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Terminator Dark Fate, te lo dico: non prendi in giro nessuno

Amici, io ve lo dico. Parlare di Terminator: Dark Fate senza fare spoiler è impresa pressoché impossibile. Per cui vi consiglio di leggere quanto segue solo DOPO aver visto il film. Capito? Se hai visto il film, puoi leggere. Altrimenti? Altrimenti no. Let’s go.

Se c’è una cosa che mi da fastidio è essere preso in giro. Soprattutto se a farlo è qualcuno a cui voglio bene. Voglio dire, leggere lanci pubblicitari (attenzione, pubblicitari, eh? pensati apposta  da qualche ufficio stampa) come: “Il miglior film dai tempi di Terminator 2!” non vi spezza tutti i nervi? Oh, io ero in prima fila coi soldi in mano per Le Macchine Ribelli, per Salvation e pure per quella cacata di Genisys. Dal 2003 al 2015. Dodici anni della mia vita. Mi avete fatto credere che sarebbe stato uno sballo, mi avete dato delle rassicurazioni, mi avete chiesto di fidarmi, eravate tutti “oh, dai, vieni al cinema, questa volta sarà una bomba atomica, vedrai!”. E io c’ero cascato. Con tutti e due i piedi. E siccome sono persona di buon cuore ero stato anche tentato di trovare del buono in qui pasticci. Abbozzavo, difendevo. Certo, lo sapevo anche io che non erano dei filmoni, non erano i capolavori che era lecito – se non doveroso aspettarsi – ma che dovevo fare? Smettere di credere in Terminator?

Dentro soffrivo ma fuori ero pronto a immolarmi per difendere la causa. Ma è inutile che lo dica a voi affezionati lettori. Questo è quello che facciamo qui a casa i400Calci: difendiamo il cinema dei giusti dalle brigate delle pipe in radica, sempre pronti a screziarci con le solite illazioni. “Sì, certo, a te piace Terminator perché ricorda un videogioco ed è pieno di esplosioni, bim, bum, bam!”. Poi cosa succede? Succede che nel 2019 te ne esci con un nuovo film e mi prometti che 1) questo finalmente sarà bello, non come le altre ciofeche che mi hai venduto qualche anno prima e che 2) “oh, fai come se gli altri tre film non fossero MAI esistiti!”. Ma come? Ma tu, Hollywood, da che parte stai? Perché ti comporti così?

come mi immagino Hollywood

Comunque, resisi conto di aver fatto cagare since 2003, James Cameron insieme al produttore David Ellison della Skydance e al regista del primo Deadpool, Tim Miller, hanno pensato bene di chiudere la prima trilogia, aka fare il seguito ufficiale di Terminator 2: Il Giorno del Giudizio. Non solo: questo nuovo capitolo è pensato anche per poi buttare lì le basi per una nuova possibile trilogia. Insomma, altre dannate promesse. Che dite, cominciamo a spoilerare sul serio?

un comodo santino

John Connor è morto. Nella prima sequenza del film vediamo Linda Hamilton giovane insieme a Edward Furlong giovane in un baretto sulla spiaggia pieno di giovani in una location giovane tipo Porto Rico. Hanno sconfitto il T-1000, hanno fermato Skynet, sono finalmente felici e sereni. Basta cupezza! Ad un certo punto, dal nulla, arriva Schwarzenegger giovane e spara in petto a John Connor. Fatto questo, scompare nel nulla mentre la madre piange sul cadavere del figlio. Salto in avanti di 28 anni. Facciamo la conoscenza di Dani (Natalia Reyes), una sbarazzina ragazza messicana tutto pepe. Aiuta il padre mezzo malato, aiuta il fratello mezzo scemo, si barcamena in mezzo alla povertà messicana e tenta di fare in modo che il perfido padrone della fabbrica dove lavora non sostituisca i poveri ma volenterosi operai messicani con delle fredde macchine di qualche multinazionale del terrore. “Cosa sono questi freddi mezzi che ci dividono invece di unirci?”, si chiede la nostra nuova protagonista!

Su IMDb c’è scritto: Edward Furlong reference. Non scherzo

Contemporaneamente facciamo la conoscenza di Mackenzie Davis nuda <3. Sapete come funziona, no? Si forma una bolla di energia e dal futuro arriva qualcuno di nudo. Ma chi sarà lei? Un nuovo modello di Terminator pazzeschissimo o il buono, la nuova Kyle Reese? La cosa si fa curiosa perché contemporaneamente, da un’altra parte, arriva un altro nudista. Questa volta è un uomo dalla faccia piuttosto anonima, un impiegato del catasto del futuro (Gabriel Luna). Tempo due secondi e capiamo che Mackenzie è buona mentre l’impiegato del catasto è il cattivo. Un nuovo modello di Terminator, il Rev 9 che è fondamentalmente un’evoluzione del T-1000. Non solo si può liquefare e assumere la forma di tutto ciò che vede ma “now with sdoppiamento!”. Il corpo del Rev 9 può infatti staccarsi dalla sua anima metallica, lo scheletro del robot, e i due possono combattere autonomamente. Ah, ad un certo punto scopriremo che il Rev 9 ha anche il potere di internet! Pensate, amici: si connette a internet!!!!11!!!2!!!

double impiegato del catasto

Mackenzie Davis sadly non più nuda raggiunge Dani un secondo prima dell’impiegato del catasto e le dice la trademark:”Vieni con me se vuoi sopravvivere”. A questo punto possiamo far partire veramente il film: Mackenzie è Grace, un’umana pimpata con parte robotiche fortissima mandata indietro nel tempo da qualcuno (chi? CHI????) con lo scopo di proteggere Dani dal Rev 9. Ne va del destino del mondo. Sì, perché nonostante gli sforzi di Sarah, John Connor e il loro amico T-800 nel secondo film, Skynet in qualche modo s’è riformata e le macchine hanno preso un’altra volta il sopravvento. C’hanno solo messo di più ma alla fine sai cosa? Il destino lo puoi cambiare, il fato no. E se non mi sbaglio il film che stiamo guardando si intitola Dark Fate, no? Ok, il titolo italiano è Destino Oscuro, ma non è colpa mia se i traduttori italiani il giorno che a scuola spiegavano il determinismo si erano dati malati.

io mezzo inna

A Grace e Dani si aggiunge poi, colpo di scena, Sarah Connor, che in questi ultimi 29 anni non ha mai abbassato la guardia ed è rimasta la cara e vecchia pazza badass paranoica di un tempo. “Ah, le macchine! Il mio John è morto! Sono magrissima e alcolizzata! Dobbiamo difendere Dani perché partorirà il nuovo Messia che ci libererà dai cattivi!”. E Mackenzie nicchia… Ad un certo punto le Charlie’s Angels del disagio si convincono che da sole non ce la faranno mai a sconfiggere il nemico per cui decidono di chiedere aiuto a qualcuno. Ma a chi? Qui, dopo un’ora di film, con un numero da circo senza alcun senso logico degli sceneggiatori (“Vedi Dani, noi del futuro mandiamo delle coordinate indietro nel tempo che poi, per non sbagliare, mi sono fatta tatuare qui sulla pancia e se non mi sbaglio vuol dire che l’indirizzo che stiamo cercando è proprio questo qui”), le tre riescono ad arrivare in Texas, a casa di… Schwarzenegger!

“è sempre preso, eh? Ma è il tappezziere più bravo di tutto il Texas”

Ora, io ve lo dico, qui la cosa si fa abbastanza folle. Schwarzenegger, il T-800 che ha ucciso John Connor, quell’insensibile, inarrestabile, terrorizzante ammasso di ferraglia, dopo aver fatto il suo sporco lavoro s’era messo a vagare ramingo per il mondo. Un giorno, uno strano giorno, vede un uomo che picchia la moglie e allora… sviluppa una coscienza. Libera la donna dalle grinfie dell’uomo (presumibilmente uccidendolo) e decide poi di diventarne una sorta di marito adottivo. Senza dire loro che in realtà è un Terminator, si prende cura di lei e del figlio: si trova un onesto lavoro, il tappezziere, e mette su casa fuori città: una bella casetta nella campagna fuori Laredo, Texas. “Ma scusa, ma lei non s’è mai accorta che pesi mille mila chili e sei un robot?”, chiedono le ragazze. “No!”, risponde tentando di rimanere serio Schwarzenegger: “io e mia moglie abbiamo un rapporto platonico!”.

Una sparata più piccola di quella che avete appena letto

A questo punto nel tentativo di farci dimenticare maccosa abbiamo appena dovuto sentire, succedono delle cose senza un secondo di pausa: i quattro si mettono in marcia e poi arriva quello là cattivo e allora scappano in elicottero ma poi si scontrano un po’ e allora poi riscappano in aereo ma poi si sfrociano uno contro l’altro e allora c’è un combattimento pazzesco dove volano tutti e poi i buoni cadono da mille chilometri d’altezza con un SUV nel di dentro della diga di Hoover quindi poi sembra che stiano per morire tutti male ma poi alla fine vincono i buoni ma qualcuno forse ci lascia le penne 4 ever and evah perché senza il sacrificio qui non andiamo da nessuna parte, fiuuuu, rallentiamo: abbracciamoci e andiamo verso il nostro destino che forse non è dark come sembra.

Carl’s Angels

Terminator: Dark Fate è l’ennesimo pasticcio fatto ai danno di due filmoni a cui ciclicamente qualcuno si sente in dovere di andare a rompere le scatole. La sceneggiatura fa abbastanza acqua da tutte le parti: milioni di cose non vengono spiegate e forse è un bene, dato che quando ci si prende la briga di spiegarle ci si trova di fronte a un T-800 buonone che oggi campa attaccando tende alle vecchiette texane. Per quanto riguarda il lato action, il film ruota attorno a tre grandi macrosequenze molto articolate e piuttosto divertenti mortificate però da un uso del digitale non sempre all’altezza della situazione. Perché la prima sequenza con i protagonisti ringiovaniti è una bomba atomica ma poi il resto sembra peggio di Terminator Salvation? Anyway, cercate due orette divertenti distanti ANNI LUCE dai primi due film? Ci può pure stare. Ma…

James Cameron guarda male quel babbo di Tim Miller

Ora, il lato difficile e rischioso della questione. Chi scrive è convinto che Hollywood, soprattutto in ambito di genere, sia stato – da sempre – manchevole nei confronti dei personaggi femminili. Le protagoniste di film action donne sono poche, pochissime, e non è un caso che le prime due che ci vengono in mente siano Sarah Connor e il tentente Ellen Ripley, legate quindi al nume tutelare dell’intera operazione: James Cameron. Perché quindi non cogliere la palla al balzo e partire proprio da qui, nella “rinnovata e corretta” Hollywood del 2019, per creare una nuova trilogia action tutta declinata al femminile? Sulla carta l’idea è giusta, giustissima. Peccato però che il tutto nella pratica si trasformi in una sorta di barzelletta tirata per le lunghe, piena zeppa di contro stereotipi forzatissimi. Terminator: Dark Fate, a differenza di quello che si comincia a leggere in giro, non è un film femminista che spaventerà i troll misogini dell’internet, nonostante i 28 sceneggiatori (tutti rigorosamente maschi) abbiano riempito la storia di donne tostissime. No, amici: questo è un ruffiano e maldestro tentativo da parte del Signor Hollywood di lavarsi la coscienza. La cosa se ci pensate è doppiamente mortificante. L’ennesima presa in giro. Cosa rimane? Vediamo… Linda Hamilton e Schwarzenegger insieme fanno ancora scintille e Mackenzie Davis è da paura. A posto? Mi sa di sì. Mi taccio sulla scelta di Natalia Reyes perché, veramente, basta una foto per favi capire di cosa stiamo parlando.

Follow the leader. Se riesci a vederlo

DVD-quote:

“Divertente ma in malafede”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> IMDb |Trailer

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96 Commenti

  1. Anal Pacino

    Ma sul serio qui c’è qualcuno che sta difendendo questa cagata inaccettabile?? Ragazzi, fatevi vedere da un T-800 psicologo bravo (qualche sceneggiatore secondo me l’ha proposto). Questa roba fa rimpiangere Terminator 3, che almeno aveva un ottimo finale e una bella dose di cattiveria, pure avendo due protagonisti completamente fuori ruolo. Fortunatamente il box office metterà la pietra tombale su questa saga finita dagli anni ’90..

  2. Piergiuseppe Manicone

    Ok gli effetti speciali ben fatti. Ma la trama è scarseggiata di brutto. Troppe cose che non hanno senso. Tra cui una in particolare..

    Tutto il casino fatto in Terminator 2 (uccidere il T1000, distruggere la Cyberden) è stato inutile (e tra l’altro.. a questo punto il T800 poteva pure rimanere lì dov’era, invece di terminarsi. Avrebbe potuto dare indicazioni su come ripararlo e farlo durare più a lungo).

    Uccidere John Connor è stato del tutto inaspettato (un elemento mai accaduto nei capitoli precedenti). Però.. voglio dire, tanto casino per cosa? Salvare Sarah per cosa? Salvare John per cosa? Per poi farlo morire così?

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