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Titolo lunghissimo: I Don’t Feel at Home in This World Anymore

Macon Blair lo conoscete se avete visto i film di Jeremy Saulnier. Era il protagonista di Blue Ruin, aveva una piccola parte in Green Room, faceva sicuramente qualcosa in Murder Party. In tutta onestà, sembra un po’ lo zio che a Natale ti regala i calzini. Sorride, è contento di averlo fatto. È Macon Blair.
È anche uno che sembra abbia fatto l’attore così, per caso. Non sembra sempre a suo agio, è bravo quando c’è da infilarci quel pizzico di sbagliato e fuori luogo che sposta tutto un po’ a sinistra e le cose non si allineano più, forse perché lui quando recita è così, un po’ fuori luogo. E infatti qui non recita (se non per un cameo), ma scrive e dirige. Per la prima volta, tra l’altro (forse ha scritto qualcosa su commissione prima però).
Come tutte le persone perbene è anche uno un po’ influenzabile. Mettilo insieme alle compagnie sbagliate e diventa il peggior pervertito della cumpa. Per questo essersi fatto una carriera al fianco di uno come Jeremy Saulnier, che ha la fissa della vendetta, della viulenza e della commedia nera, deve avergli fatto pensare “dovrei proprio fare un film con della vendetta, della viulenza e della commedia nera!”. Ecco com’è nato, poco precisamente, I Don’t Feel at Home in This World Anymore, che chiameremo IDFHTWA, oppure no.

Macon Blair, che non si sente più a casa in questo mondo.

Il punto è che I Don’t Feel… sembra uscito dalla testa di Saulnier non solo come premessa, ma anche come stile, ambientazione, protagonisti. Persone normali lanciate dentro scenari assurdi, da film, costretti a fare cose che mai avrebbero pensato prima. Solo che sembra esattamente quello, uno specie di tentativo molto ispirato ma non proprio centrato, perché abbiamo visto chi l’avrebbe saputo fare meglio (e l’avrebbe intitolato Fuck You). Nel frattempo si è comunque portato via Miglior Film Drammatico al Sundance, quindi tanto schifo non fa.
La premessa è che una tipa annoiata e frustrata dalla stronzaggine della gente, Melanie Lynskey, viene derubata delle sue care cose. Rottasi definitivamente il cazzo che in questo mondo non si possa più vivere in pace, andrà in missione per conto del bene, cercherà i ladri e si infilerà in un giro criminale poco carino. Tutto questo insieme al vicino di casa Elijah ” faccio quello tutto matto” Wood, che ormai sembra spuntare un po’ ovunque, nostro malgrado. Qui è fortunamente ridimensionato nonostante la parte sia quella del vicino di casa che è anche un ninja urbano. Sul serio. La cosa buona è che parla poco. Lo avete visto Dirk Gently? Carino, ma non sta mai zitto. Urla sempre. Dovrebbe andare a sbattere la testa contro un muro così non lo devo fare io. 

“Ninja urbano metal”

Per fortuna lei è bravissima, azzecca tutto e si porta dietro il film intero. È quel tipo di attrice che vedi in mille cose e non te lo ricordi ma quando azzecca qualcosa porca miseria, Elijah Wood spostati che fai schifo sembri un ratto marcio.
Il film funziona alla grande per tutta un’ora abbondante, un po’ appunto per lei, un po’ perché comunque la coppia funziona e un po’ perché l’equilibrio tra commedia e toni depressi è quello giusto. Succedono cose, fa ridere, non segue per forza percorsi già visti. Poi si infila in una parte finale un po’ confusa e un po’ classica con il testa a testa contro la famiglia criminale e perde di fascino e brillantezza. Si adegua, funzionando senza esaltare, ma tira fuori dell’ottima violenza, che è anche un po’ il motivo per cui siamo qui. Solo che non è la cosa venuta meglio.
In ogni caso è un debutto solidissimo, che fa ben sperare in cose ben più personali e, a questo punto, meno action e più commedia.
Lo trovate su Netflix. Pensa che fortunati.

Normcore sempre.

DVD-quote:

“Hanno fottuto la persona normale sbagliata”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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14 Commenti

  1. Micheal Peaton

    Credo che ‘sto qua abbia dopo aver fatto tre film di fila che hanno dei colori nel titolo (Blue Ruin, Green Room, Gold) si è rotto i coglioni ed ha messo un titolo lunghissimo per protesta.

  2. Ryan Gossip

    infatti è nella mia lista di cose da vedere su quella piattaforma lì per lo streaming.
    Il fatto che sia tanto piaciuto al Sundance in verità non mi faceva stare molto tranquillo, ma dato che a quanto pare è il tipo di film che mi aspettavo, e soprattutto se JCVG lo consiglia, allora per me è ok.

  3. Biscott

    Ce l’ho anche io lì da vedere, in ogni caso thumbs up per frodo ninja con la maglietta di screaming for vengeance

  4. Carter

    Quindi è un God bless America virato al disagio ?

  5. dirty harryhausen

    Questo mi ricorda che devo ancora recuperare Blue ruin

  6. Zen My Ass

    Appena finito e devo dire che mi e’ piaciuto: ho letto recensioni non entusiaste in giro, ma il film regge bene e la durata giusta aiuta non poco. L’affinita’ con Green Room e il suo immaginario sono innegabili, ma non l’ho visto come un difetto o mancanza di originalita’.

    Il film si regge tutto sulle doti recitative di Melanie Lynskey: un’attrice meno trattenuta o gigiona non avrebbe avuto lo stesso effetto.

    Per me, promosso.

  7. @JCVG grazie per la rece e la segnalazione. Il film sembra meritare almeno una visione, stasera lo piazzo tra le cose da vedere su Netflix.
    Blue Ruin l’avevo già visto, ma non mi aveva entusiasmato. Bella (si fa per dire) l’atmosfera e gran finale, ma il tutto non mi aveva preso particolarmente, forse perché mi aspettavo più calci e meno disagio. Confuso, come era giusto che fosse, il buon Macon Blair.

  8. Shu-shá

    Bene, aspettavo appunto di sapere dai Calci se dovevo vederlo o no :) .

  9. Moody Alien

    E c’è una svolta nel finale soft gore che oh, ci rimasi come un culo. Ok, niente di che, però fa.

  10. Alimentare Watson

    Carino, davvero.
    Però sembra come di aver visto 3 puntate di una serie tutte insieme.
    Che poi alla fine non è neanche un difetto.

  11. Kappei

    Visto ieri sera, dopo un inizio un po’ lento prende velocità MOLTO bene.
    Visione soddisfacente

  12. Sarà per via della scena di Fantozzi della partita a biliardo dopo che incrocia lo sguardo della Pina, ma a me fa piacere ci siano anche i film sulle persone perbene (che in genere includono, ma non è detto che coincidano, con gli sfigati) che si prendono delle piccole rivincite.

    In questo caso poi il Malcon si avvale di una protagonista che ti affascina per la mancanza assoluta di fascino e confeziona una serie di scene che sono delle piccole chicche in grado di svariare tra i generi.

  13. Shu-shá

    Visto. Per me è thum up. Apprezzabile tanto la regia e si vede che è fatto da gente che ha passione nel fare bene tutta una serie di cose.

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