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Cambiare tutto per tornare all’origine: la recensione di Spider-Man: Homecoming

I piangina della fedeltà a oltranza ai fumetti — quelli che, ehi, loro non sono razzisti o sessisti ma sarebbe meglio, per il bene di tutti, che i personaggi che sono nati bianchi, maschi ed eterosessuali restassero così per sempre — hanno dato a tutti una gran lezione di coerenza quando, a fronte della notizia che nel nuovo reboot di Spider-Man zia May sarebbe stato interpretato da Marisa Tomei, si sono lamentati anche di quello.

Facciamo un passo indietro. Per chi non lo sapesse, zia May è la zia, ma di fatto praticamente la madre adottiva, di Peter Parker — l’Uomo Ragno. Nei fumetti ha millediciassette anni, è malata, mezza invalida e mezza rincoglionita (quando le esigenze narrative lo richiedono: una volta ha quasi sposato il dottor Octopus) e perennemente in ansia — praticamente è una nonna del Sud Italia; il suo ruolo è far sentire costantemente in colpa Peter Parker, qualunque cosa faccia o non faccia, perché “Oh no, zia May si starà preoccupando!”. Marisa Tomei, invece, è un’attrice eccezionale e una donna bellissima, ha da poco superato la cinquantina ma mi venisse un colpo se dimostra più di 45 anni.
Lamentarsi perché un personaggio originariamente decrepito è stato affidato a un’attrice più giovane e più figa effettivamente non è né razzista né sessista, è da rompicoglioni e basta.

Per quel che mi riguarda, la cosa mi aveva fatto immediatamente piacere. Prima di tutto perché odio zia May col fuoco di mille soli e finché la trasformano in qualsiasi altra cosa mi sta bene a prescindere, ma non è solo questo. C’è qualcosa di estremamente più ragionato — e indovinato — in questa scelta: l’Uomo Ragno è stato inventato negli anni 60, le sue storie, le sue origini, i suoi poteri e il suo costume, la maggior parte dei suoi comprimari sono tutti stati concepiti negli anni 60. E, notizia bomba, da allora è cambiato quasi tutto. Non solo la moda e i gusti della gente, sono cambiati i rapporti tra genitori e figli, la “mezza età” è slittata di almeno una decina d’anni, posto che esista ancora qualcosa come la mezza età, è cambiato il concetto di adolescente e quello di adulto: può un liceale di oggi avere una zia, e un tipo di rapporto con quella zia, uguale a quello descritto in dei fumetti di quasi 60 anni fa?

Io non so dire se la zia May di Marisa Tomei è quella giusta, ma sono abbastanza sicuro che se venisse inventata oggi, è esattamente così che verrebbe scritta.

Questo è un po’ il principio che ha guidato tutto questo secondo reboot dell’Uomo Ragno, anticipato in Captain America: Civil War ed espanso in Spider-Man: Homecoming.

I film di Raimi prendevano dai fumetti quello che aveva senso prendere e mettevano del loro per correggere tutto quello che poteva risultare ridicolo o indigesto a un pubblico ancora “vergine” rispetto al concetto di film di supereroi in costume. Quelli di Mark Webb hanno cercato di rendere tutto più giovane e più cool mancando clamorosamente il punto (e il casting), come se “aggiornare” un franchise significasse prendere di peso storie vecchie di 50 anni e aggiungere uno skateboard. La prima cosa che salta all’occhio di Spider-Man: Homecoming, diretto da Jon Watts (Clown, Cop Car) e scritto da (prendere fiato prima di leggere) Jonathan Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna e Erik Sommers, è come non gliene freghi mezza di essere “fedele” al fumetto, nel senso di rispettare tutti quegli elementi della trama e snodi narrativi che il pubblico conosce a memoria: il ragno radioattivo, zio Ben, Mary Jane che ti chiama “tigre”, diciotto Goblin, la morte di Gwen Stacy…

In Homecoming Zia May è giovane, “Mary Jane” è una ribelle secchiona e un po’ inquietante, Flash Thompson è un douchebag con la macchina costosa che fa il dj alle feste e partecipa al “decathlon accademico” (è una cosa, a quanto pare) perché giocare a football non è più l’unico modo per essere figo in un liceo americano; per lo stesso motivo Peter Parker non è più un secchione solitario, ha degli amici, perché nel 2017 (tecnicamente il film è ambientato nel 2020), con internet, i social network e The Big Bang Theory, non è più credibile che un nerd non abbia amici. E il costume gliel’ha fatto Tony Stark perché comunque, anche nel 2020, non sarà mai credibile che un adolescente sappia cucirsi da solo un costume da supereroe.

Nello scrivere Spider-Man: Homecoming i suoi autori hanno fatto piazza pulita della mitologia dell’Uomo Ragno per concentrarsi su un unico fondamentale particolare: l’intuizione avuta da Stan Lee e Steve Dikto che Peter Parker debba essere un ragazzo del suo tempo. Finché questa regola viene rispettata, non è importante che zia May sia vecchia o che Mary Jane sia caucasica, che il costume sia una calzamaglia o un’armatura super-tecnologica, che la coscienza di Peter abbia la voce di zio Ben o di Tony Stark. Non stiamo parlando di Superman, che non sarebbe Superman se non venisse da un altro pianeta, o di Batman, che non sarebbe Batman se non fosse un orfano miliardario; dell’Uomo Ragno puoi cambiare potenzialmente tutto (lo dimostra il successo che ha avuto e continua ad avere lo Spider-Man “Ultimate” Miles Morales) purché ti ricordi che è una storia di adolescenti per adolescenti.

All new all different regaz

Per questo motivo questo nuovo Spider-Man è il più atipico e anomalo visto finora e allo stesso tempo è il più fedele al fumetto originale; è una vera interpretazione di Spider-Man, dove le altre due saghe erano una maldestra imitazione.

E questa era la parte per tutti gli appassionati di fumetti.
Per quelli invece che quest’anno hanno fatto sesso: Spider-Man: Homecoming è un buon film? Sì. È il miglior film di supereroi fatto finora? Sta tranquillamente nella Top 3. È il miglior film sull’Uomo Ragno? Ragazzi, io non ho mai capito l’ossessione morbosa che hanno alcuni di voi per gli Spider-Man di Sam Raimi, con inspiegabile predilezione per il 2 (che a me è sempre parso identico al primo), ma sì: è molto meglio degli Spider-Man di Raimi. Sotto qualunque aspetto: degli effetti speciali, che logicamente hanno fatto passi avanti incredibili; della trama che finalmente non si vergogna di raccontare una storia di eroi in calzamaglia e non sente il bisogno di mascherarla da metafora di qualcos’altro; delle interpretazioni, che non comprendono gente visibilmente in imbarazzo, fuori posto o semplicemente incapace.

A proposito di questo, su Tom Holland c’è poco da dire: è perfetto. Maguire era un ottimo Peter Parker ma uno Spider-Man assolutamente ridicolo; Garfield aveva il fisico, ma era veramente troppo fico per essere un Peter Parker credibile. Holland è la sintesi perfetta, centra il personaggio dentro e fuori il costume, ha il carisma, la parlantina, i tempi comici giusti, senza contare la fisicità dell’atleta (il fatto di essere un ballerino che nel tempo libero fa parkour non deve aver guastato) e l’aspetto, finalmente credibile, di un ragazzino.
È il primo caso che mi viene in mente, dopo i protagonisti di Harry Potter, di un attore così giovane (classe 19fucking96) messo sotto contratto per un franchise così imponente (lo rivedremo almeno in altri due seguiti di Homecoming e nei due Infinity War): sarà molto interessante vederlo crescere, o meglio, come la Marvel deciderà di crescerlo.

Chi invece non aveva niente da dimostrare e comunque si è divorato il film è Michael Keaton, probabilmente il primo cattivo che la Marvel imbrocca sul grande schermo (Wilson Fisk di Daredevil e Killgrave di Jessica Jones lo superano ancora a destra, ma vengono dalle serie di Netflix e un processo di scrittura del personaggio completamente diverso); finalmente un personaggio con uno spessore e non un espediente narrativo che serve solo per mettere in moto il secondo atto e dare all’eroe di turno qualcuno da picchiare nel terzo. L’origine “dal basso” di questo Avvoltoio, il suo desiderio di rivalsa proletario, perfettamente coerente con la mitologia di Spider-Man, tutta fatta di sfigati e perdenti in cerca di riscatto, e le sue motivazioni, tutto sommati condivisibili, ne fanno una variazione sul tema di Walter White, il protagonista di Breaking Bad: un uomo che ha seguito le regole e ha ottenuto solo calci in faccia, che messo alle strette da un mondo che premia i furbi anziché gli onesti imbocca la strada del crimine e scopre di esserci dannatamente portato, che continua a ripetere di fare quello che fa per provvedere alla propria famiglia ma che in realtà è inebriato dal potere che ha ottenuto.
Keaton è il primo cattivo del MCU con cui lo spettatore può empatizzare, arrivare per un attimo quasi a tifare per lui; è affascinante, convincente e in un paio di momenti davvero spaventoso. Tra l’altro, credo sia il primo caso di un attore che ha interpretato a quasi 30 anni di distanza un supereroe in una megaproduzione e un supercattivo in un’altra — con in mezzo un meta-film sul fatto che i film di supereroi sono stupidi.

“Genocidio culturale” il cazzo

A chiosa di due personaggi così indovinati, c’è un rapporto tutt’altro che banale tra eroe e antagonista, dove ancora una volta gioca un ruolo fondamentale il divario di età fra i due. In generale, è la prima volta in un film di Spider-Man che l’età del suo protagonista è un fattore determinante per la trama. L’impressione che ho sempre avuto con Maguire e Garfield era che quando il loro Peter Parker indossava la maschera, di colpo diventava qualcun altro — o meglio, di colpo si trasformava in un adulto: responsabile, maturo, eroico; i suoi avversari potevano avere il doppio dei suoi anni (Goblin) o essere suoi coetanei (l’altro Goblin), non cambiava niente perché, nel momento in cui sfoggiavano i rispettivi costumi, qualsiasi caratterizzazione si azzerava, restavano solo due archetipi che se le davano. Questo non accade in Homecoming, dove il Peter Parker di Tom Holland rimane un teenager anche quando ha addosso il costume: vuole combattere i cattivi, ma ne è anche intimidito; fa a botte con loro, ma spesso ne è sovrastato fisicamente (azzeccatissimo in questo senso il design dell’Avvoltoio). Non è un caso, tra l’altro, che le scene più memorabili non siano le scazzottate, ma i momenti in cui Spider-Man agisce da solo: il salvataggio sul Monumento a Washington, quello sul traghetto di Staten Island, la sequenza delle macerie (e la corsa nei sobborghi, che ha una funzione prettamente comica, ma funziona per gli stessi motivi). Sono i momenti che rimangono più impressi anche perché sono quelli in cui emerge più chiaramente il carattere di questo Spider-Man, che è coraggioso ma immaturo, ansioso, imbranato, imprudente.

La scelta (vincente, e francamente necessaria) di non raccontare per la terza volta le origini del personaggio incide molto su questo. Non c’è traccia, a questo giro, di quell’opprimente senso di colpa e di responsabilità che caratterizzano di solito l’Uomo Ragno. Forse zio Ben è morto in altre circostanze, forse non esiste nessuno zio Ben o forse le cose sono andate esattamente come da tradizione (lo scopriremo nei prossimi film, forse), quel che è certo è che le motivazioni e le ambizioni di Peter sono, almeno per il momento, molto più leggere: vuole che le ragazze lo notino, che i ragazzi lo ammirino, che gli adulti lo rispettino. E per questo combina casini, fa il buffone, cade, si rialza e cade di nuovo, fa sempre la cosa giusta ma non sempre la fa nel modo più giusto. In Spider-Man: Homecoming essere un supereroe non è una croce, né una missione, ma un’aspirazione. (E tutto sommato non è che sia un brutto messaggio, un protagonista che si comporta bene perché è una brava persona e non perché gli è capitata una tragedia.) Questa non è certo l’unica chiave di lettura per un personaggio con una storia lunga e complessa come l’Uomo Ragno, ma in questo momento è la più fresca, la più adatta a un film che punta ad essere puro intrattenimento e la più in linea con l’universo cinematografico Marvel, la cui manifesta mancanza di gravità è ormai un marchio di fabbrica.

L’unico appunto che gli si può fare di essere poco spontaneo. Scritto da mezza dozzina di persone e diretto da un robot, costruito scientificamente, con un’attenzione maniacale ad ogni particolare, questo reboot era una scommessa che la Marvel non poteva permettersi di perdere, non dopo essere finalmente riuscita a rimettere le mani sul suo personaggio più prezioso. Ma è una scommessa vinta, per il momento direi che ce lo possiamo far bastare.

Spider-Man è tornato a casa, lunga vita a Spider-Man.

DVD-quote:

“La terza volta non si scorda mai.”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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79 Commenti

  1. Il Reverendo

    ” io non ho mai capito l’ossessione morbosa che hanno alcuni di voi per gli Spider-Man di Sam Raimi, con inspiegabile predilezione per il 2″

    Minchia ti voglio di un bene per aver scritto questa cosa, ma di un bene che non ti puoi neanche immaginare. Finalmente qualcuno lo dice e ci leviamo dalle palle questo culto di sm2. E io amo Raimi eh. Ma facciamolo su di lui il culto allora, non su un franchise così così.

    Detto questo, ottima recensione per un ottimo film. Homecoming, con tutte le differenze dal fumetto, È il film sull’uomo ragno che leggevo da bambino. È verissimo quello che dici, che holland non cambia personaggio quando indossa il costume. È Peter ed è spidey, a prescindere da cosa indossa.
    E Keaton anche è immenso. Anche a me ha fatto pensare a breaking bad, e forse non avrei accettato con tanta facilità le due facce del suo personaggio se non avessi mai visto l’odissea di Walter White. Ed è un pregio del film, perché vuol dire che sa ben sfruttare la pop culture recente.

    E poi le canzoni dei Ramones, che per me SONO i tempi spensierati del liceo.
    Che bello che abbiano fatto il film giusto su Spiderman. Che bella questa rece che dice tutte le cose giuste.

    Che poi a me la Marvel sta pure un po’sui coglioni ma con un film così hanno vinto loro e basta.

  2. Su molte cose sono d’accordo, su molte altre molto meno, ma è comunque un ottimo pezzo, davvero ben scritto.

    Voglio solo sottolineare una cosa: a livello di caratterizzazione, questo è lo Spider-Man più anni ’80 che si sia mai visto (fumetti compresi); è un ragazzo dotato di poteri che non vuole tanto aiutare la gente perchè da un grande potere ecc.. , vuole solo avere l’approvazione del capo (Stark) e diventare un avenger, ossia scalare la scala sociale, essere qualcuno, ottenere qualcosa. Quando alla fine Stark fa riferimento al “working class hero” è un’ “ammissione di colpa”, ma al contempo non aggiusta il tiro. Questo Spider-Man è reaganiano nell’anima, piaccia o meno.

    Non per niente, ad un certo punto spuntano pure le immagini di “Ferris Bueller’s Day Off”, così come la seconda scena post-credits è un omaggio a quel film e alla filosofia edonista che c’è dietro.

    Ora questa non vuole essere tanto una critica al film (un personaggio così può pure piacere) ed anch’io sono il primo che critica lo SM di Raimi, ma che diavolo: il suo era davvero definibile come “eroe”, questo è solo una specie di moderno Michael J.Fox in “il Segreto del mio Successo”.

    • Il Reverendo

      uhm.. però c’è da dire che parker diventa spiderman già prima di civil war, cioè prima che si palesi per lui la possibilità di diventare un avenger.
      e qua in fondo vediamo il vero firendly neighborhood spiderman, che non è un granchè a fare quello che fa, ma ce la mette tutta. e così era già prima di stark.
      e al contempo lui non vuole far colpo su stark perchè gli piace il fatto che stark sia miliardario e abbia successo, ma perchè lui vede negli avengers la possibilità di fare davvero del bene, di mettere davvero a disposizione le sue capacità per salvare il mondo, e non solo per evitare crimini secondari, farsi rubare lo zaino e farsi regalare un burrito (anche se poi SPOILER alla fine capisce che forse quello è il suo posto e quelle sono cose a modo loro utili).

    • Ok una lettura del genere ci sta, ma, imho, dà troppe cose per scontato.

      Le mie critiche, per quanto non condivisibile, si basano su ciò che è apparso su schermo.

      Se poi piace, de gustibus, non voglio condannare nessuno (tranne chi ha scritto il film ovviamente XD).

  3. A quando la pubblicazione del Vangelo secondo Quantum? No perché vorrei seriamente diventare un discepolo. Assolutamente d’accordo su tutto (Raimi a parte, il 2 suo ha un Octopus bellissimo, il 1 é sopravvalutatissimo e il 3… Beh non c’è bisogno di dire nulla). Una cosa che ho amato di Homecoming è la quantità di danni che combina Spiderman: il traghetto lo distrugge lui, il casino a Washington lo causano lui e il suo amico (chair guy è amore pure). Il tutto perché è un ragazzino rincoglionito che vuol farsi vedere da Stark. Ed è perfetto così.
    PS: la seconda scena post credit entra nell’olimpo delle trollate con il “There is no easter egg here” di GTA San Andreas.

  4. Per me gran bello.
    Mai avuto il culto del fumetto, ho trovato questa storia credibile. Oltretutto in termini di “quello che faccio ha delle conseguenze, anche se lo faccio per i motivi giusti” è molto più centrato sia di BvS che di Civil War, due film che sul concetto dovevano in teoria fondarsi. Qui invece sta tutto solo nel modo in cui Spiderman guarda le le cose che succedono intorno a lui, ed impatta cmq molto di più.
    La seconda scena post credit è solo cuori enormi.

    Leggevo in giro che questo film deve moltissimo a Deadpool, ma a mio avviso è molto più un Ant-man con un protagonista di cui a qualcuno frega.

  5. Darko Ramius

    Il film non so ancora, ma la rece è… perfetta.
    Senza offesa per nessuno, perchè vi si legge sempre tutti volentierissimo a prescindere, ma una recensione così centrata non la si leggeva da tempo qui sui calci.

  6. marco

    Da un eccesso all’altro. Vi è piaciuto, va bene, ma criticare Raimi mi pare ingeneroso. Spider-Man di Raimi è un film di quindici anni fa. Era il primo tentativo vero, fatto da gente capace, di farci godere al cinema il personaggio su cui si sognava da bambini (per quanto mi riguarda, anni ’70). Io uscii dalla sala felice. Avevo visto tutto: i movimenti, il più bel cattivo della storia di supereroi, con la faccia giusta, tutto, tutto quello che amavo nel fumetto (ciò che non accadde in Devil al cine, l’altra mia passione).
    Anche Mcguire mi sembrava assolutamente perfetto. Il film Raimi lo fece per quelli come me: e ci riuscì, obiettivo centrato.
    Ora, la recensione è davvero intrigante, mi mette curiosità, Marisa Tomei basta e avanza per il biglietto, ma Raimi lasciamolo là, grati, senza tornarci troppo sopra. Rispettare il testo non è un dogma, tutti d’accordo, ma non è che fottersene della morte dello zio Ben come chiave per comprendere persona e personaggio sia per forza un merito.

  7. the Bat(Mat)

    Ottima e precisa recensione Quantum, d’accordo su quasi tutto (son del #teamraimi per il secondo film…).

    Ho trovato davvero ottima la soluzione di dare per scontate le origini del personaggio e concentrarsi sulle cose davvero importanti. Almeno si leva un sacco di quell’ansia/senso di colpa/dovere che pesa molto sul personaggio.
    Vedi Quantum: “un protagonista che si comporta bene perché è una brava persona e non perché gli è capitata una tragedia”. E poi funziona meglio l’effetto “se faccio l’eroe senza pesare alle conseguenze, magari faccio casino”.

    La cosa che ho apprezzato di più è il livello terra terra della vicenda. D’accordo ci sono gli Avenger, siamo in pieno MCU, ma potrebbe essere una storia di quartiere come quelle di Netflix, con le debite proporzioni.
    Per esempio un’altra recensione faceva notare come nel Queens non ci sono grattacieli, quindi Peter deve improvvisare e il regista non è costretto a far vedere la scena sbottona di lui che volteggia a Manhattan.

  8. DarkKnight

    Mi avete convinto. NON lo guarderò :P

  9. stefano

    Credo che Raimi abbia fatto un’impresa col primo Spiderman.
    Ha fatto un flm più che guardabile con un’estetica personale e rispettando gli standard di un personaggio ancorato ai vecchi fumetti, il tutto slegato da qualsiasi logica di serie, netflix e pigiamate varie.
    Oggi, dopo una seconda saga fiacchissima, come era possibile sbagliare ancora?
    Il solo fatto che si debba infilare a forza un Tony Stark per rendere il tutto più appetibile è la dimostrazione della pochezza di idee nel mondo delle pigiamate…però vabbè anche i 15-18enni di oggi hanno diritto al loro spiderman.
    Resto dell’idea che dei seimila film a tema marvel tra qualche anno non ricorderemo neanche mezza scena.

    • Il Reverendo

      boh. ma se raimi con il primo spiderman ha fatto un’impresa allora tim burton con batman che ha fatto?

      che poi lo stesso raimi prima ha fatto darkman, che è sempre un film di supereroi ma è anche un film della madonna. spiderman no. neanche il tanto decantato 2.

      homecoming ha dietro un regista che non vale un’unghia di raimi, ma funziona tutto perfettamente. il ritmo è pazzesco, si ride nei momenti di calma ma le scene di tensione e di battaglia sono costruite per essere tese ed emozionanti, non per far ridere. più vicino ad una comicità stile arma letale, dove ridi tantissimo ma resta un film d’azione, che ad una tipo deadpool o guardiani della galassia, che sacrificano senza pensarci due volte l’azione per sostituirla con la comicità.

      poi ripeto, anche a me la marvel sta sui coglioni, ma se un film funziona c’è poco da fare. alla fine quelli marvel non sono film, ma episodi di due ore di una serie tv costosissima. e così come le serie tv quasi sempre nullificano la figura del regista ma talvolta riescono nel loro insieme a creare qualcosa in grado di emozionare lo spettatore, così è per i film marvel. e forse è vero che non lasceranno nulla alla storia della settima arte, ma alla fine sono blockbusteroni fatti per fare soldi (loro) e per passare momenti leggeri (noi), e non mi pare che aspirino ad essere nulla più di questo, quindi ripeto, finchè il film è soddisfacente per me possono continuare a fare quello che fanno.

      l’importante è che non diventi il modus operandi di tutta l’industria cinematografica, ma questo è un altro discorso.

    • stefano

      niente contro blockbasteroni e simili… alla fine li guardo praticamente tutti…ma c’è poco da fare se vuoi fare sei pigiamate l’anno sei costretto a fare film dalla scarsa personalità e con l’odioso stampino. Il target (non che prima fosse molto diverso, ma il film di Raimi anche se non lontanissimo pare sia uscito secoli fa) è ormai solo il pubblico under 20 (e molto spesso orientale) drogato da netflix e serie ed è normale che si vada in quella direzione.
      Il rovescio della medaglia rivela però che questi film non sono spendibili in alcun modo al di fuori del target , non hanno alcuna innovazione nessuna storia o momento che possa anche solo accalappiare il mondo “adulto” (e quindi ricordato…al teen di turno frega poco tanto tra un mese c’è un’altra abbuffata) ma va bene così tra qualche anno anche le pigiamate saranno finite e magari ci sarà qualcosa di peggio chi lo sa.
      Il tuo ultimo augurio purtroppo (o per fortuna, dipende dai gusti) si è già avverato da tempo

  10. Toni Randine

    Posso tranquillamente vantarmi di non aver mai visto nessuno deli spider-man di Raimi “di proposito”.
    Nel senso, quando mi capita in tv tra spizzichi e bocconi ne guardo magari un pezzo, ma non mi è mai capitato di guardarne uno dall’inizio alla fine.

    Ho una totale repulsione per quella faccia di merda di maguire, non riesco a guardare nessun film che gli dedichi più di 5 minuti di screentime (seh, compreso il grande gatsby: problemi?).
    Ancora rabbrividisco al pensiero dei miei compagni di scuola che prenotavano con settimane di anticipo all’arcadia di melzo per poterselo gustare su uno schermo mastodontico.
    (unica eccezione Pleasantville, ma solo perchè in quel quadro ci sta bene)

  11. A margine, lamentarsi per una zia May più giovane dopo QUINDICI film che pescano a piene mani dall’universo Ultimate (dove zia May è più giovane, per quanto magari non bona come Marisa Tomei) è anche un po’ da gente che non vuole accettare la realtà dei fatti.

    “Io non so dire se la zia May di Marisa Tomei è quella giusta, ma sono abbastanza sicuro che se venisse inventata oggi, è esattamente così che verrebbe scritta.”

    In una certa misura è appunto quello che è successo con Ultimate Spider-Man, DICIASSETTE ANNI FA. La Marisa Tomei di oggi è solo un portare ulteriormente avanti quel discorso.

    “Per quelli invece che quest’anno hanno fatto sesso”
    Cheat: sono sposato. :D

  12. T87

    SPOILER

    “Piacere, sono il padre di Liz”

    La faccia di Peter che sembrava gli fosse esplosa la PS4 dando fuoco alla casa e uccidendo la nonna e il gatto lol.

    SPOILER

    Comunque secondo me Zia May sotto sotto portava i mutandoni nel film.

    ps: “Ma che ca-“

  13. Il Reverendo

    comunque secondo me la storia di zio ben c’è, anche se non ne parlano.
    ad un certo punto peter dice una cosa tipo ”non posso far soffrire zia may, dopo tutto quello che ha passato”, e credo proprio si riferisca a quello. non c’è una nuova origin story, è sempre quella vecchia, solo che non viene raccontata. e dato che siamo già al secondo reboot giusto così, per quanto mi riguarda.

    stesso discorso per il senso di ragno, c’è una scena sul traghetto dove gli lanciano qualcosa mentre lui è di spalle, e spidey senza voltarsi evita l’oggetto. non viene sottolineato, non ci sono effetti particolari, ma secondo me c’è.

    ecco, a voler trovare un difetto al film, l’avvoltoio

    SPOILER

    ha un po’ tante somiglianze con goblin, soprattutto nell’essere il padre di famiglia di una persona a cui peter è molto legato, nel conoscere la sua identità, nell’essere cattivo ma anche buono (osborne perchè era pazzo, keaton perchè è solo un avido ma non un malvagio). la scena nel sotterraneo, dove fa svolazzare la sua armatura contro spidey, somiglia davvero tanto alla famosa morte di osborne in cui a distanza guida il suo coso volante tentando di infilzare l’uomo ragno ma finendo vittima egli stesso del suo piano malvagio (a differenza di keaton, ma sarebbe stato troppo)
    cioè nulla di male, ma di sicuro nel prossimo non possono mettere goblin come cattivo se no viene davvero uguale.

  14. lzzluca

    Al di la’ del fatto che considero Spider Man 2 di Raimi uno dei miglior film della storia del cinema (ok, sto esagerando ma ha un posto speciale nel mio cuore, tra i film di azione!), bella recensione, speravo molto in questo nuovo capitolo e non vedo l’ora di vederlo!! :)

    PS una parola a favore di Spider Man 2 by Raimi: del film mi ha preso molto il conflitto interiore Peter Parker contro Spiderman e penso dia una soddisfazione enorme vedere una persona prendere ingiustamente calci in culo per un’ora e passa di film, per poi salvare il mondo, prendere a calci i cattivi e impressionare la gnocca, in 20 minuti di azione non stop. Unito al fatto che le animazioni di Spiderman e i combattimenti sono state le scene migliori che ho visto in un film di Spiderman, a quel tempo. Anche +1 per i momenti comici che ci stavano!
    Il primo invece per qualche motivo non mi aveva preso per niente… :/

    Tutto questo senza voler scatenare flame o dire cose scontate! Peace out!

  15. The Bat(Mat)

    Mi vergogno a scriverlo ma mi viene da spezzare una piccolissima lancia per i “piagnona della fedeltà assoluta al fumetto che non fanno sesso”.

    Ho avuto anche io i miei momenti piangina ma me ne sono fatto una ragione. Ora mi stanno sulle palle e li brucerei tutti. V
    a bene ignorarli una, due, tre,X volte… Ma a furia di ignorarli passano robe come Roland interpretato da Idris Elba :(

  16. Toshi

    Premetto che non ho ancora visto il nuovo spider-man. Ma questa cosa che ad ogni film di supereroi bisogna per forza fare i paragoni con quelli vecchi non la digerisco. Mi son dovuto subire qualche anno fa quelli che dicevano: il nuovo film con Garfield è meglio di quello con Maguire di Raimi. Ora mi devo sorbire quelli che dicono: il nuovo film di Holland è meglio di quello con Garfield e di quello con Maguire. Basta! Quando ero ragazzino c’era Maguire ed era perfetto. Sam Raimi sapeva girare i film e aveva tirato fuori due ottimi cinecomics (il terzo no). Ora i tempi sono cambiati? Va bene. C’è bisogno di un nuovo spider-man al passo con la nuova generazione? Sono d’accordissimo. Il nuovo film è bello? Mi fa piacere.
    Però voglio ricordare che nel fumetto (e nel cartone animato bellissimo) spider-man ad un certo punto cresce anche, diventa un adulto con un normalissimo lavoro che deve affrontare le spese quotidiane, le lotte continue con il suo capo, con la sua fidanzata con cui progetta di sposarsi e la sua vita da supereroe. E Maguire sarebbe perfetto per questo ruolo, anche solo per l’effetto nostalgico. E visto che nei fumetti ci sono più testate di spider-man non vedo perché al cinema non ci possono essere più film di spider-man. Evidentemente perché il media cinema non è ancora pronto per questo, confonderesti solo gli spettatori, e il mio sogno di vedere uno spider-man adulto interpretato da Maguire va sempre più a infrangersi. Probabilmente questa piccola rivoluzione dell’universo marvel porterà fra un 10 anni a far convivere nelle sale due film diversi con lo stesso supereroe, sperando che Maguire sia ancora in forma.

    • Il Reverendo

      questa cosa che dici io me la sono chiesta per batman. cioè, adesso che michael keaton è di nuovo sulla cresta dell’onda quanto sarebbe bello magari un ritorno del cavaliere oscuro diretto da tim burton assolutamente slegato dal futuro film con ben affleck?

      dove magari, seguendo la storia del fumetto, batman si scontra di nuovo con superman interpetato da nicolas cage come nel film che non abbiamo mai visto?
      e con la partecipazione di michelle pfeiffer, come nel fumetto diventata una squillo di lusso che quando lavora si traveste da wonder woman.
      tutto rivisto in ottica burtoniana ovviamente.
      a me farebbe godere.

    • Pronto MacReady

      orco mondo! sono pronto! quando li fanno sti film? :D

    • avdf

      e che titolo avrebbe? Arkam Geriatric? O Batman e il misterioso caso delle case di riposo? :D

    • Il Reverendo

      Nel Cavaliere oscuro di Miller Batman ha l’età di Keaton adesso

  17. sniffo

    Piaciuto, però mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.
    Più che un film mi pare un riempitivo del Marvel Univese cinematografico.
    Fondamentalmente vengono dette e spiegate meglio cose che comunque erano già state mostrate in Civil War.

    E le parti comiche, le battutine, lo “strizzare l’occhiolino”, tipico dei film Marvel U. non le ho trovate così ficcanti (scena post post credit a parte). Sarà che dopo un pò cominciano a stancare anche quelle (dopo l’abbuffata nei Guardiani della Galassia 2)? Per dire, il meme del martello di Thor in Avengers 2, è una cosa che mi diverte ogni scenetta che lo riguarda (che poi è l’unica cosa riguardabile di quel film, per me).

    P.S.: (Spoiler) ma oggigiorno il canone dell’identità segreta dei supereroi è stato completamente abbandonato? Vabbè nei telefilmetti tipo Flash, Arrow etc. dove già dopo la prima puntata sono già in due dozzine a conoscere chi c’è dietro la maschera, ma che Zia May scopra l’identità di Spidey…mah!

  18. Djenco Unchained

    Da grande appassionato di Spidey nel periodo adolescenziale dei nineties, un grazie enorme a Quantum che (per l’ennesima volta) ha “trascritto” i miei pensieri post visione. ‘sto film poi viene voglia di rivederselo tipo subito e tipo mille volte.
    Rispetto a Raimi, concordo sulla sopravvalutazione del primo (sul terzo glissiamo), mentre Spider-Man 2 lo considero comunque il migliore fatto fino a Homecoming. Li trovo entrambi belli perchè adeguati ai contesti a cui dovevano rispondere: SM2 cinecomic classico abbastanza fedele al canone per chi andava al cinema per vedere Spider-Man (quasi) la prima volta, HC cinecomic fresco e credibile per i regaz di oggi. Su zio Ben concordo che abbiano fatto bene a glissare, ma sono certo che la riprenderanno alla prossima perchè fedeltà o meno il senso di colpa è proprio un elemento costitutivo dell’Uomo Ragno, sono certo che hanno già previsto una escalation di “gravità” all’aumentare dell’età del protagonista e del pubblico principale del film.

  19. Jack Lupino

    Secondo me questo film non va oltre al compitino che raggiunge la sufficienza (a parte Keaton che gioca in un altro campionato).
    Abbiamo uno ottimo Peter, un’ottima Zia (anche se togliendo Zio Ben, non è che abbia sto ruolo fondamentale), un ottimo antagonista, una serie di ragazzetti comprimari che funzionano e abbiamo sostituito un mantra con un mentore vero e proprio (Stark), tutto figo sia chiaro… però manca completamente Spiderman.

    SPOILER ALERT
    Sono state messe in secondo piano tutte le sue caratteristiche (Senso di ragno, Super Forza, ecc) per dare spazio ad un costume che non è altro che l’armatura di Stark, però in tessuto. Come dice un mio amico, questo non è Spiderman ma Spironman.
    Un’altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è che quando Peter indossa il costume non ne imbrocca una, è più sfigato quando ha il costume di quando non ce l’ha… This is not the Spiderman I’m looking for.
    Per non parlare poi del combattimento finale, con un costume imbarazzante in un ambiente dove è impossibile far esprimere il potenziale del personaggio, narrativamente è un’involuzione totale. Meh.

  20. Se non ci fosse sta recensione sto film non lo avrei considerato, sapevo che se ne parlava gran bene però Wonder Woman e Transformers 5 osannati un po’ ovunque mi hanno davvero rotto troppo il cazzo per fornirmi la voglia di altri blockbuster. Che devo fare. Lo vedrò.

    P.S. Per me Marisa Tomei è una delle donne più belle e affascinanti di tutto l’universo e la metterei dovunque. Specialmente nella mia cameretta.

  21. Pronto MacReady

    bella recensione, grazie
    io l’ho trovato scorrevole, un bel compito per i ragazzini. concordo che è lo spider man scanzonato e un po’ strafottente dei primi anni e mi auguro che i prossimi film crescano anche di intensità oltre all’età/esperienza del personaggio (SPOILER perché oltre alla scena con keaton in auto zero phatos) fino ad arrivare ad un rated R de l’ultima caccia di kraven o la morte di gwen fatta come si deve.

  22. Dante Statham

    Ok, il film è buono.

    Ma me lo spiegate perché Peter vuole fare il supereroe?

    Non parlo dei poteri, ma delle motivazioni.

    E non vale il “perché è un bravo ragazzo”, troppo facile.

    Ecco, non aver raccontato dello zio Ben porta a questo, cioè a rendere un personaggio dei fumetti STUPENDO (roso tanto dal senso di responsabilità quanto da quello di colpa, con i suoi entusiasmi giovanili, le sue nevrosi e i dolori della crescita) come un ragazzino insicuro ma intelligente, che fa le cose per impressionare un miliardario sciupafemmine in armatura.

    E basta.

  23. Akito

    “Garfield aveva il fisico”

    Scusa tanto ma no, non c’entrava proprio una mazza fisicamente, era davvero secco. Almeno Maguire si era allenato.

  24. Killing Joke

    Boh, che facciano i cast col bilancino delle minoranze etniche non mi tocca, chissenefrega se per interpretare Flash Thompson scelgono la controfigura di Shyamalan da piccolo, ma che Mary Jane a livello caratteriale diventi Daria Mongerdorffer mi pare un pochino troppo fuori dal personaggio dai

  25. Toni Già

    Sono d’accordo con chi dice che tutte le caratteristiche di Spiderman sono annullate. Su dai dov’è il sesto senso e la forza?
    Quando combatte in Civil War sposta i camion a mani nude e qua si ricorda di essere fortissimo solo quando gli crolla il soffitto addosso? Mah?
    Non c’è confronto con la trilogia di Raimi, che per me rimane l’unico vero Spiderman, mentre la bilogia con Garfield è stata solo un errore.
    A proposito a me è piaciuto anche il 3 della prima trilogia, denigrato da tipo il mondo intero.
    E sono d’accordo che sono migliori le scene di salvataggio senza i combattimenti coi cattivi ma questo non può essere un pregio in un film d’azione.

  26. JAMES VAN NOKER

    SI SONO D ACCORDO CON LA RECENSIONE MA ANCHE SE A ME GLI ALTRI SPIDERMAN SONO PIACIUTI MOLTO, SOPRATTUTTO AMAZING … TOMEI SEMPRE SEXI (CONTINUO A DESIDERARLA DOPO THE WRESTLER), FORTISSIMO IL COSTUME E L’IDEA CHE GLIELO HA COSTRUITO STARK!! KEATON FA PAURA ..

    P.S.
    NON C’ENTRA NULLA MA AVETE SAPUTO CHE IL MITICO VAN DAMME HA APPENA FATTO UN ALTRO FILM??? CON IL FIGLIO E DANIEL BERNHARDT COME CATTIVO??
    IL TITOLO è “KILL’EM ALL” ! L’HO GIà VISTO DOPPIATO IN ITALIANO MA NON DICO NULLA XKè ASPETTO UNA VOSTRA RECENSIONE… UN SALUTO E UN CALCIO VOLANTE A TUTTI!

  27. Peppino DiCaprio

    È sempre bello entrare nella sezione commenti e vedere i criticoni.

    Gran film, intrattiene, ti fa ridere e OH MAMMA il plot twist è stato una roba che ci sono rimasto di merda tipo tre o quattro volte.

    Tony Stark c’è perché ha senso, non è solo product placement.

    Posso anche dire che sto film ha giovato dal fatto che c’era solo SpiderMan e non la solita accozzaglia di trecentomila eroi che si prendono a pizze tra di loro? Cosa di cui ha giovato anche Ant-Man

    • Toni Già

      Sul plot twist ti do ragione, nulla fa intendere quella roba lì.
      L’hanno nascosto bene e per fortuna neanche nei trailer l’hanno mostrato.
      Assolutamente imprevedibile e ti fa rimanere veramente con la mascella penzoloni.

  28. x-meh

    da trailer e pubblicità varie mi sembrava molto un film che mi sarebbe potuto piacere 15 anni fa quando facevo le superiori. e il fattore Marisa romei aiutava questa idea. è così, oppure ci si diverte anche ora? al di là di Marisa romei, intendo.
    preciso che gli spiderman di raimi, 15 anni fa appunto, mi piacquero. anche senza Marisa tomei

  29. Ace Sventura

    appena finito di vedere. a caldo ho pareri contrastanti.

    protagonista. azzeccato, ed azzeccata la precisazione di quantum a cui non avevo mai fatto caso, ossia che fino ad ora peter parker non era spiderman e viceversa. Forse gravava, nei precedenti, la morte di Zio Ben ad inizio saga. Con l’ellissi presente nel film, ci si può godere un Peter immaturo.

    antagonista. ho visto abbastanza film , tuttavia devo fare un plauso agli sceneggiatori, non ho sospettato niente fino al twist, complimenti. La sua lotta è condivisibile, ma presentata senza quell’enfasi che ci si aspetta. Ed è malvagio (non ci pensa due volte ad uccidere), ma ha onore.

    Comprimari: chi ha fatto il casting ha occhio. MJ mi ci devo abituare, mooooolto fuori dagli schemi, per ora.

    Marisa <3

    in generale: un film ben bilanciato, a mio parere soffre del sovraffollamento di film MCU. In secondo luogo, manca di dramma: non nell'arrivare alla pesantezza DC, ma un arco drammatico avrebbe garantito un po' di profondità che manca. Lasciando insipidità.

  30. SPOILER
    Ma quindi il fatto che Michael Keaton nella prima scena sia un piccolo imprenditore attivo nel settore rifiuti ingombranti, e dopo 5 minuti è un super cattivo con capacità di volo che nemmeno Tomcruise in top gun ha fatto tristezza solo a me? Che gli operai di Micheal Keaton passino dall’essere netturbini scemi a ingegneri in grado di modificare tecnologia aliena lo trovo ridicolo solo io? Il cattivo “proletario americano” con villona da archistar e Jaguar? Mah…
    FINE SPOILER
    per il resto film divertente, bravo Tom Holland e menzione speciale per la sua fidanzata.

    • Norton Antichrist

      Sì ma che tedio fare discorsi di veridicità in un film fantasy. Comunque: saranno stati cinque minuti di film ma mi pare ci fosse una scritta bella grossa che avvertiva che erano passati degli anni, avrà avuto modo di allenarsi e comunque un abbozzo di escalation di cattiveria, quanto basta, viene mostrato. Sul fatto che i netturbini scemi diventino ingegneri, non essendo un film approvato dalla comunità scientifica americana, ci può stare, tanto più che il personaggio di Michael Chernus (grande, me lo ricordavo in Mistress America) era stato introdotto di fatto come un cervellone. Il proletario nel frattempo si è rimboccato le maniche, ha guadagnato per far star bene la famiglia e ha il villone, certo. Vi lamentate che volete il sociale e quando ce l’avete non vi sta più bene?

    • sniffo

      Mi sembra fossero passati 8 anni

  31. rag.

    Io sono uscito con sentimenti contrastanti, cioè da un lato condivido molto di quello che hai scritto (reinvenzione coerente, trama solida, protagonista ben costruito), ma dall’altra mi sono un po’ rotto i maroni, mentre lo guardavo, e so benissimo perché: è un film perfetto (credo) per un adolescente, ma per me (che l’adolescenza non l’ho nemmeno lasciata da tanto) è risultato pochissimo coinvolgente; non me fregava niente delle sue menate e della tipa da impressionare. Immagino sia colpa più mia che del film, ma sono uscito dalla sala abbastanza deluso, anche se i motivi razionali per criticarlo sono pochi.
    Primo tra tutti: io ho trovato abbastanza improbabile l’antagonista, le sue motivazioni e soprattutto la sua trasformazione.

    • sniffo

      Pensa che invece a me le motivazioni del protagonista mi sembrano tanto chiare e semplici.
      Aveva investito tutto per creare una impresetta di smaltimento rottami e poi si vede fregare il lavoro da una sussidiaria di quello che era in parte responsabile del disastro. Era disposto a lavorare anche in sub-appalto ma nemmeno quello gli permettono. Mi pare chiaro che possono girargli un attimo le palle.
      Ha una famiglia da mantenere e così decide di rubare a chi ha (Stark), che è lo stesso che l’ha costretto a diventare un delinquente (Stark) e guadagnarci dandosi alla vendita di armi (come in fondo ha fatto i soldi Stark).
      Più chiaro di così.

      In confronto alla cervelloticità di piani e alla fumosità di motivazioni di certi cattivoni (quello di Civil War sopra tutti)…

    • sniffo

      Volevo dire “antagonista”

    • Anonimo

      No ma hai ragione, mi sono espresso male: le sue ragioni di fondo ci stanno, mi manca un po’ il passaggio da quello a mettere su un progetto criminale di vendita di armi aliene, capita un po’ troppo rapidamente (come tempo cinematografico, non di trama).
      E soprattutto mi manca il “per fare questo ho bisogno di un costume con le ali” (tra l’altro incazzandosi poi perché gli altri non mantengono il basso profilo).
      Lo so che sono piccolezze, ma non sono riuscito ad ignorarle e a godermi il risultato.

    • rag.

      (Ah sì “Anonimo” ero sempre io, non commento spesso qui sotto.
      Mi troverò poi anche un nome più brillante)

    • Anonimo

      Potrei dirti che stai a guardare la pagliuzza di una banda di sfasciacarrozze che retroingegnerizza tecnologia aliena (e non) per ricavarne armi e gadget vendibili od utilizzabili quando c’è quella piccola trave di un ragazzino che acquista forza e poteri sovrumani per il morso di un ragno radioattivo e che sintetizza in un cassetto della classe di chimica una ragnatela sintetica…per dire.
      Se bisogna sospendere la credulità bisogna farlo per tutta la durata del film, secondo me. :D

      Riguardo al costume da avvoltoio, non avendo particolari poteri di suo, o hai un piano cervellotico o devi avere qualcosa per diventare un nemico plausibile.
      E poi è vero che è leggermente appariscente ma comunque lui lo usa solo in casi d’emergenza (sul traghetto) o per interventi particolari (il furto sul camion e quello sull’aereo). Più basso profilo di così.

    • rag.

      Be’ la sospensione di incredulità mica è un obbligo, mi ci deve portare il film, no?
      Sul discorso della pagliuzza, immagino di averci fatto particolarmente caso perché quello è l’inizio del film.
      Non volevo fare polemica, comunque: ho solo trovato un po’ buttato lì il passaggio dallo sfigato medio al supercattivo e un po’ incongruenti alcuni dettagli di quella ditta criminale. Non dico irrealistici, perché appunto, è un film di fantascienza, solo un po’ fuori posto e poco convincenti, o almeno non hanno convinto me.

    • Toni Già

      In quanto a questo la banda di criminali mi ha ricordato molto quella improvvisata di Smetto Quando Voglio. A voi no?
      Comunque i cattivi di Spiderman a me piacevano perchè diventavano cattivi sempre per cause naturali e non per scelta, qua invece il cattivo sceglie di esserlo e non c’è la trasformazione immediata da essere normale a supercattivo con superpoteri.

    • rag.

      Non ci avevo pensato, ma approvo il collegamento.
      E a proposito di Smetto Quando Voglio, un’altra cosa che non mi è piaciuta di questo Spiderman è che non mi ha fatto ridere. Non nel senso che un film di supereroi debba per forza far ridere, anzi; ma anche nelle scene che dovevano essere divertenti, non ho sorriso manco un po’. Ma mi sta venendo il dubbio di averlo visto in un mio momento disfattista, a sto punto.

  32. Anonimo

    ….la lezione di coerenza l ‘ha data lei quando parla di sessimo e razzismo e paragona la zia may dei fumetti a una nonna del sud italia…

    si legga l’ultima caccia di kraven o il bambino dentro e poi magari parliamo dei piangina della fedeltà a oltranza ai fumetti.

    dopo lo scempio della trilogia di superman oops spiderman di raimi e maguire e i buchi di sceneggiatura dello spiderman di garfield, nel vedere, adesso, uno spiderman bimbo minkia magari sempre quel piangnina della fedeltà a oltranza ai fumetti magari si sara’ pure rotto i coglioni…..

  33. Michael Gnaglas

    Non l’ho ancora visto, ma come gia’ detto sotto da altri, non si capisce questa corsa al paragone con l’altro Spidey di Raimi. Ci sono in mezzo anni e idee e tecnologie diverse. Allo stesso modo allora dovremmo giudicare il prox Batman paragonandolo a quelli di Burton e Nolan, o Superman di adesso con quello di Reeves? Poi in base a cosa ? Lo Spidey di Raimi fu un successone e un apripista ai film in costume. Questo esce dopo millemila film di supereroi e dopo la comparsata in Civil War all’interno di un filone cinematografico gia’ definito. Come fare a paragonarli in modo obbiettivo ? Secondo me non si puo’. A me piacquero tutti e 3 gli Spidey di Raimi, anche in virtu’ di un’eta’ diversa, ho guardato incuriosito ma per niente sorpreso quelli con Garfield e ora guardero’ questo nuovo che sembra simpatico. Ma non si possono paragonare perche’, secondo me, mancano dei metri di paragone certi e univoci. Solo il gusto personale che ripeto, deve considerare anche l’eta’ dello spettatore e le possibilita’ che offrono le tecnologie nel momento. Soprattutto, al di la’ del protagonista, cio’ che innalza di molto il livello di un film di supereroi e’ il CATTIVO. Se azzecchi un gran cattivo il livello del film si alza, allo stesso modo se lo toppi, penso a Bane, anche un ottimo film risulta come un ” vorrei ma non posso”.

  34. X-meh

    Visto oggi. Il cattivo non è così azzeccato e con la nuova maschera sembra piupiuttosto un episodio de “il giovane iron man”.Mi sono divertito ma fra due settimane l’ho rimosso

  35. x-meh

    Ripensandoci, in realtà il cattivo non mi ha fatto impazzire e penalizza il film. SPOiileR SPOIlEr più o meno. Alla fine è un tizio che vende armi fortissime a non meglio determinati “criminali”, di cui l’unico palese è piuttosto impacciato. e fa questo perché tiene famiglia…chi lo dice poi alla moglie. Contro Spider-Man non ha molto, se non che gli mette talvolta i bastoni tra le ruote. scontro finale SM cattivo, brutto e poco divertente

  36. Ingram Bergman

    “L’unico appunto che gli si può fare di essere poco spontaneo. Scritto da mezza dozzina di persone e diretto da un robot, costruito scientificamente”.

    Esatto. E se davvero pensate che non esistano più le zie May come quella “classica” e sia “ormai impossibile che un nerd sia senza amici” siete come la Marvel di oggi: avete una visione della realtà ormai derivativa dai media già esistenti. La prima Marvel seppe invece vedere la realtà di prima mano. Sesso ne ho fatto ;-)

  37. qualcuno ha già detto

    ZIA toMAY

    ?

  38. Oliver Die Hardy

    Visto il film, piaciuto al punto da decidere se mi entra secondo in classifica delle meglio Marvellate (al primo restano i Procioni, non si toccano i procioni!).
    La colonna sonora, ending sopratutto, mi entra invece dritta al primo posto (non si toccano i Ramoni!).

    Unico difetto, se si può chiamare tale, quello che capita in tutti i film di “pigiamoni” in cui il cattivo non è un pupazzo appiccicato alla trama: vorresti vedere solo lui.

    L’avvoltoio, dalla “grafica” alla fotografia che gli dedicano (la sua sequenza di atterraggio era praticamente la versione steampunk e quindi decisamente più figa di quelle di Iron Man) fino all’interpretazione di Keaton e alla intuizione (magistrale) della giacchetta da aviatore con collo in pelliccia si fa il film praticamente da solo.

    Ringraziamenti poi agli sceneggiatori per averci risparmiato il “gustoso gioco degli equivoci” quando i due avversari si incontrano “in RL”. Poche storie e via al confronto.

    Film fatto come andava fatto.

  39. Spiderpork

    Film carino ma me lo sarò già dimenticato tra una settimana come tutti i film marvel.
    Nei film di Spiderman, ma proprio tutti. Non sopporto il fatto che in uno scenario metropolitano come new york in cui orbitano mille mila persone tutta la storia gira attorno a 3 o 4 persone. Nel primo il supercattivo è anche casualmente il padre del miglior amico di peter. Che ovviamente rapisce per caso la morosa del figlio che casualmente è l’ammore di peter. Nel secondo mj si deve mettere assieme proprio al figlio del capo di peter. Nel terzo l’uomo sabbia ha contribuito alla morte dello zio di peter. Nel primo del reboot il padre della squinzia è quello che da la caccia a spiderman. Il secondo non l’ho visto. In home coming il villan è il padre della tipa che piace a peter. Cioè ok tutto ma solo nei film di spiderman queste coincidenze sembrano oltremodo forzate

  40. Landis Buzzanca

    ottime notizie, e bellissima recensione.
    (segnalo un piccolo typo – forse freudiano? “mata-film”)

    non ho ancora visto il film, ma dagli screen di spidey “fully costumato” e dalla descrizione dell’approccio ironico/scanzonato mi chiedo: qualche influenza di Deadpool (the movie) anche qui?

  41. Rocky Escobar

    Visto e divertito pure ma…sostanzialmente è na roba dimenticabile, infantile e a tratti pareva di vedere le avventure di Iron Boy (dai su mica è Spiderman quello…pure l’IA nel costume!) con a tratti la forte sensazione fosse no spin off di Avengers

    e poi se non mi citi manco zio Ben fai capire che sto ragazzo fa il supereroe solo perchè fa figo/ha visto gli Avengers (insomma manca di motivazione)

    Il secondo di Raimi lo nuclearizza sotto tutti i punti di vista (escluso Holland, piaciuto molto…in quanto Pietro Parcheggiatore, non come spiderman)

    fantastico l’avvoltoio

    ottima la colonna sonora

    • Ma voi andate a vedere film che non vi interessano solo per poi venire a fare gli espertoni su questo sito?
      A volte traspare questo.

  42. S.:.

    Ma non è meglio scrivere dei personaggi nuovi piuttosto che fare il race/gender switch di personaggi già esistenti?
    Bah.

  43. Axel Folle

    Comunque qualcuno ha provato a rivedere di recente il terzo SM di Raimi? io son rimasto stupito perché come tutti mi ricordavo la peggio merda e sorprendentemente seppure due o tre spanne sotto i primi due e con degli evidenti difetti dovuti principalmente alla troppa carne al fuoco è un film fico.

  44. Akmeno

    Sono un marvelzombie over 50 e ho molto apprezzato questo nuovo spidey in salsa teen movie stile Hghes reinterpretato e attualizzato e con il migliore cattivo dell’ MCU.
    Quanto è stato scritto nei fumetti per tutti questi anni ha costruito un personaggio che è altro ma del quale questo Spiderman è una perfetta evoluzione. E se non piace basta non vederlo.

    • Anonimo

      e se non lo vedi come fai a sapere che non ti piace?

    • Presente quelli che dicono “bellino sì, ma tra una settimana l’ho rimosso”?
      Ecco, braccia levate all’agricoltura.

      Cioè vai a vedere un film Marvel, cosa ti aspetti??

    • Anonimo

      mi aspetterei non dico la trilogia di nolan con batman ma qualcosa di simile.
      lo so sono un illuso ma sognare non costa niente…..

  45. GGJJ

    Allora, finalmente l’ho visto e sono sostanzialmente d’accordo con la recensione ma secondo me ci sono almeno un paio di punti di attenzione: il primo è il fatto che comunque ci sono dei momenti nei quali il ritmo cala vertiginosamente e ci si annoia un pò, il che per un film del genere è un problema. Purtroppo sembra quasi che ormai sia necessario per legge che i blockbuster debbano durare ALMENO due ore. Questo ne dura quasi due e un quarto, e con mezz’ora di meno sarebbe stato perfetto.

    Secondo (e speculare al primo): se è tutto vero quello che si è scritto sull’azzeccatissimo cattivo, è anche vero che è stato sfruttato poco e male. Se proprio bisognava fare un film “lungo”, allora usiamo il tempo in più per approfondire Toomes, le sue motivazioni e la sua etica, entrambe in realtà appena accennate, per quanto il poco che si vede ingolosisca.

    Poi per carità, è anche vero tutto quello che di buono si è scritto, il film è carino è godibile e riesce anche ad utilizzare il giusto Tony Stark. Però poteva essere meglio.

  46. Al Bacino

    Vi di ragione su tutto tranne che su una cosa: Mary Jane Watson DEVE essere una ROSSA sexy che automaticamente attrae ogni pisello nell arco di 3 km

  47. Axel Folle

    Solito discorso, se di partenza non si è avvezzi al MCU lasciate perdere, il succo è sempre quello, in caso contrario uno sguardo datelo che all’interno dell’universo Marvel, SpidyHome si piazza nella fila dei film meritevoli. Quelli di Raimi piaccia o no sono altra roba, hanno un’idea di cinema che questa roba non ha, oltre a raccontare la crescita e il mito con una narrazione che veramente ha pochi eguali nel suo genere, c’è poco da discuterne, li c’è un’idea di iconicità che sta roba non la vede manco col binocolo. Però è sufficientemente divertente, ha qualche scena d’azione dignitosa e Keaton buca lo schermo pure con un personaggio che offre poco agio nella costruzione della personalità. Te lo dimentichi appena le luci si accendono però nelle sue due ore scorre bene e tutte le volte che sembra si stia un po arenando prende lo slancio e riparte. Un tassello più che dignitoso in questo mosaico che è il MCU.

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