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I Trapped the Devil perché non avevo niente da fare.

Allora, c’è questo episodio della seconda stagione classica di Ai Confini della Realtà, andato in onda nel novembre del 1960. Si intitola The Howling Man ed è stato tradotto in italiano come Ululati nella Notte. La storia, raccontata in flashback, è questa: l’americano David Ellington, seeker and, regrettably, finder of truth, vaga ramingo per la Germania post primo conflitto mondiale. Un’improvvisa tempesta lo obbliga a cercare rifugio in un eremo, sede di un ordine di bizzarri monaci. Ellington chiede di potersi rifugiare lì ma i monaci gli dicono che deve assolutamente fare come il Baglioni. Il povero Ellington fa giusto in tempo a chiedersi come mai questi non lo vogliono tra i piedi quando sente un terribile ululato provenire dalle cantine. Scoprirà che il capo della balotta di monaci, Fra Jerome (John Carradine) tiene un uomo incatenato in una cella. “Ma perché, ma voi siete matti, ma io vado subito a denunciarvi alla polizia!”, dice Ellington. Al che Jerome è costretto a svelare a quell’uomo l’incredibile verità. In quella cella non c’è un uomo qualunque, un uomo normale. Dietro quella porta… c’è il Diavolo. Poco più sopra trovate un link all’episodio in italiano, qui vi metto la versione audiolibro in inglese che fa chic e non impegna.

Chi sicuramente ricorda bene quell’episodio è il vincitore del premio come Miglior Nome per un Regista Esordiente 2019, Josh Lobo, che produce, scrive e dirige I Trapped the Devil, suo biglietto da visita per il dorato mondo dell’horror indipendente. Vi racconto la storia: siamo sotto Natale e Matt (il prezzemolino del genere AJ Bowen), in compagnia della moglie Karen (Susan Burke), decide di andare nella sua vecchia casa di famiglia a trovare suo fratello picchiatello Steve (Scott Poythress). Una volta arrivati i due trovano una situazione piuttosto allarmante: Steve è totalmente bollito. Vive da solo illuminato solo da coreograficissime lucine di Natale, ha coperto tutte le finestre con dei fogli di giornale, c’ha la faccia da pazzo, è tutto spettinato, ha l’ansia che gli suoni il telefono e ogni tanto la televisione manda delle scarichette statiche poco rassicuranti.

Lucine! E metà film l’abbiamo portato a casa, dai.

Mentre Karen vaga da sola per la vecchia e scricchiolante casa, Matt tenta di capire come mai suo fratello sia partito per le lande della pazzia. Al che Steve vuota il sacco. In cantina, dietro a una porta di legno con mille lucchetti e un’enorme croce, c’è un uomo. Ma chi è quest’uomo? Un criminale? Una povera vittima della pazzia di Steve? Uno di quelli che ti lascia la pubblicità nella casella delle lettere anche se fuori c’è scritto esplicitamente No Pubblicità? No, amici, niente di tutto questo. Steve è convinto di aver intrappolato il Diavolo. Il Diavolo in persona! Non un suo emissario, eh? Il vero e proprio Diavolo.

Aj Bowen sconvolto alla notizia che suo fratello è picchiatello

Insomma, che Lobo abbia deciso di omaggiare The Howling Man con il suo I Trapped The Devil è decisamente evidente. Per evitare di essere frainteso, ha appiccicato alla bell’e meglio anche un inizio e una fine che incorniciano il film in un lungo flashback. Le intenzioni insomma sono buone se non ottime. Eppure… Eppure I Trapped The Devil è una rottura di coglioni che non vi dico. La ragione è semplice e intuitiva. Durata episodio di Ai Confini della Realtà, 25 minuti. I Trapped The Devil,  84 minuti.

Fidati, zio. È matematico: così annoiamo al 100%

Basterebbe questo a chiudere la questione ma il problema è che Lobo decide di ciurlare nel manico nel peggiore dei modi possibili. Nel tentativo di creare un’atmosfera di claustrofobica malattia mentale quando va bene indugia inutilmente e lentissimamente su alcune sequenze inutili (Karen passeggia per la casa a velocità mia nonna in cariola e sospirando ogni due per tre), quando va male decide di fare l’artista visionario e sfiora il senso del ridicolo con alcuni momenti che forse vorrebbero ricordare quell’altro pacco di Cosmatos ma senza un grammo di quella pacca estetica. Il problema non è solo la lentezza esasperante ma l’evidenza che in mezzo non ci sia nulla se non una buona intuizione rubata a qualcun altro (e una piccola zampatina finale obiettivamente carina). La confezione da classico indie horror movie, con quell’aria da povertà spesso spacciata per creatività al grido di “fare molto con poco”, decisamente non aiuta.

DVD-quote:

“Mamma mia, che due palle”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb |Trailer

 

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16 Commenti

  1. Federico Fellone

    Bentornato Casa!

  2. Ruper Tevere

    Peccato. Non conoscevo quell’episodio di Ai Confini della Realtá e vorrei spararmelo tipo adesso.
    Invece mi sembra di capire che non consigli di sopportare gli 84 minuti di visione di questo, non ne vale proprio la pena giusto?

  3. 1) Titolo del post che cita Tenco? O Ally Sheedy in Breakfast Club? Oppure sono io che vedo le citazioni sceme (e tu sei la sesta)?

    2) Io aggiungerei il tag #FareComeIlBaglioni

  4. Domanda:
    Quanti film sono stati tratti dagli episodi di “ai confini della realtà”? Se non ricordo male , tantissimi.

    Peraltro, sempre se non ricordo male, finiscono sempre in flop brutti perchè partono da buone premesse (le stesse dell’episodio) e poi falliscono tutti nell’allungamento del brodo, infilando qualche guizzo moscio (mentre scrivo sto pensando fortissimo a “the box” )

  5. Paride

    “ai confini della realtà” credo sia stata omaggiata o copiata da tutti i registi, scrittori, drammaturghi, attori, pescivendoli e lattonieri dagli anni ’70 fino ad oggi in più di una occasione e senza sosta.
    l’ho recuperata negli ultimi mesi per buona parte su quella miniera d’oro che è dailymotion e ad ogni episodio dicevo “aspè ma dove l’ho già vista questa cosa?” e poi veniva fuori che la suddetta cosa era stata ripresa da film o serie tv più moderne.
    “ai confini della realtà” (quella classica, mi raccomando) è una serie pazzesca e formidabile che in quanto a creatività, originalità e contenuti piscia in testa alla stragrande maggioranza delle serie venute successivamente.

    detto ciò, peccato per ‘sto film. lo avevo anche messo in watchlist, magari uno sguardo glielo darò lo stesso.

  6. Vanilla Skywalker

    I trapped the devil, but I did not shoot the deputy, oh no..

  7. ma non è la stessa trama di qla serie che è uscita l’anno scorso che era un centone di Stephen King, CASTLE ROCK?
    [SPOILER ALERT]
    che lo sceriffo e il capo della prigione tenevano chiuso un ragazzo (che poi è il giovane Pennywise se non sbaglio) tipo per 30 anni in uno scantinato della prigione perchè appunto lui era il Diavolo o il Male o ql che l’è?
    [FINE SPOILER]
    Che poi tutti questi che intrappolano il Diavolo, non mi pare una mossa di grande efficacia, non è che sparisce il Male dal mondo, o ero distratta io?

    • Samuel paidinfuller

      nel sottogenere “diavolo tenuto al gabbio” tengo a citare let us prey, horror british onestissimo e pure mezza bombetta se lo chiedi a me

  8. Samuel paidinfuller

    dalla rece sembra teribile ma non abbastanza da scalzare The Similars come peggior feature film chiaramente ispirato a ai confini della realtà

  9. Alessandro

    Non l’ho visto, ma l’hanno visto persone di cui mi fido. L’hanno definito forzato, bello nella sua claustrofobia ma stiracchiato. L’hanno paragonato ad una versione fatta male di Martyrs.
    Il che coincide più o meno con la rece.

    • EEEHHHHH Martyrs! Esaggerati! Non mi sarei mai sinto così lontano pur apprezzando il film.

    • Alessandro spiega meglio a ch3o

      No, questi miei amici intendevano che lo spirito scrittorio è simile, hanno detto che è una sequela di scene artisticamente intense ma scompaginate, proprio come Martyrs, solo che mentre quest’ultimo osava davvero, e confezionava un film potentissimo su ogni piano, questo I trapped the Devil tenta la stessa via ma la percorre in modo blando, completamente inferiore, e senza arrivare a niente, come quando picchi col martello nel gioco della campana ad una fiera, ma non colpisci abbastanza forte e sebbene la pallina salga su, non conta granché, perché non colpisce la campanella.

      Però ripeto, è la loro opinione, io non l’ho visto, e poi è difficile esfiltrare cosa vuol dire una persona quando se ne parla come abbiamo fatto io e loro, siamo tutti appassionati ossessivi di film del tipo dici un anno loro ti dicono almeno 20 film di quell’anno, ne scegli uno a caso, ti dicono il cast, scegli un attore, ti dicono ogni film che ha fatto da quell’anno ad adesso. Però quando ne parliamo ci esprimiamo esclusivamente a grugniti, rutti e bestemmie, inframezzati da sgranocchiamento di vari snackini :-) quindi è un po’ difficile!

  10. Uottefak

    I Trapped the devil..
    but I did not trapped the Deputy..

    Tutto il giorno in testa, ma si può?

  11. tommaso

    Ah Casano’ te vojo bene, ma sappi che quella tua rece di “Mandy” è una cosa sola appena un po’ meno grave della tua storica, inspiegabile e calcisticamente anche un po’ vergognosa idiosincrasia per “Doomsday”.

  12. SI era un po’ troppo lento e un quarto ma alla fine non era così orrendo, il finale era un po’ già telefonato ma qualcosa non me l’ha fatto odiare. Mi é rimasto impresso…forse mi ha ricordato POD.

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