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Cosa ho imparato facendomi le droghe nel deserto: The Triangle

Marte, Montana, USA.

Non è bellissimo quando sembra che la realtà sia costruita su misura per te?

Un paio di settimane fa vi ho parlato di un bel film ambientato tra i peggio redneck isolati dal mondo e intrisi di meth e superstizioni religiose. Le paludi sono bellissime! Un’altra cosa bellissima sono i deserti, e guarda un po’, The Triangle è un film ambientato nel deserto tra i peggio redneck isolati dal mondo e intrisi di meth e superstizioni religiose.

Non è esattamente così, che è poi il motivo per cui The Triangle è estremamente interessante da un punto di vista politico.

Un’altra cosa di cui parlo spesso sui Calci, in quanto unica persona rimasta in redazione e probabilmente al mondo ad apprezzarli, sono i found footage, un genere del quale mi sono anche stufato di cantare le lodi ogni volta che posso come giustificazione per il fatto che oh, non ci posso fare nulla, mi piace. Mi piace quando è fatto bene e rispetta le regole, e guarda un po’, The Triangle è un found footage che rispetta le regole.

A parte la regola che un found footage dovrebbe contenere, appunto, “materiale ritrovato”, che non sono sicuro si applichi al film, quindi forse il termine corretto da usare sarebbe “mockumentary” perché è pure montato come tale? Non saprei, questa cosa delle parole mi confonde sempre un sacco. Vi faccio vedere la SIGLA, che praticamente è anche il film, una volta che ci aggiungete un po’ di Cthulhu.

Lo vedete questo video? L’hanno visto altre trenta milioni di persone (o una persona trenta milioni di volte). Trenta milioni! D’accordo, il blog del tizio, un australiano che vive qui, spiega che per lui è solo un hobby e, considerando quanto tempo gli porta via, non posso che immaginare che a qualche centinaio di metri dalla capannuccia di fango ci sia la villa di famiglia con i coccodrilli domestici che gli fanno le feste quando torna la sera. Però questa… cosa, quest’idea rousseuiana del ritorno alla natura e del rinnovato contatto con sé stessi e la propria essenza una volta dismessi i panni che ci impone la cosiddetta “società civile”, questo impulso a tornare nei boschi per vivere con saggezza si sta diffondendo, vorrei dire soprattutto in America perché è da lì che arrivano le storie più visibili ma onestamente non ho idea se il dato corrisponda al vero. Ma comunque si sta diffondendo, in versione soft come nel caso dei tizi che vivono nelle microcasette, in versione hardcore come nel caso di questi tizi in North Carolina – lo sapete che la legge in North Carolina prevede che, se una donna ritira il consenso durante l’atto sessuale ma l’uomo prosegue, non si tratta di stupro? Poi dici «guarda quei pazzi che se ne vanno a vivere nella natura».

La differenza che citavo sopra con Let Me Make You A Martyr è tutta qui: The Triangle parla di gente che ha scelto di abbandonare il consesso civile per ricostruirsi una vita in mezzo al nulla.

Perché poi abbiano scelto il deserto del Montana invece di, chessò, le ubertose pianure dell’Oregon è un mistero che solo il film potrà svelare.

Lui è il boss.

Lo spunto di The Triangle assomiglia abbastanza a The Blair Witch Project da far sentire a casa i fan del genere, trucchetto fondamentale per suscitare un senso di falsa sicurezza nello spettatore sgamato e poi provare a strappargli il tappeto da sotto i piedi e lasciarlo a gambe all’aria, felice. Quattro amici filmmaker (l’intero cast del film appare con i propri nomi veri), gente di New York con le barbe lunghe e le magliette dei Decemberists, ricevono una cartolina dall’amico Nathaniel, anch’egli filmmaker con la barba che è però scomparso dalla circolazione da tre anni. Questa è la cartolina:

Dear Stilly,
Our Leader has asked me to invite you up here to Ragnarok. If you can round up Pitman and David, we know we have an incredible subject for a documentary. If you’re interested meet me at the Winnet Bar in Winnet MT sometime between 2pm and 4pm on July 13th. If you are not there, this is my goodbye. You have always been a true friend.
WE NEED YOUR HELP
– Nathaniel
Ecco, vi ho risparmiato cinque minuti e un gran mal di testa.

Ragnarok? Il crepuscolo degli dèi avverrà in Montana? Tra qualche mese uscirà Far Cry 5, un gioco che fa già paura a mezzo mondo perché, invece di spedire la gente a sparare nel culo di una qualche imprecisata ma sempre razzista tribù primitiva di qualche continente non-bianco, questa volta spedirà la gente a sparare ai neonazisti antigovernativi del Montana, e dietro c’è un discorso politico piuttosto pesante che non è né il tempo né il luogo di affrontare. Soprattutto perché The Triangle ha l’enorme merito di sfuggire alla caratterizzazione classica del bifolco del Montana – pur senza rinunciare a giocarci quando serve –, e di arrivare al punto da smontarla e sovvertirla dolcemente con pochi, mirati momenti di sincera introspezione e (ulp!) filosofia.

I quattro (oltre ai tre citati nella lettera c’è “l’omino del suono”) arrivano a Ragnarok e scoprono che quello che anche i locali descrivono come un “culto” è in realtà una microsocietà di gente semplice e industriosa che si è rotta il cazzo in varia misura della vita che faceva prima e ha deciso di nascondersi tra i sassi del deserto per ricostruire la propria identità.

Perché il deserto? Non lo so, anche a me continua a sembrare un’idea del cazzo.

Un po’ anche a John e Ciara.

La scusa della troupe cinematografica (c’è una scena in cui uno degli autori litiga con il capo perché ci sono da firmare le liberatorie) permette ai cinque registi di moltiplicare i punti di vista e giustificare qualsiasi taglio di montaggio e libertà creativa – è difficile, mi rendo conto, parlare di found footage di fronte a cose come questa

e d’altra parte l’aderenza totale al formato documentaristico, e quindi montato e artefatto, è determinante nel rendere The Triangle una cazzo di bomba (ops, spoiler), quello che voglio dire è che il film cammina sul confine sottilissimo che separa Blair Witch Project dall’esperimento arty di quattro scemi che vanno a filmare i fattoni al Burning Man, e quando arriva il momento di ripagare l’attesa fa un salto carpiato e atterra dolcemente con un inchino e un dito medio, e a quel punto ha senso anche il fatto che questi siano andati a vivere nel deserto invece che nelle ubertose ecc.

C’è, inutile negarlo, uno scarto netto tra i primi due atti e quello conclusivo, banalmente perché i primi due, che raccontano le prime tre settimane di vita in mezzo alla comunità di Ragnarok, procedono senza nessuna urgenza e stuzzicando molto poco la fantasia. Certo la comunità non è tutta accogliente, certo il dubbio che sotto sotto siano dei pazzi che faranno a pezzi la troupe è forte, ma non c’è alcuna paranoia né alcuna tensione a meno di non andarsele a cercare – anzi, c’è la lenta scoperta di una comunità sorprendentemente (per il discorso sugli stereotipi di cui sopra, e di Far Cry 5, e così via) intelligente e pacifica, con le idee molto chiare sulle proprie scelte e un forte substrato filosofico e morale a sostenerle. Certo qualcuno ogni tanto sta male, ma cosa sarà mai un collasso sotto il sole del deserto? Certo hanno anche una rudimentale forma di religione, ma la ritualità aiuta a tenere unita una comunità, no?

Da sinistra: il bassista di un gruppo postcore a caso, Iron Fist, quello meno irritante dei due di Big Bang Theory, Desmond di Lost, Aziz Ansari con la barba.

E la meraviglia di The Triangle è che tutto questo background faticosamente e lentamente, molto lentamente costruito nella prima ora di film è un potenziale portale verso qualsiasi cosa. I redneck assassini? I redneck assassinati dai filmmaker assassini? I redneck provano ad assassinare i filmmaker che reagiscono e li assassinano a loro volta? Le creature della notte assassinano i redneck?

No.

Cioè, è chiaro che non vi dico nulla, se non che a un certo punto succede qualcosa, il film diventa urgente, prende una direzione e non la abbandona più fino a che non arriva al traguardo. Quello del famoso dito medio che dicevo sopra. Che non è un vero dito medio, stavo esagerando, è solo una scelta stilistica molto forte e molto decisa, che posso immaginare venga interpretata come un dito medio da qualcuno – da parte mia ho letto abbastanza Lovecraft da aver apprezzato.

Un’altra cosa che ho molto apprezzato è che a dare il via al terzo atto è una nostra cara amica: la droga.

Per le ultime due ho fatto “barra spaziatrice” molto velocemente due volte così da fotografare il cambio dei colori dettato dalla droga.

Questa sequenza di foto mi serve per illustrare due cose: innanzitutto quanto è bella, almeno stando a quanto dicono i protagonisti di questo film, Stanlio Kubrick non supporta questo messaggio immorale, la droga. In secondo luogo che, pur con tutti gli spigoli immancabili e necessari in un found footage, o mockumentary che sia, The Triangle sa anche essere estremamente stiloso e piacevole da guardare, soprattutto quando va a pescare senza vergogna negli anni Settanta.

Infine: fa paura? No, mai, né mi sembra che voglia farlo. È un film nel deserto, necessariamente psichedelico, pigro e dilatato, con un immaginario potentissimo e suggestivo – che, ancora, per qualcuno potrebbe essere sinonimo di “eccessivamente suggerito, non abbastanza mostrato”. Penso dipenda tutto da quanto vi interessa la sottrazione, o se preferite la collaborazione con gli autori per riempire tutti i buchi con quello che volete voi.

E da quanto vi danno fastidio le camere tremolone e tutti quei trucchetti che ormai non piacciono più a nessuno, ovviamente.

Voglio dire che a un certo punto dovete aspettarvi anche questo.

Se però avete la mia stessa perversione, The Triangle è uno degli esemplari migliori su cui abbia poggiato gli occhi negli ultimi anni.

DVD quote suggerita:

«Il triangolo sì»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

IMDb | Trailer

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17 Commenti

  1. Molto interessante, recupererò! Per stare in tema anche il nuovo film di Benson e Moorhead, di cui avete parlato bene, (Resolution e Spring) tratterà di culti praticati in mezzo al nulla e ovviamente mindbending.

  2. Mr_Rusti

    Bella recensione!
    Però a mio parere, per quanto si è visto finora, Far Cry 5 sarà davvero all’acqua di rose… si prende un contesto redneck abbozzato e stereotipato, senza alcuna intenzione di fare seria satira o almeno approfondimento sociale.
    Sarò felice di essere smentito!

    • D’accordissimo con te su Far Cry! La sostanza sarà sempre la solita (poca).
      Però è significativo che abbiano scelto per la prima dei cattivi bianchi americani (e del Montana) nel 2017 secondo me. Nella peggiore delle ipotesi, è la mossa di marketing più cinica e azzeccata che potessero fare.

    • Mr_Rusti

      Certo, scelta coraggiosa (o spregiudicata). Ma io mi immagino il reparto marketing:
      “Ok ragazzi, allora, dopo isole sperdute, Africa, tibet, preistoria, con le guerre mondiali fregateci da Battlefield e CoD… in Europa guai perchè lì c’hanno il terrorismo… ci rimane Artide, Antartide o isola di Pasqua!”.
      “Cosa ne dite dell’Ammerica rurale con fucili, fanatici religiosi e pick up??”
      “Ottima idea! Facciamo scalpore tra la gente, poi copia incolliamo la stessa formula e schiviamo la censura facendo un gioco dal contesto vuoto e banale, che non denuncia nulla, ma che venderà per via del clamore pre-uscita. Aggiudicato!”

  3. S.p.A.

    Unica sostanza quotata, la Droga. Al massimo!

  4. dirty harryhausen

    non ho capito ma mi è piaciuta la recensione.

    • docdagon

      Io sì… e mi fido… infatti sono 17 minuti su 18 minuti di visione che mi sto cagando in mano

  5. Anonimo

    #cadutalibera

  6. Giorgio Clone

    Il frame di John e Ciara che pensano ad un’idea del cazzo ha i numeri per diventare un grande meme.

  7. Brainiac

    Uno dei migliori film dell’anno: avvolgente, con una tensione calibrata. Forse il migliore film dell’anno (per me questa stagione è stata una delle più misere di sempre). Grande twist, più che Lovecraft direi King, peró. Lascia qualcosa, visto ieri lo rivedrei oggi, ho l’impressione di essermi perso dei pezzi. Recensione bellissima.

  8. Landis Buzzanca

    @Stanlio
    se interessa (magari già lo sai) puoi aggiungere all’interfaccia di VLC del cinema l’iconcina della barretta verticale rossa che ti avanza un fotogramma alla volta.(#sapevatelo)

  9. sacajaw

    Ok per il recensore, ma gli altri plebei dove/come hanno in mente di esperire questo film? Dove lo cerco? Non fatemi infottare inutilmente

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