Crea sito

Winchester: quando la regia fa cilecca

A due giorni dalla visione di Winchester, l’informazione che si è scolpita più fortemente nella mia memoria è che le due prostitute che appaiono nella prima sequenza sono accreditate come “Partially dressed lady” numero 1 e 2, e chissà che patemi per decidere quale doveva essere la 1 e quale la 2. La sentite, la puzza di ipocrisia? Ecco, una puzza del genere è capace di farmi rigurgitare tutto il nichilismo accuratamente represso, buttare in aria il laptop perché tanto il mondo sta finendo e allora che senso ha scrivere recensioni? Poi però mi ricordo che me l’ha chiesto Nanni e allora OK, sì, scrivo.

Allora, il protagonista di Winchester è un dottore dalla faccia strana, pieno di debiti perché si intrattiene con delle signore parzialmente vestite, a cui viene chiesto di stilare un documento che attesti che la signora Sarah Winchester, erede dell’omonima fabbrica di fucili, è matta. La signora Sarah Winchester (questa parte della trama è vera) è in effetti matta, farnetica di fantasmi di gente uccisa dai suoi fucili, costringe una squadra di muratori bergamasneri a lavorare per lei 24/7per ricreare i luoghi dei vari delitti in una magione sempre più grande e complessa. La signora Winchester (questa parte invece no) ha anche una nipote e un nipotino indemoniato che ogni tanto dà fuori. Il dottore tutto razionalista, rullo di tamburi, dovrà ricredersi sull’esistenza dei fantasmi. Il dottore è Jason Clarke, cioè John Connor in Terminator: Genysis e altra roba che vabbé; la signora Winchester è una Helen Mirren svogliatissima che fa le faccette e più che cercare i fantasmi con lo sguardo cerca l’assegno che le hanno promesso, così torna a casa in tempo per il tè delle 5 come ogni regina che si rispetti; gli altri due sono Sarah Snook, che ha già fatto innamorare il nostro Quantum col film precedente degli Spierig Brothers, e Finn Scicluna-O’Prey, che sarà siculo-irlandese.

Cor fuckin’ blimey, sbrigatevi coi miei soldi, pezzenti!

Ma chi sono gli Spierig Brothers? Eh, in teoria questi gemelli tedesco-australiani dovrebbero essere i registi. Hanno esordito con Daybreakers irritando i nostri Casanova e Dolores, poi l’hanno imbociata con Predestination vincendo premietti qua e là e raccogliendo il plauso di Quantum, poi evidentemente si sono seduti sugli allori e hanno girato questa schifezzuola qua, che si rifà pedissequamente a centomila altre storie di fantasmi e che non mostra una idea di regia (né di sceneggiatura, tranquilli) che sia una. Ma manco una!

Vieni, figliolo, andiamo in cerca della regia.

Vi ricordate The Woman In Black, che tanto terrorizzò me e Stanlio? Vi ricordate Crimson Peak, che tanto deluse Stanlio ma piacque a Jackie? Dai, salviamo qualcosa di Crimson Peak, almeno Jessicona Chastain che corre giù dalle scale urlando col vestito svolazzante. Avevano entrambi storie di vendette (perché i fantasmi in questo genere di film sono sempre e solo in cerca di vendetta: ma che rompicoglioni!) inutilmente complicate, la magione barocca maledetta, la fotografia sontuosa. Però avevano entrambi una mano forte a dirigerli, un’idea abbastanza precisa di dove andare a parare, un uso degli oggetti di scena, degli spazi e delle luci/ombre con dei fortissimi motivi portanti. Qui invece tutto sprofonda nel regno del “boh”: perché quei flashback sulla moglie del dottore, ambarabà ciccì coccò? E la motivazione incomprensibile del tizio che fa il massacro? E l’insistenza sull’iconografia del Monarch of the Glen? Perché ancora insistere con la solita sedia a dondolo che scricchiola? Perché tutte quelle luci radenti e la tavolozza elegante? Boh. Perché sì. Nulla ha peso, nulla appassiona.

Ciao sedia a dondolo, dov’è che ti ho già vista?

Quanto alla magione spiritata, che nella realtà sembra molto più interessante che nel film, è in effetti una haunted house che sarebbe figo visitare. Ma nel film, incredibilmente, non riesce ad acquisire fascino, non ha un’oncia della potenza visiva, sia negli esterni sia negli interni, dei due film che ho citato prima, The Woman In Black e Crimson Peak; un po’ perché gli Spierig Brothers sono troppo impegnati a servire il tè delle 5 a Helen Mirren per cui si dimenticano come sfruttare gli spazi labirintici a loro disposizione, e poi perché gli Spierig Brothers non hanno un gran gusto architettonico. La magione del film, semplicemente, è brutta. Tutta bianca e rossa, con le finiture di pregio, senza un guizzo; una Neuschwanstein invecchiata a suon di doughnuts e giant cokes. C’è da dire che anche l’originale non è un esemplare di eleganza, sembra una pacchianata americana qualsiasi, ma qui si scade proprio nel ridicolo.

Dove cazzo siamo, a Disneyland?

Ci avete fatto caso? I film di fantasmi, come i film di zombi, sono tutti uguali. Sempre le stesse storie, le stesse dinamiche, gli stessi significati fintamente profondi. Forse perché dopotutto non sappiamo davvero cosa dire sulla morte, e forse quello che c’era da dire si è esaurito. Va un po’ meglio coi film di vampiri, chissà perché. Ma, e scoccia dirlo su queste pagine, il più innovativo film di fantasmi che ho visto di recente è quel manifesto dell’anti-calcismo di A Ghost Story. Scusa capo, scusate lettori, ma è meglio quello.

 

DVD-quote:

“Il solito film di fantasmi”
Cicciolina Wertmüller, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

13 Commenti

  1. marco

    Bella recensione, didascalie delle foto divertenti, ma soprattutto: un grazie per la prefazione. Come ti capisco.

  2. arcibaldo

    Eh si, hanno esordito proprio con daybreakers…

    • Tapirolese

      Se non ricordo male il loro primo film era Undead.
      Che faceva parecchio cagare, ma qualche trovata divertente di tanto in tanto la tirava fuori.

  3. i film de paura gotici mi piacciono tanto. visto che oggidi’ non ne fanno moltissimi guardo in genere anche quelli modesti. questo poi dovrrebbe particolarmente interessarmi dato che citando la realta’ cita quel classicone de “La porta chiusa” di Lang (le stanze in cui si ricreano i luoghi dei delitti)… ma niente, non mi diceva un cazzo fin dal trailer e questa recensione mi convince definitivamente a tenermene lontano.

  4. *sarebbe “Dietro la porta chiusa” quello di Lang

  5. Steven Senegal

    allora, come spunto non era nemmeno male: na vecchia vedova ultima di una discendenza di costruttori di armi cui pesano sulla capa migliaia di morti ammazzati tanto che ne esce pazza con in più la fissa del piano casa. Ergo la magione poteva diventare la protagonista assoluta di questo vorrei horror claustrofobico con mille rimandi filosofici/cristiani alla psiche al labirinto ma l’hanno tramutata in gardaland. Poi vabè hanno deciso di infilarci di tutto a caso e male. Basta già il trailer “500 stanze occupate!!!” bè come minimo una decina erano cessi e non c’è nulla di male, non vedo perché chiamare un medico coi debiti per troie quando bastava solo aspettare che uno liberasse la stanza. E poi “fantasmi!” “demoni!” “presenze!” “poltergeist!” “anime!”
    mancavano gamberoni, burdi, pusher, gabber, froci e tossici e c’erano proprio tutti
    nota di demerito per jason clarke, da tempo nella schiera degli anonimi e facilmente sostituibile con un jeremy renner o un joel edgerton a scelta, mi sa che il suo ultimo film buono è stato lawless dove faceva lo zotico ubriacone pazzo e non escludo che non recitasse

  6. IoMeMedesimo

    Ho visto il film non appena uscito ed é stato molto blando, quasi noioso.
    Almeno in The Lodgers c’erano i bisatti a ravvivare la situazione, qui…il nulla.

    “Partially dressed lady”…direi che fa il paro con la cacciate delle ombrelline dalla formula uno (tizie di cui ho scoperto l’esistenza il giorno che le hanno licenziate visto che non guardo le corse) e il fatto che in Miss America non ci sarà più la sfilata in bikini perché le donne a un concorso di bellezza non devono essere giudicate dal fisico ma dai risultati nella vita…perché fare allora direttamente la sportiva o l’imprendidtrice era troppo banale.
    Tanto vale che a un concorso canoro mi giudichino per quanto riesco a sollevare.

  7. Samuel paidinfuller

    Che bellino che era predestination.

    Ma ho il terrore di rivederlo e riscoprirlo cacata.

  8. Dave

    M’è sembrata un pò una poverata girata in fretta per portare a casa il lavoro. Peccato perchè la storia della magione sembrava interessante e se avevi un pò di soldi potevi creare se non altro delle scenografie fighe e varie e invece niente, si vedono quasi sempre tre stanze in croce.

  9. Sara

    Boh, a me è piaciuto.

  10. Kurtz Waldheim

    No, ma sul serio i film di vampiri sono gli unici che ancora ci dicono qualcosa di interessante sulla morte ?!? Favorisci i titoli, prego, perche’ io sono basito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.