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Credevo fosse un Vendicatore e invece era The Punisher (1989)

In occasione del suo 40esimo anniversario, vi abbiamo raccontato del seminale Superman di Richard Donner e dei suoi tre sequel, incluso lo spin-off Supergirl. Ma com’è proseguito il rapporto tra il cinema e i fumetti dopo quel rivoluzionario successo? Scopritelo con la nostra rubrica #EroiDiCarta:

2019. Avengers: Endgame incassa 2,8 miliardi di dollari diventando il film di maggior successo della storia del cinema (inflazione esclusa). Spider-Man: Far From Home incassa 844 milioni di dollari in due settimane. Nel frattempo, la DC non sa che farsene di Superman, Justice League porta a casa appena 657 milioni di dollari, la metà di quanto incassato da Endgame nei primi giorni di programmazione. Ben Affleck molla Batman e ora è tutto da rifare.

1989. Batman è talmente un fenomeno al cinema che viene coniato il termine “Batmania” per definirne l’impatto. Un film sul Punitore, girato in Australia, manco esce al cinema in America.

È incredibile come le parti si siano totalmente invertite in trent’anni. Da quando, nel 2000, Bryan Singer ha portato al cinema gli X-Men, la Marvel finalmente è riuscita ad azzeccarne qualcuna dopo decenni di sfiga mista a incapacità. Dal 2008, con Iron Man, è iniziata la Marvel Age of Movies e da lì in poi, salvo l’eccezione dei Batman di Nolan, non ce n’è stato più per nessuno.

Oggi viviamo in un mondo in cui, anche se esce il film dell’Uomo Rana, la gente affolla lo stesso le sale per vedere il cameo di Falcon che scuoce la pasta. I Marvel Studios hanno trovato la formula perfetta per continuare a incassare come maledetti in barba a chiunque altro. Ma nel 1989 le cose stavano molto diversamente.

“Ti spiezzo in d… ah no.”

Nel 1989, che ci crediate o meno, di film Marvel era uscito solo Howard e il destino del mondo. E non è che fosse andato proprio tanto bene, eh.

Nel 1989, fare un film tratto dai fumetti significava comunque doverne smorzare gli spigoli ritenuti troppo “fumettosi” per il pubblico generalista. Cose tipo, che ne so, un teschio bianco dipinto sulla maglietta del tuo protagonista, AKA L’ELEMENTO PIÙ FOTTUTAMENTE ICONICO DEL PERSONAGGIO. E questo nonostante New World Pictures, compagnia fondata da Rogerone Corman, avesse acquisito la Marvel pochi anni prima!

Ma sapete qual era il lato positivo di tutto questo? Che tra le aspettative del pubblico a zero e l’assoluto disinteresse di Hollywood, ci si poteva sbizzarrire davvero. E magari tirare fuori qualcosa che, oggi, con l’attenzione nel confezionare prodotti adatti a un pubblico vasto (anche nel caso dei film R-Rated), non si potrebbe mai fare. Qualcosa come The Punisher di Mark Goldblatt.

Segno che erano altri tempi? In Italia, il film esce con il titolo Il vendicatore. Che, ironicamente, fa il paio con la paura fottuta di essere riconoscibile che ha il film stesso, dove, come detto, Frank Castle non indossa la sua inseparabile t-shirt col teschio. Una roba veramente bizzarra, se ci pensate. Non è che stiamo parlando di un costume rosso bianco e blu con le alette, ma di una maglietta con un teschio che anche il vostro amico più zarro potrebbe acquistare dai cinesi sotto casa. Di un capostipite dei costumi realistici fai-da-te che oggi vanno per la maggiore. Ma vabbè.

“Venite bambini! Sono qui per salvarvi e incidentalmente sterminare le vostre famiglie.”

Insomma, il film esce col titolo Il vendicatore, e questo nonostante il fatto che il personaggio fosse già conosciuto ai lettori italiani, essendo stato presentato in appendice a L’Uomo Ragno Corno sin dagli anni ’70. E nonostante, proprio nell’estate del 1989, avesse esordito la prima edizione bonelliana del Punitore Star Comics (ma, non riuscendo a capire quando sia uscito da noi il film, non posso dire se la nuova edizione del fumetto lo abbia preceduto o seguito).

Non gliene frega letteralmente un cazzo a nessuno di questo film. È solo l’ennesimo film da cassetta con Dolph Lundgren che spara e mena le mani e oh signora mia quanto è meglio il doppiaggio italiano questi attori muscolosi non sanno recitare. Non stupisce, dunque, che Il vendicatore si sia fatto una pessima reputazione. Su Rotten Tomatoes ha il 28%. Su Wikipedia italiana si legge che, “anziché un ex-soldato, Frank Castle è un poliziotto esperto di arti marziali alleato con la mafia” e che la “totale infedeltà rispetto ai fumetti deluse i fan”. Che un po’ è vero, un po’ è una cazzata, e un bel po’ è una serie di generalizzazioni non supportate da una visione un pochino più attenta di un film che, fedeltà o meno, Falcon che scuoce la pasta o meno, è un dignitosissimo action movie girato con pochi soldi, tanto mestiere e qualche idea di messa in scena niente male. E un protagonista – dai lo diciamo – diciamolo – azzeccato.

Primo: “anziché un ex-soldato, Frank Castle è un poliziotto”. E fin qua, ok. Ma “esperto di arti marziali” proprio no, dai. Lo si vede pestare dei tizi con una conoscenza basilare di arti marziali, ma non si mette mai a fare il Batman della situazione. E “alleato con la mafia”? Non è che ci si butti con entusiasmo, è una cosa che gli tocca fare per salvare una persona. È la più classica delle alleanze male assortite che abbiamo visto un milione di volte al cinema.

Secondo: “La totale infedeltà rispetto ai fumetti deluse i fan”. Ora, non sono certo uno spin doctor e non intendo convincervi che The Punisher sia fedele al fumetto. “Anziché un ex-soldato, Frank Castle è un poliziotto”, ricordate? È vero. Manca il teschio, è vero. Non c’è nessun altro personaggio Marvel a parte Frank, è vero. Ma cosa c’è di male nel plasmare un minimo le origini del personaggio per farle combaciare con quello che richiede un film? Non è che improvvisamente Frank Castle sia diventato un ex chef stellato deciso a vendicarsi del critico culinario che gli ha fatto chiudere il ristorante. È comunque un uomo addestrato all’uso delle armi che ha perso la famiglia per colpa della mafia.

“Alleato con la mafia… ho bisogno di un drink.”

E sì, questo è il punto che tradisce maggiormente il fumetto, non si è trattato di un atto di violenza random ma di un attentato mirato a lui, e Frank sta attivamente cercando i responsabili di quella tragedia. Traduzione: non è punizione, è buona vecchia vendetta. Ma in fondo questo era inevitabile, e la cosa che si può più facilmente perdonare al film. Perché il piano di vendetta di Frank viene deragliato e lui si trova ad affrontare avversari che non c’entrano niente con la morte dei suoi. Cosa che non si può dire del film con Thomas Jane e neppure della tanto lodata serie Netflix.

In effetti la struttura stessa di un film d’azione si sposa male con un personaggio che fa le cose perché sì, e non ha una motivazione ben definita e comprensibile anche allo spettatore più disattento. È la stessa ragione per cui Conan, nel film di Milius, è uno a cui hanno sterminato il villaggio anziché uno che ama l’avventura e basta. O nel Batman di Tim Burton è stato il Joker a sparare ai Wayne. La vendetta è immediata e cristallina. E funziona sempre.

Alla fine quello che conta è la fedeltà nei toni. E da questo punto di vista, Il vendicatore è fedelissimo. È pieno di vicoli lerci, mafiosi e yakuza che si fanno la guerra tra loro, operazioni losche al porto. Pare un fumetto di Frank Miller trasportato sul grande schermo. E poco importa se Lady Tanaka o Gianni Franco non sono personaggi presi dai fumetti. Li ricordano, e tanto basta. Nel film diranno pure Yakuza, ma tu, lettore scafato, pensi subito alla Mano. E sei felice.

Sentite anche voi l’odore della carta?

Senza contare che questo è l’unico adattamento del Punitore in cui non si cerca di affiancargli un personaggio che lo redima, tirandone fuori il lato umano. Ok, c’è l’attore beone che parla in rima e lo convince a salvare i bambini dei mafiosi. C’è l’ex collega che gli dà la caccia per salvarlo (interpretato dal come sempre gigantesco Louis Gossett Jr.). Ma Frank ha proprio la morte nello sguardo, è un guscio vuoto mosso solo dalla fredda determinazione a diffondere il più possibile il morbo della morte tra i mafiosi, in cui ogni tanto si riaccende una luce abbastanza a lungo da spingerlo a fare la cosa giusta. Ma non c’è nessun arco di maturazione forzato, e il film finisce esattamente come era iniziato. Proprio letteralmente, con una scena identica. Frank Castle non è più un essere umano: è una macchina di morte che emerge ogni tot dalle fogne, fa il suo lavoro, e poi ci torna.

Anche da un punto di vista tecnico, niente da dire. Il film soffre un po’ per il fatto di essere stato girato a Sydney invece che a New York, cosa che è molto evidente in un paio di scene (tipo la ripresa aerea nel finale, che non ricorda Manhattan neanche per sbaglio). Ma alla regia c’è Mark Goldblatt, uno che ha montato qualche titolo bruttarello tipo Terminator, Terminator 2, Rambo 2 e Commando, giusto per citarne qualcuno. E tutto quanto puzza da DTV giusto, consapevole della propria assurdità e ben contento di sguazzarci dentro, tra auto che esplodono a cazzo e un body count rispettabilissimo. Ragazzi, avercene.

DVD-quote:

“Si sente proprio la puzza dei vecchi albetti Star Comics”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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42 Commenti

  1. L'ozio è il padre di Virzì

    Credo di averlo visto in VHS il secolo scorso e di averlo dimenticato dopo essermi fatto la doccia. Nemmeno il recupero del Punitore in questi anni mi ha mosso a recuperarlo. Vediamo se lo pesco dal cestone e provo a buttarci un occhio che in ste calde giornate estive mi serve roba buona da guardare.

    Domanda: ma il film con Jane faceva così cagare? Io lo vidi al cinema e poi (credo) mai più. Ma me lo ricordo più che dignitoso contando che non eravamo ancora con la febbre da cine-comics. La scena della tortura con lo strappo dei piercing me la ricordo bella tesa. E poi c’era la Romijin-Stamos in piena forma! Poi posso pure essermi rincoglionito e in coro mi dite che sì, il film fa cagare. Ma sulla Rebecca non accetto critiche.

    • Aber

      A me il film con Jane è piaciuto.
      Quanto all’amore di Jane per il personaggio, basta cercare Dirty Laundry sul tubo …

    • L'ozio è il padre di Virzì

      Cazzo, è vero! Con la bottiglia di Jack infrangibile!

    • Sì, il film con Jane fa cagare, ma si vede che Jane ci credeva veramente fortissimo. Peccato che poi l’abbiano trombato in War Zone (leggermente meglio ma ancora inferiore di alcune spanne alla serie tv)

    • Gigi Proiettile

      Del film con Thomas Jane ricordo un momento estremamente random col killer sosia di Cash che gli faceva la serenata pre- tentato omicidio. Completamente a caso e bellissimo. Il resto dimenticabile e banalotto, Rebecca a parte.

    • Kaiser Zozzo

      Solo voi riuscite ad esaltarvi per questa merda che l’unica cosa lodevole é che ne fosse consapevole. La serie Netflix era bella solo la prima, mentre la seconda stagione era soporifera. Ai tempi di Thomas Jane erano ancora gli albori dei cinecomic fatti come si deve. War Zone invece azzeccava il protagonista almeno, che tra tutti gli attori che hanno impersonato Castle aveva il fisico perfetto da montagna spaccaculi. Berenthal faceva una fatica boia in palestra e, nonostante non avesse la stazza, non aveva neanche il fisico. La spocchia contro i Marvel studios é senpre e comunque evidente: pur di esaltare queste trashiate da VHS vi inventereste qualsiasi battuta di scherno demenziale; come quella su Falcon che non faceva ridere manco mezza.

    • Errata Corrige

      Bene, hai scritto la tua giaculatoria quotidiana pro Marvel talmente scontata da avermi fatto vincere una scommessa online: ora vattene affanculo

    • Kaiser, è dura non odiarti: davvero non capisci un cazzo e sei pure stronzo…

    • Shu-Shá

      @L’ozio è il padre di Virzì, comunque le bottiglie di Jack sono davvero così infrangibili. Quanto al corto, sicuramente bellissimo, però nemmeno quello è il Punitore :( .

      @Kaiser: se è per quello, il punto più alto di ogni Punitore sono le puntate in cui compare nella seconda di Daredevil. Il più fedele al personaggio rimane questo della recensione, che pur agendo per vendetta è una macchina di morte pragmatica e fredda che continua a random ad ammazzare criminali.

  2. tommaso

    Giusto per dire: io il Punitore lo conoscevo bene, avendone letto e comprato la prima annata della collana Star Comics in formato bonelliano (poi la ripetitivita’ del personaggio e delle storie mi aveva stuofato), ma quando casualmente vidi il film gia’ iniziato qualche anno dopo (curiosamente ricordo trasmesso su raitre, non sulle allora canoniche italia1 e raidue) manco mi accorsi che era la trasposizione del fumetto, era un action standard con Dolph Lundgren, solo piu’ cupo e violento della media. Non mi sembro’ male: mi colpi’, appunto, la totale mancanza di catarsi e redenzione del protagonista.
    Mi ricordo anche, qualche giorno dopo sul giornale, una lettera di protesta di uno spettatore che un film tanto sanguinoso fosse stato trasmesso in prima serata dalla rai.

    • Shu-Shá

      Beh, ma appunto: mancanza di redenzione, nessun arco narrativo, solo andare avanti acriticamente ad ammazzare criminali. Cazzo, è il Punitore!

    • JAMES VAN NOKER

      Il film fi lundgren non era male e neanche quello con thomas jane, la serie bella ma e’ vero che berndhtal non e’ proprio fisicamente azzecato x il personaggio, recitazione a parte, mentre War zone. Lo centra con Ray stevenson…cmq mi accorsi dopo aver visto Jane che il vendicatore” era praticamente THE PUNISHER!!! CACCHIO!!

  3. ratto reietto

    Ad oggi, rimane il miglior film sul punitore. Dolph secondo miglior Frank dopo Ray Stevenson. Il punisher di Jane merda, La serie di Netflix supermerda (Gesù Cristo avrà 3 scene d’azione in croce su 12 ore di girato).

    • Shu-Shá

      Secondo me come phisique du role sono pari: Dolph c’è più come “fazza”, Stevenson è la montagna che ti aspetti che sia il Punitore.
      Il Puni di Jane non azzeccava praticamente nulla, se non la didascalia sul “non vendetta: punizione”, che però era sconfessata dalle sue azioni.
      La serie di Netflix è molto bella la prima come serie action/crime, ti arrivano a far odiare a morte i suoi nemici, c’è un coinvolgimento rato e Bernthal ce la mette tutta, con tutto che alla fine è un nanetto. Punto più alto a livello di cinema di menare del punitore ribadisco che è la seconda stagione di Daredevil.

  4. Sono anni che ripeto come questo adattamento sia l’unico che abbia davvero colto l’essenza del personaggio, ma nessuno mi crede, sopratutto negli ultimi anni che è uscita quella palla di serie Netflix.

    Tra l’altro, quando nei 2000 Garth Ennis ha messo mani al personaggio, sono convinto che avesse in mente proprio questo film, che per toni, atmosfera e caratterizzazione di Castle pare uscire direttamente dalle sue pagine, pure se al netto della t-shirt zarra.

    • Danko2 la vendetta

      Quoto in toto. Visto e innamorato, le altre 2 versioni filmiche e le serie Netflix parevano la brutta copia. Avesse avuto il coraggio e la pacchianaggine di metterci il teschio (e 2 dollari in piu) ne sarebbe uscito un filmone

  5. Arcibaldo

    Il miglior punitore, dolph è perfetto, con pochi spicci sono riusciti a cogliere l’anima del personaggio. Ai costumi c’era norma moriceau di mad max e si vedeva.

  6. Denis

    Secondo me quello con Jane è un dignitoso b movie, c’è Kevin Nash ( Diesel nella WWF/WWE ) che fa il russo, John Travolta come cattivo e la moglie, Laura Harring di Mulholland Drive, e quello più vicino per le morti splatter e quello di Ray Stevenson del 2008 che riprende proprio Garth Ennis e la sua versione del personaggio.

    • Anche quello con Jane era preso da Garth Ennis. Quello lì dall’Ennis più cazzaro prima maniera, War Zone dall’Ennis più serio della collana Max.

    • Shu-Shá

      Quello con Stevenson a me era garbato molto ai tempi, la pecca grossa è che alla prima (PRIMA) scena gli fanno ammazzare mafiosi trotterellando appeso a un lampadario, che è la cosa meno da Punitore possibile.

  7. tommaso

    Appena rivisto.
    Sara’ banale dirlo, ma b-movie cosi’ ormai ce li sogniamo.
    Per dire, ad un certo punto ero convinto che fossimo alla fasi finali del film, guardo il timer ed era invece esattamente meta’ film: non abbiamo piu’ l’abitudine ad un certo tipo di ritmo e abbondanza di materiale.

    E come cinefumetto… ahahah… per confrontarlo con quello che intendiamo oggi per cinefumetto basta notare la resa dei conti finale che prevede (SPOILER): 1. massacro a sangue freddo di decine di uomini colti alla sprovvista 2. lui che viene massacrato da un ragazza disabile, su cui ha la meglio solo per forza bruta spezzandole il collo 3. altra donna uccisa con un coltello in mezzo alla fronte 3. lotta e uccisione di un padre davanti al figlio con consiglio finale (detto sorridendo) al ragazzino di rigare dritto se non vuole fare la stessa fine.

    Me lo sono visto doppiato e poi sono andato a sentirmi le migliore battute in originale “ovviamente” diverse:

    dialogo tra il protagonista e l’amico poliziotto…
    – Tu sei completamente pazzo!
    – Non e’ vero.
    – E come cazzo lo definisci uno che ammazza 125 persone?
    – Uno che fa carriera. [in orginale e’ il meno ironico “Work in progress”]

    dialogo tra la boss giappa e il protagonista sotto tortura…
    – Chi ti manda?
    – L’Uomo Ragno. [in originale curiosamente invece e’ “Batman”, citato anche in un dialogo precedente]

    • Bluecyber74

      Tommaso ti quoto forte e duro!!

    • Shu-Shá

      In qualche modo ricordavo la battuta come “un buon inizio” (al posto di “work in progress”), ma siccome è impossibile che esistano due doppiaggi ricordo qualcos’altro.

  8. Dante Statham

    Io, per quello che riguarda l’aderenza al personaggio, spezzerei una lancia pure in favore a Punisher War Journal che avremmo visto in 20.

    • ratto reietto

      aspe questo mi manca… ho cercato ma mi è uscito solo un fan movie fatto da dei ragazzini

    • Peter Parkour

      Ventuno.

    • Gigi Proiettile

      Intende War zone, War Journal è il tie-in fumettistico legato a Civil War, dove il Puni vedendo che tutti se le danno ne approfitta per seccare un po’ di supercriminali.

    • Shu-Shá

      LoL sì e Cap che lo corca e lo sbatte in strada stile buttafuori perché ha smitragliato due cattivi seduti al tavolo delle riunioni degli anti-registrazione.

  9. Killing Joke

    Frank Castle costretto ad allearsi con la mafia è già un’idea più interessante del 90% dei film dell’MCU di oggi

    • Shu-Shá

      In un film di oggi Castle il boss Franco diventerebbero BFF prima dei titoli di coda come in quella merda assoluta del plot di FF8 che qui si è avuto pure il coraggio di incensare, viva i film con le palle dove se tu mi ammazzi LA FAMIGLIA non possono diventare amici al film successivo.

  10. Past

    per me tutti e 3 i film del punisher hanno un loro perchè di esistere, nessuno dei 3 si può ritenere una trasposizione riuscita, ma comunque il personaggio viene sempre abbastanza centrato grosso modo, e sopratutto in tutti e 3 i film non mancano ottime sequenze action che non fanno rimpiangere il tempo perso e le citazioni dei fumetti che piacciono sempre ai noi lettori.

    la serie, è partita a razzo con la presenza del personaggio nella seconda stagione di devil, proprio in questi giorni sto rivedendo la seconda meravigliosa stagione, e finita a cazzo, con un mosaioco ridicolo, dialoghi infiniti e la forte sensazione che tutti sapessero già che erano a fine corsa e nessuno c”aveva veramente voglia.

  11. Anonimo

    Credevo fosse un sito di film d’azione e invece era un’accolita di froci.

    • Djenco Unchained

      Questo e quello di Jane non li ho visti.
      War Zone abbastanza buffo nel suo essere insieme infantile e violentissimo, non mi è spiaciuto per passare un’ora e mezza davanti alla TV.
      La serie: Bernthal strepitoso e tridimensionale, la prima da metà ingrana e diventa molto figa (episodio 8 il top). Poi con la seconda stagione entra in scia “stiamo sbaraccando” dei prodotti Marvel Netflix e sì, non si salva più o meno nulla.

  12. Nick

    Ma come fate a dire che la prima stagione del Punisher su Netflix è meglio della seconda? Ci sono 4 scene d’azione in croce in 12 ore di girato. Perlomeno nella seconda qualche sparatoria in più e distribuita un po’ meglio c’è

    • Björn l' Impavido

      Per me è un bellissimo film. B movie maturo anni 80.
      Ce ne fossero.
      Dolph è Dolph, qui è in grande interprete, parla poco ammazza molto e si è pure tinto i capelli.
      Ce ne fossero.
      Jane è uno che alla fine con dirty laundry ha emozionato 12mln di viewrs su YouTube, vabbè non 34 Mln come JAx con Ostia Lido ma neanche come chi critica che non sarà riuscito a fare vedere il video della propria cresima più che ai nonni.
      Ce ne fossero.
      Punisher zona di guerra. Mmm. Visto davvero da 20 persone, però se mai qualcuno ha sparato con un arma da fuoco in vita sua, è quello più realistico dal punto di vista del brandeggio, rilevamento, caricamento e ingaggio. Ai livelli di Reeves in John Wick. Quindi beh, ce ne fossero, visto che maneggiare una calibro 9 è più maschio che un manone guantone con 3 gemme.
      Ecco la serie su Netflix, fatico a essere entusiasta ma porca puttana almeno è su Frank Castle e non su adolescenti vampiri. Quindi: c’è ne fossero.
      Se c è qualcosa che non vi convince legato al Punitore alla fine è solo perché siete delle mammolette.

    • Shu-Shá

      La penso come te in fondo. Però dai: la tortura col gelato?

    • Axel folle

      Del punitore a me non frega un cazzo, mai letto nulla ma la serie su Netflix è un prodottino mediocre appena passabile.

  13. Landis Buzzanca

    Oggi viviamo in un mondo in cui, anche se esce il film dell’Uomo Rana, la gente affolla lo stesso le sale per vedere il cameo di Falcon che scuoce la pasta.

    … cos’è il genio? [yadda yadda yadda inserire qui citazione Amici Miei #seSemoCapiti]

    #teamGeorgeRohmer

  14. Zen My Ass

    Quello che mi e` sempre piaciuto di questo film, che considero la migliore interpretazione cinematografica e televisiva del personaggio (anche alla luce della delusione della serie Netflix, noiosa e piena di lungaggini inutili), e` l`assoluta aderenza alle prime storie solista del Punisher: una semplice storia di vendetta e violenza urbana con un personaggio appena un po` sopra le righe. Lundgren e` perfetto con la sua non recitazione (era solo al quarto o quinto film della sua carriera ed era ancora parecchio acerbo).

  15. Enrico

    Di questo film ricordo solo una scena, quella di Lundgren che aveva appena bruciato un villa o qualcosa del genere e per qualche secondo rimaneva in piedi sulla soglia della villa, cosi da farsi vedere dalle persone e poliziotti, cosi tanto per far vedere quanto era tosto, questo è all’incirca cosa ricordo del film.
    Che alla Marvel incassino tanto non mi stupisce, fanno dei perfetti film per i fans, alla dc invece si fanno dettar legge dalle case produttrici, mentre la Marvel si fa tutto in casa.

    • Axel folle

      Ma insomma… è una visione abbastanza relativa. La Marvel più che altro ha una formula che funziona all perfezione sul grande pubblico e un piano di produzione studiato in maniera certosina da anni, in DC semplicemente sono arrivati in ritardo e hanno provato a guadagnare terreno di fretta senza farsi delle fondamenta come i loro avversari e non hanno mai capito che impostazione fate ai loro film per poi finire a rubate l’attitudine in maniera spudorata ai loro avversari, peccato che l’impressione sia quella di avere a che fare con la copia scemotta

  16. Shu-Shá

    Forse un caso (solo un caso??!?!?!), ma lo hanno sparato su Prime Video pochi giorni dopo questa rece, quindi me lo sono rivisto perché davvero lo avevo visto tipo 30 anni fa o quando era, e mai più ribeccato in TV.
    Confermo che con la maglietta teschio e chiamandolo apertamente “Punitore” sarebbe stato il miglior Punitore di sempre. Invece così è solo il miglior Punitore di sempre senza maglietta teschio e senza chiamarlo apertamente “Punitore”.

    Il massacro di idioti che ti affrontano con kimono e katana contro M-4 è la cosa più bella e più da Puni vista sullo schermo. Ed è successa trenta anni fa.

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