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Escape Plan 2: io che credevo, io che speravo

Per tutti coloro che, come me, alla scoperta dell’esistenza di Escape Plan 2 hanno tentato di ricordarsi se avevano visto il primo, ecco la recensione del film del 2013 a firma di Nanni. Trattasi ovviamente di un pezzo molto bello, eh? Per cui vi consiglio di leggerla ma qualora non trovaste il tempo ecco che i400Calci vi offre un nuovo importante servizio. Pronti? IL RIASSUNTO DELLE RECENSIONI PASSATE!

Nel 2013 Hollywood c’aveva nostalgia per i pettoni degli anni Ottanta. Noi andavamo al cinema gasati per The Expendables ma ci rimanevamo male. Poi, dal nulla, arrivava un filmetto ambientato in prigione con Stallone e Schwarzenegger, il buddy movie che avevamo sognato da piccoli, e noi ritrovavamo la speranza. Ma non solo la speranza! Anche quell’idea di cinema piccolo e di genere che piace a noi giovani. Tutti felici!

Passano cinque anni da quella recensione. Passano cinque anni per Schwarzy che si tira indietro e passano, ancora più importante, cinque anni da quella Hollywood. Ed esce il seguito di Escape Plan. Si intitola Escape Plan 2: Hades (l’Ade, inteso come Regno dei Morti della Mitologia greca e latina) e non ha il coraggio di affrontare il grande schermo, ma si presenta nella sua più fiera e consona versione di DTV. Certo, un DTV di lusso, con Stallone e Bautista in locandina, ma sempre di un DTV si parla, sia chiaro. Tutto urla: “Paesi dell’Est! Budget ridicolo!” sin dalla prima inquadratura e, come diceva quel gruppo là, a te spettatore consapevole non resta altro da fare che “sit back, relax and let yourself go.

La prigione coi robottini

L’azione si apre in un imprecisata prigione dove la squadra di agenti della Breslin S.P.A., l’azienda di Stallone, leader nel mercato delle evasioni, tenta di liberare alcuni ostaggi tenuti dietro le sbarre da dei cattivi. La squadra è composta da un cinese, Huang Xiamong, che capiamo subito essere fortissimo, e da due hispter più o meno sovrapponibili con la barba molto curata: Jesse MetcalfeWes Chatham. Sembra andare tutto per il meglio ma quest’ultimo, mentre tutti gli fanno fretta, cincischia tentando di far vedere quanto è bravo ad usare il computer. Questo porta alla morte di uno degli ostaggi e a un leggerissimo malcontento nel gruppo. Stallone infatti licenzia l’hipster pasticcione e questo non la prende per niente bene. Rumorino di flashforward… un anno dopo! 

alla voce “prenderla bene”

Shangai: il cinese fortissimo si trova a fare, controvoglia, da bodyguard a suo cugino, una specie di Elon Musk cinese che si trova nel mirino di alcune multinazionali del terrore che vogliono rubargli un brevetto che serve a fare delle cose x, che fanno più o meno rima con “sicurezza del mondo”. Una sera, dopo una serie di bagordi matti, arrivano dei ceffi con delle maschere che menano il cinese fortissimo e rapiscono il cugino. I due si risveglieranno, rullo di tamburi, in una prigione di massimissima sicurezza da cui è troppo impossibile uscire! Dove c’è anche l’hipster licenziato da Stallone! Il cinese fortissimo, per comodità, indossa una divisa da carcerato tagliata come fosse un kimono pazzeschissimo. Da qui, più o meno, parte il film. 

quello forte è quello sulla destra, come si intuisce dal kimono

Le cose fighe di un film come Escape Plan sono due. La prima è com’è organizzata la prigione da cui i nostri devono evadere. Com’è la sua struttura, quali numeri di intelligenza e scaltrezza dovranno inventarsi i nostri protagonisti per avere la meglio e per riveder le stelle. Non solo: chi come me ha il fetish dei prison movie sa che oltre a questo ci devi mettere un paio di elementi fissi: un direttore cattivissimo ma molto elegante e la dura vita day by day dei prigionieri. Risse, violenze, fazioni… Tutto quello che piace a noi ragazzi, insomma. La seconda è utilizzare al meglio i nomi che hai in locandina, in questo caso Stallone e Bautista, coppia sulla carta altamente esplosiva. Ma procediamo con ordine.

Ahahahaha. Mi hai fatto ridere.

La prigione di Escape Plan 2, che dovrebbe essere chiamata l’Ade, viene chiamata da tutti, per tutto il tempo, lo Zoo. Questo perché: “qui siamo tutti animali!”. Si tratta di una megaprigione megafuturibile con tanto di robot secondini e infermieri, celle arredate con un ottimo gusto minimal, campi magnetici pronti a fulminarti al primo passo falso e, punto cruciale, una specie di zona comune dove avvengono le battles. Ogni tot, il direttore (un elegantissimo Titus Welliver che non crede al film manco per un secondo) fa scontrare dei prigionieri a suo piacimento. Chi vince si può godere due ore nel Santuario, una stanza bianca con delle immagini belle di Natura alle pareti dove si può leggere, riposare, disegnare. Al di là di una resa piuttosto ridicola dovuta alla povertà dei mezzi e dalla CGI messa in campo, l’idea di base non è male e, con la scusa delle battles, ci vengono presentati un paio di personaggi piuttosto interessanti. Certo, non si fosse così pigri si potrebbe fare di più, ma la strada è quella giusta.

The Rockets?

Veniamo al punto dolente del film, cioè l’utilizzo di Stallone e Bautista. Risulta chiaro fin da subito che siamo di fronte a due film separati. Da una parte c’è Escape Plan 2, dall’altra delle scene di raccordo girate in interni dove compaiono Sly e Bautista, l’80% delle volte separati, che… parlano. Parlano al telefono, parlano con altri, chattano al computer. Menano? No. Parlano. E uno pensa: ma ce la fate? Ma perché? Ma cosa vi abbiamo fatto di male noi? Sì, ok, negli ultimi minuti di film anche Sylvester e Dave si sporcano le mani, ma è veramente roba da poco conto e non si intravede minimamente quello sforzo o quell’alchimia che c’era tra i due protagonisti del primo capitolo.

Dai, figa, ma ce la fai?

In attesa del già annunciato terzo capitolo, dove torneranno sia Sly che Bautista, ci dobbiamo accontentare di un film che risulta piuttosto divertente e godibile (certo, con mille difetti, spesso confuso e sfilacciato… ma di base godibile) a patto che si riesca a dimenticare che ci dovrebbero essere quei due come protagonisti e non una serie di sconosciuti. Anche bravi, eh? Cioè, personalmente non mi dispiacerebbe vedere un film solista – diretto da uno bravo – con Huang Xiamong che mena per bene le mani… ma qui i patti erano differenti. Ah, per i fan del LOL torna quel coglione di 50Cents nella parte di uno che sa usare i computer. Piccola parte per Jaime King che, con rispettando parlando, è ancora una gran bella ragazza.

DVD-Quote:

Noi siamo sempre qui, eh? Anche se i patti non erano questi. 
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer 

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13 Commenti

  1. Ciak Norris

    io ho solamente una domanda per Sly:
    Perché? ?

  2. El mariachi

    Sly che fa Dtv? Credevo solo Willis e Cage facessero ste cose, parlando di big..

  3. Zen My Ass

    Il primo capitolo era andato particolarmente bene in Cina (al punto che, credo, fosse stato il primo mercato in assoluto per il film). Questo secondo film è stato chiaramente prodotto con soldi cinesi, e pensando alla Cina come uscita, mentre Sly appare puramente per obblighi contrattuali (Schwarzenegger saggiamente non deve aver firmato per sequel vari).

  4. Axel Folle

    che già il primo era roba modestissima. nei risultati almeno.

  5. Steven Senegal

    il primo era un filmettino, brutto come prison movie, scemo come trama e come idea con – se non ricordo male – pure un passaggio da facepalm sulla politica e la questione muslim. Il fatto che di questo si sapesse la fava e che fondamentalmente frega un cazzo a nessuno significa probabilmente 2 cose:
    1) tutto il filone revival calcista basava la propria fortuna più sull’idea di vedere in scena insieme dei tizi glorie del passato che sulla qualità della messa in scena. E – spoiler – a parte quell’hype durato 4o 5 anni anche un po’ per moda, è finito
    2) di contro è sparita pure la coesione del pubblico che ha cavalcato quel revival, si torna alla solitudine dei propri cam rip, dtv sgrausi o a qualche sequenza in un cinecomic. Si torna nicchia

  6. Woody Alien

    Meglio gli ultimi 2 dei tribe che i primi 3, dilla era in formissima

  7. Blackporkismo

    Gia dal nome 50Cents si sente aria di povertà e del suo omonimo posto il cestone

  8. JAMES VAN NOKER

    DAIII, CHE IL PRIMO ERA FORTE! stallone e arnold insieme erano spassosi, la trama e l’idea pure… non era roba proprio da poco… anzi, io che lavoro in un cinema, ricordo che quando usci Escape Plan, la sala era sempre piena e la gente a fine film aveva sempre commenti positivi per il film..

  9. Lorath

    “In attesa del già annunciato terzo capitolo”

    Tra l’altro non avevano già finito di girarlo mesi fa?

  10. Darko Ramius

    Titus! <3

  11. Past

    si era simpatico il primo, proprio per arny che aveva un ruolo cazzarissimo…bei momenti quelli tra exp 1 e 2…so tornati gli action anni 80!111!!!! dicevano…peccato poi che tutti progetti che uscirono a ruota, tutti più o meno validi, furono dei flop…

  12. Maury

    Scusate se sono meno diplomatico degli altri commentatori ma, per citare Fantozzi “questo film è una cagata pazzesca!” . E purtroppo chi ve lo dice è un fan di vecchia data di Stallone e ovviamente anche di Schwarzenegger. Quando ho visto questo film (in inglese..quasi incomprensibile) mi sono chiesto : ma Stallone fa anche sta roba!? Praticamente qui Stallone è solo una comparsa, come Bautista. Per il resto, si tratta di una sorta di B movie con attori sconosciuti, trama risibile, ripetitiva e confusa ….e tanta noia. Speriamo che Stallone non voglia fare la fine di Seagal …

  13. Past

    Ah, da noi ovviamente in sala e pubblicizzato come manco la pigiamata del momento, miracoli di Sly.

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