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Bando alle chiacchiere presenta: A Quiet Place, la recensione

Senza indugi, SIGLA

Un giorno, proprio qui, dovremmo parlare dell’eroe d’azione dei nostri giorni, di come nonostante nella periferia del cinema commerciale continuino ad esistere Steven Seagal e Van Damme, nei quartieri decaduti vivano ancora Stallone e Schwarzenegger in abitazioni piene di dignità e ricordi, alle volte ancora fantastiche per quanto situate in zone derelitte mentre in quelle in via di rivalutazione alcuni nomi nuovi si fanno valere per un pubblico di appassionati e altri eroi più vecchi ci si siano trasferiti per imitarli ed essere ancora alla moda, alla fine al centro, nella zona più popolata, ci sta un’idea di azione che non è più interventista come una volta, per la quale gli eroi protagonisti non sono più macchine d’attacco, ma tendono ad un certo difensivismo. Non l’azione che va a fare giustizia, ma quella che evita di farsi massacrare.

Annusati il dito

Suona come una bestemmia per chi è abituato ai classici eppure in più di un’occasione questa logica, se ben applicata, regala delle gran soddisfazioni.
La gran soddisfazione di questa settimana è A Quiet Place, in cui John Krasinski torna a fare il regista per poter rivalutare la sua carriera da attore e dimostra di saper dirigere molto meglio di quanto non sappia recitare. Ma non era di questo che stavamo parlando.

A Quiet Place è un film dalla realizzazione tecnica impeccabile, è scritto bene, girato benissimo, diretto con grande intelligenza (i soldi quelli sono, e quindi le creature le vediamo di notte e nemmeno benissimo ma bene così), fotografato con correttezza, recitato a dovere e montato con tutte quelle idee che ti fanno stare sul pizzo alla sedia. Non è in discussione e non era nemmeno di questo che stavamo parlando.

Annusatevi il dito

Stavamo parlando del fatto che la lotta di A Quiet Place è giocata con spirito difensivista là dove un film molto simile come Signs, anni fa, aveva tutta un’altra inclinazione e qualsiasi altro post-apocalittico avrebbe avuto, nella storia di un grande confronto notturno tra una famiglia e delle creature, tutto un altro atteggiamento, molto più proattivo. Eppure, quel che questo film dimostra, è che proprio nella difesa sta la grandezza della sua azione. Dimostra in buona sostanza che un modulo diverso può non levare niente e che, facciamocene una ragione, l’azione moderna, anche quando opposta a quella classica, può essere fantastica.

Annusati la falange

Invece che attaccare, la famiglia protagonista si difende per tutto il film e si difende con una quantità di idee, soluzioni e stratagemmi ideati mesi (se non anni) prima proprio in vista di quel giorno in cui sarebbero stati attaccati, che è una difesa che vale un attacco. La parte migliore di questo film, in cui nessuno può parlare perché è il sonoro che ti rende individuabile dal nemico, sta non solo in come abbiano creato una vita senza rumori, di fatto rifiutando la resa come altri personaggi che vediamo nel corso della storia, ma soprattutto in come, barricati nella loro fattoria, nascosti e in fuga dal confronto, si siano in realtà preparati ad esso con una tigna pazzesca. C’è molto più coltello tra i denti nell’immaginare una vita diversa e non smettere di ipotizzare e inventare rimedi che nel correre a perdifiato incontro alla bella morte.

Guarda il dito che devi annusarti

Due genitori e due figli, più addirittura uno in arrivo tra pochissimo, non si fermano davanti a niente, nemmeno ad un parto (procedura che solitamente tende a fare parecchio rumore), hanno per ogni situazione una reazione, sono in costante battaglia per l’imposizione di se stessi in un mondo in cui altre creature stanno sterminando quelli come loro. Tutto A Quiet Place è la resistenza umana di fronte ad una forza eccessivamente più forte che pare aver sterminato la maggior parte dei nostri simili in pochissimi giorni e che è in attesa di completare il lavoro. Quel che il film centra quindi non è tanto il combattimento tra le due fazioni ma l’atteggiamento degli umani in tutto questo. Che poi ci siano anche delle gran scene di confronto fisico diventa un bonus non da poco.

Annusami la mano

Come raramente capita questo film che ha un’idea da cortometraggio allungata in un lungo, senza perdere in ritmo, senza buttare tempo o senza dover annacquare niente, ma anzi regalando di continuo nuove soluzioni, nuove idee, informazioni e scene durante le quali cercare di non fare rumore nemmeno in sala (per paura!), la battaglia è tanto fisica quanto cerebrale, tanto di strategia quanto poi di coraggio nel momento del dunque.

La simpatia

Alla fine poi un confronto più d’attacco ci sarà eh! Ci sarà il momento in cui “la razza umana fights back” ma forse proprio per tutto quel che si è visto in precedenza suona anche un po’ forzato, la vera vittoria stavolta l’abbiamo ottenuta giocando di ripartenza.

Dvd-quote:
“Un film tutto palle lunghe e pedalare”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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25 Commenti

  1. Zen My Ass

    Ho letto da qualche parte che avrebbe dovuto far parte del Cloverfiled universe… confermate?

    • ezze

      Sì, ma a posteriori come gli altri due “sequel”.
      Poi alla fine sceneggiatori e Paramount hanno preferito che il film fosse del tutto indipendente.

      Comunque l’intervista dove è stata detta sta cosa è recente, la trovi in rete sicuro.

  2. Mi ispira tantissimo ma sono una vigliacca e ho paura di non riuscire a dormire per i prossimi tre mesi o anche mai più.

  3. sbronzonella

    Inaspettatamente meraviglioso.
    Ed Emily awwwww <3

  4. avdf

    mi sono accorto solo alla fine che mentre leggevo mi stavo annusando un dito…

  5. Mescal

    Nanni Moretti si è dato all’action?

  6. Barbalbero

    E poi Emily Blunt è talmente waifu che la guarderei anche se facesse il remake del Carosello

  7. fre.

    Ma la Emily li fa i piegamenti come in Edge of Tomorrow?

  8. IoMeMedesimo

    Venduto!
    Dopo tre horror un po’ così ci voleva.

    • AnnaMagnanima

      quali tre horror?

    • IoMeMedesimo

      The Midnightmen, la gente parlava a voce alta in sala dei fatti propri e a nessuno importava da quanto era bello il film.

      La Vedova Winchester, partito anche bene, poi non é che sia stato chissà che.

      The Lodgers, quando i fantasmi burloni ti buttano nella vasca da bagno i bisatti e tutto va in crisi perché arrivano i creditori. Vabbeh, non era neanche brutto, però resta comunque dimenticabile.

      Comunque questo l’ho visto ieri sera e speravo in meglio, la prima parte prometteva bene ma poi ci si accorge che i protagonisti continuano a fare le stesse cavolate di ogni altro horror…e sti mostri non m’hanno poi tanto convinto.
      Ma soprattutto, chi cavolo pianta i chiodi sulle scale al contrario?

    • AnnaMagnanima

      buono a sapersi: li avevo saltati…quello che per me è per ora il migliore horror -in quanto a quiet place non lo vedo horror ma thriller- è quello nella foresta del nord europa : the ritual.
      in questo film della recensione la prova degli attori è stata davvero buona ma il film è troppo sgamato…e non sanno piantare nemmeno un chiodo! XD

  9. AnnaMagnanima

    sarà tutto giusto ma non sono proprio d’accordo. purtroppo, a me questo è sembrato un film troppo carico di scene BUBU7TE sonori e troppo carico di meccanismo tipo: “ora ti faccio vedere questa pistola di cechov e tra 10 minuti la uso poi te ne mostro un’altra e la uso e vado avanti così fino a fine film” che forse, se le carte fossero un po’ state rimescolate per me sarebbe stato un po’ più “sorprendente”.
    forse sarà che sono troppo vecchia per queste stronzate (cit.) e quindi non mi fregano più tanto facilmente (purtroppo per me).
    in ogni caso, sono andata a vederlo per la cosa del partorire in silenzio ed effettivamente ho sofferto tantissimo di ansia.
    quindi, il mio giudizio è un “si, però” con svariati però.

    • sicuramente quel che dici è vero, c’è proprio un fucile che ad un certo punto nel film dovrà sparare e il fatto suonerà quasi stonato tanto se ne poteva fare a meno e invece è accaduto lo stesso. Ma a me pare in realtà che queste siano le minuzie di fronte alla quantità di idee messe in campo, di come sia raccontata una storia che poteva davvero essere messa in scena tanto peggio e di come sia un film che racconta bene la determinazione umana

    • AnnaMagnanima

      si, in effetti, la determinazione con cui un genitore protegge i figli viene fuori davvero bene. tutti bravissimi gli attori.

  10. uqbal

    Parte tesissimo, un vero pugno nello stomaco. Stupisce per l’idea di fondo, e per la capacità di maneggiarla.
    Poi lentamente si normalizza, la trovata iniziale si banalizza un po’ e uno comincia a notare di più qualche incongruenza, qualche faciloneria (ripensando anche alle cazzutissime scene iniziali).
    La conclusione è un po’ scontata e ti fa chiedere come abbia fatto l’umanità a farsi fregare da alieni tutto sommato piuttosto limitati, con la trovata finale di cui alla fine pensi: “tutto qui”.
    Rimane il fatto però che il film è ben recitato, carino, a tratti molto intenso. Però la prima mezz’ora prometteva un capolavoro che poi in effetti non è.

    SPOILER DI QUI IN AVANTI:
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    Mi spiego meglio: ma veramente nessuno si era accorto che questi alieni sono sensibili a particolari frequenze? che strippano per qualche ultrasuono? In un mondo in cui miliardi di persone vanno in giro con telefoni, auricolari, casse e cassette?

    E se è sufficiente che ci sia un rumore più forte per non essere individuabili, com’è che gli umani non hanno installato casse a destra e sinistra per mandare musica metal a palla?

    E come minchia si producono mais ed elettricità senza fare rumore? Boh.

    • Anonimo

      ANCORA SPOILER:

      E veramente lasci un bambino di 3-4 anni in fondo alla fila da solo senza tenerlo continuamente d’occhio?
      E perché non mettere casse con musica a palla ovunque per confondere le creature?

    • Anonimo

      Premettendo che il film mi è piaciuto molto, quindi probabilmente sono di parte, alcune tue domande trovano facilmente risposta.
      SPOILER
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      1)Il bambino lasciato da solo è stata effettivamente una minchiata e la madre se n’è accorta, infatti si sente in colpa.
      2)Per quanto riguarda la storia delle casse, è una soluzione decisamente molto provvisoria: le attacchi, le accendi, le distruggono e finisce lì.
      3)Per la storia delle frequenze è anche questo vero, ma non si capisce se la minaccia sia solo in quella città o globale. Sicuramente comunque la reazione iniziale all’invasione di queste creature saranno state panico e spari con conseguente sterminio di chissà quante persone. Una volta capito che la soluzione è il silenzio è difficile pensare di provare a fare “rumore” per sconfiggerle.

  11. El mariachi

    Visto ieri. Bello ve lo consiglio, tolti mezzora nella prima parte un po soft (x fare il quadro generale) poi parte in bomba e non si ferma piu!

  12. jax

    Minchia che filmetto. Bravo John. Peraltro, nel copione originale dovevano esserci una quantità di bestemmie impressionante. Senza spoilerare, dico solo: il chiodo.

  13. Indiana Jonze

    filmone.
    al netto di tutti i mini maccosa della storia, entro in sala e cerco di immedesimarmi senza essere troppo critico, in fondo la storia è quella sullo schermo, e pensare a chi pianta un chiodo così non mi aiuta, cerco di divertirmi con quello che mi viene dato sullo schermo.
    Detto questo, e cercando di godere della storia così com’è, mi ha lasciato in tensione per tutto il tempo, mi sono immedesimato, ho corso e ho fatto silenzio con i protagonisti, per loro, insieme a loro. quando il vecchio grida anche io ero accucciato con mio padre john dietro il tronco, pure io ho poi partorito in silenzio, insomma, anche se vedevo i difetti me ne fregavo perchè ero immerso dal ritmo del film nella storia.
    quando non respiro trascinato dal film e sono con i protagonisti godo, è tutto quello che cerco da un film, mi ha fatto uscire dalla sala gasato e con la preoccupazione di non fare il minimo rumore tornando, e la voglia di passare in un negozio amplifon.
    mi ha gasato mille volte di più di Ready player one, per me ha cagato in testa a Spielberg.

    Bella John, hai dato tutto.
    Emily, ti proteggerò io.

  14. RoboCoop

    Mi è piaciuto. L’unico difetto però riguarda proprio

    Spoiler

    La scena del chiodo. Per me è innaturale che la tipa non gridi. Posso capire mantenere volontariamente il silenzio, ma qui parliamo di una donna incinta scalza che poggia tutto il peso su un pezzo di metallo appuntito senza accorgersene. Ma anche no.

  15. Sylvester Starnone

    Niente, ennesima conferma che quando ti cresce il barbone da cast away acquisisci +10 in Directing Movies. Vedi Mel Gibson, che ha un barbone biblico ed è un regista coi controcazzissimi. E comunque Dwight ci sarebbe stato bene.

  16. Akira Knightley

    Visto al cinema grazie alla vostra rece, e piaciuto un sacco. A parte il finale un po’ telefonato, l’idea è buona, la tensione c’è eccome, ed è girato benissimo! Non fosse che per i due sgranocchiatori di popcorn che avevo dietro, che mi han convinto che l’Estinzione è cosa buona e giusta…

  17. Ste

    Come già detto gran film e anche prova di resistenza al ritardo mentale degli altri spettatori che ovviamente davanti a un film quasi muto non possono che commentare ogni scena a voce quasi normale (che poi puntualmente questi subumani si rivelano alle luci della sala appartenenti a due categorie: donne over 35 che vanno al cinema per sedersi comode e giovani under 21 che vanno al cinema perché non hanno niente di meglio da fare). Noto poi con dispiacere che anche in un film dove degli esseri alieni hanno invaso il pianeta qualcuno riesce a non accettare alcuni passaggi della trama veramente insopportabili come un chiodo messo male…serie TV e pigiami hanno assuefatto al peggio e sono certo che se la stessa idea fosse trasposta in una serie TV avrebbe gran successo perché sai com’è la guardi a casa mentre puoi esprimere la tua approvazione scoreggiando e godendo del fatto di non aver alzato il culo dal divano neanche oggi

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