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Arti marziane: la recensione di Beyond Skyline

Di menare alieni.

Nel 2010 esce Skyline, un film che ci fa abbastanza cagare. Poi, nel 2011, esce The Raid. Un film che è una turbofigata, non v’è bisogno di ribadirlo soprattutto se seguite da tempo queste pagine. Skyline e The Raid sono due film molto diversi. Il che è un eufemismo: diciamo piuttosto che, se avessimo tante parole per definire un film quante ne hanno gli eschimesi per la neve, Skyline e The Raid sarebbero chiamati in modi molto diversi. Tipo “una merda” e “la cosa migliore che sia capitata al cinema dai tempi dei Lumière”, una roba del genere.

Ora, se effettivamente stiamo parlando di due galassie di cinema così distanti, perché mai le abbiamo associate nel nostro sfavillante paragrafo introduttivo? Perché Beyond Skyline le unisce incredibilmente in una soluzione unica capace di destare l’interesse di due fette di pubblico così diverse. Una fetta è quella del “basta che c’è i alieni” e l’altra è quella del “fottesega dei alieni, datemi Iko Uwais”. Beyond Skyline è uno di quei casi di sequel che nasce perché un film americano è andato meglio all’estero di quanto abbia fatto in patria: costato 10 milioni di dollari, di cui la maggior parte è andata negli ottimi effetti speciali (e, come ci spiega Nanni nella sua recensione, praticamente non c’era altro per cui vedere il film), negli Stati Uniti ne ha incassati 21, ma sommando gli incassi internazionali si arriva a più di 66 milioni, sei volte il budget. Non male per uno scherzetto che i fratelli Strause, autori di effetti speciali di roba tipo 2012, Avatar e The Avengers, nonché registi dell’orribile Aliens vs. Predator 2, si sono diretti nel tinello di casa copiaincollando delle astronavone fuori dalla finestra.

“Sono Yayan Ruhian e non mi suggerai mai u ciavvielle!”

Così Gran Bretagna, Cina, Canada, Indonesia, Singapore e USA ci hanno messo dei soldi insieme per confezionare un seguito prodotto dai fratelli Scrausi e diretto da Liam O’Donnell, che sembra il nome di un attore anni ’90 ma che invece è quello dello sceneggiatore dell’originale. O’Donnell scrive anche qui e debutta alla regia, facendo un lavoro tutto sommato dignitoso. Ovviamente la co-produzione internazionale richiede che la sceneggiatura faccia un doppio salto carpiato per includere personaggi occidentali e orientali e così O’Donnell si inventa di ripartire dallo stesso giorno dell’invasione del primo film e mostrarci la flottiglia aliena mentre, dopo aver rapito una marea di poveri cristi a Los Angeles (tra cui c’è anche Huggy Bear di Starsky & Hutch) per succhiare loro u ciavvielle, si sposta tranquillamente verso l’estremo oriente per fare lo stesso. Scegliendo, boh, a caso il Laos, che in realtà è l’Indonesia ma vabbè, non stiamo a sottilizzare, si assomigliano tutti da quelle parti.

Così a Los Angeles rapiscono Frank Grillo, che si ritrova nell’astronavona insieme al figlio adolescente ribelle because traumi passati non meglio identificati (un tocco interessante che dà spessore ai personaggi senza infastidire). Chiaramente Frankie “The Cricket” è uno sbirro badass che non ha alcuna intenzione di farsi suggere u ciavvielle dagli alieni del cazzo e così inizia ad aprire il fuoco a caso su qualsiasi cosa si muova, attraversando i ben poco salubri ambienti di una tipica astronave aliena di quelle zozze, piene di membrane e liquami e portelli biomeccanici che sembrano le uova di Alien. Popolata dagli alienoni in armatura che abbiamo visto anche nell’originale. A un certo punto incontra anche due dei protagonisti del primo film (interpretati però da attori diversi) e vediamo un flashback che ci ricollega a quello. Nel mezzo, Frankie cerca di salvare ripetutamente la vita a quel coglione di suo figlio che è quasi sicuramente uno dei personaggi più fottutamente maldestri che io abbia mai visto in un film di fantascienza.

Dove l’ho già visto questo?

Poi l’astronavona arriva in Laos e lì ci troviamo Iko Uwais, che è un gangster che produce la troca ma è anche parte di un movimento di resistenza contro gli alieni letteralmente underground, nel senso che si nascondono nei sotterranei di un antico tempio (il Prambanan di Giava) insieme al Token White Guy di turno (Callan Mulvey). A quel punto, sbuca anche Yayan Ruhian perché si sa, non puoi avere uno senza l’altro. È un contratto firmato col sangue, mica quelle robe da manager fighetti in giacca e cravatta in un ufficio al trentesimo piano di un palazzo di vetro e acciaio. È per la vita.

Va detto che Mad Dog appare per pochissimo, il suo personaggio è ridicolo (è uno sbirro che dà la caccia ai produttori della troca e viene messo subito in cella da Iko), ma la sua funzione la svolge bene al momento giusto. La funzione, non c’è manco bisogno di dirlo, è quella di essere liberato a un certo punto dalla cella PERCHÉ SÌ e di menare le mani e i piedi contro gli alieni biomeccanici insieme al fido Iko. La battaglia finale li piazza proprio al centro dell’azione e li fa combattere a mani nude contro dei mostri robotici. È tutto talmente un enorme maccosa nato dall’amore incondizionato per The Raid – ci sono perfino gli stessi effettini sonori pak pak quando Iko e Yayan colpiscono gli avversari – da essere commovente. I più attenti noteranno anche che Grillo avrebbe dovuto essere il protagonista del remake americano di The Raid e si chiederanno se il fatto che qui divida lo schermo con Iko Uwais sia un caso o meno. Io propenderei per la prima ipotesi, però è comunque fico vederli combattere insieme, roba da dover tagliare il carisma col machete.

Hai Iko Uwais. E che non ce lo metti un bel combattimento nel fango?

Oh, chiariamo una cosa: Beyond Skyline è un’enorme puttanata con una trama tenuta insieme con lo sputo. Non inventa un cazzo, gli effetti speciali passano dal molto bello al mediamente brutto nell’arco di una stessa scena e brillano davvero quando gli alieni sono realizzati con effetti pratici, ma la CGI non sempre è all’altezza. Però l’impegno c’è e, nonostante il budget sia decisamente inferiore rispetto a un blockbuster americano, il risultato è più che dignitoso. Sono tutti estremamente convinti di essere fighi e questa arroganza paga alla grande in termini di divertimento. E, soprattutto, non essendo una vera produzione americana si è andati allegramente verso un R-rating che alza il livello di violenza e permette a Iko e Yayan di darci dentro liberamente. O’Donnell non è Gareth Evans, ma per lo meno non si nasconde e non monta eccessivamente i combattimenti, lasciando spazio agli ARTISTI e fidandosi di loro.

Beyond Skyline è la prova definitiva del fatto che qualsiasi saga, anche la più inutile, non possa che essere migliorata se ci aggiungi pugni e calci in fazza.

DVD-quote:

“Ogni cosa migliora, se ci aggiungi i calci in fazza”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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16 Commenti

  1. Djenco Unchained

    Grazie di avermi allietato il lunedì mattina, su Mad Dog e U CIAVVIELLE son morto :) Questo è un mash-up mindfuck che non posso non vedere, ma sapete per caso qualcosa sull’uscita italiana?

  2. Direi che concordo al 100%.

    Visto l’altro giorno, neanche sapendo fosse un sequel, e infatti la scena del flashback non l’avevo capita, ma va beh, non e’ esattamente un film che segui per la trama e l’avevo anche dimenticata tre secondi dopo averla vista.

    Visto per la presenza dell’unico Grillo per cui mi direi grillino. Il buon Frank, quando protagonista, ormai mi pare una garanzia di buona vecchia serie B, di film dignitosi e divertenti. Il B-Man dei 10s: rispetto.

    Bella sorpresa quando poi nei titoli di testa ho visto spuntare i nomi dei tizi di “The Raid”.

  3. Steven Senegal

    ancora mi manca ma già da quando ne uscirono le prime news nella mia cricca approvammo l’insensatezza del progetto. Avessi un botto di soldi, resistito alla tentazione di giocarmeli, metterei in piedi una roba tipo il MCU con tutta una serie di crossover tra icone dtv serie b underground rated r. Vi siete presi tutto, avete relegato il Cinema che piace a noi a una nicchia sanguinolenta? il sogno bagnato sarebbe un avengers della violenza, un expendables di grillo, adkins, indonesiani denutriti e gente che fa showreel su youtube

  4. vergate sul membro

    a occhio e croce mi sembra cowboy e aliens in salsa ninja, e non voleva essere un complimento…

  5. Past

    progetto che seguo fin dall’annuncio visto il casta pazzesco che ha messo in piedi, poi questo e l’ultimo death race sono tra i possibili “cult-calciabili” di questa annata, contento che il primo sia andato per il verso giusto.

    p.s.

    vero, avp 2 film brutto, scurissimo, ma quanto spaccavano il wolf predator e il predalien…?

  6. aaaaa

    “Dove l’ho già visto questo?”

    Esplorando il corpo umano, la puntata del cuore?

  7. Pasf

    la cosa migliore sono i bloopers finali, peccato per il fight grillo-uwais interrotto sul più bello…

  8. Shu-Shá

    Ok, però in un film con Iko Uwais e compagnia calciante non puoi ridurmi le botte a un duello interrotto subito e una rissa finale, con in mezzo non dico IL MALE o LA NOIA, però nemmeno Brian Del Palma ecco.

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