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Tema: il mio Stephen King preferito al cinema – Cimitero vivente

Stephen King al cinema è partito alla grande, grazie a Carrie di Brian DePalma.
Poi c’è stato Le notti di Salem in tv, per la regia di Tobe Hooper, e poi Shining, di Stanley Kubrick: un picco incredibile per chiunque, ma non per King. C’è bisogno di spiegare perché? È un film che in ogni fotogramma ha un watermark grosso così con scritto “del tuo libro non me ne frega un cazzo, ma grazie per lo scheletro narrativo e per la pubblicità”. E dire che “lo tradisce” è poco: cambia proprio sport. Chi è che sarebbe contento?
Succedono di conseguenza due cose: da una parte Hollywood decide che il nome di King è un’attrattiva sufficiente per investire in quel tipo di progetti medio-piccoli in cui il suo nome diventa il principale traino promozionale; dall’altra Stephen urla “vaffanculo” e decide di mettere un piede in prima persona nel mondo del cinema e, quando può, iniziare a scriversi e riadattarsi le sceneggiature da solo.
Sapete in generale com’è andata: o ci si metteva un grande autore, o veniva una cazzatella.
Qui è dove ammetto che sto per imbrogliare anch’io sul concetto della rubrica.
Il mio King preferito al cinema è Creepshow, che però non è trasposizione bensì sceneggiatura originale.
Scendendo, non posso certo ripudiare classiconi enormi come Carrie o Christine. E per motivi incontrollabili riguardo spessissimo anche Brivido, che il Re decise non solo di riadattarsi ma pure di dirigersi da solo, mossa che oggi rinnega e attribuisce al suo picco di arroganza/intossicazione (successe un po’ a tutti negli 80s). L’ultima volta che l’ho visto ho deciso che gli ingredienti del mio apprezzamento erano scientificamente così suddivisi: 60% le musiche interamente affidate agli AC/DC, 30% l’incipit clamoroso sul ponte che si apre con tutte le auto sopra, 10% l’ambientazione, un pelo diversa dal solito, fra classici buzzurri da autogrill.
Ma Cimitero Vivente fu la prima trasposizione da King ad essere diretta da uno sconosciuto e a non essere terribile, a non essere nemmeno soltanto passabile, ma ad essere proprio una bomba.
E fu diretto da una DONNA (questa l’ho scritta solo per spaventarvi) (però è vero).

ffffff… fffFFFFFfffff…

Cimitero vivente parla di quanto a volte sia fottutamente difficile accettare il concetto di morte, e l’ostinazione e la violenza con cui lo fa è il suo punto di forza.
Cimitero vivente ha spesso il piglio dell’horror mainstream qualunque: in Louis e Rachel Creed (Dale Midkiff e Denise Crosby) trova la più classica delle coppie americane televisive che trasloca nel solito paesino kinghiano dove fanno la conoscenza di un vicino amichevole ma losco (Fred Gwynn dei Munsters) che, in lingua originale, parla con un accento buzzurro impossibile.
E lentamente l’atmosfera si fa sempre più oscura, con Louis, medico, che non riesce a salvare un ragazzo in sala operatoria e ne viene perseguitato dal fantasma. Poi muore il gatto di famiglia e il vicino losco, con mossa super-losca, convince il nostro protagonista a seppellirlo nel vicino cimitero indiano.
E il gatto ritorna in vita. Ma non è più esattamente in se stesso.
È questa la bellezza di Cimitero vivente: ti fa abituare a un ritmo da classico horror mainstream innocuo, con le insipide apparizioni del fantasma a cronacare la lenta discesa all’inferno di Louis ma anche a far credere allo spettatore che tutto prosegua secondo binari classici, poi inizia a tirare colpi sotto la cintura, specialmente nel terribile racconto in flashback di Rachel alle prese con la sorella in agonia.
Quando a trovare una fine prematura è il figlio di due anni dei Creed, finalmente la trama ingrana sul serio. Momento dell’impatto a parte, la costruzione della sequenza è di quelle che vogliono essere sicure che tu ne senta tutto il peso.
Stephen King appare in prima persona nel ruolo del prete che celebra il funerale, e da qui l’escalation verso l’inferno si fa implacabile. L’elaborazione del lutto è sempre più opprimente e urlata sadicamente in faccia, e coinvolge tutti i personaggi: il bello di Cimitero vivente è che può permettersi di fare avanzare la trama a piccoli passi, perché trova comunque orrore e pesantezza fra le righe di ogni situazione, dettagliando con calma le conseguenze di ogni svolta.
Quando Louis decide molto ovviamente di seppellire il figlio nel cimitero degli animali per riportarlo in vita, nonostante persino i fantasmi glielo sconsigliassero, il film prepara il suo finale pirotecnico in cui a un attore bambino di due anni viene chiesto di interpretare un killer armato e pericoloso e riesce ad essere tutt’altro che ridicolo.
Vidi il film a 11 anni e fu una di quelle storie che rimase con me per diversi giorni: oggi, devo ammetterlo, non ha perso un grammo.

DVD-quote:

“Sono d’accordo coi Ramones”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: un pensiero a Miko Hughes, il piccolo killer che, grazie a una sapiente alternanza di primi piani ben organizzati e controfigure, fa un lavoro memorabile. La performance lo fece diventare il minorenne più pagato del momento dopo Macaulay Culkin, e in seguito si fece notare in Un poliziotto alle elementari, Nightmare: Nuovo Incubo e Codice Mercury a fianco di Bruce Willis. Oggi lavora ancora, ma non è più esattamente sulla cresta dell’onda.

P.S. 2: Mary Lambert, che aveva ottenuto il lavoro grazie ai suoi video leggendari per Madonna, al cinema non ha più fatto nient’altro di rilevante e la si è rivista di recente al timone di Mega Python vs Gatoroid

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38 Commenti

  1. GGJJ

    Intanto sono molto contento di essere arrivato 1!!

    Detto questo è vero, il film è una bomba e regge il confronto, come suggerisce giustamente la recensione, anche con quelli tratti da libri di King da registi ben più celebri. Ma secondo me la cosa è dovuta alla congiunzione cosmica e forse irripetibile di più fattori. Innanzitutto il libro E’ una bomba. Forse non è il più bello di King ma, a parer mio, è in assoluto quello che mette più paura, anche perchè è un espressione del King per certi versi migliore, quello nichilista e privo di speranza. Uno dei problemi del Re, come detto in altra sede, è spesso la gestione del finale. Una volta che ti togli l’obbligo del “lieto fine” puoi andare a palla (motivo per il quale il finale di “The Mist” film è meglio di quello di”The Mist” libro peraltro”). Poi il libro è breve per essere un romanzo, quindi può essere trasformato in film senza perdere troppo. E poi evidentemente per quanto sconosciuta questa Lambert il talento ce l’aveva, chissà perchè non ha più lavorato.

    E poi… RAMONES!!!!!
    Echeccazzo!!!

    • Ha lavorato, il problema e’ che fece Cimitero Vivente 2 che floppo’ per direttissima, e da li’ in poi non ha piu’ avuto occasioni di particolare rilievo.

    • GGJJ

      Mi sa che Cimitero Vivente 2 doveva essere una cazzata micidiale…io non l’ho visto.

    • Jack Brutton

      Una volta fatta pace con il fatto che la Lambert non aveva un gran voglia di dirigerlo e assodato che lo/gli sceneggiatori non avevano trovato miglior espediente che estrarre dal bussolotto situazioni del primo capito per riproporle cammuffate secondo me non era poi cosi’ male, aveva i suoi momenti (pochi) e un buon ritmo… è il fratello scemo ma simpatico del primo film.
      La colonna sonora, per me da pollice alto, rischierava i Ramones (Poison Heart) a cui aggiungeva Jesus and Mary Chain, Miranda Sex Garden e L7!

    • IoMeMedesimo

      Capita, fai una cosa bella nella vita, e quella rimane l’unica che ti riesce.

    • GGJJ

      Come i The Knack con “My Sharona”

    • Sylvester Starnone

      Ti voglio bene, GGJJ.
      Aspettavo questo giorno da un po’, sui 400 calci. Nota biografica di cui non ve ne frega una mazza: sono diventato padre da poco, e cazzo se lo capisco, Louis. E’ un libro incredibile, pet cemetery. E la Lambert ha fatto molto meglio di Kubrick, per certi versi.

  2. Past

    ricordi sparsi:

    la sorella malata che corre verso la camera…

    il tipo che si butta nella casa infuocata…

    il gattaccio incazzoso…

    la caviglia recisa…

    i ramones con quella canzone lì…

    il bambino perfido, che comunque alla fine cadendo sbatte la testonila e comunque non puoi non preoccuparti…

    FILMONE!

  3. Maxnataeleale

    Recupero al volo

  4. Poisoned Ivy

    Concordo in toto con chi sopra. Non il film migliore tratto da King, non il libro migliore, ma l’ho letto età adolescenziale (qualcosa tra i 14 e i 17 anni, non ricordo), RIGOROSAMENTE solo di giorno e mai da sola in casa perché avevo PAURA ma paura quella vera che io boh.

    Il film è un piacevole ricordo che se becco in TV nelle varie notti horror non manco mai di vedere (il libro no, non ho ancora avuto il coraggio).

  5. Stan Lee Donen

    Grande rece. Il libro è, di tutti quelli di King che ho letto, cioè tutti a parte il ciclo della Torre Nera, l’unico, l’UNICO, che non ho mai letto perchè mi ha terrorizzato troppo la prima volta. Che poi, terrore forse non è la parola giusta. Totale e cosmica assenza di luce. Un baratro che si avvicina inesorabile. Nessuna speranza.
    Il film mi piacque meno, la botta del libro era troppo grossa e troppo fresca, anche se poi l’ho rivalutato parecchio.

  6. Stan Lee Donen

    Scusate, l’unico che non ho mai RILETTO.

  7. Steven Senegal

    visto solo una volta tipo a 9-10 anni e madonna che ansia la tizia malata. Però ricordo distintamente che mi interrogai sul quanto fosse giusta la roba di riportare in vita quella piccola criatura e anche se ovviamente non avevo strumenti etici o morali vista l’età e comunque mi sembrò na cazzata incredibile. Poi per fortuna cresci e diventi un cinico de merda però ecco tò un pregio che di sicuro aveva se a 9 anni uno si fa le paranoie su sta cosa

  8. Brainiac

    Visto a 10 anni.. giá dal trailer il padre che urlava: “che coasa hai fattooo” mi gasava abbestia, ma fu in sala che fui traviato definitivamente. Il finale ancora mi commuove quando il bamboccio si finge buono, mi sale una pezza non indifferente. Il libro è straziante.

  9. Jack Brutton

    Visto in sala alla fine degli ’80 divento’ istantaneamente una delle mie trasposizioni preferite di King e mi rovino’ 2/3 notti successive alla visione, da quel giorno ho letto il romanzo un paio di volte e ho rivisto il film in diverse occasioni prima in VHS e poi in DVD fino a qualche anno fa, dopo essere diventato padre non ho piu’ avuto il coraggio di rivederlo, il DVD è su una mensola in salotto, non l’ho dimenticato ma non mi sento di rituffarmi nella disperata storia dei Creed

  10. IoMeMedesimo

    Mi sa che dovrò recuperare sia il libro che il film il quale, in effetti, mi sembra di aver visto anch’io da bimbo.

  11. GGJJ

    Tornando sull’argomento del King pessimista e oscuro, non a caso considero il suo miglior libro recente “Revival”, ovvero “non solo questa vita fa schifo, ma l’aldilà è peggio”.

    Vedremo se, come si dice, riusciranno a fare il film cosa ne verrà fuori.

  12. AnnaMagnanima

    anche a me piaceva tantissimo! avevo la videocassetta ma non serviva perchè lo rifacevano sempre a notte horror <3

  13. Cpt. Impallo

    Film della madonna, il libro anche di più, fra i migliori e più sottovalutati di King

  14. Spero che prima o poi in questi temi appaiono: Cujo, Cat’s Eye e La metà oscura…che sono da rivalutare..

  15. Anonimo

    E dire che quel libro King non lo avrebbe voluto pubblicare perché troppo macabro, ma dovette farlo perché doveva consegnare un romazo ( non ricordo il motivo, forse per una questione di cambio di editore). Ricordo che lo lessi 20 anni fa e non riuscii a dormire per parecchie notti..e la parte più spaventosa del film è la mano di Cage che esce dalla bara quando Louis e lo suocero litigano il giorno del funerale e fanno cadere la bara…agghiacciante.

  16. Tizio di passaggio

    Il film fa il suo dovere,ma il libro per me è stato qualcosa di terrificante.Ho ancora i brividi pensando al tragitto nel bosco che fa il padre mentre porta il cadavere del figlio al cimitero indiano,parte che nel film viene quasi completamente omessa.Me la faccio addosso solo a pensarci.

  17. Marlon Brandon

    Ecco sul film dite tutto voi e’ sicuramente tra I piu’ riusciti. Mi devo pero’ cospargere il capo di cenere perche’ il libro non l’ho letto e a quanto pare ho fatto una cacchiata se e’ vero che e’ tra I piu’ macabri…recupero

  18. Sylvester Starnone

    La cosa che più mi è piaciuta del libro, che il film fatica un po’ a rendere (anche perché è molto difficile via della differenza di linguaggio) è quel tarlo lento ed inesorabile, quel character arc abbastanza tipico di King (così palesemente omesso nello shining di Kubrick), quella progressione della storia personale di Louis Creed, devastato del dolore, che lo rende aperto ad una scelta agghiacciante. Sempre stato uno dei miei libri preferiti. C’è una cosa analoga ne “Un ragazzo sveglio”, secondo capitolo di quel capolavoro pazzesco che è Stagioni Diverse, quando un college boy si corrompe poco a poco. Ecco, la corruzione, è il punto.

  19. Mi spiace dover offrire un off-topic (anzi, due), ma purtroppo non ho altro modo per segnalarvi queste due cose:
    1) il menù del sito non è accessibile sugli smartphone in quanto è sotto al link “Crea un sito con Altervista”. Quindi, se c’è una funzione di ricerca, non è accessibile per me.
    2) Quand’è che recensirete (se non l’avete ancora recensito) Dead Snow ė Dead Snow 2? Mi piace l’Islanda, ed è bello vedere degli zombi nazi all’opera lì.

  20. Chayton.1

    Ho letto il libro una volta e mezza.
    La seconda non sono riuscito ad andar olttre l’incidente del piccolo Creed.
    Ricordo molto bene il film, che funziona alla grande fino a che entra in scena il bamboccio killer, credibile manco per il cazzo, che rovina del tutto la seconda parte.
    Finale da urlo, però, con la slinguata tra marito moglie morta col cervello marcio che le cola dalla testa, accompagnata dagli immortali (loro sì) RAMONES.

  21. Pitch f. H.

    Lessi il romanzo da bambino. In quella tipica fase della vita in cui hai l’immaginazione a mille, ben oltre il consentito. E mi fece gagare addosso.

    Quando: “Oz il gvande e tevvibile”, che durante il libro appare solo come un tormentone della sorella, senza alcun significato particolare —– ok, non conoscevo ancora la pistola di Cechov—– ho scoperto essere il titolo di un INTERO CAPITOLO ho interrotto la lettura del libro per almeno due giorni.

    Il film, visto anni dopo, l’ho trovato molto meno inquietante del libro. Ma riconosco che il limite è mio, non del film in sé, invero validissimo.

  22. JAMES VAN NOKER

    E chi se lo scorda?!! di quando l’estate a notte horror (quella vera su italia 1, non la cagata di oggi!) mi chiudevo da solo in casa a 6 anni per vedere film che i miei non volevano che vedessi… magari qualche notte insolitamente fresca, dopo aver piovuto ad agosto, e i miei nonni che andavano a letto alle 22:30 con la sigla del festival bar “what is love”, e io contento ed euforico mi sfregavo le mani per l’imminente inizio della nottata horror… che bei ricordi!! sicuramente e ancora oggi direi, uno dei film più spaventosi / inquietanti tratti da king degli anni 90 e non. lo rivedo ogni tanto e sempre mi vengono i brividi alla scena della sorella deformata della protagonista o quando quel cavolo di bambino comincia a urlare e gemere nel finale muovendosi come una bambola.. e quel dannato gatto!! E poi la pelle d’oca quando Louis urla come un pazzo alla vista del figlio investito!!
    p.s. Anche io sto per diventare padre… chissà se lo rivedrò ancora…???
    un saluto a tutti

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