Crea sito

Black Panther being Black Panther

Vi ricordate il caso Get Out? Con la mia puntuale recensione, che metteva ovviamente al centro la questione politica sollevata dal film, ho fatto innervosire qualche ragazzotto dal fare arrogante che si è poi lanciato anche in insultini e minaccette. Com’è andata a finire poi? Che Get Out, horror modesto da 4 milioni e mezzo di dollari, è tra i nove titoli candidati alla statuetta come Miglior Film. Mah, potrei sbagliarmi, eh? Ma mi sento di poter dire che è tra quei nove perché il tema trattato è particolarmente sentito negli Stati Uniti. Poi, a noi va benissimo, eh? Pensate la soddisfazione di vedere 1) un horror agli Oscar 2) Jason Blum in smoking al Dolby Theatre il prossimo 4 marzo, ma se non fosse stato per quello, per il dibattito e per le reazioni che ha suscitato in America, dubito sarebbe al fianco di titoli come Phantom Thread o The Darkest Hour. Succederà lo stesso anche con Black Panther? Avremo finalmente un film action coi supereroi in calzamaglia candidato? Chi può dirlo, amici cari. Nel frattempo su Rotten Tomatoes, dopo il primo weekend di programmazione, siamo al 97% e in giro si sente spesso la frase: “miglior film Marvel senza se e senza ma”. Uhmmmmmmm. Siamo sicuri?

Mezz’oretta buona la passa qui

L’arrivo in sala del film solista del regnante di Wakanda, T’Challa, Black Panther, il primo supereroe nero, africano, dell’universo Marvel si porta appresso una serie di implicazioni che sarebbe stupido ignorare. Black Panther, diretto da Ryan Coogler, uno che prima di gasarci abbestia con Creed ha esordito con Fruitvale Station, un film denuncia sull’assassinio da parte di due poliziotti di Oscar Grant, delinquentello nero e disarmato, viene letto dalla critica e dal pubblico prima di tutto come un film politico. Tra le varie recensioni che ho letto in giro, la più chiara in questo senso mi sembra essere quella a firma di Eli Glassener di CBC News:

“Black Panther isn’t a film about battling a giant robot or chasing magic stones. Instead, it explores issues of power and privilege, taking us inside a country torn apart by questions about whether to share its riches”.

Capito, brutti babbi? Basta con film stupidini con della gente che cerca un cubetto di Ergospalmatron! E arrivato il momento di parlare di Potere e Privilegi! Dubbi etici, domande scomode! Insomma, raga: POLITICA. E allora andiamo a vedere cosa dice di politico Black Panther.

Scenderemo nelle Strade

Dopo un prologo in cui ci viene spiegato che il Vibranio bla bla bla, e che quindi Wakanda è lo stato più figo del mondo ma per rimanere tale deve rimanere segreto, il film si apre nel 1992, l’anno dei Los Angeles Riots. Siamo in un campetto da basket, ai piedi di un project nella periferia di Oakland. Mentre mi torna in mente la sigla italiana di Mr. Cooper penso: “Soccia, la tocchiamo piano…”. In un appartamento pieno di teli africani, di quelli che i tuoi hanno comprato al Club Méditerranée di Agadir nell’estate pazza del 1982, ci sono due regaz neri che si stanno armando per scendere in strada e unirsi alle proteste. Bussano alla porta. I regaz nascondono le armi dietro i teli del Club Med per poi aprire. Entrano due bellissime guerriere africane con tanto di lancia in mano. Sono le ambasciatrici del Maccosa, di T’Chaka, il Re di Wakanda, la Pantera Nera, il quale convince i due a non commettere atti criminali. Peace and Unity and McCosa and Sigla di Mr. Cooper

In quel appartamento succederanno anche delle cose che non vi posso qui scrivere per via degli spoilerz, ma subito dopo arriviamo ai giorni nostri, all’incoronazione di T’Challa (Chadwick Boseman), la nuova Pantera Nera, dopo che suo padre è stato ucciso nel precedente Captain America: Civil War. Grandi momenti di emozione, grandi balli africani sulle note di una colonna sonora pacchissimo che sembra quella de Il Re Leone, grande Forest Whitaker, grande Angela Bassett coi dread, grande Lupita Nyong’o, grandi accenti africani, grandi momenti Pride. Bellissimo. Il problema è che c’è qualcuno che vuole mettere le mani sul vibranio. Cos’è sta storia che solo nello stato segreto di Wakanda possono avere le navicelle spaziali fighissime, le pallette che ti curano le malattie e le armi pazzeschissime? A portare avanti questa rivolta, aiutato da un sempre più gigionissimo Andy Serkis, è Erik Killmonger, interpretato dal migliore amico di Coogler, Michael B. Jordan (che in quanto a carisma se magna Boseman a colazione).

Set brutti

Per cui abbiamo da una parte l’eroe, africano, africanissimo, tipo che poi ad un certo punto compare un albero nella savana con le pantere nere sopra e il fantasmino del padre vestito con un dashiki incredibile. Dall’altra invece c’è il villain, il cattivo, un gangsta di Oakland che parla come un gangsta di Oakland e che ha tradito Wakanda. Ok? Ok. Non lo so, ma a me sembra un po’ semplicistico e non così politicissimo come ci viene raccontato. Cioè, niente di male, ci mancherebbe altro, ma alcune cose, come la colonna sonora, Forest Whitaker o le sequenze col fantasmino del padre, sono quasi macchiettistiche, estremamente forzate, involontariamente ridicole. Interessante? Mah, sì, ma francamente immagino che per noi in Italia o in Europa la cosa risulta piuttosto ininfluente. A meno che voi non siate dei dementi razzisti e allora magari la cosa che la Marvel ha prodotto una sorta di cinecomic blaxploitation vi urta, ma quello sono problemi vostri. So che poi ci sono quelli che si innervosiscono se lo dico, ma ho come l’impressione che la percezione che si ha di questo film negli Stati Uniti sia molto diversa dalla nostra. Per gli stessi motivi per cui Get Out è arrivato agli Oscar. Con la differenza che Get Out era mille volte più provcatorio. Qui alla fine siamo in un film Disney…

Maccosa

Il problema vero del film è però un altro. Il problema di Black Panther è che per quanto riguarda il lato action è piuttosto deludente. Tutte le scene d’azione sono mortificate da un digitale particolarmente fintone e plasticoso, di quelli che vedi nel primissimo trailer di un film e immagini non sia ancora quello definitivo. Wakanda, il regno afrofuturista che poteva essere uno degli assi nella manica del film, è una versione un po’ sfigata di Asgard con qualche “graffito” buttato lì sui muri che fa tanto slum di Nairobi ma anche un po’ pubblicità della Uno Rap. In generale si fatica a trovare un set decente (la miniera di Vibranio col tram dove si svolge il duello finale è orrenda) e tutto appare già visto, scontato. Sì, ci si diverte qua e là, personalmente ho trovato ottima l’idea dei piloti in remoto, ma Black Panther NON è sicuramente il miglior titolo della Marvel. Carino, ma si ha come l’impressione di essere di fronte a un film scritto col pilota automatico.

DVD-Quote:

Non il Miglior film della Marvel.
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

184 Commenti

  1. Bald

    Che due palle di film

  2. Martino Scorsese

    e ha pure vinto degli oscar, per migliori costumi (quali, le tute nere in cgi o i costumi tribali da due soldi?) e miglior scenografia (belle, sopratutto la caverna in cgi dello scontro finale: pari solo a quel capolavoro della new york di Daredevil (2003)).

  3. jax

    Alla fine agli Oscar ci è arrivato eh Casa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.