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The Lighthouse: Love(craft) Actually

Chi lo avrebbe mai detto?
Chi lo avrebbe mai detto che sui 400 calci, locus amoenus in cui sangue e latte scorrono giù per le ripide pendici dei bicipiti acuminati (le famose Alpi Conaniche), avreste mai letto di un film così.
Un film in cui A e B si incontrano, hanno caratteri difficili e conflittuali anche a causa delle difficoltà che la vita gli ha riservato, ma poi il fato, vuoi per scherzo (o chissà!), li costringe a stare insieme, distanti dal mondo, isolati da tutto, finché, complice anche qualche bicchiere di vino, non finiscono per aprirsi reciprocamente riscoprendosi più vicini di quanto mai avrebbero potuto pensare. Ed è subito estasi.

(Seguono titoli di coda con un inquadratura che, partendo da un simpatico pellicano sorridente, si apre per mostrare le belle scogliere del New England. Manca solo il jazzettino sgarzolino, ma non si può avere tutto.)
*foghorns* *foghorns*.

 

Non lo avreste detto, eh?

Chi lo avrebbe mai detto?
Chi lo avrebbe mai detto che sui 400 calci avreste letto la recensione di uno tra i più classici dei drammi da tinello che abbiamo visto in questi anni Buy? The Lighthouse è infatti tante chiacchiere, rapporti umani che nell’arco di un’ora e mezza mutano radicalmente, rivelazioni scioccanti ma circoscritte all’esistenza dei protagonisti, gente che si urla addosso roba orribile e un finale a tagliola affidato alla solita inquadratura metaforica che ti lascia un po’ lì. Tipo Ozpetek ma con dei tentacoli.
*foghorns* *foghorns*.

I tempi Buy

Chi lo avrebbe mai detto?
Chi lo avrebbe detto che sui 400 calci avreste letto una recensione di un film che fonda l’80% della sua forza esclusivamente sul fattore estetico? Lo avreste detto voi sapendo che la regia di questo The Lighthouse è di Robert Eggers (remember The VVitch?) uno che ha un buon occhio e anche l’altro non è niente male (cit.). E, in questo film, Eggers ha deciso davvero di esagerare: il formato 1.19:1 compresso e violento, l’utilizzo di ottiche del 1905 per le riprese, la pellicola in 35mm, la fotografia di Jarin Blaschke che ha passato il tempo con in testa Fritz Lang e una quantità invereconda di citazioni pittoriche rendono davvero questo film un affresco realizzato una pennellata alla volta. Esteticamente, lo diciamo fuori da ogni ironia, è probabilmente l’esperienza più intensa e appagante che potreste fare e aver fatto negli ultimi -a spanne- cinque anni.
Ed è così piena e totalizzante da mangiarsi via tutto quanto, attori compresi.
*foghorns* *foghorns*.

I tempi Buyissimi

Così totalizzante da costringere Willem Dafoe e Robert Pattinson a mettersi totalmente a disposizione del gran carrozzone visuale che il regista mette in piedi e vive, pulsa, palpita ed emette umori e liquidi viscosi di dubbia provenienza. È interessante vedere come, là dove un trasfigurato Robert Pattinson butta tutto su un overacting degno del miglior Jared Leto (cioè del peggior attore), Willem Defoe tende invece sottrarre in maniera quasi ansiogena, procedendo con moto ondivago tra imperscrutabilità e recitazione da cinema muto a botte di occhi strabuzzati e smorfie della bocca. La cosa incredibile è che entrambi funzionano. E funzionano bene.
*foghorns* *foghorns*.

Due piccioni con un Favino

A rendere il tutto ancora più imponente, bisogna aggiungere la solita maniacalità filologica di Eggers che a sto giro sfiora la gimmick utile più per uscire dall’imbarazzo ai press junkets (ed avere i critici che fanno un poviano “Oh”) che a regalarci una maggiore profondità narrativa. Anche perché, non so voi, ma certi dialoghi del film mi sono risultati ostici da decifrare: non tanto per il linguaggio, quanto per il bisogno di ricreare anche la sintassi claudicante nei discorsi, spesso sgrammaticati. Il tutto reso ancora più oscuro dai riferimenti precisi allo slang marinaresco. A volte si ha la sensazione di stare assistendo alla discussione tra due minatori sardi nel 1840. Tremo tuttavia all’idea di come il doppiaggio potrebbe svilire il tutto, trasformando il lessico specifico e “smangiucchiato” semplicemente in un’inflessione da Braccio di Ferro.

Certo, l’aderenza integralista al parlato dell’epoca, se devo essere sincero, a volte è fastidiosa ma, se non altro, permette di lasciar scorrere il grande fiume delle parole per concentrarsi, come vuole Eggers, solamente sui sentimenti che scorrono potenti in questa pellicola dedicata al rapporto tra due uomini rudi ma pieni di amore da dare e ricevere (no pun intended)(o forse sì).
Non è un caso, infatti, che l’unica cosa davvero costruita ex novo da Eggers per girare il film sia il lungo, alto, ritto faro che svetta per tutta la pellicola nella sua fallica magnificenza. (come sopra)
*foghorns* *foghorns*.

Un attore Morante

Finirei il discorso aggiungendo solamente una breve nota sulla grande mistificazione di cui questo film è stato vittima: non tanto il fatto che qualcuno ha iniziato a citare Lovecraft in maniera totalmente pretestuosa quanto invece questo è un racconto che sembra frutto di un epigono di Edgard Allan Poe, molto più umano che sovrannaturale.
No.
La più grande mistificazione è che viene spacciato per un horror, quando invece è una bellissima rom-com da vedere al cinema.

 

DVD-Quote suggerita:

L’unica rom-com che vale la pena vedere quest’anno
(Bongiorno Miike, i400calci.com)

 

>> IMDb | Trailer

P.S.= Sono una persona fortunata che ha un proiettore a casa e una parete abbastanza grande per usarlo. Ho visto The Lighthouse circa cinque volte ed è davvero una visione estasiante. Vi consiglio però di attenderlo al cinema (prima o poi passerà ben) e di non farvi tentare dalla visione sugli schermini dei vostri computer perché finireste per buttarlo via. Il film. Davvero.

 

 

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55 Commenti

  1. Una room-com con due attori con le facce tra le più odiose di sempre? Da vedere su schermo gigante per meglio gustare le spettacolari gengive di Dafoe? Lo vedrò senz’altro.

  2. Maxnataeleale

    Visivamente impressionante con due attori in stato di grazia. Assolutamente da vedere in lingua originale.
    Piccolo ot :ma quella bomba di the nightingale non la coprite?

  3. Bradlice Cooper

    Il regista continuava a definirlo una Dark-comedy, e io dopo i trailer e il plot e le immagini continuavo a essere perplesso. Lo guarderò appena posso, sul mio mediocre tv da 42 pollici. Ma di un’uscita in sala in Italia non esistono notizie, vero?

  4. Scary Grant

    – Vero, è talmente bello che a volte la parte estetica ha la meglio su tutto il resto. Mi sarebbe piaciuta un po’ più di sostanza. Un film invece che ha sempre l’estetica da mascella a terra ma è anche un film tutto da mascella a terra è First reformed. Forse mi è balzato in mente il collegamento per l’aspect ratio simile (1,37:1).
    – Alla fine non rientra tra i miei preferiti, ma ciò non toglie che ora voglio tatuarmi “Yer fond of me lobster, ain’t ye?”.
    – Ciò non toglie neanche che se mai riuscissi a beccarlo al cinema andrei a vederlo in prima fila.

  5. Mamoru Osho

    Anche io sono molto interessato. Temo però che da noi uscirà direttamente in home video, se uscirà, e sarà sicuramente un vero peccato. A proposito di lunghi dialoghi in bianco e nero tra grandi caratteristi, qualcuno per caso ha visto What Did Jack Do?

    • Jena Pilsen

      Le scoregge di Willem Dafoe miglior comparsata ai prossimi Sylvester…

    • Sergio Beone

      The VVitch c’ha messo un anno e mezzo a passare in Italia, fossi in te non dispererei. Il grosso problema come diceva Miike sarà il doppiaggio, ma davvero eh. Io l’ho visto a casa ma con uno schermo molto grande secondo me vale anche più che in cinema con gente blaterante

    • Sergio Beone

      PS dove minchia l’hai trovato What Did Jack Do??? Ti invidio clamorosamente

    • JJFlash

      Sta serenamente su Netflix :)

  6. Gore Verbiscuit

    film dell’anno. fine.

  7. jax

    E qui vi volevo.
    che dire? ci sarebbero moltissime cose, cerco di andare in ordine sparso con forse qualche SPOILER.
    Eggers fa centro una seconda volta, meglio anche di the Witch e si fa strada prepotentemente (per me) come il miglior regista horror di questi tempi e forse non solo di horror. Una coerenza stilistica e registica pazzesca e totale al servizio di una sceneggiatura scritta da lui e dal fratello che prende il meglio della mitolgia di Prometeo, lo mischia con le leggende del mare, con i sacri numi tutelari di Conrad, Melville, Poe e Lovecraft per produrre la lenta discesa negli inferi della follia dei due protagonisti. Il tutto con un horror ancora meno accennato di the witch ma se possibile ancora peggiore, più sporco, umano, pauroso e letale. Non racconto niente della storia perchè vale la pena veramente gustarselo dal primo all’ultimo fotogramma, se possibile per sentire gli accenti di Pattinson e Defoe e gli improperi di quest’ultimo (veramente epici). Girato in uno splendido bianco e nero, curato in ogni minimo dettaglio ma soprattutto vero, crudo, senza pietà e (soprattutto) senza speranza.
    Due parole anche su Pattinson e Defoe che qui mettono in piedi una prova assoluta, oltre ogni limite che non viene candidata agli oscar per motivi che mi sono oscuri. Completamente in parte, sollevano l’asticella della follia a livelli toccati non spesso ultimamente.
    Da vedere, rivedere e forse rivedere ancora un’altra volta. CLAMOROSO.

    • Sì, clamoroso lo è proprio. Ha anche l’aspetto leggermente disturbante che potrebbe trasformarlo in una sorta di film maledetto, una roba alla “Diamanda Galas”. l’ho visto un numero impressionante di volte e l’ho fatto vedere anche amici, parenti e putipù.
      Però secondo me c’era e c’è un qualcosa, un tassello, piccolo, che manca.

    • jax

      Forse il finale? Forse più tentacoli? Più Gabbiani stronzi? Più scoregge di Willelm Dafoe? Non so. Lo devo rivedere.

      Doppiaggio italiano letteralmente impossibile.

    • Io forse ci avrei messo un quarto d’ora in più.

      SPOILER GROSSO GROSSO GROSSO GROSSO
      SPOILER DAVVERO
      NON LEGGETE

      È che forse la spirale in cui cade Pattinson è un po’ troppo rapida.

    • jax

      Dici? Non so. Certo da un momento in poi sbrocca proprio. E comunque non hai citato il mito più grosso a cui fa riferimento sto film: Prometeo.
      Ma li è proprio quasi troppo troppo evidente.

    • Citano anche il mito di Proteo se è per questo. Ma davvero viene detto in modo così sfacciato e chiaro che non necessitava di esegesi. Non trovi?

    • jax

      Vero anche questo. Lo si intuisce praticamente dal primo incontro tra Pattinson e Defoe quando gli dà i compiti da fare e NON fare quale è il mito. Poi c’è una scena anzi due che son veramente too much.
      Ci aggiungo un’altra ispirazione curiosa che però forse ho visto solo io, anzi meglio definirla una affinità: Wes Anderson (non picchiatemi). Nella scenografia e in alcune messe in scena. Forse il fatto che ci sia Defoe mi ha fatto pensare per un secondo ad uno spin-off sul personaggio da lui interpretato in Steve Zissou, ma sto divagando.
      Peraltro, tra The Rover, Good Time e questo, quando cacchio è diventato credibile e bravo Pattinson?

    • Raimondo Vinello

      High life anche li bravissimo per un gran film

    • Yazujiro Uzi

      Per me il problema del film è l’opposto, un tassello di troppo.

      SPOILER
      I tentacoli, la sirena, tutto quello che diventa troppo esplicitamente fantastico (non mi viene un termine migliore). Specialmente la scena/inquadratura finale, secondo me sono un po’ fini a se stessi e rompono quell’atmosfera di sana pazzia. Sono un po’ troppo pennarellone. Un po’ onanistici.

    • Gore Verbiscuit

      concordo su tutto, oh poi non dimentichiamoci l’ispirazione piú grande di tutte:
      https://www.youtube.com/watch?v=AzLiNGqkO4Y&feature=emb_title

  8. Cristofaro Coulumbu

    Ma alla fine arriva un mostro tentacolone o no?

  9. Past

    Ecco perché Eggers, regista di the vvitch voleva fare una propria versione di nosferaru,l’espressionismo tedesco di inizio secolo scorso e’ indubbiamente nelle sue corde, ma sono tante altre le influenze di questo film dal ciclo di chtulhu di lovecraft a eraserhead di Lynch…pattison e defoe fuori scala, potente ed evocativo in diversi momenti, film che rivedrò sicuramente in futuro anche perché sicuramente mi sono perso qualche simbolismo comunque dopo Aster un’altra conferma di genere.
    Aggiungo una cosa, per me che vivo sul mare è ammirevole vedere come siano stati ricreate e proposte vecchie strutture il legno lascite lì in balia della natura e degli elementi…a tratti sembra di sentire il puzzo di salsedine, di alghe lasciate marcire e del legno fradicio…tutto estremamente bello.
    Lo consiglio, non è un film facile, ma ne vale la pena.

    • Bradlice Cooper

      Di Nosferatu si sa qualcosa? Si farà davvero o era solo una boutade?

    • Eugenio Mortale

      Eggers sembra già essere a lavoro sul prossimo “The Northman” dove già mezzo cast è stato confermato.

    • SonoSionSono

      Eggers è già al lavoro su “The Northman”, ma ho letto recentemente una sua intervista, e a quanto pare è ancora interessato a dirigere un nuovo “Nosferatu”. Speriamo bene.

  10. “L’unica rom-com che vale la pena vedere quest’anno”

    Be’ dai, anche Last Christmas non è male.

  11. alexanderthegrape

    mi sembra di aver visto un film simile ma con attori diversi…è un remake questo giusto?

    • Gore Verbiscuit

      ha lo stesso setting di Cold Skin, ma siamo in due universi diversi proprio

    • Eugenio Mortale

      Esiste un film del 2016 distribuito dalla BBC con lo stesso titolo e una storyline praticamente uguale.

  12. AnnaMagnanima

    Nel processo “lo stato di Valverde a favore di thelighthouse” chiamo al banco dei testimoni @Cicciolina per raccontarci la figura della sirena.

  13. Raimondo Vinello

    Questo film merita ,oltre all’audio originale ,anche un impianto sonoro di qualità , roba da far cadere dal divano.

  14. ste

    visto male quindi perde molto ..ma in ogni caso spettacolare

  15. Hellblazer Joestar

    Visto nel corso di una Domenica Lovecraft in double bill con The Color out of Space e Lighthouse vince facile. Sottotitoli obbligatori perché non avrei capito una Madonna altrimenti. Film bello bello.

    Spoiler

    Concordo sul fatto che c’è poco Lovecraft (un momento o due di tentacoli, ma il succo della faccenda è chiaramente altrove) e invece un fottio di Coleridge (le cose vanno in merda da quando SPOILER un gabbiano viene ucciso), Poe (le scene di alcol a fiumi, il finale che è preso dritto da Gordon Pym).
    Estetica mostruosa (in senso buono), un lavoro sul sonoro eccezionale, imho Pattinson > Dafoe.
    Chissà se Eggers userà i contenuti speciali dei DVD per andare full Murnau e farlo anche muto.

    • jax

      Oh visto anche io come te assieme a Color Out Of Space (curiosamente anche io uno dietro l’altro) e tenderei però a non paragonarli. Due campionati diversi.
      Però Color Out Of Space merita, merita eccome

  16. Federico Fellone

    Miike ma il colmo è ammazzarsi di seghe?

    • Io lo conoscevo nel formato tradizionale tipo titolone sul quotidiano:
      “Falegname impazzito tira seghe ai passanti”.
      Era roba vecchia quando ero bambino ma mi fa ridere ogni volta che ci penso.

  17. D’accordo su tutto tranne che sul rom-com.
    Senza per forza fare paragoni, di questa ondata recente di nuovi virgulti che si cimentano con l’horror Lui é un Herzog, giusto per fare un paragone forzato ma non per forza.
    Quanto ho trovato esponenzialmente più bello the lighthouse rispetto a VVitch, tanto ho trovato logaritmicamente bello Midsommar (delusione dell’anno).
    Questo sempre per non fare paragoni, ma tanto questo é solo un commento.

  18. Willem “DA FOG” Defoe

  19. avdf

    faccio outing: the vvitch non m’è piaciuto… pallosissimo.

  20. goat

    Bellissimo e tutti promossi, bravi.
    Eggers continua così, già con The VVitch mi avevi convinto.

    DOMANDA SPOILER RIVOLTA SOLO A CHI IL FILM L’HA GIÀ VISTO:

    Su una recensione ipotizzavano che in realtà i due protagonisti siano la versione vecchia e quella giovane della stessa persona, tanto per incasinare ancora di più il tutto, come se non bastasse lo stillicidio di metafore (tantine, eh), che ne pensate?

    • E’ una possibilità, la storia di avere lo stesso nome suggerisce anche questa possibile interpretazione.

      Mi sembra molto suggestiva e non vedo l’ora di rivederlo tenendola in mente per vedere se nella mia testa funziona. Comunque credo che la forza del film sia che è aperto a svariate interpretazioni tutte potenzialmente funzionanti!

  21. Io un po’ di Lovecraft ce l’ho visto, però è innegabile che ci sia anche Poe e mille altre cose, dal mito di Prometeo a un quadro di Schneider di inizio secolo…

    Gran bel film, da leggere su più livelli, secondo me con possibilità infinite di essere guardato e riguardato!

    E il suono del foghorn ancora non me lo levo dalla testa…

  22. Cicciput

    Dato che ho amato The VVitch, aspettavo questo film sin dal primo fotogramma mostrato come si aspetta la seconda venuta del messia, fiducioso che sarebbe arrivato in sala come in tutti gli altri angoli del globo. Ho resistito quindi alle sirene (ahah) della baia dei pirati e agli inviti di vari corsari neri, e ho aspettato con pazienza una release ufficiale. Morale della favola, alla fine l’ho visto sul divano di casa noleggiato da chili, scoprendo con un fatale attimo di ritardo che era solo la versione doppiata senza manco l’audio originale e uno straccio di sottotitoli. E vabbè.
    Che dire sul film, è una meraviglia, niente da aggiungere a quanto già scritto nel pezzo e nei commenti. Quasi due ore di quadri spettacolari a schermo, una fotografia che lascia storditi per la bellezza. Decisamente il film che speravo di vedere da Eggers.

    P.S. SPOILER : Io ho cominciato a pensare che fossero la stessa persona da vecchio e da giovane già da metà film più o meno. Devo rivederlo assolutamente perché sia per il film in sé, sia per l’ora tarda, sicuramente mi sono perso qualche dettaglio per strada, anche perché praticamente ogni fotogramma andrebbe fermato e contemplato per qualche minuto, ma la sensazione che i due personaggi fossero in realtà uno solo ce l’ho avuta molto forte. Non che cambi molto in realtà, il film è strepitoso anche senza volerlo razionalizzare in alcun modo.

    P.P.S. 2 – prima il caprone Black Philipp, adesso il gabbiano guercio, Eggers continua la galleria degli animali più terrificanti del cinema recente.

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