondare acriticamente ovunque. O meglio, per essere più chiari, ormai la politica è talmente radicalizzata che personalmente mi ritrovo a non riuscire proprio a parlarne. E allo stesso tempo è talmente pervasiva che sta facendo tantissimi danni, a partire proprio dal cinema (e dai videogiochi).

      Già che ci siamo, tiro fuori dal cilindro la mia, cioè che tutti i politici sedicenti progressisti hanno venduto la gente “da mò” – oltre a riempire la loro testa di minchiate – mentre quelli sedicenti conservatori tendono a somigliare più a comitati d’affari che difendono presunti valori per convenienza politica. In tutto questo un Trump che parla chiaro mi torna comodo. Perché, come diceva un tale con idee più affini alle mie: io voto Chtulu, almeno lui ammette di essere cattivo.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      Guarda, fortunatamente non siamo più in un periodo storico in cui ogni film, anche se parla di calcestruzzo albino e fregne di draghi volanti, viene letto attraverso la lente della politica. Tu ti rendi conto che in Italia ogni film viene preso e analizzato secondo una schematismo che – nel 2017 – è ancora destra vs sinistra? Fofi che scrive che Whiplash è un film fascista è una forzatura o una cosa che si può evitare. Le critiche a The Expendables perché fatto dai fasci di Hollywood sono puttanate. Ma Get Out parla di quello, c’è poco da fare.

    • Ruper Tevere

      Verissimo, e quel periodo di danni ne ha fatti veramente tanti.
      Ma il mio era un discorso più generale. Tipo che è impossibile fare un vero film di spie al giorno d’oggi, a meno di non fare finta di NSA e CIA (vedi ultima cosa su Vault 7). E infatti si fa finta e infatti fanno schifo. E’ solo un esempio. Anche Zero Dark Thirty è un buono esempio. Non me ne volere, hai toccato un mio nervo scoperto.

    • AnnaMagnamina

      mi spiegate a parole semplici perchè non si possono fare film sulle spie?

    • BohBeh

      Boh forse perchè non esistono più le spie di una volta e ora ODDIO CI SPIANO ATTRAVERSO GLI ASPIRAPOLVERI

    • Ruper Tevere

      @Anna
      (peraltro vale anche abbastanza per i film di guerra) Perché se ti sei trasformato nei nazisti, fai guerre brutali con delle scuse e spii pervasimante tutti i cittadini e tutti i capi di governo (nonché tutte le industrie concorrenti)…insomma se ti sei trasformato nel cattivo, la tua industria di propaganda di punta (hollywood) si adatterà al nuovo corso e tanti saluti.
      Chiaro, puoi sempre pescare nella seconda guerra mondiale. Ma cazzo anche lì, stai demonizzando i Russi, e alla fine la seconda guerra mondiale l’han fatta i Russi più di tutti, cosa fai? Eh niente, tocca nicchiare. Per fortuna hanno più dignità di Benigni (Auschwitz liberato dagli Americani….).

      Hollywood ha sempre fatto propaganda, ci mancherebbe. Solo che ora fa più schifo e fa più finta di non esserlo e artisti veri che provano ad aggirarla e prenderla per il culo non ne vedo. Non molti almeno.

    • > In tutto questo un Trump che parla chiaro mi torna comodo

      «The concept of global warming was created by and for the Chinese in order to make U.S. manufacturing non-competitive»

      Dai p**** d** ma di che cazzo stiamo parlando mannaggia a JC.

    • Ruper Tevere

      Stanlio, mi ero perso la tua risposta. Parla chiaro circa le sue intenzioni e modo di vedere le cose (oddio stanti i recenti sviluppi forse è meglio passare all’imperfetto: parlava chiaro). Al di là della sostanza della faccenda da te citata (parliamo di Global Warming come quando e quanto vuoi), il mio punto era totalmente diverso: meglio uno che dice cazzate, se sono le cazzate che pensa, di uno che manipola e inganna. Dal primo è molto più facile difendersi.

  13. Biscott Adkins

    Sig. Casanova dato che non te lo ha chiesto nessuno tutto abboston a boston?

  14. dirty harryhausen

    ho letto l’articolo coi piedi di piombo per evitare lo spoiler perché questo film lo voglio vedere.

  15. Djenco Unchained

    Aspettavo coi popcorn in mano i commenti degli intesiti dal solo fatto che si menzioni una presa di posizione politica del film. Madó, poverini. Comunque torna più spesso Casanó, se non in Italia almeno sui Calci :D

  16. Clint Fistwood

    Io ricordavo che i pantaloni bracaloni erano dimostrazione di street cred, in quanto in galera la prima cosa che ti tolgono è la cintura e le braghe a quel punto ti cadono. Ma anche io vado per sentito dire. La cosa della superiorità mi sa come il Memento Audere Semper di casa nostra, o come i vampiri che al sole vanno in fumo: qualcosa che ci hanno appiccicato dopo perché fa figo.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Clint: assolutamente d’accordo sul fatto che sia una roba appiccicata. ma capisci che, come detto in un commento qui sopra, la sola formulazione di una teoria del genere la rende reale…

  17. AnnaMagnanima

    grazie per il preambolone. Io non sono amo andata a vivere in un altro continente e quindi grazie di avermi fatto percepire la sensazione di essere li. Ho letto anche tutti gli spoiler e sono felice che è proprio come mi ero immaginata la svolta. penso che lo vedrò ma effettivamente non credo che aspetterò fino a maggio…

  18. HRD

    @casanova: riguardo ai pantaloni non ricordo, però so che certi comportamenti arrivano dai jazzisti (miles davis su tutti), lo sfoggio di catene e orologi d’oro era funzionale, serviva loro per dimostrare che avevano soldi e quindi non gli venivano fatte troppe storie quando entra(va)no in un ristorante o in un negozio.

    Anche l’uso del termine “man” è una tradizione dal jazz, i neri anche adulti venivano chiamati boy/kid/son dai bianchi, e quello era un modo per ridare dignità alla persona.

    PS – ottima rece

  19. Trezzano Burning

    Caro Casanova, questo pezzo dimostra che sei l’ennesimo europeo caucasoide che è stato portato ad odiare se stesso. Non è colpa tua, sei stato sottoposto a 70 anni di propaganda che ha stroncato gente più forte di te.

    la domanda è questa: QUANDO VERRANNO A PRENDERTI E BUTTERANNO GIU’ LA PORTA A CALCI USCIRAI CON LE MANI IN ALTO O CON UN’ARMA IN PUGNO?

    https://www.youtube.com/watch?v=c1i25BZKhgg

  20. Fu Qua

    Ma come si può dire che parlare di politica all’interno del film sia un colpo basso, è imbarazzante leggere una cosa del genere. Il film è cristallino che parli di politica ed è giusto analizzarlo in tal senso. Non è che siccome i film calciabili sono meno soggetti dall’influenza politica dei suoi esponenti (e comunque credo che una minima parte ci finisca sempre perchè un intento politico-sociale dovrebbe essere parte integrante di un “autore”) allora vol dire che si deve spengere l’interruttore a priori.
    Ottimo articolo Casanova, complimenti davvero.

    • Ruper Tevere

      E’ un colpo basso perché se si parla di politica si apre un mondo, dove si tende peraltro a litigare, ed era bello che fosse assente dai 400.
      Quello che è imbarazzante, e non parlo certo di Casanova, è leggere sempre le stese parole, gli stessi discorsi, la stessa spocchia pseudo intellettuale.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Ruper Tevere:
      i400Calci sono esenti da posizioni politiche in senso stretto ufficiali ma:
      1) fanno politica (nel senso che da 7 anni facciamo un lavoro culturale gratis e a casa mia questo è fare politica)
      2) il cinema, fattene una ragione, parla anche di politica.
      3) si può anche non litigare, eh? se si riesce a non scrivere cazzate immani volutamente provocatorie come alcune lette poco sopra, si può affrontare con calma anche un film come questo. Che, mi rendo conto sempre di più, ha evidentemente ragion d’essere anche da noi.

    • Ruper Tevere

      Vabbè, mi pare invece una conferma a quello che dico il franintendimento generale provocato. Mi guardo il film e ne riparliamo. Però, quello che volevo dire, è che se rispondevo serio ad alcune considerazioni che hai fatto si sollevava un polverone. Né più né meno.

  21. Clint Fistwood

    Che poi a vederlo bene è una sorta di Society rimasticato per faciloni moderni: la vera genialata è stata farlo uscire ora .

  22. BohBeh

    Oh, leggo solo ora che Casanova è nato a Rivolta d’Adda.

    Porca miseria, da piccolo sarò andato un paio di volte al Parco della Preistoria, che è a 100km da casa mia. Ho rivisto le foto di allora giusto qualche settimana fa.

  23. AnnaMagnanima

    comunque vorrei ricordare ROCKY IV ai fancalcisti che si stanno indignando perché in un film si parla di politica

    • Ruper Tevere

      Again: non ho nessun problema a parlare di politica, adoro parlare di politica e adoro i film che ne parlano, dicessero anche stronzate o cose che non condivido. Il mio punto era solo che c’erano un po’ di cose su cui avrei voluto rispondere* e non mi sembrava il caso di farlo. E mi è rimasto l’amaro in bocca. Nessuna indignazione, tanto fraintendimento. A parte la cosa sui film di spie che non si possono più fare. Lì sono incazzato davvero.

      *es. Black Lives Matter, statistiche alla mano, non ha così senso e puzza di campagna montanta ad arte tanto per buttare benzina sul fuoco. A che pro, non saprei.

    • Bud Spacey

      No, qualcuno si è indignato perché NELLA RECENSIONE di un film si parla di politica, non nel film stesso. Se vai a rivedere la recensione di Rocky IV nessuno si schiera a favore degli americani o dei comunisti, ma si parla solo del film.
      Parliamoci chiaro, la trama di questo film è ‘gente caucasica ruba il cervello ai negri perché questi sono superiori’. Al che uno si aspetterebbe una recensione del tipo “Ahah bella cazzata. L’autore ha voluto fare questa provocazione mettendo su un film divertente e ben fatto” invece ne è venuto fuori sto pippone incredibile come a voler fortificare o giustificare la tesi del film. Insomma nella recensione di Cobra mica si cerca di giustificare la mano “pesante” della polizia, nella recensione di Rambo mica c’è il pippone sul Vietnam.
      Questa recensione è un po’ come vedere Hybris al cinema :)

    • Casanova Wong Kar-Wai

      @Bud: te lo ripeto perché mi sembra che tu faccia di tutto per non capire. Nel pezzo ti fornisco elementi in più per capire per quale motivo questo film sta facendo molto discutere qui in America.
      Se ti aspettavi da noi una recensione come quella che immaginavi tu: “Ahah bella cazzata. L’autore ha voluto fare questa provocazione mettendo su un film divertente e ben fatto”, non so che dirti, se non che evidentemente hai sbagliato sito.
      Il pippone se vuoi te lo leggi, se non vuoi non te lo leggi.
      Non sei d’accordo? Ti sei INDIGNATO?
      Chi se ne frega.
      Non è obbligatorio che tutto quello che leggi qui ti piaccia o ti soddisfi. Però se vuoi puoi aprire un sito dove scrivi che questo film è una cazzata ecc… Inoltre non fortifico la tesi del film.
      L’unica cosa che dico è che la polizia negli Stati Uniti ha evidenti problemi con la comunità afroamericana e che i pestaggi, le uccisioni, le proteste, ecc.. sono lì da vedere.
      Questo è l’unico mio commento personale alla questione. Va benissimo che a te questa cosa dia fastidio, che non ti trovi d’accordo, ecc… Come sopra, amico mio: non è obbligatorio.
      Il resto è un tentativo di spiegare perché Peele, comico nero americano, nel 2017, fa un film del genere.
      Ah, gli esempi che porti tu non c’entrano ovviamente nulla perché qui (in un film che – ricordiamo – non hai visto) la questione è molto più centrale per la comprensione del film.
      In più, da Rocky IV sono passato 33 anni,
      da Rambo 35
      e da Cobra 31.
      Forse la questione polituca passa un po’ in secondo piano, non credi?
      Leggere i tuoi commenti è come essere il regista di Hybris.

    • Bud Spacey

      Non mi sono indignato, ho solo riportato pari pari la frase di Anna. E dal tono e dal mio ultimo rigo si capiva l’atteggiamento non INDIGNATOOOOOO!!1!11!. E Cobra e Rambo li ho citati per rispondere sempre ad Anna a mo di esempio.
      Il punto è che tutto il discorso che fai è assolutamente inutile, la polizia non c’entra un cazzo con la trama del film, almeno da come l’hai descritta tu. Un comico nero americano, nel 2017, fa un film su della gente caucasica che ruba il cervello ai negri per innestarselo perché questi sono superiori, per rappresentare i pestaggi e le uccisioni di afroamericani (magari mentre commettono un crimine?) da parte della polizia. Ma serio? Cioè tu sei così paranoico e fantasioso da aver visto un film la cui trama è gente che ruba il cervello ad altra gente per trapiantarselo e averlo collegato alla polizia che aggredisce gli afroamericani (perché si). Vabbè…
      Capisci che il pippone è fuorviante e non c’entra nulla con il film. Ma non c’entra neanche col successo in Usa, perché là i negri sono paranoici e vittimisti, avete visto che dopo la polemica agli Oscar 2016 per l’assenza di afroamericani, quest’anno pioggia di Oscar ai negri. Ma poi sti gran cazzi di quello che fa discutere in Usa, in quella nazione di gente che crede che Spielberg abbia ucciso un triceratopo…
      A me non da fastidio che tu scriva che la polizia negli Stati Uniti ha evidenti problemi con la comunità afroamericana, perché io non sono l’avvocato dei poliziotti, e non ho detto di non essere d’accordo. Ti ho solo chiesto di spiegare perché, e non me lo hai saputo/voluto spiegare. Magari essendo i negri in grande numero poveri, tendono a commettere crimini o a girare armati e i poliziotti si insospettiscono di più, un po’ come quei poliziotti milanesi che hanno seccato il tizio della strage di Berlino. Leggendo sta recensione sembra che tu voglia far intendere che i poliziotti negli Stati Uniti d’America aggrediscano gli afroamericani perché “sono invidiosi della loro perfezione e della loro superiorità fisica”. Va bene…
      Allora fate ai poliziotti una divisa più aderente così sembrano più fisicati e non odiano più i negri ahah
      Ma comunque che c’entra la polizia con sto horror?
      Quindi indignato è un aggettivo sbagliato, non sono assolutamente indignato da quello che hai scritto, ma vabbè tanto hai detto che non te ne frega. E no, il film non l’ho visto, per questo ho letto la recensione, SU UN SITO DI RECENSIONI. Strano eh?

    • Casanova Wong Kar-Wai

      Niente, non c’arrivi.

      1) “Il punto è che tutto il discorso che fai è assolutamente inutile, la polizia non c’entra un cazzo con la trama del film, almeno da come l’hai descritta tu. ”

      No, la polizia c’entra. C’è anche un finale alternativo che descrivono su wiki dove la polizia è ulteriormente centrale. Ma, ribadisco, ed è scritto a chiare lettere nel pezzo e nei miei commenti precedenti che quello che ho scritto serve a spiegare da che tipo di contesto viene fuori in america un film del genere oggi.

      2) “Ma serio? Cioè tu sei così paranoico e fantasioso da aver visto un film la cui trama è gente che ruba il cervello ad altra gente per trapiantarselo e averlo collegato alla polizia che aggredisce gli afroamericani (perché si). Vabbè…”

      Minchia, ma ce la fai? Ma capisci quello che leggi?

      3) “non c’entra neanche col successo in Usa, perché là i negri sono paranoici e vittimisti, avete visto che dopo la polemica agli Oscar 2016 per l’assenza di afroamericani, quest’anno pioggia di Oscar ai negri. Ma poi sti gran cazzi di quello che fa discutere in Usa, in quella nazione di gente che crede che Spielberg abbia ucciso un triceratopo…”

      Non ce la fai per niente.

      4) A me non da fastidio che tu scriva che la polizia negli Stati Uniti ha evidenti problemi con la comunità afroamericana, perché io non sono l’avvocato dei poliziotti, e non ho detto di non essere d’accordo. Ti ho solo chiesto di spiegare perché, e non me lo hai saputo/voluto spiegare.

      MA CHE COSA NON TI HO SAPUTO SPIEGARE? CHE COSA?

      5) Magari essendo i negri in grande numero poveri, tendono a commettere crimini o a girare armati e i poliziotti si insospettiscono di più, un po’ come quei poliziotti milanesi che hanno seccato il tizio della strage di Berlino. Leggendo sta recensione sembra che tu voglia far intendere che i poliziotti negli Stati Uniti d’America aggrediscano gli afroamericani perché “sono invidiosi della loro perfezione e della loro superiorità fisica”. Va bene…

      (Inserisci immagine di mega double facepalm).

      Ti giuro. Sono amareggiato. Se stai trollando hai vinto tutto. Se no, boh, veramente non so più cosa dirti.

    • Lars Von Teese

      Riassumendo, il concetto di dialettica di casanova e`:

      “io ho ragione, però se vuoi puoi rispondere e dirmi che ho ragione, se invece non sei d’accordo CIOE` MINCHIA ZIO MA CE LA FAI O LA PIANTI DI SCRIVERE CAZZATE?”

    • Gianbiscuì Chiwawa

      “Magari essendo i negri in grande numero poveri, tendono a commettere crimini o a girare armati”. È meraviglioso questo passaggio. In queste pochissime parole c’è un concentrato di razzismo che neanche nei ggiovani contadini del Texas profondo.
      Negri. Poveri. Numerosi. Criminali. Armati.
      Aka:
      Negri = Poveri + Numerosi + Criminali + Armati.
      Casa, sei un ragazzo meraviglioso, lo sai ? :)

    • Bud Spacey
    • AnnaMagnanima

      @Bud per rispondere al tuo primo commento in risposta al mio, vorrei dire che se un film parla di politica è abbastanza normale se non ovvio che tale risvolto venga fuori ANCHE nella recensione. non è che ila politica è venuta fuori perchè casanova è (o non è) democratico. io credo che la tesi di casanova sia “in america stanno come i pazzi gli uni contro gli altri tanto che si sente il bisogno di scrivere sulla vetrina di un pub ‘qui sei il benvenuto’; questo film sfrutta la contrapposizione che si respira nell’aria e la mette al servizio della trama; in italia forse ce ne accorgeremo meno che in america perchè tensioni del nostro paese non sono BIANCHI CONTRO NEGRI ma COMUNUSTU CONTRO FASCISTI nonostante siamo nel 2017”. c’è il risvolto politico dunque se ne parla anche nella recensione. poi se ti dà fastidio che casanova ha un orientamento politico che gli fa vedere le cose secondo il suo punto di vista non capisco perchè fagliene una colpa.

    • Bud Spacey

      @ Anna hai perfettamente ragione, ma leggendo la recensione ed in particolare il paragrafo specifico sul film, la parte politica mi era sembrata un po’ forzata, moralista e stucchevole questa volta, anziché propedeutica alla comprensione del film. Tutto qui. Volevo sottolineare questo.
      Non mi da fastidio l’orientamento politico del buon Casanova, non mi convinceva del tutto il riferimento all’Alabama degli anni ’50 e il discorso sulla polizia. E’ come quando un uomo critica tecnicamente il remake di Ghostbusters e viene accusato di essere maschilista, confondendo la politica con il lato artistico-tecnico.
      E niente, a sto punto devo solo vederlo sto film e capire, fino ad allora non è che potrò dire molto

    • AnnaMagnanima

      pace. comunque io quando sento ALABAMA penso al film PAZZI IN ALABAMA e mi viene da ridere. viva il cinema.

    • Bud Spacey

      Perché sei una bella persona

      Viva il cinema

  24. Vin Diesel30€grazie

    Cavolo ultimamente mi avete tirato fuori delle chicche mica male!
    Mi scuso se vado Ot e faccio una domanda, passando da stupido, perché a quanto pare sono l’unico che non lo sa: quest’anno niente Sylvester?

  25. Canepazzocane

    Intanto: adoro sti pezzi, grande!

    Ho un paio di cosette che mi vengono in mente leggendoti, la storia dei vestiti larghi io sapevo che era nata nei quartieri poveri, nei quali i fratelli maggiori passavano i vestiti ai fratelli minori per risparmiare e che quindi, ovviamente, gli stavano larghi. Col tempo è diventato di moda.

    La cosa del cervello non mi torna, che io sappia i neri sono superiori a noi bianchi fisicamente (è una cosa proprio scientifica oggettiva), mentalmente non mi torna che siano tanto più svegli di noi.

    Per il resto il film sembra carino, sicuro me lo sparo quando arriva.

  26. Carlito Brinante

    Ancora prima che incassasse un cifronio, rotten gli desse 100, uscissero recensioni entusiastiche e si aprissero dibattiti, già il trailer era una discreta bombetta e bello teso (trailers matter).

  27. Carlito Brinante

    A me comunque l’articolo/recensione è piaciuto, mi piace che chi scrive sui 400 calci si prenda ogni tanto la libertà di sconfinare dal calcismo puro. Mi ricordo ancora la bella sorpresa di trovare la rece di Son of Saul.

  28. Lars Von Teese

    Questo film e` evidentemente talmente una paraculata che non riesco a credere, con tutta la buona volontà, che qualcuno possa vederci davvero un qualche tipo di messaggio “politico” (ormai per qualcuno pure le lattine di coca cola hanno “un messaggio politico”, qualunque cosa voglia dire). Siamo praticamente alla blaxploitation più sfrenata, ma vabbe`, è il 2017 e gli hipster scassano la minchia.

    Comunque volevo raccontarvi del mio dentista, adesso ex-dentista. A questo tizio piace chiacchierare quando ti opera. E fin qui tutto ok. C’è il piccolo problema però che mentre lui lavora, tu stai a bocca aperta con un tubicino ficcato in bocca e insomma non è che riesci proprio a rispondere, al massimo riesci a dirgli “ah-ah”. Insomma qualche tempo fa attacca un discorso sul razzismo, e dice che non ci trova davvero nulla di male, anzi, lui dice a suo avviso ognuno, bianchi, neri, gialli, dovrebbe stare con la “sua gente”. Per lui ci vorrebbe proprio una segregazione delle razze.
    Inutile dirvi che io ho fatto “ah-ah” e quella è stata l’ultima volta che mi ha visto nel suo studio.
    A proposito, il mio ex-dentista è sui 30 anni, ed e` nero come la pece.

    Poi vabbe`, sul fatto che i fighetti milanesi che vanno a vivere in una zona “liberal” aka radical chic di boston DA UN MESE e iniziano a parlarti del razzismo in america, della polizia violenta, e di tante altre cose di cui fondamentalmente non sanno un benemerito cazzo, io boh, direi che si commenta da solo.
    La cosa più stupida di questa recensione forse, non è tanto aver invocato la presunta “superiorità fisica dei negri” è il fatto che invece di dire “i negri mettono i pantaloni a vita bassa perché hanno il cazzo grosso” ha scritto “la superiorità fisica dei negri”, l’apoteosi del cercare di risultare politicamente corretto, finendo solo per scrivere (involontariamente, eh) una cosa disgustosamente razzista. Sono talmente presi dal loro antirazzismo militante bigotto e idiota da non capire più nemmeno quello che dicono.

    Ah, per inteso, io sono uno di quelli che non si scandalizzano se mi dici che i negri hanno il cazzo grosso, o corrono veloce, perché dati alla mano è vero, però allora dobbiamo anche cominciare a parlare del fatto che negli sport acquatici sono delle pippe, oppure del loro QI, o di tante altre differenze, e allora lì partono i pipponi, quelli veri. ma sappiamo tutti benissimo che quello è un campo minato, vero?

    “No cioe` zio, ti racconto una storia che mi hanno detto, cioe` non so se è vera eh? Però qui abboston gira, quindi forse un fondo di verita` c’è. Capito amici?” Ma vafangulova

    • Gianbiscuì Chiwawa

      In effetti mi chiedevo come mai non fosse ancora uscita la faccenda del pene dei negri. Che poi, più che dei peni, sembrano dei pitoni. Quindi è logico tenere il pantalone largo. E se il pantalone è ampio mica puoi metterti la maglia attillata, no ? Ecco spiegata l’extra size d’abbigliamento rapper. Averci il pisello negro. Cioè lungo due metri. Grazie per avermi istruito raga, ora vado a fare macello in salagiochi.

    • Ruper Tevere

      Amico ce la fai? Sarebbe razzismo anche constare i tipici tratti somatici (che poi sull’equazione panta larghi –> cazzi grossi mica ci ero arrivato)? E’ razzismo dire che i cinesi hanno gli occhi a mandorla?

      Ma anche: guarda che sono gli anglosassoni che hanno mille sensi di colpa per la loro ferocia razzista del passato (e presente). Gli italiani sono sempre stati più o meno brava gente ed i loro crimini non sono mai stati perpertrati per razzismo. Solo che vige una diversa narrativa che, per semplificare, viene applicata a tutto l’occidente. E siccome l’ignoranza dilaga e la gente di storia non sa un cazzodiniente, se la bevono. E vabbè.

    • Gianbiscuì Chiwawa

      Ohi, amigo. Allora guarda. Intanto vedo che siamo già passati dai peni neri lunghi 2 metri agli occhi a mandorla. Vediamo di non confondere le acque. La questione dei peni neri non è equiparabile ad un qualunque tratto somatico, un conto è la faccia e un conto è la mutanda. La faccenda dei pitoni è l’argomento che solitamente viene usato dai bianchi per compensare la presunta mancanza di cervello dei neri.
      Come quel tale che, al momento della nascita, si è sentito chiedere da Dio: “Vuoi essere bianco o vuoi avere QUELLO ?”. E lui ha risposto: “Voglio avere quello”. E si è ritrovato un pitone nella mutanda. Con il solito bianco che lo sfotteva dicendo “Sì ma io ho il QI più grosso”.
      Quanto agli italiani brava gente mi sembra di capire che tu sia un nostalgico infatti hai sorvolato bellamente sulle Leggi Razziali del Ventennio. Il razzismo è una cosa seria, vediamo di non semplificare troppo. Gli inglesi comunque hanno fatto macello, è vero. L’anno scorso però è morto Bowie che era un nazista dichiarato (c’è la foto del saluto): questo ti ha impedito di apprezzare la sua musica ?

    • Lars Von Teese

      @Ruper Tevere
      Scusa ma non ho capito cosa vuoi dire e non so cosa risponderti. Ti lascio tra le fauci di chiwawa piotta, non avermene

    • Ruper Tevere

      Ecco che mi ricasca l’asino. Senza fare apologie di fascismo, uno potrebbe guardare cosa scriveva Hannah Harendt sulle leggi razziali e farsi un’idea magari più completa di quella che si fa ascoltando le litanie delle istituzioni (strapieni di gente che era fascista fino al secondo prima).

      @Lars: se non sai rispondere non rispondere, no?

    • Lars Von Teese

      @Ruper: e` perche` sono una persona educata.

  29. Ruper Tevere

    Casanova io te l’avevo detto che il tema era troppo caldo…
    E cazzo, hai aperto in realtà un bel dibattito, e si vorrebbe parlare di quello. Ma allo stesso tempo ho mille remore ad imbrattare i400 parlando apertamente di questioni politiche. Che famo?

  30. Videostronz

    I calci come la zanzara. Com’è che appena si parla di razzismo sbucano fuori i soliti analfabeti?

  31. Ruper Tevere

    Vabbè sticazzi, buttiamo un po’ di benzina sul fuoco.
    My 2 cents: è tutto sbagliato. Parlare di Bianchi, Neri, Donne o Gay è una stronzata totale. O meglio, usare dei macro aggregati può essere utili in determinati contesti (ad esempio un analisi sociologica in un contesto dove vi sono comunità a forte identità legata a fattori di razza, genere o orientamento sessuale – tendenzialmente esistono solo a livello di razza quando esistono) ma UTILE, non VERO. Utile a fare cosa? Ad esempio a tirare statistiche. Che sono STATISTICHE non la verità. Oppure a salvarsi la vita.
    Facciamo un esempio, per le anime belle. Tu, Casanova, diresti mai una cosa come “tutti i rom sono dei deliquenti assassini ladri di bambini?”. Immagino di no, non ultimo perché non è una frase vera. Ora però supponiamo che tu abbia un figlio e supponiamo che lui ti chieda come comportarsi quando vede uno zingaro. Cosa gli diresti? Gli diresti alla larga, non ci parlare, scappa via. Perché? Perché anche se la frase di cui sopra non è vera, lo è a sufficienza per sapere che sarebbe troppo rischioso educare tuo figlio al buonismo e alla tolleranza: becca il rom sbagliato, te lo rapiscono e tanti saluti. Ecco, in questo caso usare l’aggregato, e usarlo in forma “razzista” è utile per fare una cosa. Eppure resta salvo che non hai detto una cosa VERA.

    Usare gli aggregati come i signori di Black Lives Matter è una porcheria, invece, perché così facendo si espone il fianco ad analisi uguali e contrarie (anche parecchio stronze, come quelle sul QI – una misura discutibilissima peraltro).

    Polemizzare come Jabbar su La La Land poi (sì me lo sono andato a leggere) in cui dice, in sostanza, “hey ma come, il bianco vuole salvare la musica Jazz e il nero invece si svende”…beh cazzo, quello è razzismo no? Cioè polemizzare perché il bianco in quanto bianco fa una cosa e il nero in quanto nero un’altra e non è quello che ci si aspetterebbe. Ma che è? E se invece fossero solo due PERSONE che sì, appartengono a comunità, a gruppi identitari e quel che volete, ma sono persone, libere di fare quello che vogliono.

  32. stefano

    Che bei commenti…Vedo che chi non capisce un cazzo di cinema fatica anche sul resto…Abbassate il braccio dai e andate a leggere i 400 nazi che fate più bella figura

  33. stefano

    Che poi cosa spinge la gente a commentare solo per cagare la minchia a chi fa la recensione di un film …cosí senza motivo…Forse si crede simpatico boh

    • Ruper Tevere

      Tombola! Non sei d’accordo? Allora sei automaticamente nazista. Top!
      Ragazzi io vi voglio bene, avete messo il sito di cinema più bello del mondo e dal canto mio spengo subito la polemica, che mi scuso di aver contribuito a generare. Non ho simpatie né per i nazi, né per i fasci, né per xenofobi e razzisti, che cordialmente detesto. Ma parlare di certe cose è impossibile, non c’è nulla da fare.
      Un buon week end a tutti

    • Bud Spacey

      Disse colui che non commentò la recensione, ma solo i commenti degli altri. Uno talmente scoglionato da non trovarsi manco un nickname

    • stefano

      Sempre meglio della polemica ad minchiam …

    • Joshua Tree

      Zitto fallito

  34. Bakahero

    …quindi mi state dicendo che i neri non indossano vestiti larghi per nascondere meglio pistole e mitragliette?! Maledetti film d’azione, la mia vita è stata una menzogna…

  35. Mmmm una bella fotografia dell’utenza qui. Tifo da stadio ,sicumera e convinzioni dogmatiche.

    Casualità ho visto il film in lingua originale: carino, ben curato anche nella recitazione, io mi sono più divertito che altro per il “messaggio”

  36. Gigi Shabani

    Onestamente la storia dei neri che hanno iniziato a vestirsi “coi pantaloni bracaloni, con le magliette tutte larghe e le felpe giganti per nascondere la loro superiorità fisica” non l’avevo mai sentita.
    Sapevo quella di dover nascondere armi o spray, quella del cazzo lungo, quella delle divise da carcerati taglia XXL che hanno già scritto qua sopra nei commenti e quella dei vestiti passati da fratellli o cugini più grandi per evitare di doverli comprare. Ma quella di voler celare la loro superiorità fisica proprio mai sentita, anche perché nei 70s i neri indossavano pantaloni a zampa attillati, magliette attillate e giacche corte (come tutti, del resto). Io insomma non sottovaluterei il fattore “moda”.

    • Lars Von Teese

      Quella della superiorità fisica se la sono inventata i bianchi segaioli radical chic con qualche problema di autostima (e autocritica)

  37. Kurtz Waldheim

    Non ci provo nemmeno a entrare nel dettaglio della polemica perche’ penso abbia rotto il cazzo un po’ a tutti.

    Mi limito a osservare che la politica e’ entrata spesso nelle rece dei 400Calci (e non mi riferisco a Rocky IV o a Rambo ma ad esempio a tutti i film di Uwe Boll, dove la politica non e’ fra le righe ma proprio urlata in faccia !), eppure non mi ricordo polemiche cosi’ forti.

    Quindi delle due l’una: o l’argomento “neri vs. bianchi” e’ cosi’ speciale da scatenare l’inferno, oppure stavolta la recensione ha un po’ pisciato fuori dal vaso. Se dovessi indicare un problema, io parlerei di un deficit di ironia, quella “leggerezza” che alla fine ci ha permesso quasi sempre di chiacchierare con piacere dei film e dei loro messaggi anche quando la pensavamo diversamente su temi politici e sociali.

    Poi oh, la recensione e’ tua e fai giustamente quello che ti pare, ma se inizi con “vi tirero’ un pippone micidiale” poi non meravigliarti se qualcuno lo prende sul serio.

  38. Pezzone. Il disclaimer all’inizio io manco l’avrei messo, tanto alle genti ci brucia il culo comunque, per quanto tu ci metta del buon senso.

    @casanova
    Se non lo conosci ti consiglio Elephant in the Room di Patrice O’Neal, comico “discomfort school” di quelli immensi, purtroppo schiattato nel 2011
    http://nymag.com/news/features/patrice-oneal-2012-5/

    Comunque Wu Tang forever.

  39. selene

    Casanova, il film è decente e KEY (KEY, porcodino, lo scrivi male due volte o tre, ma perché?) e Peele sono due persone intelligenti, Peele è abbastanza malato da fare uscire un bel film e aggiungere sempre una parte creepy agli sketch che fanno. Detto questo:
    1) recensione agghiaccianDe. Una delle peggiori lette qui su
    2) il punto non è che in Italia il film non farà presa perché andranno perse motivazioni sottostanti e cazzi e mazzi. Il punto è che un’intera generazione di chiaviche scese a valle col sapone direttamente da tumblr ha fatto del film di Jordan Peele il proprio manifesto. In realtà Peele sfotte anche loro, che in passato l’hanno accusato di essere privilegiato perché bianco per metà (toh, eccoti il film) ed educato. Insomma, di parlare a nome dei neri senza averne i titoli, insieme al suo compare Key, che ha lo stesso background, genetico e culturale. Il film è un gingillo horror con tratti comedy che vuole sfottere tutti, anche quelli “triggered” da ogni cosa.

  40. Pippo

    Tutto molto bello, ma hai sbagliato a scrivere “Kay” per tre volte nel pezzo (quattro se contiamo il tag). Nel link di IMDB invece è stato copia-incollato bene.

  41. Beh, io l’ho visto… è decisamente particolare, e da vedere sicuramente!
    Dissento però da quanto dice Casanova: “…In questo modo si ottiene una sorta di superuomo bianco fuori e nero dentro. Un ibrido migliorativo…”
    SPOILER –> Eh no! E’ proprio viceversa! Sono i cervelli dei bianchi che finiscono nel corpo dei negri, ed il finale è rivelatore su chi siano Giorgina e Walter… xD!

    • Poggy

      grazie, mi sono sorbita una paginata di commenti deliranti per vedere se qualcun altro se lo ricordava come me: il risultato finale è nero e giovane fuori, bianco e vecchio dentro. Tra l’altro ci ho visto la citazione esplicita di Rosemary’s Baby non solo nell’atmosfera generale e nella congrega di vegliardi inquietanti con in mezzo il singolo giapponese stereotipato, ma anche nel fatto che il nonno della fidanzata si chiamasse Roman come Polanski e Castevet.

    • Cutter

      ma infatti anche io ragazzi ero rimasto basito da questo errore plateale del casanova e iniziavo a dubitare delle mie facoltà mentali. purtroppo mi son dovuto pippare anche io la paginata di idiozie..
      eh si, il film mi ha fatto pensare a polanski tutto il tempo..

    • Gabriel Puntello

      Infatti… Casanova scrive: “…In questo modo si ottiene una sorta di superuomo bianco fuori e nero dentro. Un ibrido migliorativo. La sorpresa è proprio questa: guardando il trailer del film uno si fa l’idea che questi cazzo di razzisti bianchi sequestrino il nero per toglierlo di mezzo. Invece no! I bianchi sono invidiosi della loro perfezione per cui li utilizzano per migliorarsi internamente ma ci tengono a rimanere bianchi fuori, in modo da mantenere tutti i privilegi della nostra società ipocritamente razzista….”
      Sorry, Casanova, ma in questo caso hai cannato alla grande: SPOILER — > tra i bianchi (anziani) si trapianta il loro cervello nel corpo dei neri (giovani) – facendo dei veri e propri party – perché (letterale, preso dal film) “… la gente vuole cambiare, vuole diventare più forte, più veloce, più cool… il nero va di moda, è fashion…”, e c’è chi chiede se davvero i negri col sesso funzionano meglio, tastando il protagonista come fosse un oggetto!
      Mi fai venire i dubbi davvero…

    • Come commentato sotto:
      Sono un demente totale. Correggo. Ho fatto veramente casino.
      Chiedo venia…

    • Gabriel Puntello

      Beh, Casanova, una settimana in ginocchio sui ceci e tutto sarà dimenticato… xDxD !!
      (don’t worry, succede anche ai migliori … xD! )

  42. esse

    visto ieri E’ BELLISSIMO andate al cinema e portate gli amici, non è torture come sembra, è veramente scritto bene- vale la pena

  43. Gianbiscuì Chiwawa

    È con colpevole ritardo che scrivo queste righe per dire la mia dopo aver visto. Il film fa pena. È pietoso. Annoia e finisce rivelando un’idea ridicola. Ma soprattutto mi ha deluso per due motivi: non è un horror e non è un horror sul razzismo. Quindi tutto questo casino nei commenti è incomprensibile.
    Per essere horror avrebbe dovuto avere qualche elemento significativo in tal senso. Avrebbero dovuto scuoiare qualche negro, per esempio. E invece niente. Per essere razzista, il film avrebbe dovuto mostrare scene tipo caccia al negro con tutti armati fin hai denti (fucili, mitragliate arco e frecce). E invece niente. Inutile dire che pensavo che il film avrebbe preso quest’ultima direzione. E invece viene fuori che dei vecchi bianchi si fanno trapiantare il cervello nel corpo dei negri per correre velocissimi nei boschi intorno casa.
    Non bastasse questo a ridicolizzare il tutto, c’è il ruolo della figlia che per portare nuove cavie al padre si pappa cazzi neri lunghi 30 centimetri uno dietro l’altro, uno ogni 4 mesi a quanto si apprende. Sarebbe razzismo questo ? Non mi sembra. Ma poi: per andare a casa di questa fregnona servono 4 mesi di relazione, non basta una settimana ? Non è sufficiente che lei dica: andiamo, e tu vai ?
    Devo anche aggiungere con grande dispiacere che quello che scrivi è falso: sono i bianchi che entrano nei negri e non il contrario. Scrivi che “gli ruba parte del cervello e lo sostituisce a quello dei suoi amici bianchi”. Falso. Se così fosse nonno e nonna sarebbero bianchi invece che negri con il segno dell’operazione ben visibile sul cranio. Quindi come ti hanno già fatto notare, quando scrivi “In questo modo si ottiene una sorta di superuomo bianco fuori e nero dentro” dimostri di non avere visto il film. È un punto nodale non un dettaglio marginale. Puoi spiegare come mai hai scritto tutte queste cose palesemente false ? Te lo chiedo a nome di tutti i tuoi lettori e non per fare polemica.

    • Casanova Wong Kar-Wai

      La risposta è semplice: sono totalmente demente. trattasi di gigantesco, macroscopico lapsus.

    • Gabriel Puntello

      “…Sarebbe razzismo questo ? Non mi sembra. Ma poi: per andare a casa di questa fregnona servono 4 mesi di relazione, non basta una settimana ? Non è sufficiente che lei dica: andiamo, e tu vai ?…”
      @Gianbiscuì, è vero… in effetti non servirebbe manco la settimana: basterebbe rapire/stordire il nero e portarselo via… come – SPOILER – succede all’inizio del film xD!
      Si potrebbe dire che la figlia unisce l’utile al dilettevole, “testando” a suo modo i cosiddetti “negri prescelti”… ma personalmente, quasi mai faccio questo tipo di analisi “razionali” su un film: non ne vedo la necessità.

    • Gianbiscuì Chiwawa

      @Casanova Hola, sei sempre tu il capo.

      @Gabriel Non ne vedi la necessità ? Bah. Se il film è bello sono d’accordo che si possa passare sopra a tante cose. Ma se è una chiavica noi calciati abbiamo il dovere morale di inchiodarlo ai suoi maccosa. Non era meglio parlare di questi errori ridicoli e riderci su invece di fare 100 commenti sul razzismo che non c’era Niente con il film in questione ? I bianchi razzisti si trapiantano nei negri così si vedono da negri ogni volta che si guardano allo specchio: bastava scrivere questo per smontare subito ogni tesi razzista e sedare la valanga di commenti annessi. A patto di aver visto il film. Dopodiché era possibile passare ai maccosa. Ad esempio nonno e nonna diventano negri sottoponendosi a un difficilissimo (roba da premio Nobel) intervento per poi fare cosa ? Spaccare la legna, annaffiare il giardino, correre di notte nel bosco rischiando di schiantarsi contro gli alberi. Ma allora non bastava il corpo di un bianco normale, anche solo per guardarsi allo specchio con maggior naturalezza ? Poi c’è il caso del cieco che vuole vedere attraverso gli occhi del negro. Ma non venivano scelti per la superiorità fisica ? Per vedere bene non occorre essere un finalista dei 100 Mt o un bodybuilder. E vai così.
      Alla fine bastava poco per rendere il film più interessante. Bastava consegnare al negro una bottiglia d’acqua e una bisaccia con dei soldi (falsi) e dirgli: “Vai. Corri più forte che puoi. Se arrivi al confine, che è a 50 miglia da qua, prima che ti prendiamo noi, sei salvo e puoi tenerti i soldi. Altrimenti, se ti dovessimo raggiungere, verrai cotto allo spiedo. Ti diamo 10 minuti di vantaggio”. E comincia l’inseguimento, con il negro convintissimo di farcela.
      Naturalmente la bisaccia, oltre ai soldi, contiene anche un gps e l’acqua è avvelenata. Inoltre il confine non dista 50 miglia ma 200.

    • Gabriel Puntello

      @Gianbiscuì: sono d’accordo su (quai)tutto quello che scrivi (oltre al fatto che da ultimo, hai tirato su una trama fa film horror niente male… xD!).
      Ecco, questo intendevo: parlare e ridere dei “maccosa”, e non prendere tutto troppo sul serio. Un film di solito concentra tante situazioni in poco tempo, e in generale “scuso” un po’ tutto.
      Vero, nonno e nonna sono “scesi” nella scala sociale col trapianto; invece di fare cameriera e spaccalegna potevano figurare come vicini di casa o non so cosa… ma questo l’ho pensato dopo; nel MOMENTO in cuo ho visto il film, tutto mi è sembrato geniale.
      Il fatto del cieco: se ti ricordi, essendo proprietario di varie fgallerie d’arte, era affascinato dal MODO in cui vedeva le cosa il protagonista attraverso le proprie foto (infatti è fotografo di professione) , ed ecco perché vuole i suoi occhi: in senso lato, ma anche figurato.
      Ho un’allergia a certi tipi di commento, e tutta la sciorinata qua sopra su razzismo & C. l’ho saltata a piè pari… anche perché di fatti nessuno aveva visto il film.
      Me ne scuso con chi se ne può avere a male.

    • Ruper Tevere

      Visto anche io e sottoscrivo il commento. Non è un horror e il razzismo non centra assolutamente nulla. E in generale non è nemmeno un filmone, data la piega telefonatissima che prende.

    • Il Reverendo

      d’accordo quasi su tutto con Gianbiscuì.

      però riguardo al fatto che i bianchi trapiantati nei negri scendessero nella scala sociale penso derivi anche dal fatto che l’operazione non veniva molto bene e risultavano un po’ deficienti, quindi i loro cari se li tenevano vicini facendo fare loro cose alla loro portata.

      sul fatto che si facciano trapiantare nei negri invece la spiegazione potrebbe essere che i negri, in quanto più resistenti fisicamente, sopravvivano facilmente ad un’operazione che probabilmente stroncherebbe i bianchi.
      oppure potrebbe essere una critica non ai bianchi razzisti ma a quelli liberal, i bianchi del paesello potrebbero davvero essere cvonvinti che i neri siano superiori ai bianchi (vedi ammirazione esagerata per obama e tiger woods), e quindi vogliano diventare neri loro stessi.
      e in questo caso c’è la morale: se sei bianco e sei razzista sei una merda. se sei bianco e non sei razzista sei una merda invidiosa. morale: se sei bianco fai cagare.

      ma non credo sia così, secondo me il film è solo pensato e realizzato un po’ alla cazzo.
      d’altronde la storia della figlia non ha un cazzo di senso (come mille altre robe), i momenti horror non ci sono mai, nè quelli splatter nè nulla. non una cagata di film, solo un po’ mediocre.

      e comunque in effetti avrebbe funzionato tutto meglio con una trama stile the loved ones, in cui trapanano la testa alle vittime, gli versano un po’ di acqua bollente nel cervello e li trasformano in schiavi zombie così da ripristinare la superiorità bianca eccetera eccetera.
      oppure avrebbe funzionato bene anche con una storia di veri zombie voodoo. invece hanno scelto una soluzione che non funziona. peccato.

    • Gianbiscuì Chiwawa

      Allora, visto che non sono l’unico ad aver notato certi maccosa grossi come platani ne aggiungo un altro. La ragazza, come sappiamo, raccattava cazzi negri a iosa, poi li portava a casa e Papi ci faceva entrare dentro il cervello dei bianchi. Quindi lei a casa era circondata da negri che si era scopata per mesi e di cui conosceva l’anatomia nei minimi dettagli: fatto questo che avrebbe dovuto essere sviscerato nei minimi dettagli da uno sceneggiatore degno di attività cerebrale. Cioè, è logico pensare che la fanciulla bianca continuasse a provare attrazione per loro. Quindi, e questo è il punto, anche suo nonno si trovava nella condizione di avere il corpo e il cazzo di un negro che la nipote ci aveva fatto le zozzerie per mesi. Finalmente abbiamo la lettura di genere corretta: è un film che si gioca la carta sottile dell’incesto tra nonno negro e nipotina bianca laida. Altro che horror e razzismo. Qua c’è un nonno che pur di trombarsi la nipote ossessionata dai cazzi negri si è fatto trapiantare il cervello in un negro che lei si è scopato. Per mesi. Questo spiega anche il rancore che prova nei confronti del suo ultimo rivale, appena lo vede. Tutto molto più interessante del film così com’è anyway.

  44. cla96

    Il sottotesto politico è evidente ma più che altro il film non l’ho trovato affatto horror, è un thriller, ed è quasi un commedia, a me ha divertito, facevo tifo ad alta voce per il protagonista nell’ultimo quarto d’ora, per me il ragionamento della scelta dei corpi non faceva una piega, son dati di fatto che per vari fattori genetici una persona nera ha diversi fattori “fisici” a suo vantaggio, e non mi è parsa così evidente l’idea che i bianchi fossero invidiosi dei neri, per lo più tra l’altro pare che il processo di “scambio” di corpo veniva fatto per persone anziane o altre necessità (esempio proprio il cieco che voleva il corpo del protagonista). Ma lasciando stare la politica… Certo che dopo tutte queste critiche nei commenti si potrebbe avere l’idea che quelli che commentano abbiano visto il film, einveceno, visto che un errore gigantesco nell’articolo è stato sottolineato da un commento solo ieri, dopo un mese e mezzo di commenti, insomma tanta gente che commenta a caso.

  45. jax

    Visto ieri al cinema in anteprima. Bene bene bene.

  46. overdoze

    Il film non mi è dispiaciuto e mettersi a cercare i momenti maccosa (i 4 mesi di fidanzamento con la patonza ecc.) mi sembra un po’ eccessivo, però anch’io mi chiedo, a che cazzo serve farsi trapiantare nel nero se poi devi stare a casa a farti il culo e a parlare come un demente? Questa è la parte più sbagliata del film. I neri dovevano essere i pezzi meglio e piano piano doveva venir fuori che c’era qualcosa sotto, messa così di cosa sa? Era meglio davvero che gli espiantassero gli organi, avrebbe avuto più senso. Poi oh, il film a me ha messo un certo disagio addosso e c’è una discreta catarsi però checcazzo, il senso? E basta poi co sta politica, vedere sta cazzo di politica ovunque. E quel film è fascio, e quello è razzista, a me pare un film come un altro.

  47. bello ma mi aspettavo di più…ottima atmosfera, un bel crescendo di tensione, la tipa veramente inquietante, il padre uguale a califano ma il fight è veramente troppo breve e privo di guizzi per me, poi resta piacevole ma insomma il capolavorone di cui tanto si parla non l’ho visto, sicuramente è un film uscito al momento giusto.

  48. Samuel paidinfuller

    In pratica è il remake di skeleton key con diapositiva al negativo, ma resta un ottimo, ottimo film, che mette insieme momenti di angoscia, riflessione e grasse risate (almeno in vo)

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