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Tipo La forma dell’acqua ma con più mostri: Pacific Rim: La rivolta

«Ka mate ka mate ka ora»

Prologo: che cos’è Pacific Rim

Occorre innanzitutto chiarire a voi stessi di che cosa parlate quando parlate di Pacific Rim, che spicca tra i Grandi Blockbuster che hanno definito questa generazione come il più discusso e controverso. La rece sui Calci è ancora oggi il pezzo più commentato che abbiamo sul sito, il che dimostra, più di qualsiasi studio scientifico e statistica seria supportata da numeri, quanto sia difficile trovare un accordo sull’opera di Del Toro.

È un film autoriale di mostri e robottoni, nel quale lo scintillio dell’acqua di mare sulla cromatura di uno Jaeger vale quanto un grosso pugno di metallo in faccia a un kaiju lungo svariati metri? È l’incarnazione del sogno di un’intera generazione, che si è fatta trascinare e sballottare da tonnellate di metallo, carne aliena e nostalgia? C’è poco da discutere, credo, sul fatto che Pacific Rim fosse un’opera per quarantenni, un elbow rocket in faccia al cinismo di questo nostro mondo grigio e senza prospettive pensionistiche. Contavano di più le risse tra colossi o i turbamenti interiori di quel gran quarto di manzo surgelato di Charlie Hunnam? Perché avete amato Pacific Rim, per le lacrime nella pioggia di fronte alla fine del mondo o perché a un certo punto un transatlantico diventava una mazza da baseball?

Pacific Rim Fight GIF - Find & Share on GIPHY

(scusate, non trovo la gif giusta)

Il punto è: le vostre risposte alle domande precedenti informeranno anche il vostro parere su Pacific Rim – La rivolta. Chiedetevi: quanto è importante per me che mostri e robottoni pesino svariate tonnellate e che questa cosa sia evidente nel corso di ogni combattimento? Dove Pacific Rim era un film per quarantenni, La rivolta è un film svecchiato, snellito e alleggerito, una bella passata di crema antirughe sul franchise e un evidente tentativo di azzerare il termometro e comunicare a chiare lettere che da qui in avanti Pacific Rim è questo: robot agilissimi e apparentemente indistruttibili che si pigliano a sganassoni senza riguardo per l’incolumità di edifici e persone intorno a loro, guidati da ragazzacci sarcastici e un po’ cazzoni invece che da adulti serissimi e pieni di bagaglio. Chiamatela svolta teen. Chiamatela la risposta al fatto che nel 2013 Marvel buttava fuori Iron Man 3, quel film teoricamente cupissimo sull’alcolismo di un miliardario, e che nel 2018 da un lato Del Toro ha vinto un Oscar per una dolorosa e commovente storia d’amore interspecifico, dall’altro ci attendono un altro Ant-Man e un altro Deadpool, e Pacific Rim ha voluto annunciare da che parte sta. Chiamatelo correre dietro a Transformers – pur senza, lo dico subito per evitare problemi con la giustizia, l’approccio creativo folle e sfrenato di Bay. Chiamatelo come vi pare, resta che La rivolta è un nuovo anno zero per Pacific Rim, e che la fu creatura di Del Toro perderà necessariamente per strada una fetta di pubblico affezionato e ne guadagnerà un’altra che va a pescare nello stesso bacino elettorale in cui i nuovi Star Wars si sono tuffati a pesce.

Mi rendo conto che è difficilissimo parlare del film senza fare costanti richiami a quello precedente e agli svariati altri Film Grossi con i quali si ritrova per forza a confrontarsi. Ora ci provo. Almeno ditemi che sono bravo che non ho ancora nominato i Guardiani della galassia. Sigla!

Atto uno: cose e gente

Basta un quarto d’ora a La rivolta per far capire chi è: l’abbrivio è arrogantissimo, una serie di schiaffi in faccia e idee brillanti che verranno nel corso del film regolarmente sacrificate sull’altare delle botte grosse. Siamo dieci anni dopo Pacific Rim: i kaiju non si sono più fatti vedere, la Terra sta ripartendo, siamo in una sorta di post-apocalisse, o di non-apocalisse, dove convivono speranza e sciacallaggio, dove le carcasse dei mostroni alieni sono ormai parte del paesaggio e dove c’è chi vive rispettando la legge e chi invece tira avanti stando ai margini e organizzando la propria vita intorno al concetto di non farsi beccare.

Tra questi c’è la prima grande arma segreta di La rivolta: quel gran cazzone di John Boyega, che come faceva la sua collega in Star Wars si guadagna da vivere rubando preziosi artefatti ripieni di tecnologia e rivendendoli sul mercato nero. Rispetto a Daisy Ridley, però, John se la passa alla grande: fa i party in piscina con le tipe in bikini, è uno dei capetti della malavita locale, e se non fosse per un pesante passato che gli grava sulle spalle sarebbe la persona più felice della Terra. Ma! John è Jake Pentecost, il figlio di Idris Elba Nel Primo, misteriosamente mai citato fin qui perché, scopriamo, è la pecora nera della famiglia!

«Come ci sono finito qui?»

Un giorno Jake sta inseguendo, pistola di un criminale a cui deve dei soldi alla tempia, un preziosissimo Oggetto Tecnologico al Plasma che giace tra le lamiere di una discarica per Jaeger distrutti. Glielo ruba da sotto il naso una ragazzina, Cailee Spaney, che è una piccola meccanica tutta pazza che si è costruita un Jaeger in garage. I due si incontrano e si scontrano e nel giro di uno stacco di montaggio si ritrovano inseguiti dalla Polizia degli Jaeger, perché nella Terra di Pacific Rim 2 non si può guidare uno Jaeger senza patente e licenza dello Stato. Riformulo: i robottoni che salvarono l’umanità nel primo capitolo sono diventati talmente diffusi da dover essere regolati dalle autorità. Come dicevo, La rivolta è un’altra roba.

Lo è anche nel modo in cui mette in scena le botte, che sono poi il motivo per cui a Val Verde ci alziamo la mattina e ci prepariamo il nostro frullato di cartoni preferito. Jake e Amara, così si chiama la meccanica, non volendo finire tra le grinfie della Polizia degli Jaeger danno inizio a una sequenza di inseguimento in cui Scrapper, il minuscolo robottino di cui sopra, fugge e si appallottola tipo Metroid per le strade di una città semidevastata, inseguita da uno Jaeger Poliziotto alto come un grattacielo, utile a ricordare a tutti che non stiamo parlando di robot grossi, stiamo parlando proprio di ROBOTTONI GROSSISSIMI.

Ovviamente l’inseguimento finisce con la cattura dei due, i quali invece di finire in galera vengono inseriti nel programma di addestramento per piloti di Jaeger, del quale Jake aveva già fatto parte prima di venire cacciato a calci in culo perché rissoso e casinista. Scatta qui il protocollo Top Gun già sfruttato con discutibili risultati nel primo capitolo. La controparte serissima e responsabile di quel cazzaro di Jake è infatti questo signore, uno dei più grandi enigmi della Hollywood contemporanea:

CENTOSETTANTA GRAMMI DI BONTÀ IN OLIO D’OLIVA

Scott Eastwood è un inspiegabile buco nero di talento, un uomo con il carisma di una jpg di se stesso. Qui Steven DeKnight, l’uomo a cui è stato affidato il film e che lo dirige con competenza e senza invadenza, facendo il possibile per non lasciare alcun tipo di impronta personale, gli cuce addosso la parte perfetta: il cretino tutto patria e devozione militaresca, che passa la vita a urlare, enunciare banalità e fare discorsi motivazionali e che esiste principalmente come bersaglio per le frecciate di Jake, e quindi come specchio nel quale Boyega può riflettersi e moltiplicare il suo fascino e sostanzialmente mangiarsi il film tutte le volte che non c’è un robottone in scena.

Sono poi quelle parti che in film del genere ci sono sempre, che sembrano appiccicate sulla sceneggiatura con un post-it con su scritto cose tipo “sviluppare personaggi secondari” o “espandere canone”, e che inevitabilmente rallentano un po’ il ritmo. È anni che scrivo di Film Grossi con Mostri o Robot e a un certo punto la sensazione di ripetere sempre le stesse cose è insopportabile: i personaggi secondari non raggiungono mai la terza dimensione. Il secondo atto si trascina. La trama va avanti a colpi di spiegoni e rivelazioni che servono solo a introdurre le scene madre. La rivolta si salva dall’anonimato perché butta sul tavolo un altro paio di idee stuzzicanti e dolorosamente mal sviluppate: la prima è che i piloti di Jaeger stanno per diventare obsoleti e venire sostituiti dai droni-Jaeger, comandati in remoto da un gruppo di simpatici ingegneri cicciottelli impiegati della cattiva multinazionale capitalista Shao Corporation. La seconda è che Charlie Day, che nel primo film aveva avuto un contatto cerebrale con un kaiju, è diventato uno scienziato pazzo che tiene un cervello di mostro in casa e ci comunica tutte le sere come se fosse la sua droga dell’overdose; e in questo modo è venuto in contatto con i Precursori, la razza aliena che creò i kaiju e li spedì sulla Terra per scopi ancora ignoti ma che ci verranno svelati nel corso della pellicola.

Ender’s Game?

Atto secondo: botte

Il fatto è che, pur nella sua estrema semplicità, La rivolta funziona sorprendentemente bene, o quantomeno fila via liscio e senza troppi intoppi, tenendo in equilibrio almeno quattro sottotrame contemporaneamente (oltre alla storia dei droni e dello scienziato pazzo e a quella di Jake c’è Amara in uno spin-off di Ender’s Game che conosce i suoi nuovi compagni, fa a botte con una, impara a pilotare gli Jaeger, ci fa conoscere il suo traumatico passato) e mantenendo la tensione alta con una spada di Damocle che fa più o meno così: «Sì, ma i mostri?».

Quasi nessuno ci crede più, sicuramente non ci crede John Boyega, ma chi è seduto in sala non può fare a meno di domandarsi costantemente in che modo riusciranno a far tornare i mostri sulla Terra. È chiaro, visto quanto tempo La rivolta investe sulle sottotrame politiche e scienziatopazze, che la soluzione non sarà semplicemente “si riaprono le Brecce e i kaiju tornano all’attacco”. C’è aria di spiegone e di rivelazioni e di strade di mattoni dorati che portano fino al terzo capitolo.

Poi c’è un attentato terroristico compiuto da uno Jaeger gigantesco e pilotato non si sa da chi e da lì La rivolta ribalta il tavolo, si dimentica di più o meno tutti gli spunti che stava sviluppando (fa persino fatica a recuperare la domanda “ma poi chi è che guidava quello Jaeger?”) e comincia a sparare un combattimento dopo l’altro fino all’apoteosi finale.

BOTTE

Appunti vari sui combattimenti: è quasi sempre giorno e non piove quasi mai. La proporzione tra mostri e robot è diciamo 20/80, il che farà felici alcuni ma tra questi alcuni non ci sono io, che avrei preferito qualche mostro in più e qualche fotocopia di robot in meno. È tutto girato con estrema chiarezza e montato con parsimonia, con un certo abuso del trucchetto “alterniamo immagini dei robottoni con immagini dei piloti che corrono come degli scemi su un tapis roulant”, che è importante per la mitologia di Pacific Rim ma non particolarmente stuzzicante per gli occhi. I robottoni hanno tantissime armi pazze e molto da videogioco, e alla faccia di tutti gli Avengers e i Superman del mondo sfasciano interi palazzi con estatico abbandono e totale sprezzo della proprietà privata e della sopravvivenza della razza umana. C’è una tale quantità di gente (qui: robottoni) scagliata fortissimo contro colonne (qui: grattacieli) che a tratti sembra di guardare una puntata dei Cavalieri dello Zodiaco (qui: Robottoni dello Zodiaco). A Viktoria, l’adorabile e incazzatissima pilota russa interpretata dalla gemella ucraina perduta di Elizabeth Olsen e delle altre due, è riservata una scena fallica in cui si impossessa letteralmente del patriarcato e lo usa per sparare razzi in faccia ai cattivi. Abbondano le one liner.

È una reinterpretazione volgarizzata e semplificata delle mastodontiche coreografie del suo predecessore. La rivolta ne guadagna in ritmo e chiarezza, oltre ad avere a disposizione più tempo per far vedere più cose rispetto a un film in cui un robottone ci impiegava trenta secondi a cascare a terra. Qui si svolazza in giro per il pianeta come fossimo a Westeros, le arene delle battaglie spaziano dalla Siberia a Tokyo alle profondità dell’oceano, si riparano in un paio di giorni enormi macchine da guerra con la facilità con cui si piantano due chiodi per appendere un quadro… La rivolta è un film sbrigativo, perché ha fretta di portarci a vedere la prossima rissa tra robottoni.

Eh appunto, i robottoni. Sì, ma i mostri?

«Sì, ma i mostri?»

Atto terzo: sì, ma i mostri?

Tranquilli, i mostri ci sono. Sono pochi e se vi spiego perché ci sono finisce che vi rovino l’unico vero snodo di trama che vale la pena scoprire da soli, e che non viene abbandonato a se stesso nel giro di due scene. Però ci sono e a un certo punto fanno una cosa di una tale bellezza che mi si riempiono gli occhi di sangue di kaiju se solo ci penso. Durano troppo poco? Certo: non durano per tutto il film quindi è ovvio che durano troppo poco. Sono sufficienti a giustificare il prezzo del biglietto? Se lo schermo a cui state pensando è grosso, la risposta è sì. Succedono svariate cose clamorose nel corso della loro battaglia contro gli Jaeger? Risposta: Pacific Rim sta ai transatlantici come Pacific Rim 2 sta agli Jaeger. «Urlerò “porca puttana sì!” almeno tre volte durante il film?». Sì, amico lettore, amica lettrice.

«I combattimenti sono meglio di quelli di Pacific Rim. Grazie per la domanda, speravo non me lo chiedesse nessuno in realtà. No, o meglio: sono diversi, hanno intenzioni diverse, sono più sempliciotti e solo in superficie più spettacolari. Non c’è nulla di realmente iconico come il primo elbow rocket, che non si scorda mai, banalmente perché c’è talmente tanta roba che niente fa in tempo a spiccare o a bruciarsi nelle sinapsi. È un film in cui le scene d’azione funzionano per accumulo più che per creatività, ma finché sono girate con mano competente e sostenute da una caterva di idee più o meno sceme (nell’accezione più nobile del termine), c’è davvero da lamentarsi? Molto più del primo capitolo, La rivolta è un prodotto industriale, che nessuno accuserà mai di prendersi troppi rischi. È anche però un film pieno di energia e voglia di fare e di dire cazzate, un film che si diverte un sacco, che mette il buonumore, positivo e bonaccione. È già il mio Skull Island del 2018, e per di più rispetto a Skull Island è pure scritto e interpretato da esseri umani e non da tazze di brodo primordiale.

Ah, ovviamente mi spiace un sacco che si sia persa tutta la personalità e la peculiarità e l’autorialità dell’approccio deltoriano al film di mostri e robot che bla bla bla.

DVD quote:

«Tipo La forma dell’acqua ma con più mostri»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

IMDb | Trailer

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67 Commenti

  1. Zen My Ass

    E` chiarissimo che PR2 e` stato pensato principalmente per i mercati esteri (Cina in primis, dove PR1 ha ottenuto l`incasso maggiore). L`idea e` di aver un franchise fracassone e di facile fruizione, a la Transformers per intenderci (ma con una storia più` lineare). Velleita` autoriali sono state gentilmente accompagnate alla porta.
    L`inizio e` stato lento negli USA (solo 28 milioni nel primo weekend) e promettente all`estero (122 milioni di cui 65 dalla Cina).

  2. avdf

    pacific rim: cloverfield war :D

    no dai, seriamente, cosa c’è di più associabile al “bollino cloverfield” di pacific rim? il mostrone del cloverfield originale era troppo un kaiju!

  3. David Cromenberg

    In quello screenshot finale, lo Jaeger visto da dietro ricorda vagamente un Gundam. A proposito, a quando un film serio di Gundam?

    • aaaaa

      c’è un Gundam nel film, ma è quella statua a grandezza naturale che c’è a Tokyo

    • sniffo

      Se poi vedi Ready Player One allora sì che ti viene da chiederti perchè non fanno un film in CGI di Gundam.

  4. Past

    ditemi solo una cosa, quando stanno giù dai robot e da skippare a tutta potenza o si può digerire…?

  5. jax

    Divertente questo fan movie di Evangelion. Quando esce però il film vero al riguardo?

  6. Due domande:
    1) “si è costruita un Jaeger in garage” quindi ha un garage molto, molto, molto grande?
    2) “Polizia degli Jaeger” qualcuno ha detto Patlabor (occhi a cuoricino)?

  7. Giorgio Clone

    Piuttosto che vedermi questo qui al cinema, mi rivedo il primo PacificRim piangendo e ci metto una pietra sopra.

    • Capitan Ovvio

      Cosa che medito di fare stasera, infatti

    • Kaiju in Incognito

      ho visto ieri sera il 2. Il primo ha confronto è lo schinderl’s list dei film di azione. Penso sia il film più brutto (che ho pagato ) della mia vita. schifo assoluto

  8. The Mat(Bat)

    La recensione mi rincuora, visto che la maggior parte delle cose che è letto in giro è tanta merda.
    Ma visto che i 400calci talvolta non sono allineati con il mio giudizio (vedi La forma dell’acqua) temo ancora, soprattutto l’effetto robot toni tanti/mostri pochi ; )

    Peccato che a Milano (Milano, non paesino a caso) lo danno in sale infami, e la prossima settimana Ready Player One e Tonya si prenderanno spazio.

  9. Lucas Luke

    Mah. Già del primo ho trovato insopportabile tutta la parte legata ai personaggi umani che pioveva retorica. Ma io ho un mio personale (pre?)giudizio su Del Toro che considero un “ruffiano” con delle capacità inespresse i cui film perdono l’anima proprio a causa di questa propensione. E fin qui per me era un secco no. Ok, qua c’è un regista diverso e dei mostroni nuovi che fanno cose fighe, tornerei a propendere per il si. Ma la DVD quote mi ha distrutto ogni entusiasmo: non possono bastare un pò di combattimenti per farmi sorbire un altro film di una banalità da orticaria come quello lì col nipote fighetto del mostro della palude, com’è che si chiamava “Oscar come miglior film”?

    • La DVD quote era più una battuta che altro e faceva riferimento a quello che dicevo nel pezzo sulla scissione tra Del Toro e Pacific Rim, tranquillo.

    • Ruper Tevere

      Bene anche tu che sei avvelenato per l’oscar per il miglior film

      (il fatto è che mi sono accorto solo oggi che i400 avevano recensito la forma dell’acqua. Il problema è che lo hanno pure recensito molto bene. Sono inferocito)

    • Lucas Luke

      Beh dai, avvelenato no, alla fine anche sticazzi. Diciamo che l’ho vista come la conferma di quanto sia relativo (e scarso) il valore degli Oscar, almeno per me. Anche con la rece dei 400 Calci non sono stato d’accordo (e non sono stati gli unici tra i miei riferimenti in rete a dirne bene), ma siccome il mondo è bello perchè è vario, si legge un punto di vista diverso e ciao! ;)

  10. michelino

    Ho rivisto il giorno dopo il primo capitolo… non c’è paragone.
    Pacific Rim 2 avrebbe dovuto essere mostri vs robottoni, e vorrei sottolineare MOSTRI. Al secondo capitolo manca totalmente quell’incredibile carattere da film epico (così epico che appunto sembra piu una presa per il c) e l’incredibile forza nei combattimenti tra cose GIGANTESCHE. Quei pochi combattimenti son tutti “facili”, sembra due uomini che si picchiano, senza nessuna pretesa. E poi nessuna caratterizzazione di robot e Kaiju (perchè alla fine degli uomini chissenefrega anche). A 3 giorni dalla visione non ne ricordo nemmeno uno, ma chi se lo scorda il Robot Russo o quello Cinese del primo capitolo?!
    Oh, alla fine il film piace, ma si poteva fare molto ma molto di più con molto meno!

  11. Federico

    1) Boyega fa cacare e il suo doppiatore italiano pure. È come pensare a Justin bieber al posto di Arnold in Commando.
    2) Film carino ma inferiore al primo e si sente troppo la mancanza di Charlie Hunnam

  12. Steven Senegal

    il progetto per il quale secondo me ci si è stracciati le vesti (giustamente) più per l’idea che metteva in scena che per la messa in scena vera e propria (pure un po’ deludente), torna ora al cinema in po’ stravolto, un po’ malcagato, abbastanza ridimensionato anche nel fomento
    segno che alla fine pure per il primo e i suoi indubbi pregi ci fu quel meccanismo di nostalgia e darsi di gomito perché tutti ne parlavano tipico della viralità del web

  13. Oliver Die Hardy

    L’avevo capito già dai trailer, me lo avete confermato. Se volevo vedere Transformer MI GUARDAVO TRANSFORMER!

    Torno a guardarmi su Youtube le clip di Pericolo Zingaro che trascina una nave cargo con sfondo sonoro di sirena navale e di Cherno Alpha che carica un Elbow Drop su Kaiju in uno scontro che NON AVREBBE MAI PERSO non fosse stato per lo script. Maledette regole dello spettacolo, The Wrestler aveva ragione!

  14. Rocco Alano

    va bene la tamarrata- però il primo, con tutti i suoi limiti, non era solo una tamarrata. Inoltre la retorica e i sentimenti, più che “cifra” di Del Toro, sono un elemento inevitabile in un omaggio alle serie giapponesi come dio comanda.

    • Oliver Die Hardy

      Nella mia opinione il primo ERA una tamarrata.
      Ma una tamarrata fatta con il cuore e l’anima di chi quella tamarrata e, sopratutto, quell’immaginario lo conosceva a memoria perchè lo amava follemente.
      Del Toro non aveva fatto quel film per il pubblico, Del Toro ERA il pubblico di quel film. Del Toro era NOI.

      E lo si vede quasi in ogni momento, basta già solo la sequenza di avviamento di Gipsy Danger, dalla vestizione dei piloti, allo sgancio della testa, ALLA DONNINA DISEGNATA SULLA CARLINGA STILE BOMBARDIERE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.

      Qui, per cosa dovrei esaltarmi? Per il movimento di macchina circolare COPIATO PARO PARO DAL PRIMO AVENGERS?
      Chi dovrei ricordarmi? Questo gruppetto di power rangers wannabe che manco allacciano le scarpe ai Coniugi Zanghief?

      Devono floppare male!

    • Capitan Ovvio

      Concordissimo: il primo era un palesemente omaggio ai Mecha giapponesi da Go Nagai in poi, alle loro storie, al loro stile e al loro linguaggio: non è un caso se nel finale Hunnam e la giappo NON si baciano, cosa che sarebbe successa in un qualsiasi filmone yankee ma non in un anime di robottoni. Questa è l’ennesima fracassonata cazzona tipo Transformer e allora tanto vale chiamarlo Transformer sonasega-a-che-numero-siamo.

      Ah e Evangelion fa schifo, a partire dall’aspetto dei robottoni per finire con la palla al cazzo della storia, che è inutile che la giri e la rigiri non torna una sega

    • Il Reverendo

      il primo era VOLUTAMENTE una tamarrata ed era VOLUTAMENTE scemo.
      non era un caso che dicessero che i dinosauri erano dei kaiju.
      era un film che conosceva il suo posto, che sapeva esattamente come renderti credibili dei robottoni che si menano con dei mostri (un concetto da bambini e quindi una trama e un contesto da bambini, ma messo in scena con una cura e un’attenzione e un amore tali da far appassionare anche gli adulti).

      qua non c’è proprio niente. deknight non sa che pesci pigliare, non sa cosa riprendere ne come riprenderlo. i tanto decantati combattimenti di giorno non fanno altro che immergere tutto sotto la stessa piattissima luce bianca annulla-colori. c’è più spettacolarità in quel secondo e mezzo di gif postato nella rece che in tutte le due ore di sto film.

      persino quei due-tre concetti belli che vengono fuori a livello di trama deknight li butta nel cesso sprecandoli completamente.

      è come quando peter jackson per il signore degli anelli ha voluto partecipare personalmente al design di ogni singola armatura degli orchi aggiungendo crepe, cicatrici sulla pelle, ornamenti, e poi costruito tutto dal vero e mascherato centinaia di comparse, e poi per lo hobbit hanno creato un singolo orco e poi l’hanno moltiplicato in cgi. questo il livello di passione di questo film. senza contare che qua non c’è neppure peter jackson dietro.

    • Ruper Tevere

      “Ah e Evangelion fa schifo, a partire dall’aspetto dei robottoni per finire con la palla al cazzo della storia, che è inutile che la giri e la rigiri non torna una sega”

      Amico, stiamo parlando dell’anime più importante di tutti i tempi, l’anime che tuttora è il più moderno di tutti, un’opera su cui neppure l’autore la racconta giusta ma che da 20 anni e passa ipnotizza un paese non proprio da niente come il giappone. Cazz dici?

    • aaaaa

      CONGRATULAZIONI
      CONGRATULAZIONI
      CONGRATULAZIONI
      CONGRATULAZIONI
      CONGRATILAZIONI
      CONGRATULAZIONI
      CONGRATULAZIONI

    • aaaaa

      ecco cosa succede a non copia-incollare.

    • Capitan Ovvio

      @Ruper “anime più importante di tutti i tempi” stabilito da chi scusa? Perchè se ne discute da 20 anni visto che è un pastrocchio di misticismo spicciolo, cabala e seghe mentali senza senso? Neanche per chi l’ha ideato, visto che ha messo in scena 4 finali, che non tornano l’uno con l’altro e con la storia che ha portato avanti?
      Solo per rimanere alla Gainax Il mistero della pietra azzurra se lo porta a scuola sotto tutti i punti di vista, poi se si parla di un Cowboy Bebop a caso ciao, è proprio un altro campionato
      Evangelion è il Lost degli anime: idea intrigante buttata nel cesso da uno sviluppo senza capo ne coda. E i robot sono comunque inguardabili, segaligni e con quei colori da tute acetate anni’90

    • Ruper Tevere

      Vabbè, uno dei più importanti anime di tutti i tempi se preferisci.
      Personalmente non ho memoria né nozione, però, di un’opera di animazione con un impatto così forte, soprattutto a vent’anni di distanza.
      Sul nosense sono invece in parziale disaccordo: l’autore continua a dire che scelse il Cristianesimo ed i suoi simboli a caso, perché faceva cool. A mio modo di vedere, o meglio, a me piace credere, che essendo tali riferimenti precisissimi puntualissimi e spesso scritti nero su bianco (vedi motto della NERV, per dire una cosa caso) l’opera invece sia di contriniziazione e Anno abbia fatto il famoso patto, anima in cambio di successo. Ma in effetti con quello che mi piace credere ci possiamo anche tutti pulire il culo.

      A parte ciò, l’anime è grosso è importante, il tuo giudizio è argomentato, pace e amore. Che sia un po’ il lost degli anime è vero (lost però non l’ho visto) ma Eva è tante cose.

    • Capitan Ovvio

      Poi io parlo da uomo ferito (cit.): all’inizio mi aveva intrigato tantissimo come premesse, ma quando una storia si perde in 2000 sottotrame il rischio è che si perda il filo e non si riesca a far tornare tutto. Se ci riesci tiri fuori il capolavoro della madonna altrimenti, come purtroppo succede nella maggior parte dei casi, viene fuori un caos. Allora mi si chiude la vena e inizio a cristonare, piangendo virili lacrime per l’occasione sprecata.
      Poi sinceramente, a parte un po’ con Asuka, col passare delle puntate non solo non mi è riuscito di empatizzare con nessuno dei personaggi, ma anzi la speranza che arrivasse l’Apocalisse e morissero un po’ tutti male è diventata la mia prima opzione. E se cominci a pensare questo ci sta che uno perda un minimo di interesse per dove vada a parare tutta la faccenda

      In ogni caso, pace e amore anche a te

    • Sylvester Starnone

      Siete due grandi, voi due la sopra.
      Pace e amore e cazzotti.

      Nota a margine: solo su questo sito si puo’ vedere una discussione cosi. Perche’ le botte al cinema rendono l’Uomo migliore.

  15. Capitan Ovvio

    Quindi lo svilimento e il bimbominkiamento anche di questa idea: passo grazie

  16. aaaaa

    “o perché a un certo punto un transatlantico diventava una mazza da baseball?”

    Era una petroliera bella lunga e stretta…

    Comunque il film è noiosetto finchè non spunta fuori lo Jaeger nero misterioso e poi lo sconfiggono. Anche in questo comunque si sono ispirati un pò a Evangelion, in particolare all’OAV dove c’erano i robottoni prodotti in massa.

    ps: avete messo Trololo come sigla ma nel film c’è davvero.

  17. Pitch f. H.

    No.

    Nei momenti più concitati (Kaiju + Jaeger + città sottostante) sembra un film d’animazione. CGI buona ma non per questo meno finta: mostri e robot sembrano posticci sullo sfondo, grattacieli di polistirolo, leggi della fisica anche fanculo. Per gli stessi motivi per cui avevo detestato il terzo Transformer; se il campo da gioco è quello UMANO, sospensione dell’incredulità o meno, almeno le prime due leggi della termodinamica le DEVI rispettare.

    Ora vado a rispondere a quello sfigato sulla recensione di Wheelman.

  18. fre.

    Jaeger-Police?

    Il Griffon nero che fa del terrorismo?

    Se c’è anche la rivolta in caserma perchè gli vietano i playboy, venduto senza se e senza ma!?

  19. Toni Già

    Non ho visto il primo al cinema ma solo in tv perchè non trovo coinvolgente una lotta tra robot e mostri in cui non c’è pericolo per gli umani.
    Ovvero, in film come Godzilla e simili gli esseri umani sono ben presenti e rischiano di morire, ma in Pacific Rim 1 (e ora ho scoprto anche 2) gli esseri umani sono solo quelli dentro i robot e quindi non c’è coinvolgimento emotivo.
    A questo secondo capitolo ho dato una chance perchè dal trailer sembrava che le città attaccate fossero piene di gente, invece scoporo che non è così guardando il film. E alla fine si riduce tutto a distruzione di palazzi vuoti che vengono giù come grissini o compensato come qualcuno ha già fatto notare.
    Una noia!!!

    • Oliver Die Hardy

      A mio parere, se il tuo motivo di coinvolgimento è quello che citi, allora il primo LO DOVEVI VEDERE.
      No, davvero, non so chi ti ha venduto che nel primo “gli esseri umani sono solo quelli dentro i robot” ma dovresti menargli forte.
      Ti cito solo:
      1) un peschereccio che sta per far da spuntino ad un mostrone nel bel mezzo della “tempesta perfetta” nei primi 10 minuti
      2) Tokyo (ovvio) aggredita dal mostrone con gente che fugge e bambina che ha perso i genitori (vai di classici)
      3) gente dentro rifugio antimostro che realizza che il mostro ha deciso di vedere quanto è resistente proprio quel rifugio, e per un motivo ben preciso.

      Poi è chiaro che non è Godzilla ma Robottoni Che Menano, ma penso che COMUNQUE ci sia più coinvolgimento in questi pochi minuti che ti ho citato che nell’intero “Transformer Avengeable Rangers” qua sopra.

  20. Il Reverendo

    questo PR 2 non è il peggior film che abbia mai visto, è solo un incredibile passo indietro rispetto al primo film. tutto ciò che c’era di più figo nel primo qua sparisce. i combattimenti del primo film erano epici e colossali, i kaiju avevano personalità, ognuno aveva una forma ben defininita e un modo di muoversi specifico, in parte ispirato ad animali reali.. ricordo quando ho visto pr di aver pensato che per la prima volta dei mostri in cgi erano fighi e credibili quanto la roba fatta con gli animatroni.
    lo stesso dicasi per gli jaeger, ognuno dei quali rispecchiava in parte i suoi piloti. vederli in azione suscitava curiosità ed era stupefacente. quella specie di caffettiera russa che ispirava potenza da tutti i pori, quello cinese con tre piloti e tre braccia, quello dei militari integerrimi che sparava i missili dal petto, e gipsy danger con l’elbow rocket e il mega pistolone laser.
    e l’atmosfera che il primo creava era epica, con la barriera, ron pearlman che contrabbanda organi kaiju, i due scienziati litigiosi, una colonna sonora paurosa, i neon di hong kong che illuminano i colossi, i rifugi anti kaiju, le misteriose luci dei kaiju, le tute pazzesche dei piloti, il drift.

    qua non c’è un beneamato cazzo di tutto questo. ma niente niente. la colonna sonora non c’è o non la ricordo, i costumi dei piloti sono delle tutine nere con attaccati dei pezzi di plastica colorata, la trama è insignifcante e dimenticabilissima, i combattimenti scarsissimi, i kaiju ci sono solo alla fine e sono totalmente generici e privi d’ispirazione, gli jaeger sono tutti uguali, i personaggi sono uguali a quelli del primo (il ribelle e l’integerrimo amici-nemici) ma peggiori, scritti peggio, meno interessanti e con meno carisma. combattimenti coi bastoni manco l’ombra.

    tutto ai minimi storici. quello che più mi ha fatto incazzare è che queste città sembravano completamente vuote. sembrava sempre che a scappare fossero una decina di persone e sullo sfondo una brutta città in cgi.

    questo steven deknight è chiaramente una nullità, uno senza il minimo occhio, senza il minimo gusto e totalmente fuori posto. uno che è stato scelto perchè al suo primo filmone non avrebbe mai osato contraddire i produttori.

    l’operazione alla base del film è perfettamente chiara già dal cambiamento di titolo. del toro aveva detto maelstrom, deknight dice uprising. ma vaffanculo.

    non riesco a bocciarlo del tutto esclusivamente per l’affetto che provo verso il primo film.

  21. Stefano

    Effetto under 20 … Trasforma ogni cosa in merda fumante…esiste un caso inverso dove un film o un’idea brutta si trasforma in farfalla per il pubblico under 20? Curiosità …potrebbe anche esistere ma non mi viene

  22. AnnaMagnanima

    “a rece sui Calci è ancora oggi il pezzo più commentato che abbiamo sul sito,”
    Non diciamo sciocchezze. mi sono personalmente impegnata affinché questo record sia di FURY ROAD
    torno a leggere.

  23. Dario P

    il primo aveva dalla sua una regia e tecnica della madonna, praticamente Avatar di questo decennio. Ma per il resto era tutto migliorabile, propio come Avatar.

    Questo sequel anche se artisticamente non raggiunge i livelli del primo è un dignitoso sequel con spunti interessanti, molto meglio di un qualsiasi transformers o del sequel di independence day.

    PS: ho visto più omaggio anime in questo sequel che nel film di Del Toro.

  24. Kaiser Zozzo

    sarà inferiore al primo ma io l’ho trovato una figata lo stesso

  25. Menodzero

    Le vostre recensioni vanno sempre lette DOPO, qua in pratica raccontate tutto il film, ma proprio tutto tutto.
    Per il resto sto pr 2 l’ho trovato innocuo come un cartone animato e, come spesso accade per sti blockbuster tripla A, chiaramente pro-china, il nuovo vero mercato per sti film.

  26. Brenn

    Vi do il parere definitivo. Il mio. L’unico che conta… Del Toro, suca fortissimo. La rivolta film del secolo. Andate ( correte ) al cinema in pace.

  27. Ulan BaThor

    Robot giganti che si prendono a pizze in faccia tirando giù palazzi e la gente di lamenta.
    Sicuramente non un capolavoro imperdibile né un film senza difetti ma, ragazzi, avete perso il senso dell’umorismo e del divertimento e siete diventati tutti Mereghetti.
    Non ci sono più i calcisti di una volta.

    • Oliver Die Hardy

      Capirai… dove sto io (*) ragazzine delle medie tirano giù i cavalcavia prendendosi a pizze in faccia con il fratello maggiore, per emozionarmi ci vuole qualcosetta di più.
      Palazzi che sembrino fatti di cemento e robot che sembrino pachidermici ammassi di bulloni e motori e non artisti del Cirque du Soleil con della plastica addosso. Ad esempio.

      (*) potrebbe non essere vero.

    • Pitch f. H.

      “Sicuramente non un capolavoro imperdibile né un film senza difetti […]”

      Appunto. Realizzato col culo.

  28. Ciak Norris

    facciamo che entro in sala direttamente al secondo tempo?

  29. Angelina Carina

    Visto con marito e prole (5 e 7 anni) – Allora la trama sta agevolmente in un pizzino dei baciperugina, i personaggi dire che sono stereotipi monodimensionali è faje un complimento
    PERò
    io mi sono divertita assai.

  30. bob

    a me che ho 47 anni è piaciuto.

    quando entrano in scena a tokyo i kaju sono fatti talmente male che sembra di essere in un apuntata di megaloman.
    ma chiaramente è voluto.
    sconsigliato ai bambini sotto gli oto anni

    voto 8

  31. Cristoforo Nolano

    Un film massimo da 5, poi però arrivano 4 Jaegar con il jet pack, tutti belli illuminati dal sole contro tre Kaiju cazzuti che si fondono e meno di 7 non puoi proprio dargli.

    P.S. Visto i costi per mantenere il sistema dei robottoni io investirei sull’opzione “Facciamo precipitare sui mostroni degli shuttle carichi di panda accartocciate”… funziona alla grandissima.

  32. Violence Jack

    Appena visto al cinema, perché lì va visto e non in un camrip. Le parti dove non ci sono i robottini comunque sono abbastanza sopportabili, cioè ieri mi sono rivisto Transformers 5, e quella è la fiera dell’imbarazzo.

  33. sbarabaus

    la parte peggiore del 2 è quando combattuto con i kaiju. la noia
    il resto si lascia guardare, a parte il robottino odioso

  34. Ho trovato questo film uno dei sequel meno forzati degli ultimi anni, dopo la chiusura della breccia nel Pacifico penso che chiunque pensasse in una continuazione basata su un sempliciotto twist sul ritorno dei mostri, ma il fatto che (spoiler) il ritorno degli stessi sia stato concepito come una sorta di crisi da astinenza di un personaggio secondario trovo che sia stata una mossa intelligente e intrigante. Anche il fatto che sia stata inserita la tematica “bioetica” dell’ibridazione tecnologica e biologica (anche se parliamo di materiale genetico alieno) e tutte le conseguenze accennate a possibili scenari apocalittici da intelligenza artificiale fuori controllo penso sia stato un ulteriore spunto che faccia da base alla classica lotta senza esclusione di colpi gestita con la giusta dose di ignoranza e velleitá visive. Dopo tanto tempo esco dalla sala pensando che ciò che ho appena visto ha una sua sorta di senso di esistere e la piega in stile Alien prevista per il terzo capitolo mi ha incuriosito parecchio.

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