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Rosemary’s Babysitter: la rece di Satanic Panic

«Scusa scusa scusa EH? Hai detto davvero “sesso con il capro”?»

C’è stato un momento durante la visione di Satanic Panic nel quale ho chiesto ad alta voce al film: «Ma chi sei? Cosa vuoi? Cosa vuoi essere? Dove vuoi andare a parare? Cosa stai facendo?».

Lui non mi ha risposto.

Seconda produzione targata Fangoria dopo Puppet Master: The Littlest Reich, Satanic Panic della protagonista di un videogioco giapponese Chelsea Stardust sembra fin da subito voler dire alcune cose su di noi e la nostra società e le iniquità esistenziali generate dal turbocapitalismo, salvo poi dimenticarsi della questione per diventare tutt’altro, almeno due o tre tutt’altri diversi nel giro di un’ora e mezza scarsa. Il genere di horror che pare voler “fare la sua cosa”, che “se ne frega”, che “prova a essere se stesso” invece di aderire a un modello o a una struttura archetipica, e che arrivato a un certo punto di questo introspettivo percorso di esplorazione dei confini del medium manda tutto all’aria e si ferma a riprendere fiato, adagiandosi sul già visto per non sudare troppo, prima dello scatto finale. Un po’ commedia un po’ splatterone un po’ demonologia for dummies un po’ una puntata di Buffy con più budella un po’ polpettone complottista un po’ riflessione sulla c.d. “banalità del male”, Satanic Panic le prova veramente tutte per farsi apprezzare da tutti o almeno da qualcuno.

Ci prova così duro e con così tanta innocenza che alla fine non può non stare simpatico. Sigla!

Non so se ci avete fatto caso ma ultimamente le persone che fanno gli horror e i thriller e i generici film del sangue (The Purge, Noi, ma pure che ne so Kingsman) si sono rese conto che il mondo è pieno di disuguaglianze e disparità, che ci sono i ricchi che sono pochi e comandano tutto e i poveri che stanno sotto e sucano forte e duro. Ci sta l’1%! Sono quattro gatti ma uhhh signora mia se sono stronzi!

(è tutto vero, ovviamente)

Ecco, Satanic Panic comincia così, tutto proletario incazzato: Sam, la protagonista talmente prosperosa che la dimensione delle sue tette viene citata di continuo e a un certo punto diventa anche un plot point, è una poveraccia che consegna le pizze a domicilio. E mica da anni, eh: è la sua prima sera, i suoi colleghi la nonnizzano, il suo capo è uno stronzo, i clienti non danno mance e così la ragazza, nella speranza di raccattare almeno i soldi della benza da mettere nel motorello, accetta una consegna al di fuori della cerchia di competenza della sua pizzeria. Nel quartiere figo della città di Città, quello dove stanno i ricchi. «Stai attenta» racconta a Sam il suo collega Token Black Actor «una volta sono andato a consegnare in una di quelle ville e ci ho trovato dentro un botto di gente che scopava in massa e mi hanno lasciato 34$ di mancia». Capito che sottigliezza? Nel mondo dei poveracci non importa quanti buchi hai occupati/stai occupando, quel che importa sono i quattro spicci.

Case fantastiche di membri dell’elite e dove trovarle

E così via!, Sam parte per Milano 2 armata di pizze, motorello e di un giubbino che le resterà addosso fino a quando pochi minuti dopo non arriva il momento di toglierglielo per farci vedere che ha una terza abbondante – e no non sono fissato, sto solo mimando l’ossessione del film per le forme di Hayley Griffith. Giunta in loco, la poveretta si ritrova a casa di Rebecca Romijn, alta, bella, statuaria, gelida e imponente come una statua di George Soros. Lì non solo non riceve alcuna mancia, ma viene rapita e imprigionata insieme al marito di Rebecca, che prima prova a violentarla poi si spara accidentalmente in faccia. Oh no!

Vedete, villa Romijn è in realtà la sede di un’accolita di streghe e generici adoratori di Satana, che poi sono gli abitanti del quartiere – «ti sei mai chiesta perché i ricchi continuano ad avere successo e tu invece rosichi?» è effettivamente un concetto che viene espresso nel film. E quindi, perché? Ma ovvio: perché i ricchi hanno venduto l’anima a Satana e periodicamente compiono rituali e altri sacrifici di vergini per ingraziarsi il Signore delle Tenebre!

(anche questo è tutto vero, ovviamente)

In altre parole è la versione per famiglie di come Carlo Sibilia si immagina le riunioni del gruppo Bilderberg, e la povera Sam è oggetto delle loro attenzioni a causa del fatto che è ancora vergine (c’è anche una spiegazione dietro che è incidentalmente uno dei momenti migliori e più delicati del film) e può dunque venire ingravidata da Baphomet nel corso del rituale notturno per dare alla luce (alle tenebre?) l’Anticristo. E quindi: la moglie la vuole offrire al capro in cambio di svariati favori tipicamente da elite (dividendi, profitti, fusioni aziendali, robe multinazionali e, immagino, Big Pharma), il marito vuole far sesso con lei per salvarla dal diventare il ricettacolo del figlio del demonio, e la povera Sam deve scappare da tutto questo bilderberghismo.

Il mio satanico amico Ultraman.

Buttate nel calderone anche Judi, la figlia ribelle di Rebecca e Ultraman (che nella realtà è la figlia di Matthew Modine), che stringe una riluttante amicizia con Sam dopo essere stata condannata a morte dalla sua stessa madre per mezzo di turbominchia meccanica alla Tetsuo manovrata dalle sorelline babysitter porche sataniche

Nella foto, sorelline babysitter porche sataniche: blonde edition

, e otterrete un pasticcione che oscilla tra momenti survival/Mamma ho perso l’aereo, in cui Sam e Max e Judi si scontrano con i membri della congrega satanica e li ammazzano cruentemente uno dopo l’altro, e sequenze da commedia brillante in cui scopriamo come funzionano le cose dietro le quinte del Bilderberg, gli altarini, le gelosie, anche l’inettitudine di questi plutocrati che governano il mondo dietro le nostre spalle. Le facciate dell’album funzionano entrambe, da una parte perché Hayley Griffith e Ruby Modine ci credono un sacco e danno una botta di energia al film, dall’altra perché Rebecca Romijn fa la stessa identica cosa, e più in generale perché Chelsea Stardust immerge il tutto in un vascone di gore, sangue e interiora e frulla con entusiasmo.

Questa schizofrenia narrativa, purtroppo, si riflette negativamente sul ritmo del racconto, e per lunghe scene Satanic Panic sembra girare a vuoto, indeciso su cosa raccontare davvero e soprattutto su come farlo. Il punto è che quando non sa cosa fare la sua soluzione è squartare, torturare, mutilare o ammazzare qualcun* con entusiasmo e abbandono, quindi comunque OK; non sarà sempre precisissimo, ma almeno si diverte un mondo. E noi con lui! A tratti sembra di assistere a una jam session più che a un film, ma ehi, è pur sempre un film con un lenzuolo assassino, capite che a un certo punto non è più questione di qualità ma ideologica, di schieramento.

BAFFI

Il dettaglio migliore: come tutti i salmi anche Satanic Panic finisce in gloria. C’è tutto quello che ci è stato promesso e molto di più, un pasticcio nel pasticcio che mette finalmente insieme violenza, psichedelia e comicità in un terzo atto così gloriosamente stupido da essere senza ombra di dubbio l’unica soluzione possibile.

E quindi va bene così, Chelsea Stardust ha del talento e l’incapacità cronica di tenerlo a bada e in Satanic Panic questa sua innata anarchia viene messa a frutto e diventa il motore di una storiaccia piena di Belzebù che inizia zoppicando e taglia trionfalmente il traguardo con le braccia alzate e piene di sangue fino al gomito. Dimenticate le timide tentazioni politiche con cui prova a conquistarvi e godetevi la macelleria.

DVD quote:

«Chiavami, Satana!»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

IMDb | Trailer

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22 Commenti

  1. Hellblazer Joestar

    Ho dato uno sguardo alle foto della signorina su IMDb e le tette sono sufficienti a dare un tentativo al film. Siamo ancora lontani dal tripudio di carnazza di Muck ma sembra una roba divertente.

  2. Maxnataeleale

    Dai sembra simpatico.. Mi è piaciuto come ci hai infilato Sam e max ;giusto in questo periodo mi sto rigiocando i classici lucasarts

  3. Raimondo Vinello

    Insomma inizia col : Ma che cazzo sto a guardà ? E finisce col : Me cojoni signor tenente !

  4. marco

    “Case fantastiche di membri dell’elite e dove trovarle”, sei il mio idolo.

  5. Toni Randine

    Momento che mi ha fatto riderissimo della recensione (aiutato dal fatto che in ufficio leggo in una finestra ridotta)
    Leggo “turbominchie meccaniche” e penso ad uno scimmiottamento di Fusaro. Scorro in basso, vedo l’immagine e c’è una turbominchia meccanica.

    Grazie

  6. Alessandro

    Da vedere garantito al limone!!! Sembra un capolavoro del trash!

  7. Pitch f. H.

    Camp a livello fremdschämen.

    La cosa della riccanza, capitalismo, ciaopovery sembra lasciata a metà perché è solo un -banalissimo, se hai più di 16 anni- contorno; in realtà il breve whatsapp (parlare addirittura di “messaggio” è esagerato) che vuole trasmettere il film attiene più allo scontro generazionale tra Gen-X e Millenials, con questi ultimi che non sono le minchiette che tutti credono.

    Ok, ma anche sti cazzi.

    • Alessandro

      ???
      I millennials non sono minchiette, ma sono rovinati da una tecnologia che rende troppo facile ogni cosa. Io non ho figli, ma i miei amici ed amiche che ne hanno, hanno tutti ragazzi nati dopo il 2000, e li vedo… difficile spiegare… stupefatti… spersi come un bambino felice ed idiota in un mondo che non capiscono…

      Siamo noi Gen-X (cioè i nati negli anni Ottanta) quelli che sono stati sputati via dalla vita, gli esclusi, quelli che tolto un botto di fortuna non avranno mai una pensione. I millennials sono molto più vincenti, perché avevano l’età giusta quando il mondo ha ripreso a girare. Darwin, miei cari, Darwin: avevano le caratteristiche giuste per il loro ambiente. Si accontentano di quello che la vita offre loro, vivono di social media e droghe, ma non sviluppano mai una coscienza critica né dell’ubbidire né del trasgredire, fanno tutto come cagnolini felici ma inconsapevoli. Non conosceranno mai il tormento. Non saranno mai adulti. Certo, alcuni sono incredibili, ho visto gli amici dei figli di una mia amica, uno di loro è un cazzo di drago, ha il cervello di un trentenne a diciott’anni. Ma è uno su un milione.

      Non assocerei gli pseudo-satanisti del film alla Gen-X: è più probabile che siano i millennials a diventare dei miliardari inetti, mentre noi Gen-X spariremo dalla storia senza il mondo ci abbia mai nemmeno capiti, uno SturmUndDraang 2.0 che il mondo non ha gradito

    • Pitch f. H.

      Non assocerei gli pseudo-satanisti del film alla Gen-X: è più probabile che siano i millennials a diventare dei miliardari inetti[…]

      Quando ti occuperai della realizzazione di Satanic Panic 2, scambierai i ruoli a tuo piacimento. In questo film i ruoli sono fin troppo delineati.

      Siamo noi Gen-X (cioè i nati negli anni Ottanta)[…]

      La Generazione X include quelli nati nel ventennio ’61-’81.

      … quelli che tolto un botto di fortuna non avranno mai una pensione

      Tolto un botto di fortuna, il Pianeta Terra dovrà sopportare per ancora quarantanni questi frignoni che piagnucolano della pensione che non vedranno mai, che i genitori con uno stipendio dimmerda mantenevano 4 figli e andavano in vacanza un mese, che trovavano lavoro ancor prima di finire il Liceo ecc ecc blah blah… quando il vero retropensiero della Generazione X è: “Cazzo, non avrò la possibilità di far la bella vita fottendo le generazioni future come hanno fatto con la mia!“.

    • Djenco Unchained

      Rigá, ve la butto lì per non litigare: ma evitare le generalizzazioni? Dai su. Firmato: un ‘82 che tecnicamente é millennial, ma per poco non era Gen X, ma anche sticazzi, ‘ste cose lasciamole al marketing.

    • Pitch f. H.

      @ Djenco Unchained

      Figurati, mica si litiga.

      Però lasciati dire che la banalizzazione: ”
      Generazione X che rosica perché non riesce a trarre vantaggio dall’inchiappettare le generazioni successive ” è niente meno che il messaggio che il film (che a quanto pare abbiamo visto solo io e Stanlio Kubrick) vuole far passare.

    • Alessandro risponde a Pitch f. H.

      Mi sa mi sa che mi hai scambiato per un altro. Hai letto ciò che ho scritto ma non lo hai capito. Ci sta anche, che la Gen – X racchiuda anche gente che oggi ha cinquanta, sessant’anni, ma io l’ho sempre sentita usare in riferimento ad un particolare gruppo di esseri umani, cioè quelli che oggi vanno per i quaranta, che sono cresciuti durante gli anni del rock’n’roll e della neo-nascente “controcultura”, e quando hanno detto a se stessi “Vabbè, nessuno mi vieta di sacrificar capretti al principe delle tenebre quando è notte, ma di giorno mi sa che è meglio se mi trovo un impiego in un ufficio” si sono accorti che, se avevi voglia di farti il culo e magari studiare un po’, un impiego lo trovavi (non in un ufficio, comunque) ma rimanevi per qualche motivo uno che la Storia dell’Italia non l’ha fatta, l’ha subita. Io non sono povero e questo mi ha protetto, sebbene io sia sempre stato uno che lavorava e non aveva nessun bisogno di fare la bella vita (non mi interessa, veramente, vent’anni di occultismo te lo cambiano, il cervello, a me interessano di più le potenti emozioni, il sesso, il pericolo, l’arte, non serve essere ricchi per queste cose), però se con quello sputo che guadagnavo ci avessi dovuti pagare mutuo e bollette e cibo e auto, invece che “solo” bollette e cibo e auto ma il mutuo no, avrei finito lo stipendio prima ancora di andare al supermercato, al di là di comprare pane e cipolle o caviale e champagne. Oggi non mi lamento del mio mondo lavorativo, ma OGGI: cazzo se l’ho sentita la fase iniziale, un tempo bastava entrare in una bottega e dire “Mi insegni un mestiere?” e se avevi voglia di farti il culo, ti prendevano ad apprendista, non pagato ovvio, ma entro breve sapevi rispondere alla domanda che ti fanno gli anziani oggi, e cazzo in quella domanda c’è riassunto un secolo di significati: “Che mestiere sai fare?”

      Non è solo saper rispondere o no, è l’impianto stesso della domanda che è glorioso. Un millennials non saprebbe rispondere.

      Ma non capisco il tuo odio contro chi teme per il proprio futuro, pensione inclusa. Forse ho letto male io, ma sembravi arrabbiatissimo! Mica siamo tutti furbi, quelli della mia generazione! Ti sembra che un Tyler Durden del caso, farebbe quello che fa perché è arrabbiato di essere povero? Esiste anche esprimersi nella vita, e io non posso parlare per chi è nato in quella che tu hai definito gen-x cioè anni sessanta e settanta, ma posso parlare per chi come me è nato negli ottanta: io ho sempre rincorso, nella mia vita, come me tutti i miei coetanei (anche felicemente laureati) tolti quelli davvero ricchi. Siamo nati e cresciuti in un’epoca dove non c’era necessità di nuovi lavoratori perché tutti i posti di lavoro, sia prestigiosi che faticosi, erano ancora occupati di gente più che capace di fare il proprio mestiere. Inserirsi è stato difficilissimo. Chi è nato tra il 61 e l’81 l’ha avuta la sua chance di inserirsi. Con difficoltà, anche chi è nato negli anni novanta c’è riuscito. Ma io non ho mai visto percentuali di disoccupazione alta come quella tra i nati negli anni ottanta. Siamo sempre stati di troppo. Se ci aggiungi che siamo cresciuti come figli delle epoche delle grandi ribellioni, il mix finale è quello di sentirsi parecchio, ma parecchio malvoluti. Non fraintendermi, non sono il quarantacinquenne coperto di tatuaggi con la pelle da settantenne, sembro molto più lo yuppie col cravattino, ma fuori. Dentro sono qualcosa che non c’entra nulla con questa schifosa società corrotta. Se me ne lamento è per idealismo, non perché non mi ha reso la vita facile.

      Non confondere Zarathustra con la sua Scimmia. Se sai di che parlo, ti prego di non attaccare più con tale vigore qualcuno che non voleva mancarti di rispetto. Se non sai chi è la scimmia di Zarathustra né puoi capire come mai ti invito a non associarmi a lei, allo stesso modo non attaccare la gente. Non so chi ti ho ricordato, quale stereotipo ti ho fatto credere che io stessi incarnando, ma hai preso un granchio.

      Abbraccione!Ti lascio l’ultima parola perché in questi giorni sto esagerando con gli offtopic e non dovrei.

    • Alessandro si chiarisce con Pitch f. H.

      Oh cazzo, stavi rispondendo che non avevi cattive intenzioni mentre io scrivevo la risposta!!!
      Ho iniziato a scriverla prima che tu postassi e l’ho postata dopo!!!

      Ok, scusa se ho detto che odi la mia generazione!

    • Pitch f. H.

      @ Alessandro che risponde a Pitch f. H. @ Alessandro si chiarisce con Pitch f. H. e, in futuro @ Alessandro che si scusa con Pitch f. H.

      Non so chi ti ho ricordato, quale stereotipo ti ho fatto credere che io stessi incarnando, ma hai preso un granchio.

      Chiariamo una cosa.

      Io intervengo e commento solo nei thread inerenti film che ho realmente visto. Perché fino a prova contraria questo è un sito di recensioni di film, non Grinder.

      Nel momento che intervieni in risposta ad un mio commento dicendo che: “secondo te…“, e il film non lo hai visto, non ho alcun bisogno né di leggere ciò che scrivi né sbattermi a capirlo.

      Incidentalmente, e ripeto incidentalmente, il metaforone di questo film del cazzo estende un’opinione che condivido e l’ho condivisa.

      Che poi questo si presti a discussioni socioeconomiche ci sta. Ma nella migliore delle ipotesi (per te) la tua opinione vale tanto quanto la mia, se parliamo dei massimi sistemi.
      E ti ricordo il caro vecchio Monsignor Della Casa: se non ho capito il tuo messaggio, la colpa è tua.

    • Alessandro "ringrazia" Pitch f. H. e verosimilmente conclude la sua avventura su i400calci

      La severità delle tue risposte è fuori scala rispetto ai contenuti dei miei commenti. Rasentano l’aggressività conclamata, e non è corretto.

      Ma mi hai aperto gli occhi su una cosa: io premo troppo. Il punto è che se guardi i commenti sotto le recensioni, cosa vedi? 19 commenti su 20 sono come buttati nel mucchio, solo una manciata è una risposta a qualcun altro. Se cercassimo di trasporre questo nella realtà, sarebbe come un circolo di cinema dove ognuno dice cose interessanti, ma parlando da solo.

      Zero interazioni (o scarsissime) tra utenti e recensori, che dopo aver scritto le recensioni fondamentalmente spariscono dal soggetto. Zero interazioni (o scarsissime, e 99% delle volte sono flame) tra gli utenti. Zero pattugliamento (o scarsissimo) anti-troll, i troll sono ridicoli, io sono cresciuto in un ambiente dove se eri cafone con la persona sbagliata eri fortunato se arrivavi vivo in ospedale, e ritengo che chiunque sia cafone, vuol dire che è cresciuto in ambienti più smidollati, dove la maleducazione resta impunita. Quindi fanno i duri, ma in realtà rivelano di essere degli smidollati. Sennò avrebbero fatto una vita dura che gli avrebbe insegnato a tenere la lingua a freno.

      Io ho cercato di rimediare a tutto questo, rispondendo molto alle persone, usando il cinema per quello che è, un cuore pulsante di ogni argomento della vita. La sezione commenti delle rece è tristissima, una sequela di voci dal nulla e che nel nulla finiscono.

      Io ho cercato di gettare ponti, di stimolare, non nel senso di provocare, provocare è il modo più basso di stimolare, degno di chi non ha nulla di intelligente da dire o ha i modi di una capra, io volevo davvero invitare la gente a smettere di passare di qui, buttare là due parole, e sparire.

      Ci sono persone MERAVIGLIOSE su questo forum, alcune mi hanno aperto gli occhi a modi nuovi di intendere il cinema, altre mi hanno fatto conoscere libri scritti da loro (e che presto acquisterò), ma in generale, c’è molto spazio vuoto, e io ho cercato di riempirlo.

      Il risultato è che sono risultato verboso e un costante scatolone fabbricone di off-topic. Così non va. A quanto pare, quello che voglio non è democraticamente/darwinianamente quello che vogliono la maggioranza degli utenti.

      Perciò credo di non aver più molto senso qua attorno. Mi dispiace perché secondo me questo sito è una Lamborghini col freno a mano tirato. Ma se va bene a tutti, allora ok. Come ho detto, internet non è il mio luogo.

      Un posto dove la gente parla ma non comunica, e si sente autorizzata a usare toni che in un vicolo buio non userebbe se vuole tenersi i denti, non è proprio il mio luogo. Mi hai aperto gli occhi (anche se continuo a non capire la severità delle tue risposte, mi dispiace se ti ho fatto arrabbiare ma non capisco come) su quanto sono forzato e verboso.

      Saluto tutti, la vita è lunga e forse un giorno tornerò a dare un’occhiata, ma per ora ho rotto i coglioni abbastanza.

    • Pitch f. H.

      @ Alessandro “ringrazia” Pitch f. H. e verosimilmente conclude la sua avventura su i400calci

      Non parlo per nessuno se non per me stesso. Non ho alcun problema con il modo in cui approcci questo sito. Ho un problema con l’approccio che hai avuto con me.

      Detto questo:

      Il punto è che se guardi i commenti sotto le recensioni, cosa vedi? 19 commenti su 20 sono come buttati nel mucchio, solo una manciata è una risposta a qualcun altro

      Vero ma non riguarda solo questo sito. Le persone non leggono più e non interagiscono più come un tempo. Ora ci sono i social merdwork a monopolizzare tutta la (già scarsa) attenzione del pubblico.

      “Zero interazioni (o scarsissime) tra utenti e recensori, che dopo aver scritto le recensioni fondamentalmente spariscono dal soggetto. Zero interazioni (o scarsissime, e 99% delle volte sono flame) tra gli utenti. Zero pattugliamento (o scarsissimo) anti-troll

      Non secondo la mia esperienza. Ad esempio qui , proprio recentemente.

      Gli autori, molto semplicemente, non intervengono “giusto per”.

      Ci sono persone MERAVIGLIOSE su questo forum

      Lieto per te. Ma considerare questo un “forum” (non lo è) è l’errore di fondo che ti porta poi a vedere le tue aspettative di interazione e comunicazione deluse.

      Un posto dove la gente parla ma non comunica, e si sente autorizzata a usare toni che in un vicolo buio non userebbe se vuole tenersi i denti, non è proprio il mio luogo

      Al di là della velata minaccia (non mi impressioni, trovo la dentatura perfetta e completa un concetto largamente sopravvalutato), si vede che non sei mai stato su FB. O Youtube.

      Au revoire.

    • Alessandro, ritorna! ‘Sta casa aspetta’a’ttè!

    • Alessandro abbraccia Savage e ringrazia (stavolta sul serio) Pitch

      Per Savage:

      Guarda Vandal, avevo bookmarkato la pagina perché volevo essere sicuro di scrivere bene ciò che volevo scrivere e così l’avevo segnata, l’ho riaperta per sbaglio mentre aprivo un altro sito dei preferiti, e mi è comparso il tuo commento.

      Sappi che eri uno di quelli a cui mi riferivo quando ho detto che ci sono persone splendide qui. Non compro mai online (sono tirchio e in senso generale odio l’online) ma mi sto attrezzando per prendere il tuo libro. Anzi, I tuoI librI perché sono due, n’evvero?

      Ma Pitch mi ha davvero aperto gli occhi:

      cit “Ma considerare questo un “forum” (non lo è) è l’errore di fondo che ti porta poi a vedere le tue aspettative di interazione e comunicazione deluse”

      Ha ragione lui

      Non vuol dire che io ne sia felice, bada, ma ha ragione! Io non capisco come si possa fare a vivere il cinema senza farne un forum, voglio dire, è lo specchio della vita!!! Però se questo NON è un forum, ma solo una sequela di commenti a delle rece, allora non capisco che razza di abbaglio ho preso (anche se sono grato a tale abbaglio per avermi fatto in contrare te, Metallaro Cinefilo, Ruper Tevere e una manciata d’altri), e ho poco senso qui. Certo sentirmi chiamare da un duro come te mi ha fatto versare una lacrima e messo in corpo una gran voglia di tornare (un me nuovo, illuminato dalle tristi ma vere parole di Pitch) fosse anche solo per interagire con te.

      Per Pitch:

      La tua ultima risposta è venti volte più garbata delle precedenti, eppure ha gli stessi contenuti, e il triplo del carisma. Non c’era bisogno di vedere nel mio approccio a te una cafonaggine che, ti giuro, non c’era, né voleva esserci. Se l’ho dato ad intendere, giuro, mi dispiace. Sul resto, mi ha fatto male ciò che hai detto, ma hai ragione. Punto e basta.

      Solo una cosa:
      cit “si vede che non sei mai stato su FB. O Youtube”
      Ci puoi giurare. Sono luoghi di puro male, di pura merda, il pinnacolo della cultura del “ti faccio una foto mentre parli con la tua ex poi la photoshoppo per far sembrare che la stai baciando e poi la mando alla tua attuale ragazza così me la scopo” o del “ora ti faccio un video mentre ti diverti da ubriaco così lo posto e ti rovino la vita” e questo porta la gente a riempirsi di paura, misantropia, e odio. I locali più seri, quelli dove andavamo io e quelli come me, ti fanno consegnare i cellulari all’ingresso. Ma il mondo è un campo di battaglia pieno di viziosi perdenti. Non so come facciamo e io la mia donna ad avere ancora un lavoro (o semplicemente ad essere ancora fuori dal carcere) con tutte le pazzie che abbiamo fatto da sbronzi (o da sobri). I Social sono l’origine della psicologia del cyberbullismo. Merda pura. Male puro. I nemici si uccidono. Fisicamente. Se uno non è un nemico, che cavolo, non trattarlo male! Invece sui social tutti trattano male tutti! Ma che senso ha?!

  8. Cristoforo Nolano

    Ma quello nell’ultima foto è chiaramente Stanis La Rochelle!

  9. JAMES VAN NOKER

    Da vedere.. Ma si Trova in italiamo??? Non credo…

  10. Alessandro finalmente l'ha visto e può garantire che...

    Ok visto
    Ho sbagliato a parlarne senza averlo visto e per questo mi scuso con Pitch
    Se lo avessi visto avrei argomentato meglio e senza parlare alla cieca
    Ora l’ho visto
    Ahem hem

    CAZZO DI CAPOLAVORO

    Divertenti le parti divertenti (cioè tutte) stranamente accattivante nelle parti serie, e imbarazzantemente realistico di certe cose dell’Occulto. In più è breve, e recitato da dio. E mai forzato. In nulla. Nemmeno quando è esagerato. C’è un’enorme differenza tra esagerato (comico/parodistico/comedy) e forzato. E questo è delizioso.
    E ah, l’ho già detto che fa PISCIARE dalle risate? CaPoLaVoRo

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