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Only stoners left alive: la recensione di Bliss

«Che botta zi’»

Quando Nanni mi ha assegnato Bliss mi ha detto “ti consiglio di ripassare prima Driller Killer perché lo spunto è lo stesso”. Aveva ragione, nel film di Ferrara era un artista che sbroccava mentre qui è un’artista, ma al di là dell’apostrofo Bliss è sostanzialmente la stessa roba di quell’opera che è peraltro di dominio pubblico e potete godervi per intero qui.

Quando stavo guardando Bliss a un certo punto ho scritto a Nanni per chiedergli delle cose sul film e lui mi ha sgridato perché avevo in questo modo interrotto “l’esperienza di annullamento sensoriale totale”. Ovviamente aveva ragione anche qui, come mi ha confermato una seconda visione serale ininterrotta e con il volume corretto: Bliss fa un certo effetto se visto alle dieci del mattino con poco caffè in corpo e la luce del sole fuori dalle finestre, e questo effetto è la comparsa in trasparenza del faccione di Joe Begos che dice “per favore, mi stai rovinando tutto, ferma questo scempio e rivediamoci stasera”. E sì, ho proprio detto Joe Begos! Quello di Almost Human e di The Mind’s Eye, quel simpatico cineasta che ama omaggiare i film più o meno indie low budget con i quali è cresciuto e che si è inspiegabilmente scelto come musa cinematografica quel buco nero di carisma che si chiama Graham Skipper, quel Joe Begos con una carriera intera all’insegna del “belle idee ma realizzazione scarsa”, e anche quello che finalmente, giunto alla sua terza opera, sembra aver capito quali sono gli ingredienti necessari a fare un gran bel film, e tra questi ingredienti il più importante è la droga.

E le lucine colorate.

Slabbratissimo, incasinato, volutamente confuso, Bliss è lo scheletro di un film sul quale è appiccicata abbastanza carne da evitargli di ricadere nella definizione di “videoarte”, uno spunto da cortometraggio stirato fino all’ora e mezza a botte di stupefacenti con una vaga struttura e un unico vero grande interesse: prendere Dora Madison e farla sbroccare in tutti i modi possibili. È il miglior film di possessioni demoniache senza possessioni né demoni che abbia visto dai tempi di Le streghe di Salem (che peraltro di fronte a Bliss può solo stare muto), un semi-esperimento che almeno come approccio sta sull’ideale linea che separa Rosemary’s Baby da Miriam si sveglia a mezzanotte ma che declina in modo quasi cronenberghiano i soliti discorsi sulla follia dell’artista e sul confine tra realtà e immaginazione.

Nomoni, vero? Responsabilità pesanti da attribuire a un film che immagino sia costato quanto il cachet di Robert Downey Jr. per Endgame. Eppure oh, Bliss si sbatte tantissimo per meritarsi la fiducia: splatter, delirio, carnazza, luci verdi rosse blu, violenza e crudeltà, un pizzico di satira… Joe Begos a questo giro se la sentiva calda e si è impegnato tantissimo, e il suo film è una pistola carica a pallettoni di droga che spara in tutte le direzioni uccidendo tutti i direttori. Andiamo di SIGLA così poi vi parlo di Graham Skipper.

Ovviamente Graham Skipper c’è, non fai fuori la tua musa così, senza motivo; rispetto ai due film precedenti di Begos però non è il protagonista, in compenso si presenta in versione Russell Crowe e con un glorioso paio di mutton chops che sento la necessità di farvi vedere subito:

WE ARE MOTÖRHEAD

Come dicevo non è il protagonista: il suo ruolo è quello di venditore di droga e sosia non ufficiale di Kevin Smith, e per un qualche bizzarro scherzo della natura gli viene tutto benissimo, il che mi fa sospettare che quelle basette nascondano un generatore di carisma che ha trasformato uno dei peggiori attori della sua generazione in un professionista presentabile.

Ma basta parlare di Graham Skipper, parliamo di Dora Madison, che nel film è Dezzy, un’artistoide strafattona con una consegna imminente e un buco d’ispirazione che le impedisce di completare la sua opera. Dezzy è tipo l’intero cast di Trainspotting se si fosse accoppiato con Natasha Lyonne in Russian Doll e Dora Madison la interpreta come se fosse l’ultima notte della sua vita; immaginatevi una versione mumblecore di un film su un’artista maledetta in cui “dialoghi semi-improvvisati” significa che tre quarti delle parole sono fuck shit crap cunt e il resto altre volgarità meno esplicite biascicate da una che non ha voglia di svegliarsi la mattina figuratevi tutto il resto. Dezzy è una persona con le idee chiare, e sa benissimo che l’unica soluzione possibile al suo blocco dell’artista è la droga, per cui Dezzy va da Graham Skipper il quale le passa una sorta di cocaina nera che manda la ragazza in una botta clamorosa e le lascia in corpo abbastanza ispirazione da farla ricominciare a dipingere. La sera dopo, gasatissima e pronta a tornare a caccia di ispirazione, Dezzy esce con l’amica Courtney e il suo statuario fidanzato con la faccia da pirla Ronnie, i tre finiscono a letto, si fanno tutti insieme di cocaina nera (o è forse una nuova, misteriosissima droga?) e da lì va tutto in vacca.

«Zi’»

Tutto, dall’inizio alla fine: la vita di Dezzy, il suo rapporto con la realtà, la struttura del film, i colori, i filtri, gli effettacci anni Settanta, tutto quanto; in sostanza Bliss non esce mai davvero dalla prima botta di Dezzy, e tutto il film è una lunga spirale di stupefacenza e scene surreali e sospese tra carnazza e allucinazione. È il genere di film nel quale non esistono dialoghi normali ma solo gente che urla, gente che sussurra, gente che parla con tono lussurioso, gente che parla da sola, voci che parlano nella testa della gente. C’è un canovaccio, una parvenza di trama, che ha a che fare con Dezzy che prova a capire che razza di droga ha preso e perché all’improvviso sente questa fortissima necessità di succhiare sangue umano. Ma c’è soprattutto il freestyle di Begos, che inizia videoclipparo e a un certo punto, quando riesce a trascinare la sua storia in ambito francamente vampiresco, inizia a buttare nel calderone anche enormi quantità di gore e viscere e sangue scuro e denso che spruzza a fontana da alcune ferite. E da lì in poi vale tutto e Bliss smette di essere un film da raccontare per diventare un film da vedere.

Intendiamoci, visto che qualche riga fa ho tirato fuori nomi altisonanti: Begos non è un genio né Bliss lo rende improvvisamente tale; Begos è uno con un grande amore per certo cinema fatto di sangue sesso e luci stronze, abbastanza faccia tosta da citarlo senza vergogna e sufficiente talento per provare quantomeno a dare un taglio diverso e personale ai suoi semi-esperimenti visivi. Qui per esempio si apprezza la sua scelta di staccarsi dal facile period piece per girare un film saldamente ancorato all’oggi, oltre al gusto musicale che lo ha portato a girare un film di droga affidandosi non alla solita elettronica con i synthoni ma a Electric Wizard (la SIGLA accompagna la prima scena di allucinogeni e sesso a tre, una tecnica cinematografica nota come captatio benevolentiae), ISIS e pure una roba che sembra uscita da uno dei primi dischi degli Earth ma non lo è. E si apprezza soprattutto come per la prima volta in carriera Begos sia riuscito a ottenere un risultato all’altezza delle buone intenzioni. Quindi mi raccomando: luci spente, volume altissimo, accendere e via.

DVD quote:

«Miriam si droga a mezzanotte»
(Stanlio Kubrick, nuovo BFF di Joe Begos)

IMDb | Trailer

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13 Commenti

  1. Videosbronz

    Questo è il tipo di film che mi fa drizzare le antenne, cioè film horror di droga che sembra fatto (!) bene. Tra l’altro dalla rece mi ricorda antibirth, altro interessante film di droga con la Lyonne scoperto in queste sedi. Piu droga per tutti (nei film)

  2. Barone Meshuggah

    Uno dei film più belli dell’anno. Vederlo gigante al cinema è stata una botta clamorosa zi’.

  3. Ave Stanlio! Sempre pensato che il taglio di barba alla Lemmy Kilmister produca carisma, ma per chi vuole informarsi per benino, l’internet dice che:

    I sideburns, sideboards o whiskers laterali sono patch di capelli facciali cresciuti sui lati del viso, che si estendono dalla linea sottile al di sotto delle orecchie e indossati con un mento imbroglione.

    Io non so voi ma il mento imbroglione mi attrae.

    Il film mi attrae abbestia

  4. Alessandro risponde al Barone Meshuggah

    Posso dire, avendolo visto, che per me è stata un’apoteosi. Bellissimo, ma non solo per la psichedelia (e le scene di nudo/sesso al tempo stesso carnali e tutt’altro che banali), ma per il mondo dietro al mondo che rivela. Breve, emozionante, un cataclisma per l’anima. Ti porta in un mondo pazzesco senza farti alcun occhiolino né forzarti a provare un’emozione precisa e preDEcisa dal regista. Recitato da dio, mai forzato, ed è difficile in un film così. Caotico senza essere confuso, mostruoso nelle immagini ma garbato nella costruzione. Un capoalvoro. Consigliato a tutti.

    Un piccolo extra per il Barone, che lo ha visto: ricordi quando nei commenti alla rece di Joker parlavo di usare l’Arte per aprire le porte ad un mondo dietro il mondo, che ho definito tanto “satanico” quanto salvifico? Ecco. Prendi questo film. Toglici la droga, e raggiungi lo stesso stato mentale solo a suon di vent’anni di meditazioni profonde, autoipnosi, decensurazione volontaria dell’inconscio, eventi traumatici appositamente cercati, al massimo un po’ d’alcool.
    Non solo a differenza di lei puoi fare accendi/spengi, ma non uccidi nemmeno nessuno. Però il livello che tocchi è quello. Disintegrare l’uomo per far uscire qualcos’altro, aprendo infine gli occhi sul fatto che non abbiamo sbagliato a credere che Dio ci abbia fatti a sua immagine e somiglianza: abbiamo solo sbagliato a credere che l’immagine in questione si riferisse alla crisalide che chiamiamo Essere Umano, invece che al Caos (che non vuol dire confusione) che dentro di noi aspetta di rompere il bozzolo e uscire.
    Questo film è un’ottima parabola della vita umana (e del mio Cammino), una bugia che dice la verità, una grande Verità. A differenza del Joker, io non uccido la gente (poveraccia, che m’ha fatto, alla fine?): ma il mondo in cui voglio trascinare il mondo, è quello di questo film qui. Poi vediamo chi ci si ambienta, chi sbrocca, chi prospera. Selezione naturale. Ma lo status quo ormai è obsoleto, fu utile ma non più, ora esiste solo come blocco contro l’arrivo del Bliss.

    • Alessandro, solo un piccolo appunto tecnico: se vuoi rispondere a qualcuno c’è il tasto “Rispondi” sotto ad ogni commento, che è lì per aiutare a tenere le discussioni ordinate. Se ci sono altri problemi ovviamente segnalameli.

    • Alessandro

      No perdonami, la mia risposta mirava ad essere neutra, non mirata al Barone, la parte dedicata a lui era extra, da cui il ragionamento di metterla lì. Di solito l’interfaccia risposta la uso. Scusami

  5. “un film che immagino sia costato quanto il cachet di Robert Downey Jr. per Endgame…”

    Cioè, uhm, tantissimo?

  6. Lupo Luci Fulci

    Avevi la mia attenzione a carnazza e luci stonze ma se ci aggiungi lo stoner doom e droghe pazze vampirizzanti? Joe Begos mi ha palesemente letto nel pensiero, mi sento violato.

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