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Anti-family day: la recensione di Hereditary

IL PEZZO DI JACKIE LANG

Vi ricordate Poltergeist? Vi ricordate che con tutto quanto di terribile poteva accadere c’era una certezza: “meno male che abbiamo una famiglia”?!
Ecco, non è Hereditary.
La famiglia fa schifo, è il luogo peggiore del mondo. E lo è sottilmente, lo è mentre sembra premurosa, mentre sembra adoperarsi a tuo favore, mentre sembra preoccupata per te. E invece no. INVECE NO!

L’adorabile sorellina

Hereditary è un film dai fondamentali di ferro. Padroneggia le basi del mestiere con una proprietà impressionante. Riesce a dare risalto, tensione e vero sbigottimento alla comparsa del paranormale, qualcosa che nei film dell’orrore è un dettaglio più che ordinario, il momento in cui il protagonista scopre che nella sua realtà esiste l’inspiegabile. La scena in cui per la prima volta accade qualcosa di incontrovertibilmente paranormale in Hereditary arriva a metà del film (come avveniva anche in quel gioiellino che è Sinister), e ha tutta la forza che dovrebbe avere un momento simile.

L’irreprensibile mamma

Che qualcosa non vada bene lo si capisce dall’inizio sia chiaro. È tutto sbagliato nelle vite di Hereditary, ci sono suoni che non dovrebbero esserci, allucinazioni e sonnambulismi che non vanno bene. Ma nulla di effettivamente paranormale, fino a che questa madre con problemi che di lavoro fa dei modellini scala di scene della sua vita, dettagliatissimi, non va da una medium per evocare lo spirito di sua madre, morta ad inizio film “dopo una vita piena di segreti e misteri”.

L’equilibrato primogenito

Da lì la macchina è messa in folle e spinta in discesa. Il paranormale aumenta sempre di più, e tutto quel che conosciamo (un bellissimo repertorio di comparse nello sfondo, un po’ sfocate) è gestito alla grande. Se ne avete sentito parlare come “l’horror dell’anno”, beh… è vero. Lo è.
I momenti più memorabili del film coinvolgono volti pallidi che fanno ciao con la manina nell’ombra, levitazioni alle spalle dei protagonisti, combustione, formiche e una fottutissima testa auto-mozzata segandola via con un cavo. Ma a tutto questo è dato il peso che ha, non c’è quel senso leggero del cinema horror d’exploitation, nel quale si fa ben presto l’abitudine alla violenza. Qui ogni atto è terribile e perpetrato in faccia ad un altro personaggio, la vera essenza della violenza: fare male a chi la subisce, atterrire chi la guarda. Pura brutalità domestica con la scusa del demonio (sempre la solita).

Le attività serali per tutta la famiglia

Una morte nella prima parte del film avrà un peso terribile e una piccola riunione finale con candele sfrutterà una combinazione di colori fenomenale per l’horror, tra il bianco, il rosso e color legno chiaro, un cottage maligno dove è perfettamente credibile che avvenga il peggio del peggio del peggio. Ecco se siete pazzi e non so perché avete visto Silence di Martin Scorsese (magari sbagliandovi e pensando fosse la storia di un mafioso italoamericano detto Silenzio perchè taglia la lingua ai suoi avversari) la conclusione di Hereditary ha gli stessi colori di quel matto finale funereo di Scorsese, solo con un senso diametralmente opposto. E io ho pensato: “Dev’essere davvero così quando il maligno decide di prendersela proprio con te e la tua famiglia di stronzi”.

IL PEZZO DI CICCIOLINA WERTMÜLLER

Che bello il cinema horror degli ultimi anni; in mezzo a tante prove mediocri, ogni tanto escono certi capolavori innovativi e intellettualmente gratificanti che ti fanno star bene, tipo The Babadook nel 2014, The VVitch nel 2015 e ora questo Hereditary. Tutti di registi debuttanti, tutti a tema familista, e tutti retti dalle prove attoriali di attrici straordinarie. O forse sono io particolamente appassionata di film che farebbero incazzare Adinolfi e sborrare André Gide (quello di “Famiglie! Vi odio!”), non so. Comunque Hereditary, The VVitch e una manciata di gran bei film degli ultimi anni (oh, a me A Ghost Story è piaciuto) sono tutti prodotti dalla A24, bravi ragazzi, ottimo lavoro.

A proposito di poster fighi

Hereditary non solo è decisamente spaventoso, con le ombre che forse sono fantasmi, e i fantasmi che forse sono persone, e le persone che forse sono il demonio. Hereditary è un film spassosissimo, costruito dal regista Ari Aster come una rollercoaster ride (passatemi l’espressione, dai, è efficace) che prende lo spettatore e lo sbatacchia allegramente in giro – come peraltro succede a uno dei personaggi. Io l’ultima volta che mi sono sentita così era durante la tempesta nel deserto di MMFR, per dire. Aster gioca da consumato professionista, dosando effetti sonori (il “click” della lingua di Charlie che ritorna nei momenti più sinistri, il suono simbolo di tutto il film) e gli spaghetti messi al posto giusto, le scene grandguignolesche e le sterzate di sceneggiatura che ti fanno cadere la mascella – come peraltro succede a un altro dei personaggi. Insomma vai a vedere un film e ti ritrovi a far parte del cast. E non è una buona notizia. Anche perché i personaggi, poveracci, sono a loro volta ricreati (con crudeltà e spregio, in tutti i loro fallimenti) sotto forma di modellini dalla madre di famiglia Annie.

Starring Ronnie James Collette

La grandezza di Hereditary sta nella brutalità visiva e concettuale di cui impregna ogni sequenza, dai giocattoli grotteschi costruiti da Charlie alle miniature iperrealistiche e unheimliche costruite da Annie, che prende il suo lavoro di miniaturista come una terapia per venire a capo di un’esistenza non esattamente serena e di una famiglia di pazzi furiosi. Fino alle allucinazioni cruente non suggerite ma mostrate in modo insistente, persistente proprio come se fossero vere; per non parlare dei volti digrignati, distorti, brutti che riempiono lo schermo nei momenti e nei modi peggiori: Milly Shapiro è simpaticissima, ma le belle bambine sono altre; Toni Collette è assolutamente geniale nello sforzo che profonde in tutto il film, e secondo me è anche una bella donna, ma qui fa paura!, sembra una iena! Aster non bada a spese nel farti vedere come stanno le cose nella famiglia Graham, ti aggredisce. Ma il colpo da maestro avviene dopo un evento terribilmente traumatico, quando anziché inquadrare la reazione degli altri fissa la camera sul volto di un personaggio sotto shock per il dolore: un primo piano di cattiveria insostenibile. Forse è per questo che molti lo definiscono “uno dei film più spaventosi della storia”: perché da un film non ti aspetti che ti tratti così male.

La prova scientifica

Un piccolo inciso dedicato a quelli che si lamentano del finale troppo splatteroso/mistico/letterale: vi meritate Adinolfi.

DVD-quote:

“La famiglia fa schifo”
Jackie Lang, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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45 Commenti

  1. jax

    EMMINCHIA mi avete alzato un minimo le aspettative per questo film….

  2. Alimentare Watson

    Vi ricordate quando andava di moda scrivere “Primo!!!” nei commenti?
    Cmq, non sapevo nulla di questo film, ho solo visto la locandina in uno di quei multiplex in zona industriale, sfondo nero con scritta HEREDITARY in bianco, che non lasciava intuire niente.
    Pensavo fosse la solita poverata estiva, ma ora mi tocca corrompere qualcuno per andare a vederlo.
    Colpa vostra.

  3. Past

    sta nella mia wishlist quando usci il primo trailer, e questi pareri non fanno che fomentare…hypomentro arrivato alla stratosfera.

  4. menodzero

    l’ho visto giovedì scorso e mi è piaciuto tantissimo, mi ha terrorizzato da matti al punto che (non mi capitava di decenni) ho avuto problemi ad addormentarmi, è proprio vero che l’orrore ti segue anche dopo i titoli di coda.
    conto di andare a rivederlo tra oggi e domani, mentre conto le ore che mi separano dall’edizione bluray prevista per l’8 novembre, sperando che tra i contenuti extra inseriscano l’ora di film tagliata dal regista per la versione cinematografica.

    posso dire che, per certe tematiche, mi ha ricordato la lenta e progressiva discesa nella follia di KILL LIST?

  5. Cicciput

    Premetto: a me complessivamente non è piaciuto. Secondo me è un ottimo film finché si muove nell’ambito familiare e getta le premesse, va completamente in vacca nel momento in cui entra in gioco l’elemento ‘para’ (paraculo più che paranormale, per me) e demolisce quello che di buono ha creato nella prima metà.

    Da qui in poi SPOILERS

    Diciamo che nella prima metà è un film assolutamente terrificante, nel senso positivo. La scena della morte della piccola Charlie, soprattutto l’immediato post-botto, con l’inquadratura del povero ragazzo sfigato che gli succedono tutte a lui e il primo piano che resiste fino a quando intervengono le urla straziate della madre, è potentissima, una delle scene horror più belle che abbia mai visto. Da lì il film sale di tono, per una mezz’ora dopo questa scena ho pensato che stavo assistendo ad un capolavoro vero e proprio. La scena, altrettanto terrificante, in cui mamma e figlio si scannano – verbalmente – mentre il papà assiste come se lo stessero prendendo a padellate in faccia, credevo fosse il punto di volta del film, il cartello che indicava una direzione ben precisa.
    Purtroppo no. Quando entra in scena la medium e il ‘para’, per me si sgonfia tutto. Anche perché le scene con i suppellettili che si muovono e i corpi levitanti non mi sono parse ispirate ed efficaci quanto quelle più puramente angosciose della prima metà di film. Oltretutto, se nella prima parte il ritmo era piuttosto lento e ragionato, la paura si fondava su quello che temevamo più che su quello che veniva mostrato a schermo, nella seconda si mollano gli ormeggi e ci vengono vomitate addosso scene dopo scene con tutto il repertorio horror più cheap possibile, tra faccette, insettucci, gente che cammina sui muri, combustioni, roba che negli horror si vede da sempre e cozza col tipo di paura che il film sembrava suggerire all’inizio. Senza contare che la trama del re dell’inferno (?) e della setta mi è sembrata abbastanza confusa e fondamentalmente superflua, visto che il film funzionava egregiamente già con le sole dinamiche familiari.
    Insomma, per me un gran peccato. La cosa assurda, che non mi era mai successa, è che quando si sono accese le luci in sala a fine primo tempo la gente era sinceramente turbata e spaventata, non volava una mosca, mentre a fine film invece c’era chi rideva di gusto, la tensione si era completamente smontata. Alcune scene mi sono sembrate assolutamente ridicole, sia nelle intenzioni che nella resa finale, seppur la realizzazione (effetti, recitazione, fotografia, scelte di regia) è indubbiamente ottima. È un peccato anche che alcune idee interessanti, come quella delle miniature o quella dei disegni sul blocco, siano sfruttate tutto sommato poco.
    Capisco comunque chi l’ha trovato piacevole, nel senso che è un horror sicuramente sopra la media, ma per me non è il capolavoro che poteva essere, anzi, l’impressione che ho avuto è quella di un film che parte alla grandissima, ma finisce per essere poco più che mediocre.

    • Il Reverendo

      Se ti è piaciuta tanto la prima parte è tanto di meno quella puramente horror, forse non è tanto un difetto del film quanto una questione di gusti tuoi personali, magari preferisci il dramma all’horror, perché concordo anche io che quella prima parte sia decisamente più angosciante, ma lo è nel modo in cui lo era revolutionary road.
      La parte horror fa meno “paura” anche perché è dove la tensione esplode nel conflitto, non hai più paura di quello che si nasconde dentro l’armadio o sotto il letto, perché ora ce l’hai davanti. Lo affronti o muori.

      Personalmente, insieme alla fortissima angoscia, la prima parte si portava dietro un vago senso di “ok ma che cazzo sto vedendo? Andrà a parare da qualche parte?” E alla fine per fortuna lo fa, va a parare da qualche parte. Ti racconta una storia che è horror, che è sovrannaturale e che è anche sensata nella sua economia.

    • Cicciput

      In realtà secondo me anche la prima parte ha una forte valenza orrorifica, anzi, basandosi su un piano realistico, forse anche più “concreta”. (Spoiler) Le disgrazie succedono: può succedere benissimo che due tragici lutti si succedano nel giro di pochi giorni, può succedere che per una distrazione un fratello causi la morte della sorella, può succedere che una madre dalla condizione mentale instabile arrivi quasi a uccidere i propri figli. Questo era quello che faceva funzionare così bene Babadook, per esempio, la riflessione sull’elaborazione del lutto e la depressione, dove il mostro era simbolico, ma non per questo faceva meno paura. Qui si gettano queste basi e poi si dà la colpa di tutto al diavolo. Mi ha deluso, tutto qui. Poteva essere anche un punto a favore, intendiamoci. Ho letto in giro paragoni con Rosemary’s baby, ma lì diciamo che il sospetto monta un po’ per volta, si insinua, poi esplode nella sua chiarezza. Qui a un certo punto c’è uno spiegone, con tanto di supporti fotografici, il film ti dice chiaro e tondo che “oh, c’è la setta, c’è il demonio, tutto quello che succede è colpa del demonio! Stacce.”
      Che poi se vogliamo parlare del senso, io a fine film avrei fatto volentieri qualche domanda a chi ha scritto il film. Non sono uno di quelli che vuole che gli sia spiegato tutto, per carità. Ma mi avrebbe fatto piacere sapere com’è che il cadavere di nonna arriva in soffitta senza che nessuno se ne accorga, o perché il marito prenda fuoco, o perché la mamma non ha mai guardato l’album di fotografie della nonna finché la sceneggiatura non l’ha richiesto, eccetera. Insomma mi è parso tutto buttato un po’ così, alla rinfusa, per far quadrare il film.
      Sicuramente incidono anche i gusti personali miei. Però non ero l’unico a ridere in sala quando la mamma si fa la sua passeggiata sul muro.

    • Anonimo

      – – – SPOILERZ – – –

      Posso supporre che il cadavere della nonna sia stato introdotto dalla setta, come e quando, senza farsene accorgere (dato che c’era sempre almeno un componente della famiglia in casa) non c’é dato saperlo.
      Così sempre la setta suppongo abbia arraffato i giocattoli di Charlie, e significa comunque, che il suddetto gruppo, avesse accesso libero e completo alla proprietà.
      Ma perché il padre prenda fuoco, proprio non riesco a spiegarmelo, in nessun modo, con nessuna supposizione.
      Credo fosse semplicemente il metodo più veloce e macabro per far fuori un personaggio come quello del padre che rappresenta la parte “cinica” del film, la ragione e che, giustamente voleva opporsi a tutto ciò quindi impedire il compimento del rituale, senza neanche saperlo.
      Però non puoi farlo cosi, senza una spiegazione.

      Ps: a me più che passeggiata, quando esce dalla stanza del ragazzo, sembrava stesse esercitandosi nello stile a rana.

    • Il Reverendo

      non ho capito che spiegazione cerchiate, nel momento in cui il paranormale e l’irrazionale entrano a far parte del film a gamba tesa, vi mettete a cercare una spiegazione razionale del fatto che si verifichino fatti paranormali?
      volendo anche il fatto che la madre cammini sui muri non ha una spiegazione (no, il fatto che sia posseduta non basta a questo punto)

      le risate durante i film horror seri io le ho sempre viste in bocca a chi cerca di esorcizzare il senso di paura che sta provando, anche perchè altrimenti non vedo cosa possa provocare ilarità nella madre che corre sui muri. anche prendendola come una cazzata sinceramente mi sfugge il lato comico.

      e sul resto io continuo a pensare che sia il giusto svolgimento del film. che è un horror e che va a parare sull’horror. è verissimo che la parte della tragedia della bambina è più angosciante e spaventosa di qualsiasi avvenimento paranormale, ma se non vai a parare su qualcosa di horror abbandoni il genere di riferimento e fai un film diverso di genere diverso (un dramma, appunto), che può essere bello quanto ti pare ma che io personalmente non sarei andato a vedere perchè non me ne sbatte un cazzo. l’horror invece lo vado a vedere e in un horror cerco elementi horror.

    • Skywalker Texasranger

      La gente in sala rideva perché questo non è l’horror dell’anno. La gente rideva perché questo film è una ciofeca.

    • Pitch f. H.

      Solo un inciso. Non esiste alcuna codifica specifica che imponga all’interno di un film di genere horror elementi paranormali e sovrannaturali.

    • Norton Antichrist

      Vabbè ragazzi, per chi voleva un film senza il paranormale e gestito interamente come la prima parte c’è Bergman, questo è un horror. Non rompete le palle, su.

    • Sono d’accordo, nel senso che per me l’Horror-Horror è quello in cui si dà ‘veramente’ adito all’esistenza del Demoniaco e del Soprannaturale. Se non ci sono questi elementi, sono horror diversi, di tipo psicologico, della mente umana che crea mostri.

  6. sbronzonella

    Bomba atomica. Rosemary+Babadook+Sacred Deer+++

  7. David Kronenbourg

    C’entra poco, ma la colonna sonora è di Colin Stetson, mica cazzi…

  8. Ghostbuster Keaton

    Dài, mi avete convinto, lo vedrò. Se si avvicina anche lontanamente a Babadook o The VVitch mi posso ritenere soddisfatta; negli ultimi anni di buoni horror (o spacciati come tali) neanche col binocolo… o quasi

    anche se quel poster mi ricorda la copertina di The miracle dei Queen. eddai

  9. Pitch f. H.

    Horror dell’anno? Mio stasera, ore 20, Ideal Cityplex.

    Calcisti che vogliono incontrarmi per autografi o per consigli tipo: “Trovare il punto G in meno di 5 secondi” oppure “Stendere un bestione di 200 kg solo sollecitando il suo tendine rotuleo”, mi riconosceranno dalla canottiera rosa.

    • Pitch f. H.

      Ok visto. Nell’infamissima SALA 5.
      Pro-Tip: evitare file centrali in sala 5 dell’Ideal, con quella cazzo di luce dell’uscita di sicurezza a colorarti di verde l’intera visione periferica destra.

      Note sparse introduttive:

      1. L’Heart Rate Challenge è una cazzata;
      2. Toni Collette nei panni per lei INEDITI di una madre depressa, esaurita, schizzata a mille;
      2. A. Il premio “madre dell’anno” va però di diritto a quella donna/ragazza che ieri sera si è portata appresso il figlio (avrà avuto 10/12 anni max);
      3. @recensore: (spoiler) viene evocata Charlie, non la defunta madre (fine spoiler);
      4. Gabrel Byrne, dopo che le cose con Keyser Söze sono andate un po’ in merda, non si è più ripreso;
      5. Commento di Miss Pitch a fine visione: “Mah!… molto meglio Babadook!”.

      _

      Il film.

      Mi è piaciuto:

      1. L’esordiente regista Ari Aster sa tenere la mdp in mano e cazzo se la sa usare bene;
      2. (spoiler) L’intera sequenza che porta alla morte di Charlie, dalla festa al ritrovamento della testa (fine spoiler) è MAGISTRALE: pura magia cinematografica;
      3. Al netto di Toni Collette, che di fatto va su sicuro interpretando se stessa, anche gli altri attori sono a dir poco perfetti e ben diretti (vedi punto 1);
      4. Zero jumpscares. Non che di solito mi diano fastidio ma li ho sempre ritenuti un modo molto, troppo cheap di fare paura;
      5. Geniale come il film riesca a rendere l’idea di famiglia disfunzionale (disfunzionalissima!) senza appoggiarsi comodamente sulle classiche violenze, abusi, alcolismo ecc ecc.

      Non mi è piaciuto:

      1. L’accumulo finale. Troppo, e tutto insieme;
      2. Le motivazioni dell’accumulo finale e dell’intera storia. Un accrocchio, mal spiegato –e a quanto pare neanche ben chiaro ai protagonisti stessi– di stregoneria, satanismo, occultismo;
      3. Mancanza di un vero e proprio twist. Classica “storia imbuto”: tutti gli elementi confluiscono in un punto, il finale, senza particolari deviazioni.

      In sostanza: horror dell’anno? Se oggi fosse il 31 Dicembre, sì.
      Ma manteniamo alto l’ottimismo.

    • Hai la mia attenzione.
      Relativamente al punto g, me ne sbatto, ma in quanto al secondo punto mi hai incuriosito.
      Che competenze hai, di grazia?

    • Pitch f. H.

      Come molti bambini che hanno subito bullismo, nel mio caso durante le scuole medie, ho iniziato a fare Karate allo Shotokan Yudanshakai di Milano arrivando negli anni al 2° Dan. Da due anni, a Torino, frequento corsi di Close Combat e Krav Maga. Per diletto, non lo metterei certo nel CV.

      Per la precisione: ““Stendere un bestione di 200 kg solo sollecitando il suo tendine rotuleo””, era ovviamente ironico. In uno street fight contro uno più grosso, puntare ai suoi arti inferiori forse non è la più grande stronzata che puoi fare, ma neanche la scelta più efficace.

    • Common background: pratico e insegno Krav e altro da una quindicina d’anni per i medesimi motivi (leggi bullismo).
      Se non sbaglio qualche tempo fa eri tu che citavi Trieste e una mangiata di pesce poeticamente definita “meglio di molti pompini”.
      Se capiti di nuovo da ‘ste parti, ti direi di farti vivo, ma con i nick non è possibile.
      Ah, la frazione è Grignano, non Grignone.

    • Pitch f. H.

      Mi spiace per il background comune (sono serio); a quanto pare il bullismo è parte integrante dell’origin story di tanti marzialisti. Non ho fonti sotto mano ma anche Alessio Sakara ha avuto problemi di bullismo da ragazzino.

      Non ricordo il thread esatto (Ragazzo invisibile 2?), ma ricordo di essermi poi corretto sulla questione “Grignano vs Grignone” :)

      Se capiti a Torino ti faccio assaggiare una roba assurda di qui che fanno con l’olio e l’aglio e ci annegano dentro l’impossibile…

    • Un amico

      Ssssttt, tranquillo su, è tutto finito… Sei al sicuro adesso…

  10. Videostronz

    minchia che fomento, non vedo l’ora

  11. AnnaMagnanima

    wow! allora il prossimo horror andiamo insieme all’ideal che è la sala dove di solito vado da sola.
    questo l’ho già visto…

  12. AnnaMagnanima

    che bello. questo film è stato la bomba.
    quello che non riesco a spiegare è un dettaglio nel finale quindi
    non oltrepassate la linea dello
    SPOILER
    .
    .
    .
    il corpo di donna in cui albergava il demone era quello della mamma o della figlia?
    io tendo a credere che sia quello della mamma in quanto si spiegherebbero gli episodi di sonnambulismo e anche la presenza del corpo della nonna in soffitta portato da lei ma di cui lei non ricorda nulla sarebbero giustificabili.

    FINE SPOILER

    comunque gran filmone.

    • Cicciput

      Credo, andando a tentoni e basandomi sul titolo del film, che se lo siano passato la nonna, la mamma e per ultima la figlia, che sia tornato nella mamma dopo la morte della piccola, e che fondamentalmente il motivo per cui la mamma sia sia decapitata da sola sia proprio perché per “far uscire” il demone bisogna morire in quel modo. Il perché non se lo sia preso direttamente il figlio maschio, visto che il demone aveva bisogno del suo corpo, è un po’ un mistero. Diciamo che non è che sia spiegata benissimo questa faccenda eh. Non si capisce bene come funzioni questo demone.

    • Pitch f. H.

      [SPOILER]

      Charlie, la bambina, è stata l’host di Paimon sin dalla nascita.
      Dopo la sua morte, lo spirito del demone non si installa in Annie ma rimane vagante fino al suo sacrificio per (auto)decapitazione.

    • [SPOILER]

      OK, ma non mi sono ancora del tutto chiari alcuni passaggi. La Nonna era una Satanista e il suo progetto era quello di diventare la sposa di Paimon, giusto?

      Se sì, non poteva farlo senza coinvolgere i nipoti?

    • Pitch f. H.

      [SPOILER]

      No, zero finalità Harmony.

      Ricchezza e posizione sociale, che sono i doni che Paimon può distribuire a piene mani ai suoi adoratori, sono la più probabile mission aziendale della setta guidata dalla Nonna.

    • Ghostbuster Keaton

      Per rispondere a BG: stando a come sono state messe giù le cose, questo film mi è sembrato qualcosa come il capitolo finale di una saga famigliare. Tipo, un’ossessione per il satanismo o lo spiritismo o vattelapesca tramandatasi per via femminile. Di qui le morti dei membri maschi della famiglia: il nonno che si è lasciato morire di fame, il figlio di nonna, schizofrenico, che si è impiccato perché pensava che la suddetta gli avesse messo persone dentro. Insomma, ne è venuta fuori una saga perché quei progetti satanici non sono mai stati realizzati, per la morte dei maschi che probabilmente sarebbero serviti ma che forse non volevano farne parte; da ultimo, l’unica persona razionale della famiglia, che ha preso fuoco. Ecco perché i nipoti sono tornati utili…
      Invece, non avevo colto ci fosse stato un host (o più) del demone, nel senso: verso la fine del film, quando Annie è fuori di testa, dice di aver per sbaglio risvegliato una presenza maligna. L’avevo interpretato come il risveglio di sto Paimon, e stop

  13. Skywalker Texasranger

    Che merda di film. Non capisco davvero come si possa tirare in ballo The Witch, It Follows o addirittura L’Esorcista per una tale cazzata.

  14. Giovanna Terminator

    L’ho appena visto, notevole ma Toni Collette non evoca la madre bensì la figlia.

  15. Sono andata a vederlo ieri dopo averne sentito parlare il giorno prima alla Radio (in modo entusistico) e devo dire che mi ha molto soddisfatta. Cinema di provincia, fine Luglio, una 30ina di spettatori in sala. Devo dire che nella seconda parte del film le risatine dei bimbo-minchia presenti hanno iniziato a darmi sui nervi. Ho desiderato prendessero fuoco anche loro (brutti stolti deficienti che state assistendo ad un’opera dell’ingegno frutto di impegno, lavoro, passione, sudore e sangue. Voglio un po’ vedere voi che nella vita non sapete fare un cazzo, fatelo voi un film a 32anni). Anch’io, come ha scritto qualcuno, sono convinta che ridessero più per sdrammatizzare e scaricare la tensione che non per altro, anche perché il film, a me che non sono certo di primo pelo, almeno in quattro punti della narrazione ha provocato una bella scarica di brividi.

    Mi è piaciuto soprattutto il finale, l’ho trovato spavaldo nello spingere l’accelleratore dell’Horror e del Disturbante.

    L’unico leggerezza della sceneggiatura (IMO) è come mai la figlia (Toni Colette) non abbia mai guardato prima gli album di famiglia della madre, dove c’erano foto davvero di esplicite. Ma, nell’economia generale, alla fine ci si passa sopra perché il resto mi è sembrato tutto abbastanza ragionato e credibile.

    Altro aspetto che mi è piaciuto sono gli elementi del contemporaneo, i social, messaggi sugli smartphone, i discorsi che fanno i ragazzi sui loro coetani, sempre filtrati attravero i social, schermate di ragazze su Instragram sullo schermo del computer, la festa a cui partecipano i ragazzi in quegli interni modernissimi. Si capisce da questi particolari che dietro la camera e alla scrittura c’è un regista giovane. Belle le musiche e l’ambientazione, sempre a ridosso delle montagne.

  16. Sono andata a vederlo ieri dopo averne sentito parlare il giorno prima alla Radio (in modo entusistico) e devo dire che mi ha molto soddisfatta. Cinema di provincia, fine Luglio, una 30ina di spettatori in sala. Devo dire che nella seconda parte del film le risatine dei bimbo-minchia presenti hanno iniziato a darmi sui nervi. Ho desiderato prendessero fuoco anche loro (brutti stolti deficienti che state assistendo ad un’opera dell’ingegno frutto di impegno, lavoro, passione, sudore e sangue. Voglio un po’ vedere voi che nella vita non sapete fare un cazzo, fatelo voi un film a 32anni). Anch’io, come ha scritto qualcuno, sono convinta che ridessero più per sdrammatizzare e scaricare la tensione che non per altro, anche perché il film, a me che non sono certo di primo pelo, almeno in quattro punti della narrazione ha provocato una bella scarica di brividi.

    Mi è piaciuto soprattutto il finale, l’ho trovato spavaldo nello spingere l’acceleratore dell’Horror e del Disturbante.

    L’unico leggerezza della sceneggiatura (IMO) è come mai la figlia (Toni Colette) non abbia mai guardato prima gli album di famiglia della madre, dove c’erano foto davvero di esplicite. Ma, nell’economia generale, alla fine ci si passa sopra perché il resto mi è sembrato tutto abbastanza ragionato e credibile.

    Altro aspetto che mi è piaciuto sono gli elementi del contemporaneo, i social, messaggi sugli smartphone, i discorsi che fanno i ragazzi sui loro coetani, sempre filtrati attravero i social, schermate di ragazze su Instragram sullo schermo del computer, la festa a cui partecipano i ragazzi in quegli interni modernissimi. Si capisce da questi particolari che dietro la camera e alla scrittura c’è un regista giovane. Belle le musiche e l’ambientazione, sempre a ridosso delle montagne.

  17. Ruper Tevere

    Cazzo, cazzo e ancora cazzo. Io tuttora non posso vedere l’esorcista. Anzi siccome sono sempre stato attratto dall’horror, mi fa paura anche questa sottotrama in cui sono attratto da ciò che mi spaventa perché in realtà l’orrore è dentro di me…brrrr (tutto vero eh. Fatalità ieri ho iniziato a leggere l’Esorcista il libro – con l’idea che quando lessi IT mi passò la paura del pagliaccio – e nonostante il patto con me stesso di fermarmi appena fa troppa paura, ieri sera il solo ricordo di quello che succede dopo, mai rivisto, non mi ha fatto addormentare).

    Morale: fomentatissimo ma mi conosco, non lo vedrò, che palle, che palle e ancora che palle. E si capiva già dal trailer che era una bombetta. Ma un cazzo, mi dovrò incatenare all’albero maestro come Ulisse. Non cederò.

    • Skywalker Texasranger

      Non ti perdi niente. E’ una merda di film. In sala la gente si sbellicava dal ridere, e non per stemperare la tensione, come ha ventilato qualcuno, ma perchè è un film ridicolo e banale. Le lodi sperticate che ha ricevuto qua davvero non me le spiego.
      Vediti l’esorcista, piuttosto.

  18. Throbs

    Buoni i primi 40 min.,azz filmone pensi..e poi diventa una saga del già visto,peccato.L horror dell anno è a quiet place,con distacco.

  19. Mei

    Bellissimo

  20. Videostronz

    Bomba pazzesca, uno degli horror piu fighi che ho visto. Non capisco le lamentele sulla poca plausibilità di certi eventi in un film dove si invoca il demonio e – spoilerone – ci si riesce

  21. Zalandra

    “Un piccolo inciso dedicato a quelli che si lamentano del finale troppo splatteroso/mistico/letterale: vi meritate Adinolfi.”

    Cicciolina… ti amo :D

  22. x-meh

    Ma solo io ci ho visto un po’ di riferimenti a society the horror?

  23. IoMeMedesimo

    Mah…LA prima parte mi é piaciuta parecchio, Charlie é fantastica, poi entra in scena il demoGnio e francamente per me tutto và in vacca.

  24. paolo

    Buoni i primi 3 minuti .. poi la noia totale.. con l’apple watch mi sono guardato il battito cardiaco per tutto il film . Mi sa che quando era alto era a 68bpm

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