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Natale con i tuoi, pasqua con la FAMIGLIA – The Fate of the Furious

Tranquilli, amici: non c’è nessuno spoiler, al limite roba che avete già visto nel trailer.

Otto, regaz. Otto è realmente un numero impressionante. Da saga horror anni Ottanta o da Mitologia del Cinema, roba da James Bond. Eppure, data astrale 2017, siamo qui al cinema a vedere l’ottavo capitolo di Fast & Furious. Come siamo arrivati fino a qui – soprattutto per noi, membri della FAMIGLIA – è cosa nota. Rimane però interessante notare come nel corso di questi sedici anni il titolo – o forse sarebbe meglio dire il sottogenere – F&F sia evoluto: è partito come una cosa e ora è un’altra. Lo vedi, lo riconosci che è sempre lui, ma sai che nel frattempo è cresciuto, è cambiato. E la cosa migliore di tutte è la consapevolezza che questo processo non finirà qui, ma è ancora in corso d’opera. Ci sarà un altro capitolo, poi un altro ancora e noi siamo i fortunati spettatori di questo mutamento. Abbiamo visto di tutto… ma lo sappiamo: non abbiamo ancora visto nulla.

Tipo…

E lo dico prima di tutto dal punto di vista della spettacolarità. Il mio sogno nella vita è assistere a una di quelle riunione ufficiali in cui a un tavolo pieno di frutta, ciambelle e tazzone di caffè, di fronte ai produttori, viene letto tutto lo script da cima a fondo, con gli attori che leggono le loro battute e con lo sceneggiatore, il prode Chris Morgan, che descrive le azioni. E me lo immagino mentre dice cose come: “… dal ghiaccio, di colpo, emerge un enorme sommergibile. Le macchine dei protagonisti, lanciate a velocità folle sul ghiaccio, sgommano sulla superficie del sommergibile che nel frattempo spara razzi. Alcune jeep esplodono. Altre si sfrociano male contro il ghiaccio. Stacco…”. E tutti i produttori che annuiscono serissimi e fanno anche il gesto dello schermo davanti ai loro occhi, per visualizzare meglio…

“Ed è solo allora che, nel cuore della notte russa, si sfrociano le macchinine…”

Il nuovo regista, quello che ha preso il posto di James Wan (aka il sostituto di Justin Lin) è F. Gary Gray. Uno che oltre ad aver diretto alcuni video più o meno storici del rap e dell’RnB degli anni Novanta, ha messo la sua firma su qualche film che possiamo tranquillamente definire medio. Non mediocre, eh? Medio. Te li guardi senza entusiasmi. The Italian Job, Il Risolutore, Giustizia Privata… Li abbiamo visti tutti, no? Roba ok, ma il cui livello di Calciabilità non andava mai oltre un pur onesto 7. Qui invece, regaz… Non riesco a capire se per un regista dirigere un episodio di F&F sia la cosa più esaltante o frustrante del mondo. Devi per forza costruire delle sequenze che rimarranno nella storia del cinema, ricordate for ever and ever come quelle che “hanno alzato l’asticella”, ma magari non è il tuo, non è quello che volevi fare… ma ti ci trovi comunque costretto. E, guardando ai suoi lavori precedenti, nessuno di noi ha mai scritto una letterina a Babbo Natale dicendo: “Per favore, fai che il prossimo regista di Fast & Furious sia il mio prefe di sempre F. Gary Gray!”. Non ha mai fatto cose del genere, non s’è mai neanche lontanamente avvicinato a livelli di folle visionarietà che è ormai alla base del franchise. Anzi, ha fatto anche cose come Be Cool o Straight Outta Compton (l’agiografia degli N.W.A.) che andavano esattamente nella direzione opposta. E invece, colpo di scena, per pompare l’action movie US è stato scelto proprio lui. Ok, ha già lavorato con praticamente metà del cast di questo film, ma non è il primo nome che ti viene in mente se vuoi realizzare un film il cui scopo è far cadere la mascella al pubblico di tutto il mondo. E invece ce la fa. E pure alla grandissima. Certo, dovremmo chiedergli se è contento, eh? Ma quella mi sa che è un’altra storia…

Grandissime idee

E dire che il film parte piuttosto malino, con una sequenza girata a Cuba che per tono, realizzazione, sciatteria nell’uso del digitale e tamarreria mal indirizzata sembra essere uscita da quella ciofeca di di XxX – Il Ritorno di Xander Cage. Anzi, mi ha ricordato The Clan, l’ultimo film da regista di Christian De Sica, che in maniera del tutto pretestuosa inizia in Europa dell’Est. Forse qualcuno  aveva delle storie di debiti brutti con dei bulgari, forse c’erano storie di donne o semplicemente Christian e i suoi amici avevano voglia di farsi una vacanzina in quei posti e già che c’erano sono pure riusciti a girarci un paio di sequenze…. Il prologo di The Fate of the Furious mi ha dato la stessa identica impressione: non c’è nessun tipo di collegamento con il resto del film (per chi l’ha visto: sì, ok… ma non vale, dai), c’è proprio una grana diversa… Insomma, un orrido biglietto da visita, una poverinata che mi ha fatto mal sperare. Ero pronto a dire: “Eh, evidentemente le vette del quinto capitolo sono dure da raggiungere, eh?”. E invece…

Stringimi la mano, figliolo

Dopo l’orrido prologo, parte il film vero e proprio e – ve lo dico – non ce n’è più per nessuno. Raramente mi sono così divertito di fronte a un film d’azione. E ok, noi per la FAMIGLIA abbiamo un occhio di riguardo, abbiamo abbozzato per i difetti degli ultimi due capitoli esaltandoci comunque per alcune sequenze, ma in cuor nostro sapevamo che c’era qualcosa che non andava. Mancava la giusta amalgama, l’equilibrio tra i vari registri. Qualche attore del nostro cuore, gente come Tony Jaa, Gina Carano, Joe Taslim, Ronda Rousey o Jason Statham, finiva per rimanere schiacciato dal resto del cast lasciandoci del tutto insoddisfatti. Qui invece, coma mai prima d’ora, tutte le tessere del domino cadono dove devono cadere. Per quanto riguarda le scene d’azione, diciamo così di “massa” (il mega inseguimento per le strade di New York con l’esercito di macchine zombie e la clamorosa sequenza finale) è impossibile lamentarsi, ma non è tutto: ci sono altre sequenze che fanno quasi da contraltare, se volete più piccoline, ma che finalmente mettono in risalto i talenti dei comprimari. Ed è con malcelata gioia che vi dico che tra tutti, quello che spicca maggiormente è proprio il caro e vecchio Jason. Amici, erano ANNI che non lo vedevo così in forma. Quanto? ANNI. E non solo perché finalmente mena come un fabbro, ma perché i suoi siparietti comici con Dwayne sono ottimi, ben scritti e pure ben recitati. Sembra la versione seria del personaggio che interpreta in Spy ma con il plus di una sequenza solista – con tanto di citazione da Hard Boiled di John Woo – che in sala, vi giuro, ero lì lì per piangere dalla gioia.

La dedizione. Il Metodo.

Vin e Dwayne giganteggiano, Michelle tiene il broncio per tre quarti del film, Kristofer Hivju fa il cattivo che vuoi vedere morto SUBITO, Kurt spacca lo schermo in due con mezzo sorriso e introduce Scott Eastwood che subito, intuito che conta meno del due di picche, si presta a fare da spalla a Ludacris e soprattutto a Tyrese. E poi ci sono le novità femminili. Da una parte Charlize Theron, la nostra amata Furiosa, la futura Atomic Blonde che oltre a essere sempre di una bellezza disarmante ha anche quella particolarità per cui, a differenza del resto del cast, è pure brava a recitare. Per cui, anche se secondo me le sue scene le hanno girate in un giorno solo nello stesso fake interno, è di gran lunga il miglior villain che la serie abbia mai avuto. E poi c’è lei, la vincitrice di un Premio Oscar, tre Golden Globe, quattro Premi BAFTA, quattro Screen Actors Guild Award, quattro Emmy Award e di un Tony Award: Dame Helen Mirren. E cosa cazzo le vuoi dire a Helen Mirren che duetta con Vin mentre beve il tè? O quando calca il suo accento e fa le faccette insieme a Jason?

When it’s time to party we will party hard

Oltre a tutto questo è interessante come questo ottavo capitolo della saga porti avanti anche il discorso di commistione, fusione tra uomo e macchina. Come in Mad Max: Fury Road ogni mezzo di locomozione è estensione di chi è dietro al volante: dall’ariete ultracorazzata di Dwayne, alla Lambo arancione fosforescente di Tyrese (“eleventh my ass”). Le intenzioni dei protagonisti o alcune svolte narrative del film, come il difficile rapporto tra Letty e Dom, vengono decretate dallo scalare o ingranare delle marce delle macchine. Ancora: una delle cose che più mi piace della serie è come i personaggi parlino tra di loro da macchina a macchina senza alcun tipo di supporto tecnologico. Sì, certo Signor Rompetti, ci sarà sicuramente una roba costruita da Ludacris e da quella megafregna di Nathalie Emmanuel che risolve il problema, ma non si vede mai. Cioè, la dai per scontata. Tipo quando Prince faceva gli assoli con la sua chitarra che non era collegata a nulla. Era impossibile che la stesse suonando realmente ma sentivi tutto perché Prince era una cosa sola con la musica, non aveva bisogno di cose così volgari come dei cavi. Allo stesso modo i nostri amici quando sono in macchina riescono a parlare, a comunicare tra di loro perché quella è la loro forma reale. Perché quello è il loro ambiente naturale. Concludo volando via dicendovi che le lamiere delle loro macchine rappresentano una sorta di loro esoscheletro… e quando vedrete la conclusione della sequenza sui ghiacci non potrete che essere d’accordo con me.

Piangerissimow

Insomma, amici… c’è poco da fare. The Fate of the Furious è un cazzo di film della madonna. La FAMIGLIA è sempre più unita e solida. E mentre ci accingiamo a sederci al tavolo per brindare coi ragazzi, si trova anche il tempo di un ultimo sguardo al cielo per un saluto al nostro amico Brian. Miss You, Bro.

Natale con i tuoi, pasqua con la FAMIGLIA

DVD-quote:

“Qui è dove arriva l’asticella ”
Casanova Wong Kar-Wai, i400Calci.com

>> IMDb Trailer

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179 Commenti

  1. Lolly

    supertramp il fatto stupido di questo film non sono le singole scene (ripeto: girate malissimo, a un certo punto The rock sembrava l’incredibile Hulk che sposta 3 persone a botta, mabbasta co ste cose x bimbiminchia: vatti a rivedere i predenti con Lettie/Carano o The Rock/Statham per capire come si girano scene impossibili ma quasi verosimili), ma la sceneggiatura tutta.
    Giuro che quando la Theron ha urlato “Vai con la pioggia (di auto, ndr)” mi son cascate le braccia… cioè, va bene la sospensione dall’incredulità ma quando è troppo è troppo. Poi ho già citato gli hackeraggi impossibili “Quante ne devo hackerare”? “tutte” o “1.000” non ricordo la risposta della Theron… si vabbé manco Matrix.
    Già il 7 aveva dato (brutte) avvisaglie con il volo tra i grattacieli e un dispositivo messo su quella macchina lì apposta per “giustificare” tale scena, ma qui si è proprio esagerato. E poi nei precedenti qualcuno sacrificava la propria vita, giustamente.. qui nisba tutti superheroes.
    Poi cosa c’entrano commenti o attacchi personali tipo “hai sbagliato film”: per saperlo devo guardarlo prima, o sbaglio?
    Ma qui su sto forum de frustrati guai a chi non la pensa come te, vedi anche il maleducato T87 che poraccio è regazzino e quindi tocca sopportarlo…

    • supertramp

      “hai sbagliato film” non è un attacco personale.
      Non siamo ne frustrati ne maleducati c’è solo passione per ‘sta roba.
      Secondo me la serie ha mutato la sua forma con il sesto capitolo diventando altro, sono sicuro che il tuo preferito sia Fast Five, per questo penso che lamentarsi all’ottavo film sia assurdo. Certe cose si sanno da un po’, sì, anche senza guardalo perchè si porta avanti una cifra stilistica che punta solo ed esclusivamente ad alzare il livello.
      Uno sa cosa aspettarsi. Poi sono daccordo che il personaggio della Theron sia inverosimile, ma fa parte del gioco ed è proprio questo il bello.
      Dai però The Rock è Hulk non è che lo sembra, nel 7 precipita da un palazzo per atterrare su una macchina dopo lo scontro “verosimile” con Statham, sopravvivendo ovviamente. Siamo agli antipodi, per me questo è l’apice della serie, ti sconsiglio la visione dei prossimi perchè per te potranno solo peggiorare.

    • Marcellus Wallace

      Sapere cosa aspettarsi è diventata solo una triste giustificazione alla ridicolaggine delle sceneggiature. Da tempo (mi sembra dal 4° o 5° capitolo) ho perso interesse nello sputare sulle fesserie delle trame di F&F, ma a tutto c’è un limite. E non si tratta dell’anabolizzazione crescente delle scene d’azione che diventano sempre più improbabili film dopo film (questo lo sopporterei pure), ma piuttosto della spettacolare metamorfosi dei fratelli Shaw, i nuovi miracle guys della banda. Oggi sono tutti pacche sulle spalle e pompini a vicenda con Dom e soci, dimenticandosi distrattamente che uno ha assassinato incolpevoli civili schiacciandoli col carrarmato (F&F6) e l’altro ha ucciso decine di pulotti prima della sigla di F&F7 e Han qualche secondo dopo. Si, Han, mi familia. Questa è coerenza! Trovate tutte le scuse che vi pare, ma se la trama non ha più senso forse era meglio risparmiare i soldi dello sceneggiatore o, meglio ancora guardarsi gli X-games in tv: le evoluzioni sono più spettacolari e non necessitano di questa cagosissima CGI.

    • Lolly

      Grande Marcellus! Come non quotarti… Ormai è diventata una s(e)aga per bimbiminkia, Resident Evil almeno ha il 3D…. più che altro mi preoccupa che questo sito stia prendendo la stessa deriva bimbo-pacioccosa…. a cominciare dai recensori che si esaltano per il nulla :-(

      PS: spero tra l’altro ci tolgano dalle palle sto Dunkirk (tra l’altro remake) che sta invadendo di pubblicità e marchette tutta Italia

  2. Lolly

    @supertramp: infatti il 5° è il mio preferito, insieme al 6° però.. ! ;-)
    A volte il diavolo si nasconde nei dettagli: guarda caso non c’è più la birra Corona ma al suo posto troviamo… la Coca Cola! Ecco, basterebbe questo a spiegare il cambiamento di target del film…da adulti a bambocci.

    Tu parli di “alzare il livello”. Ok… io rispondo con una domanda: “Alzare il livello di che cosa?”. Non basta alzare un’asticella, occorre alzare pure i supporti.
    Non basta realizzare scene “the bigger the better” (posto che lo siano, a me personalmente hanno fatto ca*are), ma occorre una trama che le giustifichi.
    Non ho mai chiesto verosimiglianza a questa serie, ma solo “non troppa inverosimiglianza” che è ben diverso, e ormai con la scusa che tutti hackerano tutto siamo al deus-ex-machina: quando uno si chiede “ma come ha fatto?” gli si risponde “eh, ha hackerato, no?”.

    Continuando ad alzare l’asticella, come dici tu, tra un po’ vederemo F&F su Plutone… non so se mi piacerà.
    Ho guardato il film giusto perché ho (ri)comprato il cofanetto, pensavo già fosse orrido ma fuorviato da questa recensione dei 400 calci (da cui dissento totalmente, non condivido NULLA) mi ero quasi predisposto bene… e invece..

    Statham sta tentando di tenere in piedi due serie-baraccone per bambocci, questa ed Expendables.. poveraccio non può farcela nonostante sia l’unico che si impegni seriamente (e che sappia RECITARE, insieme a Kurt, Charlize e la Mirren).
    No perché Vin Diesel in questo 8° episodio recita peggio del solito (le solite due facce: una incazzata, l’altra più incazzata) e ha pure poco tempo su schermo. The Rock si muove ormai come Big Jim e ha le stesse facce di Vin Diesel, solo con più sopracciglia. Lettie non fa UN RAZZO e si è pure lamentata in varie interviste dello scarso spazio a lei concesso: nei precedenti film oltre a prendersi pallottole in testa menava pure. Gli afroamericani “della famiglia” ormai la fanno da padroni, non è razzismo ma faccio fatica a distinguere gli uni dagli altri anche perché non servono a nulla. Non c’è uno straccio di momento in cui si percepisca “pericolo PER” o “approfondimento psicologico SU” i personaggi (il dilemma di Paul Walker nel primo film ad es.?)..quando non schiatta nessuno siamo nel mondo Marvel, si sa.

    La CGI è IMBARAZZANTE, la ripresa dall’alto delle 1.000 micromachines teleguidate (contemporaneamente!) dall’Hacker Supremo (TM) è fatta malissimo, e si potrebbe continuare.

    Se questa è la “cifra stilistica” di cui parli, evidentemente abbiamo un concetto di “stile” totalmente agli antipodi, sono d’accordo.
    Sono in disaccordo invece su una cosa: i prossimi non potranno che migliorare, qui abbiamo già toccato il fondo (beh.. a parte un ce(ss)(rt)o Tokyo Drift)

    • supertramp

      La corona manca anche nel quinto, valuta tu la cosa, e nell’ottavo manca perché manca Brain.
      Se esaltarsi per i calci volanti di Van Damme in faccia a Stallone, vuol dire essere un bamboccio lo sono eccome. Sono cose da fan, dico sul serio, milioni di significati racchiusi in quei calci nel finale.
      I F&F non hanno mai toppato mentre i mercenari con il terzo hanno sbagliato tutto. La crescità psicologica dei personaggi va di pari passo con le scene d’azione, dopo ogni esplosione, inseguimento, rissa o quello che vuoi c’è sempre un cambiamento. Le polemiche della Rodriguez sono solo pubblicità, non sono cose da prendere seriamente mentre la presenza di Vin Diesel è giocata alla grande, per sottrazione, dando spazio agli altri personaggi, un idea geniale oltre ad essere una scelta coraggiosa e inaspettata.
      “quando non schiatta nessuno siamo nel mondo Marvel, si sa”.
      Sembra che debbano morire dei personaggi per fare un bel film, questo è il primo episodio senza Walker, non ti suggerisce niente?
      Ci sono altri due capitoli per la resa dei conti, in F&F8 tutti hanno avuto una seconda chance.
      Ogni cosa che trovi scadente per me funziona alla grande.

  3. Chayton

    F&F8 inaugura un nuovo genere: il cinema dei FACCIONI. Ok, le sequenze d’azione con le auto sono il top: sommergibili atomici, missili, motoslitte…ma chi se ne frega. E’ roba che non mi dice niente. L’anima(?) del film sono Jason, Vin e The Rock, one liner e FACCIONI come se non ci fosse un domani (e in effetti…).
    Cito:
    Statham a The Rock: “Quella canotta troppo stretta ti ostacola l’afflusso di sangue al cervello. Cambiala.”
    The Rock a Statham: “Quando questa storia sarà finita ti ficcherò i denti tanto iin fondo alla gola che per lavarteli dovrai infilarti lo spazzolino nel culo.”
    Che si può volere di più?

    • Lolly

      “Che si può volere di più?”. Una storia. Plausibile. Almeno un po’.

      Alle BR x fregarsi una valigetta con tutto il Presidente glie so’ bastate na maghina e na moto.

      La Theron poteva assumere loro come consulenti invece di creare un ingorgo assurdo con le Micromachines(TM)

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