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Anti-family day: la recensione di Hereditary

IL PEZZO DI JACKIE LANG

Vi ricordate Poltergeist? Vi ricordate che con tutto quanto di terribile poteva accadere c’era una certezza: “meno male che abbiamo una famiglia”?!
Ecco, non è Hereditary.
La famiglia fa schifo, è il luogo peggiore del mondo. E lo è sottilmente, lo è mentre sembra premurosa, mentre sembra adoperarsi a tuo favore, mentre sembra preoccupata per te. E invece no. INVECE NO!

L’adorabile sorellina

Hereditary è un film dai fondamentali di ferro. Padroneggia le basi del mestiere con una proprietà impressionante. Riesce a dare risalto, tensione e vero sbigottimento alla comparsa del paranormale, qualcosa che nei film dell’orrore è un dettaglio più che ordinario, il momento in cui il protagonista scopre che nella sua realtà esiste l’inspiegabile. La scena in cui per la prima volta accade qualcosa di incontrovertibilmente paranormale in Hereditary arriva a metà del film (come avveniva anche in quel gioiellino che è Sinister), e ha tutta la forza che dovrebbe avere un momento simile.

L’irreprensibile mamma

Che qualcosa non vada bene lo si capisce dall’inizio sia chiaro. È tutto sbagliato nelle vite di Hereditary, ci sono suoni che non dovrebbero esserci, allucinazioni e sonnambulismi che non vanno bene. Ma nulla di effettivamente paranormale, fino a che questa madre con problemi che di lavoro fa dei modellini scala di scene della sua vita, dettagliatissimi, non va da una medium per evocare lo spirito di sua madre, morta ad inizio film “dopo una vita piena di segreti e misteri”.

L’equilibrato primogenito

Da lì la macchina è messa in folle e spinta in discesa. Il paranormale aumenta sempre di più, e tutto quel che conosciamo (un bellissimo repertorio di comparse nello sfondo, un po’ sfocate) è gestito alla grande. Se ne avete sentito parlare come “l’horror dell’anno”, beh… è vero. Lo è.
I momenti più memorabili del film coinvolgono volti pallidi che fanno ciao con la manina nell’ombra, levitazioni alle spalle dei protagonisti, combustione, formiche e una fottutissima testa auto-mozzata segandola via con un cavo. Ma a tutto questo è dato il peso che ha, non c’è quel senso leggero del cinema horror d’exploitation, nel quale si fa ben presto l’abitudine alla violenza. Qui ogni atto è terribile e perpetrato in faccia ad un altro personaggio, la vera essenza della violenza: fare male a chi la subisce, atterrire chi la guarda. Pura brutalità domestica con la scusa del demonio (sempre la solita).

Le attività serali per tutta la famiglia

Una morte nella prima parte del film avrà un peso terribile e una piccola riunione finale con candele sfrutterà una combinazione di colori fenomenale per l’horror, tra il bianco, il rosso e color legno chiaro, un cottage maligno dove è perfettamente credibile che avvenga il peggio del peggio del peggio. Ecco se siete pazzi e non so perché avete visto Silence di Martin Scorsese (magari sbagliandovi e pensando fosse la storia di un mafioso italoamericano detto Silenzio perchè taglia la lingua ai suoi avversari) la conclusione di Hereditary ha gli stessi colori di quel matto finale funereo di Scorsese, solo con un senso diametralmente opposto. E io ho pensato: “Dev’essere davvero così quando il maligno decide di prendersela proprio con te e la tua famiglia di stronzi”.

IL PEZZO DI CICCIOLINA WERTMÜLLER

Che bello il cinema horror degli ultimi anni; in mezzo a tante prove mediocri, ogni tanto escono certi capolavori innovativi e intellettualmente gratificanti che ti fanno star bene, tipo The Babadook nel 2014, The VVitch nel 2015 e ora questo Hereditary. Tutti di registi debuttanti, tutti a tema familista, e tutti retti dalle prove attoriali di attrici straordinarie. O forse sono io particolamente appassionata di film che farebbero incazzare Adinolfi e sborrare André Gide (quello di “Famiglie! Vi odio!”), non so. Comunque Hereditary, The VVitch e una manciata di gran bei film degli ultimi anni (oh, a me A Ghost Story è piaciuto) sono tutti prodotti dalla A24, bravi ragazzi, ottimo lavoro.

A proposito di poster fighi

Hereditary non solo è decisamente spaventoso, con le ombre che forse sono fantasmi, e i fantasmi che forse sono persone, e le persone che forse sono il demonio. Hereditary è un film spassosissimo, costruito dal regista Ari Aster come una rollercoaster ride (passatemi l’espressione, dai, è efficace) che prende lo spettatore e lo sbatacchia allegramente in giro – come peraltro succede a uno dei personaggi. Io l’ultima volta che mi sono sentita così era durante la tempesta nel deserto di MMFR, per dire. Aster gioca da consumato professionista, dosando effetti sonori (il “click” della lingua di Charlie che ritorna nei momenti più sinistri, il suono simbolo di tutto il film) e gli spaghetti messi al posto giusto, le scene grandguignolesche e le sterzate di sceneggiatura che ti fanno cadere la mascella – come peraltro succede a un altro dei personaggi. Insomma vai a vedere un film e ti ritrovi a far parte del cast. E non è una buona notizia. Anche perché i personaggi, poveracci, sono a loro volta ricreati (con crudeltà e spregio, in tutti i loro fallimenti) sotto forma di modellini dalla madre di famiglia Annie.

Starring Ronnie James Collette

La grandezza di Hereditary sta nella brutalità visiva e concettuale di cui impregna ogni sequenza, dai giocattoli grotteschi costruiti da Charlie alle miniature iperrealistiche e unheimliche costruite da Annie, che prende il suo lavoro di miniaturista come una terapia per venire a capo di un’esistenza non esattamente serena e di una famiglia di pazzi furiosi. Fino alle allucinazioni cruente non suggerite ma mostrate in modo insistente, persistente proprio come se fossero vere; per non parlare dei volti digrignati, distorti, brutti che riempiono lo schermo nei momenti e nei modi peggiori: Milly Shapiro è simpaticissima, ma le belle bambine sono altre; Toni Collette è assolutamente geniale nello sforzo che profonde in tutto il film, e secondo me è anche una bella donna, ma qui fa paura!, sembra una iena! Aster non bada a spese nel farti vedere come stanno le cose nella famiglia Graham, ti aggredisce. Ma il colpo da maestro avviene dopo un evento terribilmente traumatico, quando anziché inquadrare la reazione degli altri fissa la camera sul volto di un personaggio sotto shock per il dolore: un primo piano di cattiveria insostenibile. Forse è per questo che molti lo definiscono “uno dei film più spaventosi della storia”: perché da un film non ti aspetti che ti tratti così male.

La prova scientifica

Un piccolo inciso dedicato a quelli che si lamentano del finale troppo splatteroso/mistico/letterale: vi meritate Adinolfi.

DVD-quote:

“La famiglia fa schifo”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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82 Commenti

  1. jax

    EMMINCHIA mi avete alzato un minimo le aspettative per questo film….

  2. Alimentare Watson

    Vi ricordate quando andava di moda scrivere “Primo!!!” nei commenti?
    Cmq, non sapevo nulla di questo film, ho solo visto la locandina in uno di quei multiplex in zona industriale, sfondo nero con scritta HEREDITARY in bianco, che non lasciava intuire niente.
    Pensavo fosse la solita poverata estiva, ma ora mi tocca corrompere qualcuno per andare a vederlo.
    Colpa vostra.

  3. Past

    sta nella mia wishlist quando usci il primo trailer, e questi pareri non fanno che fomentare…hypomentro arrivato alla stratosfera.

  4. menodzero

    l’ho visto giovedì scorso e mi è piaciuto tantissimo, mi ha terrorizzato da matti al punto che (non mi capitava di decenni) ho avuto problemi ad addormentarmi, è proprio vero che l’orrore ti segue anche dopo i titoli di coda.
    conto di andare a rivederlo tra oggi e domani, mentre conto le ore che mi separano dall’edizione bluray prevista per l’8 novembre, sperando che tra i contenuti extra inseriscano l’ora di film tagliata dal regista per la versione cinematografica.

    posso dire che, per certe tematiche, mi ha ricordato la lenta e progressiva discesa nella follia di KILL LIST?

  5. Cicciput

    Premetto: a me complessivamente non è piaciuto. Secondo me è un ottimo film finché si muove nell’ambito familiare e getta le premesse, va completamente in vacca nel momento in cui entra in gioco l’elemento ‘para’ (paraculo più che paranormale, per me) e demolisce quello che di buono ha creato nella prima metà.

    Da qui in poi SPOILERS

    Diciamo che nella prima metà è un film assolutamente terrificante, nel senso positivo. La scena della morte della piccola Charlie, soprattutto l’immediato post-botto, con l’inquadratura del povero ragazzo sfigato che gli succedono tutte a lui e il primo piano che resiste fino a quando intervengono le urla straziate della madre, è potentissima, una delle scene horror più belle che abbia mai visto. Da lì il film sale di tono, per una mezz’ora dopo questa scena ho pensato che stavo assistendo ad un capolavoro vero e proprio. La scena, altrettanto terrificante, in cui mamma e figlio si scannano – verbalmente – mentre il papà assiste come se lo stessero prendendo a padellate in faccia, credevo fosse il punto di volta del film, il cartello che indicava una direzione ben precisa.
    Purtroppo no. Quando entra in scena la medium e il ‘para’, per me si sgonfia tutto. Anche perché le scene con i suppellettili che si muovono e i corpi levitanti non mi sono parse ispirate ed efficaci quanto quelle più puramente angosciose della prima metà di film. Oltretutto, se nella prima parte il ritmo era piuttosto lento e ragionato, la paura si fondava su quello che temevamo più che su quello che veniva mostrato a schermo, nella seconda si mollano gli ormeggi e ci vengono vomitate addosso scene dopo scene con tutto il repertorio horror più cheap possibile, tra faccette, insettucci, gente che cammina sui muri, combustioni, roba che negli horror si vede da sempre e cozza col tipo di paura che il film sembrava suggerire all’inizio. Senza contare che la trama del re dell’inferno (?) e della setta mi è sembrata abbastanza confusa e fondamentalmente superflua, visto che il film funzionava egregiamente già con le sole dinamiche familiari.
    Insomma, per me un gran peccato. La cosa assurda, che non mi era mai successa, è che quando si sono accese le luci in sala a fine primo tempo la gente era sinceramente turbata e spaventata, non volava una mosca, mentre a fine film invece c’era chi rideva di gusto, la tensione si era completamente smontata. Alcune scene mi sono sembrate assolutamente ridicole, sia nelle intenzioni che nella resa finale, seppur la realizzazione (effetti, recitazione, fotografia, scelte di regia) è indubbiamente ottima. È un peccato anche che alcune idee interessanti, come quella delle miniature o quella dei disegni sul blocco, siano sfruttate tutto sommato poco.
    Capisco comunque chi l’ha trovato piacevole, nel senso che è un horror sicuramente sopra la media, ma per me non è il capolavoro che poteva essere, anzi, l’impressione che ho avuto è quella di un film che parte alla grandissima, ma finisce per essere poco più che mediocre.

    • Il Reverendo

      Se ti è piaciuta tanto la prima parte è tanto di meno quella puramente horror, forse non è tanto un difetto del film quanto una questione di gusti tuoi personali, magari preferisci il dramma all’horror, perché concordo anche io che quella prima parte sia decisamente più angosciante, ma lo è nel modo in cui lo era revolutionary road.
      La parte horror fa meno “paura” anche perché è dove la tensione esplode nel conflitto, non hai più paura di quello che si nasconde dentro l’armadio o sotto il letto, perché ora ce l’hai davanti. Lo affronti o muori.

      Personalmente, insieme alla fortissima angoscia, la prima parte si portava dietro un vago senso di “ok ma che cazzo sto vedendo? Andrà a parare da qualche parte?” E alla fine per fortuna lo fa, va a parare da qualche parte. Ti racconta una storia che è horror, che è sovrannaturale e che è anche sensata nella sua economia.

    • Cicciput

      In realtà secondo me anche la prima parte ha una forte valenza orrorifica, anzi, basandosi su un piano realistico, forse anche più “concreta”. (Spoiler) Le disgrazie succedono: può succedere benissimo che due tragici lutti si succedano nel giro di pochi giorni, può succedere che per una distrazione un fratello causi la morte della sorella, può succedere che una madre dalla condizione mentale instabile arrivi quasi a uccidere i propri figli. Questo era quello che faceva funzionare così bene Babadook, per esempio, la riflessione sull’elaborazione del lutto e la depressione, dove il mostro era simbolico, ma non per questo faceva meno paura. Qui si gettano queste basi e poi si dà la colpa di tutto al diavolo. Mi ha deluso, tutto qui. Poteva essere anche un punto a favore, intendiamoci. Ho letto in giro paragoni con Rosemary’s baby, ma lì diciamo che il sospetto monta un po’ per volta, si insinua, poi esplode nella sua chiarezza. Qui a un certo punto c’è uno spiegone, con tanto di supporti fotografici, il film ti dice chiaro e tondo che “oh, c’è la setta, c’è il demonio, tutto quello che succede è colpa del demonio! Stacce.”
      Che poi se vogliamo parlare del senso, io a fine film avrei fatto volentieri qualche domanda a chi ha scritto il film. Non sono uno di quelli che vuole che gli sia spiegato tutto, per carità. Ma mi avrebbe fatto piacere sapere com’è che il cadavere di nonna arriva in soffitta senza che nessuno se ne accorga, o perché il marito prenda fuoco, o perché la mamma non ha mai guardato l’album di fotografie della nonna finché la sceneggiatura non l’ha richiesto, eccetera. Insomma mi è parso tutto buttato un po’ così, alla rinfusa, per far quadrare il film.
      Sicuramente incidono anche i gusti personali miei. Però non ero l’unico a ridere in sala quando la mamma si fa la sua passeggiata sul muro.

    • Anonimo

      – – – SPOILERZ – – –

      Posso supporre che il cadavere della nonna sia stato introdotto dalla setta, come e quando, senza farsene accorgere (dato che c’era sempre almeno un componente della famiglia in casa) non c’é dato saperlo.
      Così sempre la setta suppongo abbia arraffato i giocattoli di Charlie, e significa comunque, che il suddetto gruppo, avesse accesso libero e completo alla proprietà.
      Ma perché il padre prenda fuoco, proprio non riesco a spiegarmelo, in nessun modo, con nessuna supposizione.
      Credo fosse semplicemente il metodo più veloce e macabro per far fuori un personaggio come quello del padre che rappresenta la parte “cinica” del film, la ragione e che, giustamente voleva opporsi a tutto ciò quindi impedire il compimento del rituale, senza neanche saperlo.
      Però non puoi farlo cosi, senza una spiegazione.

      Ps: a me più che passeggiata, quando esce dalla stanza del ragazzo, sembrava stesse esercitandosi nello stile a rana.

    • Il Reverendo

      non ho capito che spiegazione cerchiate, nel momento in cui il paranormale e l’irrazionale entrano a far parte del film a gamba tesa, vi mettete a cercare una spiegazione razionale del fatto che si verifichino fatti paranormali?
      volendo anche il fatto che la madre cammini sui muri non ha una spiegazione (no, il fatto che sia posseduta non basta a questo punto)

      le risate durante i film horror seri io le ho sempre viste in bocca a chi cerca di esorcizzare il senso di paura che sta provando, anche perchè altrimenti non vedo cosa possa provocare ilarità nella madre che corre sui muri. anche prendendola come una cazzata sinceramente mi sfugge il lato comico.

      e sul resto io continuo a pensare che sia il giusto svolgimento del film. che è un horror e che va a parare sull’horror. è verissimo che la parte della tragedia della bambina è più angosciante e spaventosa di qualsiasi avvenimento paranormale, ma se non vai a parare su qualcosa di horror abbandoni il genere di riferimento e fai un film diverso di genere diverso (un dramma, appunto), che può essere bello quanto ti pare ma che io personalmente non sarei andato a vedere perchè non me ne sbatte un cazzo. l’horror invece lo vado a vedere e in un horror cerco elementi horror.

    • Skywalker Texasranger

      La gente in sala rideva perché questo non è l’horror dell’anno. La gente rideva perché questo film è una ciofeca.

    • Pitch f. H.

      Solo un inciso. Non esiste alcuna codifica specifica che imponga all’interno di un film di genere horror elementi paranormali e sovrannaturali.

    • Norton Antichrist

      Vabbè ragazzi, per chi voleva un film senza il paranormale e gestito interamente come la prima parte c’è Bergman, questo è un horror. Non rompete le palle, su.

    • Sono d’accordo, nel senso che per me l’Horror-Horror è quello in cui si dà ‘veramente’ adito all’esistenza del Demoniaco e del Soprannaturale. Se non ci sono questi elementi, sono horror diversi, di tipo psicologico, della mente umana che crea mostri.

    • Bradlice Cooper

      @Cicciput, hai scritto esattamente tutto quello che ho provato io. Una bomba di tensione che si sgonfia beceramente dalla séance in avanti. Un potenziale sprecato. Mi aspettavo Polanski, mi sono ritrovato con l’ennesimo clone di un Conjuring qualsiasi.

  6. sbronzonella

    Bomba atomica. Rosemary+Babadook+Sacred Deer+++

  7. David Kronenbourg

    C’entra poco, ma la colonna sonora è di Colin Stetson, mica cazzi…

  8. Ghostbuster Keaton

    Dài, mi avete convinto, lo vedrò. Se si avvicina anche lontanamente a Babadook o The VVitch mi posso ritenere soddisfatta; negli ultimi anni di buoni horror (o spacciati come tali) neanche col binocolo… o quasi

    anche se quel poster mi ricorda la copertina di The miracle dei Queen. eddai

  9. Pitch f. H.

    Horror dell’anno? Mio stasera, ore 20, Ideal Cityplex.

    Calcisti che vogliono incontrarmi per autografi o per consigli tipo: “Trovare il punto G in meno di 5 secondi” oppure “Stendere un bestione di 200 kg solo sollecitando il suo tendine rotuleo”, mi riconosceranno dalla canottiera rosa.

    • Pitch f. H.

      Ok visto. Nell’infamissima SALA 5.
      Pro-Tip: evitare file centrali in sala 5 dell’Ideal, con quella cazzo di luce dell’uscita di sicurezza a colorarti di verde l’intera visione periferica destra.

      Note sparse introduttive:

      1. L’Heart Rate Challenge è una cazzata;
      2. Toni Collette nei panni per lei INEDITI di una madre depressa, esaurita, schizzata a mille;
      2. A. Il premio “madre dell’anno” va però di diritto a quella donna/ragazza che ieri sera si è portata appresso il figlio (avrà avuto 10/12 anni max);
      3. @recensore: (spoiler) viene evocata Charlie, non la defunta madre (fine spoiler);
      4. Gabrel Byrne, dopo che le cose con Keyser Söze sono andate un po’ in merda, non si è più ripreso;
      5. Commento di Miss Pitch a fine visione: “Mah!… molto meglio Babadook!”.

      _

      Il film.

      Mi è piaciuto:

      1. L’esordiente regista Ari Aster sa tenere la mdp in mano e cazzo se la sa usare bene;
      2. (spoiler) L’intera sequenza che porta alla morte di Charlie, dalla festa al ritrovamento della testa (fine spoiler) è MAGISTRALE: pura magia cinematografica;
      3. Al netto di Toni Collette, che di fatto va su sicuro interpretando se stessa, anche gli altri attori sono a dir poco perfetti e ben diretti (vedi punto 1);
      4. Zero jumpscares. Non che di solito mi diano fastidio ma li ho sempre ritenuti un modo molto, troppo cheap di fare paura;
      5. Geniale come il film riesca a rendere l’idea di famiglia disfunzionale (disfunzionalissima!) senza appoggiarsi comodamente sulle classiche violenze, abusi, alcolismo ecc ecc.

      Non mi è piaciuto:

      1. L’accumulo finale. Troppo, e tutto insieme;
      2. Le motivazioni dell’accumulo finale e dell’intera storia. Un accrocchio, mal spiegato –e a quanto pare neanche ben chiaro ai protagonisti stessi– di stregoneria, satanismo, occultismo;
      3. Mancanza di un vero e proprio twist. Classica “storia imbuto”: tutti gli elementi confluiscono in un punto, il finale, senza particolari deviazioni.

      In sostanza: horror dell’anno? Se oggi fosse il 31 Dicembre, sì.
      Ma manteniamo alto l’ottimismo.

    • Hai la mia attenzione.
      Relativamente al punto g, me ne sbatto, ma in quanto al secondo punto mi hai incuriosito.
      Che competenze hai, di grazia?

    • Pitch f. H.

      Come molti bambini che hanno subito bullismo, nel mio caso durante le scuole medie, ho iniziato a fare Karate allo Shotokan Yudanshakai di Milano arrivando negli anni al 2° Dan. Da due anni, a Torino, frequento corsi di Close Combat e Krav Maga. Per diletto, non lo metterei certo nel CV.

      Per la precisione: ““Stendere un bestione di 200 kg solo sollecitando il suo tendine rotuleo””, era ovviamente ironico. In uno street fight contro uno più grosso, puntare ai suoi arti inferiori forse non è la più grande stronzata che puoi fare, ma neanche la scelta più efficace.

    • Common background: pratico e insegno Krav e altro da una quindicina d’anni per i medesimi motivi (leggi bullismo).
      Se non sbaglio qualche tempo fa eri tu che citavi Trieste e una mangiata di pesce poeticamente definita “meglio di molti pompini”.
      Se capiti di nuovo da ‘ste parti, ti direi di farti vivo, ma con i nick non è possibile.
      Ah, la frazione è Grignano, non Grignone.

    • Pitch f. H.

      Mi spiace per il background comune (sono serio); a quanto pare il bullismo è parte integrante dell’origin story di tanti marzialisti. Non ho fonti sotto mano ma anche Alessio Sakara ha avuto problemi di bullismo da ragazzino.

      Non ricordo il thread esatto (Ragazzo invisibile 2?), ma ricordo di essermi poi corretto sulla questione “Grignano vs Grignone” :)

      Se capiti a Torino ti faccio assaggiare una roba assurda di qui che fanno con l’olio e l’aglio e ci annegano dentro l’impossibile…

    • Un amico

      Ssssttt, tranquillo su, è tutto finito… Sei al sicuro adesso…

  10. Videostronz

    minchia che fomento, non vedo l’ora

  11. AnnaMagnanima

    wow! allora il prossimo horror andiamo insieme all’ideal che è la sala dove di solito vado da sola.
    questo l’ho già visto…

  12. AnnaMagnanima

    che bello. questo film è stato la bomba.
    quello che non riesco a spiegare è un dettaglio nel finale quindi
    non oltrepassate la linea dello
    SPOILER
    .
    .
    .
    il corpo di donna in cui albergava il demone era quello della mamma o della figlia?
    io tendo a credere che sia quello della mamma in quanto si spiegherebbero gli episodi di sonnambulismo e anche la presenza del corpo della nonna in soffitta portato da lei ma di cui lei non ricorda nulla sarebbero giustificabili.

    FINE SPOILER

    comunque gran filmone.

    • Cicciput

      Credo, andando a tentoni e basandomi sul titolo del film, che se lo siano passato la nonna, la mamma e per ultima la figlia, che sia tornato nella mamma dopo la morte della piccola, e che fondamentalmente il motivo per cui la mamma sia sia decapitata da sola sia proprio perché per “far uscire” il demone bisogna morire in quel modo. Il perché non se lo sia preso direttamente il figlio maschio, visto che il demone aveva bisogno del suo corpo, è un po’ un mistero. Diciamo che non è che sia spiegata benissimo questa faccenda eh. Non si capisce bene come funzioni questo demone.

    • Pitch f. H.

      [SPOILER]

      Charlie, la bambina, è stata l’host di Paimon sin dalla nascita.
      Dopo la sua morte, lo spirito del demone non si installa in Annie ma rimane vagante fino al suo sacrificio per (auto)decapitazione.

    • [SPOILER]

      OK, ma non mi sono ancora del tutto chiari alcuni passaggi. La Nonna era una Satanista e il suo progetto era quello di diventare la sposa di Paimon, giusto?

      Se sì, non poteva farlo senza coinvolgere i nipoti?

    • Pitch f. H.

      [SPOILER]

      No, zero finalità Harmony.

      Ricchezza e posizione sociale, che sono i doni che Paimon può distribuire a piene mani ai suoi adoratori, sono la più probabile mission aziendale della setta guidata dalla Nonna.

    • Ghostbuster Keaton

      Per rispondere a BG: stando a come sono state messe giù le cose, questo film mi è sembrato qualcosa come il capitolo finale di una saga famigliare. Tipo, un’ossessione per il satanismo o lo spiritismo o vattelapesca tramandatasi per via femminile. Di qui le morti dei membri maschi della famiglia: il nonno che si è lasciato morire di fame, il figlio di nonna, schizofrenico, che si è impiccato perché pensava che la suddetta gli avesse messo persone dentro. Insomma, ne è venuta fuori una saga perché quei progetti satanici non sono mai stati realizzati, per la morte dei maschi che probabilmente sarebbero serviti ma che forse non volevano farne parte; da ultimo, l’unica persona razionale della famiglia, che ha preso fuoco. Ecco perché i nipoti sono tornati utili…
      Invece, non avevo colto ci fosse stato un host (o più) del demone, nel senso: verso la fine del film, quando Annie è fuori di testa, dice di aver per sbaglio risvegliato una presenza maligna. L’avevo interpretato come il risveglio di sto Paimon, e stop

    • Alessandro

      La nonna si è solo offerta di dargli un corpo. Non si tratta di possessione, la possessione prevede che un demone ti entri dentro e ti manovri, in realtà non è proprio che ti entra dentro fisicamente, ma ti si avviluppa un po’ dentro e un po’ fuori e la sua elettricità bypassa la tua nel far funzionare il cervello, da cui i movimenti a scatti dei posseduti, che NON si arrampicano sui muri a meno che non sia possibile per la forma degli stessi, e allora si mantengono in equilibrio sforzando i muscoli a mille, tanto sei tu che soffri, il demone se ne frega.

      La nonna voleva offrire al demone un corpo preparato fin da piccolo per legarsi al demone, sennò in genere non c’è legame tra il tuo DNA e gli atteggiamenti ormonali/elettrochimici che esso suggerisce (il tuo carattere insomma) e il carattere del demone, c’è rigetto, il corpo si ammala e muore.

      Per questo la nonna passava così tanto tempo con la bambina, dopo aver fallito nel convincere la propria figlia a farle tenere il maschietto primogenito: tra pozioni e rituali, la stava pre-trattando. Infatti nella bambina non c’è mai stata un’anima umana, al momento della nascita sì ma entro poco c’era solo Paimon, durante il film stesso c’era solo lui, e quando loro invocano la bambina, in realtà invocano il demone, perché il demone E’ la bambina, lo è sempre stato.

      Ma un corpo femminile non è adatto ad un demone maschile e così sono lentamente riusciti a recuperare il figlio maschio, che era l’obbiettivo fin dall’inizio. Se tutto fosse andato come volevano loro, l’eventuale anima umana del figlio maschio sarebbe stata scacciata entro pochi mesi di età, rimpiazzata dal demone, e non ci sarebbe mai stato bisogno della concezione di una secondogenita.

      La nonna non lo ha mai avuto dentro: un demone possiede qualcuno solo quando incidentalmente può, se un mago nero, uno vero, disposto ad uccidere e fare cose orrende per nutrirlo, come la nonna e la sua setta, lo evoca, il demone se ne frega di possedere qualcuno, ai demoni fa schifo possedere gli umani, un “vero” (non in senso buono eh!) nazista non stuprerebbe mai una donna ebrea perché nella sua follia, crede che il solo contatto lo sporcherebbe, perfino se è un contatto sadico.
      I demoni ci odiano a quei livelli. No, ciò che loro preparavano era di farlo nascere fisicamente in un corpo tutto suo.

      Fortuna che non è possibile nella realtà!

    • AnnaMagnanima

      @Alessandro con questo commento mi hai spaventato.
      “Fortuna che non è possibile nella realtà!”

    • Anonimo

      @Anna

      Il corpo umano si lega solo a spiriti a forma di umano, come livello di potere, antichità, e grado generale di bontà e cattiveria (per questo quando si diventa troppo buoni o troppo marci non ci si reincarna più).

      Un demone è così marcio che nemmeno un corpo cyborg lo accoglierebbe!!!
      Credimi, nessun film, nessuna cazzata pseudoreligiosa e certamente nessuna cazzata pensata da qualche mago nero ingannato, NULLA permette di capire quando è marcio un demone.

      Una donna distrutta dall’eroina che, davanti ad uno spacciatore sadico che le dice “uccidi tuo figlio e ti regalo questa dose, che sennò costa troppo per te” LO FA, ebbene una persona simile, paragonata ad un demone, è solo una poveraccia che ha fatto una cosa triste.
      Paragonato a loro, Hitler era un politico senza cuore e poco più.

      L’Oscurità è la nostra parte in ombra. Ambizione, rabbia, dominio, vendetta. Va governata, ma non è per forza malvagia. Non c’entra coi demoni.
      Il M-A-L-E è tutt’altro.

    • Alessandro

      Scusa Anna “Anonimo” ero io

    • AnnaMagnanima

      grazie

    • Alessandro

      @anna

      Un bacione!

    • Ruper Tevere

      Anche a me hai fatto cagare addosso Alessandro!!!
      (alla fine l’ho visto, peraltro a casa da solo)

    • Alessandro

      Sì, è geniale in come è congegnato, è malvagio, crudo, nessun tentativo di hollywoodianizzare il male. Solo la consapevolezza del fatto che il male umano è come la spiaggia paragonata all’oceano, dove si nascondono i veri mostri, che a volte vengono a riva.

  13. Skywalker Texasranger

    Che merda di film. Non capisco davvero come si possa tirare in ballo The Witch, It Follows o addirittura L’Esorcista per una tale cazzata.

    • Matra

      Oh, grazie. Ero incredula di fronte ai commenti entusiasti, da tanto non mi capitava di vedere un film così deludente, superficiale e raffazzonato. Rendo merito
      [SPOILER]
      alle due scene già citate (inizio modellino/stanza reale + post incidente con primo piano infinito) ma lo svolgimento totale è addirittura offensivo.

    • Tizio di passaggio

      Tu sei offensivo

  14. Giovanna Terminator

    L’ho appena visto, notevole ma Toni Collette non evoca la madre bensì la figlia.

  15. Sono andata a vederlo ieri dopo averne sentito parlare il giorno prima alla Radio (in modo entusistico) e devo dire che mi ha molto soddisfatta. Cinema di provincia, fine Luglio, una 30ina di spettatori in sala. Devo dire che nella seconda parte del film le risatine dei bimbo-minchia presenti hanno iniziato a darmi sui nervi. Ho desiderato prendessero fuoco anche loro (brutti stolti deficienti che state assistendo ad un’opera dell’ingegno frutto di impegno, lavoro, passione, sudore e sangue. Voglio un po’ vedere voi che nella vita non sapete fare un cazzo, fatelo voi un film a 32anni). Anch’io, come ha scritto qualcuno, sono convinta che ridessero più per sdrammatizzare e scaricare la tensione che non per altro, anche perché il film, a me che non sono certo di primo pelo, almeno in quattro punti della narrazione ha provocato una bella scarica di brividi.

    Mi è piaciuto soprattutto il finale, l’ho trovato spavaldo nello spingere l’accelleratore dell’Horror e del Disturbante.

    L’unico leggerezza della sceneggiatura (IMO) è come mai la figlia (Toni Colette) non abbia mai guardato prima gli album di famiglia della madre, dove c’erano foto davvero di esplicite. Ma, nell’economia generale, alla fine ci si passa sopra perché il resto mi è sembrato tutto abbastanza ragionato e credibile.

    Altro aspetto che mi è piaciuto sono gli elementi del contemporaneo, i social, messaggi sugli smartphone, i discorsi che fanno i ragazzi sui loro coetani, sempre filtrati attravero i social, schermate di ragazze su Instragram sullo schermo del computer, la festa a cui partecipano i ragazzi in quegli interni modernissimi. Si capisce da questi particolari che dietro la camera e alla scrittura c’è un regista giovane. Belle le musiche e l’ambientazione, sempre a ridosso delle montagne.

    • Tizio di passaggio

      Toni Colette non ha mai guardato gli album perché non ha mai avuto un gran rapporto con la madre,anzi diciamo che un rapporto vero non c’è mai stato, come spiega alla riunione tipo alcolisti anonimi.Quindi è credibile che non abbia mai sfogliato gli album di foto della madre e die suoi amichetti cultisti.

  16. Sono andata a vederlo ieri dopo averne sentito parlare il giorno prima alla Radio (in modo entusistico) e devo dire che mi ha molto soddisfatta. Cinema di provincia, fine Luglio, una 30ina di spettatori in sala. Devo dire che nella seconda parte del film le risatine dei bimbo-minchia presenti hanno iniziato a darmi sui nervi. Ho desiderato prendessero fuoco anche loro (brutti stolti deficienti che state assistendo ad un’opera dell’ingegno frutto di impegno, lavoro, passione, sudore e sangue. Voglio un po’ vedere voi che nella vita non sapete fare un cazzo, fatelo voi un film a 32anni). Anch’io, come ha scritto qualcuno, sono convinta che ridessero più per sdrammatizzare e scaricare la tensione che non per altro, anche perché il film, a me che non sono certo di primo pelo, almeno in quattro punti della narrazione ha provocato una bella scarica di brividi.

    Mi è piaciuto soprattutto il finale, l’ho trovato spavaldo nello spingere l’acceleratore dell’Horror e del Disturbante.

    L’unico leggerezza della sceneggiatura (IMO) è come mai la figlia (Toni Colette) non abbia mai guardato prima gli album di famiglia della madre, dove c’erano foto davvero di esplicite. Ma, nell’economia generale, alla fine ci si passa sopra perché il resto mi è sembrato tutto abbastanza ragionato e credibile.

    Altro aspetto che mi è piaciuto sono gli elementi del contemporaneo, i social, messaggi sugli smartphone, i discorsi che fanno i ragazzi sui loro coetani, sempre filtrati attravero i social, schermate di ragazze su Instragram sullo schermo del computer, la festa a cui partecipano i ragazzi in quegli interni modernissimi. Si capisce da questi particolari che dietro la camera e alla scrittura c’è un regista giovane. Belle le musiche e l’ambientazione, sempre a ridosso delle montagne.

  17. Ruper Tevere

    Cazzo, cazzo e ancora cazzo. Io tuttora non posso vedere l’esorcista. Anzi siccome sono sempre stato attratto dall’horror, mi fa paura anche questa sottotrama in cui sono attratto da ciò che mi spaventa perché in realtà l’orrore è dentro di me…brrrr (tutto vero eh. Fatalità ieri ho iniziato a leggere l’Esorcista il libro – con l’idea che quando lessi IT mi passò la paura del pagliaccio – e nonostante il patto con me stesso di fermarmi appena fa troppa paura, ieri sera il solo ricordo di quello che succede dopo, mai rivisto, non mi ha fatto addormentare).

    Morale: fomentatissimo ma mi conosco, non lo vedrò, che palle, che palle e ancora che palle. E si capiva già dal trailer che era una bombetta. Ma un cazzo, mi dovrò incatenare all’albero maestro come Ulisse. Non cederò.

    • Skywalker Texasranger

      Non ti perdi niente. E’ una merda di film. In sala la gente si sbellicava dal ridere, e non per stemperare la tensione, come ha ventilato qualcuno, ma perchè è un film ridicolo e banale. Le lodi sperticate che ha ricevuto qua davvero non me le spiego.
      Vediti l’esorcista, piuttosto.

  18. Throbs

    Buoni i primi 40 min.,azz filmone pensi..e poi diventa una saga del già visto,peccato.L horror dell anno è a quiet place,con distacco.

  19. Mei

    Bellissimo

  20. Videostronz

    Bomba pazzesca, uno degli horror piu fighi che ho visto. Non capisco le lamentele sulla poca plausibilità di certi eventi in un film dove si invoca il demonio e – spoilerone – ci si riesce

  21. Zalandra

    “Un piccolo inciso dedicato a quelli che si lamentano del finale troppo splatteroso/mistico/letterale: vi meritate Adinolfi.”

    Cicciolina… ti amo :D

  22. x-meh

    Ma solo io ci ho visto un po’ di riferimenti a society the horror?

    • Alessandro

      AHAHAHAHAHAHAH!!!!

      Quel film è un capolavoro!!! Ma questo è serio e angosciante, l’altro era quasi comico-politicizzato (molte battute nella versione italiana sono tradotte male ma nell’originale sono sottili e divertenti)

  23. IoMeMedesimo

    Mah…LA prima parte mi é piaciuta parecchio, Charlie é fantastica, poi entra in scena il demoGnio e francamente per me tutto và in vacca.

  24. paolo

    Buoni i primi 3 minuti .. poi la noia totale.. con l’apple watch mi sono guardato il battito cardiaco per tutto il film . Mi sa che quando era alto era a 68bpm

  25. Alessandro

    Io mi sono cagato sotto appena ho riconosciuto il simbolo del ciondolo all’inizio del film. Paimon è tra le entità più marce che esistono. Se vi dicessi di più, o non mi credereste, o vi caghereste sotto come me. Il regista, a meno che non sia un mago nero vero e proprio sotto copertura, è stato quantomeno imprudente.

    Il film in sé è un capolavoro, ma non lo riguarderò mai più.

    • Pitch f. H.

      “Se vi dicessi di più, o non mi credereste, o vi caghereste sotto come me. ”

      Sicuramente la seconda che hai detto.

    • Alessandro

      Non parlo volentieri dei demoni. Ci sono entità più potenti, oscure sì ma tecnicamente buone e quindi decisamente più fiche

      I demoni sono merda pura. Non importa se si spacciano per divinità pagane o esseri incompresi: sono merda pura.

      Se vuoi esplorare il lato fico e buono delle tenebre profonde (che è più sacro assai della “Luce” classicamente intesa) studia il culto indù di Shiva e Kali.

      Sesso in tutte le salse, stregoneria, pericolo e morte, ma non allo scopo di fare lo stronzo, anzi! A quello di crescere e diventare maturo e buono

    • Pitch f. H.

      Rispetto la tua conoscenza.
      Ma se accettassimo l’esistenza di demoni, diavoli, Shiva e Pazuzu dovremmo di conseguenza ammettere l’esistenza di DIO e di tutta la sua posse.

      Il problema è che l’Uomo combatte sin dalla sua nascita contro la consapevolezza di essere un animale essenzialmente banale, con una conoscenza pressoché pari a zero di se stesso. Sogna, ma ancora adesso non ha scoperto perché lo fa. E accetta, materializza e talvolta glorifica i suoi demoni, ovvero parte più marcia di sé pur di sentirsi ‘speciale’. Meno potente di Dio, ma più importante di una lumaca di terra. Un discreto compromesso.

      _

      Tornando in topic (Hereditary).
      L’uso di Paimon è funzionale al regista per avere tutto il tempo che vuole (ovvero: 3/4 della durata) per concentrarsi sul lato margheritabuyo del film. Nel momento che, obbligato dai canoni del genere, la deve buttare in caciara ha già un villain pronto all’uso senza bisogno di troppe introduzioni o spiegoni.

      Così lo spettatore può decidere per il classico AS IS, oppure andare su internet a cercare chi è Paimon e scoprire cose che a video non vengono spiegate.

    • Alessandro

      Scusami ma non è vero affatto. Che c’entra il dio dei cristiani?

      I demoni possono benissimo avere un’origine diversa dall’essere angeli caduti. Io non faccio tanta difficoltà ad accettare una visione dell’universo in stile Lovecraft, con esseri più evoluti (alcuni potenti come DIO ma che non ci cagano nemmeno di striscio) e altri più a misura umana, che viaggiano tra i mondi e hanno idee differenti sul trattare le entità inferiori. C’è chi le vuole coccolare, chi sterminare o dominare. Mai visto La Moglie dell’Astronauta?

      Comunque hai ragione tu, siamo off topic, ho sbagliato io ad aprire in questa direzione.

    • Alessandro

      Pitch il tono della mia risposta era troppo duro. Scusa.

    • Pitch f. H.

      “Rispetto la tua conoscenza” is the new: “Premetto che non sono razzista ma…”.

      Tranquillo, su questo sito ho visto off topic MOLTO più esagerati di questo. Del resto si parla di PAIMON, che è il deus ex machina del film recensito. Disquisire sulla sua esistenza o meno (per me –> non esiste) conferisce un significato diverso al film.

    • Alessandro

      Sono felice che per te non esista
      Gli scettici sono indispensabili per tagliare loro ogni via d’accesso. Molto meglio degli idioti che li credono “povere entità neutrali fraintese in quanto non-automaticamente-rassicuranti”. Non lo sono. Sono malvagi.
      Ottimo che tu non ci creda.
      In ogni caso non sono tipo da internet né tantomeno da offtopic
      Questo sito mi piace e non voglio rompere oltre.

    • Ruper Tevere

      Ciao Alessandro. Io ho avuto la medesima impression con questo e con the Witch, ovvero che il regista/autore nel fare un film voglia anche compiere un ritual, o comunque non si schieri affatto dalla parte della luce

    • Alessandro

      Ti dirò, The VVitch è un casino in termini di luce e ombra. Le parole di “potere” alla fine sono banalmente le chiavi di enoch, perfino quel simpaticone di LaVey (edonismo e anticlericalismo NON fanno un satanista, fanno un genio giocherellone) le scrive nella Bibbia di Satana e a meno che il 99% del potere non venga da te, non le ho mai viste funzionare.

      Il film in sé certamente parla di cose oscure, ma lì è molto difficile chiarire, perché sebbene il sacrificio di bambini sia proibito nella stregoneria vera e propria, comportarsi da predatore ne rappresenta il lato più oscuro, che tuttavia non è automaticamente magia nera. Nel film le streghe vengono attivamente lasciate intendere come in combutta col Male assoluto, e quando sei in combutta col male, anche solo vivere e respirare è un atto blasfemo, perché “tu” (non tu Rupert, tu interlocutore della frase ovviamente) diventi un atto blasfemo in sé.
      Ma a meno che i comportamenti delle streghe non siano compiuti al servizio di un demone, la maggior parte di essi possono ricadere nelle zone più estreme del grigio, senza attivamente contattare il nero (sacrificio del bambino escluso).

      Molte tribù pagane che veneravano Ares o un suo corrispondente rapinavano, stupravano e mangiavano i viandanti, senza che fosse magia nera. Comportarsi male non è il MALE. Il MALE è qualcosa che odia i tuoi lati migliori e li vuole per sempre distruggere. Qualcuno che ti tratta male compie il male, ma non è il MALE.

      Quindi io trovo the VVitch salvabile (anche se non lo riguardo volentieri eh) mentre questo qui è proprio OUT

      (a meno che il regista non volesse al contrario sensibilizzarci tutti contro le macchinazioni di queste forze, nel qual caso è stato un eroe)

    • Ruper Tevere

      Non è invece molto chiaro Crowley circa il sacrificio degli infanti?

      Circa il male, c’è un raccnto di Machen, riportato anche ne Il Mattino dei Maghi, che sostanzialmente mi sembra dire quello che dici tu (“il male non corrispondere a compiere crmini, il male è l’assalto al cielo”, riassumento con parole mie).

      In ogni caso mi sembrano molto ambigui gli autori sul tema. Io peraltro non è che sia particolarmente interessato, ne sono incuriosito, ma venero il Dio dei Cristiani, come diresti tu :)

    • Alessandro

      Crowley usava termini simbolici, su questo mi sento di rasserenarti senza ipocrisie.

      Il bambino indica il noi innocente ma proprio per questo ingannabile: sacrificarlo vuol dire rinunciare a demandare agli altri la responsabilità delle nostre azioni.

      “L’ho fatto perché mi sono fidato di duemila anni di storia che dicono chiaramente che Gesù, di cui mi fido, ha insegnato questo”

      Beh, non c’eravamo, forse non l’ha detto, forse è un’invenzione.

      Capisci? Anche nelle frange più esoteriche del cristianesimo si invita a presentarsi d’innanzi al Giudizio con un cuore fiero, che si prende l’assoluta responsabilità delle proprie azioni.

      I bambini non hanno certi ormoni attivi, ormoni che psicologicamente rimandano alle energie dell’adolescenza e dell’età adulta, sessualità, aggressività, responsabilità, paura.
      Certo, provano tutte queste cose, ma in una forma iniziale, rispettabilissima ma acerba.
      Un bambino non sarà mai un nemico alla pari, e le poche correnti che concepiscono il sacrificio umano (oggi non più praticate, io ti parlo della loro psicologia in termini antropologici) comunque prevedevano che il sacerdote o un suo campione sconfiggesse in un combattimento rituale l’uomo rapito per sacrificarlo. Se vinceva lui, non solo era libero, ma se voleva, poteva unirsi alla tribù e portare pure con sé moglie e figli. Al punto che in molte tribù dell’Est Europeo, alcuni uomini andavano di proposito a dire “voglio sfidare il vostro campione, se perdo mi sacrificate ma se vinco mi unisco al gruppo” perché paradossalmente offriva maggiori certezze di sopravvivenza che vivere isolati in mezzo ad una natura (bellissima ma) aspra.

      Sull’ambiguità, posso capire i tuoi dubbi. Mi permetterei di rassicurarti circa il fatto che non sento autentica oscurità spirituale ronzare attorno a the VVitch

      (nessuno che davvero creda alla magia userebbe le chiavi di enoch facendole passare per qualcosa di spaventoso, sono magia potente solo se sei potente tu, e non è comunque magia nera, averle usate alla fine da molto una sensazione di “per sentito dire”)

      ma certo non intendo offendere la tua intelligenza.
      Quanto a venerare il dio dei cristiani, apprezzo i motivi per cui lo fai, per cui lo fanno tutti quelli che lo fanno.
      Vedete in Gesù una figura degna del massimo rispetto, i cui insegnamenti sono geniali e senza tempo.
      La mia visione è un po’ più complessa e in definitiva un tantinello più oscura, ma avallo e apprezzo la tua, perché ne onoro i fondamenti e le ragioni.

    • Ruper Tevere

      First of all: grazie che ti sei profuso in spiegazioni.

      E’ abbastanza corretto quello che dici sul perché molti cristiani, me compreso, si dicono tali, ma anche la mia visione del mondo è un po’ più complessa. Ma non contorta, quello no. Sul Cristianesimo, per lo meno, cerco di mantenere un pensiero semplice. Senza complicare troppo, posso aggiungere che da buon fatalista, credo che se quello è il messaggio che mi è arrivato c’è un motivo.

      Su Crowley però non sono convintissimo, e cito: “il rito supremo dovrebbe creare un’atmosfera particolare attrverso la morte della vittima. Con questo risto si potrebbe raggiungere il vertice dell’Arte Magica. La cosa migliore sarebbe sacrificare una fanciulla, possibilmente vittima volontaria, perché se fosse maldisposta al sacrificio, potrebbe introdurre una corrente ostile. La fanciulla dovrebbe venir violentata, poi tagliata in nove pezzi. La testa, le braccia e le gambe dovrebbero venire amputate, e il tronco tagliato in quattro parti.” ecc. ecc. (sempre che la traduzione sia corretta, mentre scrivevo mi sono cercato alter citazioni di magick in inglese).
      Mi sembra quantomeno ambiguo! E la storia del linguaggio simbolico pericolosetta! E soprattutto, perché nascondersi allora?

      Tornando a bomba al cinema, io ho notato un incremento di film che non sono affatto chiari nello schierarsi, che sono ambigui, come le parole di cui sopra. Anche Martyr, mi viene in mente. Sono io impressionabile? (beh sì, facile che sia così. un bambinonen che ama terrorizzarsi) AH, ne approfitto, anche Evangelion mi sembra un’opera molto ambigua.

      Non ho capito, infine, molto bene cosa sono le chiavi di Enoch.

    • Errata Corrige

      Potrebbe riferirsi a uno di questi due libri
      https://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Enoch
      https://www.macrolibrarsi.it/libri/__le-chiavi-di-enoch-libro-primo-libro.php#recensioni
      http://archive.is/da6Z5

      Questo film mi ispira poco ma con questi vostri scambi di commenti
      almeno ha prodotto qualcosa di interessante

    • Alessandro

      Oddio dai Evangelion pesca da una visione orientale e non-occidentale, dove la morte è la porta per il nirvana e quindi non viene vista come un atto di violenza ma come un “evento” che deve essere glorioso e colmo di significati, ma non necessariamente evitato a tutti i costi.

      Martyrs è solo un tripudio di pessimismo per dichiarazione serena e chiara dell’autore, uno sfogo in un momento di negatività profonda per la sua vita personale. Bello per allargare i propri orizzonti, ma una volta che lo hai visto, bah, per me finisce lì. Bello come pellicola, ma non come film. Nel senso che è fatto benissimo, ma al di là della forma c’è poca sostanza.

      Su Crowley, credimi, chiunque può scrivere cazzate, la prova di se ci crede o se è simbolico, è se alla fine lo fa o no. Se non lo fa, se non ci va nemmeno vicino, allora è un uomo alla ricerca di esorcizzare riflessioni contorte, ma non è certamente un mago nero. In ogni caso va detto che Crowley ad un certo punto si è rincoglionito. Ha perfino iniziato a praticare la goezia (evocazioni di demoni), quindi un santo non era. Però arrivare nel concreto a fare ciò che scrisse in Magick no, sta’ sereno.

      Tornando al cinema (giustamente!!!) i film ambigui arrivano quando l’arte concede a se stessa e agli altri di esplorare cose nuove e alla fine (forse dovrei dire “finalmente”) si arriva a ciò che un tempo era proibito.

      Certo è vero che alcuni sono attivamente un po’ oscuretti eh, ma a volte invece lo sembrano più di quanto non lo siano.

      Soprattutto Evangelion, l’ho amato e studiato in tutte le salse, la sua simbologia ed emotività è abbastanza chiara per chi ha un’infarinatura di Induismo e Buddhismo, soprattutto Vajrayana e del culto di Kali, danno una lettura diversa della morte e della fine della vita sulla Terra. Simile all’idea dell’Apocalisse cristiano, dove Dio distrugge la Terra “semplicemente” come chiusura di un cerchio per invitare in Paradiso tutti i meritevoli rimasti in una volta sola, e quasi nessuno (tranne i malvagi) sta troppo a crucciarsi per cosa accade sul pianeta.

    • Alessandro

      Le Chiavi di Enoch comunque sono una serie di suoni che hanno il potere di produrre vibrazioni quantistiche, capaci di mettere il tuo cervello in contatto con il tessuto dello Spazio e del Tempo, e quindi capace di instillare nella polpa dell’esistenza una sorta di compulsione a far accadere quello che desideri. Questa è la magia. Ma le Chiavi di Enoch sono solo veicoli. Non hanno potere intrinseco. Devi darglielo tu con la tua bioelettricità. Funzionano eh, sarei una merda se mi mettessi a smerciare le mie idee senza chiarimenti laddove migliaia e migliaia di persone ne hanno un giusto rispetto.

      Io però voglio che la magia dimostri se stessa. Voglio che quando impiego una Parola di Potere il mi corpo e inconscio si accendano come un albero di Natale. Voglio sentirla vibrare, come a dire che quel suono è DAVVERO il linguaggio degli Spiriti. L’Enochiano funziona, ma è… non so come dirlo… non è la VERA lingua, ci va solo molto vicino. E io non voglio accontentarmi. Uso solo Parole di Potere date a me personalmente dagli Spiriti durante i riti. Ho usato ogni libro negli anni, e ora mi focalizzo su cose più intime.

    • Ruper Tevere

      Grazie Alessandro, è stato un confronto per me stimolante. Purtroppo, non so quanto lo sia stato per te: io da bravo fifone certe cose le tengo alla fine distanti (e come scrivevo credo sopra da qualche parte, il fatto che ne sia attratto mi terrorizza). Sai com’è, se uno ammette l’esistenza del male (o comunque di quello che nel cristianesimo viene definito tale, così ci capiamo), ne segue che questo è necessariamente bugiardo, ingannatore e seduttore (su EVA alcuni riferimento luciferini TROPPO precisi mi hanno sempre fatto un po’ specie – non ci ho mai creduto che Anno abbia infilato tutto dentro a casaccio perché faceva cool. E la sua storia personale e di EVA stesso somigliano molto alla storia di un patto, successo in cambio di… ma qui parla il signor impressionabile, ricordiamocelo :))

    • Alessandro

      No, credimi, la sensibilità orientale è semplicemente diversa da quella occidentale. Devi capire che per loro il male sta nella malvagità (a-Dharma) più che nella visceralità e oscurità emotiva (Tamas). Non dimenticare che per loro il Cristianesimo e la sua sensibilità sono cose lontane, studiate solo sui libri, tanto quanto per certi cristiani davvero limitati (tu non suoni affatto nella loro lista) lo sono che ne so i miti vichinghi, i cui dèi passerebbero certamente per demoni pagani agli occhi di un fanatico dell’Opus Dei.

      Gli orientali, e i giapponesi più di tutti, usano spesso demoni cristiani nelle loro storie, per loro è semplice folklore, capisci?

      Il problema è culturale, non spirituale.

      Fidati di me, il Male si riconosce. Se ne sente l’odore. Evangelion vibra di una nota emotiva tutta sua ma non su quella falsariga là :-)

      Anche per me è stimolante parlare con te, ogni volta che posti qualcosa citi un diverso film di cui si può parlare!!!

      E tanto per rassicurarti, la curiosità ha mille origini, la principale è voler contestualizzare se stessi all’universo che ci circonda, capendo come funziona. Non c’è nulla di marcio nella tua curiosità verso il soprannaturale. Incuriosisce tutti gli uomini intelligente e sensibili.

      Non mescolare paurosità e peccaminosità. Il fatto che una cosa sia misteriosa e sinistra non vuol dire che ci si nasconda il male. E di conseguenza, essere affascinati dallo scoprire cosa si nasconde è una cosa virile, non losca.

  26. Partito con aspettative altissime, dirò la verità: mi sono annoiato molto. E’ interpretato bene, ma non c’è nulla di originale, è lentissimo, troppo lungo e dispersivo e soprattutto dove avrei dovuto spaventarmi invece ho riso, come se stessi guardando un Asylum. Segno che pure i meccanismi del genere non sono padroneggiati benissimo, con scene troppo telefonate e soluzioni già viste. Horror dell’anno no, manco del mese per me.

  27. Ang Lì

    Voto: 6 1/2. Horror dell’anno mi sa di no, diciamo dell’estate, ché stanno per uscire La Settima Musa e The Nun e ci sono buone probabilità che entrambi facciano meglio. Il fatto è che questo film è eccessivamente faticoso. Dopo attenta riflessione e lettura di recensioni varie, possiamo arrivare a capire che [SPOILER] Ellen ha evocato Paimon in passato (nelle foto dell’album vediamo cadere i dobloni di cui il demone è il portatore); probabilmente in cambio di favori ha accettato di favorirne l’incarnazione; ha provato a “instillarlo” nel figlio, già tarato a causa della pazzia del padre e quindi ospite debole e prediletto dal demone, il quale figlio però non ha retto e si è suicidato; ha aspettato quindi che Annie avesse Peter, che però ha portato Annie ad allontanarsi da Ellen a causa dei comportamenti alienanti della madre; e infine ha deciso di incanalare Paimon in Charlie, visto che l’età avanzava e non avrebbe potuto sperare di sopravvivere abbastanza per vedere un’altra generazione. Quindi ha organizzato con la setta il complotto per trasferire il demone da Charlie a Peter, disincarnandolo con la morte di Charlie per permettergli di possedere un Peter a quel punto traumatizzato a sufficienza da divenirne l’ospite. Tutto bene, o meglio tutto male visto che anche questo lungo e doloroso parto è pieno di plot holes: come poteva sapere la setta che Charlie avrebbe avuto un attacco allergico e avrebbe messo la testa fuori dal finestrino? Come mai anche Ellen ha bisogno di perdere la testa, visto che Paimon è già dentro Charlie? Alla fine Peter conserva la personalità di Charlie o quella di Paimon? E così via. Ma transeat, qualche difficoltà in un’opera prima la si può anche perdonare. Il vero guaio è che il regista non si decide: o racconti una storia spaventosa o usi l’orrore come metafora della società reale, non entrambi. In questo film, il soprannaturale non è un proxy per la brutalità della vita e il disfacimento dei rapporto familiari: anzi, alla fine la sottotrama demoniaca spiega quell’orrore e in certa misura lo giustifica, invece di esaltarlo. Allo stesso modo, la stretta allo stomaco inflitta dall’orrore “reale” (gli incidenti capitano, la gente muore, il dolore è ovunque) rende la paura del soprannaturale poca roba, disinnescando così la seconda parte del film. In sintesi quindi capolavoro sì, ma mancato.

    • Alessandro

      Ti dirò sono d’accordo a metà. Ho capito come ragioni e il tuo post mi suona coerente, ma ti propongo una visione alternativa. Il male nell’uomo esiste. Il film pesca dall’idea che se ne concentri molto dove c’è di mezzo qualcosa di non-umano.

    • Tizio di passaggio

      In realtà per quanto riguarda l’allergia di Charlie c’è un punto in cui spiega che la nonna dava un sacco di roba da mangiare alla figlia, cosa che ha poi fatto sviluppare l’allergia alla bambina.Adesso non ricordo bene i particolari perché l’ho visto mesi fa, ma ricordo che all’epoca lo avevo capito.

  28. stefano

    non sarà l’horror dell’anno (in realtà si, sicuramente il più angosciante) ma quelli che dicono di aver riso o appoggiano il riso altrui dovrebbero essere condannati a sentire un clic notturno ogni notte per il resto dei loro giorni…comunque film che non annoia e che è anche bello da vedere a prescindere dalla trama. Per chi si lamenta dell’implausibilità della trama invece credo ci sia un girone infernale apposito.

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