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A.A.A. cercasi film horror, non trovasi: We Go On

Non so se ve lo ricordate, ma circa a fine anni ’90/primi 2000 girava questa leggenda metropolitana di un tizio tedesco che aveva messo un annuncio su un giornale in cui offriva la possibilità, a chiunque fosse interessato, di tagliarli il cazzo e mangiarselo, riprendendo tutto. Questa storia potrebbe o potrebbe non essere vera e potrei o potrei non essermi inventato qualche dettaglio, ma l’ho messa lo stesso perché fottesega, serve a sostenere la mia argomentazione.

Bu.

We Go On è come la storia del tedesco-tagliato-cazzo-mangiato ma con i fantasmi al posto del taglio di cazzo. In pratica c’è un tizio che si chiama Miles (Clark Freeman, un faccia da triglia che vi giuro non so davvero come fai a scritturarlo come protagonista del tuo horror ad alto tasso psicologico) e che è pieno di fobie perché quando era bambino papà è morto in un incidente d’auto. Miles è agorafobico, ha paura delle auto e in generale di molti mezzi di locomozione (tranne, misteriosamente, degli autobus. Gli autobus vanno bene. Non hanno cinture di sicurezza ma vanno bene). Il che è un bel problema se vivi a Los Angeles. Miles decide che, invece di tentare la strada della terapia, per guarire ha bisogno di una prova tangibile dell’esistenza della vita dopo la morte. E allora mette un annuncio sul giornale: 30.000 dollari a chi gli porterà prove incontrovertibili dell’aldilà. Inizia così uno strano viaggio a incontrare diversi autoproclamatisi esperti del paranormale tra cui: il papà di Lex Luthor, la protagonista di un found footage latino e un avventuriero che beve sicuramente Amaro Montenegro e sembra uscito da una puntata di Relic Hunter. Sapranno dargli ciò che cerca? O si tratta di truffatori pronti a scucirgli il grano? E soprattutto a noi ci frega qualcosa?

Bau.

La risposta a quest’ultima domanda è, fino a questo momento, sì. Nonostante il cast preso di peso da una serie di The CW (oltre al papà di Lex Luthor c’è la mamma di Clark Kent) e al cui confronto il canile municipale è l’Actors Studio dei primi anni ’70, i registi Jesse Holland e Andy Mitton (anche sceneggiatore) riescono a mettere in piedi una storia abbastanza weird, che pare un episodio di Ai confini della realtà, un classico racconto ammonitore ma con un umorismo bislacco eppure per nulla scontato. Al centro di tutto il rapporto tra un figlio complessato e una madre che, alla morte del marito, ha reagito nella maniera opposta diventando badass. Annette O’Toole fa un figurone accanto a un idiota della recitazione come Freeman, e riesce addirittura a valorizzarlo in un paio di occasioni. Tra loro c’è una buona chimica, ti frega proprio di sapere dove andranno a cacciarsi in questa loro crociata male organizzata. È tutto così piacevolmente buffo che neanche ci stai a pensare che il film è fotografato come un prodotto televisivo e non fa paura manco per sbaglio.

Poi arriva l’IDEONA, l’unica sequenza realmente memorabile del film. Una cosa davvero ben gestita, pensata e scritta come si deve, con la giusta progressione di tensione. Non paura, sia chiaro, non si ha paura neanche qua. Ma tensione certamente sì. C’è una bella rivelazione tipo mini Shyamalan twist e il film cambia faccia. La suddetta ideona ha delle ripercussioni sulla vita di Miles e ne cambia la missione.

Ma che, hai visto un fantasma? YAR YAR YAR

Da qui in poi, il film crolla. Quando avrebbe potuto trasformarsi non dico in un horror a tutto tondo, perché evidentemente non intende esserlo davvero, ma per lo meno in un dramma psicologico con elementi da thriller sovrannaturale, si sgonfia invece in una specie di commedia bizzarra che a volte sconfina quasi nella parodia (i fantasmi che indicano la gente e spalancano la bocca facendo “Iiiiiiiiiiiiiih” non si possono più vedere) e nel plagio di cose più belle (c’è una scena che tira in ballo contemporaneamente It Follows e La notte dei morti viventi, hai detto niente), e si conclude frettolosamente in una specie di lieto fine consolatorio in cui trionfano #amore e #famiglia e si aprono i pacchi di Natale sotto l’albero, mentre Spot riposa soddisfatto accanto al caminetto e dalla cucina mamma spunta sorridente e avverte “L’arrosto è pronto” (ok, questo potrei o potrei non essermelo inventato).

We Go On alla fine non è un horror, non fa paura, non lascia il segno nonostante una bella premessa e una sequenza molto riuscita. Però non lo puoi nemmeno inserire in nessun filone horror attuale. È una roba a sé, ridicola e involontariamente comica, ma alla fine non rompe il cazzo e risulta simpatica. Vi sto consigliando di vederlo? No. Ma se vi capiterà non vi caverete gli occhi. E ora tutti insieme:

P.S.: sono andato a rileggermi la recensione di Jean-Claude Van Gogh del film precedente di Holland e Mitton, YellowBrickRoad, e alla fine abbiamo detto praticamente le stesse cose.

DVD-quote:

“Non me lo ricordo”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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14 Commenti

  1. Film di merda questo e uguale per yellow brick road… le braccia di questo regista sono rubate alla miniera.

  2. avdf

    peccato l’idea della trama non era male.

  3. ilmioalias

    la storia del tedesco cannibale non è un leggenda metropolitana:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Armin_Meiwes

  4. Vero. Trattasi del cannibale di Rotenburg.

  5. Ramaya

    YellowBrickRoad è un filmone. Questo no.

    • Sion Solo

      Vero, YellowBrickRoad è un buon film. L unica cosa invece che mi crea interesse di questo è stà fobia, ma il tizio brutto ha paura dei mezzi di trasporto quando ne fa uso o quando se li trova dinnanzi? Perche se per caso fosse il secondo di caso c’è ben poco da ridere e scherzare tutti insieme appassionatamente, a bangkok soffro della stessa medesima quando mi trovo ad attraversare la strada, difficile descrivere lo stato d animo e il panico che mi affligge. Praticamente entro in un cazzo di matrix dove al posto di quel burlone dell agente smith ci sta christine ( una macchina ). Infernale, appunto. Meglio nn rimembrare và.
      Poi scusate volevo chiedere umilmente se fosse possibile un giorno tornare a recensire i famosi film belli, ricordate? Quelli che uno li vede e gli piacciono cosi tanto che ci pensa ummonte, quei film che quando li rivedi con qualche amico ti tatuano sul volto e per tutta la durata del film “guarda che cazzo de roba te faccio vedè bello” …Come? Certo che esistono ancora, magari nn sono tanti quanto i film brutti pero se ne trova. Ecco, magari potreste essere cosi cattivi da farci addirittura credere che sono piu i famosi film belli dei film brutti. Si certo, certo, lo so che è una bugia e che le bugie è sempre meglio nn dirle, ma vi assicuro fortemente e sinceramente, che almeno io, personalmente, nn mi sentirei per nulla offeso. Ecco.

  6. AnnaMagnanima

    peò hai messo l’asterisco quando parlavi di dopio plagio carpiato e poi non c’era nessuna nota esplicativa…piangerò un po’.

  7. AnnaMagnanima

    bene. datemi 3 in ortografia

  8. Dante Statham

    la presenza di questo post da due giorni mi fa sospettare che Transformers 5 sia una merda tale che non abbiate nessuna fretta di recensirlo.

  9. Walterence Hill

    George, a beneficio di quelli che non lo guarderanno (mi rifaccio alle considerazioni di Quantum dell’altro giorno sul tema ‘la vita è breve e i film belli sono tanti’), ci sveli il mini shyamalan twist? Magari dopo aver scritto SPOILERONE grosso grosso?

    • SPOILERONE SPOILERONE:

      il tizio che vedi nell’ultima foto è un fantasma. Miles lo incontra dopo aver ricevuto un suo messaggio nel telefono (non sto a spiegare però sì, è un po’ ridicolo) e pensa che voglia mostrargli la prova dell’esistenza dei fantasmi. Il tipo lo porta con sé in un casolare abbandonato, Miles entra in una stanza e ci trova il cadavere del tizio. A quel punto il fantasma gli si attacca addosso e lui inizia a vederne anche altri.

  10. SHILAAA

    Pronto a consigliarvi su un ottimo sito https://www.filmstreaming.zone/

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