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Ho scopato di peggio: Climax

Climax è un film con Sofia Boutella in cui Sofia Boutella non pesta la gente. E allora cosa cazzo ne parliamo a fare? Ne parliamo perché il Capo lo ha visto all’ultimo Frightfest, ove deteneva la posizione di “film del gran finale” e ci sarà un motivo, e perché a me (e al Capo) è piaciuto un botto.

Lei si è eccitata un casino

E’ il 1996 quindi non ci sono telefoni che piangono, internetti che non prendono, niente. C’è un club isolato in mezzo alla neve e una troupe di giovani ballerini che fa festa mentre si prepara ad una tournée importante. Ci sono un DJ, una coreografa, un’organizzatrice con un bimbo molto carino appresso. C’è una bacinella di sangria e qualcuno (una sorta di enigmatico nomen omen) che la contamina con l’LSD per vedere l’effetto che fa. E l’effetto è quello di far scivolare la gioiosa combriccola danzante in un inferno personale e collettivo, in cui gli istinti distruttivi prevalgono su quelli amorosi, il sadismo sull’ironia, l’incesto sulla protezione, mentre la morte e la violenza avvengono in modo casuale e impunito. E c’è Sofia Boutella che è l’unica vera attrice del gruppo, protagonista e anima del film, il cui personaggio cerca in qualche modo di tenere le fila della razionalità ma nulla può contro l’avanzare dell’acido nel sangue.

Con ottimi risultati, peraltro

Gaspar Noé dirige la discesa agli inferi del suo cast in parte come lo zio premuroso che quando avevi 15 anni ti ha detto “Ocio nè, che va bene le canne, ma poi guarda che è pericoloso” e in parte come lo stesso zio ma pervertito che non vede l’ora che tu sia in droga per sbirciarti le mutande. Ne nasce un miracolo di direzione attoriale e di steadycam, un’immagine multistrato e multisenso, un montaggio che alterna liberamente long takes di mezz’ora e jump cuts; grazie allo straordinario apporto coreografico della geniale Nina McNeely, Climax riesce allo stesso tempo ad essere insolente e tenero, eccitante e pudico, ultra-vitalistico e mortifero; il primo, lunghissimo piano sequenza coglie l’euforia del movimento fisico come traslazione dei moti interiori fino a far diventare i ballerini paradossalmente delle anime che si muovono, sculture vive, plastiche, pulsanti, pronte ad affondare ed ascendere in un nichilismo che mieterà vittime – non a caso, il “climax” del titolo viene permesso da una morte terribile che avviene fuori campo.

L’età dell’innocenza

Mentre il rosso onnipresente del club ricorda l’uso apertamente sessuale dello stesso colore in (scusate in anticipo) Sussurri E Grida di Bergman (dai davvero, scusate), la gigantesca bandiera francese che incombe sulla scena riesce ad essere rassicurante per alcuni e minacciosa per altri, e un presciente simbolo degli ultimi tormentati tempi politici. Dopotutto, il regista ci informa all’inizio che questo film è “fiero di essere francese”, probabilmente nel senso che si adatta perfettamente alla “politique des auteurs” – eppure l’unico “auteur” nei paraggi è Noé stesso, e il film risulta riconoscibilissimo nella sua filmografia: dall’ambiguità della prospettiva ottica nella primissima scena, ai colori fortissimi, ai titoli di testa e di coda sparsi in punti eterodossi, al coraggio di filmare uno horror psicologico personalissimo ed universale.

Inevitabilmente, la trama di Climax lo porta a diventare un film horror (ed ecco perché ne state leggendo qui, mica per fare name-dropping molesto), con dovizia di sangue, coltelli, fiamme, botte, in cui il regista non mostra mai le allucinazioni di cui i personaggi stanno soffrendo, ma in cui si concentra su ciò che i personaggi fanno a se stessi e agli altri; ed è incredibile la facilità con cui riesce ad ottenere scene potentissime dalla recitazione quasi interamente improvvisata del cast: il bacio-urlo di Selva (Boutella) e David, o la sequenza in cui Boutella si infila le mani sotto i collant per tentare di masturbarsi e poi si accorge terrorizzata che non riesce più a tirarle fuori è un compendio di selvatica sensualità e paura.

Amour

DVD-quote:

“Non mi divertivo così tanto dai tempi di Mad Max Fury Road
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

 

Fatevi un favore e ascoltate la colonna sonora

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27 Commenti

  1. El mariachi de Puerto

    Interessante. Di Noe ho visto solo Irreversible. Al cinema o Netflix? Da come lo descrivi sembra un esercizio di stile, la qual cosa mi è sempre piaciuta se fatta bene.

  2. El mariachi de Puerto

    ..la dvd quote alza mooolto l’asticella in alto, speriam bene. Ciao!

    • Axel folle

      Pensato stessa cosa

    • Damiano

      Assolutamente. Poi la citazione di Bergman unita al paragone con Mad Max crea un punto interrogativo e di interesse assoluto. Chapeau come sempre per la recensione, ovviamente

  3. Imperatrice Pucciosa

    la dvd quote mi ha gia’ comprata

  4. Anonimo

    Bello. Esteticamente molto forte però da lì ad accostarlo a fury road ce ne passa..

  5. Bradlice Cooper

    Non ho capito una cosa però : quanto sono “disturbanti” a vedere le scene? Qual è il livello di disgusto / disagio, quante volte ci si trova a distogliere lo sguardo?

    • Past

      e qua si va sul personale…a me irreversible in quella lunga scena lì…mi scompisciavo dalle risate per le espressioni ridicolissime della bellucci…e di solito quei momenti lì nei rape/revenge mi fanno l’effetto degli spilli sotto le unghie…

      la boutella poi da quella sensazione di “pacco a sorpresa”…boh…

      comunque into the void era un spasso, quindi si guarda.

  6. Bolo Hues

    A me non è piaciuto, soprattutto da quando impazziscono in poi, ma ha una bella colonna sonora.

  7. AnnaMagnanima

    che filmone! voglio aggiungere che mentrmentre sale il trip sale pure il verde.

  8. Hellblazer Joestar

    Mi spiace che il concetto “tipo che mette cose nei liquidi per vedere che succede” sia stato mandato completamente in vacca dal buon Fassbender in Prometheus, quindi non negherò che parto con molto pregiudizio. Detto questo, Sofia Boutella che si mette le mani nelle mutande mi ha già comprato abbastanza.

  9. Lettore periodico

    Visto qualche mese fa perché non lo recensivate e mi so messo a dare fastidio alla wild bunch finchè non so come ho ottenuto una copia solo per vedermelo da solo di notte. L’ho sempre detto: se Noè si mantiene sulla durata complessiva di un’ora e mezza fa dei capolavori, se si allunga ci va a perdere

  10. Marco

    Avevo aspettative altissime già da quando giravano i vari teaser e trailer. E sono state ampiamente soddisfatte, anche quando si dilunga fastidiosamente sui dialoghi tra i personaggi (ancora lucidi).

  11. Cruscotto

    (Forse spoiler)
    Scusate ma io non riesco a non dirlo, al di là del film, del regista (ed è il terzo film suo che mi vedo quindi figuriamoci se non sapevo che tipo di esperienza mi aspettava), dell’ “espediente narrativo”… ma qua tutto diventa un inferno dantesco, una roba alla lost footage di Event Orizon, un body horror in cui TUTTI impazziscono nel peggiore dei modi…. perché si sono presi l’LSD. Ma chi l’ha avuta l’idea la CEI? Ma Noè se l’è mai preso davvero un cartone? Personalmente non ho nemmeno più l’età del “viva la droga” (che mai ho avuto tra l’altro) ma qua, per l’idea di base del film, sembra l’abbia scritto Giovanardi. Posto che è ovviamente il pretesto per svaccare e mettere in scena robe pazze e visioni e cazzi vari, è incredibile che ancora si parta da un concetto di “droga” così fuori mondo da far cadere i coglioni.

    • Capitan Ovvio

      Ma questa non era droga normale, ma la TROCA!

    • LucyintheSkywithDemons

      In parte hai ragione, alla fine c’è una visione negativa della droga. Ma te lo puoi spiegare semplicemente perché avevano messo una quantità esagerata di gocce di LSD (che sia ben chiaro non trip/cartoni, ma gocce che sono molto + potenti) nella sangria. Così lo puoi leggere come: “l’LSD è buona ma se fotti con le gocce vedi di non esagerà che te piglia male”.

    • Cruscotto

      E ho capito ma qui s’assiste al collasso totale di ogni principio umano di buon senso, autopreservazione e percezione del rischio da parte di chiunque. È rappresentata la follia totale (tema che c’è dall’epoca dri greci eh), ma se il tema è quello serve un presupposto forte, una roba lovrcraftiana, non gli acidi nella sangria porca di una puttana. Pure in A Serbian Film c’hanno avuto la banale accortezza di spiegare che quella che si piglia il tizio è la superdrogapazza, e te la fai bastare per quanto inverosimile mentre lui scapoccia, scopa e squarta. Qui gli acidi nella sangria… io boh… a me sto particolare (che poi particolare una sega: ci si basa tutto il film!) m’ha fatto saltare l’immersione nel film, a prescindere dal giudizio finale.

      Ma aggiungo un’altra cosa, tanto m’ha fatto girare le palle sta sbrocciata: Noe si rivolge evidentemente ad un pubblico – semplificando – d’essai, non di certo al mainstream o alle fiction rai. Lui vuol stupire il critico di Cannes, il laureato, l’ex dandy… tutte categorie umane che per l’appunto hanno una discreta probabilità di aver preso a un certo punto della loro vita matta un acido! Magari senza nemmeno essersi sfigurati o suicidati o trasformati in agghiaccianti stupratori incestuosi! Non fosse altro che il tuo stesso pubblico sa di cosa si tratta che un pochino d’impegno in più sulla causa della follia era dovuto.

  12. samuel paidinfuller

    ma è un film del 2018 passato pure per cannes ?
    quindi si trova anche su torrent?

    ps ma non si può eliminare quando si vuole commentare il capcha che scade ogni 30 secondi?

    • Zuzzur Noe

      Puoi scrivere il commento con notepad e copiarlo di botto qui, il captcha lo subirai solo una volta

  13. Killing Joke

    Informazione di servizio: è uscito il trailer del nuovo film di Pupi Avati e quelle atmosfere contadine di cui scriveste a suo tempo nella recensione de “L’arcano incantatore” sembrano sfruttate splendidamente.
    Attendiamo fiduciosi

  14. John Pozzi

    Cicciolina, tu hai occhialini a pince-nez sopra la clitoride.
    Leggo le tue recensioni e mi sego.

  15. Anonimo

    Per me è bellissimo… gli horror ambientati nel crudelissimo mondo della danza -che sia una accademia con le insegnanti streghe pazze, un casting all’ultimo sangue, una mise en in scéne tra sudore, lacrime e corpi martoriati, hanno davvero una marcia in più; poco importa se la sceneggiatura sia inesistente, la regia compiaciuta o il motore della vicenda implausibile, datemi dei ballerini che si martirizzano in solitaria o in compagnia e sono felice.

  16. Arcibaldo

    Un film talmente di merda da vergognarsi a guardarlo. Ad averlo girato e interpretato ci sarebbe da suicidarsi. Vedere scritto fury road in questa recensione è da lapidazione immediata.

  17. Tanta roba Climax, ne scrissi a suo tempo sul blog dopo averlo visto al cinema ed esserne uscito stordito!

  18. Iena Kinski

    Film visto per errore, come del resto Love, sono recidivo.
    Il giudizio espresso dal Rag. Ugo Fantozzi a proposito de La corazzata Kotiomkin, montaggio anal-logico, per questo film sarebbe troppo indulgente.

  19. L’acido va sempre bene. Sono i ballerini che non vanno giù..

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