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Oltre l’anarchia niente: Death Race 4 – Beyond Anarchy

Tolto il ritorno di Corman alla serie l’anno scorso, i film partiti con il reboot del migliore degli Anderson sono sempre stati molto seri, sgasoni e divertenti. Ammetto di non ricordarmeli benissimo, ma restano le migliori cose che abbia fatto Roel Reiné prima di avere la sfigasfortuna di essere chiamato per quel disastro di Inhumans. Beyond Anarchy riprende lo stesso tono, ma riparte da un completo di gente tutto nuovo: alla regia c’è Don Michael Paul, il responsabile di Tremors 5, Tremors 6, Lake Placid 4 e Kindergarten Cop 2. Al posto del buon Luke Goss abbiamo il discreto Zach McGowan, che in Agents of SHIELD faceva il robot russo. Frankenstein, il famigerato cattivo, è un anonimo a caso che parla come l’Enigmista. Avrei voluto dire Batman ma no, è proprio l’Enigmista. L’unico, mi sembra, a tornare è Danny Trejo, nella parte di quello che tocca i culi e che ha girato le scene in un studio diverso da quello del resto del film. Parlare ancora di Danny Trejo pare assurdo, tra l’altro. Personalmente sono sceso dal carrozzone almeno 5 anni fa, ma a quanto pare continua a girare almeno trenta film all’anno. Buon per lui, gli si vuole bene in ogni caso. Ad aumentare la quota vecchi che si chiamano Danny ci si mette anche Danny Glover nella parte del tizio saggio con pelliccia che non è ancora troppo vecchio per queste stronzate ma evidentemente lo sarà presto.

E ci sono pure gli Slipknot.

Ora, io ho provato a vederlo con tutta la buona volontà possibile, ricordandomi che le corse con le macchine della morte mi piacciono parecchio e ci si può divertire con poco, ma sto Don Michael Paul è uno scarso senza ritegno. Un paciugone che mi sembra giri tutto a quel che viene viene, non aiutato da una Potato Production che fa sembrare tutto girato con dei telefonini.
La premessa era anche ok: tizio, McGowan, è un agente che si infiltra nella prigione in cui si svolgono le Death Race e in cui è scoppiato il casino. L’anarchia regna e ognuno fa il cazzo che gli pare, e l’unico modo per far finire il film è sconfiggere Frankenstein in una corsa di macchine. Ma l’unico modo per sconfiggere Frankenstein è superare delle prove a ostacoli che non coinvolgono macchine. Ma l’unico modo per partecipare alle prove a ostacoli è forse farsi la barista o forse no, e prima c’è pure dell’altro, e siamo arrivati a un punto in cui il film dura 110 minuti senza averne motivo. Succedono parecchie cose ma sono diluite, dilatate e senza ritmo o persino ironia. Tutto è cupo e si prende un sacco sul serio, anche quando al ventesimo minuto parte la sequenza al night club con tanto di pole dance, lap dance, tette e scopate. Da lì l’anarchia è anche cinematografica, e a Don Michael parte l’embolo dell’autore soft porno.

CINEMA

A naso poteva essere una versione molto cheap di Fuga da Los Angeles con gli invasati di Mad Max, e invece niente. Un altro problema, piuttosto grosso, è che passa un’ora e venti prima che inizino a correre con le macchine, che poi sono forse cinque e girano sempre intorno allo stesso parcheggio desaturato. Quando iniziano, Don Michael si distrae un attimo e lascia fare tutto al nipote Franco, 8 anni, ama i dinosauri e la geologia.
Forse sono un po’ severo, e bisogno almeno dirgli OK quando le macchine esplodono davvero e quando si vede un lanciafiamme in lontananza. Qualche buona intuizione c’è, e sicuramente quando preme l’acceleratore si può notare del gusto per lo spettacolo a motori, ma non basta e non fa venire voglia di vederne degli altri, che è un po’ un peccato visto che Death Race fino ad ora era tra le saghe action più divertenti e ricche di potenziale.

Ce n’è per tutti.

DVD-quote:

“Ora con meno race possibili”
Jean-Claude Van-Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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13 Commenti

  1. AnnaMagnanima

    ho cliccato sulla recensione di fuga da Los Angeles e non posso credere che non vi sia piaciuto. non può essere.
    vi prego fatemi capire.

    • Carter

      Come film a sé non è nemmeno il diavolo.
      E’ il paragone col precursore che lo frega.

    • AnnaMagnanima

      ah ok. ma in fuga da new york, snake il mondo non lo spegne. quindi secondo me, anche solo per il finale alternativo, il film merita.

  2. L'ozio è il padre di Virzì

    Visto e dimenticato appena mi sono fatto la doccia. L’unica cosa che mi è rimasta in mente è la tizia che da il via alla gara con le chiappe al vento.

    Ah, gira (girava) voce che Trejo avesse fatto i suoi ciak da casa sua.

  3. Past

    e niente oh, è arrivato il il giorno che avremmo rimpianto roel reine, chi l’avrebbe mai detto…?

    tra l’altro sto qua, sempre con mcgowan sta girando pure il nuovo re scorpione…avrà fatto la tripletta delle occasioni perse…?

  4. Pitch f. H.

    Film di merda. Imperdonabile per quanto è serissimo e per quanto altrettanto seriamente alla fine insinua un messaggio politico che dire aberrante e infantile è fargli un complimento.

  5. Jena Pistol

    Nooo che delusione. Volevo ripassare il secondo e terzo film prima di vedere questo ma,dopo questa recensione mi sà farò il contrario,prima il film non riuscito, e poi gli altri due che sono,nei miei ricordi,delle gran figate.Coome dice Jean-Claude questa è una serie ricca di potenziale e spero che ne facciano un quinto che ritorni ai vecchi fasti.

  6. Bob B. Localino

    E’ una cagata pazzaseca (cit.) ma a me non è dispiaciuto, nonostante sia palesemente inferiore agli altri tre. Dopo un po’ diventa talmente privo di senso che inizi a prenderci gusto.

    Un premio a parte lo merita “il saltone con la macchina” per come è stata girata la scena: ci ho visto un chiaro riferimento a Supercar.

    A porposito di riferimenti poi: Carmageddon (il video game) regna sovrano sia nelle auto che nei pupazzetti che le guidano.

    Menzioni d’onore: il personaggio (?) della tipa di Frankenstein e quella sempre con le minne di fuori non si sa bene perché.

  7. avdf

    ah però…che screenshot… ;D

  8. Easter Leeno Banphy

    Ma nel senso che hanno fatto anche il 2 e il 3?

    • aaaaa

      Sì, ed erano prequel dell’1 (quello con Tyrese e Statham)

      Del tipo che nel 2 c’era un tizio che uno alla fine pensavi diventasse il Frankenstein dell’1 e invece nel 3 scopri che si salva ed è uno che non c’entra nulla a diventare Frankenstein.

      comunque il tizio con la barba nella foto l’ho visto l’altra sera in Lethal Weapon che faceva il surfista bullo.

    • Puoi anche vederlo full frontal in Black Sails dove interpreta il capitano Charles Vane, unico pirata etero di una ciurma bisessuale.

    • …e ha il cazzo cosparso di conghigliette.

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