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Prendi due paghi uno: la recensione di Alita – Macchine mortali

Volete più bene a James Cameron o a Peter Jackson? Sì, okay, suppongo dipenda da quanto avete amato Il signore degli anelli: se siete di quelli che riguardano periodicamente, in mini-maratone, non solo le versioni estese della trilogia, ma anche tutti gli extra dell’ormai fondamentale cofanetto home video [la precedente frase potrebbe contenere tracce dell’autobiografia di Xena Rowlands, ndr], potreste metterci qualche secondo prima di rispondere «ma il papà di Terminator, Aliens e Titanic, naturalmente!». Cameron si è formato, come tutti i nostri eroi, alla corte di Roger Corman; Jackson, come tutti abbiamo sempre sognato di fare, con quella che Wikipedia chiama splatter phase. Ognuno di loro ha firmato un film che detiene il record di 11 Oscar vinti, e hanno fatto con il cinema più soldi di chiunque altro. Il primo ha la fama di essere un perfezionista cagacazzi incline alla mitomania, il secondo di essere un perfezionista amabile incline alla depressione. A un certo punto le loro strade si sono incontrate e direttamente fuse nei destini della Weta e, bam!, sono anni che tutti noi abbiamo il triste sospetto di esserceli definitivamente giocati, uno perso a programmare i suoi 257 sequel di Avatar, l’altro a filmare prequel stiracchiati e innecessari (rischiando peraltro di mandare in fallimento la propria intera nazione) a 48 fotogrammi al secondo.

a destra: prequel, a sinistra: sequel

Alita – Angelo della battaglia è un progetto che James Cameron coltiva fin da appena dopo Titanic, quindi da circa 20 anni: aveva acquistato subito i diritti per adattare il manga Gunnm di Yukito Kishiro, segnalatogli dal suo amicone Guillermo del Toro (a parte: la storia di grande amicizia tra Cameron e Del Toro è un bellissimo film a sé, comprende padri rapiti e fare a pugni con Weinstein before it was cool). Ma si sa che il canadese, tra le sue qualità, non ha “rispettare le deadline”, per cui tra una menata e l’altra Alita esce solo ora, e James non ne è nemmeno il regista accreditato: al suo posto c’è un altro nostro vecchio amico, Robert “Tarantino presents” Rodriguez, mentre Cameron produce e co-firma la sceneggiatura – insieme a Laeta Kalogridis, una tizia che io da anni mi chiedo com’è che continuino a farla lavorare, ha scritto solo cose che quando sono bei film lo script è comunque la parte peggiore, quando va male sono Altered Carbon. Sono andata a vedere Alita con le migliori intenzioni, nonostante non conoscessi il manga (ma mi ero informata leggendo qua e là, tra cui questo pezzo bello ed esauriente che vi consiglio), sono uscita dicendo “aspetta ma io questo film però l’avevo già visto due mesi fa”. Questo film è Macchine mortali, ed ecco a voi il motivo per cui, come nelle migliori stagioni dei saldi, vi beccate la recensione di Alita – Macchine mortali, ovvero due recensioni al prezzo di un film! O viceversa! Che figata! Sigla!

Premessa

La preproduzione di Macchine mortali non è iniziata vent’anni fa come quella di Alita: solo dieci. Peter Jackson aveva iniziato a lavorare alla trasposizione del romanzo young adult di Philip Reeve nel 2009, e poffarbacco se il film fosse uscito tipo di lì a tre anni, in pieno delirio distopico-adolescenziale alla Hunger Games, forse staremmo parlando di tutta un’altra storia. Ma – plot twist! Guarda chi si rivede! Ci sarà qualcosa dietro? – Guillermone del Toro, snasando il disastroso casino che ne sarebbe seguito, molla la pre-produzione di Lo Hobbit urlando «NOPE!», e al povero Jackson tocca prendersi sulle spalle la baracca, con una gioia di vivere di cui vi forniamo una diapositiva:

sad peter is sad

Flashforward, a dicembre 2018 Macchine mortali esce in sala, e Peter Jackson non ne è il regista, bensì il produttore e il co-sceneggiatore (insieme alla moglie Fran Walsh e a Philippa Boyens, ovvero lo stesso team dietro i film tokieniani): dietro la macchina da presa c’è Christian Rivers, che se avete visto quei famosi dvd di extra di Il signore degli anelli conoscete già, perché è praticamente il minion numero uno di Jackson, supervisore degli effetti speciali nonché regista di seconde unità, spesso neppure accreditato). Ah, a proposito, va da sé che Alita e Macchine mortali hanno entrambi gli effetti speciali realizzati dalla già citata Weta. Condividono anche Junkie XL alla colonna sonora, e dopo vari slittamenti di programmazione avrebbero pure dovuto uscire entrambi prima di Natale, a una settimana di distanza l’uno dall’altro. Per fortuna qualcuno si è accorto che erano lo stesso film e quindi ha spostato Alita a San Valentino, e almeno – per ora – non sta spettacolarmente floppando come invece Macchine mortali ha avuto modo di fare.

Ambientazione

apocalisse: steampunk

All’inizio di tutto c’è naturalmente un’apocalisse: in Macchine mortali è la Guerra dei Sessanta Minuti (catastrofe nucleare causata da armi potentissime che hanno azzerato la tecnologia mondiale in un’ora), in Alita è La Caduta (una guerra misteriosa di cui si scoprirà qualcosa in più nel corso della storia). Moltissimissimi anni dopo, la Terra è inevitabilmente ridotta una merda, ed è in qualche modo dominata dalle macchine. Nel film prodotto da Peter Jackson l’ispirazione è steampunk, l’idea base è che le città siano enormi veicoli cingolati che attraversano il pianeta devastandolo e letteralmente mangiandosi i paesini più piccoli e le loro risorse. Nel film prodotto da James Cameron, c’è una città tra le nuvole – Zalem – in cui vive il ricco 1%, e ai suoi piedi Iron City, la discarica abitata dal 99%, cioè la feccia, i poveri, la plebe, i criminali, i cacciatori di taglie, i brutti ceffi etc etc. L’ispirazione qui è cyberpunk, e le macchine in questione sono più che altro cyborg: gli esseri completamente umani sono la minoranza, quasi tutti hanno almeno un impianto, un braccio tecnologico, un occhio meccanico, un microchip polifunzionale. La Londra ambulante di Macchine mortali è rigidamente divisa in caste; nell’Iron City di Alita i poveri si fottono hobbesianamente a vicenda e gareggiano a Motorball, un roller derby per cyborg potenziati dov’è facile finire morti, ma, ehi, chi vince potrà salire a Zalem (tze, credeteci). Il Motorball, ovviamente, è l’oppio dei popoli.

apocalisse: cyberpunk

Macchine mortali, che il suo stesso regista ha definito un mix tra Star Wars e Harry Potter, pesca a piene mani, tra le altre cose, da: Star Wars, Harry Potter, Mad Max: Fury Road, Laputa, Il castello errante di Howl, Terminator (nel senso, c’è un cyborg che è chiaramente Terminator, e fa pure la stessa fine di Terminator in Terminator 2), Avatar, Il signore degli anelli, tutti i fantasy in cui a un certo punto i giovani protagonisti devono andare da un punto A a un punto B in mezzo a un territorio ostile. Alita, sebbene gran parte delle sue influenze si debbano certamente al manga di partenza (che però aveva la giustificazione di essere degli anni 90), pesca a piene mani da: Ghost in the Shell, Blade Runner, Pinocchio, Terminator, Avatar, District 9, Elysium, Rollerball, Anno 2000: La corsa della morte, Serenity, Frankenstein, Jack lo squartatore, Metropolis, Wall-E, vari film di arti marziali. In entrambi i casi, ho sicuramente dimenticato qualcosa.

Personaggi

potranno mai amarmi, con questa cicatrice quasi invisibile?

La protagonista di Macchine mortali è Hester, una ragazza misteriosa dal passato misterioso, dalle notevoli capacità di combattimento, ma irrimediabilmente diversa da tutti perché – ohmioddioh l’orroreh! – ha una piccola cicatrice sulla faccia (sondaggio: è meno disturbante la cicatrice di Hester o la voglia di Art3mis in Ready Player One? Votate!). La protagonista di Alita è (pensa un po’) Alita, una ragazza misteriosa dal passato misterioso, dalle notevoli capacità di combattimento, ma irrimediabilmente diversa da tutti perché è una cyborg dagli occhioni grandi grandi, nostra signora dell’uncanny valley. Entrambe sono dotate di un interesse romantico senza carisma (sebbene tecnicamente quello di Macchine mortali dovrebbe essere addirittura il protagonista della storia), entrambe hanno un rapporto problematico con il padre adottivo (che, per Alita, è un ingegnere esperto di cyborg, mentre per Hester è un cyborg vero e proprio!).

potranno mai amarmi, con questi big eyes?

Il target principale, in entrambi i casi e nonostante la materia pop-cinematografica di cui sono fatti i loro universi, è chiaramente quello young adult, lo stesso degli hunger games maze runner e compagnia distopica cantante. Per questo non si può sfuggire, evidentemente, al corredo romantico. Per questo il povero Robert Rodriguez ha potuto filmare discreti smembramenti di cyborg, ma il cagnolino l’ha dovuto uccidere fuori campo. Come il genere richiede, entrambe le ragazze compiranno un viaggio che le porterà a essere le eroine della propria storia: quello di Hester segue una struttura più classica da avventurona-fantasy con grande atto di coraggio finale, mentre per Alita si tratta di un percorso di formazione (sulla carta pure molto interessante), in cui deve prima scoprire chi è, riesumando frammenti di ricordi dalla propria memoria cancellata, poi trasformare il proprio corpo, allenarsi, ribellarsi al padre-creatore, diventare la migliore di tutti e infine… infine niente, perché (spoiler) lo vedremo nel sequel, se ci sarà.

Il metaforone sociopolitico

letterale

C’è dell’ecologismo, ovvio: in entrambi i casi, abbiamo consumato e devastato il pianeta, riducendolo un cesso – va detto che, ambientati entrambi a molti secoli da ora, sono due film tutto sommato ottimisti sulle chance di sopravvivenza dell’umanità. Ma in Macchine mortali la metafora è quella imperialista, con le città più grosse che si pappano quelle piccine e depredano il mondo delle sue risorse, producendo una massa di schiavi, reietti, emarginati, e combattendo contro chiunque ipotizzi un altro mondo possibile. A un certo punto la visione si allarga includendo una potenza benevola e pacifista a est, e credo che questa sia una sottile metafora di “abbiamo tutti bisogno degli incassi del mercato cinese per non floppare male, signora mia”. Alita è l’1% che vive nell’attico del grattacielo fatto intera città vs il 99% che si arrabatta nella melma fatta mega-discarica, o anche il nord che domina e sfrutta il sud del mondo, e se qualcuno cerca d’introdursi nella città ricca scalando i tubi che collegano la terra al cielo viene ammazzato male. A un certo punto la visione si allarga, e si intuisce che c’è qualcosa di non detto, qualcosa di sinistro dietro la tanto vagheggiata superficie lucente di Zalem (spoiler: c’è Edward Norton in cosplay da James deus ex machina Cameron), ma non ci viene spiegato, e credo che questo sia sottile metafora di “andate a vedere anche il sequel, quando esce, pezzenti”.

Il metaforone cinematografico

ex machina?

È lo stesso per entrambe: dell’immaginario pop, come del maiale, non si butta via niente, raga. O anche, per rimanere in tema ambientalista: riciclate, che è importante. Proprio come le mega-città di Macchine mortali sono fatte di pezzi di altri artefatti tecnologici salvati da un lontano passato, proprio come i cyborg di Alita sono nuclei di cervelli, ricordi e sentimenti umani innestati su articoli d’alta ingegneria accuratamente ri-aggiustati e rattoppati da abili ingegneri, anche questi film sono fatti di mattoni di altri film libri auto case viaggi fogli di giornale, e gli ingranaggi che li regolano, i marchingegni che li tengono insieme si vedono tutti, nei motori che muovono le macchine mortali, nelle articolazioni metalliche dei corpi inorganici di Alita. E non c’è niente di male, di per sé: un po’ perché non è mica da ieri che le storie che ci raccontiamo sono riciclate da storie precedenti, un po’ perché se costruisci bene un mondo, chissenefrega dove hai preso i pezzi. Come dicono ad Alita, nel momento in cui prende possesso del suo super-mega-iper-potentissimo nuovo corpo, «non è buono o cattivo: dipende da come lo usi». Cinematograficamente parlando, tra l’altro, Macchine mortali e Alita hanno anche in comune un’altra cosa, che per me è uno dei loro punti di forza: sono storie di post Apocalisse, raccontano futuri abbastanza disperati, ma lo fanno, almeno per larghi tratti, con toni colorati, con le luci accese, cercando scorci di bellezza anche nel disagio. Non so cosa voglia dire, se sia solo una riverniciata per re-impacchettare gli scarti come se fossero nuovi: ma so che almeno guardandoli non ci si deprime come davanti a una roba cupa di Snyder e simili.

ma geppetto io voglio diventare una bambina vera!

Concludendo

Però è ovvio che se fai dei film Frankenstein, il rischio del pasticcio è lì che incombe. Incombe ancora di più se la sceneggiatura fa cagare. E purtroppo, tra le altre cose, Macchine mortali e Alita condividono pure questo, cioè script che dire deboli è poco: dialoghi di banalità sconfortante, tanti personaggi gestiti male, troppe linee narrative che fanno a botte (non in senso positivo), e mai che si provi a guadagnarcisi davvero un qualche snodo emotivo cruciale. Prendiamo i climax di entrambi i film, ovviamente belli ripieni di SPOILEEER!!! Macchine mortali si conclude con una battaglia al Fosso di Elm + assalto alla Morte nera + rivelazione “I am your father”: ma ci interessa davvero qualcosa dei destini di queste persone, degli abitanti di un’intera nazione introdotta tre scene prima e di un’agnizione che avevamo intuito al primo flashback sull’infanzia di Hester? Verso la fine di Alita c’è la tragica morte dell’inutile e insignificante innamorato della protagonista: ora, a parte che quel penzolare di un mezzo torso con un solo braccio potrebbe in qualche spettatore cinico limitare l’effetto drammatico, e a parte che sfido chiunque a essersi appassionato a una love story così moscia e sottotono, ma questo tizio è già quasi morto due sequenze fa! Abbiamo appena (teoricamente) pianto la sua quasi morte! Che idea è trasformarlo in cyborg per poi ri-ucciderlo subito dopo? FINE SPOILER

eddai

Nonostante però sia molto facile smontarli pezzo per pezzo, appunto, o giocare al tiro al piattello dell’errore/incongruenza/espediente pretestuoso/idee ridicola, non sono mica film completamente da buttare: qualcuno ha detto che hanno entrambi l’aria di B movie iper-costosi, per quanto possa sembrare una contraddizione in termini, e infatti dei B movie hanno l’entusiasmo di chi vuole mettere in piedi una roba grossa e lo sprezzo del ridicolo. Hanno anche spettacolari scene d’azione (l’inseguimento su cui si apre Macchine mortali, i combattimenti e le gare di Motorball di Alita) e, non c’è quasi bisogno dirlo, la competenza di chi sa cosa vuol dire fare world building, costruire universi ampi e dettagliati, e anche di chi sa maneggiare la computer grafica all’avanguardia perché, beh, l’ha praticamente inventata. Ma hanno anche, proprio perché si vede bene fino all’ultimo dollaro della montagna che ci hanno investito, il sapore amarognolo delle occasioni sprecate, e un vago senso d’incompiutezza, nonostante l’enorme mole di roba cacciata dentro. O forse proprio per questo? Boh.

Alla fine la morale è sempre: tutti che si affannano a inseguire Fury Road, e nessuno che abbia imparato la lezione.

Dvd quote suggerita: “Be clean, be green, be a recycling machine” Xena Rowlands, i400calci.com

IMDb | Trailer

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97 Commenti

  1. GGJJ

    E’ un vero peccato. Alita sicuramente andrò a vederlo perchè ho amato il manga (che è un vero capolavoro, non tra i manga ma tra i fumetti in generale) e ho il sospetto che nonostante tutto mi piacerà pure. Però ho capito da questa e da altre recensioni che è stata veramente un’occasione sprecata..

    Ah, che bello essere arrivato uno! :D

    • Io, Alita, lo lessi ai tempi e non mi lasciò granché. Senza polemica alcuna, visto che, a quanto pare è considerato da moltissimi un capolavoro senza se e senza ma, mi potresti spiegare il perché? Sono sinceramente curioso:)

    • C3k

      In sintesi: Alita è il manga del “e invece” ti aspetti la storia di una bambola salvata dal cavaliere in armatura scintillante e invece hai quasi da subito il sospetto che sia un villain per essere stato cacciato da zalem e per la storia iniziale dei pezzi rubati a vittime di un assassino crudele. Ti aspetti il classico villain violento “perché sì” e invece è solo uno che ha provato a sopravvivere all’inferno per rimanere bruciato. Ti aspetti la storia d’amore classica (e così parte, smielata ect) e invece tutto finisce in tragedia e il principe azzurro si rivela un imbroglione. Ti aspetti che allora alita vada in giro a rompere i culi alla gente eppure ha il magico superpotere di perdere ogni battaglia, alla fine si salva sempre con l’aiuto di qualcuno. Ti aspetti che il debole sia debole e invece non lo è. Ti aspetti che lo scienziato pazzo sia il nemico giurato eppure spesso e volentieri da pure una mano e ti sta anche un po’ simpatico

    • GGJJ

      Oltre tutto quello che ha scritto C3k, protagonisti con cui empatizzare nonostante tutto, un mondo distopico costruito bene e con spunti interessanti ed una vicenda che è contemporaneamente straziante, esaltante, profonda, divertente.

      Che poi ho il sospetto che Kishiro sia venuto bene per puro culo dato che il resto della sua produzione è dimenticabilissimo

  2. Manuel Gusi

    Nemmeno date la dignità ad Alita di avere una recensione tutta sua, accorpandola a quella fetecchia di Macchine Mortali. Alita è su tutto un altro livello, mi dispiace ma avete toppato alla grandissima. Capisco fare battute durante la recensione ma pezzi come questo sembrano più numeri di cabaret per dimostrare quanto siete bravi a usare un umorismo inventato dalla Gialappa’s Band, di parlare dei film ormai vi frega veramente poco. Alita meritava tutto un altro approfondimento (positivo o negativo non importa, ma è un tassello importantissimo per il cyberpunk al cinema e per James Cameron), sto pezzo sembra un commento che potevi trovare in un qualsiasi forum di bimbiminkia che non sanno nemmeno di cosa sranno parlando. Peggio di voi stavolta nemmeno la pagina di cinema del TG4, illeggibile. Ma andate a zappare

    • Tutto avrei pensato, ma mai che ci fossero fan di Alita paragonabili a quelli di Twilight

    • Rob

      Perfettamente d’accordo. Inoltre avrei preferito che la recensione fosse stata fatta qualcuno che avesse letto il fumetto.

    • Ciao Manuel e Rob! Mi dispiace che non vi sia piaciuta la recensione. Ci tenevo però a dire che non ho deciso di fare la recensione doppia con Macchine mortali solo per amor di battuta o per sfottò (tant’è che ho trovato cose positive in entrambi i film, come scrivo), ma perché mi sembrava potesse uscirne un confronto interessante sull’impostazione e i problemi di certi blockbuster di oggi, a partire dalla lunga gestazione produttiva al senso di deja vu causato da immaginari un po’ già visti e da script che non si sforzano troppo di inventare dinamiche nuove… Non ho letto il manga di Alita, avrei voluto, ma non ho avuto tempo, assolutamente colpa mia: ho tentato di informarmi il più possibile, e mi è sembrato che tutti i suoi punti di forza nel film facessero capolino ma fossero un po’ compressi da una sceneggiatura che non lasciava abbastanza respiro. Tra l’altro, mi pare che Cameron sia riuscito a raccontare una storia simile (dichiaratamente ispirata ad Alita) nella serie Dark Angel, e forse può essere che il formato seriale funzioni meglio per una cosa così? Non so, ditemi voi. Insomma, mi spiace che la rece vi abbia deluso, cercherò di recuperare il manga Alita quanto prima, e poi mi riguarderò il film (peraltro, io spero che incassi abbastanza e che il sequel si faccia!)

    • Therealzen

      Però, dai, Manuel, ti leggo sereno, tutto sommato.

    • Rob

      Ciao Xena, purtroppo la tua recensione è “accurata” per qualcuno che non ha letto il fumetto o a cui non è piaciuto. (presumo tu faccia parte appunto della prima).
      Ma credo che la cosa sia riflessa anche nelle recensioni su metacritic e rotten tomatoes, dove i critici hanno dato un voto bassissimo mentre gli users hanno dato un volto parecchio alto.

      Forse l’accorparlo con quella ciofeca di macchine mortali non ha aiutato, ma almeno io capisco perfettamente la tua recensione.

      La cosa che un po’ mi da fastidio è che a differenza di porcate come Ghost in the Shell, qui gli autori hanno letto il fumetto hanno capito perfettamente il tono, l’ambientazione e i personaggi e sono riusciti a metterli nel film (Seppur inventandone altri tipo la Connelly e modificando Nova), e dispiace un po’ vedere delle critiche su una delle cose piu’ riuscite del film.
      Questo è uno degli adattamenti manga meglio riusciti della storia, non che sia un gran complimento visto che gli altri erano di livello infimo.

      Capisco, ripeto, che possa dare quel sentore a chi non ha letto il fumetto, ma forse per questo abbiamo trovato un po’ tirata la recensione visto che probabilmente avremmo preferito ci scrivesse qualcosa (nel bene o nel male) qualcuno che avesse letto il fumetto, perchè leggendo online e parlandone con amici mi son reso conto che gli unici a cui non è piaciuto parecchio questo film sono coloro che non han letto il fumetto oppure che lo han letto ma non gli è piaciuto.

      La cosa che non ti perdoneremo mai è averlo messo insieme a quella cosa inguardabile di macchine mortali :p

    • Rocco Alano

      @Rob io il fumetto l’ho letto e l’ho amato.
      Ciò premesso, il discorso da iper-nerd “bisogna aver letto il fumetto” mi ha sempre fatto cadere i maroni nelle scarpe.
      Un film bello è tale a prescindere dal diverso media da cui è tratto.
      Discorsi come questi servono solo a nascondere una delusione di fondo.

    • Giuseppe

      Sono d’accordo con te, Alita non ha nulla a che fare con Macchine mortali, personaggi e trama sono su un’altro livello.
      Gli accumuna solo l’idea del mondo che dopo eventi catastrofici lascia alle spalle tecnologie perdute e nient’altro, cosa che comunque si trova un po’ ovunque, la torre nera, mad max e tanti altri
      .

    • Rob

      @Rocco C’è da dire che non ho detto “non andate a vederlo se non avete letto il fumetto”, ma che sicuramente lo apprezzerà principalmente chi ha letto e gli è piaciuto il fumetto, e che tra tutti quelli che conosco che lo abbiano letto, nessuno ha dato un voto sotto il 7.

      Il film non è certo un capolavoro da strapparsi i capelli, ma per coloro che tengono al personaggio e hanno amato il tono del fumetto questo è uno dei migliori adattamenti mai usciti seppur con qualche difetto.

      Purtroppo non posso vedere questo film dimenticando il fumetto quindi non ti saprei dire quanto sia effettivamente bello ugualmente, ma le critiche pesanti che ho letto in giro sono principalmente date da persone che non lo hanno letto, vedi i voti su metacritic e rottentomatoes che han uno sbilancio tra critici e user che non si vedeva da Lo Hobbit.

    • Anonimo

      Ipocrisia portami via

    • Djenco Unchained

      Vez, anche meno.

    • Anonimo

      Xena non ti dovresti giustificare/scusare con chi è ipocrita e che fa solo commenti da fan esaltato ignorante senza dare atto alle opinioni altrui

    • Alezzz

      Comunque tutti così esperti di Alita, da nemmeno sapere che la Connelly, Chiren, è un personaggio che c era nel vecchio OAV, da cui questo film attinge a piene mani, facendo un mischione col manga per la parte del motorball. No per dire eh.

      Fonte
      Chi negli anni 90 della soffenza se le procurava in videocassetta le serie ;)

    • Giovanni

      Bravissimo, ormai l’abitudine all’insoddisfazione è diventata cultura dell’appiattimento, ma ben condita da un’isteria che dovrebbe esasperare personalità anche quando non si ha niente da dire. Mi spiace pensarla ANCHE cosí, non voglio offendere, è un’altra la motivazione per cui non faccio sconti. Rispetto l’opinione di chi scrive come spettatore ignorante, un’opera che è soprattutto un azzardo finanziario deve piacere a molti, ma fortunatamente la scommessa di Alita richiede una sottolineatura del pubblico che ha sfogliato l’opera originale. Il voler riassumere la trama con sforzo per me encomiabile è per rimanere fedeli, pure il manga è corto per caritá, ma trovo che sia per rendere il film un immenso omaggio.. è per chi ha letto l’opera e considerandolo uno dei miei fumetti/manga preferiti sono entusiasta del risultato ottenuto, sarà che io zappo, ma se qualcosa di questo film non vi torna fidatevi.. è solo un invito a leggersi il manga e riguardarlo, non sono l’unico a dirlo e se lo diciamo tutti cosí convinti o siam tutti stupidi uguali o c’è della bellezza da scoprire, garantisco, è molta di piú della necessaria a chiedere scusa per questo articolo

    • Axel folle

      Oh comunque non serve leggere Alita per poter dire con estrema serenità che Alita (film) è buna robetta moscia non riuscita. Fine.

    • Toni Randine

      Quando si capirà che un prodotto deve poter essere considerato per quello che è preso singolarmente? (FORSE si escludono prequel e sequel, ma non sempre)

      Io voglio guardare un film senza averne necessariamente letto il libro/visto l’anime/seguito altri prodotti delle persone coinvolte.
      Se un prodotto è buono, è buono anche se non si ha neanche idea di quale sia la provenienza (cfr american psycho e fight club ad esempio).

      Tutto il resto sono pipponi da nerd, Una roba in stile “Cloverfield non ti è piaciuto perchè non lo hai capito. Nei mesi precedenti hanno fatto profili fake su Myspace per farti calare nel personaggio e se metti il fermoimmagine nei punti giusti ci sono mille mattissimi riferimenti alla serie di Lost che spiegano tutto e che se non capisci sei troppo out”

    • GGJJ

      Infatti che il film sia piaciuto a chi ha letto il fumetto è un sintomo di problemi. Perchè significa che evidentemente ci sono dei buchi (non necessariamente di sceneggiatura, o non solo di sceneggiatura) che chi ha letto il fumetto è in grado di riempire, magari inconsciamente, gli altri no.

      Stesso problema che ha in alcune parti, secondo me, IT, come giustamente rimarcato nella recensione qui pubblicata.

    • ozymandias

      E dopo questa le ho lette tutte

  3. Rob

    Gli unici a cui non è piaciuto questo film sono coloro che non han letto il fumetto o a cui non è piaciuto il fumetto.

    Purtroppo (e per fortuna) questo film è un ottimo film per i fan del manga, si vede chiaramente che chi lo ha fatto ha un’idea chiara del tono e di dove voleva andare a parare il fumetto e l’ha trasposta molto bene a differenza di Ghost in the Shell.

    Voto 7/8.

    • Axel folle

      Se per apprezzare un film tratto da qualcosa devo conoscere la fonte d’origine il film ha fallito

    • Giorgio Clone

      QUOTO AXEL.

    • Michael Gnaglas

      Tantissimi film sono basati o ispirati ad opere letterarie. Se per apprezzare un film devo leggere l’opera c’e’ qualcosa che non va nel film, non nello spettatore. Per fare due esempi agli antipodi, ho amato Matrix senza aver mai letto una storia cyberpunk, ne’ ogni altra opera a cui il film fa riferimento. E per contrappasso, ho amato Infinity War pur senza aver mai letto un fumetto degli Avengers. Se un film e’ fatto e raccontato bene, conoscere la storia originale a priori puo’ risultare ridondante.

    • Sfido chiunque non abbia mai visto o letto niente di Dragon Ball, oppure anche solo che non ha seguito le più recenti evoluzioni di Dragon Ball Super, ad andare domani a vedere il nuovo film al cinema e a capirci tanto quanto chi conosce i personaggi ed i fatti precedenti.

      Bellissimo il discorso che un’opera deve vivere di vita propria, ma è anche vero che non tutte nascono in questo modo e probabilmente si apprezzano di più se i riferimenti, i pregressi o gli annessi li si colgono anziché no.
      E non si tratta solo di una cosa recente, figlia della volontà moderna della multimedialità, dei sequel e di quant’altro, perché immagino – visto che all’epoca nessuno di noi c’era :p – che quando si diffusero i romanzi d’appendice, 200 anni fa su per giù, si facesse fatica ad apprezzare la storia estrapolandola solo da quelle poche pagine pubblicate nel medesimo numero del quotidiano che si possedeva.

      Infine Silent Hill, il primo, è un bel film, ma probabilmente nel genere horror ce ne sono tanto di migliori quanto di più dimenticabili… se però lo si considera un film tratto da un videogioco, implicando di conoscere la fonte originale, allora diventa uno dei migliori film mai girati come adattamento/trasposizione da un videogioco.

      Concludo quindi con una delle mie citazioni preferite:
      “Luke, scoprirai che molte delle verità che affermiamo dipendono spesso dal nostro punto di vista.”
      Il fatto che per uno spettatore a digiuno del manga, Alita possa essere un film “buono, ma” (e sottolineo possa, perché io il manga non l’ho mai letto, pur conoscendolo di nome, ma ho trovato il film molto bello e godibile), non entra in contrasto assolutamente con il differente punto di vista della questione che per chi conosce il manga sia “una delle migliori trasposizioni/adattamenti di manga al cinema”.

      Nathan

  4. Imperatrice Pucciosa

    Di Macchine Mortali ho visto il trailer e per me e’ stato un enorme no grazie.
    Alita ammetto che ho adorato il manga e gli OAV. C’e’ da dire che non ha la profondita’ di Ghost in the Shell, ma ha un’aria disperata e ultraviolenta che, con il contrasto dato dalla presenza angelica di Alita, riesce a dare l’atmosfera che deve avere un manga distopico cyberpunk.
    E’ vero, il metaforone della citta’ ricca c’e’ nel manga, ma siccome la citta’ di sotto fa schifo al cazzo, tu davvero sei nella testa dei protagonisti che cercano in qualche modo di salire al piano di sopra.
    Il punto e’ che il manga di Alita sarebbe un PG99 anni per lo spettatore medio ammeregano.
    Per questo temo l’abbiano buttata in caciara come sempre

    • Anonimo

      A me le cose che non sono andate per niente giù sono state:
      – La città discarica che così discarica non pare, anzi. Nel manga è presentata come un luogo lurido, povero, estremamente violento, i cui abitanti sono cinici e disperati. Nel film è un paesello in stile Cuba/Sud America (la location è proprio quella) circondato da una ricca vegetazione.
      – Hugo/Yugo: nella storia di partenza non è un figo, ma Alita se ne innamora perché , a differenza degli altri disperati, Hugo si mostra molto sicuro di sé e si impegna completamente per lasciare la città e salire su Zalem. Idea, peraltro, ben motivata dai trascorsi infantili col fratello maggiore e la cognata, non menzionati nel film, soprattutto la scena nel manga in cui Hugo riconosce in una bancarella la mano del fratello trucidato e si fa tagliare la sua per farsela trapiantare. Trovo che avrebbe caratterizzato bene un personaggio che nel film perde tantissimo.

      Invece ho preferito come nel film giustificano il ritrovamento del corpo da Berserker (nel manga Ido l’aveva già trovato per caso prima di recuperare Alita dalla discarica).

      A parte qualche rimaneggiamento della storia (nel manga non si vede il Motorball in questa parte di racconto) il film è piuttosto fedele, quindi criticare alcune scelte *SPOILER* tipo salvare Hugo dandogli un corpo cyber per poi vederlo morire mentre cerca di raggiungere Zalem, non ha senso, fare diversamente avrebbe stravolto proprio una delle parti più tragiche e di svolta di Alita.
      Ben felice che abbiano inserito il Motorball, è stato realizzato benissimo tecnicamente (ma manca la violenza pure lì).

  5. IoMeMedesimo

    Sto film é noioso, il tizio in parte a me s’é messo a dormire.
    Francamente non c’é altro da dire, chi se ne frega della fotografia, degli effetti, dei colori se poi pure Giacobbo lo batte a mani basse!?

  6. Maxnataeleale

    Cercherò di godermi alita non avendo mai letto o visto nulla.. Poi magari approfondirò in seguito. Macchine mortali mi ha annoiato non poco

  7. Past

    dovrei ancora vedere entrambi…mi baserò sui trailer…per ora gli occhioni di alita mi fanno lo stesso effetto di the rock in cgi nel re scorpione, solo che lì compariva due minuti…mentre a sto macchina mortali, oltre a dire thò, avete copiato quel capolavorone lì di un certo miyazaki non è andato…

  8. “Macchine Mortali” non ha detto nulla, zero, anzi con quella storia della cicatrice mi ha fatto girare anche i cojones (la palma va però a Art3mis, anche se nel film hanno almeno avuto la decenza di chiudere la questione a metà del minutaggio, nel romanzo la trascinavano fino alla fine e il fatto che avesse quella stupida voglia era il motivo per cui non voleva essere vista da nessuno e si atteggiava a stronza frigida, che capolavoro).

    “Alita” è un film un pò insipido, sopratutto per chi non ha letto il manga (e chi dice che è un capolavoro, si ricordi di “Last Order” senza avere attacchi isterici), sa di già visto, ma è giustificato dal fatto di essere basato su di un soggetto che ha quasi 30 anni sul groppone. E su una sceneggiatura che ne ha 20.

  9. MartinLee

    ‘libri auto case viaggi fogli di giornale’
    Mi sono ritrovato a canticchiare questa frase leggendo la recensione, e bene cosí.

  10. ste

    macchine mortali visivamente sembra notevole ma come detto nella recensione la storia è proprio povera (script da videogioco primi 2000 e nulla di più)…manca un po’ di cuore e spirito. Speriamo che anche i nostri ultimi eroi non si pieghino al target di massa under 21 che popola i cinema tra una serie tv e l’altra

  11. Behray

    è sempre un piacere leggervi, comunque scrivo anche io la mia opinione.
    ‘sto film è di una mediocrità spaventosa e non capisco quelli che gridano al capolavoro. non è nemmeno un bel film, diavolo. è il classico blockbuster hollywoodiano con tutti i pro e i contro del caso: banale, prevedibile in ogni sua parte, con dialoghi TREMENDI, frasi fatte, personaggi stereotipati, situazioni e scambi di battute da mani in faccia, una trama che più meh non si può.
    però oh, siccome ci sono gli effettoni speciali e i cyborg allora uooooooh che figata amici nerd! oddioooh la spada bluuu e guarda che figata la città sospesaaa! NERDGASM!!1!
    le scene d’azione son carine ma non basta certo quello a salvare la baracca quando tutto il resto è un continuo facepalm.
    mediocre è la parola giusta. anzi, meno che mediocre, perchè questa cosa dei film belli da vedere fatti per più di metà in cgi ma con zero sostanza e gonfi di banalità ha proprio rotto il cazzo.
    che poi, francamente, non ho ben capito chi era il target. perchè la trama e le situazioni son per ragazzini, ma all’interno ci sono smembramenti vari e anche linguaggio forte. boh

    • Rob

      In realtà la gente non dice ‘uooooh che figata amici neeeerd’ per gli effetti speciali, ma perchè hanno fatto un adattamento molto accurato del fumetto.
      Che poi nel fumetto ci fossero personaggi stereotipati, trama un po’ meh o altro, può darsi.
      La gente dice ‘uooooh che figata amici neeeerd’ perchè è uno dei pochissimi adattamenti fatti da qualcuno che ha letto e capito il fumetto.

  12. Imperatrice Pucciosa

    Per quanto riguarda il tragico tentativo di tutti i blockbuster di rifare Fury Road: non ci riusciranno mai finche’ non si metteranno in testa che Fury Road NON E’ STATO PENSATO PER ESSERE UN FILM PER FAMIGLIE, o un franchise vendipupazzi. E’ stato il sogno di un regista visionario che ha rotto tutte le convenzioni (nuovamente tra l’altro) per portare avanti la sua storia.
    Fury Road e’ un film immenso perche’ e’ violento, disperato, folle. E siccome non l’hanno girato dietro un green screen, tu spettatore senti davvero la sete, il caldo e il fuoco. Ecco perche’ ti prende e ti sbatte dal primo minuto all’ultimo.
    E non ha pretese femministe un tanto al chilo: se i personaggi femminili sono cosi’ carismatici e’ perche’ sono scritti bene, non sono delle Barbie o delle Mary Sue. Sono donne, non figurine per una storia su instagram di Freeda.
    Questi film sono spesso e volentieri un mix senz’anima di un film Marvel (un film per famiglie, yeeeee) e di un film di genere vero, con sangue e violenza (che ti fa scattare il PG13, con buona pace degli incassi stratosferici)
    Forse e’ bene fare come il MCU che fa i film cazzoni e va bene cosi, ma almeno non provano ad essere cio’ che non sono.

    • Past

      aggiungo una cosa, se furiosa è un personaggio della madonna è perchè dall’altra parte c’è mad hardy, se ripley e sarah connor spaccavano e perchè c’avevano hicks/reese e arny…se i vecchi star wars funzionavano e perchè c’era leila che teneva testa agli altri due e via cosi…

      mi va benissimo sto ritorno alle eroine e “donne forti” nei film, anche se c’è un oceano di ipocrisia dietro che non sto qui se no ci vuole un mese, ma che le controparti maschili sono ridotte a dei coglioni inutili è impossibile fare qualcosa che venga ricordato più di 2-3 mesi…

    • Imperatrice Pucciosa

      Diciamo che il problema alla base, come dici tu, e’ che i personaggi sono tutti scritti a capocchia.
      A me fa piacere che finalmente hollywood vuole dare alle donne un ruolo che non sia solo della damsel in distress, ma se poi devo vedere delle invincibili mary sue che hanno come spalla delle amebe sento odore di presa per i fondelli.
      Nel manga la love story di Alita era ben scritta, perche’ la controparte maschile era un ragazzo orfano che vedeva nella citta’ volante l’unico modo di riscattare una vita di miseria. Lei lo amava, ma sapeva che era impossibile arrivarci. Inoltre Alita era un bellissimo personaggio perche’ nonostante il tentativo del suo creatore di tenerla alla larga dalla violenza, era una macchina di morte. Alita (il manga) farebbe passare fury road per un fumetto per ragazzini, e’ splatter da morire.

    • IoMeMedesimo

      L’idea é fondamentalmente di un Fantaghirò con più soldi, dove lei é l’unica che combina qualcosa é lui Romualdo, personaggio maschile più imbranato e meno utile di Lucia Mondella, altrimenti non si capisce chi é la protagonista.

      Un’ipercompensazione insomma.

      Se si riguardano i vecchi episodi di She-Ra e di He-Man questo lo si vede bene, là dove Teela dimostra sempre tenacia e grinta (spalla femminile di un protagonista maschile), Bow é alle volte semplicemente imbarazzante.

      E poi arrivò Tuxedo Mask.

  13. Norton Antichrist

    Io questi due film li ho letteralmente adorati: sono figli di due che il cinema di genere ce l’hanno nel sangue, si discostano dai soliti circuiti (cinecomics, Star Wars, riproposizioni stantie dei classici Disney, ecc.) e hanno quella qualità che un qualsiasi Hunger Games si sogna. Hanno quel linguaggio classico che per chi come me è sopra i 30 rappresenta un salutare tuffo nel passato. Gente come Jackson, Cameron, Spielberg e compagnia deve essere preservata e occorre augurarsi che abbia successo per continuare a tenere accesa quella fiammella che è sempre più piccola al cospetto di franchise che fanno incassi stellari con un decimo della qualità di questi film qui.

  14. Il Reverendo

    Una delle tante lezioni di Fury Road sarebbe quella di usare meno cgi possibile, ma questa lezione, nonostante l’ammirazione che il film di Miller ha suscitato e continua a suscitare, entra da un orecchio ed esce dall’altro a tutti quanti.

    Per dire che entrambi questi film, ma soprattutto alita, fossero stati fatti con poca cgi là dove è indispensabile, sarei corso a vederli al cinema.

    Invece sembrano entrambi la presentazione di un videogioco, addirittura modificare così pesantemente e inutilmente la fazza della protagonista, perché?

    • Capitan Ovvio

      Straconcordo

    • Panzerotto Kunst

      Ma anche nel manga ha gli occhioni e viene più volte presa in giro per la bocca da polpo. Nel film lo giustificano mostrando che i suoi simili hanno la stessa caratteristica. Dopo i primi trailer io già non facevo più caso agli occhi.

    • Il Reverendo

      alla fine prima di vedere il film ho letto il manga (non l’ho ancora finito, comunque è stupendo) e guardato l’OAV, e devo dire che la scelta degli occhioni, che mi pareva na cazzata, è invece vincente. quella che vediamo sullo schermo non è un’attrice che interpreta alita. quella E’ alita.

  15. E nel capitolo 2 ci sarà BAKHAR NABIEVA!

  16. Gatsu io Gatsu io

    Sincero non entro nella polemica doppia recensione perché cmq leggo sempre volentieri i vostri pezzi ma soprattutto perché macchine mortali l’ho balzato (forse perché non ho letto il materiale di origine o forse perché non amo particolarmente lo steampunk va a sapere )però ammetto che ho letto un sacco di critiche su Alita (che ho letto fino alla morte di yugo quindi pochi numeri)ma cmq non potevo perdermi un adattamento di un Manga della mia adolescenza,sincero le ho trovate quasi tutte infondate a me il film è piaciuto e molto ed è sicuramente il miglior adattamento live ad oggi disponibile(il primo che cita old boy prende una testata perché il manga era una palla al cazzo specie dopo aver visto il film)si è stato fatto un minestrone tra varie trame e sottotrame,però risulta tutto abbastanza chiaro anche ai profani ,Alita è resa benissimo(tra le altre cose presenta un sacco di tutine prese dal fumetto paro paro) e Waltz per me vale sempre il biglietto(anche la milf Connely ma non per la recitazione )le scene di combattimento sono davvero ben realizzate chiare e fluide quindi io lo promuovo eccome e ringrazio che Cameron lo ha trasposto mettendoci secondo me anche un po la mano.Ovvio la love story è un po melensa e da teeneger,l’attore che interpreta Yugo ha una faccia da tonno e preghi che muoia però ci passi sopra.
    Detto ciò ovviamente se lo paragoniamo a Fury Road perde di 10 lunghezze

  17. Toshi

    SPOILER!
    Diciamo che la morte di Hugo è così pure nel fumetto. Prima te lo fanno credere morto, poi lo ricostruiscono col corpo robotico per farlo morire poco dopo. Ma nell’opera cartacea la vicenda ha un peso drammatico diverso. Hugo quando si risveglia nel corpo meccanico impazzisce e cerca a tutti i costi di salire a salem, il suo sogno di sempre. Alita prova a fermarlo ma non ci riesce. Hugo muore dal meccanismo di autodifesa automatico di salem (non c’è il cattivone dietro che lo fa partire). Alita non riesce a salvare Hugo da se stesso e dalla sua condizione di piccolo criminale che sogna una vita migliore. Nel film ti fanno credere che Hugo era pronto a ricominciare da zero con Alita ma un complotto dei cattivoni lo ha impedito.

    • Rocco Alano

      Non ho ancora visto il film, ma quello è un passaggio patetico (non in senso negativo… non necessariamente, almeno) che in un manga ci sta e funziona, ma è dannatamente difficile da convertire in un film yankee.
      Forse avrebbero fatto meglio a soprassedere.

    • Toshi

      Perché patetico? Io l’ho trovato un passaggio molto interessante, nel fumetto. L’errore del film per me è dare interamente la colpa ai cattivi che vogliono fare un torto ad Alita.

    • Rocco Alano

      Ho detto patetico “non in senso negativo”. È indiscutibile che i giapponesi tendano un po’ al patetico nelle sue opere

    • Il Reverendo

      più che altro nel fumetto la cosa è molto più pesante.
      nel film yugo tutto sommato è uno normale con sta idea di salire a Zalem o salem, o thasir.
      nel fumetto yugo è totalmente ossessionato da quest’idea, tanto da non accorgersi letteralmente di alita finchè lei non lo sbatte con la forza contro un muro e non gli dice di amarlo. e lui comunque non risponde, e le dice di amarla solo poco prima di morire.

  18. annadeimiracoli

    macchine mortali : parte con l’infoiamento(spettacolare), finisce con l’annoiamento(banale)
    alita:parte pinocchio disney(dolce ricordo in vhs dell’ infanzia), finisce pinocchio benigni(amaro ricordo di soldi spesi male)

  19. gon

    Sono sconvolto da questa recensione. Il film è un capolavoro assoluto e sia il 3D quanto la trama e lo sviluppo del personaggio principale sono perfetti. Il film è altresì una pietra miliare del cinema. Per la prima volta, dopo innumerevoli tentativi disastrosi, un capolavoro manga è diventato davvero un capolavoro cinematografico. Andatelo a vedere (consiglio il 3D…unico film dopo Avatar per cui vale la pensa il 3D).

    • Anonimo

      Tanto per essere chiari parlo di Alita.

    • grande vecchio

      HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

  20. Andrea

    Macchine Mortali è una porcheria fotonica, c’è poco da diredire. Fury road capolavoro… bah! è ben riuscito ok ma non esageriamo, Ghost in the Shell bello graficamente ma sviluppato molto male. Alita (che ho visto in 3D) invece devo dire che è ben sviluppato, troppo sbrigativo ovviamente per esigenze di tempo in alcuni punti e superficiale in altri ma come film di fantascienza c’è tutto. Non ho mai letto il fumetto, ho visto l’OAV che è decisamente sbrigativo come storia, il film invece ha molta carne al fuoco ben legata direi. Da vedere e buona la visione degli esseri umani che divengono macchine approfondendo il tema aperto da Ex machina e Blade Runner 2049. Non è più l’androide che vuole diventare umano ma l’umano che si domanda quanto umano ancora sia.

  21. sniffo

    Ho letto il manga quando è uscito (mi sa che l’ho comprato in Lire) e mi è piaciuto molto. Il seguito alternativo (Last Order) non l’ho finito e ho scoperto l’altro ieri che c’è pure il prequel…vabbè, per me Alita è solo il primo.
    Per la cronaca l’ho riletto un paio di mesi fa e mi ha fatto molta meno impressione. Sarà che gli anni passano per tutti e si diventa grandi (almeno un po’). Sempre bei disegni però, specie andando avanti.
    Visto il film.
    Ci sono parecchie scene prese pari pari dal manga (ce ne sono tantissime ma quella del calcio doppio alle birre nel bar dei killer-hunter per me è emblematica) però a me sembra che abbiano fatto più attenzione a cercare di mettere più momenti “strizza l’occhiolino al malato di manga” possibili che a creare una storia decente per armonizzarle tra loro.

    Nel manga prima c’è la storia di Grisha (Alita “nasce” e diventa/ricorda di essere una guerriera), Yugo (Alita scopre di avere un cuore), il Motorball e poi Desty Nova e poi etc. etc.

    Nel film viene preso tutto e shakerato. Peccato che il risultato sia un cocktail che va abbastanza schifo.

  22. Zavits

    Macchine mortali: non visto nè ci tenevo a vederlo perché ormai quando la trama prevede “ci sono degli inglesi vestiti come nel 1910 che decidono le sorti del mondo…” la mia testa sta già da un’altra parte (le cose NON cambierebbero se cominciassero a farlo i cinesi, per la precisione, con il loro slancio di affermazione sul mondo…),

    Alita: spero di vederlo al più presto

  23. Xena,
    il mio cuore è già stato spezzatinato da una vita passata a mescolare nel quotidiano Trainspotting (ma senza droghe) e Fantozzi (i primi due).
    Un grosso pezzettone lo custodisce Cicciolina Wertmuller (incastrato tra due molari, presumo), ma vorrei offrirti in sacrificio quello che ne rimane e che mi sono fatto appena restituire da Emily Ratajikovski, perché con questa recensione lo hai conquistato e ora è tuo.

    Grazie e applausi.

    Magari

  24. L'ozio è il padre di Virzì

    Di “Macchine Mortali” ho letto qualche anno fa il primo libro e al di là del tono iniziale da young adult, alla fine diventa di una cattiveria e di una ferocia totale con morti ammazzati, violenza e cinismo. Il film l’ho visto con ben in mente il libro e… Niente. Due cose completamente diverse per target e sviluppo. Peccato perché se avessero preso il libro paro paro ne sarebbe uscita una discreta bomba.

    “Alita” devo ancora vederlo ma da ragazzino lessi il manga. Anzi, devo ancora averlo da qualche parte in soffitta dei miei genitori… All’epoca non mi fece strappare i capelli e urlare al capolavoro ma mi piacque. Ovviamente il film lo vedrò. Vediamo come si sono comportati Rodriguez e compagnia.

    • Be’ già il fatto che il libro parta descrivendoti Hera come una specie di mostro deforme sfregiato dalla cicatrice e nel film l’hanno fatta fregna con un taglietto in fazza dà l’idea di, come dire, una certa differenza nell’approccio alla materia.
      (con tutto che i libri al netto di quello che dici restano purtroppo abbastanza illeggibili)

    • L'ozio è il padre di Virzì

      Dici Stanlio? A me il primo (l’unico che ho letto) non me lo ricordo illeggibile, anzi. Mi prese abbastanza.

  25. Daniele Day-Levi Strauss

    Di Altered Carbon cosa, esattamente, non è stato di tuo gradimento?
    O magari ho frainteso…

    • Perplessità anche da parte mia. Al netto di lungaggini, eccessivi colpi di scena, gli episodi col giappo (di una noia insostenibile) e l’esibizione aggratis del cazzo di James Purefoy (aumentato di volume dai tempi di Rome), “Altered Carbon” secondo me schifo non fa.
      C’è molto di peggio e poco di meglio in giro.

    • eh, purtroppo – oltre a ciò che dice James Purfoy (attore che comunque in generale apprezzo, e non solo per qualità anatomiche, CIAO JAMES!) – anche lì ho riscontrato un po’ lo stesso problema, mi è sembrato proprio fatto come con un generatore automatico di cyberpunk, zeppo di luoghi comuni etc. ma forse è un problema mio con il modo in cui scrive questa tipa: mi ci avvicino presa bene perché mi piace il genere, poi però il modo iper standard con cui affronta il genere mi delude…

    • Si scrive Purefoy, Darling. O se proprio vuoi PURRRRRR-foy.
      Love,
      James.

    • Zen My Ass

      Serie decente per ambientazione, qualche buona idea, ma poco altro. Ho trovato quasi tutti i personaggi poco ispirati e abbastanza scontati, e lo sviluppo della trama e` veramente banale. Poteva essere una serie capolavoro, ne e` venuto fuori un prodotto medio. Succede.

    • Toni Randine

      Vabbe’ ma allora se anche un copia-incolla-mixa tipo altered carbon ha dignità, a questo punto vale tutto

    • GGJJ

      Altered Carbon è il tipico prodotto che non s’inventa NULLA ma tutto quello che prende e riutilizza lo prende e riutilizza bene. Non è e non sarà mai un capolavoro ma uno se lo vede con piacere.

    • Imperatrice Pucciosa

      Avete detto bene. E’ un generatore automatico di luoghi comuni sul cyberpunk Altered Carbon. Scontato e prevedibile.

  26. Johnny Cloaca

    Macchine Mortali non l’ho visto, il trailer mi puzzava un po’ di perdita di tempo (e soldi: bellissimo il link alla Nuova Zelanda che fallisce per colpa di Peterone nostro).

    Alita invece mi è piaciuto: non avevo idea che fosse tratto da un manga fino a mezz’ora prima di entrare in sala, quindi zero aspettative di fedeltà o altro. Ovviamente tutta la sottotrama romantica è neutralizzata dalla faccia da tonno del love interest (per non parlare del fatto che sto pagando per vedere cyborg che si sventrano, non un harmony) ma alla fine è una piccola parte del minutaggio e i pregi superano i difetti.
    Insomma, promosso, ma speravo con tutto il cuore che fosse un film autoconclusivo. Purtroppo Edward Norton vestito da Zichichi è lì per promuovere Alita 2 la Vendetta del Ritorno.

  27. Mei

    Appena visto Alita e il cazzo della rece è che macchine mortali fa cagare dopo la sequenza iniziale, Alita non fa cagare. È un buon film.

  28. Kaiser Zozzo

    Il solito trattamento ripulito e paraculo da parte yankee per bimbiminchia. Con personaggi resi fighi quando sulla carta non lo erano e altri che cambiano decisioni improvvisamente e senza un motivo solo per far andare avanti la storia. Moscio e fiacco come i peggiori cartoni disney

  29. Capitan Ovvio

    Nel momento stesso in cui è uscito Elysium, ha totalmente perso senso il voler portare Alita al cinema

  30. Woody Alien

    Ma dai… Alita,tratto da un manga di culto e trattato con così tanto pressapochismo ?
    Dai per favore…
    Ma avete mai letto il manga? avete visto l’anime? ( che poi dura forse 60 minuti…) la storia è quella e direi che sono riusciti a fare un filmone che nonostante i tagli risulta accessibile a tutti e senza essere troppo snaturato,siete autorevoli quanto un blog aperto a caso su Altervista…
    ‘na volta eravate ganzi

  31. Vespertime

    La verità è che da Alita e Ghost in the Shell hanno copiato tutti, in questi anni. Lo hanno fatto con film di successo (Matrix ecc ecc) che a sua volta sono stati copiati, ricopiati, rifatti, citati, ricitati ecc ecc da anni. Uscendo ora hanno la grandissima insultata di dare la sensazione di noia, di già visto, di banalità. Sono prodotti nati anni fa che dovevano uscire già al tempo perché ormai, le fonti, sono state cannibalizzate all’inverosimile da chiunque (e per chiunque intendo chi ci ha fatto dei grossi film di successo anche solo “ispirandosi”). Per questo rimangono dei buoni prodotti girati come dio comanda. La questione, credo, sia tutta qui. Come si dice in recensione Macchine Mortali se fosse uscito quando doveva avrebbe avuto un accoglienza ben diversa, figuriamoco una roba seminale come Alita, che se pensiamo che certe cose le ha fatte prima di tutti è facile intuire perché venga considerato un CAPOLAVORO da quegli adulti che da ragazzini leggevano manga a profusione in cameretta. Davvero un peccato.

    • GGJJ

      Hai assolutamente ragione, come ha ragione chi ha citato Elysium come esempio di qualcosa che ha rubato dal manga di Alita a mani basse. Alita è una della fonti d’ispirazione principali per tanta, tanta roba che è uscita dopo. Solo che presentando il film nel 2019 sembra esattamente il contrario. Ed è un peccato.

  32. Bomblatour

    Esco ora dalla visione di Alita: se Mortal Engines é addirittura peggio di sta ciofeca, signora mia siamo messi maluccio. Animazione si salvano le scazzottate e body mechanics ma i facciali siamo ai tempi del primo avatar per il personaggio principale e ancora piu indietro per i restanti comprimari in CG. La Discarica e Salem sono rese da favola.
    Da lettore del fumetto trovo che sì, ci sono moltissimi punti in comune con il manga ma ogni volta che se ne allontana prende delle cantonate colossali.
    My2c

  33. Toni Già

    Durante Macchine Mortali mi stavo quasi addormentando…
    Concordo con chi dice che dopo la sequenza iniziale si affloscia a fa afflosciare il pubblico.
    Alita è appena sufficiente, capisco che già così è costato quasi 200 milioni ma se volevano fare un film completo e soddisfacente dovevano allungarlo di mezz’ora e spiegare tutto ciò che non è stato spiegato: chi è Alita, chi è Nova, chi abita a Zalem (che ricorda tanto Zion). Proprio quando cominciava a diventare interessante e coinvolgente con la scena del Motorball, finisce e non sviluppa e porta a compimento i temi. Odio i film non autoconclusivi e che ti dicono chiaramente: se vuoi la risposte vieni a vedere il sequel.

  34. Wuwazz

    Macchine mortali è uno dei peggiori trojayi degli ultimi anni. In confronto Alita è un capolavoro!

  35. Daniele Day-Levi Strauss

    Permettetemi…se parliamo della serie, per certi versi potrei anche essere d’accordo.
    Ma se parliamo (anche) della fonte dissento fortissimo…sto affilando le turbolame!

    • Daniele Day-Levi Strauss

      Mi sono accorto solo ora di aver sbagliato a postare…era un commento per qualche riga sopra (dove si parlava di Altered Carbon).

      Ieri me ne ero bevute più di un paio!!
      Sorry!

  36. Thompson Gunner

    Hanno preso Cristoph Waltz e non gli hanno fatto fare il cattivo. Non credevo fosse possibile. Notevole.

    • ozymandias

      Vi è mai passato per la testa che una copia possa risultare comunque una merda nonostante venga trasposta pedissequamente all’opera originale? I film e i fumetti sono due medium completamenti diversi.

    • Thompson Gunner

      Perfettamente d’accordo con te. Ma che c’azzecca con il commento che ho scritto?

  37. Davide

    Secondo me, e mi riferisco solo al 50% relativo ad Alita, chi ha scritto la recensione non ha capito che Battle Angel Alita, il film, è una perfetta trasposizione cinematografica del manga.
    Tutte le lacune evidenziate non sono del film.
    D’altra parte la critica sulla sceneggiatura Frankenstein non ha senso. Facendo un esempio, non è che possiamo puntare il dito contro tutte le storie d’amore del cinema dicendo “sono una copia dei Promessi Sposi”.
    Carina la citazione a Tiziano Ferro.

  38. Il Reverendo

    alla fine robert rodriguez quando traspone i fumetti ha questa fedeltà maniacale all’aspetto visuale, che in sin city stava nel bianco e nero e in alita sta nel personaggio stesso.
    a me il film è piaciuto, non scevro da difetti, ma anzi l’ho preferito a sin city.
    divertente lam ripresa di ido/waltz che cita desperado e dal tramonto all’alba, e divertente pure l’idea di creare un cyberpunk messicano che ci ricorda che comunque il film è di rodriguez, così come la presenza di jeff fahey.

    nel tentativo di riassumere la trama del fumetto il film si rifà molto all’oav però riprendendo la versione cartacea su alcune cose.
    rispetto al suddetto oav risulta più coerente e compatto anche se la morte di yugo è meno drammatica e d’impatto.
    l’unica vera pecca per me è stata il tagliare corto sul combattimento finale con il cyborg, che sia nel manga suia nell’oav era lungo e sofferto, ed estremamente spettacolare e mostrava come alita tramite la lotta impara a sfruttare il suo corpo e le sue capacità, mentre qua sembra già saper fare tutto.
    è una scelta che non capisco.

    per il resto inserire il motorball è un pò una forzatura, avrebbero potuto lasciarlo sullo sfondo e inserirlo poi nel sequel (come infatti avviene nel manga)

    sul dibattito sulla recensione non mi esprimo perchè non ho visto macchine mortali, ma mi sembra un po’ un peccato mettere a paragone alita con un romanzetto (e film) YA

    • Toni Già

      Beh la spiegazione per il mancato combattimento finale secondo me è semplice: soldi finiti – budget was over

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